Archivi categoria: Nikon D850

Puolo con Associazione J. Cousteau

Il sibilo intenso del vento mi desta pochi minuti prima del suono della  sveglia programmata alle 6:30. Mi alzo e vado a controllarne la direzione … fortunatamente proviene da Sud e quindi sotto costa il mare è buono. Il cielo è coperto e minaccia pioggia. Mi siedo a fare colazione e poi vado a chiudere lo scafandro Nauticam NA-D850 sul quale ho montato ancora una volta il Nikon 60 mm. La mia intenzione è quella di provare in condizioni diverse la nuova lente Nauticam MWL-1, ma anche per prendere dimestichezza con i flash OneUW usati in TTL con i cavi elettrici e non più quelli in fibra ottica.  

L’appuntamento con i miei amici dell’Associazione Jacques Cousteau è per le 8 a Marina di Puolo, così mi muovo per tempo, ma questa volta prendo l’auto di mia moglie, una Citroen C3, molto più adatta rispetto alla mia Skoda Kodiaq alle piccole stradine da percorrere per raggiungere la spiaggia. Mi ritrovo sul piazzale con i miei amici Nicola ed Antonella, scattiamo una foto ricordo mentre aspettiamo anche l’arrivo di Linda. E’ passato ormai un anno dal nostro ultimo tuffo insieme! Maledetto Covid-19.

Scendiamo alla Marina e parcheggiamo le auto, iniziamo la vestizione dopo aver trasportato l’attrezzatura in prossimità della scogliera. Mentre assemblo la fotocamera, mi accorgo che l’anello basculante “singolo” che ho preso non è adatto a portare la lente MWL-1, ma dovevo necessariamente prendere quello “doppio” che mi aveva mandato Pietro Cremone insieme alla lente. E vabbè, non fa niente, la proverò la prossima volta.

Inizia a piovigginare ma il mare è calmo. L’acqua è abbastanza torbida e la scarsa luminosità del cielo non aiuta. Costeggiamo la parete rocciosa e poi passiamo sul sabbione dove incontriamo alcuni pesci pettine. Attraversiamo la spianata sabbiosa fino a raggiungere la parete di Punta Lauro e la percorriamo per un breve tratto, dove ci sono le piante di Posidonia oceanica e qualche Eunicella gialla e bianca. Sono in cerca di pesci ago e cavallucci marini tra le verdi foglie, ma oggi non sono fortunato. Scovo però un bellissimo gasteropode Calliostoma conulus, ma anche un Umbraculum mediterraneum ed un grosso scorfano rosso.  Ho provveduto anche a liberare una gorgonia da un groviglio di lenza in nylon che ho poi recuperato e messo nella tasca della muta stagna. 

Trascorsi circa 60 minuti, rientriamo verso terra, ha smesso di piovere e riusciamo a spogliarci senza bagnarci. Una volta pronti, approfittiamo per scattare qualche foto ricordo con le T-Shirts dell’iniziativa “Citizen Scientist” organizzata dall’A.M.P. Punta Campanella. 

Sono le 10:30 quando chiudo l’auto per tornare a casa, mi metto in moto e prima di iniziare la salita, incontro i miei amici del Punta Campanella Diving Center, Lisa, Vittoria e Gianluigi. Mi trattengo un pochino a chiacchierare con loro, chiedendo info sull’apertura del diving e sul nuovo battello che è prossimo ad entrare in acqua. Li saluto e torno a Sorrento. Mi aspetta il lavaggio dell’attrezzatura, è momento sempre noioso, ma fondamentale per la corretta conservazione di materiale così prezioso e delicato. Mentre scrivo e guardo le foto al computer, inizia di nuovo a piovere, mi tocca portar dentro tutta l’attrezzatura messa ad asciugare per poi finalmente sedermi a tavola con la mia famiglia. 

#10 Marina Grande con Thomas – Immersione Crepuscolare

E’ lunedì ed oggi scatta la zona arancione in Campania, dopo oltre 43 giorni di astinenza da azoto (il mio computer subacqueo me lo ricorda inesorabilmente) ho una voglia matta di andare in mare. Non ho provveduto a ricaricare i flash preventivamente perché il meteo durante tutta la giornata è stato perturbato, ma le condizioni buone del mare rendono il richiamo inarrestabile.

Trascorro la mia giornata lavorativa incontrando il mio amico fraterno Riccardo, che non vedevo da altrettanto tempo, fermato dalla sua azienda durante la zona rossa e costretto a lavorare da casa. La giornata trascorre veloce, tra pioggia e schiarite. Torno a casa ed accendo la Tv per seguire le news sportive dopo l’improvviso annuncio della creazione delle Super Lega che sta causando un terremoto nel calcio europeo. Mentre ascolto gli aggiornamenti, invio un messaggino al mio amico Antonio Mario: “che pensi di fare? io ho una voglia matta di immergermi. Vieni con me?”
Mi risponde che è disponibile ad accompagnarmi ma che non verrà in acqua, ma farà da supervisore al figlio Thomas che si deve allenare in vista della sua prima gara di qualificazione ai Campionati Italiani FIPSAS di Safari Fotografico Subacqueo. Ci accordiamo per le 19 a Marina Grande di Sorrento. Io prendo l’auto e parcheggio al solito posto, nei pressi del ristorante “Il Delfino”, vado a guardare il mare e scatto qualche foto ricordo. Inizio a prepararmi mentre i miei amici mi raggiungono con lo scooter.

