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#16 In viaggio con il Prof. Roscigno – Mar Piccolo di Taranto col “Pigna”

La sveglia oggi è fissata alle 5:40, devo sbrigarmi per rispettare il programma … vado a fare la colazione, preparo un panino, chiudo la borsa fotografica e mi vesto per uscire di casa. Alle 6:30 sono già in auto, passo a prendere l’attrezzatura subacquea dal garage e poi mi metto in viaggio con direzione Torre Annunziata.

 Alle 7 raggiungo in perfetto orario casa di Mimmo, lui mi attende nel cortile dove ha riposto la sua attrezzatura. Carichiamo anche le sue cose in auto  e subito ci rimettiamo in viaggio per Taranto.

Durante la navigazione ci divertiamo a conversare di fotografia subacquea, ricordando amici, episodi ed aneddoti dell’ultimo anno nel quale ci siamo sentiti e visti poco. Percorriamo la via Basentana tra deviazioni e restrizioni di carreggiata e raggiungiamo Taranto. Durante il cammino sentiamo il “Pigna” Giuseppe Pignataro che ci aggiorna sulla posizione del nostro appuntamento. Alle 10:30 siamo arrivati a destinazione e dopo 10 minuti raggiungiamo il punto preciso nei pressi del ponte dove ci aspetta per fare immersione.

Peppe ed il suo amico sono hanno già indossato le mute quando parcheggiamo, noi facciamo lo stesso dopo aver scaricato attrezzature e fotocamere sulla banchina di pietra. Dopo i convenevoli di rito (selfie ricordo), ci immergiamo nello specchio d’acqua dove il nostro amico Giuseppe ci accompagnerà a scoprirne le segrete bellezze. L’acqua è torbida ed il cielo si fa nuvoloso sempre più, oscurando anche il sole che invece è molto gradito a noi fotosub quando realizziamo foto grandangolari. 

Nei 150 minuti che trascorriamo nell’acqua bassa del posto, quasi subito perdiamo il contatto visivo con Mimmo, con il quale ci ritroveremo nell’ultima mezz’ora. Giuseppe mi mostra una miriade di soggetti interessanti, lasciandomi campo libero per fotografare con il minidome ed il 15 mm Sigma.  Anche oggi ho utilizzato i flash OneUw 160X con il cavo elettrico ad Y realizzato da Luca Carraro, per comandare i due lampeggiatori elettronici in TTL. Confermo il mio crescente feeling con questi flash, apprezzandone la praticità della regolazione della potenza con gesti intuitivi e rapidi, tali da erogare la luce giusta in ogni situazione per ciascuno dei due flash, un vero sballo!

Alla fine porto a casa scatti a 5 cavallucci marini, una  Yungia aurantiaca, tanti ghiozzi, una Melibe fimbriata, ma anche due automobili, tanti rifiuti, un buon numero di spirografi (ma nettamente meno abbondanti della precedente occasione), un  granchio Carcinus maenas, un granchio testa di morto Ilia nucleus ed … un coniglio!

Alle 14:30 tiro la testa fuori dall’acqua ed è iniziato un temporale, piove e si vedono fulmini in lontananza. Giuseppe ed il suo amico sono già al riparo sotto una tettoia metallica, hanno già rimosso le mute e ci attendono per facilitare la nostra uscita dall’acqua. Mimmo è qualche decina di metri avanti a me e lo raggiungo mentre esce fuori dall’acqua con ancora le bombole indossate. E’ una gran sorpresa vedere i progressi che ha fatto il mio amico Prof. che ha ormai una forma fisica invidiabile e la cosa  mi rende molto felice.

Esco anch’io dall’acqua con Peppino che prende la mia fotocamera per evitarmi cadute accidentali pericolosissime, guadagno la prossimità dell’auto, aziono il telecomando e mi infilo nel bagagliaio per spogliarmi al riparo dalla pioggia. Appena mi sono cambiato salto sul sedile di guida e trasferisco l’automobile in prossimità della tettoia dove mangiamo le mozzarelle e la pizza che ha portato Giuseppe.

