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#48 Vervece

La domenica mattina ho sempre un’incombenza domestica … passare in pescheria a fare la spesa … quando è prevista un’immersione non resta che anticiparsi un pochino … alle 7:45 sono dal mio amico Antonio “Formaggino” per la scelta ittica, ma ovviamente ho già provveduto a richiudere lo scafandro Nauticam NA-D850 con all’interno il Nikon 13 mm modificato, abbinato ai potenti flash OneUW 160X.

Cavalco immediatamente il mio scooter e alle 8:30 sono al Punta Campanella Diving come da appuntamento. Anche oggi c’è un gran “movimento”, lo staff è al completo perché è prevista l’uscita con entrambe le imbarcazioni. Fabio inizia la sua lezione “snorkeling”  per un gruppo di clienti stranieri e con Gianluigi alla guida di “Berta” si dirigerà a Punta Campanella, noi subacquei siamo su “Marangone” e siamo diretti al Vervece. Lisa intanto completa la lezione  teorica per il corso Advanced con Felicienne. Quando siamo tutti pronti, alle 9:30 circa, usciamo dal porto, con Vittoria ed Andrea che guideranno il gruppo di sub stranieri ai quali si aggiungono anche Manuel e Veronica. Non avendo l’obiettivo adatto per scattare il mio selfie pre-immersione, approfitto dell’iPhone di Veronica per scattarne qualcuno!

Oggi l’acqua sembra più limpida e non abbiamo difficoltà a trovare la boa sommersa a cui ormeggiare il gommone. C’è una leggera onda in superficie, causata dal traffico nautico domenicale.  Mi immergo subito con Salvatore ed andiamo verso le gorgonie rosse. Vediamo una grande cernia bruna e tanti altri esemplari di piccole dimensioni, si vede anche un dentice e qualche orata. Non ci sono i barracuda, probabilmente dislocati più al largo. Verso il termine dell’immersione raggiungo lo scoglione che indica la strada per il Viale delle Gorgonie gialle, qui ci sono alcune piccole cernie. Termino la mia passeggiata nei pressi della statua della Madonna. Quando risaliamo a bordo c’è ancora tanta onda ed è difficoltoso per i clienti risalire a bordo. Torniamo rapidamente al diving e dopo aver lavato tutto, alle 11:45 sono sullo scooter in direzione di casa.

Ho il tempo di riposarmi un pochino, dopo aver smontato la fotocamera e scaricato le foto sull’iMac prima di andare a  pranzo. Appena terminato me ne vado al mare con la famiglia ai Bagni Salvatore di Sorrento. Qui approfitto per guardare la partenza del GP d’Olanda di F1 con mia figlia Lorenza, ma essendo particolarmente soporifero, in assenza di sorpassi e sussulti, decido di andare a stendermi all’ombra  per dormire un pò, lasciandola ad osservare i piloti girare sul tracciato. Quando mi risveglio, la classifica è immutata e quindi riprendo a seguire la corsa senza praticamente aver perso nulla! Vince Max Verstappen, idolo di casa, che manda in visibilio i suoi tifosi “Orange”. 

Restiamo al mare fino alle 17:30 quando ahimè siamo costretti ad andare via a causa di un incombente temporale. Il cielo ad Est è scurissimo ed il fronte nuvoloso si annuncia con saette e tuoni. Tutti si mobilitano rapidamente per abbandonare la spiaggia, noi facciamo come loro e raggiungiamo ben presto casa. In realtà è stato solo un bluff, sono cadute solo poche gocce di pioggia, il vento deve aver spinto le nuvole al largo nel golfo e non ha portato nessuna conseguenza. No Problem, ci siamo divertiti ugualmente!

 

#44 Vervece con Davide e Monica

Un violento temporale mi sveglia alle 5:30. Mi alzo dal letto e vado a chiudere le finestre e metto al sicuro gli asciugamani del mare che erano stesi ad asciugare. Vado a dormire di nuovo ma alle 6 squilla il telefono di casa … riconosco il numero,  è una zia di mia moglie che mi tiene trenta minuti al telefono per un consulto “medico”. Ovviamente non riesco a prender sonno, mi metto a giocare con l’iPad sul divano fino alle 7:45 ma poi mi alzo per preparare la fotocamera lasciando montato il Nikon 60 mm, non essendo sicuro di poter uscire con il diving,  ma non metto lo scafandro sotto pressione, lo farò solo se necessario.

Oggi è in arrivo dalla Puglia il mio amico Mimmo Tritto con i suoi amici baresi ed io vorrei provare ad uscire in barca con loro. Indosso il Kway e salgo sullo scooter, sono le 8 e mi fermo un attimo in farmacia per prendere la terapia farmacologica consigliata dal medico alla zia. La chiamo al telefono mentre sono con il farmacista e lei mi dice che ha già risolto diversamente! Grrr, ma va bene così, perderò meno tempo per arrivare a destinazione.