Entro in acqua che è ancora giorno. Su una barca di pescatori c’è il mio amico “O’ Russ” che nel salutarmi, mi prende in giro chiedendomi se avessi visto la balena grigia avvistata ieri sottocosta  (scortata da “Puledrone” al largo per non farla finire anch’essa nel porto).
Come concordato, in acqua viene solo Thomas, mentre Antonio resta a terra a sorvegliare. Entriamo in mare alle 19:15 ed abbiamo concordato con Antonio l’orario di uscita per le 21, ci verrà così a prendere alla scaletta del molo, dall’altro lato del borgo, in modo da evitare di portare a casa la sabbia dell’arenile.

L’acqua è torbidissima, quasi bianca, oggi ho montato i flash ONEUW per la prima volta con i cavi elettrici e controllati in TTL. Ho anche installato la doppia lente macro+wide sul 60 mm per provarne l’assetto e la resa.

Inizio a scattare qualche foto di prova con la lente Nauticam MWL-1 alla scogliera, come richiestomi da Pietro Persico, mio amico pescatore  che vorrebbe conoscere la conformazione del fondale sul quale lancia le sue esche al fine di evitare di farle impigliare sul fondo. A quest’ora ci sono tantissime piccole salpe che nuotano in sincronia, ma le foto scattate sono assolutamente impresentabili date le pessime condizioni di visibilità.
Confesso che l’immersione entra a far parte di una lunga serie di quelle da dimenticare. L’oscurità appena accennata, la visibilità e la necessità di ritornare presto a terra per non sforare i coprifuoco delle ore 22 rendono la serata abbastanza frustrante. 
Ciò che non manca mai però è una gran quantità di rifiuti sottomarini. Pochissimi soggetti da fotografare e solo negli ultimi minuti d’immersione, quando sono arrivato nei pressi della banchina. Di contro, ho approfittato per recuperare e smaltire due  maschere subacquee ed un braccialetto di plastica.
A completare  la serata negativa, anche il KO della batteria del flash “Master” di destra, ormai scarico totalmente, ho così usato solo quello di sinistra in manuale per scattare le uniche immagini ai granchi e alle bavose nell’ultimo metro d’acqua che mi separava dalla superficie.  Rientro con 15 minuti di anticipo sul programma, stasera basta così.

 

Anche in una serata come questa, poco esaltante, ho in realtà centrato tutti e tre gli obiettivi prefissati: tornare ad immergermi, provare la lente ed i cavi elettrici e … prendere due belle pietre per l’acquario di Antonio. 

Risaliamo agevolmente dalla scaletta con l’aiuto di Antonio, mentre io smonto l’attrezzatura, lui accompagna il figlio a casa a fare la doccia calda, per poi aspettarmi sotto l’ufficio della moglie Cinzia a sistemare rocce appena raccolte. Sistemiamo velocemente il tutto in vasca e alle 21:15 risalgo in auto, sistemo le bombole in garage, parcheggio sotto casa e riporto tutto su. Malauguratamente ho il gettatoio che si è ostruito (dove abitualmente lavo le attrezzature), sono costretto così a lavare tutto sotto la doccia, con “grande gioia” di mia moglie. Riporto tutto l’attrezzatura, fotocamera compresa,  fuori al balcone, la sistemo ad asciugare e provvedo ad eliminare qualsiasi goccia caduta nel corridoio in seguito all’operazione svolta.

 

Solo alle 22:30 posso sedermi a tavola, sono affamato ed anche un pò stanco, ma comunque felice per aver assunto la mia “dose” di Azoto!  

 

Apnea al crepuscolo con Antonio e Thomas

La domenica inizia con il rituale passaggio nella pescheria di fiducia, poi in panetteria ed infine a comprare dei dolci. Mi sono svegliato con un discreto mal di schiena ed in previsione della serata subacquea, ho provveduto preventivamente a “doparmi” con il diclofenac per non avere dolore. Rientrato a casa mi dedico alla manutenzione dei due acquari, con pulizia dei vetri, cambio di alcune componenti consumabili ed infine, l’effettuazione dei test chimici per controllare la qualità dell’acqua.

Alle 12:30 squilla il telefono, è il mio amico Prof. Montuori che è venuto sotto casa a portarmi dei carciofi arrostiti per ringraziarmi dell’intervento multimediale effettuato ieri mattina con i suoi studenti dell’Istituto Nautico Nino Bixio.  Saluto Mimmo e vado a completare le operazioni fino ad ora di pranzo.

Appesantito dal pranzo, al termine mi siedo davanti alla tv per guardare le partite di calcio fino alle 17 quando mi alzo per andare a preparare la fotocamera subacquea per il tuffo crepuscolare con i miei amici Antonio e Thomas. Ho montato la fotocamera Nauticam NA-D850 con il Sigma  15 mm ed il minidome Saga-Dive, i due miniflash Backscatter collegati in fibra ottica con un cavo ad Y da me realizzato pochi minuti prima, mentre guardavo il calcio in tv. Terminato l’assemblaggio vado ad indossare la muta dentro il box doccia.  Alle ore 17:45 i miei amici sono sotto casa e mi attendono già pronti. Con lo scooter raggiungiamo il garage e poi arriviamo sul posto pronti per andare in acqua.

