Archivi categoria: Nikon D850

Cala di Puolo in Apnea con il Poseidon Team

In previsione dell’imminente passaggio in Zona Rossa della Regione Campania a causa dell’aumento esponenziale dei contagi da Covid-19 e la relativa chiusura delle attività ricreative, oggi ho approfittato per andare in acqua con i miei amici del Poseidon Team A.S.D. 
L’appuntamento è per le 10:30 sotto casa del Presidente Antonio Mario, pensavo di essere in ritardo e invece sono il primo ad arrivare, i miei amici Gianpiero Liguori e Giancarlo Crimaldi sono in ritardo ed arrivano alle 11. Antonio e suo figlio Thomas caricano le attrezzature sull’auto di Giancarlo e andiamo a Puolo.

Quando arriviamo sul posto, approfitto dello scooter per trasportare i mono-bombola da 18 litri dei miei associati nei pressi della scogliera, agevolandoli almeno nel tragitto di andata, visto che non aspetterò la loro uscita dall’acqua, andando via prima. 
Ci vestiamo dopo aver scattato una foto ricordo insieme, sono il primo ad andare in acqua e devo confessare che sto imparando ad indossare la muta da apnea e la trovo molto comoda in acqua. 

L’acqua non è limpida ma il mare è piatto. Ho montato il Superdome ed il Sigma 15 mm per effettuare anche delle prove di riprese video, che mi serviranno per una installazione di una mostra d’arte a cui collaborerò la prossima estate.

Trascorro oltre un’ora in mare, senza vedere nulla di interessante, in questo posto il fondale è profondo e non ho una sufficiente apnea per immergermi qui. Mi dedico così a qualche scatto a mezz’acqua, ma anche ai miei amici mentre fotografano e a qualche selfie.  

Lascio i miei amici ancora in acqua quando ritorno a terra, mi svesto e avviso casa, faccio in tempo ad arrivare al momento della fine delle lezioni scolastiche on-line di mia figlia Lidia alle 14, con mia moglie che ha preparato il pranzo per quell’ora. 

Dopo pranzo provvedo a lavare la fotocamera e l’attrezzatura subacquea. Più tardi mi metto al pc per scaricare le immagini, mentre scrivo queste mie righe di riepilogo giornaliero, arriva la notizia del diciannovenne Jannic Sinner che, all’ATP250 di Sofia, è il più giovane italiano a vincere un torneo di tennis. 

Nel tardo pomeriggio scendo con mia moglie a passeggio per Sorrento, passo a salutare i miei genitori in previsione di almeno quindici giorni di lontananza forzata. Trascorro un’oretta con loro, poi rientro a casa per le 21. Dopo aver ordinato la pizza a domicilio, mi siedo davanti al computer per sistemare qualche foto … sono le 22:30 quando mi arriva un messaggio del mio amico Lauro Castellano “lightining hunter” …

Marco, ci sono bagliori dietro Ischia, preparati e sali sul terrazzo!

Prendo la “nuova” fotocamera Nikon D5200, da pochi giorni acquistata d’occasione, la monto sul cavalletto Manfrotto ed innesto il Nikon 16/35 mm, indosso un giubbino con cappuccio e salgo sul terrazzo. Trascorro quasi due ore in attesa dei fulmini che arrivano da molto lontano. Sono piccolissimi ed io ho difficoltà a gestire la fotocamera al buio, non conoscendone a memoria la disposizione dei pulsanti. Inizio a scattare ma non riesco mai a beccarne uno. Sono coperti dalle nuvole ed il bagliore è molto flebile. Pazientemente insisto, supportato dai messaggi vocali del mio amico, finalmente arrivano più a tiro, sono arrivati su Napoli e sembrano anche abbastanza localizzati. Inizio a scattare e finalmente becco il mio primo fulmine, poi inizio a prenderne più di uno, anche sullo stesso fotogramma. Sono felice ma proprio sul più bello, la batteria della fotocamera mi abbandona definitivamente. Non fa niente, mi sono divertito, non resta che andare a guardare le immagini al computer e … comprare una batteria di riserva! 

Lorelei con Dario, Antonio e Giancarlo

La prima operazione post sveglia è quella di tagliare la barba che ho lasciato crescere per due settimane; subito dopo effettuo una leggera colazione e poi vado di corsa a chiudere la fotocamera Nauticam NA-D850 per arrivare in tempo all’appuntamento con i miei amici del Poseidon Team A.S.D. 
Passo a prendere la muta da apnea in garage (che non posso indossare a casa come ha fatto Antonio Mario) e raggiungo la casa di Dario Di Napoli che ci attende per le 8:30. Parcheggio lo scooter e salgo a salutare i suoi bambini intenti a fare la prima colazione. Mi faccio preparare dal padrone di casa una “saponata” con il bagnoschiuma, avendone preparata io una con il detersivo per i piatti che ho trovato in garage!   
Aspettiamo l’arrivo di Antonio e scendo con lui le scale che ci portano al mare, mentre Dario attende l’arrivo da Napoli di Giancarlo Crimaldi che si unirà a noi.
I miei soci hanno da effettuare qualche allenamento e prove tecniche di safari fotosub con le nuove configurazioni adottate ultimamente, io approfitto per fare un tuffo con loro e per scattare delle foto e girare qualche filmato. Al proposito ho infatti montato il superdome ed il Sigma 15 mm.
Indosso la muta con la supervisione di Antonio, quando sono pronto, prendo la fotocamera ma mi accorgo che c’è una gocciolina all’interno dell’oblò, prima ancora di metterla in acqua. E’ in una zona laterale e non dovrebbe dare problemi ma nel dubbio decido di toglierla. Torno nella “grotta” dove abbiamo lasciato le nostre borse e apro lo scafandro. Pulisco con un fazzolettino l’interno dell’oblò ma l’umidità dell’ambiente appanna completamente il cristallo! Maledizione, provo ad arieggiare lo scafandro portandolo all’esterno, la situazione dopo un poco migliora, ma l’interno non è più perfettamente pulito. Richiudo lo scafandro e lo rimetto sottovuoto, avevo pensato di abortire l’uscita, ma alla fine è possibile portare la fotocamera in acqua.
Nel frattempo sono arrivati anche Dario e Giancarlo, mentre si vestono scatto qualche foto, avventurandomi anche nel bagno dove c’è Giancarlo seminudo, del quale vi risparmio la foto originale scattata, pubblicandone solo una fortemente riquadrata!

