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#59 Banco di Santa Croce con Raffaele Scrofani

Anche l’ultimo giorno dell’anno 2021 la sveglia suona “piacevolmente” alle 6:40.  Nel cielo è ancora visibile l’ultimo quarto di luna e mentre mi preparo per la prima colazione, sento il suono d’allarme dal sensore di riempimento del bicchiere dello schiumatoio del mio acquario marino tropicale. Provvedo a svuotare il nauseabondo contenuto e mi siedo a mangiare lo yogurt 0,1% con i cereali come ogni  mattina. 

Mi vesto, vado a chiudere lo scafandro Nauticam per sistemarlo all’interno del borsone Fotosub-Shop e poi scendo a riporre il tutto nell’auto. Passo per il garage a riprendere la muta ed il sottomuta che però trovo ancora bagnato. Ho commesso un grave errore a lasciarlo in garage ad asciugare.  

Alle 8 mi metto in viaggio verso Castellammare di Stabia,  45 minuti dopo sono al Bikini Diving, all’interno del porto turistico di Marina di Stabia, ma segnalo di aver attraversato la strada che costeggia il fiume Sarno talmente dissestata da far invidia ad una tappa della Parigi-Dakar.

La prima persona che incontro nel parcheggio è Francesco Cortese che mi “dona” una foglia invitandomi a fotografarla come ha fatto lui il giorno precedente. Al diving sono presenti anche i miei amici Salvatore Lauro, Raffaele Scrofani e Raffaele Pisani ed è un gran piacere chiudere l’anno con loro. La giornata è magnifica, soleggiata e con circa 17°C anche se quando sono salito in auto il termometro segnava 8°C.

Completiamo la vestizione e alle 10 siamo in acqua. Io sono sul gommone n.1 con Raffaele Scrofani e Salvatore Lauro  mentre Raffaele Pisani è sull’altro battello. Ovviamente non può mancare un selfie ricordo.

Ormeggiamo alla boa della Secca Principale; mi tuffo ed inizio a scattare qualche foto alla foglia di “Francesco” mentre aspetto che i fotografi siano pronti. Quando scendiamo nell’acqua abbastanza torbida, andiamo in direzione della Secca di Terra. Lo spettacolo è sempre garantito dalla rigogliosa vita bentonica, ma il Banco di Santa Croce in inverno è molto diverso dalla versione estiva. Si vede qualche cernia bruna ed anche una coppia di bellissimi scorfani anche se  non si osservano i dentici ed gli altri predatori pelagici che solitamente incontriamo nell’acqua calda estiva.

Un problema al pulsante di gonfiaggio del GAV che continua a pompare aria nel sacco, mi crea un grande disagio in immersione e mi costringe a svuotarlo continuamente e quindi a sprecare una gran quantità del Nitrox 32% che ho nella bombola. Controllo il manometro e sono già a 100 bar dopo una ventina di minuti d’immersione. Nell’andare ad avvisare i miei compagni del problema che ho riscontrato, inizio anche a fare fatica, quasi ad avere il fiato corto … segnalo ai miei amici che è il caso di rientrare alla Secca Principale ma la visibilità e la scarsa lucidità del momento mi fa sbagliare direzione tanto da raggiungere il “panettone” errato … torno indietro e cerco di riprendere il controllo … inizialmente ipotizzo di terminare l’immersione sulla catena della boa della Secca di Terra, ma dopo aver ripreso la completa gestione della situazione, seguo la corretta direzione e porto i miei amici sul “cappello” della Secca Principale.

Li lascio lì a divertirsi con le fotocamere a scattare immagini alla rigogliosa vita marina del posto, mentre io me ne vado sconsolato alla cima per terminare l’immersione dopo scarsi 45 minuti. La visibilità in superficie è migliorata e si vedono i gommoni ormeggiati. La scelta dell’uso di una miscela arricchita è stata azzeccata, infatti non ho minuti di decompressione da effettuare, ma solo una routinaria sosta di sicurezza, così posso risalire in superficie dopo poco, mentre i gabbiani si lasciano “massaggiare” dalle bollicine che raggiungono la superficie.

