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#7 Marina Grande – Immersione Notturna

Oggi la temperatura è primaverile, ci sono 17-18°C e splende un gran sole. Anche il mare è calmo … tutto converge … 
Rientrato a casa, completo le incombenze burocratiche lavorative di fine mese e prendo la pile cariche dai caricabatterie, inserendole nei faretti. Attendo che faccia buio e alle 18:45 scendo da casa, alle 19 sono già al porto di Marina Grande di Sorrento.

Questa volta ho trovato posto per parcheggiare sul molo e quindi mi immergerò sul lato destro dello specchio d’acqua. Mentre mi vesto mi passa a salutare Gaetano con Raffaele, pescatori del posto, che mi conoscono fin da bambino. Oggi non ho chiamato il mio amico d’infanzia Antonio, non volevo disturbarlo anche stasera, lo lascerò pescare tranquillamente, sicuramente sarà lì sul posto!

Ho deciso di andare sulla banchina anche perché al mio ritorno verso le 20, verrà Antonio Mario con suo figlio Thomas per aiutarmi all’uscita a salire dalla scaletta di pietra, ma anche per ritirare qualche roccia che raccoglierò per l’acquario marino appena installato nell’ufficio di sua moglie Cinzia.

In quindici minuti sono pronto ed entro nell’acqua abbastanza limpida, c’è una ma leggerissima risacca. Nuotando in superficie , vedo alcuni piccoli cefali a pelo d’acqua sotto pontile metallico. Mi immergo e scendo verso il centro della scarpata fangosa, mantenendomi lontano dal pontile dove ci sono alcuni pescatori, per non disturbarli.

Anche stasera ho montato il Sigma 15 mm con il minidome sulla Nauticam NA-D850, sperando in soggetti “XXL” da fotografare, invece la serata è povera di incontri interessanti.
Una piccola seppia, una grande triglia Mullus surmuletus, una bella attinia Andresia partenopea, un serpente di mare Ophisurus serpens, un pesce lucertola Synodus saurus, un piccolo Octopus vulgaris, ed infine un tordo pavone Symphodus tinca addormentato sotto alghe rosse Asparagopsis armata.

Sono ormai sulla via del ritorno, alla base della scogliera riesco ad individuare un piccolissimo pesciolino mimetizzato sul fondo … è un piccolissimo esemplare di Capone ubriaco Chelidonichthys lastoviza   o Capone gallinella Chelidonichthys lucerna, la cui identificazione nell’immediato mi sfugge, non avendo mai visto un esemplare così piccolo. Inizio a scattare e provo a farlo spostare per vedere il colore interno delle pinne pettorali, Si nota un colore giallo che non ho mai visto prima ma la colorazione e forma del muso e del corpo mi suggeriscono che sia un Capone ubriaco (poi confermato dal mio amico biologo Fabio Russo quando gli ho girato le foto). Essendo molto piccolo, ho modificato le impostazioni della fotocamera in DX per ingrandirlo un poco. Per renderne poi le dimensioni, prima di salutarlo, lo sollevo con i guanti per mostrarne le reali dimensioni.

Sempre nei pressi della scogliera vedo un Gronco Conger conger in caccia tra gli scogli ed una oloturia con un mozzicone di sigaretta sul corpo. Termino l’immersione sotto la banchina dove c’è un tappeto di attinie Anemonia sulcata. Quando tiro fuori la testa dall’acqua, proprio sotto la scaletta, trovo i miei amici ad attendermi da una mezz’ora. Sono infatti le 20:30 quando mi aiutano prendendo le bombole e la zavorra per risalire l’alto gradino con una energica pinneggiata. Mentre mi spoglio e sistemo l’attrezzatura, nel riporre il computer subacqueo, mi accorgo di aver effettuato le ultime due immersioni notturne con impostato un gas Nitrox 32%,  ma data la mia lunga permanenza a basso fondale non comporta nessun  problema.

Completate le operazioni passiamo tutti insieme per l’ufficio di Cinzia a posare le pietre raccolte. Le sistemo nell’acquario alla meglio, poi scappo via, per non sforare il coprifuoco delle 22, visto che siamo sempre in zona arancione. Arrivo tranquillamente in orario, inizio a lavare l’attrezzatura e la metto ad asciugare. Stasera comunque ho dato il mio minimo contributo alla pulizia del mare, gli occhiali sono stati recuperati per essere cestinati. 

#6 Marina Grande di Sorrento con Antonio e Thomas – Immersione Notturna

La mattinata di lavoro inizia a Pompei ma già lungo la strada statale sorrentina, che percorro quotidianamente, il mare oggi non è visibile … c’è una nebbia (caligo o nebbia di avvenzione) fitta come in val padana.
Anche al mio rientro a casa c’è ancora tanta foschia ed umidità, mi fermo così un attimo lungo la strada per scattare una foto, prima di raggiungere casa. Stasera ho un appuntamento importante, accompagnerò due miei amici ad un battesimo …

Alle 18 scendo a Marina Grande, i miei amici sono già sul posto e vestiti di tutto punto … Antonio Mario e suo figlio Thomas hanno indossato le mute da apnea già a casa e sono scesi con lo scooter portando con se le fotocamere subacquee. Stasera vorrei provare ad andare a destra della spiaggia, ma non trovando spazio dove parcheggiare l’auto, devo ripiegare nel solito posto dove il mio amico pescatore Antonio Ferola è già in azione.