Ci tuffiamo alle 9 e ci dirigiamo verso il largo. Il mio intento è quello di scattare una bella foto all’edificio dal mare, ma c’è tanta ombra a quest’ora.  Effettuo subito la fato anche con Dario, ben consapevole che una volta entrati in acqua ci disperderemo inesorabilmente.
Trascorriamo circa tre ore in mare, con acqua a tratti torbida. Io mi divido tra i tre fotografi, invitandoli a collaborare per effettuare foto e video.
Devo confessare che oggi, con mare calmo non ho avuto nessun fastidio causato dal mal di mare e con la muta Mares acquistata dal mio rivenditore di fiducia Eurosub di Ciro dell’Anno, non ho sentito minimamente la sensazione di freddo. Anche la pesata da 7,5 kg sembra ottimale, ma forse andrebbe distribuita meglio posizionandola parzialmente sulla schiena.

Esco dall’acqua in anticipo rispetto ai miei amici ed inizio a spogliarmi, non ho ben capito dov’è la doccia calda (che si trova al piano superiore della struttura) visto che non è nel bagno, così mi svesto e asciugo senza approfittare della grande opportunità che invece sfruttano i miei amici al loro ritorno. 
Inizio la risalita lungo le scale e devo confessare di aver faticato non poco, con le gambe indolenzite dalle pinneggiate ed il peso della zavorra e della fotocamera, per raggiungere il cortile d’ingresso. Mi siedo sui gradini ed aspetto i miei amici. Sono passate le 1230 quando mi telefonano dopo essersi fermati per un aperitivo sulla terrazza che si trova lungo le scale. Li raggiungo e, dopo aver ammirato il magnifico panorama, ci sediamo per sgranocchiare dei tarallini prima di andare a pranzo. Alle 13 saluto i miei amici e vado a casa. 

Dopo pranzo mi stendo sul divano per guardare le prove del GP di Imola di F1 ma immediatamente mi addormento profondamente, sopraffatto dalla stanchezza.
Quando mi sveglio, finalmente mi posso dedicare a sistemare le foto scattate; per i video ci vorrà molto di più, ma confesso di essere molto soddisfatto per la piacevolissima giornata trascorsa con il Poseidon Team!  

La Tonnarella con Punta Campanella Diving

L’asfalto bagnato sotto gli pneumatici dello scooter mi suggerisce di procedere verso Massa Lubrense con grande cautela, l’appuntamento al Punta Campanella Diving è per le 9 e sono in perfetto orario senza necessità di affrettarmi. La sveglia stamattina è stata condita dalla classica esitazione che c’è nel guardare il display elettronico sul comodino quando c’è il cambio dell’ora legale. Mi alzo alle 7 ma vado a controllare in bagno l’orologio analogico sopra lo specchio … segna le 8. Tutto ok, la sveglia radiocontrollata ha fatto egregiamente il suo lavoro. Vado in salone e mangio qualcosa, poi vado a chiudere lo scafandro della mia Nauticam NA-D850 e metterlo sottovuoto. Ho montato il Nikon 10.5 mm questa volta nel minidome Saga Dive, sempre abbinato ai flash OneUw comandati in fibra ottica. Scendo di casa e vado in pescheria per predisporre il pranzo, torno subito e dopo essermi vestito per l’immersione, riscendo per prendere lo scooter.

Quando arrivo a destinazione trovo i ragazzi dello staff intenti alla preparazione delle bombole e Lisa che invece è alle prese con la spiegazione dell’utilizzo della bussola. Trascorre un poco di tempo prima di essere pronti, oggi c’è onda lunga e bisogna ripiegare dietro Punta del Capo di Sorrento per trovare un pò di ridosso.

Gianuigi resta in gommone, Lisa e Vittoria invece scendono in acqua. Mi tuffo in leggero anticipo rispetto al gruppo ed inizio la discesa lungo il ripido pendio sassoso che porta alla parete verticale con le spugne gialle. L’acqua è torbida e sembra essere in immersione notturna, tale è l’oscurità che avvolge la scena. Vedo una piccola cernia intanarsi in una spaccatura e tante castagnole, che si muovono in sincronia. Raggiungo le spugne e mi avvicino tantissimo per provare l’obiettivo. Risalgo un poco e vedo sopraggiungere il gruppo mentre sono alle prese con una “vacchetta di mare” Peltodoris atromaculata che lascio fotografare anche a loro. Proseguo il mio giro in cerca del cavalluccio marino giallo visto insieme a Mimmo Roscigno  ma non ce n’è traccia, c’è sempre e solo tanta immondizia, compresa una padella. Risalgo a bordo prima di tutti ed aspetto il loro ritorno, ormai splende un bel sole e la giornata si è completamente trasformata. 
Ritornati al diving aprofitto per lavare accuratamente muta e fotocamera e, dopo aver salutato tutti, torno a casa per il pranzo e per seguire il GP di F1.

Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Il lunedì è sempre difficile da affrontare, soprattutto quando per andare a lavoro sei “costretto” ad ammirare un paesaggio ed un mare incantevole … il lato positivo però è quello che con un mare così, ci si deve necessariamente organizzare per andare a visitarlo!

Al termine della giornata lavorativa infatti, ho predisposto tutto il necessario per andare in acqua, ho anche ripreso alcuni cavi in fibra ottica che non usavo da tempo, li ho testati e funzionano perfettamente. La configurazione della fotocamera è rimasta immutata dall’ultima volta, con Tokina 10/17 mm, Kenko 1.4X e doppio flash OneUW 160X montati sulla Nauticam NA-D850 e minidome Saga Dive.
Aspetto il buio e scendo a Marina Grande di Sorrento, i ristoranti hanno ancora tutte le luci accese ma di gente in giro ve n’è veramente poca. Lascio l’auto in un posto un poco più distante del solito, mi vesto ed effettuo l’ultima telefonata a casa prima di chiudere la muta e l’automobile. Stasera c’è bassa marea e fatico un poco in più per scendere in acqua, trasportando per un tragitto più a lungo l’attrezzatura sulla spiaggia.
L’acqua non si è ancora raffreddata completamente ed è abbastanza limpida fuori della scogliera. Scendo lungo il pendio sabbioso ed incontro solo tanti rifiuti, recupero degli occhiali ed un guanto da lavoro, ma sono le uniche cose che riesco a mettere nei tasconi della muta e a portare a terra, ma ci sono tantissimi oggetti sul fondo. Ormai sono più degli abitanti sottomarini del luogo … faccio tanta fatica a trovare qualcosa da fotografare, mi muovo sorvolando un deserto fangoso. A 35 metri finalmente incontro prima una piccola attinia Andresia partenopea e poi una piccolissima Sepiola rondeleti, non posso sostare a lungo perché il computer subacqueo già mi segnala alcuni minuti di decompressione,  sono da solo e non è il caso di esagerare. Risalgo lungo il pendio e vedo un piccolo polpo che si muove sulla sabbia nei pressi dei resti di un’altra barchetta in vetroresina affondata da molti anni. I pesci ormai utilizzano i rifiuti come riparo, un piccolo tordo pavone infatti dorme in un brandello di stoffa rossa, mentre tra le bottiglie di vetro c’è una castagnola che dorme all’interno di un boccale di birra!
Sono ormai a pochi metri di fondale e trascorro alcuni minuti per riuscire a fotografre la scena, aspettando che il pesce mi mostri la testa invece della coda. Proseguo ancora un pò in avanti dove sotto l’hotel ci sono tantissime mattonelle e rifiuti di ogni genere, una vera tristezza. Restano 70 Bar nella bombola, così torno indietro lungo la scogliera per rientrare nel porticciolo, qui trovo un altro piccolo polpo, un’attinia Anemonia sulcata ed un piccolo sarago sparaglione Diplodus annularis tra le maglie di un brandello di rete abbandonato in mare dai pescatori, insieme agli scarti della pesca, pesci sottotaglia che non possono essere portati al mercato. Si tratta di  esemplari di ricciole Seriola dumerili di pochi centimetri, pesci che hanno la possibilità di raggiungere oltre 40 kg di peso … un vero disastro. Infine una bavosa Parablennius pilicornis fa capolino da una bottiglia di vetro. 
Me ne risalgo soddisfatto per aver effettuato un nuovo tuffo e per il perfetto funzionamento dei “vecchi” cavi in fibra ottica, ma molto depresso per la situazione in cui versa il mio mare.

Mentre mi svesto, passano alcuni signori curiosi, diretti all’hotel che si trova lì vicino e come di consueto mi chiedono: “cosa avete pescato?” Non mi scompongo, apro la tasca della muta e tiro fuori gli occhiali ed il guanto rispondendo: “solo questi!”
Tolgo la muta e subito avviso la famiglia di aver terminato l’immersione, lavo sommariamente l’attrezzatura subacquea con le due taniche d’acqua dolce che ho portato con me e alle 21:30 è ora di tornare a casa per la cena. Immancabile un selfie finale in ascensore!



Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Mercoledì scorso mi son fatto fregare dal meteo incerto, ho messaggiato incessantemente con il mio amico Rosario durante tutta la mattinata per definire la nostra immersione notturna, ma alla fine, abbiamo desistito. Anche oggi è avvenuto lo stesso, con la pioggia ed il sole che si sono alternati in modo importante durante tutto l’arco del giorno. Alla fine però, anche se in solitaria, decido di andare lo stesso, pur senza il mio caro amico. Bisogna approfittare quando è possibile, senza far svanire altre occasioni propizie, in previsione del coprifuoco alle 22 che si prospetta nei prossimi giorni a causa della recrudescenza del Covid-19.
Si è alzato anche un pò di mare a causa del vento di maestrale, ma nel punto dove ho idea di immergermi, dovrei poter godere di un poco di tranquillità. Ho montato il Tokina 10/17 mm con il moltiplicatore di focale Kenko 1.4X e minidome Saga Dive sulla Nauticam NA-D850, con i flash OneUW 160X con i nuovi diffusori, ancora una volta comandati dai cavi in fibra ottica, dopo aver ricevuto i ricambi per ripararli dal mio amico nonché sponsor tecnico, Pietro Cremone di Fotosub-Shop.
Onde evitare problemi nella vestizione in solitaria, ho tirato fuori anche la mia SANTI, che rappresenta un’eccellenza in tema di mute stagne.
Aspetto che faccia buio prima di muovermi da casa, non ho nessuna fretta, forse solo il cielo nuvoloso può ostacolare la mia sortita in mare portando ancora pioggia.  Arrivo a Marina Grande e parcheggio a fatica, i ristoranti sono ancora aperti, ma riesco a trovare un posto idoneo. Inizio a vestirmi lentamente e alle 20 circa sono in acqua.

La visibilità è pessima all’interno del porticciolo, mentre fuori migliora nettamente. La serata inizia male con la rottura di uno dei cavi in fibra che avevo sistemato poco prima a casa e con il recupero di una maschera subacquea dal fondale. Raggiungo la piccola barca affondata dove a prua si nasconde una murena, scatto con entrambi i flash usandone uno in slave, ma dopo il primo scatto la murena fugge via. Sul fango si erge una bella gorgonia Leptogorgia sarmentosa alla cui base c’è una ciprea Simnia spelta, uno dei pochi soggetti trovati questa sera.
Come sempre ci sono tantissimi rifiuti, ancora troppi, compresi tanti brandelli di rete da pesca che ahimè continuano a pescare. Infatti tra le maglie di nylon è rimasto intrappolato uno sciarrano, del quale rimane solo la lisca. Mi avvicino cercando di non sollevare troppo sedimento, ma ho molta difficoltà a far scattare il flash destro. E’ in questo momento, dopo circa 20 minuti d’immersione, che si stacca anche il cavo in fibra sinistro dalla boccola che lo conteneva, non correttamente riparata, che mi costringe a proseguire l’immersione fotografica usando solo la lampada di ricerca che ho sopra la fotocamera.
Resto in acqua per 60 minuti, sperando di NON trovare nulla di particolarmente interessante! Recupero un paio di occhiali, trovo una piccolissima Alicia mirabilis, forse la cosa più bella della serata e mi metto a fotografare i pesci lucertola Synodus saurus ed una polpessa Callistoctopus macropus. Negli ultimi metri prima di risalire, ancora rifiuti: nasse, pneumatici e bottiglie. 
Alle 21:30 sono già nei pressi dell’auto, alle prese con la svestizione, approfitto per effettuare un lavaggio dell’attrezzatura in situ, utilizzando due taniche d’acqua dolce che ho portato con me. Questo però non mi esime dall’effettuare il lavaggio accurato successivamente, ma mi consente di portare poca sabbia a casa. 

Cominciano ad essere troppe le occasioni svanite e quelle con problemi tecnici, ma nessuna di esse può scalfire la mia voglia di mare; come sempre esco dall’acqua felice e rilassato, pronto ad affrontare una nuova avventura!

 

Vervece con Punta Campanella Diving Center

Domenica mattina, tempo semi-perturbato, ma nulla di compromettente per l’uscita in mare. Alle 8 scendo di casa ma metto il piumino per andare sullo scooter. Ho preso di nuovo la muta stagna in neoprene, ma questa volta senza il sottomuta ed ho montato sulla Nauticam NA-D850 il Sigma 15 mm ed il minidome Saga Dive. Ho controllato i flash OneUW ieri sera con i cavi in fibra ottica e scattavano a raffica senza perdere un colpo. 
Arrivo al Punta Campanella Diving dove ci sono Gianluigi che sarà il barcaiolo mentre Lisa, Andrea e Vittoria accompagnano i clienti sott’acqua. Prima di salire in barca controllo il funzionamento dei flash, tutto in ordine.

Il mare è calmo e l’acqua all’uscita del porto sembra limpidissima. Ormeggiamo alla boa sommersa dello Scoglio del Vervece ed io mi tuffo immediatamente prima del gruppo. L’acqua è limpida ma non limpidissima come sperato, avrei voluto effettuare alcune foto panoramiche dello scoglio. Subito incontro una coppia di murene sotto una pietra, scatto due foto poi scappano via fulmineamente. A poca distanza c’è un’altra murena ed in lontananza si vedono alcune cernie. Inizio a dirigermi verso le gorgonie rosse ed incontro un grosso scorfano che subito si mette in moto per rifugiarsi in una spaccatura della roccia dove c’è un altro scorfano più piccolo. Mi fermo lungo il tragitto a fotografare qualche bella gorgonia gialla e bianca in controluce e raggiungo la foresta di Paramuricea clavata che è “battuta” da una intensa corrente che mi impedisce di avanzare. Sono costretto a tornare indietro e vedo sfilare il gruppo di subacquei mentre mi dirigo verso la statua della Madonnina. Inizio ad avere problemi nuovamente con i cavi in fibra ottica, giro la fotocamera e guardo i flash per capire se scattano, continuano ad alternare momenti di funzionamento e non, e la cosa mi rende sufficientemente nervoso. Probabilmente i cavi si sono lesionati e bastano piccoli spostamenti dei bracci a rendere instabile la connessione luminosa con i flash. Posiziono di nuovo uno dei due flash in slave e riesco a scattare ancora qualche immagine, ma confesso di farlo senza la dovuta attenzione. Decido così di tornare al gommone, approfittando del cielo nuvoloso che traspare sotto la superficie per effettuare qualche scatto. Risalgo per primo ed attendo il rientro di tutti i sub. Arrivato a terra mi infilo direttamente sotto la doccia con la muta per lavarla accuratamente, così come faccio con la fotocamera ed il resto dell’attrezzatura.  Smonto tutto e saluto gli amici che si preparano ad una successiva uscita, me ne torno a casa alle 11:30, con il meteo che comincia a peggiorare. 