La strada per Massa Lubrense è bagnata e c’è del terreno e pietrisco sulla sede stradale, devo prestare attenzione. Arrivo al Punta Campanella Diving per capire se c’è la possibilità di uscire in mare e se riesco ad andare con i miei amici. Mimmo Tritto è  in ritardo sulla tabella di marcia, non c’è posto sul loro gommone per me ed inoltre  è previsto un doppio tuffo. Non avendo la possibilità di rimanere a lungo ed essendo le condizioni del mare poco favorevoli ad una mia lunga permanenza in barca, a malincuore decido di uscire subito con direzione Scoglio del Vervece, senza poter incontrare i miei amici baresi. Con me in barca ci sono ancora Davide e Monica, da quindici giorni qui in vacanza e sono contento di tornare in acqua con loro.

Prendo lo scafandro e lo chiudo, ma il sistema vacuum oggi fa i capricci, devo aver bagnato il sensore con qualche goccia d’acqua l’altra sera quando ho aperto lo scafandro dopo l’immersione notturna ed i contatti sembrano ossidati. Inizio a pulirli e dopo svariati tentativi, sembra essere tutto ok, con la luce verde che si accende sul retro dello scafandro, dopo aver creato il vuoto all’interno.

Usciamo dal porto con “Berta” alle 9, c’è un’onda lunga che frange sulla costa. Navighiamo lentamente verso lo scoglio e già inizio ad avere qualche fastidio … arrivati allo scoglio l’acqua è bianca, Stefano si tuffa per ormeggiare alla boa ma non la trova. Nel frattempo, mi vesto e appena possibile scendo in acqua.  Dopo i primi 10 metri con visibilità pessima, migliora sensibilmente. L’acqua è anche più fredda, circa 18°C.

Vedo in lontananza alcune cernie brune, un dentice e tanti saraghi pizzuti. Mi fermo a fotografare gli Anthias anthias a -35 metri, poi incontro una grande musdea. Scatto la prima foto mentre mi avvicino lentamente e … improvvisamente si accende la luce-spia rossa. Mi allarmo ed inizio la risalita ma mentre inizio a nuotare verso la superficie la luce torna verde! Ho già accumulato qualche minuto di decompressione e quindi non posso risalire subito. La spia torna rossa poi di nuovo verde, poi  rossa, verde, rossa fissa! Ho ancora 2 minuti da smaltire e non posso risalire subito. Dopo 24 minuti d’immersione sono fuori dell’acqua e passo la fotocamera a Rosy sufficientemente “agitato”.

Anche il mare è agitato e per evitare di vomitare, torno giù senza fotocamera per non soffrire il mare mosso. Trovo Gianluigi, Stefano con i miei amici fotosub e proseguo il giro con loro. Le alghe si muovono ondeggiando sotto i miei occhi, mi viene il mal di mare, … risalgo dopo 20 minuti con ancora 100 bar, ma in preda alla nausea. Salgo subito a bordo e mi lancio sulla prua stendendomi, praticamente moribondo. Arrivano anche gli altri sub e possiamo così tornare velocemente in porto. Con il gommone in movimento  già sto meglio. Quando tocchiamo terra non mi sembra vero. Scarico a fatica l’attrezzatura e la lavo, poi provo a “rimettermi” in sesto facendo una doccia calda, solo dopo recupero la mia bombola dal gommone e ricompongo il tutto nel borsone. Non sono il solo a soffrire, anche Monica, forse stanca dai tanti tuffi effettuati in queste due settimane, ha un leggero malore con vomito ma presto è tutto ok. Saluto i miei amici e me ne torno a casa, sono spossato ed ho un gran mal di testa, ma non posso saltare il selfie finale prima di andar via. Peccato non aver incontrato i miei amici baresi che sono in mare.

Alle 12 sono a casa, apro lo scafandro della fotocamera che è ancora in pressione, non c’è nessuna goccia ed è tutto ok all’interno. Forse stato solo un malfunzionamento del sistema vacuum, dovrò provvedere a controllare i connettori ed anche le batterie, forse  scariche. Posso così andare a riposare tranquillo, preso dal mal di mare e dal sonno perso in mattinata. 

Alle 13 mia moglie mi sveglia per il pranzo, poi dopo le 14 ce ne andiamo in spiaggia, vado a riposare ancora un pò tra un bagno ed il lettino,  fino alle 18 quando ce ne saliamo. Ho ancora un gran mal di testa e non esco stasera, ho ordinato una pizza a domicilio e mi metto a guardare la partita della mia squadra del cuore in TV …  che incredibilmente viene sconfitta in casa con una prestazione oscena. Che dire, una giornata proprio da cancellare!