Il mal di schiena è migliorato notevolmente, mentre sto per entrare in acqua mi accorgo che la spia verde della fotocamera si è trasformata in blu lampeggiante. E’ il segnale che la batteria sta scaricandosi. Non avendo modo di rimediare e non potendo lasciare la fotocamera al sicuro, scendo comunque in acqua tenendo continuamente d’occhio la spia luminosa. 

Il cielo è coperto e l’acqua in superficie molto sporca. Non ho intenzione di abbandonare il pelo dell’acqua e mi diverto a scattare a tutto ciò che vedo in superficie. Sono maldestro nei movimenti e quasi subito spezzoa uno dei due cavi. Quando passo per un attimo la fotocamera ad Antonio per prendere dei gamberetti con il retino, nel riprenderla mi accorgo che anche il secondo cavo si è staccato. No problem, ho le due lampade e le accendo, usandole per fotografare dopo aver innalzato gli iso della fotocamera.

Giochiamo in acqua per 90 minuti fino alle 20:30 quando risaliamo, c’era una bellissima situazione fotografica, un folto branco di piccoli cefali che nuota in superficie all’ora blu. Peccato non avere i flash funzionanti, le foto scattate sono tutte mosse ed inutilizzabili (le pubblico solo per ricordo).

Risaliamo sugli scooter  e torniamo a casa; questa volta sento molto meno freddo. Arrivato a casa mi tuffo sotto la doccia bollente. Confesso che, a questo punto, non so giudicare se mi piace più l’immersione o lo spogliarmi sotto la doccia! Sono contento. Asciugati i capelli vado a terminare il lavoro post-immersione che mi attende …. il lavaggio dell’attrezzatura fotografica e finalmente posso sedermi per la cena e gustare i saporitissimi carciofi preparati dal mio amico Mimmo. Che spettacolo!

Apnea al crepuscolo con Antonio e Thomas

Il vento di grecale soffia da giorni ma è in scaduta, il mare si è calmato ma l’acque è ancora torbida, il cielo è limpido con un bel sole splendente che nelle ore antimeridiane ha scaldato abbastanza l’aria. Termino la mia giornata lavorativa a Napoli e ritorno a casa dopo aver scambiato alcuni messaggi con Antonio Mario.  Decidiamo così di approfittare delle condizioni favorevoli per svolgere un poco di attività fisica all’aperto e quindi effettuare una sessione di allenamento in apnea, restando ai limiti del territorio comunale per non violare la zona rossa ancora vigente.  
L’appuntamento è per le 18. Ho indossato la muta da apnea sotto la doccia di casa e dopo essere passato per il garage a prendere le pinne e la zavorra, raggiungo i miei amici con lo scooter.
Al fine di mantenere gli ingombri ed i pesi contenuti al massimo, questa sera ho equipaggiato il mio scafandro Nauticam NA-D850 con il Nikon 60 mm ed i nuovi Mini Flash della Backscatter, appena acquistati da Fotosub-Shop del mio amico Pietro Cremone.   

Alle 18:30  siamo sul posto, c’è ancora tanta luce, mentre inizio a tirare fuori la fotocamera dal borsone mi giro e non vedo più Thomas … interrogo suo padre che mi riferisce che il ragazzo è già in acqua con la sua fotocamera compatta in cerca di soggetti da fotografare!

Noi vecchietti impieghiamo qualche minuto in più, prima di esser pronti, ma di lì a poco siamo anche noi in acqua. La visibilità è scarsa,  l’acqua è torbida quasi biancastra, a causa mare mosso dei giorni precedenti. Iniziamo il nostro giro e man mano calano le tenebre.

Trascorriamo circa 90 minuti in mare, sondando il “terreno” dalla superficie fino al fondo, con una discreta serie di simpatici soggetti immortalati. Tra questi: un uovo gattuccio, tre piccolissimi polpi, alcune bavose, ghiozzi, granchi e paguri, ma anche uno spirografo arancione.  

Quando siamo ormai infreddoliti e sulla via del ritorno, Thomas mi mostra una stella che sta mangiando un ghiozzo morto. Siamo in un metro d’acqua e trovo difficile riuscire a stendermi sul fondo adeguatamente per fotografare la scena, essendo privo di una zavorra dorsale che viene usata abitualmente dagli apneisti.

Terminiamo l’immersione sempre a bassissimo fondale incontrando ancora qualche soggetto, fin quando, mentre sorvoliamo la sabbia  su un fondale di circa 4 metri di profondità,  per dirigerci alla scaletta per risalire, identifico un inconfondibile pesce sepolto completamente.

