Marco Gargiulo

#17 — Banco di Santa Croce con Punta Campanella Diving Sorrento

Il dolore alla schiena è ancora molto intenso. Il movimento sbagliato durante la risalita sulla scaletta, al termine della prima immersione al Vervece, mi ha provocato una forte fitta lombare, ma non abbastanza da farmi rinunciare al secondo tuffo della giornata.

Alle 12 siamo nuovamente pronti a partire, questa volta in direzione del Banco di Santa Croce.

Navighiamo tra le onde lunghe, ancora presenti dopo il maltempo dei giorni scorsi, fino a raggiungere la boa d’ormeggio, dove troviamo già un altro gommone. I subacquei stanno risalendo, così ci posizioniamo davanti a loro in attesa di poterci immergere.

Questa volta, per evitare altri movimenti dolorosi, mi faccio aiutare a sollevare e indossare la bombola.

Appena pronto, mi tuffo insieme a Mimmo e iniziamo a scendere lungo la parete.

La visibilità è terribile, forse addirittura peggiore rispetto a quella trovata al Vervece, dove almeno si avvertiva una corrente che, probabilmente, contribuirà a ripulire l’acqua nei prossimi giorni.

Effettuiamo un giro della secca principale e io mi dedico a fotografare qualche piccola cernia, le margherite di mare e alcuni saraghi.

A un certo punto vedo Mimmo intento a fotografare due grossi scorfani e mi avvicino anch’io.

Proprio in quel momento assisto a una scena che non avevo mai osservato prima.

Ogni volta che uno degli scorfani si sposta da un punto all’altro, un intero gruppo di menole lo segue compatto, quasi fosse una piccola scorta.

La situazione si ripete più volte, a ogni movimento del grosso pesce.

Non riesco a spiegarmi il motivo di questo comportamento, ma è proprio questo uno degli aspetti che più mi affascinano del mare: la capacità di regalare incontri e situazioni del tutto inaspettati, anche in luoghi che conosco ormai da tanti anni.

Proseguiamo il nostro giro sulla secca finché arriva il momento di iniziare la risalita ed effettuare la prevista sosta di decompressione.

Non avendo montato il grandangolo, non posso realizzare il consueto selfie ricordo. Chiedo quindi al Prof. di scattarmelo, ma devo dire che non è proprio un esperto di selfie subacquei!

Finalmente risaliamo a bordo e, con mia sorpresa, Mimmo mi confessa di avere un po’ di nausea. Probabilmente il malessere è legato all’antinfiammatorio che ha preso questa mattina, visto che anche lui soffre di dolori lombari.

Insomma, oggi siamo proprio una bella coppia di subacquei acciaccati!

Neppure io sono messo molto meglio, ma almeno questa volta evito di ripetere l’errore della prima immersione: prima di affrontare la scaletta mi libero della zavorra, cercando di non sovraccaricare ulteriormente la schiena.

Il dolore resta comunque importante, ma c’è un’altra necessità ancora più urgente: tornare in acqua per fare pipì!

Mi faccio quindi coraggio e porto a termine anche questa incombenza.

Poi richiudo la muta e mi sistemo al riparo del tubolare del gommone, mentre iniziamo la navigazione di ritorno verso Sorrento.

Sono circa le 14 quando lasciamo il Banco di Santa Croce e, tra il rientro in porto e il lavaggio delle attrezzature, si fanno ormai le 15.

Vado a recuperare l’auto al parcheggio e Mimmo mi accompagna fino a sotto casa.

Prima di salutarci, però, non posso fare a meno di scattare un ultimo selfie insieme.

Il Prof. ha ancora lo stomaco sottosopra e dalla sua espressione si capisce benissimo quanto sia sofferente. Io, invece, sono praticamente bloccato con la schiena.

Guardiamo la foto e il risultato è impietoso: DUE CADAVERI! 😂

Altro che due subacquei appena rientrati da una bella giornata di immersioni!

Ci salutiamo e Mimmo, ancora piuttosto provato dal malessere, riparte verso casa sua. Io, invece, mi limito a dare una rapida risciacquata all’attrezzatura fotografica e raggiungo la mia famiglia a casa di mio suocero per un pranzo decisamente tardivo.

Soltanto dopo torno finalmente a casa per una bella doccia e un po’ di meritato riposo.

Nonostante gli imprevisti e il dolore alla schiena, anche questo fine settimana sono riuscito a godermi il mare, quello che mi è mancato così tanto nei primi mesi dell’anno.

E la voglia di continuare a immergermi non manca affatto!

Spero anzi di riuscire presto a organizzare anche qualche immersione da terra a Marina Grande, tornando a esplorare con calma i fondali che conosco e frequento da tanti anni.

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