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#20 Scoglio Penna con i Giannini

Dopo una breve sosta tecnica, ripartiamo con le bombole cariche con direzione Punta Campanella, in navigazione prendiamo ancora tanti spruzzi per arrivare allo Scoglio Penna. 

Vittoria si tuffa e assicura l’ormeggio di Marangone. Io e Mimmo scendiamo subito giù passando attraverso il buco, raggiungiamo le gorgonie rosse ma c’è molta mucillagine che le ricopre. Proseguiamo il nostro abituale giro arrivando sul lato interno dello scoglio. Poi ci allunghiamo sulla punta dove ci sono i barracuda, sono piccoli ma sono veramente tanti. Francesca è con me e si avventura nel blu per avvicinarli e fotografarli. Subito dopo ci dedichiamo anche a scattare qualche foto ad una gorgonia bianca, cercando di farle replicare l’inquadratura che le mostro sul display della fotocamera.

In lontananza lungo la parete degradante vedo una bellissima cernia dorata Ephinephelus costae, un grosso maschio di pesce pappagallo Sparisoma cretense, ma con Mimmo inizio a seguire il banco di barracuda fino a perdere l’orientamento, pensiamo di essere all’interno dello scoglio ed invece siamo finiti dal lato di fuori. Mimmo infatti sale in superficie e non vede la barca, si accorge dell’errore, mentre io da sotto, non comprendendo la situazione, gli faccio segno che non vedo cima di ormeggio e la barca! Vedo così Mimmo cambiare direzione e passare attraverso il buco ma in superficie, lo seguo passando “attraverso” lo scoglio in immersione. Incredibilmente ci siamo confusi e non era mai successo!

Appena tornati a terra vado subito a lavare l’attrezzatura, rimetto in ordine e corro via a casa dai miei familiari per andare in spiaggia. Ovviamente non posso andar via senza aver scattato i selfie ricordo della giornata con i miei amici!

Alle 15 sono a casa ma la mia famiglia non ha intenzione di andare al mare, controllo il telefonino e trovo una serie di chiamate di lavoro perse. Nonostante sia in ferie non posso non richiamare … ma va bene così!

 

 

 

#15 Punta Campanella con Gianluigi

Qualche goccia di pioggia cade sul casco, la strada è bagnata e devo prestare particolare attenzione mentre raggiungo il Punta Campanella Diving Center. Arrivo alle 8:30 e per prima cosa, scatto una foto ai boys. Il cielo continua ad essere nuvoloso ma il mare è bello calmo. Ci prepariamo ed usciamo con direzione Punta Campanella, con Gianluigi raggiungeremo la Savalia savaglia che si trova sugli scogli profondi del promontorio. 

 

Navighiamo veloci su Marangone con il mare calmo fin dietro alla punta, appena svoltata la parete, notiamo un poco di vento ed acqua mossa in superficie.
Seguo Gianluigi per alcuni minuti fino agli scogli profondi e raggiungiamo l’inconfondibile  ramo  giallo. Ha i polipi tutti chiusi e non vale la pena restare, solo il tempo di uno scatto e subito rientriamo verso la falesia verticale, coperta di gorgonie gialle. Con noi c’è anche Salvatore Lauro che ci segue qualche metro più in sù.
Ci dirigiamo inizialmente con direzione Massa Lubrense ma dopo poco invertiamo la nostra direzione per raggiungere il faraglione. Raggiungiamo la “sella” che unisce il faraglione alla costa e qui c’è il resto del gruppo con Andrea, Stefano, Vittoria ed i clienti. Proseguo la mia immersione dirigendomi verso il grottino con gli Apogon imberbis, dopo qualche scatto torno al faraglione dove ci sono alcuni barracuda. Terminiamo l’immersione e saliamo a bordo.  Mentre facciamo ritorno in porto, avvistiamo un gruppo di delfini che nuotano nella scia di un’imbarcazione. Proviamo ad avvicinarci e a cambiare la nostra direzione più volte, ma dopo un paio di avvistamenti, i delfini non si lasciano ammirare da vicino. Avendo preso la fotocamera ed essendoci fermati in mezzo al mare, approfitto per scattare qualche selfie con i miei amici.
Alle 12 sono già a sciacquare le attrezzature nella vasca dedicata, alle 12:30 sono a casa, mi aspetta mia moglie per andare al mare.

