Archivi categoria: Massa Lubrense

Scoglio del Vervece con Gianluigi & Staff

Le gocce di pioggia si addensano sulla visiera del casco ed il cielo è nero plumbeo, con l’orizzonte oscurato dalla pioggia visibile in lontananza a Napoli. Sono perfettamente cosciente di essere un po’ folle, ma il richiamo di quella infinita distesa fluida è irresistibile. Arrivo al Punta Campanella Diving alle 8:20 e non c’è nessuno, non sono sicuro che si possa uscire oggi non avendo avuto conferma tramite sms …  

mentre guardo l’orizzonte ecco arrivare Gianluigi. Andiamo a prendere un caffè e aspettiamo il resto dello staff. Vittoria e Lisa restano con noi, Linda invece ci saluta e torna a casa. Gianluigi mi conferma che oggi i clienti sono stati avvisati che non ci sarà immersione, ma noi approfittiamo per fare un tuffo da soli.

Nel frattempo comincia a piovere forte. Aspettiamo al riparo della tettoia del Paguro che smetta e iniziamo a prepararci. Alle 10 infatti il cielo si è liberato della maggior parte di nubi e fa capolino anche un tiepido sole. Decidiamo di fare una turnazione, scendiamo prima io e Gianluigi poi tocca a Lisa e Vittoria, noi attenderemo bagnati in barca in modo da evitare di far prendere freddo alle ragazze. Raggiungiamo la boa di ormeggio e ci immergiamo. L’acqua è pessima nei primi metri, molto peggiorata rispetto a ieri, come riferito dai miei amici. Fino ai 20 metri la situazione visibilità è critica, sotto i 30 metri migliora sensibilmente ed è qui che mi trattengo a lungo con la mia Nauticam NA-D850 equipaggiata con il 105 mm ed i flash Ikelite DS161. Inizio a scattare qualche foto agli Anthias anthias poi vado oltre sorvolando le gorgonie rosse in cerca di qualche soggetto interessante. In lontananza vedo un’aquila di mare che nuota planando verso il fondo, mi avvicino e nonostante la lente montata adatta, riesco a stento a metterla a fuoco a causa della scarsa luce e visibilità. Quando trovo un grosso scorfano rosso, mi fermo a fotografarlo per bene, effettuando anche qualche scatto in doppia esposizione. Incrocio Gianluigi che ha fatto il giro inverso dello scoglio e risalgo al limitare tra acqua torbida e quella pulita, dove stazionano i barracuda. I pesci preferiscono stare nel torbido così me ne vado in cerca di murene con gamberetti. Desisto immediatamente perché la visibilità è pessima e manometro e computer subacqueo mi suggeriscono che è il momento di risalire. Raggiungo la parete a 6 metri sotto la scaletta di approdo allo scoglio ed effettuo la lunga decompressione senza spostarmi per non sciupare aria, parzialmente “sprecata” a causa di una perdita continua al secondo stadio dell’erogatore che mi ha infastidito per tutta l’immersione.

Risaliamo sul gommone mentre Lisa e Vittoria scendono in acqua. Aspettiamo in barca il loro ritorno, chiacchierando amabilmente di photoshop e lightroom, con il sole che entra ed esce dalle nuvole. Durante il rientro ci ammazziamo dalle risate, con Lisa che ha gonfiato al massimo la sua muta stagna prendendo le sembianze dell’omino della Michelin!

 

Alle 12:30 siamo di nuovo al diving per una doccia calda e per sistemare le attrezzature. Saluto tutti e mi rimetto sullo scooter, soddisfatto per aver anche oggi “rubato” un’immersione in una giornata che prometteva tutt’altro! 

 

 

 

Copertina “Surrentum” e Premio Vervece

Mentre ero a Saline Joniche, durante una pausa di riposo tra un’immersione e l’altra, mi arriva il messaggio di Gaetano Milone che mi chiede con urgenza di inviare delle foto per la copertina della rivista Surrentum … sono lontano da casa ma riesco grazie al Cloud a recuperare alcuni scatti … vedere l’immagine in copertina è sempre bello!