Alle 15:30 dopo qualche foto ricordo della giornata, salutiamo i nostri amici, ripartiamo verso casa, con la pioggia torrenziale ed il sole che si alternano più volte durante il percorso. Ci fermiamo alle 17 per una breve sosta, per mangiare un gelato e sorseggiare un caffè, ma subito ci rimettiamo in cammino. Alle 18:30 siamo di nuovo a Torre Annunziata dove lascio Mimmo; il cielo ci accoglie con un doppio arcobaleno. Saluto il mio fraterno amico ringraziandolo per la bella giornata trascorsa insieme e mi rimetto in viaggio per Sorrento.

Impiego un’ora per tornare a casa a causa del traffico. Appena arrivato provvedo al risciacquo della fotocamera e della muta stagna, poi vado a fare doccia e a prepararmi per andare a mangiare una pizza con la mia famiglia.

 

 

 

#15 Punta Campanella con Gianluigi

Qualche goccia di pioggia cade sul casco, la strada è bagnata e devo prestare particolare attenzione mentre raggiungo il Punta Campanella Diving Center. Arrivo alle 8:30 e per prima cosa, scatto una foto ai boys. Il cielo continua ad essere nuvoloso ma il mare è bello calmo. Ci prepariamo ed usciamo con direzione Punta Campanella, con Gianluigi raggiungeremo la Savalia savaglia che si trova sugli scogli profondi del promontorio. 

 

Navighiamo veloci su Marangone con il mare calmo fin dietro alla punta, appena svoltata la parete, notiamo un poco di vento ed acqua mossa in superficie.
Seguo Gianluigi per alcuni minuti fino agli scogli profondi e raggiungiamo l’inconfondibile  ramo  giallo. Ha i polipi tutti chiusi e non vale la pena restare, solo il tempo di uno scatto e subito rientriamo verso la falesia verticale, coperta di gorgonie gialle. Con noi c’è anche Salvatore Lauro che ci segue qualche metro più in sù.
Ci dirigiamo inizialmente con direzione Massa Lubrense ma dopo poco invertiamo la nostra direzione per raggiungere il faraglione. Raggiungiamo la “sella” che unisce il faraglione alla costa e qui c’è il resto del gruppo con Andrea, Stefano, Vittoria ed i clienti. Proseguo la mia immersione dirigendomi verso il grottino con gli Apogon imberbis, dopo qualche scatto torno al faraglione dove ci sono alcuni barracuda. Terminiamo l’immersione e saliamo a bordo.  Mentre facciamo ritorno in porto, avvistiamo un gruppo di delfini che nuotano nella scia di un’imbarcazione. Proviamo ad avvicinarci e a cambiare la nostra direzione più volte, ma dopo un paio di avvistamenti, i delfini non si lasciano ammirare da vicino. Avendo preso la fotocamera ed essendoci fermati in mezzo al mare, approfitto per scattare qualche selfie con i miei amici.
Alle 12 sono già a sciacquare le attrezzature nella vasca dedicata, alle 12:30 sono a casa, mi aspetta mia moglie per andare al mare.

Quando arrivo Mariolina è già pronta e scendiamo ai Bagni Salvatore di Sorrento nonostante il cielo sia coperto. Mangiamo un panino e mi posiziono sul lettino a guardare il GP. Durante la pazza corsa odierna, il meteo cambia più volte, piove poi esce il sole. Terminata la corsa, dopo un buon caffè, faccio un bel tuffo nell’acqua fredda e cristallina ma, mentre mi asciugo disteso sul lettino, il cielo si rannuvola promettendo ancora pioggia. Alle 18 decidiamo di terminare la nostra giornata al mare, non potendo più implementare la tintarella!  

#14 Pulizia dei fondali a Marina Grande di Sorrento

Mi alzo dal letto e controllo il meteo dalla finestra, il cielo è velato e non promettenulla di buono. Come di consueto vado a mangiare qualcosa prima di andare a chiudere lo scafandro Nauticam NA-D850 e metterlo sottovuoto. Oggi è in programma una pulizia dei fondali sottomarini a Sorrento, organizzato dal comune e da Marevivo. L’occasione è quella giusta anche per sfoggiare la muta azzurra dell’associazione di cui faccio parte e presieduta localmente da mia madre Maria Rosaria.

Ho montato il Sigma 15 mm ed il superdome per effettuare delle fotografie a mezz’acqua mentre vengono recuperati i materiali dal fondo. Scendo con l’auto e parcheggio l’auto, preventivamente accreditata per la sosta e vado a salutare i miei amici della Jacques Cousteau. Saluto anche le maestranze militari, in particolare gli amici del nucleo subacqueo della Guardia di Finanza, Michele Venditti e Antonino Maresca, con il quale ho preso accordi per effettuare foto e riprese video.