Quando arrivo Mariolina è già pronta e scendiamo ai Bagni Salvatore di Sorrento nonostante il cielo sia coperto. Mangiamo un panino e mi posiziono sul lettino a guardare il GP. Durante la pazza corsa odierna, il meteo cambia più volte, piove poi esce il sole. Terminata la corsa, dopo un buon caffè, faccio un bel tuffo nell’acqua fredda e cristallina ma, mentre mi asciugo disteso sul lettino, il cielo si rannuvola promettendo ancora pioggia. Alle 18 decidiamo di terminare la nostra giornata al mare, non potendo più implementare la tintarella!  

#11 Tunnel e Grotta dell’Isca

Questa volta mi sono immerso!
Solita sveglia, faccio una piccola colazione e vado ad assemblare la fotocamera Nauticam NA-D850 con il Tokina 10-17 mm ed il minidome Saga Dive.
Appena terminato mi vesto e scendo un attimo per andare a comprare il pesce per il pranzo e per la cena odierna. Lascio il tutto in frigorifero, prendo il borsone fotografico e alle 8 parto con lo scooter. Il cielo è nuvoloso e minaccia pioggia. Lungo il percorso di circa 15 minuti verso Marina della Lobra inizia a piovere ma la pioggia cade leggera. 
Al Punta Campanella Diving Center oggi c’è lo staff quasi al completo, Gianluigi, Rosy, Lisa, Vittoria, Andrea e Stefano, manca solo Fabio che li raggiungerà a breve per iniziare la stagione subacquea 2021. Quest’anno a “Berta” (il vecchio gommone) si è aggiunto anche “Marangone” e fanno bella mostra nel porticciolo. 


Non è per me il giorno di inaugurarlo, perché io sarò con un piccolo gruppo sull’abituale battello diretti all’isolotto Isca, con Lisa ai comandi e Vittoria in acqua, mentre Gianluigi ed Andrea accompagneranno un gruppo di subacquei in arrivo per un’uscita  a Punta Campanella.

Il mare è calmo e raggiungiamo così confortevolmente il punto d’immersione. Durante la navigazione però la temperatura si abbassa con il vento generato dalla velocità dello scafo. Raggiungiamo l’isolotto ed inizia ad aprirsi un poco il cielo.

Approfitto così per prendere in giro i miei compagni Paola, Martina, Enrico e Fabio, garantendo che al momento dell’uscita dall’acqua ci sarà il sole e loro soffriranno il caldo con le mute stagne indossate, mentre io potrò spogliarmi della muta umida per prendere il sole!

Anticipo il gruppo e mi tuffo per entrare nel tunnel, dopo poco li vedo entrare ed avvicinarsi alle ampie “finestre azzurre”.  Non indugiamo e proseguiamo per dirigerci verso la grotta. Anche in questo caso li sopravanzo, aspettandoli all’interno per immortalarne l’ingresso nella cavità. 
Dopo un breve giro nella parte destra della parete, riemergiamo in superficie per ammirare la volta della grotta, piena di stalattiti e concrezioni calcaree.

La marea è bassa e la stalattite che abitualmente arriva in acqua stavolta è sollevata di una quindicina di centimetri dal livello del mare. Su di essa sono adese svariate anemoni Actinia equina che pendono dalla roccia, venendo bagnate occasionalmente dal sollevarsi del mare in concomitanza delle onde generate dalle imbarcazioni all’esterno. Terminiamo la visita “aerea” della caverna e ritorniamo sul fondo dove, dopo una rapida occhiata alla stalattite spezzata che giace sul fondo, usciamo di nuovo per tornare nel tunnel e visitarne la parete opposta alle “finestre”, con lo stretto passaggio dove c’è una folta famiglia di Apogon imberbis, ma anche lo spacco nella volta che lascia entrare la luce.