Aspetto il rientro a bordo dei miei amici “rinchiuso” nei miei pensieri … non era ciò che avevo sognato per concludere l’anno ma questo imprevisto è utile per allenare la mente a restare lucida e pronta ad effettuare le corrette scelte in situazioni anomale e di potenziale pericolo.

Tornati in porto, Francesco provvede a lavare tutte le attrezzature del gruppo direttamente in gommone,  noi facciamo lo stesso con le mute stagne e le fotocamere. Sistemo l’attrezzatura nelle borse e carico l’auto dopo aver telefonato a casa.

Saluto tutti e, avvisatomi di un possibile contatto con soggetto positivo, seguendo il consiglio dei miei familiari, in previsione della cena per la serata di Capodanno a casa di mio fratello,  decido di andare ad effettuare un tampone rapido direttamente in zona per essere più tranquillo, così come hanno fatto loro in mattinata.

Alle 14 la fila in farmacia non è lunga e mi sbrigo abbastanza presto, ritiro il mio referto negativo e torno verso casa abbastanza affamato.  Mangio qualcosina appena arrivato e, anche oggi, non ho dovuto penare per trovare posto all’auto. Sono le 15:30 quando mi stendo sul divano per riposare per un’oretta, poi vado a fare la doccia e alle 17 mi siedo al computer a guardare le foto scattate. Mentre le osservo e le sistemo, mi rilasso ascoltando alla radio l’ultima puntata del 2021 del programma sportivo calcistico #2inbianconero.

Si chiude un anno molto sofferto, la situazione sanitaria continua ad essere difficile e la strada non sembra ancora essere libera, ma guardando verso dietro sono tutto sommato soddisfatto del numero d’immersioni effettuate, con una media di poco superiore ad un tuffo a settimana. Senza aver avuto la possibilità di “accumulare” azoto in qualche viaggio subacqueo posso accontentarmi così, anche perché ho messo in archivio qualche bella foto e la cosa non guasta mai!

Auguro così, a tutti i miei amici e lettori di questi racconti, i migliori Auguri di Buon Anno 2022, sperando che sia ricco di salute, d’immersioni e di belle foto!   

#42 Banco di Santa Croce con Nucleo Sub G.D.F.

Ultimi giorni di ferie prima di riprendere il lavoro. Sono andato a fare immersione nella primissima mattinata al Banco di Santa Croce e sul posto ho incontrato i miei amici del Nucleo Subacqueo della Guardia di Finanza che erano pronti per fare una loro esercitazione.

L’occasione è ghiotta per scattare qualche foto alle loro nuove divise, approfittando anche delle condizioni di visibilità ottime odierne. Scendo così insieme ai miei amici Michele, Antonino e Silvio ed effettuiamo il consueto giro della secca principale, fermandoci in tutti i posti “notevoli” del sito d’immersione.

I miei amici sono bravi a seguire le mie direttive e alla fine sono soddisfatto del lavoro effettuato. Sperando che le foto possano essere utilizzate magari per un calendario, salto sul loro gommone per scattare una foto ricordo con loro, prima di salutarli!

 

#39 Banco di Santa Croce con Mimmo e Pietro – Secca Principale

Trascorriamo un’ora di riposo e di piacevolissimo cazzeggio sotto il sole, ben presto siamo di nuovo pronti per un nuovo tuffo. Questa volta siamo sulla Secca Principale del Banco di Santa Croce e Mimmo si immerge prima degli altri … lo seguo subito dopo, non attendendo il gruppo.