In serata poi ho ricevuto, insieme ai miei familiari, un attestato di benemerenza  in occasione della festa della Madonnina del Vervece a Marina della Lobra.

 

Grottino dei gamberi con Edo e Gabriella

Ieri sera avevo in programma un tuffo notturno, poi abortito a causa del vento forte che ha agitato il mare; mi sono così piazzato davanti alla Tv a guardare fino a tarda sera la partita di UEFA Supercup tra Liverpool e Chelsea. Al termine  dei calci di rigore mi sono messo in azione, con il buio, per pescare e spostare dopo oltre due mesi di cure, un pomacantide dalla vasca di quarantena alla vasca del salone e me ne sono andato a letto. Non ho assemblato la fotocamera prima di stamane, quando dopo la colazione, ho provveduto a rimontare il Sigma 15 mm e Minidome Saga sulla Nauticam NA-D850. Anche oggi ho usato i flash Ikelite DS161 con i nuovi bracci Flex-Arm e per la prima volta ho portato con me la GoPro Hero7 in immersione.
Raggiungo il Punta Campanella Diving dopo esser passato in garage a prendere due copie del volume “I Colori delle Sirene” da consegnare ed autografare ai miei amici Edoardo Ruspantini e Pietro Cremone. Al diving c’è gran fermento, oggi ci sono molte presenze, è arrivata anche Gabriella Luongo che riceverà la sua copia alla prossima occasione, non essendo stato avvisato della sua presenza. Prepariamo le attrezzature e partiamo alle 9:30 verso Punta Campanella, senza Pietro che ha rinunciato a causa di uno stato influenzale, c’è molta onda e la navigazione è condita di spruzzi. Ormeggiamo alla boa e ci raggiunge anche un tender di un mega-yacht con tre clienti a bordo che devono immergersi con noi. Mi dirigo insieme a Edoardo e Gabriella alla grotta dei gamberi che si trova a 45 metri, accendo la GoPro prima di entrare nella caverna ed inizio a scattare. Edo è più avanti di me, mentre Gabriella resta nella parte anteriore, date le dimensioni ridotte della cavità. Ci sono tanti gamberi Plesionika narval e qualche aragostina. Alcune musdee banchettano con i gamberi facendo un sol boccone dei gustosi crostacei. Restiamo pochissimo perchè si solleva subito un gran polverone, risaliamo lungo la parete e mentre Edoardo e Gabriella vanno a seguire i barracuda in acqua libera, me ne torno sulla parete dove c’è la grotta con i re di triglie Apogon imberbis, ma vi è già entrata Lisa con i tre clienti, si è alzato un polverone che mi fa andare via subito. Proseguo ed incrocio Virgilio e gli mostro un bel pesce balestra mediterraneo Balistes carolinensis che però non collabora, mantenendosi a debita distanza da entrambi. Termino così l’immersione effettuando qualche prova ulteriore con l’action-cam in modo da comprenderne pregi e difetti, prima di risalire sul gommone. La permanenza in barca in attesa della risalita di tutti i sub è la cosa per me più spiacevole quando le condizioni del mare sono come quelle odierne, onde che arrivano da ogni dove e sballottano la barca in continuazione. Fortunatamente ci muoviamo presto, senza che la nausea mi colga, iniziamo così una nuova navigazione bagnata verso il porto di Marina della Lobra. Arrivati a terra, dopo il risciacquo doveroso delle attrezzature, mi metto  in moto verso casa, ma solo dopo aver consegnato le due copie del libro ad Edoardo e Pietro. Loro proseguono la giornata in immersione al Vervece, io me ne vado al mare con la famiglia a Sorrento al mio stabilimento di fiducia per trascorrere con loro il ferragosto! 

