Archivi categoria: NAUTICAM NA-D850

Secca dell’Ancora con Guido e Ciro

Mi alzo con il consueto mal di schiena, sono le 6:30 e vado a fare la colazione. L’attrezzatura è tutta pronta da martedì quando ho dovuto abortire un tuffetto notturno a causa dell’impossibilità di accesso “carrabile” ai miei luoghi d’immersione abituali. Alle 7:15 sono in auto e alle 8:20 sono a destinazione … Porto del Granatello. Ciro è già in barca mentre Guido arriva sul molo dopo aver parcheggiato l’auto. Faccio lo stesso dopo aver scaricato la mia attrezzatura direttamente a bordo. Il meteo è favorevole ma ben presto una nuvoletta fantozziana si posizionerà davanti al sole per impedirci di averne giovamento. Partiamo subito con direzione Napoli, ci fermiamo al largo di San Giovanni a Teduccio, dove Michele, il nostro accompagnatore odierno cala l’ancora.

Mi vesto solo allora, indossando la muta stagna, tenuta a riposo durante il periodo estivo. Scendiamo lungo la cima di ormeggio in un’acqua verde bottiglia. Arriviamo sul fondo e quasi subito ci imbattiamo nella enorme ancora adagiata in verticale sul fondo. Riuscire a riprenderla per intero è un’impresa, vista anche l’acqua torbida che impedisce l’utilizzo ottimale dei potenti flash elettronici. Tutto il substrato roccioso è ricoperto da gorgonie bianche e gialle, così come la catena che è ancora fissata all’ancora. Dopo qualche minuto iniziamo il nostro giro ad una profondità media di 15 metri, è un tripudio di eunicelle e castagnole, ma sono anche presenti alcune spugne molto colorate. Trascorriamo 80′ in giro sulla secca, tenendoci sempre a vista, fin quando, verso la fine dell’immersione, ci separiamo. Me ne torno così alla catena e di nuovo all’ancora per provare a fotografarla di nuovo. I miei amici mi cercano sott’acqua credendomi smarrito sulla secca, si sbagliavano, ero perfettamente orientato non avendo mai perso di vista i riferimenti che avevo preso quando siamo scesi. Mentre Guido sale a bordo, io termino la decompressione insieme a Ciro che mi mostra alcune riprese sull’enorme monitor, girate con la sua nuova foto-videocamera Nauticam GH5.

 

Risaliamo a bordo e mentre mi spoglio, ci viene offerto il caffè e qualcosa da mangiare … io preferisco il salato ma c’è anche il dolce! Avendo particolarmente gradito lo snack e l’immersione, chiedo una seconda razione di Ritz, provvedendo contestualmente a rimproverare Ciro per non aver provveduto anche all’aperitivo, visto l’orario! Ovviamente il sole esce dalle nuvole solo quando stiamo per arrivare in porto.

Alle 11:30 siamo già a terra, scarichiamo le attrezzature per riporle nell’auto, saluto tutti e mi rimetto in viaggio verso Sorrento. Mi accorgo inesorabilmente che è Domenica perchè c’è un gran traffico a Portici, a Castellammare di Stabia e sulla strada statale sorrentina, impiegando 90 minuti per raggiungere casa. 
P.S. il mal di schiena mi è passato …

 

Punta Lauro con Virgilio

Tutte le volte che non preparo con anticipo l’attrezzatura mi espongo a grande rischio … fortuna ha voluto che ci fosse in barca il mio amico Gianluigi, altrimenti avrei buttato alle ortiche l’immersione fotografica odierna.

