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Liberazione Cavallucci Marini a San Montano

Inizia oggi ufficialmente la stagione estiva del Punta Campanella Diving Center e sono eccitato di salire per la prima volta sul nuovo battello “Marangone” che è stato appena varato. L’appuntamento è alle 11 al diving, perché l’immersione delle 8 è SOLD OUT, non c’è posto per me in barca al primo turno, ma solo nella seconda uscita.

Arrivo con lo scooter dopo essere passato a prendere la muta umida ed il resto dell’attrezzatura da trasferire per l’estate 2021 al diving. Oggi ho montato ancora il Nikon 60 mm per provare di nuovo la lente MWL1 che finora non ho avuto modo di utilizzare nelle migliori condizioni.
Qui incontro Rosy e Gianluigi che saluto rapidamente ma anche i miei amici Pierluigi e Luisa con i quali uscirò oggi in barca. Scarico l’attrezzatura e vado a posare lo scooter.

Mentre ritorno al diving, passo a salutare il mio amico dott. Gennaro Caiazzo che è seduto al bar con alcuni amici. Mi presenta un suo amico Mario che è appena venuto da Napoli per liberare ben dieci cavallucci marini ed un piccolo gattuccio che in prima mattina ha salvato da morte certa, acquistandoli dai pescatori del lungomare napoletano per poi riportarli in mare.
Avendo la dimora estiva a San Montano di Massa Lubrense, ha ben pensato di liberarli proprio davanti casa, dove all’interno delle scogliere troveranno l’habitat ideale per riprodursi, tra alghe verdi e brune, scarso idrodinamismo e tanta  Posidonia oceanica.
Comprendo subito l’eccezionalità dell’evento e cambio improvvisamente il mio programma … vado al diving, saluto i miei amici “appendendoli”, preparo la fotocamera ed indosso la muta e mi dirigo con Mario a casa sua, l’immersione la effettuerò domattina, oggi ho una grande occasione da sfruttare!

Aspettiamo un’ora nell’attesa di Gennaro che ritorni dalla sua immersione  con i compagni, ma tardando un pochino, decidiamo di iniziare l’operazione di liberazione senza di loro.  Nel frattempo si è radunata una gran folla di curiosi intorno alla bacinella che li conteneva. I figli di Mario si sono vestiti di tutto punto, pinne, maschera e muta, così come i loro amici. Entriamo in acqua e ci dirigiamo verso la scogliera dove liberiamo inizialmente il piccolo gattuccio. Subito dopo Mario torna a terra e sposta gli ippocampi nel bidone per trasportarli al largo dove troveranno la loro nuova casa. 

La configurazione fotografica montata non è quella ideale per questa situazione ma non avendo un grandangolare montato sulla Nauticam NA-D850 devo fare di necessità virtù. Mario inizia a far fuoriuscire dal contenitore i pesciolini ad uno ad uno, mostrandoli ai bambini che sono intorno a noi. Pian piano vengono liberati tutti, ma confesso di avere enormi difficoltà ad immergermi senza piombi e conseguentemente a scattare al meglio. 

Quando abbiamo ormai concluso la liberazione, vediamo arrivare la barca con a bordo Gennaro. Ritorniamo sul punto e gli mostro uno dei cavallucci che è rimasto visibile, attaccato al un ciuffo d’alga, ne vede anche un secondo qualche metro più in là, gli altri sono ormai completamente mimetizzati con la vegetazione e sono introvabili. Soddisfatto saluto Mario e la sua bella famiglia e approfitto di un passaggio con la barca per tornare al porto, evitando una lunga passeggiata con la pesante fotocamera tra le mani. 

Al diving mi spoglio e lavo l’attrezzatura, la ripongo nel deposito ma non posso salutare nessuno dei miei amici perché non sono ancora rientrati dalla loro immersione. Salto sullo scooter e torno a casa, sono quasi le 15 ed ho una gran fame. Recupero qualcosa dal frigo e dopo mi vado a stendere un poco sul divano per riposarmi un poco, prima di mettermi al computer a visionare le immagini scattate, ma mi preme elogiare il grande spirito naturalistico del mio nuovo amico Mario e di avermi consentito di documentare una così bella iniziativa! 

Viva il mare ed i suoi abitanti!

 

 

 

Puolo con Associazione J. Cousteau

Il sibilo intenso del vento mi desta pochi minuti prima del suono della  sveglia programmata alle 6:30. Mi alzo e vado a controllarne la direzione … fortunatamente proviene da Sud e quindi sotto costa il mare è buono. Il cielo è coperto e minaccia pioggia. Mi siedo a fare colazione e poi vado a chiudere lo scafandro Nauticam NA-D850 sul quale ho montato ancora una volta il Nikon 60 mm. La mia intenzione è quella di provare in condizioni diverse la nuova lente Nauticam MWL-1, ma anche per prendere dimestichezza con i flash OneUW usati in TTL con i cavi elettrici e non più quelli in fibra ottica.  

L’appuntamento con i miei amici dell’Associazione Jacques Cousteau è per le 8 a Marina di Puolo, così mi muovo per tempo, ma questa volta prendo l’auto di mia moglie, una Citroen C3, molto più adatta rispetto alla mia Skoda Kodiaq alle piccole stradine da percorrere per raggiungere la spiaggia. Mi ritrovo sul piazzale con i miei amici Nicola ed Antonella, scattiamo una foto ricordo mentre aspettiamo anche l’arrivo di Linda. E’ passato ormai un anno dal nostro ultimo tuffo insieme! Maledetto Covid-19.

Scendiamo alla Marina e parcheggiamo le auto, iniziamo la vestizione dopo aver trasportato l’attrezzatura in prossimità della scogliera. Mentre assemblo la fotocamera, mi accorgo che l’anello basculante “singolo” che ho preso non è adatto a portare la lente MWL-1, ma dovevo necessariamente prendere quello “doppio” che mi aveva mandato Pietro Cremone insieme alla lente. E vabbè, non fa niente, la proverò la prossima volta.