Sono equipaggiato ovviamente con Ara, mentre gli apneisti effettueranno la loro prima immersione in notturna. Ho montato il minidome con dentro il Sigma 15 mm ed i flash OneUW sulla mia Nauticam NA-D850.

I miei amici entrano in acqua prima di me, mentre mi preparo loro approfittano ancora di qualche ultimo raggio di luce solare. Quando entro in acqua noto una grande quantità di schiuma sull’acqua, inoltre in alcuni punti, si affonda fino al polpaccio. La sabbia dell’arenile sembra esser stata smossa per allargarne la superficie disponibile a servizio dello stabilimento balneare e l’operazione ha creato uno squilibrio enorme che ha anche reso l’acqua interna al porticciolo di un bianco latte. C’è la luna piena ma è oscurata dalle nuvole.

Stasera non gira nulla di interessante sul fondo, solo un pagello fragolino che scappa subito, poi un’Alicia mirabilis ma sollevo un polverone arrivando dall’alto. Tanti rifiuti, una stella corazzata in uno pneumatico, cammino velocemente fino ad arrivare sotto l’Hotel,  qui mi fermo a fotografare le bellissime alghe rosse, inizio a rientrare sotto la scogliera dove incontro Antonio e Thomas.  
Poco altro ancora, solo alcuni piccoli paguri equilibristi su un pasturatore da pesca, ed ancora mattonelle e rifiuti vari, persino un  pupazzetto e nulla più. 

Una delle serate più negative, ma sono contento di aver battezzato i miei amici per la loro prima immersione notturna, immortalando l’evento con una buffa fotografia. 

Torno a casa per le 20:30, mentre lavo l’attrezzatura squilla il telefono del mio amico Gianfranco Capodilupo che mi segnala  l’utilizzo foto non autorizzato di alcune foto scattate l’altra sera … 
che dire, non c’è mai fine al peggio! Buonanotte!

Bagni della Regina Giovanna con Gianfranco

Il meteo splendido di questi ultimi giorni, con sole intenso e mare calmo, mi ha stimolato particolarmente a mettere in atto un progetto che avevo in mente da svariati anni. Grazie alla complicità del mio amico Gianfranco Capodilupo, grande fotografo professionista, ho potuto effettuare alcuni scatti a mezz’acqua con la sua compagnia ed assistenza presso il Bagni della Regina Giovanna, al Capo di Sorrento.
Mi sono divertito tantissimo, unico neo della serata, la grande umidità dell’aria con annessa foschia presente oggi, che ha completamente oscurato il panorama e “sbiancato” il cielo.

Grazie mille amico mio, spero di non averti fatto prendere troppo freddo! Senza di te non avrei mai avuto il coraggio di scendere fin giù con tutta quella roba pesante che mi porto appresso abitualmente! 

#5 Banco di Santa Croce con Bikini Diving

“Color color, quale color?” recitava un gioco che facevamo da bambini, stringendo tra le dita con un foglio di carta multicolore … siamo quasi nella stessa situazione con il colore delle regioni che cambia in funzione dell’evoluzione dei contagi da Covid-19.
Da domani infatti si passa dalla zona gialla a quella arancione e non sarà più possibile muoversi fuori dal proprio comune di residenza.
E’ una occasione da sfruttare assolutamente, così dopo aver allertato ieri sera Giulia per conoscere orario e disponibilità in barca, stamattina ho messo la sveglia alle sveglia 6:30 per andare al Bikini Diving.

Alle 7:45 sono in auto, il display segnala 7°C di temperatura, parto con direzione Marina di Stabia e lungo la strada trovo un automobilista intento ad una lunga telefonata che non riesco a sorpassare fino a Vico Equense. Alle 8:30 come da appuntamento, sono al parcheggio del diving, saluto “a distanza” tutti i subacquei ed amici, tra questi c’è anche Lello Pisani, Francesco Cortese e Marco Panico. La giornata è splendida con sole brillante, una temperatura di 16°C ed un  mare calmissimo.

Prepariamo l’attrezzatura in grande comodità, offerta dalla organizzatissima struttura logistica. A Pasquale chiedo una bombola  caricata a Nitrox 32% e subito riprogrammo il mio computer Perdix, inizio ad assemblare la fotocamera, oggi equipaggiata con  il minidome ed il Sigma 15 mm, con i flash OneUW che non ho ricaricato perché non necessario.

Arriviamo sul punto dopo qualche minuto di navigazione, aspetto che tutti siano in acqua e poi mi immergo, la mia bombola è a prua mentre io sono posizionato a poppa del gommone per tenere in salvo la fotocamera.

L’acqua è verde come previsto, la visibilità infatti è problematica. Non è il caso di andarene in giro tra le secche del Banco di Santa Croce, ma resterò su quella principale. Pasquale, Bruno ed altri sub sono attrezzati con con i Rebreather e vorrei scattargli qualche foto se riusciamo ad incontrarci sott’acqua. Scendo ed entro subito nella grotta dal lato di “Terra”, scatto qualche foto sfruttando la lampada accesa da un sub intento ad entrare anche lui nello spacco. Mi allontano percorrendo la grotta in senso inverso al solito e fuoriesco dal lato “Napoli”, voltando subito a destra per raggiungere la foresta di Savalia savaglia. Mi fermo poco sul posto, nonostante i polipi delle gorgonie siano tutti aperti, le condizioni di luce e visibilità sono pessime. 

