Archivi categoria: A.M.P. Punta Campanella

#31 Vervece con Mimmo, Manuel e Veronica

La sveglia stamattina suona molto presto, ho alcune cose da sbrigare prima di recarmi al mare. Alle 7:30 scendo per andare in pescheria poi ritorno a casa a chiudere lo scafandro e metterlo sottovuoto.  Passo anche per il garage per posare la muta stagna e prendere quella umida, è giunta l’ora di “assaporare” l’acqua salata sulla pelle.

Alle 8:30 sono al Punta Campanella Diving di Massa Lubrense e c’è già Mimmo con la sua amica Sara, ma anche tanti clienti che necessitano dell’attrezzatura per immergersi. Arrivano ben presto anche Manuel e sua madre Veronica, con la quale ci eravamo sentiti in settimana per immergerci insieme. I preparativi sono accurati per vestire di tutto punto i subacquei stranieri e siamo pronti alle 9:30. 

Oggi oltre al cambio della muta c’è anche il cambio dell’obiettivo; nel  minidome Saga Dive ho montato il Tokina 10-17 mm sulla mia Nauticam NA-D850 poiché il Sigma 15 mm che uso abitualmente si è “svitato” e non è al momento utilizzabile.

Il mare è veramente calmo, c’è un bel sole e la temperatura dell’aria è piacevolissima. Durante la navigazione verso lo Scoglio del Vervece l’acqua dalla superficie sembra limpida. Ovviamente non posso perdermi l’occasione di scattare un selfie ricordo, anche se mi viene in aiuto Veronica con il suo iPhone. 

Raggiungiamo la boa sommersa e Stefano si tuffa per “agganciarla”. Ormeggiamo e ci prepariamo. Gianluigi, Vittoria e Stefano portano in acqua i turisti, io e  Mimmo ce ne andiamo da soli verso le gorgonie rosse.

La visibilità non è proprio come immaginavamo dalla superficie, ma comunque ci consente di avere una bella visione d’insieme del fondale. Tra i grandi ventagli di Paramuricea clavata ci sono alcune grandi spugne di colore grigio, peccato che quasi tutte le gorgonie hanno i polipi chiusi. Sui rossi rami ci sono delle uova gelatinose deposte dai calamari. Raggiungo le gorgonie gialle e poi sotto un grande masso incontro nuovamente la musdea Phycis phicis che resta immobile sul fondo fin quando non viene disturbata dal lampo dei miei flash.

Mentre scatto qualche foto al pesce che entra ed esce dalla sua tana, arrivano sul posto anche il gruppo di subacquei con Manuel e Veronica. Qui c’è anche uno scorfano rosso, ma avendo accumulato già alcuni minuti di decompressione durante la permanenza sulla foresta di gorgonie rosse, non posso dedicarmi a lui per molto tempo. Raggiungo a circa 14 metri di profondità le margherite di mare ed in lontananza, sopra di me, vedo i barracuda ma ho già 9 minuti di sosta da effettuare e non posso seguirli. Di aria nella bombola ne avrei a sufficienza ma non ho intenzione di farmi attendere dal gruppo e quindi desisto.

Mi fermo un attimo alla Madonnina per uno scatto al volo con il gruppo di subacquei ed un selfie con Veronica e Manuel ma poi sono indotto dal computer subacqueo alla risalita per non accumulare altra decompressione.

Fortunatamente anche a pochi metri d’acqua c’è da godere delle bellezze del sito d’immersione. Ci sono alcune rigogliose chiazze di Parazoanthus axinellae nelle zone ombrose della roccia. Tra i gialli “fiorellini” c’è anche un granchio facchino Dromia personata che si sposta in cerca di una zona più tranquilla. In superficie poi, proprio sotto la barca, uno ctenoforo iridescente.

Ritorniamo a terra e mentre l’equipaggio del Punta Campanella Diving si prepara per una nuova imminente uscita in mare, io mi dedico al lavaggio dell’attrezzatura, alla doccia calda ed infine ai saluti ai miei amici Veronica e Manuel, mentre Mimmo e Sara tornano in mare per fare una passeggiata in apnea.