Attendiamo le 9 per iniziare le operazioni di vestizione e, mentre gli altri subacquei sono impegnati all’esterno della scogliera centrale, noi andremo a destra del pontile metallico per recuperare delle batterie e nasse abbandonate che avevamo precedentemente avvistato.

Mi tuffo in acqua e raggiungo i militari che iniziano a recuperare il primo accumulatore, poi passiamo a prendere l’altra grossa batteria che è semi-sepolta nel sedimento. Scatto a raffica e provo anche a fare un poco di video ma l’acqua è abbastanza torbida, la visibilità ovviamente peggiora di molto durante le operazioni di recupero.

Terminiamo il reportage con il recupero delle nasse, ma solo dopo aver liberato gli organismi marini che ci sono all’interno. E’ trascorsa un’ora in un attimo, è già tempo di tornare a terra per dar fine alla manifestazione. 

A terra infatti è previsto lo smaltimento in discarica del materiale raccolto ad opera di Penisolaverde ed una piccola manifestazione presenziata dall’assessore all’ambiente Valeria Paladino e dal sindaco di Sorrento Massimo Coppola.
In verità mi defilo immediatamente perchè ho da rientrare a casa per lavare l’attrezzatura dalla sabbia, ma anche per portare al mare la mia famiglia che mi attende, nonostante il meteo continui ad essere perturbato. Inizia a piovere mentre guardo sul lettino dello stabilimento balneare le qualifiche del GP di Baku di F1, nel quale Charles Leclerc conquista una mitica Pole Position!

#13 Banco di Santa Croce con Punta Campanella Diving Center

Solita sveglia alle 7, prima colazione e poi subito a richiudere lo scafandro. Oggi si ritorna a grande richiesta al Banco di Santa Croce e così lascio tutto immutato da ieri, Nikon 16/35 mm e flash OneUw 160X. Alle 8 sono sullo scooter, al momento il mare è calmo, senza vento, arrivo in anticipo sull’appuntamento programmato per le 8:30.
Trovo Gianluigi alle prese con il carico del carburante su Marangone, mentre Lisa e Vittoria sistemano le bombole per il gruppo di subacquei “infotografabili”.  I miei nuovi amici arrivano di lì a poco e continuo a prenderli in giro, sperando di riuscire a scattargli qualche foto decente ma solo se modificano il loro assetto in acqua.

Ci muoviamo dal porto alle 9:30 con il vento contrario alla navigazione che anche oggi si è alzato, ma di intensità lievemente inferiore, tale da consentirci una traversata a 16 nodi di crociera e senza spruzzi.

Oggi Vittoria resta in barca mentre Lisa guiderà il gruppo nella spaccatura e poi in giro per la secca, mentre Gianluigi, con la sua fotocamera, mi accompagnerà all’ancora sommersa, un posto che non ho mai visitato in tanti anni d’immersione in questo posto. 

Al nostro arrivo sul punto d’immersione troviamo due gommoni ormeggiati, uno è quello del mio ami Ciro Dell’Anno titolare di EuroSub a Portici. Sono ancora tutti sott’acqua ed aspettiamo un poco per entrare noi anche perché Paola ha avuto una spiacevole “avventura” con la sua muta stagna … una cerniera chiusa mare e … un allagamento totale delle gambe. Risale a bordo e, scoraggiata, pensa di desistere. Gianluigi la risolleva, l’aiuta a svuotare l’acqua dalle estremità basse e la invita a tornare lo stesso in acqua, cosa che avviene di lì a poco.

Questa volta m’immergo insieme al gruppo ed approfitto per scattare un selfie con il mio amico Ciro che nel frattempo è riemerso.  L’acqua oggi è più torbida di ieri, ed anche le gorgonie sono prevalentemente chiuse. 

Scendiamo lungo la cima e raggiungiamo il fondo, ci separiamo e Gianluigi mi conduce all’ancora, qui scattiamo qualche foto, poi ritornati alla secca principale ci separiamo. Io proseguo in cerca delle cernie tra le gorgonie, raggiungo la spugna Axinella e poi proseguo il giro con parete alla mia sinistra fino ad arrivare al “presepe” sulla cui base è adagiato uno scorfano rosso. Mentre scatto, dall’alto arriva un altro scorfano, ancora più grande e si posiziona vicino all’altro. Scatto qualche foto fin quando iniziano a spostarsi.