#41 Vervece con Mimmo e Pietro

Ultimi giorni di relax prima di riprendere il lavoro. Nel pomeriggio di ieri scrivo a Gianluigi per conoscere la disponibilità di posti in barca. Mi risponde in tarda serata, dicendomi che è tutto pieno, poi alle 23:30, mi arriva un messaggio con scritto: “Vieni!”
Vado a dormire ma non preparo nulla, metterò la sveglia un poco prima per assemblare la fotocamera finalmente con il “mio” Nikonos RS 13 mm, modificato da Seacam grazie a Pietro Cremone. 

Il sonno è disturbato da un fastidiosissimo singhiozzo, sono le 4:45 e fortunatamente riesco a riprendere subito sonno. Prima delle 7 mi alzo, vado a fare la colazione, provvedo a montare e chiudere lo scafandro della fotocamera ma mi tocca anche andare in pescheria per assicurare il pranzo e la cena domenicale alla famiglia. Ritorno alle 7:50, lascio il “pescato” in frigorifero e salto sullo  scooter con direzione Punta Campanella Diving.

Quando arrivo alla Marina della Lobra sono tutti sorpresi, non mi aspettavano … mi dicono infatti che non c’è posto per me al Vervece. Il colpo ricevuto viene incassato male, resto per oltre mezz’ora sconfortato e seduto in attesa di qualche notizia. Mimmo mi stimola a prepararmi lo stesso, ma io non sono nelle condizioni mentali per seguire il suo invito.  
Quando poi arrivano anche Pietro e Stefania, Davide e Monica, Annalisa e Bruno, con tutto il gruppo pronto ad imbarcare, viene svelato lo scherzo che ha organizzato il professor Roscigno per vendicarsi delle corna che gli avevo “montato” sulla testa in un precedente selfie.
Confesso che mi hanno preso per il culo alla grande! Mi vesto velocemente dopo aver preparato fotocamera e come mio solito, salito sul gommone chiedo ad alta voce: “Devo aspettare ancora?”

Arrivati allo Scoglio del Vervece, porto con me i fotografi Annalisa, Davide e Monica, essendo stato inserito nel foglio barca come guida dell’A.M.P. per poter andare in acqua oggi! Mimmo starà da solo così come pure Pietro e Stefania. 

L’acqua in superficie è bianca, sotto migliora un poco. Subito incontriamo un bel banco di barracuda mediterranei, ci fermiamo a fotografarli quando Mimmo ci mostra un enorme Umbraculum umbraculum, la lumaca ad ombrello. Inizia a fotografare e conoscendo bene i tempi, vado via proseguendo il giro con i fotosub.

Scendiamo fino alle gorgonie rosse, lungo il percorso troviamo una musdea, poi una grande cernia in livrea bianca riproduttiva, poi un’altra musdea. C’è tanta mucillagine sulle gorgonie e anche sul fondale. Mi accorgo che il gruppo si è assottigliato, alcuni si sono fermati con Mimmo a scattare l’umbracolo. Completo il giro intorno allo scoglio con Annalisa fino alla Madonnina, poi raggiungo il piccolo arco con le margherite di mare, prima di tornare allo scoglio con gli Apogon imberbis dove c’è ancora Mimmo con il grande mollusco che lascia fotografare a tutti.
Inaspettatamente il flash di destra mi abbandona, lasciandomi solo con quello di sinistra. Peccato, succede sempre sul più bello.
Nel risalire a bordo si apprezza una leggera corrente superficiale che rende più faticosa l’operazione. Torniamo a terra, i miei amici usciranno per il tuffo successivo, io vado via, senza un flash è inutile tornare in acqua ma comunque sarei andato via lo stesso per tornare a casa dalla mia famiglia.

Ovviamente approfitto per lavare l’attrezzatura e, prima di andar via, insieme a Mimmo, lasciamo nuovamente un “ULTIMO SALUTO” al nostro caro amico Pietro Cremone,  con la speranza che gli porti fortuna come è accaduto nella precedente occasione!  

Saluto anche  tutti gli altri amici fotografi augurandogli di rivederci presto. Alle 11:30 sono sullo scooter per andare a casa, il programma è quello di andare al mare con la famiglia. L’imprevisto arriva poco dopo il pranzo … Lidia vuole esser accompagnata a casa della sua amica  Annamaria. Al mio ritorno mi prende la pigrizia, Mariolina e Lorenza sono già scese in spiaggia, io dedicherò quest’ultimo pomeriggio di libertà prima di tornare a lavorare, sistemando le foto scattate con il nuovo giocattolo Nikonos 13 mm e guardando un poco di sport in tv sul divano di casa. 

#32 Cala di Mitigliano con Arturo, Pietro e Mimmo – Immersione Notturna

Trascorro la prima parte della mattina in giro per la città e forse, dopo tanti anni di ricerche, ho scovato le Sirene a Sorrento … rientro a casa dopo averle incontrate all’asciutto.  
Dopo pranzo vado al mare a concedermi un poco di relax con mia figlia Lidia. 