Approfitto di Martina per scattarle qualche foto in prossimità dei buchi nella roccia, ma confesso che “lavorare” con i subacquei tecnici  è un’ardua impresa, il loro invidiabile assetto è tutt’altro che fotogenico e confesso che, all’uscita dall’acqua ha esternato il mio disappunto:

“Siete inguardabili! Sono fiero di aver imparato ad andare sott’acqua oltre 40 anni addietro con una tecnica completamente opposta alla vostra! Siete bravissimi ma non posso fotografarvi così, con quelle braccia distese e le gambe piegate con le pinne in alto!”

I miei amici esplodono in una fragorosissima risata e riesco perfino ad avere il loro appoggio al mio sfogo.
Il meteo è migliorato, ma non tanto da consentire di svestirmi, così faccio il viaggio di navigazione verso il porto con la muta indossata, ma senza sentire freddo. Passiamo per Punta Campanella a salutare Gianluigi e Stefano su Marangone e proseguiamo, arrivando alle 12 circa al diving.  

Solo il tempo di lavare e sistemare l’attrezzatura,  appena sono pronto, carico il borsone fotografico sullo scooter e rientro alla base. Prima delle 13 sono a casa, dove mi aspetta la mia family per il pranzo. 

Domani si torna in acqua, ma spero finalmente di saltare sul nuovo gommone!

Puolo con Associazione J. Cousteau

Il sibilo intenso del vento mi desta pochi minuti prima del suono della  sveglia programmata alle 6:30. Mi alzo e vado a controllarne la direzione … fortunatamente proviene da Sud e quindi sotto costa il mare è buono. Il cielo è coperto e minaccia pioggia. Mi siedo a fare colazione e poi vado a chiudere lo scafandro Nauticam NA-D850 sul quale ho montato ancora una volta il Nikon 60 mm. La mia intenzione è quella di provare in condizioni diverse la nuova lente Nauticam MWL-1, ma anche per prendere dimestichezza con i flash OneUW usati in TTL con i cavi elettrici e non più quelli in fibra ottica.  

L’appuntamento con i miei amici dell’Associazione Jacques Cousteau è per le 8 a Marina di Puolo, così mi muovo per tempo, ma questa volta prendo l’auto di mia moglie, una Citroen C3, molto più adatta rispetto alla mia Skoda Kodiaq alle piccole stradine da percorrere per raggiungere la spiaggia. Mi ritrovo sul piazzale con i miei amici Nicola ed Antonella, scattiamo una foto ricordo mentre aspettiamo anche l’arrivo di Linda. E’ passato ormai un anno dal nostro ultimo tuffo insieme! Maledetto Covid-19.

Scendiamo alla Marina e parcheggiamo le auto, iniziamo la vestizione dopo aver trasportato l’attrezzatura in prossimità della scogliera. Mentre assemblo la fotocamera, mi accorgo che l’anello basculante “singolo” che ho preso non è adatto a portare la lente MWL-1, ma dovevo necessariamente prendere quello “doppio” che mi aveva mandato Pietro Cremone insieme alla lente. E vabbè, non fa niente, la proverò la prossima volta.

Inizia a piovigginare ma il mare è calmo. L’acqua è abbastanza torbida e la scarsa luminosità del cielo non aiuta. Costeggiamo la parete rocciosa e poi passiamo sul sabbione dove incontriamo alcuni pesci pettine. Attraversiamo la spianata sabbiosa fino a raggiungere la parete di Punta Lauro e la percorriamo per un breve tratto, dove ci sono le piante di Posidonia oceanica e qualche Eunicella gialla e bianca. Sono in cerca di pesci ago e cavallucci marini tra le verdi foglie, ma oggi non sono fortunato. Scovo però un bellissimo gasteropode Calliostoma conulus, ma anche un Umbraculum mediterraneum ed un grosso scorfano rosso.  Ho provveduto anche a liberare una gorgonia da un groviglio di lenza in nylon che ho poi recuperato e messo nella tasca della muta stagna. 