Si tratta di un Pesce Prete Uranoscopus scaber perfettamente mimetizzato nel sedimento.  Prendo fiato e mi immergo, provo a mettere a fuoco ma l’operazione è molto più complessa rispetto a quando sono in ARA. Scatto ma mi accorgo subito che le foto non sono a fuoco. Avviso i miei amici che si avvicinano a me. Mostro loro il punto ed invito Antonio, senza fotocamera, a far venir fuori dal sedimento il pesce, mentre io e Thomas siamo pronti per scattare il suo balzo verso un nuovo punto d’insabbiamento.  Disturbiamo il buffo pinnuto un paio di volte per cercare di fotografarlo per bene, alla fine, probabilmente affaticato … mi caccia anche la lingua, ma la foto scattata ahimè è fuori fuoco. Un vero peccato, magari la prossima volta lo ritrovo e lo fotografo per bene! Adesso è proprio tempo di risalire, sono le 20:45 e dobbiamo essere a casa entro le 22 per il coprifuoco. 

Completamente bagnati saliamo sugli scooter, mentre Antonio e Thomas passano in ufficio a posare qualche gambero pescato con il retino per metterli nell’acquario, io vado direttamente a casa, abbastanza infreddolito per il vento e la bassa temperatura (10°C). Mi svesto sotto la doccia bollente come facevo insieme a mio padre quando ero un ragazzino ed al termine dell’immersione entravamo con la muta indossata nel bagagliaio della station wagon per spogliarci a casa. E’ stato un piacevolissimo tuffo nel passato di almeno trent’anni!

Che dire … mi sono veramente divertito, ho avuto l’occasione di provare i nuovi flash e verificare che funzionano bene in queste condizioni.
Durante la serata ho però anche “stracciato” un cavetto in fibra ottica tirandolo maldestramente, ma fortunatamente il flash era ormai scarico. Prossimamente sostituirò anche le batterie utilizzate, che uso abitualmente nelle lampade, per acquistare quelle originali che dovrebbero garantire anche una maggiore autonomia di lampi.

Finalmente alle 21:45 sono a tavola per la cena, affamato e soddisfatto, pronto a sedermi al Mac per guardare le foto scattate e pronto a tornare in acqua al più presto!

 

 

#9 Marina Grande di Sorrento con Antonio e Thomas – Immersione Notturna

La giornata inizia malissimo, sono andato a dormire molto tardi ed avevo impostato la sveglia alle 8, dovevo andare a fare la spesa in pescheria per il pranzo del sabato, portare le bombole alla ricarica, incontrare una persona per lavoro alle 9 nei pressi dell’ospedale … e invece le batterie della sveglia si sono scaricate e mi sono alzato, come non avviene da una vita, alle 11!
Mortificato telefono al mio amico e ci accordiamo per vederci di lì a poco. Mi vesto in fretta e lo raggiungo, parliamo per un pò, poi lo saluto e torno indietro per andare in pescheria. Sono le 12:30 e c’è una fila enorme davanti al negozio della pescheria Scelzo, aspetto qualche minuto ma alla fine desisto, osservando i banchi svuotarsi progressivamente del materiale ittico di mio interesse.
E’ proprio una giornata NO. Telefono a casa a mia moglie per avvisarla e per farle approntare un piano B per il pranzo. 
Dopo pranzo prendo l’iPad per accedere ad una piattaforma aziendale e non si riesce ad entrare, quando poi ci riesco dopo mille tentativi, quello che cercavo non è più disponibile! GGGGRRRRRR!

Tutto sembra suggerirmi che è il caso di mettersi tranquillo a casa e non fare altro … non ne sono capace, sono inquieto ed ho bisogno di rilassarmi. Mi messaggia Antonio Mario invitandomi a prendere un caffè con lui e Gianpiero Liguori. Alle 16:30 scendo e porto le due bombole scariche da Maresca Sport, poi vado da loro. 

Oggi ho in programma una immersione notturna con Antonio e Thomas a Marina Grande, prima dell’imminente passaggio in zona rossa nella quale non potremo muoverci. In serata c’è anche la partita della mia squadra del cuore, in queste occasioni di solito non vado mai a mare per seguirla tifando, ma per una volta, darò priorità al mio primo amore, il mare.
Fortunatamente ho ancora una bombola carica in garage ed ho ricaricato preventivamente le batterie dei fari. Per rilassarmi un poco, ho effettuato una nuova pulizia dell’O-ring della custodia Nauticam NA-D850 che si è riempito di granelli di sabbia dopo l’ultima immersione. 
Rientrato a casa dopo il caffè con i miei amici mi metto a lavoro … a sistemare la fotocamera. Il nostro appuntamento è alle 18:45 ed ho un’ora per preparare il tutto.

Non ho cambiato configurazione rispetto all’altra sera, quindi MicroNikkor 60 mm, snoot di Fabio Iardino e flash OneUW. Arriviamo al porticciolo insieme, parcheggio nei pressi della scaletta di pietra e dove si sistemano con lo scooter anche i miei amici.