 

 

 

 

 

 

Grotta e Tunnel dell’Isca con Virgilio

La sensazione di dimenticare qualcosa non mi lascia tranquillo fin quando arrivo al Punta Campanella Diving. Porto con me una maschera di scorta perchè non ricordo se l’ho lasciata lì, solo allora, con la cesta dell’attrezzatura completa di tutto, mi rassereno ed inizio ad assemblare il tutto. C’è anche una sorta di leggera emozione a ritornare nel mare di casa dopo la vacanza a Corfù. Ho portato con me alcuni nuovi accessori, arrivati a domicilio mentre ero fuori Italia: due bracci lunghi in carbonio e le nuove clamp Flex-Arm ma anche lo scafandro (vuoto) per la GoPro Hero 7 della T-Housing, sempre distribuita da Flex-Arm. Ho optato per una configurazione versatile della Nauticam NA-D850, montando il Sigma 15 mm ed il minidome Saga, abbinata ai falsh Ikelite DS161 non conoscendo a priori il luogo dell’immersione.

La scelta dell’itinerario cambia più volte, si decide così di andare subito allo Scoglio dell’Isca e poi per la seconda immersione, a Puolo. Io sbarcherò al termine del primo tuffo per tornare a casa, effettuando solo la prima immersione. Partiamo e raggiungiamo il punto, durante la navigazione il cielo si rannuvola, ma più tardi tornerà a splendere il sole. Mentre siamo in barca, Virgilio mi chiede di seguirlo, mi porta infatti ad una piccola grotta a 35 metri che non conoscevo, mi racconta che un tempo c’erano migliaia di gamberetti Plesionika narval, adesso la cavità è apparentemente disabitata, con un fondale fangoso che può sollevarsi facilmente senza le doverose precauzioni. Virgilio non entra e mi lascia visitare indisturbato la grotta, all’ingresso ci sono delle Pinna nobilis morte ancora infisse nel sedimento.  

Quando esco non lo vedo ed inizio il ritorno verso il tunnel sommerso dove è diretto tutto il gruppo di olandesi ed americani. L’acqua è abbastanza limpida ma c’è una “nuvola” che si innalza dalla roccia, guardo da vicino e mi accorgo che le spugne sono in riproduzione e stanno emettendo i gameti. Visito la cavità con grande calma, lasciando andare via anche tutto il gruppo per provare a scattare una foto panoramica. I saraghi sono all’interno del tunnel e non fuori come al solito, sono abbastanza confidenti oggi, ma mi dedico poco a loro, provando a fotografare la grotta in toto. Appena rientra il gruppo sotto la volta del tunnel approfitto per scattare qualche foto anche con loro, fin quando giunge il momento di risalire. Torniamo al diving velocemente, alle 11:30 siamo già a terra, sono contento per aver assaporato di nuovo l’azoto e perchè così posso dedicarmi alle molteplici cose che ho da sistemare a casa, tra le quali … guardare e sistemare le foto della Grecia e quelle scattate oggi!

Punta Campanella con Associazione Jacques Cousteau

Ho faticato ad alzarmi dal letto, ero quasi sul punto di desistere, spegnendo la sveglia; mi sono fatto coraggio pensando che sarebbe passata una settimana di lavoro prima di poter tornare in acqua! Così mi sono messo in azione, preparando anche la fotocamera con una lente diversa che non ho ancora utilizzato sulla mia Nauticam NA-D850 con il minidome. Controllo anche lo stato di carica dei flash Ikelite DS161 che mostrano due led rossi accesi, chiudo il tutto nel borsone e vado a Massa Lubrense. Durante il viaggio sullo scooter vedo il mare agitato dal vento forte di Grecale che ha anche pulito il cielo dalle nuvole rendendo visibili le isole del Golfo di Napoli. Con grande sorpresa al Punta Campanella Diving incontro gli amici dell’Associazione Jacques Cousteau (non avendo letto il messaggio email  di avviso ai soci) capitanati da Nicola ed Antonella, ma ci sono anche Danilo, Francesco, Linda e l’australiano Dario.