Prima di andare al diving infatti sono andato di primo mattino in pescheria per assicurare il pranzo domenicale alla family, ho chiuso la fotocamera, lasciata nella stessa configurazione di ieri, non avendo avuto il tempo di cambiare oblò ed obiettivo in previsione di oggi. Malauguratamente mi accorgo solo mentre sono in acqua, in attesa che qualcuno mi passi la fotocamera, che c’è il tappo sull’obiettivo! La fortuna ha voluto che me ne accorgessi prima di bagnare lo scafandro e, grazie a Gianluigi anch’egli possessore di una Nauticam, è stato in grado di aprire lo scafandro, togliere il tappo e rimettere sottovuoto la fotocamera avendo a bordo anche l’apposita pompetta! Riesco così a fare comunque il mio tuffo con la mia Nikon D850 e 105 mm. L’acqua è molto sporca in superficie e c’è una intensa onda che agita il mare. Abbiamo ormeggiato a Cala di Puolo dove siamo ridossati, anche se in superficie l’acqua non è invitante a causa di una schiuma giallastra poco gradevole alla vista dei turisti. La visibilità è scarsissima, migliora leggermente in profondità, nell’acqua fluttuano meduse e … rifiuti. Seguo Virgilio che è più avanti di me e raggiungo la punta rocciosa della baia. Oggi non ci sono grandi presenze, una piccola cernia bruna ed alcune cernie dorate in livrea giovanile, mi concentro sulla roccia in cerca di soggetti, ma anche qui non trovo nulla che mi attragga particolarmente. Entro in una piccola grotta e qui invece vedo dei piccolissimi Re di Triglie ma è difficile metterli a fuoco perchè rapidamente si solleva sedimento dal fondo fangoso. Esco quasi subito e mentre vado in cerca di una grande famiglia di Apogon imberbis che vive sotto due grossi massi, un cliente venuto con noi in apnea mi chiama per essere fotografato … è un’impresa riuscire a “catturarlo” con il 105 mm! Raggiungo la tana degli Apogon e qui mi trattengo a lungo, fino allo scadere dei 60′ canonici. Risalgo in superficie ed il gommone è lontano … sono tutti a bordo e guardano in mare … penso stiano cercando me. Quando arrivo a bordo dopo aver segnalato la mia posizione, mi confessano che avevano quasi dimenticato la mia presenza in acqua! Torniamo alla base dove provvedo a lavare tutto, saluto i miei amici dopo una bella doccia calda, loro tornano in mare per la seconda immersione al Vervece, io me ne vado a casa per il “canonico” pranzo domenicale a base di pesce!

 

Scoglio del Vervece con Gianluigi & Staff

Le gocce di pioggia si addensano sulla visiera del casco ed il cielo è nero plumbeo, con l’orizzonte oscurato dalla pioggia visibile in lontananza a Napoli. Sono perfettamente cosciente di essere un po’ folle, ma il richiamo di quella infinita distesa fluida è irresistibile. Arrivo al Punta Campanella Diving alle 8:20 e non c’è nessuno, non sono sicuro che si possa uscire oggi non avendo avuto conferma tramite sms …  

mentre guardo l’orizzonte ecco arrivare Gianluigi. Andiamo a prendere un caffè e aspettiamo il resto dello staff. Vittoria e Lisa restano con noi, Linda invece ci saluta e torna a casa. Gianluigi mi conferma che oggi i clienti sono stati avvisati che non ci sarà immersione, ma noi approfittiamo per fare un tuffo da soli.

Nel frattempo comincia a piovere forte. Aspettiamo al riparo della tettoia del Paguro che smetta e iniziamo a prepararci. Alle 10 infatti il cielo si è liberato della maggior parte di nubi e fa capolino anche un tiepido sole. Decidiamo di fare una turnazione, scendiamo prima io e Gianluigi poi tocca a Lisa e Vittoria, noi attenderemo bagnati in barca in modo da evitare di far prendere freddo alle ragazze. Raggiungiamo la boa di ormeggio e ci immergiamo. L’acqua è pessima nei primi metri, molto peggiorata rispetto a ieri, come riferito dai miei amici. Fino ai 20 metri la situazione visibilità è critica, sotto i 30 metri migliora sensibilmente ed è qui che mi trattengo a lungo con la mia Nauticam NA-D850 equipaggiata con il 105 mm ed i flash Ikelite DS161. Inizio a scattare qualche foto agli Anthias anthias poi vado oltre sorvolando le gorgonie rosse in cerca di qualche soggetto interessante. In lontananza vedo un’aquila di mare che nuota planando verso il fondo, mi avvicino e nonostante la lente montata adatta, riesco a stento a metterla a fuoco a causa della scarsa luce e visibilità. Quando trovo un grosso scorfano rosso, mi fermo a fotografarlo per bene, effettuando anche qualche scatto in doppia esposizione. Incrocio Gianluigi che ha fatto il giro inverso dello scoglio e risalgo al limitare tra acqua torbida e quella pulita, dove stazionano i barracuda. I pesci preferiscono stare nel torbido così me ne vado in cerca di murene con gamberetti. Desisto immediatamente perché la visibilità è pessima e manometro e computer subacqueo mi suggeriscono che è il momento di risalire. Raggiungo la parete a 6 metri sotto la scaletta di approdo allo scoglio ed effettuo la lunga decompressione senza spostarmi per non sciupare aria, parzialmente “sprecata” a causa di una perdita continua al secondo stadio dell’erogatore che mi ha infastidito per tutta l’immersione.