Risalgo sullo scooter e mi dirigo verso Sorrento. Il programma odierno è quello di pranzare a casa e poi andare in spiaggia con mia moglie. Quando arrivo nel mio studio, apro lo scafandro e rimuovo la scheda di memoria dalla Nikon D850, poi mi dedico a cucinare gli spaghetti alle vongole. Mariolina non ha tanta voglia di scendere a piedi al porto, interdetto ai veicoli a causa della Rolex Cup di vela che si svolge in questi giorni a Sorrento, quindi approfitto per distendermi sul divano e sonnecchiare mentre in tv c’è la partita. 

 

#26 Scoglio del Vervece con Gianluigi

Sabato sera sono andato a dormire tardi e la sveglia è più faticosa del solito, anche se stavolta sono subito operativo, avendo un sacco di cose da fare … Preparo lo  scafandro, scendo di casa e vado in pescheria e poi torno a prendere la borsa fotografica e dopo un passaggio in garage mi dirigo a Massa Lubrense. Non ho idea dell’itinerario, quindi ho lasciato la configurazione classica con minidome e Sigma 15 mm.

Andiamo a prendere il caffè al bar e poi usciamo con Marangone per andare allo Scoglio del Vervece, caricando anche le bombole a bordo per la seconda immersione a Cala di Puolo. Il mare è calmo ed il cielo sereno con un bel sole splendente.

Mentre assemblo la fotocamera, nel montare i flash, mi accorgo di avere lasciato il flash di sinistra acceso, dopo averne controllato il corretto funzionamento in TTL ieri pomeriggio. Non ho batterie di ricambio con me, quindi devo solo sperare che non mi abbandoni sul più bello!

Arrivati sul punto d’immersione ci prepariamo. Io scendo con Gianluigi, ma mi attardo immediatamente nei primi metri d’acqua perché incontro un esemplare macroplanctonico non identificato lungo circa tre metri. Sicuramente un sifonoforo, ma non ho idea di cosa si tratti.

L’intenzione era quella di andare insieme alle gorgonie rosse ma prima ancora di partire mi perdo Gianluigi, così effettuo il mio giro “classico” in solitaria. Si vedono alcune cernie, anche qualche grande esemplare, non mancano anche le musdee, in lontananza anche i barracuda, ma l’acqua non è particolarmente limpida. 

Da segnalare, sulla parete che guarda Capri, la presenza di un  anellide Hermodice carunculata tra le margherite di mare. Il vermocane, un vero predone, la cui presenza è in sensibile aumento in zona, è oggetto di uno studio scientifico sulla sua espansione nel Mar Tirreno.

Quando arrivo all’altezza della statua della Madonnina, il flash di sinistra mi ha ormai abbandonato. inizio così a sfruttare la luce ambiente e la lampada per effettuare qualche scatto in luce mista o solo in luce continua. Torno in superficie dopo 45 minuti e ci spostiamo a Cala di Puolo dove effettueremo la seconda immersione dopo aver sostituito le bombole.

 

#23 Scoglio del Vervece con Fabio

Anche stamattina ho difficoltà a carburare, ma quando mi affaccio alla finestra c’è un gran bel sole. Molto bene. Nonostante il ritardo sul programma, dedico 5 minuti a rasare la barba cresciuta un poco troppo e poi mi affretto a sistemare flash e scafandro per l’immersione. Quando scendo di casa, c’è già un cambio repentino delle condizioni meteo, il cielo ora è più nuvoloso e soffia un vento da Sud che si sta intensificando.

Arrivo al Punta Campanella Diving Center e ce ne andiamo a prendere un bel caffè al bar. Iniziamo a prepararci e quando siamo ormai pronti ad uscire, è montato un forte vento da terra che increspa il mare. E’ arrivato anche Mimmo Roscigno e ovviamente ci viene a fare compagnia in barca. 

Navighiamo verso il Vervece con il vento che soffia da poppa, ma quando arriviamo sul punto per ormeggiare alla boa sommersa, non appena mettiamo la prua al vento, le onde salgono sulla barca bagnando tutti noi, ovviamente compresi quelli che NON dovevano andare in acqua! Andrea si tuffa per legare la cima ma siamo costretti a fare più di un tentativo prima di riuscire nell’impresa. Lisa e Vittoria restano in barca con Mimmo, completamente bagnati. 

Mi tuffo con Fabio mentre Gianluigi scenderà da solo, Andrea invece accompagna i clienti odierni. Guardando la superficie si vedono chiaramente le grandi onde, l’acqua è torbida, ma non c’è corrente come immaginavo. Non si avverte nemmeno risacca, il moto ondoso è tutto superficiale.