Per sfuggire al forte vento l’opzione è quella di voltare la Punta Campanella. Saliamo tutti a bordo del gommone comandato da Vittoria e raggiungiamo la boa di ormeggio al di sotto del faro. Gianluigi ed Andrea accompagnano il gruppo alle gorgonie rosse, mentre io me ne vado in cerca della Savalia savaglia che si trova sulla punta, in mezzo al mare. Anticipo il gruppo ed effettuo la capovolta, Vittoria mi passa la fotocamera e scendo subito sotto il faraglione per poi raggiungere gli scogli da cui partire in cerca del “corallo nero”. Mi fermo a scattare una foto alle prime gorgonie che incontro e mi accorgo che la cupola dell’obiettivo Nikon 10,5 mm è completamente appannata! Nelle fasi di preparazione ho lasciato forse per troppo tempo la fotocamera al sole dopo averla assemblata, distratto dalla presenza dei miei amici. Fotografare è impossibile, ma vado comunque in cerca dello scoglio isolato, sorvolo l’area ma non vedo nulla che ricordi il ramo che sto cercando, dovrò ritornare con Gianluigi che conosce bene il posto! Torno indietro placidamente, l’immersione fotografica è ormai compromessa, passeggio sul fondo roccioso dove si vede qualche piccola cernia, alcuni dentici e tanti saraghi fasciati. Controllo ogni tanto l’appannamento dell’oblò che piano piano inizia a pulirsi.  Raggiungo il grottino con la famiglia di Apogon imberbis dove finalmente posso scattare qualche foto, mentre ritorno verso il faraglione, trovo Nicola e Dario che sono in cerca della piccola caverna. Li porto sul posto, scatto qualche foto con loro e me ne vado di nuovo, alla ricerca del banco di barracuda che solitamente staziona sulla punta. Trovo subito alcuni piccoli esemplari abbastanza confidenti, più distante c’è l’intero gruppo, formato comunque da individui di piccole dimensioni. A pochi metri d’acqua mentre effettuo la sosta di sicurezza si sente la risacca ed è fastidioso rimanere ulteriormente in acqua. Me ne risalgo così a bordo, il gruppo è già al completo, torniamo alla base con le onde a prua ma gli spruzzi d’acqua sono pochi poichè l’intensità del vento è calata, girando anche di quadrante, adesso soffia il Maestrale tipico dell’orario. Non mi trattengo sul posto e come al solito scappo subito a casa per andare al mare con mia moglie presso lo stabilimento “Bagni Salvatore” di Sorrento dove sono stati sostituiti i vecchi ombrelloni verdi con quelli nuovi gialli, qui trascorro il pomeriggio in estremo relax.

 

Oggi non è andata come sperato ma non importa, porto a casa ancora una volta l’insegnamento di restare concentrato al 110% nella fase di preparazione, fortunatamente non ho fatto danni e questo è fondamentale, ma è grazie a queste giornate che si ricaricano le batterie per il prossimo tuffo!

Vervece con Gianluigi

Ieri notte mentre ero di ritorno sullo scooter con mia moglie da una manifestazione a Villa Fondi a Piano di Sorrento mi sento chiedere: “Ma domani vai a mare?” e la mia risposta immediata è: “Certamente!” Stamattina mi son dovuto svegliare prima del solito perchè non ho avuto modo di preparare nulla per andare a fotografare, così subito dopo la barba e la colazione, sono corso nello studio a sistemare la Nauticam NA-D850 con il Tokina 10-17 mm posizionato fisso a 15 mm ed il minidome Saga Dive, abbinato ai flash Ikelite DS161. Ormai sono sveltissimo nelle operazioni con la nuova fotocamera sebbene eseguite con perizia per evitare di far danni, subito dopo sono pronto a raggiungere il Punta Campanella Diving a Marina della Lobra. Viaggiare con lo scooter oggi è piacevolissimo, non c’è il caldo afoso della scorsa settimana, c’è un poco di vento ma il mare è calmo. Arrivo a destinazione e ci sono tutti i componenti dello staff in azione, Andrea alle prese con alcuni clienti brasiliani per fare snorkeling, Lisa e Vittoria “vestono” gli altri clienti americani per l’immersione allo Scoglio del Vervece. I miei compagni in acqua oggi sono Gianluigi, con la sua fotocamera Nauticam NA-D810 + Nikon 16-35 mm e Virgilio. Gianluigi mi racconta di aver visto molto pesce qui al Vervece, ieri pomeriggio in immersione, anche un Pesce San Pietro, proviamo così a ritrovarlo …