Risaliamo sul gommone mentre Lisa e Vittoria scendono in acqua. Aspettiamo in barca il loro ritorno, chiacchierando amabilmente di photoshop e lightroom, con il sole che entra ed esce dalle nuvole. Durante il rientro ci ammazziamo dalle risate, con Lisa che ha gonfiato al massimo la sua muta stagna prendendo le sembianze dell’omino della Michelin!

 

Alle 12:30 siamo di nuovo al diving per una doccia calda e per sistemare le attrezzature. Saluto tutti e mi rimetto sullo scooter, soddisfatto per aver anche oggi “rubato” un’immersione in una giornata che prometteva tutt’altro! 

 

 

 

Pulizia dei Fondali a Marina di Cassano

Da qualche giorno ho un gran raffreddore che mi ha fatto dormire male, ma non è bastato a fermarmi nemmeno oggi. Infatti avevo un appuntamento da non mancare a Piano di Sorrento, la pulizia dei fondali organizzata dal Sindaco e mio amico Dott. Vincenzo Iaccarino in collaborazione con Marevivo e le altre associazioni di subacquei della zona, l’Associazione Jacques Cousteau e il Centro Sub S. Erasmo e la partecipazione a terra anche degli studenti dell’Istituto Nautico Nino Bixio. Il mio compito odierno è quello di documentare video-fotograficamente l’evento subacqueo, così ho portato anche la GoPro Hero7 insieme alla Nauticam NA-D850. Dopo lunghi preparativi finalmente alle 10:30 entriamo in acqua e ci restiamo fino alle 12, quando è previsto il termine delle operazioni, sorvegliate dalla Guardia di Finanza e dalla Guardia Costiera. L’acqua è pessima a causa della pioggia dei giorni scorsi, ma anche perchè i sub sollevano altra “polvere” recuperando i rifiuti dal fondo. 
Concludiamo le operazioni spogliandoci sullo stabilimento balneare Antico Bagno Nettuno che ci ha gentilmente ospitati e dove abbiamo consumato anche il pranzo. Anche oggi una bella giornata di mare!

 

Scoglio Penna con Edo e Gabriella

Sullo scooter si avverte chiaramente che l’aria del mattino si è rinfrescata. Oggi ho portato con me anche una coppia di bombole da ricaricare al diving, essendo al momento guasto il compressore della stazione di ricarica abituale a Sorrento; al momento infatti mi è impossibile uscire in autonomia.

Al diving c’è Edoardo e dopo un pò arriva Gabriella, ma ci sono anche Ivana, Chiara, Salvatore e tanti altri amici. I preparativi vanno un poco a rilento, finalmente usciamo con il gommone senza una precisa destinazione, essendo il mare agitato dietro Punta Campanella. Proviamo a guardare le condizioni meteomarine una volta arrivati sul posto, ormeggiamo allo Scoglio Penna dove c’è onda ma ci si può immergere. Anticipo tutto il gruppo per evitare di disturbarmi, scendendo subito sotto la boa di ormeggio. Qui recupero un telo mare rosa e lo consegno ad Andrea. L’acqua è limpida e si vedono i sub in superficie. Quando arrivano tutti passo attraverso il buco nella roccia e vado verso le gorgonie rosse, ma prima mi fermo a fotografare la famiglia di Apogon imberbis che vive nei pressi di una piattaforma rocciosa. La temperatura dell’acqua è confortevole e sento un gran senso di benessere, raggiungo Edo mentre di Gabriella non vi è traccia. Proseguo il mio giro fino a ritornare sugli scogli che sono sul pianoro roccioso dove ci sono le eunicelle. Una piccola cernia bruna si nasconde sotto una masso, mentre la seconda, più grande si allontana tenendosi a distanza. Vado a controllare lo spirografo ma lo trovo chiuso, forse a causa dell’acqua calda, poi torno nei pressi del buco dal quale sopraggiungono tutti i miei amici. Qui scatto anche io una foto con l’asciugamani al collo prima di risalire per ultimo a bordo al fine di non soffrire il mal di mare.  Una volta rientrati a terra scarico l’attrezzatura dal gommone e, dopo aver ripreso le bombole cariche, mentre tutti gli altri si preparano per tornare in acqua al Vervece,  me ne vado a casa perchè ho del lavoro arretrato da concludere.