Proseguo fino ad arrivare alla spaccatura e all’interno della fenditura ci sono due cernie affiancate, altre due invece si fronteggiano in acqua libera. E’ tempo di risalire e nella parte finale dell’immersione approfitto per scattare qualche foto ai miei amici. L’impresa è ardua, ma qualche colpo lo metto a segno, anche con un selfie insieme a Lisa.

Ritorniamo a bordo di Marangone, Paola nonostante il “bagno” è riuscita a fare immersione senza problemi di freddo e questo ci rallegra molto. Sentirla raccontare l’emozione del passaggio nella spaccatura ricoperta di gorgonie rosse non ha prezzo! L’immersione è imperdibile, sarebbe stato un vero peccato perderla.

 

 

#11 Tunnel e Grotta dell’Isca

Questa volta mi sono immerso!
Solita sveglia, faccio una piccola colazione e vado ad assemblare la fotocamera Nauticam NA-D850 con il Tokina 10-17 mm ed il minidome Saga Dive.
Appena terminato mi vesto e scendo un attimo per andare a comprare il pesce per il pranzo e per la cena odierna. Lascio il tutto in frigorifero, prendo il borsone fotografico e alle 8 parto con lo scooter. Il cielo è nuvoloso e minaccia pioggia. Lungo il percorso di circa 15 minuti verso Marina della Lobra inizia a piovere ma la pioggia cade leggera. 
Al Punta Campanella Diving Center oggi c’è lo staff quasi al completo, Gianluigi, Rosy, Lisa, Vittoria, Andrea e Stefano, manca solo Fabio che li raggiungerà a breve per iniziare la stagione subacquea 2021. Quest’anno a “Berta” (il vecchio gommone) si è aggiunto anche “Marangone” e fanno bella mostra nel porticciolo. 


Non è per me il giorno di inaugurarlo, perché io sarò con un piccolo gruppo sull’abituale battello diretti all’isolotto Isca, con Lisa ai comandi e Vittoria in acqua, mentre Gianluigi ed Andrea accompagneranno un gruppo di subacquei in arrivo per un’uscita  a Punta Campanella.

Il mare è calmo e raggiungiamo così confortevolmente il punto d’immersione. Durante la navigazione però la temperatura si abbassa con il vento generato dalla velocità dello scafo. Raggiungiamo l’isolotto ed inizia ad aprirsi un poco il cielo.

Approfitto così per prendere in giro i miei compagni Paola, Martina, Enrico e Fabio, garantendo che al momento dell’uscita dall’acqua ci sarà il sole e loro soffriranno il caldo con le mute stagne indossate, mentre io potrò spogliarmi della muta umida per prendere il sole!

Anticipo il gruppo e mi tuffo per entrare nel tunnel, dopo poco li vedo entrare ed avvicinarsi alle ampie “finestre azzurre”.  Non indugiamo e proseguiamo per dirigerci verso la grotta. Anche in questo caso li sopravanzo, aspettandoli all’interno per immortalarne l’ingresso nella cavità. 
Dopo un breve giro nella parte destra della parete, riemergiamo in superficie per ammirare la volta della grotta, piena di stalattiti e concrezioni calcaree.

La marea è bassa e la stalattite che abitualmente arriva in acqua stavolta è sollevata di una quindicina di centimetri dal livello del mare. Su di essa sono adese svariate anemoni Actinia equina che pendono dalla roccia, venendo bagnate occasionalmente dal sollevarsi del mare in concomitanza delle onde generate dalle imbarcazioni all’esterno. Terminiamo la visita “aerea” della caverna e ritorniamo sul fondo dove, dopo una rapida occhiata alla stalattite spezzata che giace sul fondo, usciamo di nuovo per tornare nel tunnel e visitarne la parete opposta alle “finestre”, con lo stretto passaggio dove c’è una folta famiglia di Apogon imberbis, ma anche lo spacco nella volta che lascia entrare la luce.