Trascorsi circa 60 minuti, rientriamo verso terra, ha smesso di piovere e riusciamo a spogliarci senza bagnarci. Una volta pronti, approfittiamo per scattare qualche foto ricordo con le T-Shirts dell’iniziativa “Citizen Scientist” organizzata dall’A.M.P. Punta Campanella. 

Sono le 10:30 quando chiudo l’auto per tornare a casa, mi metto in moto e prima di iniziare la salita, incontro i miei amici del Punta Campanella Diving Center, Lisa, Vittoria e Gianluigi. Mi trattengo un pochino a chiacchierare con loro, chiedendo info sull’apertura del diving e sul nuovo battello che è prossimo ad entrare in acqua. Li saluto e torno a Sorrento. Mi aspetta il lavaggio dell’attrezzatura, è momento sempre noioso, ma fondamentale per la corretta conservazione di materiale così prezioso e delicato. Mentre scrivo e guardo le foto al computer, inizia di nuovo a piovere, mi tocca portar dentro tutta l’attrezzatura messa ad asciugare per poi finalmente sedermi a tavola con la mia famiglia. 

Il Mattino

Ecco la pubblicazione su “Il Mattino” del concorso “Obiettivo Terra 2021” 

https://www.ilmattino.it/pelo_e_contropelo/con_immagine_di_marco_gargiulo_parco_di_punta_campanella_vince_premio_obiettivo_mare-5915482.html?fbclid=IwAR0fCKICc3x4KTu6ffOTpKUcL7t5sWyFcAxyFRTuwjpxRWTGkFvlnlFDD3U

La Repubblica Napoli

Ecco la pubblicazione su La Repubblica del concorso “Obiettivo Terra 2021” 

e la pubblicazione nella sua storia di Instagram del Sindaco di Roma Virginia Raggi. 

 

https://napoli.repubblica.it/cronaca/2021/04/22/news/il_cavalluccio_marino_baciato_dal_sole_l_area_marina_protetta_punta_campanella_vince_il_premio_obiettivo_mare_-297564139/

Premiazione Concorso Fotografico Obiettivo Terra 2021

Oggi ho partecipato da remoto alla premiazione della 12° edizione del concorso fotografico OBIETTIVO TERRA organizzato dalla Fondazione UniVerde.

Sono molto contento della Menzione Speciale “Obiettivo Mare” e così colgo l’occasione per ringraziare e salutare gli organizzatori, le autorità intervenute ed i giurati, per aver scelto la mia foto del cavalluccio marino. Un peccato non poter esser presente a ritirare il premio a Roma. La foto è stata stampata in formato gigante ed esposta con le altre vincitrici nella Piazza del Campidoglio.

Qui sotto qualche immagine della cerimonia di premiazione

 

Balena spiaggiata al Porto di Sorrento

Giovedì pomeriggio verso le 17:30 ricevo la telefonata del mio amico veterinario dott. Paolo Ardizio che mi invia un video girato nel primo pomeriggio in cui si vede una balen in difficoltà all’interno del Porto di Marina Piccola di Sorrento.
Prendo lo scooter e mi precipito al porto per capire se c’è possibilità di un suo intervento per salvarla. Quando arrivo sul posto ma non c’è più nulla, il Comandante della Guardia Costiera mi segnala che il cetaceo è stato visto rilasciare un ultimo respiro per poi sparire nel buio.  Dai colloqui con il militare capisco che ci sarebbe stato il margine per potermi immergere, se fossi andato a casa a prendere tutto l’occorrente, ma la sopraggiunta oscurità e l’incertezza della presenza dell’animale, mi ha fatto desistere immediatamente dal pensare di farlo. Sarebbe stato complesso cercare il cetaceo all’interno dello specchio d’acqua al buio e senza nessun riferimento presente sul fondo. Mi trattengo un poco sul posto ma poi rientro a casa e resto in attesa di notizie dal mio amico veterinario che è in contatto con le autorità preposte.