Mi fermo al garage per lasciare l’attrezzatura lavata ad asciugare, senza doverla portare a casa e rientro alla base dove la mia famiglia ha approfittato per dormire un pò in più. 
Mi metto subito all’opera per capire cosa è accaduto e, guardando con attenzione i cavi in fibra, mi accorgo che i connettori sono ormai interrotti, così li rimuovo per provare a recuperali sostituendone la parte finale. Scarico le foto al computer ma presto arriva l’ora di pranzare e di guardare le gare di MOTOGP e F1 in televisione, mi dedico così ad un pomeriggio di grande relax, con l’intensa  pioggia chenel frattempo inizia a cadere su Sorrento. 

Cala di Puolo con Rosario – Immersione Notturna

Dopo una lunga sequenza di appuntamenti presi e poi saltati, finalmente torno in acqua con il mio amico “manid’oro” Rosario. E’ riuscito finalmente a liberarsi dal negozio e quindi scendere a Sorrento per fare immersione con il sottocritto. Passa infatti a prendermi con l’auto alle 18:30 circa, andiamo al garage a prendere il resto dell’attrezzatura e ci dirigiamo verso Cala di Puolo. Lungo la strada ammiriamo un bellissimo tramonto che sembra un ottimo preludio ad una grande serata in mare … 

Parcheggiamo l’auto ed iniziamo una lenta preparazione, per aspettare che le tenebre calino del tutto. La temperatura esterna dell’aria si è rinfrescata di molto e stasera ho deciso di tirare fuori la muta stagna in neoprene che di solito utilizzo nelle “mezze stagioni” ma ho preso anche il sottomuta termico che abitualmente  non utilizzo, optando per una più confortevole tuta in pile acquistata da Decathlon.
Quando scendiamo in acqua mi accorgo subito di essere “positivo” ed avere difficoltà ad immergermi con l’attuale cintura di piombi, insufficiente per la configurazione utilizzata. Avrei dovuto prendere la giberna con la zavorra che abitualmente uso quando metto il sottomuta. Errore grave che ha compromesso tutta l’immersione.
L’acqua a riva è molto torbida, ma migliora allontanandoci dalla spiaggia. Sul pendio sabbioso subito Rosario trova un bel paguro con le attinie, io invece una seppia. Non indugiamo sul basso fondale e scendiamo a circa 35 metri dove sembra esserci una maggiore presenza ittica. Mi accorgo però di avere problemi con il cavo sinistro della fibra ottica e quindi sposto il mio flash OneUw 160X in modalità slave per farlo funzionare in simbiosi con l’altro. 
Subito incontro un pesce serpente, poi un secondo esemplare ma in entrambi i casi non riesco a “beccarlo” quando è fuori dal sedimento. Troviamo alcune gorgonie sulla sabbia e su una di esse c’è una Simnia spelta, una piccola ciprea che vive solo su di esse, la cui presenza noto solo quando guardo la foto al computer.
Mi sposto per non disturbare il mio compagno e sul pendio vedo una bella orata addormentata sulla sabbia. Questa volta, a differenza di quanto capitato con il dentice, riesco ad avvicinarmi e a scattare quattro cinque foto senza spaventarlo, tanto da lasciare campo d’azione anche a Rosario che arriva dopo poco. Avrà solo il tempo di uno scatto, prima che il pesce fugga via dalle nostre luci. 
Qualche pinneggiata più avanti troviamo una coppia di gallinelle, scatto una foto alla prima e la lascio a Rosario, mentre mi sposto sulla seconda che è all’ombra di una gorgonia. Il mio assetto è pessimo, sono costretto a svuotare spesso la muta ed il gav, consumando tanta aria nei movimenti e sollevando un gran polverone in prossimità del pinnuto. Non riesco a scattare come voluto e dopo un attimo desisto, impegnato mentalmente ad impostare la risalita con decompressione che si prospetta alquanto complicata. 
Con grande dispiacere mi accorgo che c’è tanta immondizia sott’acqua, Rosario infatti fotografa uno scarpone, ma c’è tanto altro materiale, compreso le scatole di “vermi coreani” dei pescatori ed una enorme scaletta caduta sul fondo insieme ad altro materiale metallico in seguito alla recente mareggiata.
Tra i pesci addormentati trovo sul fondo vedo un tordo pavone ed un pesce pappagallo che lascio fotografare a Rosario, impossibilitato a tenere l’assetto a 6 metri di profondità mentre effettuo i 10 minuti di sosta di sicurezza. Sono costretto a prendere un bel sasso e mettermelo sottobraccio per non finire “sparato” in superficie! Prima di rientrare una piccola cernia bruna si nasconde tra i massi della spiaggia. 