Approfitto di Martina per scattarle qualche foto in prossimità dei buchi nella roccia, ma confesso che “lavorare” con i subacquei tecnici  è un’ardua impresa, il loro invidiabile assetto è tutt’altro che fotogenico e confesso che, all’uscita dall’acqua ha esternato il mio disappunto:

“Siete inguardabili! Sono fiero di aver imparato ad andare sott’acqua oltre 40 anni addietro con una tecnica completamente opposta alla vostra! Siete bravissimi ma non posso fotografarvi così, con quelle braccia distese e le gambe piegate con le pinne in alto!”

I miei amici esplodono in una fragorosissima risata e riesco perfino ad avere il loro appoggio al mio sfogo.
Il meteo è migliorato, ma non tanto da consentire di svestirmi, così faccio il viaggio di navigazione verso il porto con la muta indossata, ma senza sentire freddo. Passiamo per Punta Campanella a salutare Gianluigi e Stefano su Marangone e proseguiamo, arrivando alle 12 circa al diving.  

Solo il tempo di lavare e sistemare l’attrezzatura,  appena sono pronto, carico il borsone fotografico sullo scooter e rientro alla base. Prima delle 13 sono a casa, dove mi aspetta la mia family per il pranzo. 

Domani si torna in acqua, ma spero finalmente di saltare sul nuovo gommone!

Liberazione Cavallucci Marini a San Montano

Inizia oggi ufficialmente la stagione estiva del Punta Campanella Diving Center e sono eccitato di salire per la prima volta sul nuovo battello “Marangone” che è stato appena varato. L’appuntamento è alle 11 al diving, perché l’immersione delle 8 è SOLD OUT, non c’è posto per me in barca al primo turno, ma solo nella seconda uscita.

Arrivo con lo scooter dopo essere passato a prendere la muta umida ed il resto dell’attrezzatura da trasferire per l’estate 2021 al diving. Oggi ho montato ancora il Nikon 60 mm per provare di nuovo la lente MWL1 che finora non ho avuto modo di utilizzare nelle migliori condizioni.
Qui incontro Rosy e Gianluigi che saluto rapidamente ma anche i miei amici Pierluigi e Luisa con i quali uscirò oggi in barca. Scarico l’attrezzatura e vado a posare lo scooter.

Mentre ritorno al diving, passo a salutare il mio amico dott. Gennaro Caiazzo che è seduto al bar con alcuni amici. Mi presenta un suo amico Mario che è appena venuto da Napoli per liberare ben dieci cavallucci marini ed un piccolo gattuccio che in prima mattina ha salvato da morte certa, acquistandoli dai pescatori del lungomare napoletano per poi riportarli in mare.
Avendo la dimora estiva a San Montano di Massa Lubrense, ha ben pensato di liberarli proprio davanti casa, dove all’interno delle scogliere troveranno l’habitat ideale per riprodursi, tra alghe verdi e brune, scarso idrodinamismo e tanta  Posidonia oceanica.
Comprendo subito l’eccezionalità dell’evento e cambio improvvisamente il mio programma … vado al diving, saluto i miei amici “appendendoli”, preparo la fotocamera ed indosso la muta e mi dirigo con Mario a casa sua, l’immersione la effettuerò domattina, oggi ho una grande occasione da sfruttare!

Aspettiamo un’ora nell’attesa di Gennaro che ritorni dalla sua immersione  con i compagni, ma tardando un pochino, decidiamo di iniziare l’operazione di liberazione senza di loro.  Nel frattempo si è radunata una gran folla di curiosi intorno alla bacinella che li conteneva. I figli di Mario si sono vestiti di tutto punto, pinne, maschera e muta, così come i loro amici. Entriamo in acqua e ci dirigiamo verso la scogliera dove liberiamo inizialmente il piccolo gattuccio. Subito dopo Mario torna a terra e sposta gli ippocampi nel bidone per trasportarli al largo dove troveranno la loro nuova casa. 

La configurazione fotografica montata non è quella ideale per questa situazione ma non avendo un grandangolare montato sulla Nauticam NA-D850 devo fare di necessità virtù. Mario inizia a far fuoriuscire dal contenitore i pesciolini ad uno ad uno, mostrandoli ai bambini che sono intorno a noi. Pian piano vengono liberati tutti, ma confesso di avere enormi difficoltà ad immergermi senza piombi e conseguentemente a scattare al meglio. 