Inizia a piovigginare ma il mare è calmo. L’acqua è abbastanza torbida e la scarsa luminosità del cielo non aiuta. Costeggiamo la parete rocciosa e poi passiamo sul sabbione dove incontriamo alcuni pesci pettine. Attraversiamo la spianata sabbiosa fino a raggiungere la parete di Punta Lauro e la percorriamo per un breve tratto, dove ci sono le piante di Posidonia oceanica e qualche Eunicella gialla e bianca. Sono in cerca di pesci ago e cavallucci marini tra le verdi foglie, ma oggi non sono fortunato. Scovo però un bellissimo gasteropode Calliostoma conulus, ma anche un Umbraculum mediterraneum ed un grosso scorfano rosso.  Ho provveduto anche a liberare una gorgonia da un groviglio di lenza in nylon che ho poi recuperato e messo nella tasca della muta stagna. 

Trascorsi circa 60 minuti, rientriamo verso terra, ha smesso di piovere e riusciamo a spogliarci senza bagnarci. Una volta pronti, approfittiamo per scattare qualche foto ricordo con le T-Shirts dell’iniziativa “Citizen Scientist” organizzata dall’A.M.P. Punta Campanella. 

Sono le 10:30 quando chiudo l’auto per tornare a casa, mi metto in moto e prima di iniziare la salita, incontro i miei amici del Punta Campanella Diving Center, Lisa, Vittoria e Gianluigi. Mi trattengo un pochino a chiacchierare con loro, chiedendo info sull’apertura del diving e sul nuovo battello che è prossimo ad entrare in acqua. Li saluto e torno a Sorrento. Mi aspetta il lavaggio dell’attrezzatura, è momento sempre noioso, ma fondamentale per la corretta conservazione di materiale così prezioso e delicato. Mentre scrivo e guardo le foto al computer, inizia di nuovo a piovere, mi tocca portar dentro tutta l’attrezzatura messa ad asciugare per poi finalmente sedermi a tavola con la mia famiglia. 

#10 Marina Grande con Thomas – Immersione Crepuscolare

E’ lunedì ed oggi scatta la zona arancione in Campania, dopo oltre 43 giorni di astinenza da azoto (il mio computer subacqueo me lo ricorda inesorabilmente) ho una voglia matta di andare in mare. Non ho provveduto a ricaricare i flash preventivamente perché il meteo durante tutta la giornata è stato perturbato, ma le condizioni buone del mare rendono il richiamo inarrestabile.

Trascorro la mia giornata lavorativa incontrando il mio amico fraterno Riccardo, che non vedevo da altrettanto tempo, fermato dalla sua azienda durante la zona rossa e costretto a lavorare da casa. La giornata trascorre veloce, tra pioggia e schiarite. Torno a casa ed accendo la Tv per seguire le news sportive dopo l’improvviso annuncio della creazione delle Super Lega che sta causando un terremoto nel calcio europeo. Mentre ascolto gli aggiornamenti, invio un messaggino al mio amico Antonio Mario: “che pensi di fare? io ho una voglia matta di immergermi. Vieni con me?”
Mi risponde che è disponibile ad accompagnarmi ma che non verrà in acqua, ma farà da supervisore al figlio Thomas che si deve allenare in vista della sua prima gara di qualificazione ai Campionati Italiani FIPSAS di Safari Fotografico Subacqueo. Ci accordiamo per le 19 a Marina Grande di Sorrento. Io prendo l’auto e parcheggio al solito posto, nei pressi del ristorante “Il Delfino”, vado a guardare il mare e scatto qualche foto ricordo. Inizio a prepararmi mentre i miei amici mi raggiungono con lo scooter.

Entro in acqua che è ancora giorno. Su una barca di pescatori c’è il mio amico “O’ Russ” che nel salutarmi, mi prende in giro chiedendomi se avessi visto la balena grigia avvistata ieri sottocosta  (scortata da “Puledrone” al largo per non farla finire anch’essa nel porto).
Come concordato, in acqua viene solo Thomas, mentre Antonio resta a terra a sorvegliare. Entriamo in mare alle 19:15 ed abbiamo concordato con Antonio l’orario di uscita per le 21, ci verrà così a prendere alla scaletta del molo, dall’altro lato del borgo, in modo da evitare di portare a casa la sabbia dell’arenile.

L’acqua è torbidissima, quasi bianca, oggi ho montato i flash ONEUW per la prima volta con i cavi elettrici e controllati in TTL. Ho anche installato la doppia lente macro+wide sul 60 mm per provarne l’assetto e la resa.

Inizio a scattare qualche foto di prova con la lente Nauticam MWL-1 alla scogliera, come richiestomi da Pietro Persico, mio amico pescatore  che vorrebbe conoscere la conformazione del fondale sul quale lancia le sue esche al fine di evitare di farle impigliare sul fondo. A quest’ora ci sono tantissime piccole salpe che nuotano in sincronia, ma le foto scattate sono assolutamente impresentabili date le pessime condizioni di visibilità.
Confesso che l’immersione entra a far parte di una lunga serie di quelle da dimenticare. L’oscurità appena accennata, la visibilità e la necessità di ritornare presto a terra per non sforare i coprifuoco delle ore 22 rendono la serata abbastanza frustrante. 
Ciò che non manca mai però è una gran quantità di rifiuti sottomarini. Pochissimi soggetti da fotografare e solo negli ultimi minuti d’immersione, quando sono arrivato nei pressi della banchina. Di contro, ho approfittato per recuperare e smaltire due  maschere subacquee ed un braccialetto di plastica.
A completare  la serata negativa, anche il KO della batteria del flash “Master” di destra, ormai scarico totalmente, ho così usato solo quello di sinistra in manuale per scattare le uniche immagini ai granchi e alle bavose nell’ultimo metro d’acqua che mi separava dalla superficie.  Rientro con 15 minuti di anticipo sul programma, stasera basta così.