Andiamo subito verso le gorgonie rosse, sono tutte aperte. Incontro ancora una colonia di Apolemia uvaria e qualche cernia. Mi perdo il mio compagno, intento anche lui a fotografare, proseguo prima verso la rientranza con le gorgonie gialle, poi arrivo ai massi che si trovano in direzione di Capri. Qui c’è una bella musdea Phycis phycis che presto si ritira nella sua tana. Quando raggiungo la parete verticale, opposta a quella dove c’è la scala per salire sullo scoglio, ritrovo Fabio e scattiamo qualche foto alle margherite dei mare ed un selfie. Si vede anche qualche barracuda in lontananza, ma la visibilità non è ottimale per avvistare anche il banco che solitamente staziona in questo punto.  Arrivo allo scoglio con i Parazoanthus axinellae e poi raggiungo la Madonnina del Vervece. Stranamente anche sotto lo scoglio che si trova sul pianoro a 12 metri, non ci sono Apogon imberbis, è sorprendente! 

Mentre mi sposto per raggiungere gli ultimi Hot-Spot fotografici del sito, incontro una lunga colonia di Thalia (Salpa) democratica con le donzelle intente a “pizzicarla”. Ho accumulato 8 minuti di decompressione ed inizio a “scaricarne” qui qualcuno. 

Arrivo ad uno dei punti più interessanti fotograficamente, fortunatamente scampato allo scempio perpetrato dai datterai una decina di anni fa, dove le margherite di mare sono molto rigogliose e mi diverto a scattare qualche immagine anche in pieno controluce, sfruttando le potenzialità dell’High Speed Syncro dei miei strepitosi flash ONEUW 160X in grado di sincronizzare lo scatto della tendina anche a oltre 1/640 di secondo.

La decompressione è ultimata, non resta che andare a controllare nella spaccatura a 3 metri di profondità se dentro c’è la murena. Effettivamente è lì, nascosta nella sua tana. Non essendo particolarmente felice della mia presenza, decide di spostarsi rapidamente in un luogo più tranquillo. Quando riemergo, le onde sono sparite, il vento intenso è calato bruscamente ed è anche ruotato verso Ovest.

Arrivati al diving, tutti corrono sotto la doccia calda. si sono presi una gran “rinfrescata” oggi. Mimmo è tutto bagnato, gli vado in soccorso prestandogli i miei pantaloni della tuta ed i calzettoni. Incredibilmente tutto questo è possibile! Il prof. Roscigno è ormai un figurino! Saluto tutti e verso le 11:30 sono sullo scooter. Il meteo è ancora incerto e per essere sicuro di asciugare per bene l’interno della muta stagna, me la riporto a casa per averla pronta per l’immersione di domani! 

#19 Punta Campanella con Vittoria

Dopo un intervallo di 60 minuti, seguenti all’immersione effettuata a Mitigliano, siamo pronti ad immergerci a Punta Campanella. Questa volta Lisa resta in barca mentre io e Vittoria andriamo in acqua.

Ci tuffiamo nei pressi della boa di ormeggio e ci dirigiamo verso la parete. Anche qui l’acqua è abbastanza limpida. Le gorgonie bianche e gialle hanno i polipi tutti espansi e sono un vero spettacolo.

Lungo la parete troviamo due piccole aragoste, con la seconda delle due riesco a scattare anche un bel selfie. Proseguendo il nostro giro, Vittoria mi mostra un umbracolo e poi un piccolo polpo. Non vado verso il grottino degli Apogon imberbis, ma resto a guardare nella colonna d’acqua perché c’è tanto macroplancton. 

Tra le piccole meduse Pelagia noctiluca, vedo una bella colonia di Salpa democratica, poi una bellissima colonia di Apolemia uvaria proprio sotto la chiglia della barca.

Rientriamo al diving e subito provvedo al lavaggio di tutta l’attrezzatura, la lascio ad asciugare per l’immersione di domani. Me ne torno con con lo scooter portando indietro solo la fotocamera. Quando arrivo a casa dopo le 14, trovo i miei nipoti che sono venuti a pranzare da me! E’ bello stare tutti insieme, non essendoci visti per Pasqua. Sono molto affamato e mangio come se non ci fosse un domani!