Dopo pranzo, mentre mi godo la Pole Position di Charles Leclerc nel  GP di Singapore, ricevo una piacevole telefonata da un numero non presente nella mia rubrica  … 

 

Banco di Santa Croce e Punta Campanella con Olgiata Diving

La sveglia suona prestissimo,  vado subito a fare colazione, stacco le batterie messe sotto carica per la notte e preparo la fotocamera montando il Superdome. Alle 7:30 sono già sullo scooter per raggiungere i miei amici romani al Punta Campanella Diving. Oggi andiamo al Banco di Santa Croce e bisogna muoversi in anticipo per arrivare sul posto prima di altre barche, così alle 8 siamo già tutti presenti per iniziare le operazioni di vestizione. Max, Franco e Francesca arrivano con le fotocamere pronti per una nuova sessione fotografica. Alle 8:30 siamo già in viaggio verso Vico Equense, la navigazione procede veloce con il mare calmo, ma con un cielo nuvoloso che attenua la luminosità. Ormeggiamo e ci tuffiamo in acqua, la visibilità non è ottimale, un amico mi raccontava di una eccellente visibilità ieri, ma questo posto è così, prendere o lasciare! Scendo insieme ai mie tre amici sulla Savalia savaglia poi li porto un poco in giro ad ammirare le bellezze del posto. Cernie, castagnole, donzelle, saraghi ed occhiate sono dappertutto, ci sono anche le alici che sono sotto attacco dei tonnetti. Vediamo anche un’aquila di mare ma all’improvviso si accende la spia rossa sulla fotocamera. Segnalo il problema ai miei amici, li affido a Lisa ed Andrea e me ne risalgo subito sopra. Poso la fotocamera a bordo nonostante la luce sia tornata di nuovo verde e scendo di nuovo ad assistere fotograficamente agli scatti di Max e Francesca, guidandoli passo passo anche nelle inquadrature. I progressi sembrano essere evidenti ed i ragazzi sono contenti. Quando ormai è ora di risalire ci raduniamo sotto la barca per la decompressione, Edoardo mi segnala disperato di aver visto un tonno enorme puntare per tre volte  verso di lui azzannando acciughe, ma di non esser riuscito a scattare la foto da National Geographic a causa delle impostazioni dell’autofocus. Una volta a bordo anche Andrea mi conferma di aver visto un bestione di oltre due metri frecciare al suo fianco in frenesia alimentare. Maledizione, mi sono perso una scena fantastica. Non importa, sono felice di aver contribuito all’addestramento dei due allievi fotosub. Al nostro gommone nel frattempo si è affiancato quello del Bikini Diving sul quale ci sono un gran numero di amici, tra i quali Francesco Rastrelli e la donna degli squali Eleonora De Sabata. Salutiamo tutti e ritorniamo al diving. Mentre gli altri cambiano le bombole per il secondo tuffo, io mi dedico a controllare la mia fotocamera, apro lo scafandro e sembra tutto in ordine, non comprendo cosa possa essere successo ma nel dubbio la lascio a terra per la prossima immersione. Vittoria gentilmente ha provveduto a sostituire la bombola e così siamo pronti di nuovo a partire, ma il cielo si è annuvolato ancora di più ed anche il mare è più mosso. Andiamo a Punta Campanella e ci tuffiamo sul pianoro sui 20 metri, qui iniziamo a scattare qualche foto ai saraghi fasciati che sono all’ombra di un enorme masso, poi li conduco al grottino con una grande colonia di Apogon imberbis, infine raggiungiamo il faraglione dove ci dedichiamo a fotografare le margherite di mare. Terminiamo così l’immersione e raggiungiamo la base, appena a terra inizia pure a piovere. Sistemo le attrezzature ma appena smette la pioggia saluto i miei amici, salto il pranzo e torno subito a casa con lo scooter. L’appuntamento con i miei amici fotosub è per la cena organizzata da Rosy, dove sarò in con loro in compagnia della mia famiglia. 

