Marco Gargiulo

#4 — Cala di Puolo senza fotografie

Mentre lavoro al computer fino a tarda sera per sistemare le foto scattate ieri e aggiornare il mio blog, finalmente arriva il messaggio di Gianluigi. È appena rientrato dall’immersione notturna a Marina Grande e mi conferma la possibilità di uscire in mare anche oggi con il Punta Campanella Diving Sorrento.

Vado a dormire dopo mezzanotte, dopo essere riuscito a completare soltanto due degli oltre dieci articoli che ho ancora in bozza. Anche questa notte, però, il sonno è piuttosto disturbato.

La sveglia suona presto. Faccio colazione ed esco anche un attimo sul balcone: si avverte immediatamente un gran caldo, anche oggi.

Comincio quindi a prepararmi. Fortunatamente devo soltanto richiudere lo scafandro, visto che ieri sera ho già sostituito le batterie dei flash. Penso di utilizzare la stessa configurazione di ieri, anche se non ho ancora trovato il modo di portare con me e utilizzare anche l’altra fotocamera, la Sony.

In realtà, la speranza sarebbe quella di riuscire a vendere la mia Nikon D850, anche se non ho ancora provveduto a diffondere la notizia. L’idea sarebbe quella di aggiornare completamente il corredo, magari passando tutto a Sony e provando a vendere anche la piccola Alpha 7C.

Per il momento, però, chiudo lo scafandro della D850, sistemo tutto nella borsa e scendo con lo scooter a Marina Grande, al Punta Campanella Diving Sorrento.

Questa mattina nello staff c’è anche Andrea Montalbano ed è un gran piacere poter abbracciare anche lui dopo tanto tempo.

Sarò in barca con Lisa e Quentin, oltre ad Audrey. Il mio compagno d’immersione di oggi è Antonio, un subacqueo sorrentino che conosco già da tempo e quindi, sotto questo aspetto, la situazione è sicuramente migliore rispetto a ieri.

Ho anche il piacere di conoscere un ragazzo molto giovane, Alberto, che oggi ha un programma decisamente impegnativo: due immersioni e poi un matrimonio alle 17!

Ci prepariamo con calma aspettando di imbarcarci su Marangone, mentre contemporaneamente Berta esce con il gruppo snorkeling, con Andrea e Gianluigi a bordo.

Il cielo oggi è velato. Fa caldo, anche se sinceramente pensavo molto peggio.

Il programma ricalca quello di ieri: prima immersione a Cala di Puolo e seconda al Banco di Santa Croce.

Appena saliamo a bordo del gommone scatto, come ormai da tradizione, il mio selfie ricordo della giornata. In quel momento, però, non mi accorgo che c’è qualcosa che non va con l’obiettivo.

Lo scoprirò soltanto sott’acqua.

Scendo insieme ad Antonio e, quando provo a scattare la prima fotografia nel grottino con gli Apogon, mi rendo conto immediatamente che l’autofocus non lavora.

Provo a spegnere e riaccendere la fotocamera, seguendo la più classica delle procedure di ripristino, ma purtroppo questa volta “spegni e riaccendi” non funziona.

L’autofocus continua a non rispondere.

A questo punto non posso fare molto altro. Rimetto il coperchio in carbonio sull’oblò, spengo i flash e mi rassegno all’idea.

Oggi Cala di Puolo si farà senza fotografie.

In fondo non è poi così male. Posso finalmente godermi una bella passeggiata sott’acqua insieme ad Antonio senza pensare continuamente a inquadrature, flash e soggetti da fotografare.

Lungo la parete incontriamo alcune cernie, tra cui una cernia rossa, e qualche piccola ricciola. In una cavità mostro ad Antonio un Cymatium parthenopeum e successivamente, all’interno di una Pinna rudis, anche un piccolo gambero Pontonia custos.

Fotografie o meno, continuo inevitabilmente a guardare il fondale con gli occhi del fotosub.

Restiamo sott’acqua per circa 60 minuti.

Quando risaliamo il cielo è ancora piuttosto cupo e anche sott’acqua la visibilità non era certamente delle migliori.

Una volta a bordo cambio la bombola e, dopo essermi asciugato, apro lo scafandro per cercare di capire cosa sia successo.

L’obiettivo continua a non rispondere correttamente all’autofocus e, dopo aver aperto e richiuso lo scafandro, non ho più neppure il vuoto.

A questo punto la decisione è semplice.

Non mi fido assolutamente di riportare la fotocamera sott’acqua e, comunque, nelle condizioni attuali non riuscirei a utilizzarla come dovrei. Per la seconda immersione, quindi, la Nikon resterà a bordo di Marangone.

Nel frattempo Lisa si riveste per accompagnare personalmente una signora spagnola che non era riuscita a scendere insieme a noi. In questo modo riesce comunque a non farle perdere la sua prima immersione.

Partiamo quindi con un po’ di ritardo rispetto al programma in direzione del Banco di Santa Croce.

Anche oggi il mare è abbastanza calmo, anche se non è proprio quell’olio che avevamo trovato ieri.

Questa volta, però, al Banco scenderò in una maniera alla quale non sono più molto abituato:

senza fotocamera.

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