Proseguo il mio giro in senso orario fino a raggiungere le spugne Axinella, lungo il percorso vedo qualche piccola cernia. Le margherite di mare sono anch’esse con i polipi espansi al massimo così come le gorgonie gialle.
Giro sul “cappello” a lungo in cerca di qualche cernia, ma non ce ne sono, in inverno se ne sono andate tutte a rintanarsi più a fondo. Dopo 60 minuti sono pronto a terminare l’immersione senza la necessità di effettuare la decompressione ed è piacevolissimo. Prima di risalire, approfitto per un selfie subacqueo con Lello e Pasquale.

Una volta salito sul gommone, ho modo di apprezzare il piacevolissimo calore del sole, con il mare fermo come l’olio. Mentre aspettiamo il rientro dei subacquei tecnici, in lontananza si vedono alcuni delfini nuotare in superficie.
Mentre ritorniamo in porto al termine dell’immersione, un piccolo aereo da turismo effettua tre passaggi sul nostro gommone a bassissima quota, si riesce a persino vedere il pilota.
La giornata è piacevolmente conclusa con il lavaggio delle attrezzature, operazione effettuata con mia grande felicità in situ, risparmiandomi di farlo a casa. Prima di andare via, ricevo il calendario 2021 dei Carabinieri Subacquei dal mio amico Marco Panico.

Saluto tutti e mi metto in auto alle 12:30. Essendo l’ultimo giorno di “libertà” per molti, oggi c’è un gran caos per strada, con traffico sulla statale che porta verso Sorrento.

Impiego un’ora per arrivare a destinazione, il doppio del dovuto; passo in garage a stendere il “bucato” ed arrivo a casa alle 14. Sono affamato e divoro il pranzo preparato da mia moglie, dopo un bel caffè vado a fare la doccia prima di andare a nanna.
Sono contento, proprio una bella giornata!

 

#4 Marina Grande – Immersione Notturna

Dopo giorni di freddo intenso, oggi è iniziata una giornata magnifica, soleggiata e con una temperatura dell’aria di 16°C che induce a spogliarsi degli abiti pesanti invernali. In realtà, nonostante il cielo sereno, nella mia mente si affollano nuvole che tardano a diradarsi … Non conoscendo metodo alternativo per dissiparle … metto in atto il piano di “escape” preimpostato nel mio cervello! 

Torno a casa e stacco le batterie messe in mattinata a ricaricare, chiudo la fotocamera senza cambiare nulla dell’assetto fotografico dall’ultima immersione e mi preparo ad uscire. Invio un messaggino al mio amico Antonio e concludo le ultime operazioni lavorative al termine della giornata.

Vado al garage e carico l’automobile, alle 18:30 sono a Marina Grande dove il mio amico è già impegnato a pescare. Sistemo l’auto ed inizio a vestirmi, la temperatura adesso è 10°C e mi accorgo di aver perso il guanto sinistro, forse a casa o in garage. Poco male, ne faremo a meno. Quando entro in mare c’è di nuovo una bassissima marea che mi costringe ad effettuare un tragitto più lungo con le bombole sulle spalle prima di riuscire a galleggiare.

L’acqua è sporca dentro il porticciolo ed anche al di fuori. Sulla scogliera ci sono alcuni pescatori con le canne, per non disturbarli, me ne vado immediatamente in profondità dirigendomi sul lato destro, in modo da non intercettare le esche che sono in acqua. Sul substrato trovo una bella stella cuscinetto, poco più avanti, la sagoma inconfondibile di uno Zeus faber. Sembra lo stesso esemplare dell’altra sera, o almeno le dimensioni sembrano simili. Questa volta il pesce ha appena mangiato ed è “appesantito” dal pasto, il che lo rende un poco più tranquillo rispetto alla sera precedente. Incredibilmente però mi viene incontro all’obiettivo, avvicinandosi anche troppo. L’obiettivo 60 mm anche questa volta non è adattissimo, provo ad effettuare degli scatti ad lunga esposizione ma il soggetto troppo grande non mi aiuta nella realizzazione. Me lo perdo nel fango sollevato per girargli intorno e proseguo ancora per un po’ in profondità, fino a raggiungere la base di una boa. Lungo la gomena che risale verso la superficie c’è una brandello di rete che continua a pescare. Tra le sue maglie infatti c’è un sarago maggiore ormai morto, in iniziale stato di decomposizione. E’ un’immagine di una tristezza infinita, vedere svanire la vita di un pesce inutilmente, senza essere recuperato per essere consumato.