Nella serata del sabato, abbiamo la conferma che il cetaceo non è riuscito a salvarsi, il suo enorme corpo, risale a galla per effetto della produzione dei gas da decomposizione presenti al suo interno. La balenottera viene messa in sicurezza e legata per la coda alla banchina ma crea problemi alle operazioni portuali e dovrà essere spostata. Provvedo ad avvisare il mio amico Paolo, mi avverte che l’indomani sarebbe venuto da vicino per effettuare i rilievi del caso, insieme ai componenti dell’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno e gli uomini della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli. 

Stamattina sono così sceso al porto, armato della mia fotocamera subacquea Nauticam NA-D850, equipaggiata con il Superdome ed il Sigma 15mm,  per provare a scattare qualche foto all’esemplare galleggiante sulla superficie, con la speranza anche di poter salire su una barca per scattare le foto da mare, semplicemente sporgendomi dalla murata dell’imbarcazione, senza entrare in acqua. 

Alle 9 incontro il mio amico veterinario che non vedevo da qualche anno; è giunto sul posto per il rilievo insieme alla Guardia Costiera, mentre la Protezione Civile ha transennato l’area. E’ intervenuta anche la delegazione di MareVivo sez. Penisola Sorrentina, l’Asl Napoli 3 Sud, l’A.M.P. Punta Campanella, il Comune di Sorrento, qualche fotografo e giornalisti.
Inizia così un lungo conciliabolo sul da farsi; è evidente la necessità di spostare l’animale di oltre 20 metri e 70 tonnellate in luogo più riservato,  lontano dal passaggio dei passeggeri dei traghetti per Capri, ma anche capire come passare alle fasi successive, cioè la mobilizzazione verso un’area di cantiere dove reperire uno scivolo per tirarla su, per poi procedere alla macellazione in situ in sicurezza, non essendo possibile portarla intera all’inceneritore.

Contemporaneamente si prova a contattare le strutture interessate alla conservazione ai fini museali dello scheletro, si fa largo l’ipotesi da parte di MareVivo sez. Campania di farsi carico delle spese da sostenere per consentire all’unità d’intervento del Cetacean strandings Emergency Response Team (CERT) dell’Università degli studi di Padova,  di trattare lo scheletro per conservarlo.

L’esemplare è una femmina, se dovesse esserne confermata la lunghezza stimata ieri dall’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno, cioè 23,50 metri, potrebbe risultare la più grande balenottera comune mai trovata nel Mediterraneo. 

Chiedo insistentemente ai presenti di poter reperire una barchetta per fare qualche foto da mare al cetaceo, ma non mi è possibile. Anche quando sopraggiunge il mio amico Michele O’ Puledrone con la sua imbarcazione, chiamato per spostare l’animale dalla banchina, chiedo alle autorità portuali di poter salire a bordo, ma mi viene impedito perché le operazioni sono delicate.

Attendo pazientemente lo spostamento ed inizio a scattare qualche foto a pelo d’acqua dalla banchina e poi dal pontile galleggiante dove verrà ormeggiata. Finalmente, quando sono concluse le manovre di mobilizzazione, riesco a salire sulla barca di Michele per farmi portare vicino alla balenottera per fotografarla.

Inizio a sporgermi fuori bordo e mi faccio mantenere le gambe per non cadere in acqua mentre sono intento a scattare a pelo d’acqua  con lo scafandro Nauticam tra le mani.
Michele asseconda le mie richieste con le manovre della sua barca. Esce del liquido scuro dalla bocca che peggiora la visibilità ma la scena è eccezionale  nella sua crudeltà.
Sono concentrato e scatto a raffica, ho poco tempo a disposizione  e non posso controllare l’inquadratura.
Devo fidarmi solo dell’istinto. Guardo ogni tanto il display e correggo esposizione ed provo a fare lo stesso per l’inquadratura. Non saprei quantificare il tempo che ho trascorso a fotografare, immagino una quindicina di minuti, il momento di smettere viene sancito dal dolore al costato che inizio a provare a causa della scomoda posizione. 