Scendo sulla Savalia savaglia e poi passo nel tunnel ma l’acqua è sporca, ci sono già passati altri subacquei. Esco dalla fenditura e vado ad ammirare le gorgonie rosse ma, proseguendo lungo la parete, mi accorgo che non c’è più la grande spugna Axinella cannabina. Non riesco a spiegarmi l’accaduto, ipotizzo che qualcuno l’abbia strappata!

Effettuo un giro antiorario dello scoglio fino ad arrivare dall’altro lato della grotta passante. Qui ci sono tante Paramuricee e tra le Eunicelle e le margherite di mare, si adagiano le cernie, con i dentici che volteggiano nell’azzurro in cerca di cibo.
E’ sempre un magnifico spettacolo l’immersione al Banco, ma forse oggi, a quest’ora, è meno rigoglioso del solito.

I 60 minuti d’immersione sono conditi da ulteriori 11′ di decompressione. Per farli trascorrere, inizio a guardare qualche foto sul display, ma poi, annoiandomi, mi distendo a pancia in sù per dormire un pochino e far trascorrere più rapidamente i lunghi minuti. 

Rientriamo al diving intorno alle 14, scarichiamo le attrezzature ed effettuo il consueto rapido lavaggio della fotocamera Nauticam NA-D850. Non importa la solita accuratezza … stasera la “bambina” torna in acqua di nuovo!

Per ovviare alle batterie ormai scariche dei flash, mi faccio lasciare una coppia di accumulatori di scorta da Pietro che mi consegna anche il mitico Nikonos RS13 mm appena modificato dalla Seacam.

Alle 14:30 sono già sullo scooter, arrivo a casa per un pranzo velocissimo, ben presto me ne vado in spiaggia con mia moglie Mariolina ai Bagni Salvatore, in attesa dell’immersione della sera, alla quale sarà presente anche mio fratello Arturo.

#38 Banco di Santa Croce con Mimmo e Pietro – Secca di Terra

La giornata inizia con un pit-stop essenziale per fare il carburante, subito dopo sono sullo scooter con direzione Massa Lubrense. Ho aspettato l’intera serata nell’attesa di un cenno da Gianluigi … che è arrivato in tarda serata: “Vieni!

Alle 8:15 sono al Punta Campanella Diving ed il Prof. Roscigno appena mi vede mi domanda: “e tu che ci fai qui?”  Ovviamente non sapeva dell’ok serale del Boss, visto che oggi al diving è Sold-Out! Mi viene un terribile dubbio per un possibile disguido tra il capo e lo staff e vado a controllare immediatamente il foglio barca! C’è il mio nome, è tutto ok!

Consegno le batterie per il trigger al mio amico Davide Lomagno, comprate in serata dal tabaccaio ed inizio a preparare la mia fotocamera. Oggi è prevista una doppia immersione al Banco di Santa Croce: su Marangone salgono i sub che effettueranno un doppio tuffo, mentre su Berta, il gruppo che rientrerà alla base dopo la prima immersione … e io (felicemente) sono su Marangone!

Si parte alle 9:30 ed usciamo dal porto con il gommone pieno di subacquei e bombole. Ci sono anche Salvatore Lauro e Gennaro Caiazzo oggi, oltre a Stefania & Pietro, Monica & Davide, con Vittoria e Stefano a fare da accompagnatori, mentre Gianluigi e Fabio sono su Berta.

Alle 10:30 sono in acqua, aspetto Pietro e Stefania vicino alla cima di ormeggio e seguiamo il resto del gruppo che è già sotto. Il primo tuffo lo effettuiamo alla Secca di Terra. Lo spettacolo è incredibile, ci sono tantissime cernie brune, molti dentici,  le gorgonie gialle sono rigogliosissime ed anche le  margherite di mare oggi sono esplosive!  Trascorriamo 45 minuti come ai “tropici”, ma ben presto è tempo di risalire.