Recupero una maschera abbandonata sul fondo ed inizio la risalita. Sorvolo un pesce serpente, incontro un anellide polichete e poi un grosso paguro con le attinie. Effettuo un percorso diretto verso il punto dove è in pesca il mio amico Antonio, qui trovo una seppia che è circondata da decine di misidiacei. Guardo verso l’alto e vedo la luce esterna e capisco di essere nel posto giusto per poter cercare qualche esca artificiale e recuperarla. Ne trovo una diversa dalle altre, praticamente nuova e dal colore cangiante, lo metto nella tasca della muta prestando attenzione a non forarla ed inizio il rientro a basso fondale. Mi diverto a scattare foto a qualche scorfanetto, ad un tordo addormentato tra le alghe, ad uno scorfano rosso e poi a paguri e granchi sempre abbondanti sulle rocce della scogliera. All’interno del porticciolo invece, ritrovo forse la polpessa dell’altro giorno. La seguo mentre si sposta sulla sabbia in cerca di un nascondiglio.

Termino l’immersione con la mano sinistra ghiacciata e con Antonio che si è distratto e non mi è venuto incontro! Esco dall’acqua e lo richiamo all’ordine … era intento a recuperare un calamaro che ahimè gli è sfuggito. Mi assiste nelle operazioni di vestizione mentre sopraggiunge anche il mio amico Salvatore, un pescatore della marina. Approfittiamo così per fare il nostro autoscatto rituale, coinvolgendo anche lui. Tiro fuori dalla tasca l’artificiale ed Antonio subito lo riconosce! E’ quello acquistato dal nostro comune amico d’Infanzia Roberto che da qualche settimana non è a Sorrento causa lavoro e nell’ultima serata di pesca trascorsa aveva perso l’attrezzo acquistato in oriente durante il suo ultimo viaggio di lavoro. Antonio subito prende il telefonino e scatta una foto da inviare con un messaggio a Roberto, io nel frattempo sono pronto per rientrare a casa.

Sono le 21 e devo sbrigarmi, ho da sistemare l’attrezzatura ed andare a guardare la puntata di Masterchef insieme alla mia family. Ovviamente, mi è venuta una gran fame e concludo la cena con le ottime brioches con gocce di cioccolato, preparate da mia figlia Lorenza. 

Sono soddisfatto e felice, il metodo “nuvolo-diradante” è collaudato e sempre efficace, ma la cosa più interessante è che ciò crea anche una “dipendenza” che non ho nessuna intenzione di combattere! Buonanotte!

#3 Marina Grande – Immersione Notturna

Ho trascorso una notte insonne, con mille pensieri ad affollare la mia mente, alla fine è quasi un sollievo ascoltare il suono della sveglia. Mi vesto, faccio la prima colazione e me ne vado a lavoro a   Castellammare di Stabia. La giornata è bellissima con una temperatura dell’aria di 12°C, notevolmente più alta dei giorni scorsi, sferzati da Burian che ha fatto cadere fiocchi di neve anche a Sorrento. Il mare è calmo e tutto lascia intendere che anche la serata sarà ugualmente gradevole. Affronto la giornata con la speranza di essere in buone condizioni fisiche anche di serata, quando vorrei andare in acqua a controllare la salute del mio mare sorrentino. 

Quando rientro a casa, nulla è cambiato e quindi posso pensare di organizzarmi. Preparo la fotocamera Nauticam NA-D850 con il 60 mm ed i flash OneUW, ma non li ho ricaricati dall’ultima immersione, hanno ancora sufficiente energia. Chiudo la fotocamera e vado al porticciolo di Marina Grande alle 1830. Il mio amico Antonio non è potuto venire, impegnato per lavoro, ma al telefono mi promette di venire ad assistermi al mio rientro. Mentre mi vesto, vedo il cielo rannuvolarsi, con il probabile arrivo della pioggia. Inizia anche a salire un poco di vento che inizia ad agitare il mare.

Completo la vestizione e mi immergo, l’acqua è molto torbida e la marea è molto bassa, costringendomi ad un lungo tragitto con le bombole in spalla. Subito incontro un grande paguro, in questa zona avevo visto l’alcionario Alcyonum palmatum ma la mia ricerca è vana. 

Sul pendio fangoso trovo un bel polpo di rena, Octopus dephilipii, dai lunghi tentacoli, poi una murena in una nassa e finalmente il primo San Pietro dell’anno! Vicino ad un ramo è situato un piccolo esemplare di Zeus faber. Mi avvicino ma è stranamente nervoso, scatta via senza nessun mio movimento fuori posto, non si lascia aggirare come mi accade di solito. Dopo poco me lo perdo nel momento nel quale decido di utilizzare la lente macro SMC avvicinandomi più del dovuto. La serata prosegue con un bel sarago maggiore, una attinia Andresia partenopaea, un pesce serpente e poi il gioiello della serata!

Dopo lunghi anni nei quali sono mancati gli avvistamenti, ritrovo il raro celenterato Aracnanthus oligopodus dalla inconfondibile bandeggiatura dei tentacoli. Si tratta di un piccolo esemplare che si staglia di poco dal substrato fangoso nel quale vive e si ritrae durante il giorno. Scatto una serie di foto fin quando la luce delle lampade non lo fa richiudere su se stesso e ritrarsi nel sedimento. Sono emozionato, ogni volta è la stessa emozione, simile forse a quella di mio padre Enrico che oltre 50 anni fa ne segnalò per la prima volta la presenza nelle nostre acque, scattando una foto “epica” che mobilitò studiosi di tutta Europa.