Sono davanti alla mia scrivania alle 1830, preparo velocemente l’attrezzatura fotografica, pulisco il sensore digitale della fotocamera e cambio la batteria del vacuum-system dello scafandro. Alle 19 scendo e vado sotto casa dei miei genitori, saluto mamma e papà mentre arriva Arturo. Arriviamo intorno alle 20 al Punta Campanella Diving, c’è un bel gruppo di amici stasera.

Inizio subito a prendere in giro Pietro, spalleggiato dal prof Roscigno mentre tutto lo staff del diving è intento ad organizzare il tutto per l’uscita notturna.
Aspettiamo il calar delle tenebre e alle 21 saliamo in barca, siamo tanti su Marangone ma si sta comodissimi. Raggiungiamo la Cala di Mitigliano e ormeggiamo nei pressi dello Scoglio della Castagna. 

Mi immergo con Arturo, avevamo concordato un giro sul sabbione, poi sulla posidonia ed infine sui massi rocciosi. A 18 metri di profondità, nei primi minuti d’immersione, vedo fluttuare nella colonna d’acqua, nei pressi del fondo una magnifica idromedusa Olindias  phosforica, mai vista prima in vita mia. E’ bellissima ed inizio a scattare, sono strafelice perché ne avevo parlato con Mimmo a Saline Ioniche dopo aver visto Oceania armata.

Arturo è lontano e lo raggiungo, gli indico la direzione da seguire per passare sulla prateria di Posidonia oceanica. Torniamo indietro verso riva e tra le verdi foglie non riesco ad individuare né cavallucci marini, né pesci ago. Inizia la zona dove c’è roccia e sabbia, continuo a restare al limite tra i due ambienti in cerca di soggetti. Ecco un nuovo spettacolare incontro … una coppia di Alicia mirabilis, attinia “Bella di Notte” che iniziano a ritrarre i lunghi tentacoli disturbati dalle potenti lampade. Proseguiamo ed incontro una piccolissima Sepiola rondeleti, è così piccola che decido di scattare usando una tripla esposizione  per riempire il fotogramma. Più avanti trovo un’altra Alicia, la terza della serata, infine una bella triglia di scoglio, uno  scorfano rosso, qualche polpo e dopo 70 minuti, risaliamo sotto la parete rocciosa con Astroides calycularis.

Siamo gli ultimi a salire in gommone, Mimmo mi racconta di aver visto anche lui la coppia di Alicia mirabilis e di aver fotografato un cavalluccio marino, scovato da Andrea, sotto la parete rocciosa.
Ritorniamo al diving ma scarichiamo le attrezzature dal lato opposto del porto, per non disturbare gli avventori del ristorante “Paguro”. Eseguo il lavaggio delle attrezzature e faccio una rapida doccia, vorrei scattare una foto con il poncho insieme a Mimmo e Pietro, ma quest’ultimo si è già rivestito ed è seduto a tavola per la cena. Saluto tutti e salgo sullo scooter alle 2345, ma solo dopo essermi ricordato di scattare un ultimo selfie con Arturo, sia con la mano destra che con quella sinistra! A casa mi attende la cena lasciata da mia moglie Mariolina e poi finalmente posso andare nanna, soddisfatto e felice.

#22 Vervece con Mimmo

La sveglia stamattina è faticosa dopo la notturna di ieri sera. Sono le  7 e c’è un bel sole. Mi metto subito all’opera e monto il Nikonos RS13 mm che mi ha portato Pietro, in attesa dell’arrivo del mio obiettivo. Fortunatamente mi accorgo dell’assenza dell’o-ring di tenuta … 
Porto con me in immersione anche lo scafandro Nautismart Pro nel quale ho messo il mio iPhone.  

Scendo di casa alle 8, la sella dello scooter è bagnata, così come la strada. Impiego 20 minuti per arrivare al diving procedendo con maggiore prudenza. Compare un bellissimo arcobaleno, la giornata si presenta splendida. Arrivato al diving trovo Rosy, Ivo, mentre Pietro e gli altri dormono ancora.. Arriva anche Salvatore Lauro con sua figlia Felicienne, ma ci sono anche Nino e Antonio che restano “rapiti” dalla bellezza e semplicità della Nautismart Pro.

Nella vestizione delle mute, tutti indistintamente attingono alla “saponata multiflavour” di Mimmo che resta abbastanza contrariato, geloso della sua indecifrabile ricetta per realizzarla.  

Alle 9:15 siamo tutti sul gommone e raggiungiamo lo Scoglio del Vervece. C’è una forte fastidiosa corrente Nord-Sud in superficie che rende difficoltosa la discesa. Mi tuffo con Mimmo ed andiamo a scattare qualche foto “pubblicitaria”  alla Nautismart nei pressi della statua della Madonna poi proseguiamo verso il Viale delle Gorgonie gialle. Qui troviamo una enorme spugna, alcune cernie, un grande scorfano, tanti barracuda e le bellissime margherite di mare.