eccomi con il sasso. Foto Rosario Scariati

Risaliamo sull’arenile e trasportiamo le attrezzature in prossimità dell’auto, dove ci spogliamo. Rosario mi racconta di aver visto uno squadrone di calamari in parata militare ma di aver avuto anche lui problemi con i cavi di fibra ottica, perdendo l’occasione di uno scatto importante. La serata non è “evoluta” nel modo sperato, ma ci ha dato la possibilità di fare un tuffo insieme dopo lungo tempo. Ce ne torniamo verso casa convinti, dopo molti anni, di mettere in conto di acquistare nuovamente i cavi elettrici, sicuramente più scomodi ma maggiormente affidabili.
Mentre Rosario mi riporta al garage e poi a casa, consulto il telefono e trovo una chiamata persa di Davide Barzazzi da Venezia … lo richiamo appena raggiungiamo un punto con una sufficiente copertura telefonica. Con grande soddisfazione, apprendo di aver piazzato sul secondo gradino del podio una foto nella categoria Reflex Mediterraneo Macro di una bavosa crestata con le uova. Sono contento per la buona notizia, almeno la serata si conclude con un pizzico di positività!
Prima di salutarci, effettuiamo una telefonata in vivavoce al nostro comune amico calabrese Domy Tripodi, il “Re” dello Stretto,  che aveva provato a chiamarmi per avere notizie sul concorso fotografico mentre eravamo in immersione. 
Che dire … un’altra immersione è alle spalle, vediamo come sarà la prossima!

 

 

 

 

La Tonnarella con Mimmo e Gennaro

Pensavo di aver visto quasi tutto nella mia vita subacquea, ma quella di oggi è stata una bella ed inaspettata sorpresa … 
Dopo qualche settimana di pausa, finalmente oggi torno in acqua. Ieri sera ho approntato la fotocamera Nauticam NA-D850 con il Sigma 15 mm e minidome Saga Dive, ho controllato la carica dei flash e, seguendo le istruzioni del costruttore per evitare effetto memoria, non ho ricaricato le batterie dei flash OneUW 160X, anche se la carica di uno dei due era più bassa dell’altro.
Questa mattina, dopo la sveglia ho richiuso lo scafandro e mi sono messo sullo scooter con direzione Punta Campanella Diving Center a Massa Lubrese. Arrivo alle 8:30 come programmato e la temperatura dell’aria è inizialmente fredda, al diving però la temperatura sale anche grazie al caffè portatoci dall’amico Salvatore Lauro. C’è il mio amico dott. Gennaro Caiazzo che non vedevo da tempo e dopo poco arriva anche il mitico prof. Roscigno, oggi senza fotocamera e solo con l’attrezzatura da apnea.
Partiamo alle 9 dal porto con Gianluigi al comando del gommone, Lisa ed Andrea accompagnano i clienti stranieri sott’acqua, Mimmo sarà in apnea con l’austriaco Martin Muller, mentre io me ne starò solo soletto. Ci sono onde di oltre 4 metri, causate dal mare che si è alzato durante la notte, unico posto ridossato è la Punta del Capo, in particolare decidiamo di immergerci in prossimità del tratto di costa che va da “La Tonnarella” al Campeggio “Santa Fortunata”. Qui è in rada il mega yacht da 124 metri “Alexander”, con i tre alberi enormi che svettano sul grigio scafo.   
Scendo subito in profondità a 35 metri dove ci sono le spugne gialle. L’acqua è molto torbida e lungo la parete si vedono tantissime nasse abbandonate da anni, impigliate nella rugosità della roccia ed ormai colonizzate da spugne di mille colori. Anche durante la risalita trovo ancora tantissimi rifiuti antropici, fino ad arrivare alla superficie dove c’è una grande pensilina metallica finita in mare. Risalgo e sto per tornare al gommone … Mimmo mi raggiunge e mi chiede se ho terminato l’aria nella bombola, confermo di averne ancora … e lo seguo. 
Inizio a scendere lungo la parete e lui, in grandissima e sorprendente forma, mi conduce sul fondo e mi mostra a 10 metri di profondità un bellissimo cavalluccio marino giallo, trovato da Gennaro che è ancora lì a tenere in evidenza il punto preciso dell’incontro. Inizio a scattare qualche foto a Gennaro, ma il flash destro è ormai completamente scarico. Nel frattempo arriva Mimmo che, con un’apnea formidabile, scende posizionandosi davanti al mio oblò. Resta in immersione ad ogni tuffo per lungo tempo e con grande naturalezza, collaborando e giocando a fare le smorfie mentre attende i miei scatti.
E’ proprio questa la sorpresa grandissima che ho avuto oggi, vedere l’espressione di gioia pura negli occhi del mio amico, restituito ad una nuova vita subacquea.
Una volta a bordo Mimmo mi racconta dell’esperienza mai provata prima, dell’osservazione di un ippocampo senza “doverlo” fotografare! Mi descrive l’incontro nei minimi dettagli, chiaramente emozionato e felice. Lo sono pure io anche adesso che scrivo queste mie righe.
Ritorniamo al diving e sistemiamo le attrezzature, saluto tutti e torno a casa alle 12:30, in tutta tranquillità  per ricongiungermi con la famiglia e pranzare insieme. Nel pomeriggio mi dedico a sistemare le immagini scattate, poi appena le mie donne sono pronte, scendiamo per andare a votare per il Sindaco di Sorrento al ballottaggio, in attesa di vedere gli sviluppi del caso Juventus-Napoli che si dovrebbe giocare in serata.