Acqua torbida nei primi metri, una leggera corrente spinge in direzione di Capri, più in profondità la visibilità migliora al di sotto del termoclino. Seguo Gianluigi che si dirige verso il Viale delle Gorgonie e raggiungiamo la parete con le spugne gialle. Qui c’è una bella aragosta sotto una rientranza della roccia. C’è n’è anche una seconda in una spaccatura più in basso, ma ha le antenne spezzate, probabilmente a causa di una “colluttazione” con un polpo predatore che non è andata a buon fine per quest’ultimo. Gianluigi mi sopravanza ed ha appena incontrato il pesce che cercavamo … lo vedo scattare alcune foto e lo raggiungo cercando di arrivare a metterlo tra noi due per provare a tenerlo sotto “scacco”. L’impresa è vana, il pinnuto si muove mostrandoci sempre la coda, intento a sfuggire “all’abbraccio” a tenaglia dei nostri flash elettronici. Dopo un rapido cenno d’intesa tra noi, lo lasciamo andare. Seguiamo il viale roccioso coperto di Eunicella cavolinii e raggiungiamo la parete esterna del Vervece per effettuare il giro completo dello scoglio, dove Lisa è in immersione con clienti. Lungo il percorso si vedono tante cernie, un piccolo gruppo di corvine e qualche dentice, raggiungiamo il banco di barracuda che staziona nell’acqua più calda e torbida, vicino alla parete sovrastante la statua della Madonna dove mi dedico a fotografare le margherite di mare che “lottano” con le alghe brune per riconquistare il substrato che un tempo era occupato dai coloratissimi polipi di Astroides calycularis e Parazoanthus axinellae. Mentre effettuo la decompressione mi affaccio in una spacca a sei metri di profondità dove c’è una murena che dopo un poco si sposta andando a scomodare, facendola spostare, una piccola cernia che era più dentro nella tana. Finiamo l’immersione e rientriamo al diving, come al solito risciacquo e sistemo l’attrezzatura per l’indomani e me ne torno a casa per pranzare, poi tornare al mare con mia moglie per qualche ora, prima di andare in serata a festeggiare l’onomastico (Sant’Enrico) di mio padre e mio nipote con tutta la famiglia.

 

Tunnel dell’Isca – Underwater Photo Days Punta Campanella

Il programma odierno prevedeva la sveglia alle 9, per recuperare dalle ore piccole di ieri sera, ma l’imprevista videochiamata alle 8:30 di mia figlia Lidia, che è in vacanza a Roma dagli zii, mi tiva giù dal letto con leggero anticipo. Approfitto così per far colazione,  accendere il computer, scaricare le foto dalla memory card e sistemarle con lightroom per pubblicarle sul blog. 