Alle 11:30 circa ci spogliamo e facciamo una sosta con annesso “bagnetto” nell’acqua calda estiva, consumiamo anche uno snack salato ed approfittiamo per fare la pipì. Aspettiamo amabilmente un’ora per poi prepararci di nuovo per il secondo tuffo, dopo esserci spostati sulla Secca Principale.

#17 Banco di Santa Croce con Raffaele

Un crampo al polpaccio destro mi sveglia improvvisamente alle 6:15, una mezz’ora prima del programma odierno. Eseguo una manovra ginnica per risolverlo ma resta indolenzito per un bel pò. E’ inutile restare nel letto, così mi alzo e vado ad ingerire  il carburante energetico per la giornata. Passo a chiudere lo scafandro Nauticam NA-D850 equipaggiato con l’obiettivo zoom Nikon 16-35 mm e collego i flash OneUW 160X, controllandone il corretto funzionamento. Vado infine a vestirmi e scendo di casa in anticipo. Alle 7:50 sono già in auto e raggiungo il porto di Marina di Stabia alle 8:30 come da appuntamento. Qui trovo il mio nuovo amico Dr. Raffaele Scrofani, trasferitosi dal Nord per lavoro qui in Campania, con il quale avevamo concordato quest’immersione insieme. 

Iniziamo subito a familiarizzare e a parlare di fotografia subacquea e della sua attrezzatura, mi aveva già inviato delle immagini scattate in precedenza e le abbiamo analizzate rapidamente. Mentre procediamo alla vestizione, gli suggerisco degli “esercizi” per padroneggiare la sua fotocamera al meglio, riservandomi di provare ad assisterlo in mare.

I gommoni del Bikini Diving sono pronti e noi trasportiamo le attrezzature a bordo con Giulia che guida il motoveicolo con il rimorchio stracolmo di attrezzature. Partiamo alla volta del Banco di Santa Croce e si avverte un gran caldo con la muta stagna indossata. 

Appena ormeggiati mi tuffo ed aspetto che facciano lo stesso i miei amici. Scendiamo sulla secca principale con acqua torbida, ma scendendo in profondità la visibilità migliora un poco, subito passiamo sulla secca di terra sulla quale si vede un’aquila di mare. In lontananza di vedono anche le cernie ed i dentici, attorniati da milioni di castagnole rosa. Le gorgonie gialle qui sono bellissime, ma non sono da meno anche le margherite di mare che tapezzano lo scoglio. Effettuiamo un giro tra i vari “panettoni” ma poi segnalo a Raffaele di rientrare alla base per dedicarci al giro dello scoglio, ma in senso antiorario, opposto a quello abituale. Qui incontriamo anche il resto dei subacquei che sono sui gommoni del Bikini Diving e a questo punto mi dedico specificamente al mio amico. Iniziamo a guardare insieme il risultato di scatto direttamente sul punto di ripresa, provando ad ottimizzarlo cambiando inquadratura, tempi, diaframmi e posizione/potenza del flash. 

Il computer subacqueo mi segnala 15 minuti di decompressione ed  è quindi il momento di abbandonare la secca per appendersi alla cima di ormeggio per scalare i minuti che restano prima di risalire a bordo. Terminati i lunghi minuti d’attesa risaliamo in un’acqua terribilmente torbida, con anche le onde dei natanti che a quest’ora transitano (a troppo breve distanza dalle boe segnasub) per dirigersi verso Sorrento e Punta Campanella. Troviamo posto sul gommone ed iniziamo a chiacchierare di ciò che è stato realizzato, dopo aver aperto le cerniere delle mute per il caldo torrido. 