Torno così sul pontile galleggiante, saluto e ringrazio tutti e corro a casa a sciacquare l’attrezzatura fotografica. Mangio qualcosa e subito dopo inizio a  sistemare le foto, in modo da poterle fornire alle varie autorità intervenute … che alla fine me le hanno richieste! 

Queste immagini sono il risultato della voglia di non desistere nel perseguire l’obiettivo d’immortalare un evento che entrerà a far parte della storia di questi luoghi, al pari della leggenda del nostro Patrono Sant’Antonino e della balena.

Ecco il reportage fotografico delle operazioni, ringrazio anche gli amici che mi hanno inviato le foto del backstage.

46 Vervece con Punta Campanella Diving Center

Domenica mattina, tempo semi-perturbato, ma nulla di compromettente per l’uscita in mare. Alle 8 scendo di casa ma metto il piumino per andare sullo scooter. Ho preso di nuovo la muta stagna in neoprene, ma questa volta senza il sottomuta ed ho montato sulla Nauticam NA-D850 il Sigma 15 mm ed il minidome Saga Dive. Ho controllato i flash OneUW ieri sera con i cavi in fibra ottica e scattavano a raffica senza perdere un colpo. 
Arrivo al Punta Campanella Diving dove ci sono Gianluigi che sarà il barcaiolo mentre Lisa, Andrea e Vittoria accompagnano i clienti sott’acqua. Prima di salire in barca controllo il funzionamento dei flash, tutto in ordine.

Il mare è calmo e l’acqua all’uscita del porto sembra limpidissima. Ormeggiamo alla boa sommersa dello Scoglio del Vervece ed io mi tuffo immediatamente prima del gruppo. L’acqua è limpida ma non limpidissima come sperato, avrei voluto effettuare alcune foto panoramiche dello scoglio. Subito incontro una coppia di murene sotto una pietra, scatto due foto poi scappano via fulmineamente. A poca distanza c’è un’altra murena ed in lontananza si vedono alcune cernie. Inizio a dirigermi verso le gorgonie rosse ed incontro un grosso scorfano che subito si mette in moto per rifugiarsi in una spaccatura della roccia dove c’è un altro scorfano più piccolo. Mi fermo lungo il tragitto a fotografare qualche bella gorgonia gialla e bianca in controluce e raggiungo la foresta di Paramuricea clavata che è “battuta” da una intensa corrente che mi impedisce di avanzare. Sono costretto a tornare indietro e vedo sfilare il gruppo di subacquei mentre mi dirigo verso la statua della Madonnina. Inizio ad avere problemi nuovamente con i cavi in fibra ottica, giro la fotocamera e guardo i flash per capire se scattano, continuano ad alternare momenti di funzionamento e non, e la cosa mi rende sufficientemente nervoso. Probabilmente i cavi si sono lesionati e bastano piccoli spostamenti dei bracci a rendere instabile la connessione luminosa con i flash. Posiziono di nuovo uno dei due flash in slave e riesco a scattare ancora qualche immagine, ma confesso di farlo senza la dovuta attenzione. Decido così di tornare al gommone, approfittando del cielo nuvoloso che traspare sotto la superficie per effettuare qualche scatto. Risalgo per primo ed attendo il rientro di tutti i sub. Arrivato a terra mi infilo direttamente sotto la doccia con la muta per lavarla accuratamente, così come faccio con la fotocamera ed il resto dell’attrezzatura.  Smonto tutto e saluto gli amici che si preparano ad una successiva uscita, me ne torno a casa alle 11:30, con il meteo che comincia a peggiorare. 

Mi fermo al garage per lasciare l’attrezzatura lavata ad asciugare, senza doverla portare a casa e rientro alla base dove la mia famiglia ha approfittato per dormire un pò in più. 
Mi metto subito all’opera per capire cosa è accaduto e, guardando con attenzione i cavi in fibra, mi accorgo che i connettori sono ormai interrotti, così li rimuovo per provare a recuperali sostituendone la parte finale. Scarico le foto al computer ma presto arriva l’ora di pranzare e di guardare le gare di MOTOGP e F1 in televisione, mi dedico così ad un pomeriggio di grande relax, con l’intensa  pioggia chenel frattempo inizia a cadere su Sorrento. 

