209 giorni dall’ultima immersione e 192 dall’angioplastica. Un tempo interminabile…
Sono andato a dormire presto ieri sera, ma il sonno è stato disturbato e mi sono svegliato con grande anticipo rispetto alla sveglia impostata alle 6:15. La mente viaggiava veloce pensando alle tante cose da preparare. È trascorso così tanto tempo che ieri, in garage, non sono riuscito neppure a ritrovare il mio GAV Mares XR, che spero di aver dimenticato al Punta Campanella Diving Sorrento la scorsa estate.
La borsa sub è pronta da ieri, anche se ho dovuto prendere il GAV che utilizzavo con la muta stagna, con la piastra in acciaio da 3 kg. La fotocamera, invece, è ancora in alto mare con i preparativi, ma almeno quella l’ho utilizzata durante il weekend calabrese.
Sono indeciso su cosa portare con me: la Sony con il 12 mm oppure la Nikon con l’8-15 mm. Pensando però al selfie da scattare in gommone, e nonostante avessi inizialmente intenzione di restare leggero, alla fine decido di montare la Nikon D850.
Alle 7:45 scendo di casa con la borsa fotografica, passo dal garage a prendere quella subacquea e raggiungo il bar Le Sirene, dove mi fermo a comprare qualche brioche per i miei amici e, soprattutto, per festeggiare il mio ritorno sott’acqua.
Scendo quindi al porto di Marina Grande, scarico l’attrezzatura e vado a parcheggiare.
Quando raggiungo il diving, gli abbracci sono graditissimi: Gianluigi, Lisa, Peppe, Anna, Quentin e Cecilia. Dopo tutti questi mesi è davvero bello ritrovarli e, soprattutto, essere nuovamente qui non soltanto per accompagnarli o fare snorkeling, ma per prepararmi finalmente a un’immersione.
Comincio a tirare fuori tutta la mia roba dalle borse e inizio la vestizione. Al diving sono previste uscite anche con Berta, mentre io sarò a bordo di Marangone.
Alle nove siamo in banchina e saliamo sulle rispettive imbarcazioni, ognuno con la propria destinazione. Noi effettueremo una prima immersione a Cala di Puolo e successivamente ci sposteremo al Banco di Santa Croce.
Ovviamente, appena usciti dal porto, non potevo non scattare un selfie ricordo di questa giornata per me storica.
Il caldo si fa già sentire parecchio e Quentin, sempre attento al comfort dei suoi ospiti, inaugura un servizio che apprezziamo immediatamente: una bella secchiata d’acqua di mare per rinfrescarci tutti a bordo! Un servizio decisamente gradito e, devo dire, una bella novità che spero venga mantenuta anche nelle prossime uscite!
Ben rinfrescati, proseguiamo verso il punto d’immersione con un gran caldo, anche se il cielo è leggermente velato dalla foschia. Arrivati sul posto completo la vestizione e vengo abbinato ad Alberto, uno dei clienti di oggi, che porta con sé la sua GoPro.
Proseguiamo verso il punto d’immersione con un gran caldo, anche se il cielo è leggermente velato dalla foschia. Arrivati sul posto completo la vestizione e vengo abbinato ad Alberto, uno dei clienti di oggi, che porta con sé la sua GoPro.
Non è semplice adattarsi a un compagno sconosciuto e questa sarà sicuramente una delle grandi differenze rispetto al passato, ma c’è poco da fare.
Scendiamo tutti insieme con Lisa e percorriamo la parete alla nostra sinistra, fino a superare le due piccole grotte che si aprono lungo la roccia. Sulla volta della prima noto una piccolissima aragosta che fa capolino da un piccolo buco.
Incontriamo qualche cernia, compresa una cernia rossa, e un piccolo banco di giovani ricciole che si avvicina per poi allontanarsi nuovamente.
Essendo la mia prima immersione dopo tanti mesi, mi limito a una profondità massima di 18 metri. In abbinamento al GAV con la piastra in acciaio ho utilizzato anche 2 kg di zavorra, ma mi rendo subito conto che con questo assetto sono troppo negativo. Alla successiva immersione, quindi, ne farò a meno.
È una bellissima sensazione ritornare sott’acqua.
Il feeling è esattamente quello di una volta, come se questi 209 giorni non fossero mai trascorsi. L’unica difficoltà è quella di dover tenere costantemente d’occhio un compagno che non conosco e con il quale, inevitabilmente, non posso avere ancora quell’intesa costruita nel tempo con i miei buddy abituali.
Risaliamo tutti insieme e, una volta a bordo, ci spogliamo e finalmente possiamo anche fare la pipì!
Gli altri approfittano della pausa per mangiare qualcosa, mentre io mi dedico soprattutto a reidratarmi, come mi è stato particolarmente raccomandato a Ravenna.
Poi comincio nuovamente a sistemare l’attrezzatura.
La giornata non è ancora finita.
Dopo 209 giorni di attesa, la prima immersione è ormai alle spalle.
Adesso ci aspetta il Banco di Santa Croce.