 

Anche in una serata come questa, poco esaltante, ho in realtà centrato tutti e tre gli obiettivi prefissati: tornare ad immergermi, provare la lente ed i cavi elettrici e … prendere due belle pietre per l’acquario di Antonio. 

Risaliamo agevolmente dalla scaletta con l’aiuto di Antonio, mentre io smonto l’attrezzatura, lui accompagna il figlio a casa a fare la doccia calda, per poi aspettarmi sotto l’ufficio della moglie Cinzia a sistemare rocce appena raccolte. Sistemiamo velocemente il tutto in vasca e alle 21:15 risalgo in auto, sistemo le bombole in garage, parcheggio sotto casa e riporto tutto su. Malauguratamente ho il gettatoio che si è ostruito (dove abitualmente lavo le attrezzature), sono costretto così a lavare tutto sotto la doccia, con “grande gioia” di mia moglie. Riporto tutto l’attrezzatura, fotocamera compresa,  fuori al balcone, la sistemo ad asciugare e provvedo ad eliminare qualsiasi goccia caduta nel corridoio in seguito all’operazione svolta.

 

Solo alle 22:30 posso sedermi a tavola, sono affamato ed anche un pò stanco, ma comunque felice per aver assunto la mia “dose” di Azoto!  

 

Apnea al crepuscolo con Antonio e Thomas

Il vento di grecale soffia da giorni ma è in scaduta, il mare si è calmato ma l’acque è ancora torbida, il cielo è limpido con un bel sole splendente che nelle ore antimeridiane ha scaldato abbastanza l’aria. Termino la mia giornata lavorativa a Napoli e ritorno a casa dopo aver scambiato alcuni messaggi con Antonio Mario.  Decidiamo così di approfittare delle condizioni favorevoli per svolgere un poco di attività fisica all’aperto e quindi effettuare una sessione di allenamento in apnea, restando ai limiti del territorio comunale per non violare la zona rossa ancora vigente.  
L’appuntamento è per le 18. Ho indossato la muta da apnea sotto la doccia di casa e dopo essere passato per il garage a prendere le pinne e la zavorra, raggiungo i miei amici con lo scooter.
Al fine di mantenere gli ingombri ed i pesi contenuti al massimo, questa sera ho equipaggiato il mio scafandro Nauticam NA-D850 con il Nikon 60 mm ed i nuovi Mini Flash della Backscatter, appena acquistati da Fotosub-Shop del mio amico Pietro Cremone.   

Alle 18:30  siamo sul posto, c’è ancora tanta luce, mentre inizio a tirare fuori la fotocamera dal borsone mi giro e non vedo più Thomas … interrogo suo padre che mi riferisce che il ragazzo è già in acqua con la sua fotocamera compatta in cerca di soggetti da fotografare!

Noi vecchietti impieghiamo qualche minuto in più, prima di esser pronti, ma di lì a poco siamo anche noi in acqua. La visibilità è scarsa,  l’acqua è torbida quasi biancastra, a causa mare mosso dei giorni precedenti. Iniziamo il nostro giro e man mano calano le tenebre.

Trascorriamo circa 90 minuti in mare, sondando il “terreno” dalla superficie fino al fondo, con una discreta serie di simpatici soggetti immortalati. Tra questi: un uovo gattuccio, tre piccolissimi polpi, alcune bavose, ghiozzi, granchi e paguri, ma anche uno spirografo arancione.  

Quando siamo ormai infreddoliti e sulla via del ritorno, Thomas mi mostra una stella che sta mangiando un ghiozzo morto. Siamo in un metro d’acqua e trovo difficile riuscire a stendermi sul fondo adeguatamente per fotografare la scena, essendo privo di una zavorra dorsale che viene usata abitualmente dagli apneisti.

Terminiamo l’immersione sempre a bassissimo fondale incontrando ancora qualche soggetto, fin quando, mentre sorvoliamo la sabbia  su un fondale di circa 4 metri di profondità,  per dirigerci alla scaletta per risalire, identifico un inconfondibile pesce sepolto completamente.

Si tratta di un Pesce Prete Uranoscopus scaber perfettamente mimetizzato nel sedimento.  Prendo fiato e mi immergo, provo a mettere a fuoco ma l’operazione è molto più complessa rispetto a quando sono in ARA. Scatto ma mi accorgo subito che le foto non sono a fuoco. Avviso i miei amici che si avvicinano a me. Mostro loro il punto ed invito Antonio, senza fotocamera, a far venir fuori dal sedimento il pesce, mentre io e Thomas siamo pronti per scattare il suo balzo verso un nuovo punto d’insabbiamento.  Disturbiamo il buffo pinnuto un paio di volte per cercare di fotografarlo per bene, alla fine, probabilmente affaticato … mi caccia anche la lingua, ma la foto scattata ahimè è fuori fuoco. Un vero peccato, magari la prossima volta lo ritrovo e lo fotografo per bene! Adesso è proprio tempo di risalire, sono le 20:45 e dobbiamo essere a casa entro le 22 per il coprifuoco. 

Completamente bagnati saliamo sugli scooter, mentre Antonio e Thomas passano in ufficio a posare qualche gambero pescato con il retino per metterli nell’acquario, io vado direttamente a casa, abbastanza infreddolito per il vento e la bassa temperatura (10°C). Mi svesto sotto la doccia bollente come facevo insieme a mio padre quando ero un ragazzino ed al termine dell’immersione entravamo con la muta indossata nel bagagliaio della station wagon per spogliarci a casa. E’ stato un piacevolissimo tuffo nel passato di almeno trent’anni!