Quando abbiamo ormai concluso la liberazione, vediamo arrivare la barca con a bordo Gennaro. Ritorniamo sul punto e gli mostro uno dei cavallucci che è rimasto visibile, attaccato al un ciuffo d’alga, ne vede anche un secondo qualche metro più in là, gli altri sono ormai completamente mimetizzati con la vegetazione e sono introvabili. Soddisfatto saluto Mario e la sua bella famiglia e approfitto di un passaggio con la barca per tornare al porto, evitando una lunga passeggiata con la pesante fotocamera tra le mani. 

Al diving mi spoglio e lavo l’attrezzatura, la ripongo nel deposito ma non posso salutare nessuno dei miei amici perché non sono ancora rientrati dalla loro immersione. Salto sullo scooter e torno a casa, sono quasi le 15 ed ho una gran fame. Recupero qualcosa dal frigo e dopo mi vado a stendere un poco sul divano per riposarmi un poco, prima di mettermi al computer a visionare le immagini scattate, ma mi preme elogiare il grande spirito naturalistico del mio nuovo amico Mario e di avermi consentito di documentare una così bella iniziativa! 

Viva il mare ed i suoi abitanti!

 

 

 

Puolo con Associazione J. Cousteau

Il sibilo intenso del vento mi desta pochi minuti prima del suono della  sveglia programmata alle 6:30. Mi alzo e vado a controllarne la direzione … fortunatamente proviene da Sud e quindi sotto costa il mare è buono. Il cielo è coperto e minaccia pioggia. Mi siedo a fare colazione e poi vado a chiudere lo scafandro Nauticam NA-D850 sul quale ho montato ancora una volta il Nikon 60 mm. La mia intenzione è quella di provare in condizioni diverse la nuova lente Nauticam MWL-1, ma anche per prendere dimestichezza con i flash OneUW usati in TTL con i cavi elettrici e non più quelli in fibra ottica.  

L’appuntamento con i miei amici dell’Associazione Jacques Cousteau è per le 8 a Marina di Puolo, così mi muovo per tempo, ma questa volta prendo l’auto di mia moglie, una Citroen C3, molto più adatta rispetto alla mia Skoda Kodiaq alle piccole stradine da percorrere per raggiungere la spiaggia. Mi ritrovo sul piazzale con i miei amici Nicola ed Antonella, scattiamo una foto ricordo mentre aspettiamo anche l’arrivo di Linda. E’ passato ormai un anno dal nostro ultimo tuffo insieme! Maledetto Covid-19.

Scendiamo alla Marina e parcheggiamo le auto, iniziamo la vestizione dopo aver trasportato l’attrezzatura in prossimità della scogliera. Mentre assemblo la fotocamera, mi accorgo che l’anello basculante “singolo” che ho preso non è adatto a portare la lente MWL-1, ma dovevo necessariamente prendere quello “doppio” che mi aveva mandato Pietro Cremone insieme alla lente. E vabbè, non fa niente, la proverò la prossima volta.

Inizia a piovigginare ma il mare è calmo. L’acqua è abbastanza torbida e la scarsa luminosità del cielo non aiuta. Costeggiamo la parete rocciosa e poi passiamo sul sabbione dove incontriamo alcuni pesci pettine. Attraversiamo la spianata sabbiosa fino a raggiungere la parete di Punta Lauro e la percorriamo per un breve tratto, dove ci sono le piante di Posidonia oceanica e qualche Eunicella gialla e bianca. Sono in cerca di pesci ago e cavallucci marini tra le verdi foglie, ma oggi non sono fortunato. Scovo però un bellissimo gasteropode Calliostoma conulus, ma anche un Umbraculum mediterraneum ed un grosso scorfano rosso.  Ho provveduto anche a liberare una gorgonia da un groviglio di lenza in nylon che ho poi recuperato e messo nella tasca della muta stagna. 

Trascorsi circa 60 minuti, rientriamo verso terra, ha smesso di piovere e riusciamo a spogliarci senza bagnarci. Una volta pronti, approfittiamo per scattare qualche foto ricordo con le T-Shirts dell’iniziativa “Citizen Scientist” organizzata dall’A.M.P. Punta Campanella. 