Durante la risalita incontro anche una sogliola pelosa ed una grande sogliola, poi una prima polpessa, una torpedine ocellata ed infine, all’interno del porto, una seconda polpessa.

Che dire! Una bella serata, come non ne capitavano da tempo e che ti danno sempre la spinta nel tornare in acqua anche dopo le serate più “buie” nelle quali scarseggiano i soggetti. L’unico rammarico è l’acqua molto torbida e la scelta dell’obiettivo macro, un grandangolare sarebbe stato più adatto a fotografare tutti i soggetti incontrati stasera. 

Quando rientro a terra c’è Antonio che come promesso, mi aiuta prendendo la fotocamera dalla mie mani. Quando sono ormai pronto, non dimentichiamo di scattare il nostro selfie ricordo, questa volta con la Porsche del proprietario del ristorante …

Non resta che tornare a casa soddisfatto, mi tocca lavare l’attrezzatura ma poi faccio in tempo a sedermi a tavola per la cena e per guardare la partita Barcellona-PSG.

 

 

#2 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Mi sveglio con l’abituale lombalgia, ormai certificata anche dalla recente risonanza magnetica nucleare che ha confermato un’ernia fiscale L4/L5 ed una protrusione L5/S1. Dopo colazione prendo una capsula di dicloreum 150 mg per “doparmi” in previsione dell’immersione serale e metto in carica le batterie delle lampade subacquee prima di uscire di casa. La giornata è magnifica, con una temperatura di 18°C ed il mare calmo. Durante il lavoro penso continuamente a valutare le condizioni della mia schiena e tutto sembra procedere per il meglio.

Quando rientro a casa e sono in procinto di preparare la fotocamera Nauticam NA-D850 con micronikkor 60 mm e flash OneUw 160X,  ricevo due telefonate e devo rimettermi a lavorare ancora per un poco, finalmente alle 18 sono libero e vado a prendere l’auto. Stasera però, al mio rientro a casa, non mi sarà possibile guardare al monitor le foto scattate perché il mio iMac 27″ è in manutenzione.

Prendo l’attrezzatura dal garage e raggiungo Marina Grande dove c’è già il Antonio Ferola ed il suo amico Mario. Inizio a vestirmi mentre loro insidiano i calamari in un mare piatto. Ho montato la lente macro perché nelle ultime immersioni scarseggiavano soggetti adeguati ad un obiettivo grandangolare, speravo poi di fotografare il piccolo polpo nella bottiglia.

Entro in acqua dalla spiaggia e l’acqua è molto sporca, ma il mare resta liscio come l’olio. Subito incontro un alcionario rosso ma proseguo lo stesso verso le zone più profonde. Cerco a lungo sul fango ed incontro solo una grande stella corazzata. Più avanti una piccola attinia Andresia partenopea, poi una seppia, una capesanta Pecten jacobaeus, un gronco delle Baleari Ariosoma balearicum.

Arrivo fin sotto l’hotel dove ci sono i miei amici pescatori e qui trovo  una piccola Sepiola rondeleti che subito si insabbia. Le mie attenzioni “ravvicinate” la fanno spostare e scappare via. La seguo ed inizio a scattare tenendo l’esserino nel fascio luminoso delle potenti lampade. Fatico un pochino a mettere a fuoco ma nel mirino della fotocamera la seppiolina è bellissima e coloratissima. La seguo mentre risale sempre di più nella colonna d’acqua ma quando inizia a suonare il computer subacqueo, mi accorgo di essere arrivato a solo 6 metri di profondità e di avere la decompressione da effettuare. La lascio andare via e me ne torno sul fondo, dopo aver perso per un attimo l’orientamento.

Costeggio la scogliera effettuando il percorso di ritorno verso terra. Inizio a controllare ogni singolo rifiuto sottomarino, con particolare attenzione alle bottiglie di vetro e qui finalmente incontro ben due piccoli polpi in due diverse bottiglie.  Mi diverto a scattare aspettando che provi a fuoriuscire all’esterno. La scelta della lente macro è stata quella giusta, peccato solo non aver portato con me lo Snoot di Fabio Iardino per il mio flash OneUw, perché così avrei potuto realizzare qualche foto con un’illuminazione ancora più interessante.
Prima di terminare l’immersione ritrovo il mio amico “Pippo”, l’esemplare di Ophisurus serpens con l’escrescenza sul muso, ma prima anche un altro esemplare più piccolo.
Nel rientrare in porto noto una stranissima corrente in opposizione che mi rende difficoltoso l’incedere. Nulla di preoccupante ma una sensazione strana e mai provata prima. Forse sarò un poco stanco …

Ad attendermi c’è Antonio che mi chiede di fermarmi in acqua per scattare qualche foto … lo invito a sbrigarsi perché il peso dell’attrezzatura è enorme e la mia schiena non lo ringrazierà!
Raggiunta l’auto mi aiuta nella svestizione. Non è stata una serata fortunata per lui mentre il suo amico Mario ha preso una bella seppia, forse quella che ho visto io! Prima di andare via scatto un rituale selfie con lui e parto alla volta di casa alle 2045. Non resta che  lavare il tutto e stenderlo ad asciugare, guardo fugacemente qualche scatto dal display della Nikon D850 e poi posso andare a cenare. Sono contento, qualche scatto interessante sembra esserci, ma soprattutto ho fatto un bel tuffetto nel mio adorato mare domestico!