Che dire … mi sono veramente divertito, ho avuto l’occasione di provare i nuovi flash e verificare che funzionano bene in queste condizioni.
Durante la serata ho però anche “stracciato” un cavetto in fibra ottica tirandolo maldestramente, ma fortunatamente il flash era ormai scarico. Prossimamente sostituirò anche le batterie utilizzate, che uso abitualmente nelle lampade, per acquistare quelle originali che dovrebbero garantire anche una maggiore autonomia di lampi.

Finalmente alle 21:45 sono a tavola per la cena, affamato e soddisfatto, pronto a sedermi al Mac per guardare le foto scattate e pronto a tornare in acqua al più presto!

 

 

#9 Marina Grande di Sorrento con Antonio e Thomas – Immersione Notturna

La giornata inizia malissimo, sono andato a dormire molto tardi ed avevo impostato la sveglia alle 8, dovevo andare a fare la spesa in pescheria per il pranzo del sabato, portare le bombole alla ricarica, incontrare una persona per lavoro alle 9 nei pressi dell’ospedale … e invece le batterie della sveglia si sono scaricate e mi sono alzato, come non avviene da una vita, alle 11!
Mortificato telefono al mio amico e ci accordiamo per vederci di lì a poco. Mi vesto in fretta e lo raggiungo, parliamo per un pò, poi lo saluto e torno indietro per andare in pescheria. Sono le 12:30 e c’è una fila enorme davanti al negozio della pescheria Scelzo, aspetto qualche minuto ma alla fine desisto, osservando i banchi svuotarsi progressivamente del materiale ittico di mio interesse.
E’ proprio una giornata NO. Telefono a casa a mia moglie per avvisarla e per farle approntare un piano B per il pranzo. 
Dopo pranzo prendo l’iPad per accedere ad una piattaforma aziendale e non si riesce ad entrare, quando poi ci riesco dopo mille tentativi, quello che cercavo non è più disponibile! GGGGRRRRRR!

Tutto sembra suggerirmi che è il caso di mettersi tranquillo a casa e non fare altro … non ne sono capace, sono inquieto ed ho bisogno di rilassarmi. Mi messaggia Antonio Mario invitandomi a prendere un caffè con lui e Gianpiero Liguori. Alle 16:30 scendo e porto le due bombole scariche da Maresca Sport, poi vado da loro. 

Oggi ho in programma una immersione notturna con Antonio e Thomas a Marina Grande, prima dell’imminente passaggio in zona rossa nella quale non potremo muoverci. In serata c’è anche la partita della mia squadra del cuore, in queste occasioni di solito non vado mai a mare per seguirla tifando, ma per una volta, darò priorità al mio primo amore, il mare.
Fortunatamente ho ancora una bombola carica in garage ed ho ricaricato preventivamente le batterie dei fari. Per rilassarmi un poco, ho effettuato una nuova pulizia dell’O-ring della custodia Nauticam NA-D850 che si è riempito di granelli di sabbia dopo l’ultima immersione. 
Rientrato a casa dopo il caffè con i miei amici mi metto a lavoro … a sistemare la fotocamera. Il nostro appuntamento è alle 18:45 ed ho un’ora per preparare il tutto.

Non ho cambiato configurazione rispetto all’altra sera, quindi MicroNikkor 60 mm, snoot di Fabio Iardino e flash OneUW. Arriviamo al porticciolo insieme, parcheggio nei pressi della scaletta di pietra e dove si sistemano con lo scooter anche i miei amici.

Mi vesto e scendiamo in acqua, loro mi anticipano di qualche minuto, essendo già vestiti con le mute da casa. Ci sono i pescatori sul pontile quindi evitiamo di infastidirli, ce ne andiamo verso sinistra a ridosso della scogliera centrale. Subito incontro un piccolo polpo in caccia, poi un bellissimo alcionario rosso. Scatto inizialmente solo con il flash di destra, poi accendo quello di sinistra snoottato e spengo l’altro … mi avvicino ma per “centrare” il soggetto sollevo un polverone. E no, non ci siamo! 
Proseguo il mio giro in profondità e non trovo granché se non rifiuti antropici, due maschere subacquee ed un rotolo di nastro viola. Alla fine, in carenza di soggetti, mi dedico a familiarizzare ancora con l’utilizzo dello snoot. Una Protula intestinum cresciuta su uno pneumatico, alcuni cerianti, un’Andresia partenopea, qualche paguro ed un polpo di rena Octopus dephilipii. 

La serata però non è totalmente infruttuosa, ho raccolto altre rocce per l’acquario dei miei amici ma ho anche recuperato per lo smaltimento, le due maschere ed il rotolo colorato.

Usciamo dall’acqua alle 20:45, non senza fatica … risalire con la bassa marea di stasera è stata un’impresa, senza l’aiuto di Antonio non ci sarei riuscito. Carichiamo tutto in auto ed andiamo via, loro si fermano in ufficio a lasciare il materiale raccolto per l’acquario, io corro a casa per andare a cenare con la mia famiglia con la pizza preparata da mia figlia Lorenza.  
Proprio sotto casa, mentre scarico l’attrezzatura, dal televisore del Pub che c’è sotto casa vedo il goal appena segnato dalla Lazio. GGRRRR! Serata nera, me lo aspettavo!
Proseguo e vado a parcheggiare l’auto, risalgo a casa e vado a lavare tutta l’attrezzatura, quando mi siedo a tavola il primo tempo della partita è terminato ma c’è una buona notizia … la Juventus ha pareggiato.