#17 Punta Campanella con Punta Campanella Diving Center

Ieri pomeriggio, al rientro a casa dopo il lavoro, i miei familiari mi avvisano di aver ritirato un pacco dal corriere che ora è sulla mia scrivania … ne conosco ovviamente il contenuto … ed è arrivato in tempo … lo apro subito perché dentro c’è il nuovo oblò microdome da 3,3” con attacco Nauticam, realizzato da Isotecnic. Non posso resistere e immediatamente mi metto ad assemblare la fotocamera, inserendo prima il Sigma 15 mm e poi il Tokina 10-17 mm, lasciando montato quest’ultimo.

Oggi si conclude ufficialmente la “Collezione” di fotosub Autunno-Inverno (fatta principalmente da immersioni notturne da terra) ed inizia quella Primavera-Estate (costituita da immersioni prevalentemente diurne con il diving).

La sveglia suona alle 7. Vado a fare colazione e poi inizio a preparare lo scafandro Nauticam NA-D850 ed i flash ONEUW 160X. Alle 8 scendo di casa, passo in garage a prendere la muta stagna in neoprene ma non mi accorgo di aver dimenticato gli scarponi per proteggere i calzari. Una quindicina di minuti dopo sono già sullo scooter con direzione Massa Lubrense.

Il cielo è coperto ma il mare è molto calmo. Arrivo a Marina della Lobra alle 8:30 con mezz’ora di anticipo sull’appuntamento. Non è possibile accedere al piazzale e sono costretto a trasportare la mia attrezzatura fino al diving. Approfitto per scattare una foto ricordo con tre irriducibili “pilastri” della subacquea napoletana, augurandomi di poter essere anch’io come loro! Ci sono tutti i miei amici del Punta Campanella Diving Center, Lisa, Andrea, Gianluigi, Salvatore ed Antonella che non vedevo da lungo tempo. Ho portato in dono ai miei amici alcune maschere vinte ad un concorso fotografico, loro ne avranno sicuramente necessità durante la loro stagione lavorativa. Passiamo a prendere un caffè al bar e lentamente ci prepariamo a salire su Marangone.

Andrea sfoggia la sua nuova muta stagna Santi personalizzata con il simpatico ed indovinatissimo pseudonimo “Gesub”, Lisa resterà in barca, mentre Gianluigi entrerà in acqua con alcuni clienti stranieri. Verso le 10, quando siamo pronti a salpare,  arriva Mimmo Roscigno con la sua moto. Non può scendere in acqua perché è raffreddato da giorni, ma viene in barca con noi a farci compagnia e … scattare qualche foto ricordo.

Il cielo continua ad essere coperto ed il mare resta calmo, anche se si inizia ad alzare un poco di vento. Arrivati a Punta Campanella, in superficie ci sono tante piccolissime meduse. Con nostra sorpresa c’è anche un gozzo con un signore intento a pescare i polpi in zona B dell’A.M.P.!

Gianluigi immediatamente lo riprende ed è difficile convincerlo ad andar via. Mi preparo e mi tuffo con Salvatore, l’acqua è torbida. Andiamo verso gli scogli profondi ed isolati che sono alla base del faro. C’è una grande rete professionale ancora in pesca nonostante l’orario per salparle sia già passato da ore. Fortunatamente dentro non c’è nulla. Dopo un breve giro risaliamo verso la parete a ridosso del faraglione. Il mio occhio si posa su un trio di sciarrani che puntano un polpo. E’ ben mimetizzato e non lo avrei mai visto senza le “sentinelle”. I pesci si allontanano disturbati dalla mia presenza, anche il polpo, sentitosi “scoperto” fugge via in una spaccatura profonda e più sicura.

Lascio qui il mio amico Salvatore a fotografare, mentre io mi sposto verso il  grottino dove ci sono gli Apogon imberbis, ma stranamente quando arrivo dopo qualche minuto di navigazione subacquea, lo trovo praticamente vuoto. Ci sono solo pochi esemplari nella parte più buia e remota della piccola cavità e non mi spiego il perché!

Torno indietro e allora mi dedico ad effettuare delle prove del nuovo giocattolo, provandolo sia in FX che in DX con discreto successo.