Mi separo da lui ed effettuo un nuovo rapido giro dello scoglio insieme a Gianluigi trovando una bella murena tra le margherite di mare, poi ritorno di nuovo alla Madonnina dove Mimmo è ancora intento a fotografare un piccolo paguro.

Termino l’immersione scattando un selfie con la Nautismart ma consumando tutta l’aria delle bombole e, con la forte corrente, sono costretto a chiedere ai miei amici di essere recuperato “in drift”. Con me resta Andrea che, professionalmente perfetto, attende in acqua il mio rientro in gommone. Arrivati al diving effettuo il rituale lavaggio delle attrezzature, saluto Pietro, Mariele, Ivo e gli altri, io vado via mentre loro si preparano per andare in acqua. 

Ovviamente, prima di scappare, faccio una foto con il mio Poncho azzurro! Una volta arrivato a casa smonto tutto e rimetto in carica le batterie, domattina è previsto un tuffo al Banco di Santa Croce e deve essere tutto in ordine! Nel pomeriggio vado al mare con mia figlia Lidia, mentre Lorenza finalmente è stata convocata per il vaccino.

Al mare poi incontro il mio amico d’infanzia Roberto Paternò. Mentre mi rilasso sul lettino, mi guardo la prima gara Sprint della F1, Il meteo nel frattempo cambia di nuovo più volte, è molto perturbato, poi esce il sole ed ancora tante nuvole. C’è anche un allerta meteo che incombe, ma alla fine non accade nulla; la serata resta piacevole ed ideale per andare a mangiare una bella pizza con la famiglia.

 

 

 

#18 Puolo con Edo e Mimmo – Immersione Notturna

La sveglia del lunedì mattina non è mai piacevole, tranne quando al termine della giornata lavorativa hai in programma un’immersione notturna, la prima dell’estate, con i tuoi amici più cari.
Dopo la colazione, mi vesto e nell’attesa che incominci una videoriunione aziendale alle 9, inizio ad assemblare la fotocamera per la serata. 
Smonto il superdome con la prolunga, usata sabato con il Nikon 16-35 mm e monto il minidome ma questa volta con lo zoom Tokina 10-17 mm regolato su 17 mm. L’obiettivo si è rovinato e non posso usare la ghiera zoom, ma funziona benissimo anche senza.

Inserisco il tutto nello scafandro e collego i flash OneUW controllandone il corretto funzionamento. Una volta sistemato, ripongo tutto nel borsone e mi preparo alla riunione e alla giornata lavorativa che mi attende.

Durante la mattinata entro a prendere un caffè in un bar di Castellammare di Stabia ma vengo riconosciuto dal un mio caro amico,  mio coetaneo che insiste nell’offrire lui. Scambiamo amabilmente due chiacchiere come ai bei tempi andati, prima di salutarlo gli chiedo info sul suo stato di salute, avendo superato un periodo difficile.  Mi raggela riferendomi di nuovi ed ancora più gravi problemi, lo abbraccio affettuosamente salutandolo, ma confesso che la mia giornata è emotivamente fortemente segnata …

Il caldo è torrido, lavorare oggi è particolarmente faticoso, lo è ancor di più alla luce delle brutte notizie che ho appreso e che non riescono a  lasciare i miei pensieri.

Rientro a casa e mi stendo un attimo sul divano, ma dopo poco scendo con mia moglie a fare alcune commissioni. Alle 19:45 sono sullo scooter con direzione Marina della Lobra.
Quando arrivo, oltre ai miei amici Edoardo, Ivana, Mimmo ed i ragazzi del Punta Campanella Diving Center ci sono anche tanti altri amici, in particolare Adriano Occhi e Claudio Giulianini, ma anche Luisa e Pierluigi. Stasera al termine dell’immersione avremo da festeggiare San Luigi ma soprattutto il 60° compleanno di Edo.

Attendiamo il calare delle tenebre e ci muoviamo dal porto con “Marangone” per andare a Cala di Puolo, ma solo dopo aver effettuato lo scatto rituale pre immersione. Il mare è calmo e la luna è quasi piena. Raggiungiamo la baia e ancoriamo. Mi tuffo per primo e inizio a scattare qualche foto al gommone con le lucine accese in acqua. Quando Edoardo e Mimmo sono pronti, scendiamo e ci dirigiamo verso il sabbione.

Scendo fino a 40 metri di profondità, Mimmo è alcuni metri più in  basso, ma ha con se una bombola decompressiva, mentre Edo è alla mia stessa profondità ma ad una ventina di metri di distanza. L’acqua è abbastanza limpida, ma in immersione siamo veramente in tanti stasera. In acqua ci sono infatti anche Fabio, Stefano, Lisa e Vittoria che accompagnano i miei amici.  La serata non è memorabile, ma riesco comunque a rilassarmi, nonostante la mia mente sia continuamente impegnata a pensare al mio amico in difficoltà. Termino l’immersione dopo 65 minuti, conditi da 15 minuti di decompressione. Degni di nota ben 4 pesci ago Syngnathus acus, una Alicia mirabilis ed un Umbraculum mediterraneum.