Alle 11 sono al Punta Campanella Diving Center con Pietro che mi ha portato un nuovo giocattolo da provare. Mi presta il suo mitico ed introvabile Nikonos RS 13 mm, obiettivo subacqueo vintage di gran valore. Pietro me lo monta sulla fotocamera ma quando accendo il Vacuum Sytem per mettere sotto vuoto lo scafandro, mi accorgo che la spia è fissa sul rosso … Pietro mi fa notare che è il segnale della batteria esausta, che va rimpiazzata. Qui nasce il problema … non ho la batteria di ricambio, non mi perdo d’animo e vado in tabaccheria a 100 metri di distanza ma non trovo ciò che cerco. Allora prendo lo scooter e raggiungo la piazza di Massa lubrense dove c’è un secondo rivenditore di tabacchi ma anche lì non trovo la batteria. Maledizione! Sono sconfortato al pensiero di dover lasciare all’asciutto la fotocamera, mentre ritorno verso il porto mi fermo ad un negozio di casalinghi dove c’è un’abbondanza di batterie CR2032! Ne compro una confezione e corro a prepararmi. E’ incredibile come attrezzature di migliaia di euro siano legate ad una batteria da 1,50 euro.    

Finalmente sono ok, usciamo in gommone con direzione Scoglio dell’Isca, raggiungiamo il punto d’immersione dopo una navigazione movimentata dalle onde delle centinaia di barche che sfrecciano nel Golfo. Entro nel Tunnel sommerso, l’acqua è torbida, mi dirigo subito alla spaccatura verticale, mi segue Ivana, le faccio segno di avanzare ma non avendo concordato nulla prima, con capisce il mio intento e si allontana pensando di doversi togliere dall’inquadratura. Proseguo a scattare foto con il Nikonos RS 13 mm approfittando di Edoardo e Pietro come modelli occasionali. Oggi ci sono tantissimi saraghi fasciati e sono più socievoli del solito, ma sempre pronti a mostrare la pinna caudale all’obiettivo del fotografo. Restiamo 60′ nella cavità con le “finestre” luminose prima di uscire all’esterno e risalire. Mentre eseguiamo la sosta di sicurezza, approfitto per farmi scattare una foto ricordo.

Rientriamo alle 15 al diving e sono affamato, mangio un cornetto gelato mentre smonto il 13 mm e sistemo tutte le attrezzature e recupero gli obiettivi ed oblò che ho prestato a Pietro e Gianluigi. Saluto tutti e rientro a casa in tempo per guardare la fine del GP d’Austria di F1 dove c’è la Ferrari di Charles Leclerc in prima posizione. Mentre seguo gli ultimi giri della corsa, mangio un bel piatto di pasta con le zucchine.

 

Puolo con Dario – Immersione Notturna

Caldo torrido, in auto non si può stare, 39,5°C alle ore 14:30 e 29,5°C alle ore 20:15! Unica soluzione è rinfrescarsi in mare. Così raggiungo Puolo per fare immersione con i miei amici dell’Associazione J. Cousteau a cui si aggiunge l’australiano Gaetano Dario Gargiulo che arriva in auto con Francesco De Rosa. 

Aspettiamo il tramonto ed anche che cominci il buio, ma una volta in acqua ancora si vede il chiarore del tramonto. Scendo subito sul sabbione e mi imbatto nella “solita” rete da posta a pochi metri di profondità. La sorvolo segnalandola ai miei amici che invece seguono la parete. Stasera sulla sabbia non c’è nulla, solo qualche rifiuto antropico … taglio verso la roccie e nemmeno tra le pietre “gira” qualcosa d’interessante. Risalgo verso la parete dove ci sono i miei amici e si inizia a vedere qualcosina, una murena, qualche paguro, fin quando arrivo al punto dove avevo visto i pesci ago. Li ritrovo tra le verdi  foglie, due maschi sono insieme nella stessa pianta, mentre una femmina è poco distante tra le alghe brune del fondale. Noto che c’è stato già il passaggio dei miei compagni perchè i longilinei pinnuti sono abbastanza poco collaborativi, forse anche disturbati dalle mie potenti lampade. Riesco a fotografarli insieme con il Micro Nikkor 60 mm montato sulla Nauticam NA-D850, a cui ho abbinato anche la lente Nauticam SMC, montata sul flip per poterla mettere in uso appena necessario. Anche oggi ho configurato il tutto con i flash Inon Z240 con cupole GloDive e bracci galleggianti Flex-Arm. Resta poco altro da fotografare stasera, un grosso paguro con le attinie, alcune uova di calamaro in una spaccatura della roccia ed un piccolissimo gambero vinaio Gnatophyllum elegans, così me ne vado in cerca delle piccole conchiglie tra le foglie di posidonia … e fatico a trovare una Smaragia viridis, mentre l’altra sera ne ho viste tre. Termino l’immersione dopo oltre 90′ tra i ciottoli dove ci sono alcuni pesci lucertola Synodus saurus e un gronco delle baleari Areosoma balearicus che si sotterra davanti ai miei occhi. I miei amici sono già all’asciutto ed asciutti, con le attrezzature già pronte per tornare in auto. Approfitto così del loro aiuto per farmi aprire la muta stagna senza dover ricorrere al cordino per l’evasione dalla muta alla Houdinì, prima di salutarli augurandogli una buona cena. Me ne torno a casa dopo aver sistemato il tutto per poi procedere alle operazioni di lavaggio che si protraggono fino a dopo la mezzanotte. Vado a dormire “cotto” ma sempre soddisfatto, la mia dose d’azoto me la sono procurata anche stasera! 