 

 

 

 

 

#1 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Sono passati 44 giorni dall’ultima immersione, me lo segnala il computer subacqueo quando controllo lo stato di carica della sua batteria e sistemo la fotocamera per andare in acqua. 

La giornata è stata bellissima, non fa freddo come nei giorni precedenti ma ci sono comunque 10°C, Mentre carico l’attrezzatura nell’auto vedo le nuvole colorarsi di rosso … la serata promette bene. 

grazie della foto, Giovanna Silvano

Mi ritrovo però nel traffico a causa di una chiusura stradale per lavori che ha paralizzato l’intera città. Non mi lascio distrarre e penso alle operazioni da effettuare di lì a poco.

Arrivo a Marina Grande di Sorrento, trovo il mio amico Antonio che è già sul posto per pescare e, come sempre, mi aiuta nella vestizione e mi aspetterà all’uscita per assistermi ancora. Ci divertiamo però prima a scattare qualche foto alla Ferrari parcheggiata vicino alla mia vettura … 

Il mare è calmo e l’acqua abbastanza limpida, il cielo però si sta annuvolando. Scendo sul pendio fangoso e subito incontro un piccolissimo polpo nel collo di una bottiglia di vetro. Non mi trattengo e vado oltre, ma anche in profondità non vedo altro che rifiuti: tante bottiglie di vetro, ma anche nasse, alcuni pneumatici che si trovano nei pressi della barca in vetroresina affondata,  diventata negli anni uno dei miei punti di riferimento durante l’immersione.  

All’improvviso ecco l’occasione propizia … da lontano vedo un pesce balestra venire abbastanza velocemente verso di me … mi preparo e gli vado incontro … scatto la prima (ed unica) foto e lo perdo immediatamente nel buio della notte e nel fango sollevato dalle mie pinne. Mi alzo dal fondo ed inizio a guardarmi intorno per vedere se riesco ad individuarlo di nuovo. Sono a oltre 30 metri di profondità ed a metà dell’immersione, non è saggio continuare a cercare, così proseguo risalendo un pochino. Nei minuti successivi resto assorto nei miei pensieri, rammaricandomi dell’occasione sfumata. Ci sono ancora rifiuti sul fondo e sembra non esserci altro.

Di nuovo da lontano vedo un pesce balestra, sembra più piccolo … abbasso per un attimo lo sguardo alla fotocamera per cambiarne le impostazioni e modificare l’intensità e colore della luce di ricerca ma quando alzo gli occhi, non riesco più a vederlo! Maledizione!
Cerco un pochino nei paraggi ma non lo vedo e me ne risalgo a bassa profondità per iniziare i 6 minuti di decompressione che mi segnala il computer subacqueo.
Sono abbastanza contrariato, ma questo è il normale andamento di una “notturna” dopo lunga assenza; si perdono i tempi d’azione, le movenze in acqua non sono quelle abituali e l’approccio non è quello rilassato che necessitano i soggetti per essere avvicinati e fotografati.

Poco male, non importa; la notizia più bella è che finalmente sono riuscito a “bagnare” quest’anno 2021 e ricaricare le mie vene d’azoto, con il benessere che solo un subacqueo può apprezzare a pieno.
Nel percorso di ritorno incontro tre grandi pesci serpente Ophisurus serpens, l’ultimo dei quali sembra essere un esemplare a me già noto … sono ormai anni che incontro nei pressi della scogliera questo individuo che porta sul muso una escrescenza carnosa … dovrò a questo punto battezzarlo con un nome!   
All’interno del porto poi, trovo una polpessa Octopus macropus tra le cime e catene di ormeggio. Scatto qualche foto e poi torno a terra dove mi attende il mio amico Antonio. Mi aiuta nella svestizione mentre racconto dei miei avvistamenti subacquei. Lo lascio mentre è ancora intento a lanciare il suo artificiale fluorescente in mare, sono le 20:15 ed è ora di andare a casa a lavare l’attrezzatura. Sono felice ed appagato e non vedo l’ora di tornare di nuovo in acqua!

Antonio Ferola, grazie per la foto

Anche stasera però ho dato il mio piccolo contributo alla pulizia dei fondali, una maschera è tornata a terra ed è finita nell’immondizia, di meglio non mi era possibile fare … 

 

Balena spiaggiata al Porto di Sorrento

Giovedì pomeriggio verso le 17:30 ricevo la telefonata del mio amico veterinario dott. Paolo Ardizio che mi invia un video girato nel primo pomeriggio in cui si vede una balen in difficoltà all’interno del Porto di Marina Piccola di Sorrento.
Prendo lo scooter e mi precipito al porto per capire se c’è possibilità di un suo intervento per salvarla. Quando arrivo sul posto ma non c’è più nulla, il Comandante della Guardia Costiera mi segnala che il cetaceo è stato visto rilasciare un ultimo respiro per poi sparire nel buio.  Dai colloqui con il militare capisco che ci sarebbe stato il margine per potermi immergere, se fossi andato a casa a prendere tutto l’occorrente, ma la sopraggiunta oscurità e l’incertezza della presenza dell’animale, mi ha fatto desistere immediatamente dal pensare di farlo. Sarebbe stato complesso cercare il cetaceo all’interno dello specchio d’acqua al buio e senza nessun riferimento presente sul fondo. Mi trattengo un poco sul posto ma poi rientro a casa e resto in attesa di notizie dal mio amico veterinario che è in contatto con le autorità preposte.