Rientriamo alla base intorno alle 23:30, ci spogliamo e sistemiamo le attrezzature mentre Ivana prepara le vivande per la festa imminente. Quando anche Edoardo è pronto, iniziamo i festeggiamenti con il coro augurale ed il soffio delle candeline. Alle 00:30 è ora di tornare a casa, ma non posso andar via senza aver mandato tutti nella “casetta” per scattare la foto ricordo!

 

#15 Punta Campanella con Gianluigi

Qualche goccia di pioggia cade sul casco, la strada è bagnata e devo prestare particolare attenzione mentre raggiungo il Punta Campanella Diving Center. Arrivo alle 8:30 e per prima cosa, scatto una foto ai boys. Il cielo continua ad essere nuvoloso ma il mare è bello calmo. Ci prepariamo ed usciamo con direzione Punta Campanella, con Gianluigi raggiungeremo la Savalia savaglia che si trova sugli scogli profondi del promontorio. 

 

Navighiamo veloci su Marangone con il mare calmo fin dietro alla punta, appena svoltata la parete, notiamo un poco di vento ed acqua mossa in superficie.
Seguo Gianluigi per alcuni minuti fino agli scogli profondi e raggiungiamo l’inconfondibile  ramo  giallo. Ha i polipi tutti chiusi e non vale la pena restare, solo il tempo di uno scatto e subito rientriamo verso la falesia verticale, coperta di gorgonie gialle. Con noi c’è anche Salvatore Lauro che ci segue qualche metro più in sù.
Ci dirigiamo inizialmente con direzione Massa Lubrense ma dopo poco invertiamo la nostra direzione per raggiungere il faraglione. Raggiungiamo la “sella” che unisce il faraglione alla costa e qui c’è il resto del gruppo con Andrea, Stefano, Vittoria ed i clienti. Proseguo la mia immersione dirigendomi verso il grottino con gli Apogon imberbis, dopo qualche scatto torno al faraglione dove ci sono alcuni barracuda. Terminiamo l’immersione e saliamo a bordo.  Mentre facciamo ritorno in porto, avvistiamo un gruppo di delfini che nuotano nella scia di un’imbarcazione. Proviamo ad avvicinarci e a cambiare la nostra direzione più volte, ma dopo un paio di avvistamenti, i delfini non si lasciano ammirare da vicino. Avendo preso la fotocamera ed essendoci fermati in mezzo al mare, approfitto per scattare qualche selfie con i miei amici.
Alle 12 sono già a sciacquare le attrezzature nella vasca dedicata, alle 12:30 sono a casa, mi aspetta mia moglie per andare al mare.

Quando arrivo Mariolina è già pronta e scendiamo ai Bagni Salvatore di Sorrento nonostante il cielo sia coperto. Mangiamo un panino e mi posiziono sul lettino a guardare il GP. Durante la pazza corsa odierna, il meteo cambia più volte, piove poi esce il sole. Terminata la corsa, dopo un buon caffè, faccio un bel tuffo nell’acqua fredda e cristallina ma, mentre mi asciugo disteso sul lettino, il cielo si rannuvola promettendo ancora pioggia. Alle 18 decidiamo di terminare la nostra giornata al mare, non potendo più implementare la tintarella!  

Liberazione Cavallucci Marini a San Montano

Inizia oggi ufficialmente la stagione estiva del Punta Campanella Diving Center e sono eccitato di salire per la prima volta sul nuovo battello “Marangone” che è stato appena varato. L’appuntamento è alle 11 al diving, perché l’immersione delle 8 è SOLD OUT, non c’è posto per me in barca al primo turno, ma solo nella seconda uscita.

Arrivo con lo scooter dopo essere passato a prendere la muta umida ed il resto dell’attrezzatura da trasferire per l’estate 2021 al diving. Oggi ho montato ancora il Nikon 60 mm per provare di nuovo la lente MWL1 che finora non ho avuto modo di utilizzare nelle migliori condizioni.
Qui incontro Rosy e Gianluigi che saluto rapidamente ma anche i miei amici Pierluigi e Luisa con i quali uscirò oggi in barca. Scarico l’attrezzatura e vado a posare lo scooter.

Mentre ritorno al diving, passo a salutare il mio amico dott. Gennaro Caiazzo che è seduto al bar con alcuni amici. Mi presenta un suo amico Mario che è appena venuto da Napoli per liberare ben dieci cavallucci marini ed un piccolo gattuccio che in prima mattina ha salvato da morte certa, acquistandoli dai pescatori del lungomare napoletano per poi riportarli in mare.
Avendo la dimora estiva a San Montano di Massa Lubrense, ha ben pensato di liberarli proprio davanti casa, dove all’interno delle scogliere troveranno l’habitat ideale per riprodursi, tra alghe verdi e brune, scarso idrodinamismo e tanta  Posidonia oceanica.
Comprendo subito l’eccezionalità dell’evento e cambio improvvisamente il mio programma … vado al diving, saluto i miei amici “appendendoli”, preparo la fotocamera ed indosso la muta e mi dirigo con Mario a casa sua, l’immersione la effettuerò domattina, oggi ho una grande occasione da sfruttare!