Vervece con Punta Campanella Diving Center

“E che ci fai qui alle 8:44?” Mi dice Andrea al mio arrivo al diving indicandomi l’orologio … effettivamente sono in ritardo rispetto al solito ma l’appuntamento prefissato è alle 9:30!

Oggi ho portato con me un nuovo giocattolo da provare in acqua, lo zoom Nikon 16-35 mm prestatomi da Gianluigi al quale ho prestato il minidome Saga ed il Sigma 15 mm per andare in vacanza in Sardegna. Lo scafandro Nauticam NA-D850 con superdome e prolunga si trasforma in un’arma da guerra, non proprio pratico da maneggiare. Ho abbinato i flash Ikelite DS161 ed i bracci galleggianti Nauticam, ma sono certo che la fotocamera in queste condizioni sarà “positiva”, stante il grande volume interno dell’oblò. Dovrò sicuramente provvedere ad acquistare dei bracci lunghi da 40 cm Flex-Arm per usarli in grandangolo con il superdome! 

Al diving ci sono i miei amici Luisa e Pierluigi, cuori bianconeri come me, venuti a fare immersione al Vervece oggi, insieme ad alcuni clienti americani. In barca resta Linda, mentre Lisa, Virgilio e Vittoria accompagnano i sub in acqua. Oggi sono tornato sulla parete che ho visitato l’ultima volta qui, quando avevo montato il 105 mm. Questa volta l’obiettivo è adatto a riprendere i ventagli di gorgonie gialle attorniati da Anthias anthias. Resto poco in profondità a causa di una piccola perdita di aria da una frusta dell’erogatore della quale non mi ero accorto in barca e che cerco di individuare con un selfie, torno subito indietro e cerco ancora la murena con i gamberetti. Ritrovo il punto ma il pesce non c’è, si vedono solo i due Stenopus nel buco. Proseguo il giro ammirando alcune cernie durante il mio percorso, raggiungo la statua della Madonnina dove si vedono anche i barracuda. Qui l’acqua è molto più torbida, calda ed opalescente, fotografare bene in queste condizioni è improponibile. Termino così l’immersione comunque soddisfatto; a parte l’assetto in acqua, l’obiettivo zoom è molto versatile ma adatto soprattutto a fotografare grandi pesci pelagici in mete esotiche. 

Arrivati in porto dobbiamo attendere l’uscita di alcune barche charter in uscita per escursioni a Capri e Positano, prima di poter scendere in banchina per riporre le attrezzature. Saluto i miei amici al termine delle operazioni di risciacquo, dandogli appuntamento alla prossima settimana quando anche loro porteranno con se le fotocamere per l’UNDERWATER PHOTO DAYS PUNTA CAMPANELLA  del 29-30 giugno.