Eccomi qui, in posa plastica, grazie allo scatto di Raffaele Scrofani.(grazie per la foto Raffaele Scrofani)

Tornati a terra laviamo le attrezzature al diving, sistemo rapidamente tutto in auto e alle 12:30 circa riparto per Sorrento, dopo aver salutato il mio amico Raffaele e l’efficientissimo staff del Bikini Diving con Pasquale, Giulia, Camilla e Franco pronti per la successiva uscita in mare. Impiego la solita ora per tornare a casa a causa del traffico automobilistico verso Sorrento che è ripreso alla grande con la riapertura di hotel e ristoranti in penisola sorrentina.  Alle 13:30 sono a tavola con i miei, subito dopo me ne vado al mare con mia moglie a prendere il sole e … a fare una bella dormita rigenerante sotto l’ombrellone!

#5 Banco di Santa Croce con Bikini Diving

“Color color, quale color?” recitava un gioco che facevamo da bambini, stringendo tra le dita con un foglio di carta multicolore … siamo quasi nella stessa situazione con il colore delle regioni che cambia in funzione dell’evoluzione dei contagi da Covid-19.
Da domani infatti si passa dalla zona gialla a quella arancione e non sarà più possibile muoversi fuori dal proprio comune di residenza.
E’ una occasione da sfruttare assolutamente, così dopo aver allertato ieri sera Giulia per conoscere orario e disponibilità in barca, stamattina ho messo la sveglia alle sveglia 6:30 per andare al Bikini Diving.

Alle 7:45 sono in auto, il display segnala 7°C di temperatura, parto con direzione Marina di Stabia e lungo la strada trovo un automobilista intento ad una lunga telefonata che non riesco a sorpassare fino a Vico Equense. Alle 8:30 come da appuntamento, sono al parcheggio del diving, saluto “a distanza” tutti i subacquei ed amici, tra questi c’è anche Lello Pisani, Francesco Cortese e Marco Panico. La giornata è splendida con sole brillante, una temperatura di 16°C ed un  mare calmissimo.

Prepariamo l’attrezzatura in grande comodità, offerta dalla organizzatissima struttura logistica. A Pasquale chiedo una bombola  caricata a Nitrox 32% e subito riprogrammo il mio computer Perdix, inizio ad assemblare la fotocamera, oggi equipaggiata con  il minidome ed il Sigma 15 mm, con i flash OneUW che non ho ricaricato perché non necessario.

Arriviamo sul punto dopo qualche minuto di navigazione, aspetto che tutti siano in acqua e poi mi immergo, la mia bombola è a prua mentre io sono posizionato a poppa del gommone per tenere in salvo la fotocamera.

L’acqua è verde come previsto, la visibilità infatti è problematica. Non è il caso di andarene in giro tra le secche del Banco di Santa Croce, ma resterò su quella principale. Pasquale, Bruno ed altri sub sono attrezzati con con i Rebreather e vorrei scattargli qualche foto se riusciamo ad incontrarci sott’acqua. Scendo ed entro subito nella grotta dal lato di “Terra”, scatto qualche foto sfruttando la lampada accesa da un sub intento ad entrare anche lui nello spacco. Mi allontano percorrendo la grotta in senso inverso al solito e fuoriesco dal lato “Napoli”, voltando subito a destra per raggiungere la foresta di Savalia savaglia. Mi fermo poco sul posto, nonostante i polipi delle gorgonie siano tutti aperti, le condizioni di luce e visibilità sono pessime. 

Proseguo il mio giro in senso orario fino a raggiungere le spugne Axinella, lungo il percorso vedo qualche piccola cernia. Le margherite di mare sono anch’esse con i polipi espansi al massimo così come le gorgonie gialle.
Giro sul “cappello” a lungo in cerca di qualche cernia, ma non ce ne sono, in inverno se ne sono andate tutte a rintanarsi più a fondo. Dopo 60 minuti sono pronto a terminare l’immersione senza la necessità di effettuare la decompressione ed è piacevolissimo. Prima di risalire, approfitto per un selfie subacqueo con Lello e Pasquale.