Sono le 10:30 quando chiudo l’auto per tornare a casa, mi metto in moto e prima di iniziare la salita, incontro i miei amici del Punta Campanella Diving Center, Lisa, Vittoria e Gianluigi. Mi trattengo un pochino a chiacchierare con loro, chiedendo info sull’apertura del diving e sul nuovo battello che è prossimo ad entrare in acqua. Li saluto e torno a Sorrento. Mi aspetta il lavaggio dell’attrezzatura, è momento sempre noioso, ma fondamentale per la corretta conservazione di materiale così prezioso e delicato. Mentre scrivo e guardo le foto al computer, inizia di nuovo a piovere, mi tocca portar dentro tutta l’attrezzatura messa ad asciugare per poi finalmente sedermi a tavola con la mia famiglia. 

#10 Marina Grande con Thomas – Immersione Crepuscolare

E’ lunedì ed oggi scatta la zona arancione in Campania, dopo oltre 43 giorni di astinenza da azoto (il mio computer subacqueo me lo ricorda inesorabilmente) ho una voglia matta di andare in mare. Non ho provveduto a ricaricare i flash preventivamente perché il meteo durante tutta la giornata è stato perturbato, ma le condizioni buone del mare rendono il richiamo inarrestabile.

Trascorro la mia giornata lavorativa incontrando il mio amico fraterno Riccardo, che non vedevo da altrettanto tempo, fermato dalla sua azienda durante la zona rossa e costretto a lavorare da casa. La giornata trascorre veloce, tra pioggia e schiarite. Torno a casa ed accendo la Tv per seguire le news sportive dopo l’improvviso annuncio della creazione delle Super Lega che sta causando un terremoto nel calcio europeo. Mentre ascolto gli aggiornamenti, invio un messaggino al mio amico Antonio Mario: “che pensi di fare? io ho una voglia matta di immergermi. Vieni con me?”
Mi risponde che è disponibile ad accompagnarmi ma che non verrà in acqua, ma farà da supervisore al figlio Thomas che si deve allenare in vista della sua prima gara di qualificazione ai Campionati Italiani FIPSAS di Safari Fotografico Subacqueo. Ci accordiamo per le 19 a Marina Grande di Sorrento. Io prendo l’auto e parcheggio al solito posto, nei pressi del ristorante “Il Delfino”, vado a guardare il mare e scatto qualche foto ricordo. Inizio a prepararmi mentre i miei amici mi raggiungono con lo scooter.

Entro in acqua che è ancora giorno. Su una barca di pescatori c’è il mio amico “O’ Russ” che nel salutarmi, mi prende in giro chiedendomi se avessi visto la balena grigia avvistata ieri sottocosta  (scortata da “Puledrone” al largo per non farla finire anch’essa nel porto).
Come concordato, in acqua viene solo Thomas, mentre Antonio resta a terra a sorvegliare. Entriamo in mare alle 19:15 ed abbiamo concordato con Antonio l’orario di uscita per le 21, ci verrà così a prendere alla scaletta del molo, dall’altro lato del borgo, in modo da evitare di portare a casa la sabbia dell’arenile.

L’acqua è torbidissima, quasi bianca, oggi ho montato i flash ONEUW per la prima volta con i cavi elettrici e controllati in TTL. Ho anche installato la doppia lente macro+wide sul 60 mm per provarne l’assetto e la resa.

Inizio a scattare qualche foto di prova con la lente Nauticam MWL-1 alla scogliera, come richiestomi da Pietro Persico, mio amico pescatore  che vorrebbe conoscere la conformazione del fondale sul quale lancia le sue esche al fine di evitare di farle impigliare sul fondo. A quest’ora ci sono tantissime piccole salpe che nuotano in sincronia, ma le foto scattate sono assolutamente impresentabili date le pessime condizioni di visibilità.
Confesso che l’immersione entra a far parte di una lunga serie di quelle da dimenticare. L’oscurità appena accennata, la visibilità e la necessità di ritornare presto a terra per non sforare i coprifuoco delle ore 22 rendono la serata abbastanza frustrante. 
Ciò che non manca mai però è una gran quantità di rifiuti sottomarini. Pochissimi soggetti da fotografare e solo negli ultimi minuti d’immersione, quando sono arrivato nei pressi della banchina. Di contro, ho approfittato per recuperare e smaltire due  maschere subacquee ed un braccialetto di plastica.
A completare  la serata negativa, anche il KO della batteria del flash “Master” di destra, ormai scarico totalmente, ho così usato solo quello di sinistra in manuale per scattare le uniche immagini ai granchi e alle bavose nell’ultimo metro d’acqua che mi separava dalla superficie.  Rientro con 15 minuti di anticipo sul programma, stasera basta così.