Mangio l’ottima pizza rapidamente e finalmente mi siedo sul divano per guardare il secondo tempo della partita. Sarà sicuramente un caso ma voglio pensare che il mio sostegno morale sia servito a far segnare i due goal che hanno permesso la vittoria per 3-1. Sono contento, finalmente un evento positivo in questa giornata “storta”! 

#8 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Il meteo continua ad essere particolarmente favorevole, già ieri sarei potuto andare in acqua, ma l’aver effettuato la seconda dose vaccinale contro il Covid-19 in mattinata mi ha chiaramente suggerito di desistere. Non ho avuto fastidi, a parte qualche brivido ed il dolore modesto in sede dell’iniezione. In ogni caso, temendo conseguenze debilitanti, mi ero  organizzato per lavorare da casa, ipotizzando un eventuale innalzamento della temperatura. Ciò non è accaduto e mi sento in perfetta forma.
Anche la mia schiena, forse grazie ad una maggiore attività motoria, sembra invitarmi a proseguire nel mio hobby … infine l’imminente passaggio in zona rossa della regione Campania mi suggerisce di non sprecare l’occasione!

Ho messo preventivamente in carica tutte le batterie e quindi sono pronto ad assemblare il tutto, ma con un grande dubbio che mi attanaglia … cosa montare sulla Nauticam NA-D850? Sigma 15 mm & minidome oppure la lente macro Micro Nikkor 60 mm?
Alla fine ci si lascia guidare dall’ultima immersione, nella precedente infatti avrei voluto avere con me l’obiettivo macro per fotografare il piccolo capone ubriaco ed invece avevo montato il grandangolo … così decido per il primo, sperando che la scelta sia quella giusta!

Mentre mi preparo, invio un messaggino al mio fidato amico, avvisandolo che sarei sceso a dargli fastidio … Antonio mi conferma che al tramonto sarà al suo posto, come sempre. Quando sono pronto per scendere mi accorgo che la spia del sistema vacuum è passata dal verde al rosso! Attenzione! Smonto tutto e riapro lo scafandro, controllo le guarnizioni dell’oblò e quella di chiusura e mi accorgo che c’è qualche granello di sabbia. Confesso di aver sempre sottostimato l’importanza di tale sistema di sicurezza, se non l’avessi avuto, a questo punto avrei rischiato un allagamento. Pulisco il tutto e richiudo rimettendo di nuovo lo scafandro sottovuoto. La spia torna verde ma per sicurezza, attendo una mezz’ora in più per essere sicuro che sia tutto ok. 

Sono le 19:30 quando arrivo a Marina Grande. Trovando posto sullo scivolo di alaggio al centro del borgo, decido di approfittarne e quindi parcheggio l’auto. Invio un messaggio vocale al mio amico Antonio, avvisandolo che non andrò al solito posto, ma pregandolo di venirmi incontro al mio rientro. Inizio così a vestirmi rapidamente per scendere in acqua il più presto possibile. La serata è magnifica, il mare è fermo anche se la temperatura dell’aria si è raffreddata fino ai 9°C ed in lontananza si vedono delle nuvole. 

L’acqua sembra limpidissima, ma è solo apparenza data dal basso fondale sabbioso. Esco fuori della scogliera e mi immergo lungo il pendio fangoso. Raggiungo lo scafo affondato dove all’interno c’è un tordo pavone addormentato vicino ad un brandello di rete, mentre più avanti incontro un bel sarago maggiore che si lascia fotografare per un pò.

Stasera ho preso ispirazione dal mio amico Alessandro Grasso che ha postato alcune foto scattate con lo Snoot di Fabio Iardino e così l’ho montato anche io per la prima volta sui miei flash OneUw. Confesso di aver avuto bisogno di un attimo di familiarizzazione con lo strumento che uso molto raramente, specialmente quando ho provato ad usarlo a circa 30 metri di profondità sul fondo fangoso … un disastro.

Ho provato prima con un serpente di mare Ophisurus serpens che si è subito insabbiato, poi con un secondo esemplare, stessa storia … sono ancora impacciato nel direzionarlo, non avendo uno sgancio rapido del braccio del flash, quando mi imbatto in una nuova gemma, già ritrovata in una delle precedenti immersioni.

E’ il piccolo esemplare di Aracnanthus oligopodus che spunta dal substrato fangoso. Provo a scattare con lo snoot qualche foto ma ovviamente non sono soddisfacenti, dovrò sicuramente ritornare a cercarlo. Poco più avanti trovo anche una grossa sogliola ma continuo a sollevare troppo sedimento mentre brandeggio lo snoot.

Proseguo il mio giro ed arrivo fin sotto il muretto dove c’è il mio amico Antonio che mi fotografa dalla superficie. Qui, a basso fondale, ho maggiori possibilità di utilizzare lo snoot trovandomi su un substrato misto roccia e … mattonelle.
Trovo un paio di paguri ed alcuni scorfanetti che mi danno la possibilità di affinare la tecnica, messa da parte da troppo tempo, ma anche di provare a scattare anche in modo più creativo, utilizzando le lucine colorate.
Il mio amico dalla superficie non riesce a capire … vede all’improvviso sparire la mia potente luce bianchissima … diventa dopo un poco di color rosso … poi cambia e diventa blu fino a passare al viola! 

Con un poco di allenamento, ritorno ad essere padrone nella manualità necessaria a brandeggiare l’attrezzo, iniziando anche ad essere soddisfatto del risultato raggiunto. Torno indietro dopo aver effettuato i 9 minuti di decompressione accumulati mentre ero giù a fondo, costeggio la scogliera e rientro verso l’auto. Tiro la testa fuori dall’acqua e vedo una sagoma scura sullo scivolo dal quale mi sono immerso. E’ lui, Antonio. Con il suo telefonino è venuto a scattare qualche immagine ricordo e ad aiutarmi a prendere la fotocamera. Mi racconta della sorpresa di veder sparire le luci e poi rivederle cambiare colore, ma anche di non aver preso nessun calamaro. Eppure dall’altro lato del borgo, sul pontile metallico, sono stati pescati 4 “siluri”. Dopo un immancabile selfie, io torno a casa, mentre lui va a tentare qualche tiro prima di andare via. 