Una volta salito sul gommone, ho modo di apprezzare il piacevolissimo calore del sole, con il mare fermo come l’olio. Mentre aspettiamo il rientro dei subacquei tecnici, in lontananza si vedono alcuni delfini nuotare in superficie.
Mentre ritorniamo in porto al termine dell’immersione, un piccolo aereo da turismo effettua tre passaggi sul nostro gommone a bassissima quota, si riesce a persino vedere il pilota.
La giornata è piacevolmente conclusa con il lavaggio delle attrezzature, operazione effettuata con mia grande felicità in situ, risparmiandomi di farlo a casa. Prima di andare via, ricevo il calendario 2021 dei Carabinieri Subacquei dal mio amico Marco Panico.

Saluto tutti e mi metto in auto alle 12:30. Essendo l’ultimo giorno di “libertà” per molti, oggi c’è un gran caos per strada, con traffico sulla statale che porta verso Sorrento.

Impiego un’ora per arrivare a destinazione, il doppio del dovuto; passo in garage a stendere il “bucato” ed arrivo a casa alle 14. Sono affamato e divoro il pranzo preparato da mia moglie, dopo un bel caffè vado a fare la doccia prima di andare a nanna.
Sono contento, proprio una bella giornata!

 

Banco di Santa Croce con Punta Campanella Diving

E’ sempre stupendo poter immergersi al Banco di Santa Croce ed anche oggi è stata una giornata esaltante! Arrivo in scooter di buon mattino al Punta Campanella Diving Center, le operazioni d’imbarco sono già iniziate, prepariamo le attrezzature e partiamo con mare calmo con direzione Vico Equense. Raggiungiamo la boa di ormeggio della secca principale del Banco di Santa Croce e ci tuffiamo, Gianluigi ed Andrea accompagnano i clienti, Lisa resta in barca mentre Virgilio scende insieme a me. Dopo un primo passaggio alla Savalia savaglia mi sposto sulla secca di terra, dove di lontano si vedono i dentici, le cernie e le castagnole. E’ un tripudio di colori, degno dei reef esotici, solo la visibilità dell’acqua non è quella dei tropici ma accettabile in profondità. Mi avvicino alle pareti tapezzate dalle margherite di mare avvolte dalle castagnole rosa. Le spugne coloratissime competono tra loro e con gli altri organismi sessili per conquistare ogni cmdel substrato roccioso, un miscuglio di colori abbagliante. A malincuore devo lasciare la postazione e ritornare alla secca principale dove incontro i miei amici intenti ad effettuare il periplo dello scoglio. Le cernie sono molto confidenti e si lasciano avvicinare per qualche scatto prima di mettersi a distanza di sicurezza, guardando nel blù si vedono gruppi di Dentex dentex cacciare insieme le boghe e le castagnole. Diventa difficile iniziare la risalita ed effettuare la decompressione, mi rassegno e mi posiziono lungo la gomena per assolvere alle necessità di desaturazione. Quando ho ormai terminato la sosta vedo sopraggiungere un gruppo subacqueo dei Vigili del Fuoco con delle mute coloratissime … lascio la posizione e torno giù per qualche metro per scattare qualche foto con loro. Effettuo una nuova sosta di sicurezza e risalgo a bordo dove mi attende il gruppo. Si torna a casa dopo una bellissima immersione con i miei mitici amici del Punta Campanella Diving Center, durante il rientro è immancabile il selfie in movimento!

