La prima metà di agosto è ormai alle spalle e, con essa, arrivano anche i primi temporali estivi. Oggi finalmente riesco a tornare in acqua con i miei amici del Punta Campanella Diving Sorrento. Non so ancora dove siamo diretti, ma l’importante è immergersi.
Ho sistemato lo scafandro, messo le batterie cariche nei flash e sostituito il cinturino rotto alla mia vecchia maschera. Porterò con me anche quella nuova, che Fabio Russo ha provveduto a pulire in settimana.
Arrivo puntuale alle otto al diving: c’è tanta gente e subito inizio a preparare la mia attrezzatura, ferma da qualche giorno, mentre saluto tutti gli amici. In particolare Antonio “Wall-e”, a cui stamattina ho prestato lo scafandro per il telefonino, visto che il suo dà problemi. Ci prepariamo insieme e raggiungiamo la banchina, dove Roberta ci aspetta sul Marangone.
Il cielo è sereno, il mare calmo e persino l’acqua del porto di Marina Grande sembra limpida. Mi sposto a prua per il consueto autoscatto, ma non riesco a farlo come vorrei; durante la navigazione ne improvviso uno con lo scoglio del Vervece sullo sfondo.
Finalmente ormeggiamo alla boa e mi tuffo in acqua con Antonio. L’acqua è limpida come speravamo: sorvoliamo il pianoro roccioso e in lontananza Antonio mi indica due aquile di mare. Sono troppo distanti per fotografarle, ma poco dopo ne avvisto una terza.
Proseguiamo sopra la foresta di gorgonie rosse, purtroppo ricoperte da mucillagine, e raggiungiamo il grande scoglio con le gorgonie gialle, attorniate da nuvole di castagnole rosa. Antonio, con la sua Nautismart Pro illuminata da due lampade, segue perfettamente le mie indicazioni e si posiziona al meglio per lo scatto.
Giriamo intorno allo scoglio: vediamo alcuni barracuda e poi il masso con le margherite di mare, dove di solito staziona una corvina. E infatti è lì: riusciamo a fotografarla prima che si allontani, mentre Antonio continua a posizionarsi con precisione da modello subacqueo.
Più avanti, in lontananza, notiamo decine di cernie e qualche dentice. Raggiungiamo poi il pianoro a 12 metri con la statua della Madonna: scattiamo qualche foto approfittando della visibilità eccezionale, e provo anche una ripresa panoramica dello scoglio intero.
Infine arriviamo nella zona più bassa, dove si trova il buco fiorito. La situazione resta compromessa, ma qualche segnale di ripresa si intravede: piccole chiazze di margherite di mare resistono e spero che, con qualche anno di tregua dalle alte temperature, possano riprendersi. Purtroppo molte altre pareti sono ormai nude: anche sul retro dello scoglio non ne trovo più traccia, restano solo poche colonie sul masso delle corvine.
Torniamo sul pianoro e incrociamo Fabio e Andrea con i loro clienti: provo a radunarli per uno scatto di gruppo, ma arrivo in ritardo e la comitiva si disperde. Mi resta il rammarico di non aver pensato a una foto con il primo piano della Madonna.
Risalgo e torniamo a bordo. Cambio subito bombola e batteria del faretto, ma non è possibile fare altrettanto per tutti gli altri: non ci sono bombole sufficienti a bordo. Dobbiamo quindi rientrare in porto, sia per caricare nuove bombole sia per prendere i clienti in arrivo per la successiva immersione al Banco di Santa Croce.
Questa immersione è stata davvero spettacolare, grazie a una visibilità eccezionale. Ora spero che anche dall’altro lato del golfo l’acqua sia altrettanto limpida, per riuscire a realizzare finalmente alcuni scatti panoramici.