 

Scoglio del Vervece

La lavatrice ha terminato il suo programma rapido, i sottomuta sono lavati e stesi al sole, in attesa di essere messi a deposito per qualche mese. È finalmente arrivata l’estate, o almeno, così sembra, quindi ho deciso di abbandonare le due mute stagne per indossare l’uniforme bagnata, che garantisce una diversa vestibilità e praticità. Oggi ho usato la mia Nauticam NA-D850 con il Micro Nikkor 105 mm, una configurazione che non avevo ancora utilizzato. Ho portato con me anche la lente Nauticam SMC avvitata sul pratico flip ed ho utilizzato una coppia di flash Inon Z240 montati sui bracci galleggianti Flex-Arm. 

Arrivo con lo scooter al Punta Campanella Diving alle 8:15, in leggero anticipo sull’appuntamento, preparo la fotocamera e inizio a vestirmi. C’è stata un’imprevista defezione di alcuni clienti che arriveranno nel pomeriggio per cui stamattina siamo in pochi in acqua. Dopo alcuni cambi d’itinerario alla fine si decide di andare comunque allo Scoglio del Vervece come previsto inizialmente. Non bisogna attendere ulteriormente, così saliamo sul gommone per partire quando Virgilio si accorge che la sua maschera graduata si è spezzata in due! Ahimè è costretto a fare da barcaiolo, non potendo usare una normale maschera in sostituzione. In acqua con me scende la neo istruttrice Lisa che effettuerà un giro diverso dal solito, dirigendosi verso il Viale delle Gorgonie gialle. Li seguo nella discesa con acqua molto torbida a causa della fioritura fitoplanctonica, raggiungendo una balza subacquea che avevo sempre erroneamente escluso dai miei itinerari subacquei al Vervece. La parete è molto bella, ricca di gorgonie Eunicella cavolinii e in basso si intravede anche una piccola grotta che visiterò la prossima volta che monterò il grandangolare. Mi fermo a fotografare gli Anthias anthias mentre Lisa prosegue il suo percorso. Solo a bordo saprò che hanno incontrato un bel pesce San Pietro!

Non resto a lungo a fotografarli perché il mio programma odierno è ben preciso …. andare in cerca di una “specifica” Muraena helena … della quale ho chiesto informazioni alla mia amica Antonella che l’ha fotografata in questi giorni. Le sue indicazioni sono preziose e precise, il pesce è nella sua tana e … con lui o lei c’è anche … lo Stenopus spinosus!

Il gambero meccanico arancione è sulla parete della tana, immobile, mentre la murena entra ed esce dal buco assecondando inversamente i miei movimenti. Mi avvicino e si ritrae, mi sposto dal lato della coda dove c’è un altro Stenopus e tira fuori in capo e spalanca le fauci. Il mio intento è proprio quello di far destare dal “sonno” il primo gambero, una femmina con le uova, stimolata dal movimento della murena. Paziento a lungo fin quando ciò che avevo sperato accade, il gambero si sposta e sale sul muso del pesce ma la murena non collabora spalancando la bocca per lasciarsi pulire. Probabilmente l’operazione è stata già effettuata ed il gambero dopo poco passa oltre, rintanandosi dall’altra parte del buco, dove la mia lampada ed i flash non arrivano. Me ne risalgo abbastanza soddisfatto, ma solo per aver “cercato” la situazione e poi averla trovata realmente, bisognerà ritornare per riuscire a cogliere l’attimo giusto.

Si torna così a terra dove risciacquo l’attrezzatura che finalmente posso lasciare al diving, in modo da non doverla portare con me sullo scooter; d’ora in poi potrò viaggiare leggero con il solo borsone fotosub senza grandi ingombri. Rientro a casa in anticipo rispetto al solito, ho così il tempo di andare al supermercato per provvedere al pranzo che consumerò in spiaggia con la mia famiglia allo stabilimento balneare “Salvatore” di Sorrento. Viva l’estate!