E’ ora di tornare in superficie, il computer mi segnala che posso risalire e così provo a scattare qualche foto alle meduse ed al macroplancton che è stato sospinto sotto costa dalle correnti marine. Non  ho gioco facile perché sono piccolissime e difficili da mettere a fuoco, hanno i tentacoli molto lunghi e la leggera risacca che c’è mi disturba abbastanza, facendomi venire il mal di mare.

Ritorniamo al diving e appena sbarcato a terra mi infilo direttamente sotto la doccia con la muta e la fotocamera tra le mani. Lavo tutto sommariamente, provvederò poi a farlo a casa. Assaggio qualche  dolcetto offerto dai miei amici e dopo averli salutati ed augurato una Buona Pasqua a tutti, mi metto in viaggio verso casa alle 13.  Non vado subito a pranzare, prima provvedo a lavare accuratamente le attrezzature, poi mi stendo sul divano per guardare le partite in tv ma inesorabilmente mi addormento dopo pochi minuti, rilassato e soddisfatto.

#53 Secca di Vetara con Mimmo e Rosario

Mi sveglio per mettere a punto la fotocamera e mentre eseguo l’operazione, ancora assonnato, mi sfugge dalle mani la mia Nikon D850 con l’obiettivo Sigma 15 mm montato!  La fotocamera effettua una capriola e “magicamente” riesco a riprenderla al volo! Mi si è raggelato il sangue! Mi riprendo e completo l’operazione in sicurezza. Appena pronto, scendo e vado in pescheria e alle 8:15 sono già sullo scooter. Ho montato le due batterie nuove nei flash ed ho lasciato la medesima configurazione di ieri mattina.

Oggi la temperatura è leggermente superiore, 16°C, si sta meglio anche se il cielo è nuvoloso. Arrivato al Punta Campanella Diving ci sono già Rosario e Mimmo che montano le loro fotocamere.  Anche Fabio e Gianluigi (con il Superdome appena lucidato da Rosario Scariati) effettuano la stessa operazione. Gianluigi completa le operazioni aspirando l’ariano la bocca dall’interno dello scafandro per mettere in funzione il sistema Vacuum. 

Sulla palafitta che ospita il diving, ci sono anche alcuni amici subacquei della vecchia guardia: Gennaro Caiazzo, Lorenzo Corcione e Vincenzo Coppola che approfittano per fare gli auguri di buon compleanno al mio papà.

Arrivano anche Antonio (che porta i cornetti caldi) e Nino. Siamo pronti alla partenza intorno alle 10 ma un’improvvisa telefonata costringe Antonio a scendere dal gommone per tornare immediatamente a casa.

Il mare è proprio calmo, la lunga navigazione è piacevole, anche se la temperatura è “fresca”. Arriviamo sul posto dopo una quarantina di minuti, la Secca di Vetara, in Zona A dell’A.M.P. Punta Campanella, sito poco frequentato dai subacquei. Quando siamo pronti per immergerci, inizia ad uscire un pallido sole. L’acqua dalla superficie sembra limpida e lo è veramente. Non essendoci mai stato prima, sono emozionato per la “scoperta” di un nuovo punto d’immersione.

Ci immergiamo ed andiamo in direzione degli isolotti de Li Galli. Dall’alto si vede una lunga spaccatura che sorvoliamo dirigendoci all’estremità della secca dove deve esserci uno strapiombo. Lo raggiungiamo e sulla parete verticale sciafila, le spugne gialle ed il coralligeno profondo dominano il substrato. Ci sono anche tante gorgonie gialle e rosse, anche se ancora parzialmente ricoperte da alghe.

Scendendo più a fondo si vedono degli scogli isolati sulla sabbia tutti ricoperti di Paramuricea clavata. Il posto è molto bello ma siamo ad oltre 50 metri di profondità. Il sito è notevole e merita sicuramente un’immersione programmata con una bombola aggiuntiva caricata con EAN 50%.

Durante la risalita, si vede un grosso pezzo di rete da pesca abbandonata, ma più in superficie ci sono anche tanti fili di nylon usati nella pesca a traina.

Mostro questi ultimi a Fabio che prontamente si occupa del loro recupero; mentre siamo impegnati ad effettuare la decompressione e a scattare i selfie ricordo,  Il prof. Roscigno intanto fotografa un vermocane prima di risalire in superficie.