42 Scoglio del Vervece – Festa Madonnina

Dopo la notturna di ieri sera, stamattina la sveglia suona di nuovo presto, ho da preparare tutto per il tuffo odierno. Quindi inizio subito con la prima colazione, poi vado ad aprire scafandro che ho lasciato ancora chiuso e sottovuoto.
Accendo il Mac e scarico le foto scattate in notturna,  cambio l’obiettivo, montando il Sigma 15 mm ed il minidome Saga Dive,  lascio montati i fari perché non sono sicuro di avere sufficiente carica nelle batterie dei flash ONEUW 160X. 
Appena terminata la preparazione dell’attrezzatura, scendo a fare la spesa per la famiglia per poi andare al mare al mio rientro. Devo sbrigarmi per non far tardi all’appuntamento a Massa Lubrense. Alle 10:30 sono sullo scooter ed arrivo alla Marina della Lobra.

Saluto i miei amici Alberto e Stefania che sono in partenza dopo qualche giorno di vacanza in Penisola Sorrentina con un immancabile selfie, poi raggiungo il circolo nautico dove sono tutti raccolti per ascoltare la parole di Sua Eccellenza il Cardinale di Napoli Crescenzio Sepe, insignito oggi della cittadinanza onoraria di Massa Lubrense. 
Mentre la cerimonia procede, mi attivo per capire come raggiungere il Vervece. Sarò in barca con Carmela Guidone sul battello dell’A.M.P. Punta Campanella, ma devo attendere che tutti gli ospiti e le autorità siano trasportati sullo scoglio. Appena termina la cerimonia inizia il viavai di barche verso il Vervece, finalmente arriva il momento si salire a bordo ed andare.
C’è onda e tante barche, ho il timore di disturbarmi per il moto ondoso, dovendo attendere a lungo prima del termine della Santa Messa celebrata sullo scoglio dal Cardinale.
Confesso che per la prima volta il sistema di diffusione audio consente di ascoltare tutto distintamente dalle barche e mi congratulo con gli organizzatori.
Viene benedetta la corona d’alloro, i sub delle fiamme gialle si tuffano e faccio lo stesso per esser pronto per immortalare il momento. La corona viene consegnata ai sub della Guardia di Finanza ed iniziamo la discesa verso il pianoro dove c’è la statua. Il mio amico Antonino Maresca con il suo collega raggiunge la Madonnina per sistemare a dovere la corona, durante le operazioni sollevano un poco di sospensione che peggiora la già cattiva visibilità dell’acqua. Appena terminato, Tonino mi fa segno di risalire rapidamente, dopo non più di 5 minuti d’immersione. A memoria, dovrebbe essere la mia più breve immersione “completa” della storia!
La fretta è motivata dalla necessità di assicurare una rapida evacuazione del Cardinale e delle autorità dallo scoglio, per questo ci viene lanciata una cima e veniamo “trainati” dal gommone della GDF lontani dalle eliche delle imbarcazioni dei fedeli intervenuti ad assistere alla funzione religiosa.
Risalgo sulla barca dell’A.M.P. ed immediatamente mi svesto per ricomporre il borsone subacqueo e la borsa fotografica. Appena siamo a terra, sbarco tutta l’attrezzatura già sistemata a dovere, saluto velocemente tutti e alle 13:15 sono sullo scooter. Quindici minuti dopo sono a casa, prendo la fotocamera NAUTICAM NA-D850 e la metto a bagno nell’acqua dolce, alle 14 sono già al mare a Sorrento con la mia famiglia  ai Bagni Salvatore.

Appena mi sistemo all’ombra, tiro fuori dalla borsa frigo i panini, ho una gran fame. Poi, dopo un bel caffè al bar, mi metto sotto l’ombrellone a guardare il GP di Monza con mia figlia Lorenza, grande appassionata di F1 come il padre.