Mentre sono a casa a sciacquare tutta l’attrezzatura, alle 22:30 mi arriva il messaggio del mio amico con le foto scattate e la notizia di aver perso, proprio sotto la banchina, un bel calamaro di grande taglia al primo lancio effettuato sul pontile!
Mi sa che la prossima volta devo andare anch’io da quel lato …

 

 

 

 

#4 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Dopo giorni di freddo intenso, oggi è iniziata una giornata magnifica, soleggiata e con una temperatura dell’aria di 16°C che induce a spogliarsi degli abiti pesanti invernali. In realtà, nonostante il cielo sereno, nella mia mente si affollano nuvole che tardano a diradarsi … Non conoscendo metodo alternativo per dissiparle … metto in atto il piano di “escape” preimpostato nel mio cervello! 

Torno a casa e stacco le batterie messe in mattinata a ricaricare, chiudo la fotocamera senza cambiare nulla dell’assetto fotografico dall’ultima immersione e mi preparo ad uscire. Invio un messaggino al mio amico Antonio e concludo le ultime operazioni lavorative al termine della giornata.

Vado al garage e carico l’automobile, alle 18:30 sono a Marina Grande dove il mio amico è già impegnato a pescare. Sistemo l’auto ed inizio a vestirmi, la temperatura adesso è 10°C e mi accorgo di aver perso il guanto sinistro, forse a casa o in garage. Poco male, ne faremo a meno. Quando entro in mare c’è di nuovo una bassissima marea che mi costringe ad effettuare un tragitto più lungo con le bombole sulle spalle prima di riuscire a galleggiare.

L’acqua è sporca dentro il porticciolo ed anche al di fuori. Sulla scogliera ci sono alcuni pescatori con le canne, per non disturbarli, me ne vado immediatamente in profondità dirigendomi sul lato destro, in modo da non intercettare le esche che sono in acqua. Sul substrato trovo una bella stella cuscinetto, poco più avanti, la sagoma inconfondibile di uno Zeus faber. Sembra lo stesso esemplare dell’altra sera, o almeno le dimensioni sembrano simili. Questa volta il pesce ha appena mangiato ed è “appesantito” dal pasto, il che lo rende un poco più tranquillo rispetto alla sera precedente. Incredibilmente però mi viene incontro all’obiettivo, avvicinandosi anche troppo. L’obiettivo 60 mm anche questa volta non è adattissimo, provo ad effettuare degli scatti ad lunga esposizione ma il soggetto troppo grande non mi aiuta nella realizzazione. Me lo perdo nel fango sollevato per girargli intorno e proseguo ancora per un po’ in profondità, fino a raggiungere la base di una boa. Lungo la gomena che risale verso la superficie c’è una brandello di rete che continua a pescare. Tra le sue maglie infatti c’è un sarago maggiore ormai morto, in iniziale stato di decomposizione. E’ un’immagine di una tristezza infinita, vedere svanire la vita di un pesce inutilmente, senza essere recuperato per essere consumato.

Recupero una maschera abbandonata sul fondo ed inizio la risalita. Sorvolo un pesce serpente, incontro un anellide polichete e poi un grosso paguro con le attinie. Effettuo un percorso diretto verso il punto dove è in pesca il mio amico Antonio, qui trovo una seppia che è circondata da decine di misidiacei. Guardo verso l’alto e vedo la luce esterna e capisco di essere nel posto giusto per poter cercare qualche esca artificiale e recuperarla. Ne trovo una diversa dalle altre, praticamente nuova e dal colore cangiante, lo metto nella tasca della muta prestando attenzione a non forarla ed inizio il rientro a basso fondale. Mi diverto a scattare foto a qualche scorfanetto, ad un tordo addormentato tra le alghe, ad uno scorfano rosso e poi a paguri e granchi sempre abbondanti sulle rocce della scogliera. All’interno del porticciolo invece, ritrovo forse la polpessa dell’altro giorno. La seguo mentre si sposta sulla sabbia in cerca di un nascondiglio.

Termino l’immersione con la mano sinistra ghiacciata e con Antonio che si è distratto e non mi è venuto incontro! Esco dall’acqua e lo richiamo all’ordine … era intento a recuperare un calamaro che ahimè gli è sfuggito. Mi assiste nelle operazioni di vestizione mentre sopraggiunge anche il mio amico Salvatore, un pescatore della marina. Approfittiamo così per fare il nostro autoscatto rituale, coinvolgendo anche lui. Tiro fuori dalla tasca l’artificiale ed Antonio subito lo riconosce! E’ quello acquistato dal nostro comune amico d’Infanzia Roberto che da qualche settimana non è a Sorrento causa lavoro e nell’ultima serata di pesca trascorsa aveva perso l’attrezzo acquistato in oriente durante il suo ultimo viaggio di lavoro. Antonio subito prende il telefonino e scatta una foto da inviare con un messaggio a Roberto, io nel frattempo sono pronto per rientrare a casa.

Sono le 21 e devo sbrigarmi, ho da sistemare l’attrezzatura ed andare a guardare la puntata di Masterchef insieme alla mia family. Ovviamente, mi è venuta una gran fame e concludo la cena con le ottime brioches con gocce di cioccolato, preparate da mia figlia Lorenza. 

Sono soddisfatto e felice, il metodo “nuvolo-diradante” è collaudato e sempre efficace, ma la cosa più interessante è che ciò crea anche una “dipendenza” che non ho nessuna intenzione di combattere! Buonanotte!