Tunnel e Grotta dell’Isca con Olgiata Diving

Solo una breve sosta dopo la prima immersione, immediatamente ripartiamo alla volta dello Scoglio dell’Isca. Il mare è un poco più agitato adesso, perchè si è alzato il maestrale. Arrivati sul posto mi tuffo in anticipo e aspetto i miei amici, Lisa si è già avviata con i suoi clienti all’interno del tunnel e poi nella grotta. Noi ci raduniamo in superficie e scendiamo attraverso l’ampio ingresso. La visibilità non è ottimale come sembrava, i saraghi sono dentro la grotta anche oggi. Iniziamo a scattare delle foto ma quasi subito poso sul fondo la mia fotocamera per assistere Max e Francesca intenti ad effettuare alcune prove che avevamo concordato. Dopo un poco però li invito a seguirmi per andare nella grotta dove infatti troviamo Lisa che è salita in superficie a mostrare le stalattiti che sono presenti sulla volta emersa. Facciamo lo stesso e proviamo a scattare una foto ricordo anche vicino alla stalattite immersa nell’acqua, poi usciamo all’esterno della caverna per tornare nel tunnel.  Mentre Gianluigi inizia ad immergersi in apnea passando attraverso le “finestre” del tunnel, noi riprendiamo la sessione di allenamento, prima di risalire a bordo del gommone. Fa lo stesso anche Francesca Chiodi che si immerge in apnea all’esterno della grotta per farsi scattare qualche foto. Ritorniamo alla base affamati, è tempo di sedersi a tavola per mangiare qualcosa … trascorriamo così un’oretta, amorevolmente ricordando gli incontri fortunati dei nostri ultimi viaggi. Al termine io me ne torno a casa, ma prima di andare via mi faccio coraggio chiedendogli una foto ricordo!

Loro sono pronti ad andare in acqua per il terzo tuffo giornaliero, senza compiti specifici, andranno a Punta Campanella ed è il caso di godersi l’immersione!

Scoglio Penna con Olgiata Diving

Grazie ad un improvviso-forzoso cambio di programma, ho lavorato questa settimana il lunedì e il martedì (nei quali era previsto che dovessi essere in ferie). Non potendo più annullare le stesse giornate perché già contabilizzate, le ho solo spostate ad oggi e domani. Così me ne sono andato a fare immersione a Massa Lubrense dai miei amici del Punta Campanella Diving. La fortuna ha voluto anche che fossero presenti da ieri a Marina della Lobra, i miei amici Franco e Francesca dell’Olgiata Diving, con il loro allievo Max Gazzè,  venuto per trascorrere qualche giorno di relax in costiera, libero da impegni musicali. In realtà sapevo del loro arrivo, ma li avevo avvisati che ci saremmo visti solo in serata, essendo impegnato per lavoro.  L’imprevisto mi ha così consentito di trascorrere una bella giornata con loro.
Sono arrivato infatti al diving con lo scooter alle 8:30 dopo aver cambiato la batteria al Vacuum System della mia Nauticam NA-D850, equipaggiata con minidome Saga Dive, Sigma 15 mm e i flash Ikelite DS161. 
Andrea mi accoglie con la sua solita simpatia, inizio a sistemare l’attrezzatura quando arrivano i miei amici romani. Ci prepariamo e saliamo a bordo del gommone. Selfie di rito con Gianluigi che si diverte a farmi perdere l’equilibrio accelerando e decelerando all’improvviso. Raggiungiamo lo Scoglio Penna dove ancoriamo. Max e Francesca approfittano della mia presenza per smanettare un poco con le loro fotocamere ed io mi dedico con grande piacere a loro. Effettuiamo un classico giro dello scoglio passando per il buco, raggiungendo le gorgonie, fino ad arrivare alla punta sud dove stazionano abitualmente i barracuda. Oggi ci sono anche tante alici e si vedono i tonnetti sfrecciare dietro di loro per catturarli. Terminaiamo l’immersione e torniamo al diving, solo il tempo di sostituire le bombole e dopo una mezz’ora siamo già in partenza per il secondo tuffo! 