Banco di Santa Croce con Erik & Co

S P E T T A C O L O  è l’unica parola adatta a raccontare l’immersione odierna al Banco di Santa Croce! 
L’appuntamento è al Punta Campanella Diving Center alle 9, quando arrivo con lo scooter sono già tutti pronti, il gruppo è numeroso come ieri ma questa volta riusciamo a stare tutti insieme in gommone. Dopo una navigazione di circa 30 minuti, raggiungiamo la boa di ormeggio a cui sono ancorati già tre gommoni ….. i sub sono in risalita, quindi non c’è problema di confondersi. Scendiamo tutti insieme nell’acqua verde bottiglia dei primi metri, Erik mi segue passo passo o meglio pinna pinna; ho promesso di mostrargli ogni angolo della Secca Principale e penso di essere riuscito nell’intento.
Subito lo porto alla foresta di Savaglia savaglia, avvolta da un muro di pesci: alici, boghe e castagnole rosa, con i tonnetti ed i dentici che sfrecciano per catturarli. Ci spostiamo verso la grotta, entriamo dal punto più profondo e attraversiamo la spaccatura fino a passare dal lato opposto. Usciamo girando a sinistra passando sotto la tettoia poi risaliamo lungo le pareti coperte di gorgonie rosse su cui i gattucci hanno deposto le loro uova. Scorfani e cernie sono ovunque, attirate anche loro dall’abbondanza di cibo. Torno indietro e lo porto alla spugna Axinella e poi ai massi con le margherite di mare, infine sul pianoro a fotografare saraghi, cernie, dentici e tonnetti che girano intorno ai sub in completa frenesia alimentare. Un vero spettacolo della natura, una sorta di “sardine run” mediterraneo, mancavano solo le ricciole e … i gabbiani in superficie! All’uscita dall’acqua una graditissima sorpresa … il mio amico Michele del Diving Center Amici degli Abissi, che non vedevo da lungo tempo.
Risaliamo a bordo con gli occhi pieni di meraviglia, un tripudio di colori e forme eccezionale. A bordo ci segnalano anche l’avvistamento delle aquile di mare nel passaggio verso la secca di terra, ma non era possibile portarlo anche lì per fargli scattare delle buone foto.
Ritorniamo a Massa Lubrense dopo una nuova tratta di navigazione e ancora una volta, saluto tutti e vado via di corsa … a casa mi aspettano le mie donne per andare al mare! 

Banco di Santa Croce con Andrea

Mi accorgo che le ferie estive stanno per finire quando, di primo mattino, sono costretto ad indossare il k-way per raggiungere il Punta Campanella Diving Center. La voglia d’immergermi è tanta, dopo esser stato qualche giorno in spiaggia nel cilento, ospite dei miei cognati. Avevo in programma una notturna ieri sera, ma quando Gianluigi ha risposto al mio messaggio, “convocandomi” per le 7:15 al diving, ho cambiato programma, preferendo il tuffo mattutino al Banco di Santa Croce.

Il gommone è stracolmo anche oggi, per far fronte al gran numero di sub, l’amico Andrea ci ospita a bordo della sua barca e ci porta alla meta odierna. Navighiamo velocemente sul mare calmo del mattino e raggiungiamo il gommone che era partito cinque minuti prima di noi.

Ormeggiamo e ci vestiamo, scendo come al solito per primo, in un’acqua torbidissima nei primi metri. fortunatamente più sotto la visibilità migliora leggermente. Raggiungo gli scogli di terra e vado in cerca delle cernie e dei dentici per effettuare ancora scatti in “coppia” ma oggi non ho lo stesso feeling con loro. Mi raggiungono anche gli altri sub, guidati da Lisa, Andrea e Gianluigi che sono sul gommone, anche oggi è impossibile effettuare selfie con il 105 mm montato sulla Isotta Nikon D850.

Ho portato anche la lente SMC +15 diottrie per fare qualche prova ma la velocità  dell’autofocus ed il mio feeling non ancora ottimizzato a questa grande velocità di messa a fuoco, rende lo scatto molto impegnativo con la lente montata. Risalgo dopo 60 minuti comunque soddisfatto, in superficie sono già presenti svariati gommoni carichi di subacquei che si apprestano ad immergersi. Salutiamo e ritorniamo in porto, consumando i cornetti durante la navigazione. Sono quasi le 11 quando risalgo sullo scooter per tornare a casa, come di consueto, poso la fotocamera a casa ed esco di nuovo per andare al mare con la famiglia, per continuare a godere di qualche ora di sole.