#3 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Ho trascorso una notte insonne, con mille pensieri ad affollare la mia mente, alla fine è quasi un sollievo ascoltare il suono della sveglia. Mi vesto, faccio la prima colazione e me ne vado a lavoro a   Castellammare di Stabia. La giornata è bellissima con una temperatura dell’aria di 12°C, notevolmente più alta dei giorni scorsi, sferzati da Burian che ha fatto cadere fiocchi di neve anche a Sorrento. Il mare è calmo e tutto lascia intendere che anche la serata sarà ugualmente gradevole. Affronto la giornata con la speranza di essere in buone condizioni fisiche anche di serata, quando vorrei andare in acqua a controllare la salute del mio mare sorrentino. 

Quando rientro a casa, nulla è cambiato e quindi posso pensare di organizzarmi. Preparo la fotocamera Nauticam NA-D850 con il 60 mm ed i flash OneUW, ma non li ho ricaricati dall’ultima immersione, hanno ancora sufficiente energia. Chiudo la fotocamera e vado al porticciolo di Marina Grande alle 1830. Il mio amico Antonio non è potuto venire, impegnato per lavoro, ma al telefono mi promette di venire ad assistermi al mio rientro. Mentre mi vesto, vedo il cielo rannuvolarsi, con il probabile arrivo della pioggia. Inizia anche a salire un poco di vento che inizia ad agitare il mare.

Completo la vestizione e mi immergo, l’acqua è molto torbida e la marea è molto bassa, costringendomi ad un lungo tragitto con le bombole in spalla. Subito incontro un grande paguro, in questa zona avevo visto l’alcionario Alcyonum palmatum ma la mia ricerca è vana. 

Sul pendio fangoso trovo un bel polpo di rena, Octopus dephilipii, dai lunghi tentacoli, poi una murena in una nassa e finalmente il primo San Pietro dell’anno! Vicino ad un ramo è situato un piccolo esemplare di Zeus faber. Mi avvicino ma è stranamente nervoso, scatta via senza nessun mio movimento fuori posto, non si lascia aggirare come mi accade di solito. Dopo poco me lo perdo nel momento nel quale decido di utilizzare la lente macro SMC avvicinandomi più del dovuto. La serata prosegue con un bel sarago maggiore, una attinia Andresia partenopaea, un pesce serpente e poi il gioiello della serata!

Dopo lunghi anni nei quali sono mancati gli avvistamenti, ritrovo il raro celenterato Aracnanthus oligopodus dalla inconfondibile bandeggiatura dei tentacoli. Si tratta di un piccolo esemplare che si staglia di poco dal substrato fangoso nel quale vive e si ritrae durante il giorno. Scatto una serie di foto fin quando la luce delle lampade non lo fa richiudere su se stesso e ritrarsi nel sedimento. Sono emozionato, ogni volta è la stessa emozione, simile forse a quella di mio padre Enrico che oltre 50 anni fa ne segnalò per la prima volta la presenza nelle nostre acque, scattando una foto “epica” che mobilitò studiosi di tutta Europa.

Durante la risalita incontro anche una sogliola pelosa ed una grande sogliola, poi una prima polpessa, una torpedine ocellata ed infine, all’interno del porto, una seconda polpessa.

Che dire! Una bella serata, come non ne capitavano da tempo e che ti danno sempre la spinta nel tornare in acqua anche dopo le serate più “buie” nelle quali scarseggiano i soggetti. L’unico rammarico è l’acqua molto torbida e la scelta dell’obiettivo macro, un grandangolare sarebbe stato più adatto a fotografare tutti i soggetti incontrati stasera. 

Quando rientro a terra c’è Antonio che come promesso, mi aiuta prendendo la fotocamera dalla mie mani. Quando sono ormai pronto, non dimentichiamo di scattare il nostro selfie ricordo, questa volta con la Porsche del proprietario del ristorante …

Non resta che tornare a casa soddisfatto, mi tocca lavare l’attrezzatura ma poi faccio in tempo a sedermi a tavola per la cena e per guardare la partita Barcellona-PSG.

 

 

#2 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Mi sveglio con l’abituale lombalgia, ormai certificata anche dalla recente risonanza magnetica nucleare che ha confermato un’ernia fiscale L4/L5 ed una protrusione L5/S1. Dopo colazione prendo una capsula di dicloreum 150 mg per “doparmi” in previsione dell’immersione serale e metto in carica le batterie delle lampade subacquee prima di uscire di casa. La giornata è magnifica, con una temperatura di 18°C ed il mare calmo. Durante il lavoro penso continuamente a valutare le condizioni della mia schiena e tutto sembra procedere per il meglio.

Quando rientro a casa e sono in procinto di preparare la fotocamera Nauticam NA-D850 con micronikkor 60 mm e flash OneUw 160X,  ricevo due telefonate e devo rimettermi a lavorare ancora per un poco, finalmente alle 18 sono libero e vado a prendere l’auto. Stasera però, al mio rientro a casa, non mi sarà possibile guardare al monitor le foto scattate perché il mio iMac 27″ è in manutenzione.

Prendo l’attrezzatura dal garage e raggiungo Marina Grande dove c’è già il Antonio Ferola ed il suo amico Mario. Inizio a vestirmi mentre loro insidiano i calamari in un mare piatto. Ho montato la lente macro perché nelle ultime immersioni scarseggiavano soggetti adeguati ad un obiettivo grandangolare, speravo poi di fotografare il piccolo polpo nella bottiglia.

Entro in acqua dalla spiaggia e l’acqua è molto sporca, ma il mare resta liscio come l’olio. Subito incontro un alcionario rosso ma proseguo lo stesso verso le zone più profonde. Cerco a lungo sul fango ed incontro solo una grande stella corazzata. Più avanti una piccola attinia Andresia partenopea, poi una seppia, una capesanta Pecten jacobaeus, un gronco delle Baleari Ariosoma balearicum.