Nonostante il sole, quelli equipaggiati con la muta umida hanno un discreto freddo, il primo di essi è Mimmo che ha bisogno di riscaldarsi con il rum che ha portato Rosario nella sua fiaschetta metallica. E’ così organizzato e meticoloso il mio amico, che tira fuori dalla sua borsetta anche un set di specifici bicchierini in acciaio per consumarlo. Sono le 11:30 e ritorniamo verso il porto; durante la navigazione il rum scorre a fiumi, deliziando il palato di tutti gli ospiti del natante. Fragorose poi sono le risate che l’impotente Rosario genera nel gruppo quando cade per due volte sulla sua fotocamera per distribuire il liquore a tutti.

Arrivati al diving mi spoglio prontamente. Saluto tutti e riporto a casa la muta stagna per farla asciugare per bene anche all’interno. Rosario deve rientrare a casa come me mentre Mimmo, che cambia obiettivo alla sua fotocamera, resta al diving per effettuare un imminente secondo tuffo a Puolo.

Che dire … ancora una bella giornata di mare con gli amici! A casa mi metto subito al computer. Mentre Lorenza cucina, io scarico le foto ed attendo che sia pronto il pranzo. Nel pomeriggio poi vado a salutare mio padre Enrico insieme alle mie ragazze per festeggiare con una torta gelato il suo 85° compleanno.

 

#52 Scoglio del Vervece con Fabio, Antonella e Nicola

La temperatura dell’aria alle 8 di mattina è freddissima, il display dello scooter segna 10°C ma c’è un bel sole. Passo per il garage e prendo la muta stagna in neoprene e mi dirigo a Massa Lubrense . Lungo il tragitto verso Marina della Lobra si apprezza ancora il  vento freddo che soffia da giorni, ma finalmente l’intensità è scemata. Arrivo al diving ed Andrea mi viene incontro e si prende cura della mia attrezzatura. Vado a parcheggiare ma quando ritorno al Punta Campanella Diving Center non c’è nessuno! Inizio a guardarmi intorno, in ogni angolo del diving ma dello staff non c’è traccia. Ipotizzo così uno scherzo ed indugio per capire da dove verranno fuori! Mi sovviene un dubbio … mica saranno andati al bar senza di me? M’incammino e sento le loro voci arrivare dal bancone … “Weeeeee, ma non mi avete aspettato? Mascalzoni!” … 
Sono di buon umore perché torno in mare dopo settimane, così approfitto per prendere un altro caffè e offrire la colazione ai miei amici.  Mentre ci prepariamo, arrivano anche Antonella e Nicola dell’associazione Jacques Cousteau.

Alle 9:30 partiamo su Marangone con direzione Scoglio del Vervece. Anche Gianluigi e Fabio sono equipaggiati con la fotocamera,  mentre Andrea accompagna  in acqua i due clienti americani.

Arrivati sul posto si vede subito che l’acqua è torbida. Mi vesto e mi tuffo con Fabio, appena entrato in acqua chiedo a Lisa di passarmi qualche piombo ma non le do il tempo di darlo che mi immergo per seguire Fabio. C’è corrente superficiale e scendo con difficoltà nei primi metri. Raggiungo Fabio sul fondo e raggiungiamo le gorgonie rosse, mentre Gianluigi si dirige nel blu in cerca di incontri interessanti. E’ fortunato perché  incontra un folto banco di ricciole e due aquile di mare.

Durante la prima parte dell’immersione incontro un grosso scorfano, poi un trio “cernia-musdea-murena” tutti fuori tana, ma non riesco a scattare in tempo. Inizio ad avvertire che il mio assetto sta cambiando rapidamente, so di essere troppo “positivo” a causa dell’errata pesata, mi mancano almeno 3,5 kg della piastra di acciaio che abitualmente monto sulla bombola quando uso la stagna!

Proseguo il mio giro ma ormai l’incombenza è l’assetto. Non sono più in grado di fotografare, sulla parete trovo un grande vermocane, poi finalmente incontro di nuovo Fabio che mi passa 2 kg dalla sua cintura. Termino i 7 minuti di decompressione e subito dopo risalgo in superficie,  mentre un barracuda “piantatosi” immobile davanti ai miei occhi, mi guarda consapevole di non poter essere disturbato dal sottoscritto, impegnato a controllare l’assetto negli ultimi cruciali metri della risalita. 