Nella serata del sabato, abbiamo la conferma che il cetaceo non è riuscito a salvarsi, il suo enorme corpo, risale a galla per effetto della produzione dei gas da decomposizione presenti al suo interno. La balenottera viene messa in sicurezza e legata per la coda alla banchina ma crea problemi alle operazioni portuali e dovrà essere spostata. Provvedo ad avvisare il mio amico Paolo, mi avverte che l’indomani sarebbe venuto da vicino per effettuare i rilievi del caso, insieme ai componenti dell’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno e gli uomini della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli. 

Stamattina sono così sceso al porto, armato della mia fotocamera subacquea Nauticam NA-D850, equipaggiata con il Superdome ed il Sigma 15mm,  per provare a scattare qualche foto all’esemplare galleggiante sulla superficie, con la speranza anche di poter salire su una barca per scattare le foto da mare, semplicemente sporgendomi dalla murata dell’imbarcazione, senza entrare in acqua. 

Alle 9 incontro il mio amico veterinario che non vedevo da qualche anno; è giunto sul posto per il rilievo insieme alla Guardia Costiera, mentre la Protezione Civile ha transennato l’area. E’ intervenuta anche la delegazione di MareVivo sez. Penisola Sorrentina, l’Asl Napoli 3 Sud, l’A.M.P. Punta Campanella, il Comune di Sorrento, qualche fotografo e giornalisti.
Inizia così un lungo conciliabolo sul da farsi; è evidente la necessità di spostare l’animale di oltre 20 metri e 70 tonnellate in luogo più riservato,  lontano dal passaggio dei passeggeri dei traghetti per Capri, ma anche capire come passare alle fasi successive, cioè la mobilizzazione verso un’area di cantiere dove reperire uno scivolo per tirarla su, per poi procedere alla macellazione in situ in sicurezza, non essendo possibile portarla intera all’inceneritore.

Contemporaneamente si prova a contattare le strutture interessate alla conservazione ai fini museali dello scheletro, si fa largo l’ipotesi da parte di MareVivo sez. Campania di farsi carico delle spese da sostenere per consentire all’unità d’intervento del Cetacean strandings Emergency Response Team (CERT) dell’Università degli studi di Padova,  di trattare lo scheletro per conservarlo.

L’esemplare è una femmina, se dovesse esserne confermata la lunghezza stimata ieri dall’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno, cioè 23,50 metri, potrebbe risultare la più grande balenottera comune mai trovata nel Mediterraneo. 

Chiedo insistentemente ai presenti di poter reperire una barchetta per fare qualche foto da mare al cetaceo, ma non mi è possibile. Anche quando sopraggiunge il mio amico Michele O’ Puledrone con la sua imbarcazione, chiamato per spostare l’animale dalla banchina, chiedo alle autorità portuali di poter salire a bordo, ma mi viene impedito perché le operazioni sono delicate.

Attendo pazientemente lo spostamento ed inizio a scattare qualche foto a pelo d’acqua dalla banchina e poi dal pontile galleggiante dove verrà ormeggiata. Finalmente, quando sono concluse le manovre di mobilizzazione, riesco a salire sulla barca di Michele per farmi portare vicino alla balenottera per fotografarla.

Inizio a sporgermi fuori bordo e mi faccio mantenere le gambe per non cadere in acqua mentre sono intento a scattare a pelo d’acqua  con lo scafandro Nauticam tra le mani.
Michele asseconda le mie richieste con le manovre della sua barca. Esce del liquido scuro dalla bocca che peggiora la visibilità ma la scena è eccezionale  nella sua crudeltà.
Sono concentrato e scatto a raffica, ho poco tempo a disposizione  e non posso controllare l’inquadratura.
Devo fidarmi solo dell’istinto. Guardo ogni tanto il display e correggo esposizione ed provo a fare lo stesso per l’inquadratura. Non saprei quantificare il tempo che ho trascorso a fotografare, immagino una quindicina di minuti, il momento di smettere viene sancito dal dolore al costato che inizio a provare a causa della scomoda posizione. 

Torno così sul pontile galleggiante, saluto e ringrazio tutti e corro a casa a sciacquare l’attrezzatura fotografica. Mangio qualcosa e subito dopo inizio a  sistemare le foto, in modo da poterle fornire alle varie autorità intervenute … che alla fine me le hanno richieste! 

Queste immagini sono il risultato della voglia di non desistere nel perseguire l’obiettivo d’immortalare un evento che entrerà a far parte della storia di questi luoghi, al pari della leggenda del nostro Patrono Sant’Antonino e della balena.

Ecco il reportage fotografico delle operazioni, ringrazio anche gli amici che mi hanno inviato le foto del backstage.