Mi vesto e scendiamo in acqua, loro mi anticipano di qualche minuto, essendo già vestiti con le mute da casa. Ci sono i pescatori sul pontile quindi evitiamo di infastidirli, ce ne andiamo verso sinistra a ridosso della scogliera centrale. Subito incontro un piccolo polpo in caccia, poi un bellissimo alcionario rosso. Scatto inizialmente solo con il flash di destra, poi accendo quello di sinistra snoottato e spengo l’altro … mi avvicino ma per “centrare” il soggetto sollevo un polverone. E no, non ci siamo! 
Proseguo il mio giro in profondità e non trovo granché se non rifiuti antropici, due maschere subacquee ed un rotolo di nastro viola. Alla fine, in carenza di soggetti, mi dedico a familiarizzare ancora con l’utilizzo dello snoot. Una Protula intestinum cresciuta su uno pneumatico, alcuni cerianti, un’Andresia partenopea, qualche paguro ed un polpo di rena Octopus dephilipii. 

La serata però non è totalmente infruttuosa, ho raccolto altre rocce per l’acquario dei miei amici ma ho anche recuperato per lo smaltimento, le due maschere ed il rotolo colorato.

Usciamo dall’acqua alle 20:45, non senza fatica … risalire con la bassa marea di stasera è stata un’impresa, senza l’aiuto di Antonio non ci sarei riuscito. Carichiamo tutto in auto ed andiamo via, loro si fermano in ufficio a lasciare il materiale raccolto per l’acquario, io corro a casa per andare a cenare con la mia famiglia con la pizza preparata da mia figlia Lorenza.  
Proprio sotto casa, mentre scarico l’attrezzatura, dal televisore del Pub che c’è sotto casa vedo il goal appena segnato dalla Lazio. GGRRRR! Serata nera, me lo aspettavo!
Proseguo e vado a parcheggiare l’auto, risalgo a casa e vado a lavare tutta l’attrezzatura, quando mi siedo a tavola il primo tempo della partita è terminato ma c’è una buona notizia … la Juventus ha pareggiato.

Mangio l’ottima pizza rapidamente e finalmente mi siedo sul divano per guardare il secondo tempo della partita. Sarà sicuramente un caso ma voglio pensare che il mio sostegno morale sia servito a far segnare i due goal che hanno permesso la vittoria per 3-1. Sono contento, finalmente un evento positivo in questa giornata “storta”! 

#8 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Il meteo continua ad essere particolarmente favorevole, già ieri sarei potuto andare in acqua, ma l’aver effettuato la seconda dose vaccinale contro il Covid-19 in mattinata mi ha chiaramente suggerito di desistere. Non ho avuto fastidi, a parte qualche brivido ed il dolore modesto in sede dell’iniezione. In ogni caso, temendo conseguenze debilitanti, mi ero  organizzato per lavorare da casa, ipotizzando un eventuale innalzamento della temperatura. Ciò non è accaduto e mi sento in perfetta forma.
Anche la mia schiena, forse grazie ad una maggiore attività motoria, sembra invitarmi a proseguire nel mio hobby … infine l’imminente passaggio in zona rossa della regione Campania mi suggerisce di non sprecare l’occasione!

Ho messo preventivamente in carica tutte le batterie e quindi sono pronto ad assemblare il tutto, ma con un grande dubbio che mi attanaglia … cosa montare sulla Nauticam NA-D850? Sigma 15 mm & minidome oppure la lente macro Micro Nikkor 60 mm?
Alla fine ci si lascia guidare dall’ultima immersione, nella precedente infatti avrei voluto avere con me l’obiettivo macro per fotografare il piccolo capone ubriaco ed invece avevo montato il grandangolo … così decido per il primo, sperando che la scelta sia quella giusta!

Mentre mi preparo, invio un messaggino al mio fidato amico, avvisandolo che sarei sceso a dargli fastidio … Antonio mi conferma che al tramonto sarà al suo posto, come sempre. Quando sono pronto per scendere mi accorgo che la spia del sistema vacuum è passata dal verde al rosso! Attenzione! Smonto tutto e riapro lo scafandro, controllo le guarnizioni dell’oblò e quella di chiusura e mi accorgo che c’è qualche granello di sabbia. Confesso di aver sempre sottostimato l’importanza di tale sistema di sicurezza, se non l’avessi avuto, a questo punto avrei rischiato un allagamento. Pulisco il tutto e richiudo rimettendo di nuovo lo scafandro sottovuoto. La spia torna verde ma per sicurezza, attendo una mezz’ora in più per essere sicuro che sia tutto ok. 

Sono le 19:30 quando arrivo a Marina Grande. Trovando posto sullo scivolo di alaggio al centro del borgo, decido di approfittarne e quindi parcheggio l’auto. Invio un messaggio vocale al mio amico Antonio, avvisandolo che non andrò al solito posto, ma pregandolo di venirmi incontro al mio rientro. Inizio così a vestirmi rapidamente per scendere in acqua il più presto possibile. La serata è magnifica, il mare è fermo anche se la temperatura dell’aria si è raffreddata fino ai 9°C ed in lontananza si vedono delle nuvole. 

L’acqua sembra limpidissima, ma è solo apparenza data dal basso fondale sabbioso. Esco fuori della scogliera e mi immergo lungo il pendio fangoso. Raggiungo lo scafo affondato dove all’interno c’è un tordo pavone addormentato vicino ad un brandello di rete, mentre più avanti incontro un bel sarago maggiore che si lascia fotografare per un pò.