Tornati sul gommone, ce ne andiamo subito al diving; i miei amici usciranno in mare per un secondo tuffo, io invece lavo tutto e riporto a casa la muta umida che deve essere riposta in garage, mentre lascio quella stagna qui, con la speranza di poter tornare in acqua domattina con i miei amici Mimmo e Rosario.

Sistemo la mia attrezzatura con grande calma, alle 12 però sono sullo scooter per tornare a casa. Smonto la fotocamera e mi metto a guardare foto in attesa dell’uscita da scuola di mia figlia Lidia alle  13:30. Dopo pranzo ho una serie di servizi in sospeso da completare, in particolare alle 15:30 vado con mio fratello Arturo e mio nipote Enrico a disarmare barca al porto che ormai necessita del rimessaggio invernale.

 

 

 

 

 

#49 Punta Campanella con Mimmo, Franco e Gianpiero

Indosso la felpa rossa del Poseidon Team dopo aver chiuso lo scafandro Nauticam NA-D850 e scendo di casa. Sono le 8 e la temperatura mattutina è 21°C, sullo scooter è necessario proteggersi bene. 

Arrivo al Punta Campanella Diving dove l’attività è fervente. C’è tanta gente ed ho dovuto pregare Gianluigi di trovarmi un posto in barca oggi. Alcuni snorkelisti seguono le indicazioni di Fabio, mentre Andrea, Lisa e Vittoria sistemano le bombole sui gommoni. Mimmo è intento ad assemblare la sua fotocamera con i flash Isotta prestati da Franco Banfi, venuto da qualche giorno in vacanza a Massa Lubrense con Sabrina, mentre lui userà quelli Supe del professor Roscigno. C’è anche Gianpiero Liguori, venuto per fare qualche tuffo di allenamento in previsione della fase finale del Campionato Italiano di Safari Fotosub.

Usciamo su Marangone con direzione Punta Campanella. Il mare sul posto è abbastanza calmo, ormeggiamo e ci tuffiamo. Scendo subito e scatto qualche foto ricordo con Gianpy, ma anche a Mimmo e Franco con le loro attrezzature, prima di separarci. Non ho potuto scattare un selfie “terrestre” avendo montato il Nikonos RS 13 mm che può essere usato solo in acqua.

Mi dirigo subito sulla parete verticale dove ci sono le gorgonie gialle. Inizio a scattare con i flash OneUw appena rientrati da un upgrade tecnologico di software ed hardware. Avendo la possibilità di provare anche l’HSS (Hygh Speed Sync) mi fermo a scattare qualche immagine per capirne il corretto funzionamento, le potenzialità effettive e le opportunità da poter cogliere. 

Trascorro 60 minuti di grande relax subacqueo, raggiungendo i vari punti “notevoli” del posto. Recupero anche un “piombo” perso in una precedente immersione dai clienti del diving e me ne risalgo a bordo molto soddisfatto, dopo alcune settimane di intervallo di superficie.

Ritorniamo al Punta Campanella Diving e scarico la mia attrezzatura dal gommone; i miei amici invece sostituiscono le bombole, pronti per tornare in acqua. Saluto tutti e alle 12 sono già pronto per andare a casa. Mi aspetta il passaggio in pescheria e la preparazione del pranzo per le mie ragazze. Riesco a sbrigarmi rapidamente in pescheria ed inizio a cucinare guardando sull’ipad la partita della Juventus alle 12:30 per poi passare sul divano a guardare il GP di Russia di F1. I giri sulla pista al termine della corsa si riducono sempre più, mentre aspetto l’esito finale della corsa, attendo anche la risposta Whatsapp di mio fratello Arturo, per capire se riesce a liberarsi per un tuffo serale in notturna …

#47 Puolo

Adesso la giornata è bellissima ed anche il mare qui a Puolo è calmo. Dopo aver sostituito le bombole vuote con quelle cariche, siamo pronti a tornare in acqua poco dopo mezzogiorno. 