51 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Nuvole, nuvole, nuvole  … tante nuvole si sono addensate in questo periodo dell’anno, tali e tante da “sgonfiarmi” quasi completamente. 

Solo oggi, dopo due lunghi mesi, sono riuscito a tornare in immersione con le bombole, dopo qualche fugace apparizione in apnea. Grazie al passaggio da Zona Rossa a quella  Arancione, è stato infatti possibile andare in mare, anche se necessariamente all’interno del Comune di Residenza.
Sono rientrato un pò prima da lavoro e subito mi sono messo all’opera per ricomporre la fotocamera che era completamente disassemblata. Avevo messo in carica ieri sera le batterie dei flash ONEUW 160X ed ho montato come sempre il Sigma 15 mm con il minidome Saga Dive sulla Nauticam NA-D850.

Alle 17 sono sceso di casa e dopo il necessario passaggio per il garage, sono andato a Marina Grande dove mi attendeva il mio amico d’infanzia Antonio Ferola. Stasera ho anche “battezzato” la nuova automobile, una Skoda Kodiaq, molto spaziosa e con il pianale posteriore leggermente più alto, che complica leggermente le operazioni di vestizione. Per fortuna il mio amico mi ha assistito così da rendere le operazioni più agevoli. Lo saluto e mi tuffo nello specchio d’acqua del porticciolo.
Si sente il rumore di onde che frangono sulla scogliera, ma nulla d’importante, all’interno il mare è calmo. L’acqua però è molto torbida, fortunatamente migliora all’esterno lungo il pendio fangoso.
Immediatamente incontro due pesci serpente Ophisurus serpens tra i rifiuti che sono sul fondo. Recupero infatti una vecchia maschera subacquea tutta incrostata ma tutt’intorno ci sono anche svariati componenti di una batteria di pentole.
All’interno di una bottiglia di vetro c’è un piccolo polpo, mentre poco distante vedo un calamaro adagiato sulla sabbia. Pre-imposto la fotocamera e mi avvicino, sperando che non fugga subito via come un missile. Il cefalopode mi concede qualche scatto, poi inizia a spostarsi ma sempre mantenendosi basso sul fondo, riesco a seguirlo abbastanza agevolmente e non “stringo” troppo la distanza tra il soggetto e l’oblò per non indurlo ad una inevitabile fuga repentina. Lo seguo per una quarantina di secondi, durante i quali penso al mio amico al di sopra della superficie, il calamaro si dirige verso un fondale più profondo e, mentre scatto le foto, spero che si distacchi un poco dal substrato per fotografarlo nel nero, ma non ci riesco. Arrivo a quasi -40 metri e lo lascio sfilare nella penombra per evitare qualsiasi complicazione nella decompressione.
Risalgo in prossimità del muretto dove staziona abitualmente il mio amico Antonio per pescare i calamari e mi dedico a recuperargli tre “artificiali” che ha perso nelle precedenti settimane, impigliati tra i rifiuti e gli scogli. In questo punto è presente anche un drappo rosso dove ancora una volta trovo un giovane tordo pavone addormentato tra le pieghe della stoffa.
Come già segnalato, in questo punto sotto l’hotel, ci sono numerosissimi rifiuti edilizi seguenti ad una ristrutturazione, buttati in mare invece che in discarica e non è un bel vedere. Una castagnola infatti dorme all’interno del sifone di un WC!
Sono ormai intento a rientrare, costeggio la scogliera a bassa profondità e raggiungo l’interno del porticciolo dove c’è la carcassa di un grande cefalo gettato in mare come scarto della pesca e diventato preda dei murici. Tra le ancore di ormeggio dei natanti trovo anche un piccolo polpo in una mezza bottiglia di Coca Cola ed una triglia che riposa sotto una busta di plastica. 

Al mio arrivo in spiaggia trovo Antonio con il telefonino, pronto a scattarmi una foto ricordo. Mi assiste nella svestizione e gli racconto dell’incontro … appena sono pronto per andar via, scattiamo una foto ricordo insieme, subito dopo mi saluta e va ad imbracciare la sua canna da pesca per riprendere la caccia!

Alle 20 sono a casa, faccio un velocissimo lavaggio dell’attrezzatura subacquea e fotografica, stendo il “bucato” ad asciugare e vado a fare la doccia. Non pensavo di fare in tempo ad accompagnare mia figlia Lidia dal dentista alle 21 ed avevo allertato la sorella Lorenza per portarla all’appuntamento con lo scooter. Visto però il gran freddo, circa 9°C, decido di accompagnarla io con l’auto, essendomi rapidamente rivestito. Scendo così con lei per effettuare la visita di controllo programmata ed al ritorno finalmente mi posso sedere a tavola per la cena. Ho una gran fame e sicuramente mangio più del dovuto … l’immersione mi porta sempre un grande appetito!

E’ stato bello tornare in acqua, ma la sensazione finale è stata di leggera frustrazione a causa dell’impaccio che avevo in acqua per il corrugato del GAV che non era fissato dall’elastico (e se ne andava in giro) impedendomi di effettuare le opportune correzioni di assetto  con la necessaria tempestività.
Ad ogni modo torno a casa soddisfatto e sicuramente appagato nello spirito, felice di aver “bagnato” una giornata molto cupa.