Aspettiamo un’ora nell’attesa di Gennaro che ritorni dalla sua immersione  con i compagni, ma tardando un pochino, decidiamo di iniziare l’operazione di liberazione senza di loro.  Nel frattempo si è radunata una gran folla di curiosi intorno alla bacinella che li conteneva. I figli di Mario si sono vestiti di tutto punto, pinne, maschera e muta, così come i loro amici. Entriamo in acqua e ci dirigiamo verso la scogliera dove liberiamo inizialmente il piccolo gattuccio. Subito dopo Mario torna a terra e sposta gli ippocampi nel bidone per trasportarli al largo dove troveranno la loro nuova casa. 

La configurazione fotografica montata non è quella ideale per questa situazione ma non avendo un grandangolare montato sulla Nauticam NA-D850 devo fare di necessità virtù. Mario inizia a far fuoriuscire dal contenitore i pesciolini ad uno ad uno, mostrandoli ai bambini che sono intorno a noi. Pian piano vengono liberati tutti, ma confesso di avere enormi difficoltà ad immergermi senza piombi e conseguentemente a scattare al meglio. 

Quando abbiamo ormai concluso la liberazione, vediamo arrivare la barca con a bordo Gennaro. Ritorniamo sul punto e gli mostro uno dei cavallucci che è rimasto visibile, attaccato al un ciuffo d’alga, ne vede anche un secondo qualche metro più in là, gli altri sono ormai completamente mimetizzati con la vegetazione e sono introvabili. Soddisfatto saluto Mario e la sua bella famiglia e approfitto di un passaggio con la barca per tornare al porto, evitando una lunga passeggiata con la pesante fotocamera tra le mani. 

Al diving mi spoglio e lavo l’attrezzatura, la ripongo nel deposito ma non posso salutare nessuno dei miei amici perché non sono ancora rientrati dalla loro immersione. Salto sullo scooter e torno a casa, sono quasi le 15 ed ho una gran fame. Recupero qualcosa dal frigo e dopo mi vado a stendere un poco sul divano per riposarmi un poco, prima di mettermi al computer a visionare le immagini scattate, ma mi preme elogiare il grande spirito naturalistico del mio nuovo amico Mario e di avermi consentito di documentare una così bella iniziativa! 

Viva il mare ed i suoi abitanti!

 

 

 

XI Trofeo Poseidon Team

Oggi ho trascorso una bellissima giornata insieme ai miei amici del Poseidon Team A.S.D., con la “supervisione” di un caro amico che ci ha lasciati inaspettatamente da un mese.

La giornata inizia prestissimo perché abbiamo appuntamento presso la Baia delle Sirene (ex Giardino Romantico) alle ore 8:15. Scendo con lo scooter alle 7:45 e senza aver concordato nulla, mi incontro nei pressi dell’ospedale di Sorrento il gruppo dei miei amici, a cui si è associato anche Gianfranco Capodilupo, grande fotografo e videoperatore che ci aiuterà a realizzare un breve filmato.

Raggiungiamo il cancello ed attendiamo l’arrivo del custode che incredibilmente arriva con un’ora di ritardo. Iniziano ad effettuare alcune incombenze burocratiche mentre aspettiamo e solo quando siamo giù allo stabilimento balneare, finalmente i ragazzi possono vestirsi ed iniziare la competizione.

Prima di dare lo Start alla gara alle ore 10, salutiamo il nostro amico Raffaele lasciando dei fiori in mare, tra applausi e le lacrime di tutti noi. 

In qualità di direttore e giudice di gara, lancio finalmente il segnale di inizio alle quattro ore di competizione. Gli atleti iniziano a scattare le foto nei primi metri d’acqua, con i fiori lasciati in mare  che inizialmente prendono il largo per poi ritornare in mezzo a noi poseidoniani, Raffaele era sempre presente nelle nostre iniziative sociali e anche oggi voleva fare lo stesso.

Trascorro le ore di attesa insieme al mio amico dott. Salvatore Aprea, che è venuto per assicurare la salute dei ragazzi in acqua, ma anche con gli altri amici venuti per rendere possibile la manifestazione. 
La giornata è splendida, con sole caldo, anche troppo, tanto che bisogna spogliarsi per non soffrire. La tentazione di tuffarsi per fare il bagno è enorme ma il ruolo odierno non me lo consente, devo controllare cosa avviene in acqua e fare assistenza tecnica ai ragazzi che me la richiedono.