Banco di Santa Croce con Filippo, Edo, Mimmo, Pietro e Gabriella

Quando suona la sveglia alle 6:30 sono sul punto di spegnerla e restare a dormire. Sono andato a letto alle 2 di notte dopo aver atteso la mezzanotte per festeggiare il compleanno di mia figlia Lidia. Mi faccio forza pensando a ciò che mi aspetta a breve … un tuffo al Banco di Santa Croce … non posso rinunciare!

Inizio la vestizione ma non faccio colazione per non svegliare mia figlia e la sua amica Annamaria che dormono sul divano-letto in salone. Chiudo lo scafandro della Nauticam NA-D850 sulla quale ho montato il Nikon 16/35 mm ed il superdome, sistemo la restante attrezzatura e scendo di casa alle 7:15 per andare in pescheria ad acquistare il pesce per il pranzo domenicale. Ritorno subito a casa  dove recupero il borsone fotografico e scappo verso Massa Lubrense con lo scooter. Alle 8 arrivo a Marina della Lobra dove ci sono già tutti i miei amici. Indugio un attimo ma poi, stimolato da Pietro che mi prende in giro perché sono ancora svestito, lo surclasso in velocità facendomi trovare pronto prima di tutti in gommone, non prima però di aver scattato il rituale selfie ricordo della giornata.  Con mia grande sorpresa, mi informano che ieri notte, a causa dell’intensa attività elettrica nell’aria, l’immersione notturna è stata cancellata. Mi dispiace per i miei amici ma confesso di averli un poco invidiati, non potendo essere con loro in acqua. Partiamo alle 8:30 con il gommone carico al completo.

Arriviamo al Banco di Santa Croce e c’è già ormeggiato il gommone del mio amico Ciro Dell’Anno, titolare di Eurosub a Portici.  Ci immergiamo in un’acqua molto torbida in superficie, fortunatamente migliora in profondità. Questa volta ho dovuto attendere un attimo prima di tuffarmi ed i miei amici Edoardo, Gabriella, Mimmo e Filippo sono già diretti allo Scoglio della Gerardia. Essendo in tanti fotosub  in un posto abbastanza ristretto, decido di non seguirli e restare sulla secca pricipale. Vado alla Savalia savaglia e scatto qualche foto, di lontano si vede un’aquila di mare sorvolare gli scogli. Poco più avanti, sul pianoro roccioso coperto di paramuricee, c’è una canna da pesca caduta in mare che viene recuperata da altri sub scesi oggi.
C’è tanto pesce a prima mattina, molte cernie brune, alcune anche tra i rami delle gorgonie rosse. Mentre sono intento a scattare una foto ad un esemplare immobile tra i rami, sopraggiungono dal basso le bolle dei subacquei che escono dalla spaccatura dello scoglio facendola spostare, mi accorgo che qualche metro più in là ce ne sono altre due che non avevo visto.
Proseguo il mio giro e nel frattempo sono arrivati qui anche Mimmo, Gabriella, Pietro e Filippo, risaliti a quote più contenute dopo la puntata ad oltre 45 metri di profondità. Sul pianoro a circa 25 metri le cernie si fanno avvicinare tranquillamente, sono tante, alcune veramente impavide e curiose, si specchiano nell’oblò di Filippo ed io ne immortalo la scena. Ad un tratto mi sento toccare la gamba destra, guardo in basso e vedo che una cernia mi ha toccato forse per richiamarmi, gelosa dell’attenzione prestata alla sua amica! Così mi si para davanti ed io inizio a scattarle una raffica di foto. E’ bellissima ed è emozionante sentire che l’interesse è corrisposto. Il tempo sembra essersi fermato, o avrei voluto che lo facesse.
Quando guardo il computer subacqueo, mi accorgo che la permanenza a fondo è stata lunga, mi indica che c’è da effettuare 10 minuti di decompressione. Anche i miei amici devono effettuarla, ma mentre io risalgo lungo la gomena, Pietro, Mimmo e Filippo approfittano per scattare alcune foto alle bellissime donzelle pavonine Thalassoma pavo che si avvicinano ai subacquei senza alcun timore. Prima di lasciarli però non dimentico di scattare un autoscatto subacqueo come ricordo. Quando risalgo i gommoni sono aumentati, ne sono arrivati altri tre del Bikini Diving.

Tornati a terra mi sbrigo come al solito per sistemare l’attrezzatura. Saluto Filippo che rientra a Siena e tutti gli altri amici che invece restano per il tuffo successivo, incontro anche il mio amico Gianpiero Liguori venuto ad allenarsi per i prossimi Campionati Italiani di Safari Fotosub ed arrivo al garage alle 12. Lascio ad asciugare la muta e corro a casa dove mi aspetta la famiglia.