Banco di Santa Croce con Mimmo e Gabriella

Decine e decine di podisti questa mattina corrono lungo la strada che mi porta a Castellammare di Stabia di primo mattino per raggiungere il Diving Amici degli Abissi. La settimana è stata splendida ed il mare calmo come l’olio, proprio l’ideale per un tuffo diurno per provare le nuove attrezzature, visto che di solito sono sempre avvolto dalle tenebre.

Al diving saluto Angelo e Raffaele, già indaffarati a sistemare il tutto per l’uscita in barca, poco dopo sopraggiungono Gabriella e Mimmo, Rosa ed altri amici.

Ci prepariamo subito e dopo una graditissima colazione offerta da Francesco del Bar Pino,  usciamo per ormeggiare alla boa della “Secca di Terra” . Dalla superficie l’acqua sembra limpida, una volta in acqua le condizioni non sono ottimali, ma assolutamente positive per qualche scatto in grandangolare con il nuovo Superdome Isotta da 9″ ed i flash Ikelite 161. Confesso la scarsa conoscenza di questi ultimi, che mi ha portato a commettere l’errore di non ricaricarli ex novo, fidandomi delle due spie rosse accese sul flash che segnalavano una buona autonomia. Scendiamo lungo la gomena e raggiungiamo il fondo. Seguo Gabriella mentre Mimmo resta da solo nei pressi della boa. Raggiungiamo una bella parete di paramuricee piene di castagnole dove la “fotosubbina” prova a “spingere” i rosei pesciolini verso il mio oblò. Le chiedo contestualmente di scattarmi qualche foto mentre fotografo, poi proseguiamo fino a raggiungere la gerardia che si trova alla base dello scoglio. Più in là ci sono tre grandi cernie che mi guardano incuriosite, provo ad avvicinarmi ma si tengono a debita distanza da me. Il flash di sinistra mi lascia quasi subito, quello di destra regge quasi tutta l’immersione, ma alla fine va KO anche lui. Oggi mi porto a casa una nuova esperienza … meglio non fidarsi delle batterie … ricaricare ogni volta!

30 minuti trascorrono veloci, nonostante l’autonomia elevata del monobombola da 18 litri, sono costretto a risalire quando leggo sul display del computer subacqueo  … 30 minuti di deco a 6 metri! Inesorabilmente ritorno alla boa ed inizio la lunga deco, peccato aver dimenticato di portare  la bombola stage con EAN 50% per “tagliarne” una grossa fetta. Fortunatamente mi fanno compagnia Mimmo e Gabriella che, dopo aver terminato la sua sosta di sicurezza, si trattiene a scattare qualche foto ricordo con noi e ai mega-saraghi che si avvicinano a noi in cerca di cibo.  Alzando gli occhi al cielo è possibile scorgere Raffaele che ci guarda dalla prua della barca, l’acqua in superficie è ferma, smossa unicamente dalle nostre piccole bolle. Finalmente arriva il segnale di fine sosta e possiamo risalire. Durante il rientro a terra, mentre mangiamo di nuovo qualcosa, Mimmo si accorge di aver perso il suo computer VR3 mentre si svestiva per salire in barca. Angelo non si da per vinto, inverte la rotta della barca e ci riporta indietro sul punto presunto di smarrimento. Subito si prepara e si tuffa di nuovo. Scende a cercarlo ma sfortunatamente non riesce a ritrovarlo.  Rientriamo a terra con leggero ritardo sul previsto; mi spiace per Mimmo, per lui oggi non è stata una bella giornata. Un sentito ringraziamento agli Amici degli Abissi per avermi fatto godere anche oggi, di una bellissima giornata di mare! Dopo pranzo, mentre tutti guardano il Napoli in tv, me ne vado a passeggio per Sorrento con la famiglia per godere ancora del bel sole e della giornata che si allunga sempre più.