Arrivo fin sotto l’hotel dove ci sono i miei amici pescatori e qui trovo  una piccola Sepiola rondeleti che subito si insabbia. Le mie attenzioni “ravvicinate” la fanno spostare e scappare via. La seguo ed inizio a scattare tenendo l’esserino nel fascio luminoso delle potenti lampade. Fatico un pochino a mettere a fuoco ma nel mirino della fotocamera la seppiolina è bellissima e coloratissima. La seguo mentre risale sempre di più nella colonna d’acqua ma quando inizia a suonare il computer subacqueo, mi accorgo di essere arrivato a solo 6 metri di profondità e di avere la decompressione da effettuare. La lascio andare via e me ne torno sul fondo, dopo aver perso per un attimo l’orientamento.

Costeggio la scogliera effettuando il percorso di ritorno verso terra. Inizio a controllare ogni singolo rifiuto sottomarino, con particolare attenzione alle bottiglie di vetro e qui finalmente incontro ben due piccoli polpi in due diverse bottiglie.  Mi diverto a scattare aspettando che provi a fuoriuscire all’esterno. La scelta della lente macro è stata quella giusta, peccato solo non aver portato con me lo Snoot di Fabio Iardino per il mio flash OneUw, perché così avrei potuto realizzare qualche foto con un’illuminazione ancora più interessante.
Prima di terminare l’immersione ritrovo il mio amico “Pippo”, l’esemplare di Ophisurus serpens con l’escrescenza sul muso, ma prima anche un altro esemplare più piccolo.
Nel rientrare in porto noto una stranissima corrente in opposizione che mi rende difficoltoso l’incedere. Nulla di preoccupante ma una sensazione strana e mai provata prima. Forse sarò un poco stanco …

Ad attendermi c’è Antonio che mi chiede di fermarmi in acqua per scattare qualche foto … lo invito a sbrigarsi perché il peso dell’attrezzatura è enorme e la mia schiena non lo ringrazierà!
Raggiunta l’auto mi aiuta nella svestizione. Non è stata una serata fortunata per lui mentre il suo amico Mario ha preso una bella seppia, forse quella che ho visto io! Prima di andare via scatto un rituale selfie con lui e parto alla volta di casa alle 2045. Non resta che  lavare il tutto e stenderlo ad asciugare, guardo fugacemente qualche scatto dal display della Nikon D850 e poi posso andare a cenare. Sono contento, qualche scatto interessante sembra esserci, ma soprattutto ho fatto un bel tuffetto nel mio adorato mare domestico!

 

 

 

 

 

24 Marina Grande – Immersione Notturna

Mascherina SI o NO?
In questi giorni turbolenti, dove si alternano informazioni rassicuranti e di allarmismo a causa dell’epidemia-pandemia di Covid19, non riesco a capire a quale corrente credere. Per sdrammatizzare ed esorcizzare la paura del contagio, mi sono posto il quesito e l’ho risolto a mio modo: Maschera e Mascherina!

Il meteo ha finalmente dato un poco di tregua, il sole è tornato ed il vento che ha agitato il mare è calato. Residua onda sotto costa ed il colore dell’acqua è verdognolo, ma prima che le condizioni meteomarine peggiorino di nuovo, essendo in cronica astinenza da azoto, decido di andarmene a mare sotto casa, come faccio sempre in inverno. 
Attendo le 1930 per muovermi da casa, ho rimontato il Micro Nikkor 60 mm sulla Nauticam NA-D850 in previsione dell’acqua torbida che avrei trovato. Ormai ho con me in acqua solo una coppia dei magnifici flash ONEUW 160X e non vedo l’ora di usarli ancora, ammaliato dalla stupenda e calda luce che sanno regalare. Spero in una bella serata ricca di incontri …

Non trovo il mio amico Antonio in postazione a pescare stasera, così inizio a vestirmi nei pressi della scaletta che porta in spiaggia. Si sente il rumore delle onde che frangono e all’interno del porticciolo si avverte una leggera risacca. L’acqua è terribile dentro e fuori la scogliera, in profondità migliora leggermente. Arrivo fino alla barchetta in vetroresina affondata a circa 30 metri di profondità e trovo un piccolo polpo di rena Macrotritopus defilippii adagiato sul fondo. Non c’è quasi nulla da fotografare stasera, solo una grande sogliola che riesco a fotografare anche mentre scappa via, una enorme stella pentagono ed uno scorfano, sulla cui bocca ci sono alcuni piccoli gasteropodi, della cui presenza mi accorgo solo a casa, davanti al monitor.  Me ne torno a casa per la cena, dopo aver steso il bucato ad asciugare in terrazzo.

Non trovo il mio amico Antonio in postazione a pescare stasera, così inizio a vestirmi nei pressi della scaletta che porta in spiaggia. Si sente il rumore delle onde che frangono e all’interno del porticciolo si avverte una leggera risacca. L’acqua è terribile dentro e fuori la scogliera, in profondità migliora leggermente. Arrivo fino alla barchetta in vetroresina affondata a circa 30 metri di profondità e trovo un piccolo polpo di rena Macrotripothus defilippii adagiato sul fondo. Non c’è quasi nulla da fotografare stasera, solo una grande sogliola che riesco a fotografare anche mentre scappa via, una enorme stella pentagono ed uno scorfano, sulla cui bocca sono presenti alcuni piccoli gasteropodi, che non avevo visto in diretta, ma osservati solo davanti al monitor dell’Imac 27″. 
Me ne torno a casa per la cena, dopo aver steso il bucato ad asciugare in terrazzo. Sono soddisfatto lo stesso, ho trascorso comunque una bella serata rilassante. Oggi è andata così!