 

Anche in una serata come questa, poco esaltante, ho in realtà centrato tutti e tre gli obiettivi prefissati: tornare ad immergermi, provare la lente ed i cavi elettrici e … prendere due belle pietre per l’acquario di Antonio. 

Risaliamo agevolmente dalla scaletta con l’aiuto di Antonio, mentre io smonto l’attrezzatura, lui accompagna il figlio a casa a fare la doccia calda, per poi aspettarmi sotto l’ufficio della moglie Cinzia a sistemare rocce appena raccolte. Sistemiamo velocemente il tutto in vasca e alle 21:15 risalgo in auto, sistemo le bombole in garage, parcheggio sotto casa e riporto tutto su. Malauguratamente ho il gettatoio che si è ostruito (dove abitualmente lavo le attrezzature), sono costretto così a lavare tutto sotto la doccia, con “grande gioia” di mia moglie. Riporto tutto l’attrezzatura, fotocamera compresa,  fuori al balcone, la sistemo ad asciugare e provvedo ad eliminare qualsiasi goccia caduta nel corridoio in seguito all’operazione svolta.

 

Solo alle 22:30 posso sedermi a tavola, sono affamato ed anche un pò stanco, ma comunque felice per aver assunto la mia “dose” di Azoto!  

 

Apnea al crepuscolo con Antonio e Thomas

La domenica inizia con il rituale passaggio nella pescheria di fiducia, poi in panetteria ed infine a comprare dei dolci. Mi sono svegliato con un discreto mal di schiena ed in previsione della serata subacquea, ho provveduto preventivamente a “doparmi” con il diclofenac per non avere dolore. Rientrato a casa mi dedico alla manutenzione dei due acquari, con pulizia dei vetri, cambio di alcune componenti consumabili ed infine, l’effettuazione dei test chimici per controllare la qualità dell’acqua.

Alle 12:30 squilla il telefono, è il mio amico Prof. Montuori che è venuto sotto casa a portarmi dei carciofi arrostiti per ringraziarmi dell’intervento multimediale effettuato ieri mattina con i suoi studenti dell’Istituto Nautico Nino Bixio.  Saluto Mimmo e vado a completare le operazioni fino ad ora di pranzo.

Appesantito dal pranzo, al termine mi siedo davanti alla tv per guardare le partite di calcio fino alle 17 quando mi alzo per andare a preparare la fotocamera subacquea per il tuffo crepuscolare con i miei amici Antonio e Thomas. Ho montato la fotocamera Nauticam NA-D850 con il Sigma  15 mm ed il minidome Saga-Dive, i due miniflash Backscatter collegati in fibra ottica con un cavo ad Y da me realizzato pochi minuti prima, mentre guardavo il calcio in tv. Terminato l’assemblaggio vado ad indossare la muta dentro il box doccia.  Alle ore 17:45 i miei amici sono sotto casa e mi attendono già pronti. Con lo scooter raggiungiamo il garage e poi arriviamo sul posto pronti per andare in acqua.

Il mal di schiena è migliorato notevolmente, mentre sto per entrare in acqua mi accorgo che la spia verde della fotocamera si è trasformata in blu lampeggiante. E’ il segnale che la batteria sta scaricandosi. Non avendo modo di rimediare e non potendo lasciare la fotocamera al sicuro, scendo comunque in acqua tenendo continuamente d’occhio la spia luminosa. 

Il cielo è coperto e l’acqua in superficie molto sporca. Non ho intenzione di abbandonare il pelo dell’acqua e mi diverto a scattare a tutto ciò che vedo in superficie. Sono maldestro nei movimenti e quasi subito spezzoa uno dei due cavi. Quando passo per un attimo la fotocamera ad Antonio per prendere dei gamberetti con il retino, nel riprenderla mi accorgo che anche il secondo cavo si è staccato. No problem, ho le due lampade e le accendo, usandole per fotografare dopo aver innalzato gli iso della fotocamera.

Giochiamo in acqua per 90 minuti fino alle 20:30 quando risaliamo, c’era una bellissima situazione fotografica, un folto branco di piccoli cefali che nuota in superficie all’ora blu. Peccato non avere i flash funzionanti, le foto scattate sono tutte mosse ed inutilizzabili (le pubblico solo per ricordo).