Marco Gargiulo

#3 — Banco di Santa Croce

La sensazione di riprendere le immersioni è stata bellissima. Adesso non resta che iniziare un nuovo percorso subacqueo.

Dopo la sosta all’interno di Cala di Puolo, ci spostiamo verso il Banco di Santa Croce, con un mare incredibilmente calmo per l’orario.

Quentin guida rapidamente il gommone fino al Banco, dove troviamo ancora ormeggiata l’imbarcazione del Banco Diving. A bordo c’è Pasquale Manzi, che gentilmente ci lascia posizionare sulla boa in attesa dei subacquei del suo gruppo, ormai prossimi alla risalita.

È trascorsa poco più di un’ora dalla prima immersione e siamo già pronti a immergerci di nuovo.

Sono ancora in coppia con Alberto e scendiamo tutti insieme sul cappello della secca, trovando un’acqua abbastanza torbida. Intorno ai 15 metri si avverte chiaramente il termoclino e la temperatura scende a circa 23 °C, decisamente più bassa rispetto a quella superficiale ma comunque molto alta se penso alle temperature che trovavo qui quando ero ragazzo.

Molti clienti cominciano a sentire freddo, ma sono subacquei abituati soprattutto ai mari tropicali.

Resto con il mio compagno occasionale sulla secca principale e mi spingo fino a circa 25 metri di profondità.

La vita non manca.

Vediamo alcune aquile di mare sfilare nel blu, mentre tantissime alici si muovono formando vere e proprie nuvole, occasionalmente insidiate dai tonnetti. Ci sono decine di dentici e, soprattutto, tantissime cernie brune.

Restiamo per tutta l’immersione intorno allo scoglio principale, mentre Lisa effettua il salto verso la secca di terra. Alberto preferisce non seguirla e per me è una buona opzione: oggi non ho nessuna necessità di spingermi oltre.

Giriamo più volte intorno allo scoglio, tra le gorgonie e le margherite di mare che oggi, però, sono parzialmente chiuse. Non incontro scorfani, ma in compenso le cernie sono veramente tante, tante.

Una di loro, probabilmente Bettina, l’amica di Gabriella Luongo, sembra particolarmente disponibile a farsi fotografare. Forse è talmente abituata ai fotosub da avere ormai imparato anche a specchiarsi negli oblò!

Mantengo una posizione fissa senza andarle incontro e aspetto.

È lei, invece, che più volte ritorna verso di me, guardandomi da vicino.

Molto vicino.

Alla fine provo anche a scattare un selfie ricordo insieme a lei e, a quanto pare, sembra essere perfettamente d’accordo.

Dopo circa 50 minuti cominciamo la risalita, ma prima di lasciare il fondo incontro sott’acqua il caro amico Franco Cortese. Naturalmente non può mancare una foto ricordo insieme, prima di raggiungere la cima per effettuare la sosta di sicurezza.

Vicino alla boa c’è anche un piccolo pesce balestra, ma è talmente indemoniato che riuscire a fotografarlo è praticamente impossibile.

Non resta che risalire tutti insieme a bordo di Marangone e iniziare il rientro verso la base.

Fa ancora un gran caldo, anche se sinceramente immaginavo una situazione persino peggiore rispetto a quella annunciata in questi giorni dalle televisioni.

Raggiunto il porto, scarico subito l’attrezzatura e comincio a lavarla. Mi procuro una cesta dove poter sistemare tutto il mio materiale e poi faccio una rapida doccia prima di salutare gli amici.

Per questa sera sarebbe in programma anche un’immersione notturna a Marina Grande, ma sinceramente non credo sia opportuno ricominciare, dopo una pausa così lunga, con tre immersioni nella stessa giornata.

Per questa volta soprassiedo.

Ci saranno sicuramente altre notturne e non mancheranno le occasioni.

Saluto tutti e rientro a casa. Porto su soltanto la borsa e verso le 14 sono già a pranzo con mia moglie.

Dopo un po’ mi stendo sul divano per riposare, prima di dedicarmi allo scafandro, che devo ancora asciugare e lasciare aperto.

Ripenso inevitabilmente alla giornata appena trascorsa.

È stato davvero bello riprendere a immergermi.

La cosa che più mi ha sorpreso è che il feeling sott’acqua non è assolutamente cambiato rispetto al passato. Una volta sceso, tutto mi è sembrato immediatamente familiare, come se questi lunghi mesi di lontananza dalle immersioni non fossero mai esistiti.

Peccato soltanto che l’estate sia ormai praticamente finita e che dalla prossima settimana dovrò riprendere il lavoro. Le immersioni torneranno quindi a concentrarsi soprattutto nei weekend e, magari, in qualche uscita notturna durante la settimana.

Ma va benissimo così.

Dopo tutto questo tempo, la cosa più importante era avere finalmente l’ok per poter ricominciare.

E oggi ho ricominciato.

Sono semplicemente felice di essere tornato sott’acqua.

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