Pranziamo  e proseguiamo i festeggiamenti per il 14° compleanno di Lidia con l’amica Annamaria e poi mi metto a guardare il GP di Toscana “Ferrari 1000” al Mugello. Durante la gara però, nonostante le continue emozioni, mi addormento per la stanchezza ma alle 1630 sono nuovamente operativo. Usciamo per una passeggiata senza una meta precisa, siamo in dubbio tra Nerano e Monte San Costanzo, decidiamo per quest’ultimo e porto con me la fotocamera tirata fuori dallo scafandro. 
Arriviamo dopo una mezz’ora a San Costanzo e quando siamo ormai arrivati in cima, Annamaria esclama: “quelli sono i miei genitori!” riconoscendo due persone camminare in salita lungo la strada avanti a noi. Rita e Massimo infatti, genitori di Annamaria, hanno approfittato della giornata per fare anche loro casualmente un giro nello stesso luogo. Scattiamo una foto ricordo dell’incontro e mentre loro ritornano a casa, noi saliamo in cima alla chiesa per ammirare il panorama.
Incredibilmente è salito anche il mio amico Lauro con  Giovanna per scattare delle foto da un altro versante del monte, quello che sovrasta la Cala di Mitigliano. Mi faccio spiegare la strada per poi provare a raggiungerli al ritorno dalla vetta. Saliamo alla chiesa dove si ammira i panorama di Marina del Cantone e degli isolotti Isca, Vetara e Li Galli, scattiamo alcune foto ma c’è molto vento. Scendiamo e prendiamo l’auto spostandoci verso il punto indicato dal mio amico, nei pressi del traliccio elettrico, ma non avendo ben compreso la location del sentiero, ci dirigiamo su una piazzola che mostra la vista su Capri.
Scattiamo anche qui qualche foto ma presto andiamo via, le ragazze desiderano un gelato e ci fermiamo nella piazzetta di Termini prima di tornare a casa. Quando in serata le ragazze escono di nuovo, proseguendo la lunga giornata insieme, io posso finalmente sedermi davanti al computer e mettermi a guardare foto scattate oggi.

Puolo con Filippo, Edo, Mimmo e Pietro – Immersione Notturna

La giornata lavorativa inizia presto, oggi ho una intera giornata di riunione aziendale a Vietri sul Mare ma finalmente posso incontrare i miei colleghi che non vedo di persona da 8 mesi. L’emozione è grande per tutti noi che siamo un team affiatatissimo. Lavoriamo intensamente tutto il giorno indossando le mascherine e mantenendo le giuste distanze sociali per evitare qualsiasi problema.  Confesso però che è stato duro resistere alla splendida location con annesso stabilimento balneare … ma il mare oggi non manca! Passo dalla mascherina alla maschera!

Al termine della riunione immediatamente mi metto in auto e alle 18 sono a casa. Ho già preparato tutto, Nautican NA-D850 con Tokina 10/17 mm e Kenko 1,4x, doppio flash OneUw 160X ma aggiungo anche le due lampade Archon per eventuale utilizzo video. Ho solo da chiudere lo scafandro e metterlo sottovuoto, indossare il costume e alle 1845 sono già sullo scooter. Fa un gran caldo e mentre raggiungo Marina della Lobra, vedo il sole scendere sotto l’orizzonte ma anche comparire una coltre nuvolosa che non c’era in mattinata. Quando arrivo al Punta Campanella Diving Center trovo il caro amico e grandissimo fotosub Filippo Borghi che in mattinata è già stato in acqua a Capri con il prof. Mimmo. Saluto tutti ed inizio a documentare il nostro incontro, poi mi dedico a preparare l’attrezzatura. Arriva Anche Pietro con Stefania, Edoardo ed Ivana, ma stasera ci sono anche altri amici come Lucio ed Antonio. 

 

Mentre aspettiamo che parte del gruppo termini la cena, inizia a cadere qualche goccia dal cielo, dopo pochi minuti la pioggia diventa torrenziale con una tempesta di fulmini che ci costringe ad attendere un’ora abbondante prima che le condizioni siano idonee per uscire in mare.
Lo spettacolo è grandioso e viene magistralmente documentato fotograficamente dai miei amici Lauro Castellano e Giovanna Silvano che da “cacciatori di fulmini” non si sono persi l’occasione. 

Alle 21 siamo pronti per salire sul gommone, Gianluigi sarà il barcaiolo, mentre Vittoria ed Ivana accompagneranno il gruppo dei non fotografi. Arrivati a Puolo ci tuffiamo, l’acqua è torbida in superficie, ma fortunatamente migliora molto in profondità, anche se la temperatura è molto fredda. 
Recupero un paio di occhiali dal fondo ma su di esso ci sono ancora troppi rifiuti antropici. Quasi subito incontro un enorme dentice Dentex dentex addormentato sul fondo. Mi avvicino pre-impostando la fotocamera, eseguo un primo scatto da lontano, poi arrivo a contatto con lui, un secondo scatto ed il successivo è già in fuga verso il buio, Edoardo vede da lontano una sagoma chiara muoversi e riesce a sorprenderlo ancora mentre è sulla sabbia, anche lui ha il tempo solo di due scatti prima di vederlo sparire fulmineamente nel nero della notte.
Sul pendio fangoso ad oltre 40 metri di profondità c’è poca vita, solo alcune stelle corazzate Astropecten auranciacus e qualche triglia. Raggiungo la parete rocciosa e vado in cerca di pesce ago nella posidonia, ne trovo tre esemplari tra le foglie che sono cresciute in questo punto. Mi dirigo verso terra e vedo un enorme masso caduto da poco sott’acqua, che ovviamente prima non era in questo posto, proseguendo, vedo una piccola polpessa Octopus macropus, qualche labride addormentato ed infine un paguro con l’attinia. 

Rientriamo al diving dopo circa 80 minuti d’immersione, come sempre sono soddisfatto ed appagato per aver trascorso ancora un poco di tempo sott’acqua, sistemo tutta l’attrezzatura e la lascio in deposito con la speranza di poter tornare in mare domenica mattina. Prima di andare via, raduno tutto il gruppo per il mega-selfie rituale a conclusione della bella serata trascorsa insieme ai miei amici. Alle  24 sono a casa, stanco ma felice.