Scoglio Bianco con Domy e Umberto

Ci ritroviamo tutti al diving, carichiamo le attrezzature in auto e ce ne andiamo ancora una volta allo Scoglio Bianco. La speranza è sempre quella di “beccare” la murena orientale. Aspettiamo le tenebre ammirando il tramonto in spiaggia, vestendoci lentamente. 

Quando finalmente il buio è calato sulla spiaggia, scendiamo in acqua ed iniziamo la nostra ricerca. Anche stasera la creatura aliena non si fa vedere da me e Domy. Umberto invece riesce a vederla per qualche attimo prima di infilarsi dentro la profonda fenditura nella quale l’abbiamo vista la prima volta. Proseguiamo la nostra immersione dirigendoci verso la discesa sabbiosa. Quasi subito vedo sfilare un grosso trigone a circa tre metri da me, riesco a fotografarlo ma non ad avvicinarlo perchè si dilegua rapidamente nel buio.  Durante l’immersione troviamo una bella torpedine ocellata, tanti pesci pappagallo addormentati ed un Umbraculum mediterraneum sulla sabbia., poco prima di terminare l’immersione. Risaliamo in superficie in cerca delle aguglie ma oggi non ce ne sono.

 

Termina così la mia vacanza fotografica subacquea nelle acque della Calabria ionica. Lidia è in spiaggia con il resto delle famiglie, una volta pronti e rivestiti, ce ne andiamo tutti insieme al pub a mangiare un panino. La birra non manca, così come le allegre risate e gli sfottò, ingrediente immancabile in una permanenza al Ficarella Diving Club! L’indomani siamo in auto pronti per tornare a casa, abbiamo da festeggiare il 18° compleanno di mio nipote Enrico, senza questo appuntamento obbligato, la nostra vacanza si sarebbe prolungata ancora di qualche giorno. No problem, tanto torniamo appena possibile durante l’inverno!

 

Bettolina di Lazzaro con Domy e Umberto

Solita sveglia alle 7, appuntamento con Domy e Giuditta alle 7:30 per la prima colazione al bar, immancabile l’assaggio della “canna alla crema” e del caffè, poi ci fermiamo  ad un successivo bar per prendere la colazione anche a Lidia e alle ragazze.
Alle 8:30 siamo tutti al diving ed alle 9, dopo un breve trasferimento in auto, siamo già in acqua. Un colpo di fortuna ci ha fatto trovare subito il parcheggio in una zona molto frequentata da bagnanti, proprio nei pressi della scaletta di pietra che ci porta al mare.

Domy è “folgorato” dalla bellezza della mia fotocamera Nauticam NA-D850 e non resiste dal baciare l’enorme Superdome, invidioso delle dimensioni rispetto al suo 😂🤣… Scendiamo in un’acqua cristallina fino a 45 metri dove si vede la sagoma del relitto parzialmente insabbiato nella parte che guarda la costa. Raggiungiamo prima la poppa poi passiamo lungo la murata osservando all’interno delle lamiere dove si nascondono alcune musdee avvolte da nuvole di castagnole rosa.
La permanenza sul relitto, una bettolina tedesca lunga 80 metri, è breve, risaliamo infatti dopo aver raggiunto la prua con 12 minuti di decompressine da effettuare. In risalita incontriamo molti pesci pappagallo, anche in fase giovanile, alcune piccole cernie dorate e gli immancabili  latterini predati dalle ricciole. Alle 1030 siamo già fuori dell’acqua e alle 11 siamo di nuovo al diving per ricaricare le bombole per la serata.

 

Tonino ci porta una scatola di gelati Liuk per farci ingannare l’attesa e mi tocca mangiarne due per evitare che si sciolgano invano!
Appena terminato me ne torno in hotel da Lidia che nel frattempo è andata al mare con Rebecca e Gaia, proseguo così la mia mattinata con lei prima di andare a pranzo. Stasera comunque si torna in acqua per l’ultimo tuffo prima di partire.