Intorno alle 13 cominciano a ritornare a terra i primi concorrenti ed io mi prodigo aiutandoli ad aprire gli scafandri e rimuovere le schede da copiare. Entro le 14 tutti gli atleti sono fuori dell’acqua e dopo essersi svestiti, mangiamo una fetta di torta caprese preparata da Cinzia. Completata la copia di tutti i files su un hard disk esterno, rientro subito a casa per non perdere la partenza del Gran Prix di Montecarlo di F1. 

Mentre sono davanti alla tv per guardare la corsa, mangio qualcosa e  al termine vado a casa dei miei genitori dove ho provveduto a caricare i dati e le immagini dei concorrenti nel programma Safari Manager, prima di procedere alle fasi di giuria. 
Per evitare contatti con estranei in questo periodo di pandemia, ho organizzato una giuria “in famiglia” coinvolgendo mio padre Enrico, mia madre Maria Rosaria e mio fratello Arturo. Così ci siamo accomodati sul divano ed ho mostrato loro le foto da votare.

Alle 20 abbiamo quasi finito, arriva Antonio Mario, presidente del Poseidon Team, per portarmi alcune correzioni da effettuare dopo aver completato il gruppo di convalida delle specie fotografate e quindi siamo pronti a tirar fuori le classifiche.

Finisce così una bellissima e faticosa giornata, non resta che concluderla davanti alla televisione per seguire l’ultima giornata del Campionato di Calcio di Serie A con gli ultimi verdetti sulla qualificazione alla Uefa Champions League!

46 Vervece con Punta Campanella Diving Center

Domenica mattina, tempo semi-perturbato, ma nulla di compromettente per l’uscita in mare. Alle 8 scendo di casa ma metto il piumino per andare sullo scooter. Ho preso di nuovo la muta stagna in neoprene, ma questa volta senza il sottomuta ed ho montato sulla Nauticam NA-D850 il Sigma 15 mm ed il minidome Saga Dive. Ho controllato i flash OneUW ieri sera con i cavi in fibra ottica e scattavano a raffica senza perdere un colpo. 
Arrivo al Punta Campanella Diving dove ci sono Gianluigi che sarà il barcaiolo mentre Lisa, Andrea e Vittoria accompagnano i clienti sott’acqua. Prima di salire in barca controllo il funzionamento dei flash, tutto in ordine.

Il mare è calmo e l’acqua all’uscita del porto sembra limpidissima. Ormeggiamo alla boa sommersa dello Scoglio del Vervece ed io mi tuffo immediatamente prima del gruppo. L’acqua è limpida ma non limpidissima come sperato, avrei voluto effettuare alcune foto panoramiche dello scoglio. Subito incontro una coppia di murene sotto una pietra, scatto due foto poi scappano via fulmineamente. A poca distanza c’è un’altra murena ed in lontananza si vedono alcune cernie. Inizio a dirigermi verso le gorgonie rosse ed incontro un grosso scorfano che subito si mette in moto per rifugiarsi in una spaccatura della roccia dove c’è un altro scorfano più piccolo. Mi fermo lungo il tragitto a fotografare qualche bella gorgonia gialla e bianca in controluce e raggiungo la foresta di Paramuricea clavata che è “battuta” da una intensa corrente che mi impedisce di avanzare. Sono costretto a tornare indietro e vedo sfilare il gruppo di subacquei mentre mi dirigo verso la statua della Madonnina. Inizio ad avere problemi nuovamente con i cavi in fibra ottica, giro la fotocamera e guardo i flash per capire se scattano, continuano ad alternare momenti di funzionamento e non, e la cosa mi rende sufficientemente nervoso. Probabilmente i cavi si sono lesionati e bastano piccoli spostamenti dei bracci a rendere instabile la connessione luminosa con i flash. Posiziono di nuovo uno dei due flash in slave e riesco a scattare ancora qualche immagine, ma confesso di farlo senza la dovuta attenzione. Decido così di tornare al gommone, approfittando del cielo nuvoloso che traspare sotto la superficie per effettuare qualche scatto. Risalgo per primo ed attendo il rientro di tutti i sub. Arrivato a terra mi infilo direttamente sotto la doccia con la muta per lavarla accuratamente, così come faccio con la fotocamera ed il resto dell’attrezzatura.  Smonto tutto e saluto gli amici che si preparano ad una successiva uscita, me ne torno a casa alle 11:30, con il meteo che comincia a peggiorare. 

Mi fermo al garage per lasciare l’attrezzatura lavata ad asciugare, senza doverla portare a casa e rientro alla base dove la mia famiglia ha approfittato per dormire un pò in più. 
Mi metto subito all’opera per capire cosa è accaduto e, guardando con attenzione i cavi in fibra, mi accorgo che i connettori sono ormai interrotti, così li rimuovo per provare a recuperali sostituendone la parte finale. Scarico le foto al computer ma presto arriva l’ora di pranzare e di guardare le gare di MOTOGP e F1 in televisione, mi dedico così ad un pomeriggio di grande relax, con l’intensa  pioggia chenel frattempo inizia a cadere su Sorrento.