Stasera ho preso ispirazione dal mio amico Alessandro Grasso che ha postato alcune foto scattate con lo Snoot di Fabio Iardino e così l’ho montato anche io per la prima volta sui miei flash OneUw. Confesso di aver avuto bisogno di un attimo di familiarizzazione con lo strumento che uso molto raramente, specialmente quando ho provato ad usarlo a circa 30 metri di profondità sul fondo fangoso … un disastro.

Ho provato prima con un serpente di mare Ophisurus serpens che si è subito insabbiato, poi con un secondo esemplare, stessa storia … sono ancora impacciato nel direzionarlo, non avendo uno sgancio rapido del braccio del flash, quando mi imbatto in una nuova gemma, già ritrovata in una delle precedenti immersioni.

E’ il piccolo esemplare di Aracnanthus oligopodus che spunta dal substrato fangoso. Provo a scattare con lo snoot qualche foto ma ovviamente non sono soddisfacenti, dovrò sicuramente ritornare a cercarlo. Poco più avanti trovo anche una grossa sogliola ma continuo a sollevare troppo sedimento mentre brandeggio lo snoot.

Proseguo il mio giro ed arrivo fin sotto il muretto dove c’è il mio amico Antonio che mi fotografa dalla superficie. Qui, a basso fondale, ho maggiori possibilità di utilizzare lo snoot trovandomi su un substrato misto roccia e … mattonelle.
Trovo un paio di paguri ed alcuni scorfanetti che mi danno la possibilità di affinare la tecnica, messa da parte da troppo tempo, ma anche di provare a scattare anche in modo più creativo, utilizzando le lucine colorate.
Il mio amico dalla superficie non riesce a capire … vede all’improvviso sparire la mia potente luce bianchissima … diventa dopo un poco di color rosso … poi cambia e diventa blu fino a passare al viola! 

Con un poco di allenamento, ritorno ad essere padrone nella manualità necessaria a brandeggiare l’attrezzo, iniziando anche ad essere soddisfatto del risultato raggiunto. Torno indietro dopo aver effettuato i 9 minuti di decompressione accumulati mentre ero giù a fondo, costeggio la scogliera e rientro verso l’auto. Tiro la testa fuori dall’acqua e vedo una sagoma scura sullo scivolo dal quale mi sono immerso. E’ lui, Antonio. Con il suo telefonino è venuto a scattare qualche immagine ricordo e ad aiutarmi a prendere la fotocamera. Mi racconta della sorpresa di veder sparire le luci e poi rivederle cambiare colore, ma anche di non aver preso nessun calamaro. Eppure dall’altro lato del borgo, sul pontile metallico, sono stati pescati 4 “siluri”. Dopo un immancabile selfie, io torno a casa, mentre lui va a tentare qualche tiro prima di andare via. 

Mentre sono a casa a sciacquare tutta l’attrezzatura, alle 22:30 mi arriva il messaggio del mio amico con le foto scattate e la notizia di aver perso, proprio sotto la banchina, un bel calamaro di grande taglia al primo lancio effettuato sul pontile!
Mi sa che la prossima volta devo andare anch’io da quel lato …

 

 

 

 

#7 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Oggi la temperatura è primaverile, ci sono 17-18°C e splende un gran sole. Anche il mare è calmo … tutto converge … 
Rientrato a casa, completo le incombenze burocratiche lavorative di fine mese e prendo la pile cariche dai caricabatterie, inserendole nei faretti. Attendo che faccia buio e alle 18:45 scendo da casa, alle 19 sono già al porto di Marina Grande di Sorrento.

Questa volta ho trovato posto per parcheggiare sul molo e quindi mi immergerò sul lato destro dello specchio d’acqua. Mentre mi vesto mi passa a salutare Gaetano con Raffaele, pescatori del posto, che mi conoscono fin da bambino. Oggi non ho chiamato il mio amico d’infanzia Antonio, non volevo disturbarlo anche stasera, lo lascerò pescare tranquillamente, sicuramente sarà lì sul posto!

Ho deciso di andare sulla banchina anche perché al mio ritorno verso le 20, verrà Antonio Mario con suo figlio Thomas per aiutarmi all’uscita a salire dalla scaletta di pietra, ma anche per ritirare qualche roccia che raccoglierò per l’acquario marino appena installato nell’ufficio di sua moglie Cinzia.

In quindici minuti sono pronto ed entro nell’acqua abbastanza limpida, c’è una ma leggerissima risacca. Nuotando in superficie , vedo alcuni piccoli cefali a pelo d’acqua sotto pontile metallico. Mi immergo e scendo verso il centro della scarpata fangosa, mantenendomi lontano dal pontile dove ci sono alcuni pescatori, per non disturbarli.

Anche stasera ho montato il Sigma 15 mm con il minidome sulla Nauticam NA-D850, sperando in soggetti “XXL” da fotografare, invece la serata è povera di incontri interessanti.
Una piccola seppia, una grande triglia Mullus surmuletus, una bella attinia Andresia partenopea, un serpente di mare Ophisurus serpens, un pesce lucertola Synodus saurus, un piccolo Octopus vulgaris, ed infine un tordo pavone Symphodus tinca addormentato sotto alghe rosse Asparagopsis armata.