Scendo subito lungo la parete rocciosa seguito da Salvatore. Arriviamo fino alla punta del promontorio, anche qui l’acqua è limpida ed è piacevole apprezzare dall’alto il degradare del fondo, quel fondale che tante volte abbiamo sorvolato durante le immersioni notturne. Entro anche nella prima parte del grottino ma senza spingermi all’interno, non avendo i fari con me, prestati a Gianluigi per le sue video-riprese. Noto con grande piacere che ci sono molte piccole cernie, spero solo che le lascino crescere indisturbate per arrivare anch’esse a riprodursi. Lungo la parete trovo anche delle ossa di un volatile, probabilmente un gabbiano morto; erano in una buca e le ho tirate fuori per fotografarle. Probabilmente un polpo ne avrà consumato i resti portandoselo nella sua tana.  

Mentre ritorno al gommone, incontro Lisa con Felicienne che è intenta ad effettuare l’esercizio di condivisione dell’aria in assetto.  Raggiungo l’ancora e mi fermo a guardare le triglie ed i saraghi cercare qualcosa da  mangiare tra la sabbia smossa dalla stessa. Alla fine dell’immersione, quando sono già a bordo e svestito, mi segnalano la presenza di alcune meduse Cassiopea con i pesciolini simbionti. E’ troppo tardi, stiamo per salpare l’ancora ed andare via.

Al diving effettuo il rituale lavaggio delle attrezzature, saluto tutti e prendo appuntamento per l’indomani. Alle 14:30 sono a casa, provvedo a scaricare e ricaricare i flash, mangio qualcosina lasciatomi da mia moglie che nel frattempo è andata al mare con le ragazze e mi metto sul divano a guardare le qualifiche del GP d’Olanda di F1. Trascorro il resto del pomeriggio sempre incollato alla TV guardando la quinta serie de La Casa di Carta, in attesa del rientro delle mie amate donne. 

 

 

#46 Mitigliano

Oggi le condizioni meteo-marine sono proprio brutte, il cielo è nuvoloso e ieri sera c’è stata una tempesta di vento, con annesso allerta meteo per lo scirocco fortissimo.

Indosso il Kway, prendo lo scooter e vado a Marina della Lobra dove arrivo intorno alle 8. I ragazzi sono alle prese con le pulizie domestiche  e stanno asciugando e disinfettando i tavolini del diving.  Ben presto sopraggiungono Gianluigi e Rosy che hanno effettuato un pick-up da Sorrento ad alcuni clienti americani. 
Mentre Fabio inizia la sua lezione di snorkeling, Lisa provvede a spiegare la lezione odierna a Felicienne per il corso Advanced, mentre suo padre Salvatore è per la prima volta in acqua con la sua fotocamera.

E’ prevista una doppia immersione a Punta Campanella e Scoglio Penna, ma quando arriviamo sul posto,  doppiato il promontorio di Punta Campanella, ci sono onde alte e non è possibile proseguire. Ripieghiamo verso Mitigliano dove le condizioni del mare sono decisamente più favorevoli.
Mi tuffo da solo sulla punta, inizialmente mi dirigo sugli scogli più a Est e dopo un lungo giro, raggiungo lo “scalone” che protegge i tubi della condotta idrica di Capri.

L’acqua è limpida e la passeggiata è particolarmente piacevole. Non m’incontro con Salvatore, mentre raggiungo Lisa ed i suoi compagni, poco prima che “spari” il pedagno verso la superficie.  Gianluigi nel frattempo è andato a girare alcune scene video in grotta e viene recuperato nei pressi dello Scoglio della Castagna. Insieme a lui c’è anche Fabio con gli snorkelisti così come Andrea con i clienti che hanno effettuato il “Discovery”. Risaliamo a bordo ed iniziamo la navigazione verso la Cala di Puolo dove effettueremo la seconda immersione.

Mentre navighiamo velocemente verso la meta, Fabio di lontano avvista qualcosa muoversi sulla superficie dell’acqua … lo spettacolo è magnifico … una quindicina di delfini nuota tra le onde create da una veloce imbarcazione che sfreccia in direzione opposta alla nostra; immediatamente rallentiamo ed iniziamo a seguirli, mentre siamo all’altezza dello Scoglio del Vervece. Li osserviamo per qualche minuto saltare tra le onde, ma anche mostrarsi in evoluzioni e capriole al nostro cospetto, prima di proseguire la loro traversata verso il Golfo di Salerno.

Siamo tutti eccitati dall’incontro e, durante le operazioni di cambio delle bombole, a bordo non si parla d’altro. Nel frattempo è anche migliorato il meteo ed è comparso un bel sole caldo tra le nuvole.