È trascorsa circa un’ora dalla prima immersione allo Scoglio Penna e Gianluigi, Lisa, Giuseppe e gli altri subacquei si stanno preparando per scendere sul relitto del Vervece.
Poco prima è stato posizionato un pallone segnasub nel punto in cui dovrebbe trovarsi il relitto. Gianluigi non è sicuro della posizione esatta, ma ritiene di essere molto vicino allo scafo.
Quando tutti sono pronti, iniziano la discesa lungo la cima. Noi aspettiamo qualche minuto per assicurarci che sia tutto a posto, poi ci spostiamo per ormeggiare alla boa dello Scoglio del Vervece.
Questa volta mi immergo soltanto con Walter. Gli altri ci raggiungeranno successivamente, dopo aver visitato il relitto.
Appena in acqua, mi dirigo subito verso la tana dove, durante l’immersione della settimana scorsa, avevo incontrato una murena con due gamberetti pulitori.
I due gamberetti sono ancora lì, ma purtroppo la tana è vuota. Della murena nessuna traccia!
Decido quindi di proseguire, effettuando un lungo giro intorno allo scoglio, senza però completarne l’intero perimetro.
L’acqua è finalmente limpida, ma la luce ormai pomeridiana avvolge il fondale in un blu intenso. Anche qui si avverte una corrente proveniente dalla direzione di Capri.
Dopo poco vediamo arrivare anche i subacquei che hanno effettuato l’immersione sul relitto.
Io continuo a girare e fotografare, finché non incontro un’altra grossa murena, anche questa in compagnia di un gamberetto pulitore.
Si tratta però di un Lysmata seticaudata, non dello Stenopus spinosus che avevo osservato la settimana precedente e che speravo di ritrovare.
Scatto comunque qualche fotografia, ma quando controllo l’orologio mi accorgo che è già arrivato il momento di risalire.
Non voglio far attendere gli altri più del necessario e così, dopo 50 minuti d’immersione, torno in superficie.
Questa volta, prima di affrontare la scaletta del gommone, mi libero dell’attrezzatura più pesante, evitando di ripetere l’errore della settimana scorsa che mi era costato un bel mal di schiena!
Una volta a bordo, vengo a sapere che Gianluigi è stato particolarmente abile nell’individuare il relitto: il pallone era stato posizionato a poche decine di metri dall’imbarcazione affondata.
Mi svesto parzialmente e mi asciugo un po’. Durante la navigazione di rientro rimango con il sottomuta e il mio immancabile berretto rosso di lana.
Fa freddo, ma tutto sommato nulla di insopportabile.
Rientriamo lentamente a Marina Grande di Sorrento, dove iniziamo le consuete operazioni di scarico e lavaggio.
Sistemo il materiale ad asciugare e poi saluto i miei amici, naturalmente non prima di aver scattato un ultimo selfie tutti insieme!

Domani non potrò essere presente alla chiusura delle attività stagionali del diving. Un vero peccato, perché sembra sia prevista una doppia immersione a Capri e mi sarebbe piaciuto davvero partecipare.
Ma non dispero: con l’anno nuovo ci sarà sicuramente un’altra occasione per tornare a fotografare il traliccio sommerso.
Rientro a casa verso le 15:30, asciugo e sistemo l’attrezzatura fotografica e soltanto alle 16 riesco finalmente a sedermi a tavola per pranzare.
Dopo pranzo posso finalmente concedermi una bella doccia calda, prima di prepararmi per una serata in pizzeria con gli amici.
Si conclude così un’altra piacevole giornata di mare, con due immersioni, qualche incontro interessante e tanta voglia di continuare a fotografare sott’acqua, anche se ormai la stagione sta volgendo al termine.