Sono ormai sulla via del ritorno, alla base della scogliera riesco ad individuare un piccolissimo pesciolino mimetizzato sul fondo … è un piccolissimo esemplare di Capone ubriaco Chelidonichthys lastoviza   o Capone gallinella Chelidonichthys lucerna, la cui identificazione nell’immediato mi sfugge, non avendo mai visto un esemplare così piccolo. Inizio a scattare e provo a farlo spostare per vedere il colore interno delle pinne pettorali, Si nota un colore giallo che non ho mai visto prima ma la colorazione e forma del muso e del corpo mi suggeriscono che sia un Capone ubriaco (poi confermato dal mio amico biologo Fabio Russo quando gli ho girato le foto). Essendo molto piccolo, ho modificato le impostazioni della fotocamera in DX per ingrandirlo un poco. Per renderne poi le dimensioni, prima di salutarlo, lo sollevo con i guanti per mostrarne le reali dimensioni.

Sempre nei pressi della scogliera vedo un Gronco Conger conger in caccia tra gli scogli ed una oloturia con un mozzicone di sigaretta sul corpo. Termino l’immersione sotto la banchina dove c’è un tappeto di attinie Anemonia sulcata. Quando tiro fuori la testa dall’acqua, proprio sotto la scaletta, trovo i miei amici ad attendermi da una mezz’ora. Sono infatti le 20:30 quando mi aiutano prendendo le bombole e la zavorra per risalire l’alto gradino con una energica pinneggiata. Mentre mi spoglio e sistemo l’attrezzatura, nel riporre il computer subacqueo, mi accorgo di aver effettuato le ultime due immersioni notturne con impostato un gas Nitrox 32%,  ma data la mia lunga permanenza a basso fondale non comporta nessun  problema.

Completate le operazioni passiamo tutti insieme per l’ufficio di Cinzia a posare le pietre raccolte. Le sistemo nell’acquario alla meglio, poi scappo via, per non sforare il coprifuoco delle 22, visto che siamo sempre in zona arancione. Arrivo tranquillamente in orario, inizio a lavare l’attrezzatura e la metto ad asciugare. Stasera comunque ho dato il mio minimo contributo alla pulizia del mare, gli occhiali sono stati recuperati per essere cestinati. 

#6 Marina Grande di Sorrento con Antonio e Thomas – Immersione Notturna

La mattinata di lavoro inizia a Pompei ma già lungo la strada statale sorrentina, che percorro quotidianamente, il mare oggi non è visibile … c’è una nebbia (caligo o nebbia di avvenzione) fitta come in val padana.
Anche al mio rientro a casa c’è ancora tanta foschia ed umidità, mi fermo così un attimo lungo la strada per scattare una foto, prima di raggiungere casa. Stasera ho un appuntamento importante, accompagnerò due miei amici ad un battesimo …

Alle 18 scendo a Marina Grande, i miei amici sono già sul posto e vestiti di tutto punto … Antonio Mario e suo figlio Thomas hanno indossato le mute da apnea già a casa e sono scesi con lo scooter portando con se le fotocamere subacquee. Stasera vorrei provare ad andare a destra della spiaggia, ma non trovando spazio dove parcheggiare l’auto, devo ripiegare nel solito posto dove il mio amico pescatore Antonio Ferola è già in azione.

Sono equipaggiato ovviamente con Ara, mentre gli apneisti effettueranno la loro prima immersione in notturna. Ho montato il minidome con dentro il Sigma 15 mm ed i flash OneUW sulla mia Nauticam NA-D850.

I miei amici entrano in acqua prima di me, mentre mi preparo loro approfittano ancora di qualche ultimo raggio di luce solare. Quando entro in acqua noto una grande quantità di schiuma sull’acqua, inoltre in alcuni punti, si affonda fino al polpaccio. La sabbia dell’arenile sembra esser stata smossa per allargarne la superficie disponibile a servizio dello stabilimento balneare e l’operazione ha creato uno squilibrio enorme che ha anche reso l’acqua interna al porticciolo di un bianco latte. C’è la luna piena ma è oscurata dalle nuvole.

Stasera non gira nulla di interessante sul fondo, solo un pagello fragolino che scappa subito, poi un’Alicia mirabilis ma sollevo un polverone arrivando dall’alto. Tanti rifiuti, una stella corazzata in uno pneumatico, cammino velocemente fino ad arrivare sotto l’Hotel,  qui mi fermo a fotografare le bellissime alghe rosse, inizio a rientrare sotto la scogliera dove incontro Antonio e Thomas.  
Poco altro ancora, solo alcuni piccoli paguri equilibristi su un pasturatore da pesca, ed ancora mattonelle e rifiuti vari, persino un  pupazzetto e nulla più. 

Una delle serate più negative, ma sono contento di aver battezzato i miei amici per la loro prima immersione notturna, immortalando l’evento con una buffa fotografia. 

Torno a casa per le 20:30, mentre lavo l’attrezzatura squilla il telefono del mio amico Gianfranco Capodilupo che mi segnala  l’utilizzo foto non autorizzato di alcune foto scattate l’altra sera … 
che dire, non c’è mai fine al peggio! Buonanotte!

Bagni della Regina Giovanna con Gianfranco

Il meteo splendido di questi ultimi giorni, con sole intenso e mare calmo, mi ha stimolato particolarmente a mettere in atto un progetto che avevo in mente da svariati anni. Grazie alla complicità del mio amico Gianfranco Capodilupo, grande fotografo professionista, ho potuto effettuare alcuni scatti a mezz’acqua con la sua compagnia ed assistenza presso il Bagni della Regina Giovanna, al Capo di Sorrento.
Mi sono divertito tantissimo, unico neo della serata, la grande umidità dell’aria con annessa foschia presente oggi, che ha completamente oscurato il panorama e “sbiancato” il cielo.

Grazie mille amico mio, spero di non averti fatto prendere troppo freddo! Senza di te non avrei mai avuto il coraggio di scendere fin giù con tutta quella roba pesante che mi porto appresso abitualmente! 

#5 Banco di Santa Croce con Bikini Diving

“Color color, quale color?” recitava un gioco che facevamo da bambini, stringendo tra le dita con un foglio di carta multicolore … siamo quasi nella stessa situazione con il colore delle regioni che cambia in funzione dell’evoluzione dei contagi da Covid-19.
Da domani infatti si passa dalla zona gialla a quella arancione e non sarà più possibile muoversi fuori dal proprio comune di residenza.
E’ una occasione da sfruttare assolutamente, così dopo aver allertato ieri sera Giulia per conoscere orario e disponibilità in barca, stamattina ho messo la sveglia alle sveglia 6:30 per andare al Bikini Diving.

Alle 7:45 sono in auto, il display segnala 7°C di temperatura, parto con direzione Marina di Stabia e lungo la strada trovo un automobilista intento ad una lunga telefonata che non riesco a sorpassare fino a Vico Equense. Alle 8:30 come da appuntamento, sono al parcheggio del diving, saluto “a distanza” tutti i subacquei ed amici, tra questi c’è anche Lello Pisani, Francesco Cortese e Marco Panico. La giornata è splendida con sole brillante, una temperatura di 16°C ed un  mare calmissimo.

Prepariamo l’attrezzatura in grande comodità, offerta dalla organizzatissima struttura logistica. A Pasquale chiedo una bombola  caricata a Nitrox 32% e subito riprogrammo il mio computer Perdix, inizio ad assemblare la fotocamera, oggi equipaggiata con  il minidome ed il Sigma 15 mm, con i flash OneUW che non ho ricaricato perché non necessario.

Arriviamo sul punto dopo qualche minuto di navigazione, aspetto che tutti siano in acqua e poi mi immergo, la mia bombola è a prua mentre io sono posizionato a poppa del gommone per tenere in salvo la fotocamera.

L’acqua è verde come previsto, la visibilità infatti è problematica. Non è il caso di andarene in giro tra le secche del Banco di Santa Croce, ma resterò su quella principale. Pasquale, Bruno ed altri sub sono attrezzati con con i Rebreather e vorrei scattargli qualche foto se riusciamo ad incontrarci sott’acqua. Scendo ed entro subito nella grotta dal lato di “Terra”, scatto qualche foto sfruttando la lampada accesa da un sub intento ad entrare anche lui nello spacco. Mi allontano percorrendo la grotta in senso inverso al solito e fuoriesco dal lato “Napoli”, voltando subito a destra per raggiungere la foresta di Savalia savaglia. Mi fermo poco sul posto, nonostante i polipi delle gorgonie siano tutti aperti, le condizioni di luce e visibilità sono pessime. 

Proseguo il mio giro in senso orario fino a raggiungere le spugne Axinella, lungo il percorso vedo qualche piccola cernia. Le margherite di mare sono anch’esse con i polipi espansi al massimo così come le gorgonie gialle.
Giro sul “cappello” a lungo in cerca di qualche cernia, ma non ce ne sono, in inverno se ne sono andate tutte a rintanarsi più a fondo. Dopo 60 minuti sono pronto a terminare l’immersione senza la necessità di effettuare la decompressione ed è piacevolissimo. Prima di risalire, approfitto per un selfie subacqueo con Lello e Pasquale.

Una volta salito sul gommone, ho modo di apprezzare il piacevolissimo calore del sole, con il mare fermo come l’olio. Mentre aspettiamo il rientro dei subacquei tecnici, in lontananza si vedono alcuni delfini nuotare in superficie.
Mentre ritorniamo in porto al termine dell’immersione, un piccolo aereo da turismo effettua tre passaggi sul nostro gommone a bassissima quota, si riesce a persino vedere il pilota.
La giornata è piacevolmente conclusa con il lavaggio delle attrezzature, operazione effettuata con mia grande felicità in situ, risparmiandomi di farlo a casa. Prima di andare via, ricevo il calendario 2021 dei Carabinieri Subacquei dal mio amico Marco Panico.

Saluto tutti e mi metto in auto alle 12:30. Essendo l’ultimo giorno di “libertà” per molti, oggi c’è un gran caos per strada, con traffico sulla statale che porta verso Sorrento.

Impiego un’ora per arrivare a destinazione, il doppio del dovuto; passo in garage a stendere il “bucato” ed arrivo a casa alle 14. Sono affamato e divoro il pranzo preparato da mia moglie, dopo un bel caffè vado a fare la doccia prima di andare a nanna.
Sono contento, proprio una bella giornata!