Archivi categoria: Cala di Puolo

#28 Punta Lauro con Andrea

In serata sono andato a dormire con la pioggia. Stamattina l’asfalto è ancora bagnato ed il cielo è plumbeo, ma non piove. Mi dirigo con lo scooter a Marina della Lobra e quando arrivo al Punta Campanella Diving ci prendiamo un bel caffè prima d’iniziare la preparazione delle attrezzature. C’è onda lunga e di conseguenza decidiamo di andare a Cala di Puolo e poi a Punta del Capo.

Gianluigi resta a terra a fare manutenzione agli erogatori, ma ci “segue” da vicino con il suo drone. Lisa, Andrea e Stefano entrano in acqua con Antonio ed una cliente inglese. 

Usciamo lentamente dal porto e ci prepariamo per immergerci di lì a pochi minuti. Ci tuffiamo infatti all’esterno di Punta Lauro senza ormeggiare. Vittoria ci segue con Marangone lungo il percorso e ci riprende all’interno della baia dove ci sono ancora tantissime meduse. Stefano è costretto ad abortire l’immersione a causa di una infiammazione ai seni frontali.

Durante la passeggiata subacquea vedo una piccola aragosta in tana, un paio di stelle Chetaster longipes e la rete abbandonata. Entro anche nella piccola grotta che si apre sulla parete, poi arrivo allo scoglio con le margherite di mare dove incontro incredibilmente i miei amici Antonella Savarese e Nicola Merlino. E’ il giorno del suo compleanno e gli faccio gli auguri direttamente sott’acqua, ovviamente scatto anche un selfie ricordo! Sono stato abbastanza “fondo” nella prima parte dell’immersione per cui ho accumulato qualche minuto di decompressione, risalgo appena la termino in previsione del tuffo successivo da effettuare a Punta del Capo.

 

#27 Cala di Puolo con Andrea

Trascorriamo una cinquantina di minuti in barca in attesa di tornare sott’acqua, cambiamo le bombole qui in rada a Cala di Puolo e appena pronti scendiamo di nuovo. Con me c’è anche Andrea con la sua GoPro mentre Lisa è con il turista straniero.

Subito incontro una gran quantità di valve di mitili ed anche la rete che le conteneva. La recupero e la metto nella tasca della muta, proseguo il mio giro andando verso la parete ma con il flash di sinistra completamente scarico. Modifico la configurazione ed ovviamente ne uso uno solo.

Lungo il percorso mi imbatto in una bella situazione fotografica, ma con la configurazione errata! Uno sciarrano Serranus scriba ha appena mangiato un gambero Stenopus spinosus e le antenne bianche sono ben visibili mentre fuoriescono dalle fauci del serranide. Sarebbe stato utile avere un obiettivo macro. Un’occasione persa!

Proseguendo incontro una piccola aragosta e null’altro di notevole da segnalare. Dopo 45 minuti risalgo a bordo, anche gli altri sono risaliti e così torniamo al Punta Campanella Diving. Sistemo tutta l’attrezzatura dopo averla lavata e me ne torno a casa verso le 13. Quando disfo la borsa con la muta, mi accorgo di aver dimenticato il cappuccio in barca, così avviso i miei amici di tenermelo da parte. Posso finalmente sedermi a tavola con le mie donne, mentre pranzo con loro, guardo in televisione il secondo tempo della partita di calcio della mia squadra del cuore.

#25 Cala di Puolo con Punta Campanella Diving

Trascorriamo una quarantina di minuti d’intervallo in gommone mentre sostituiamo le bombole e ci prepariamo al successivo tuffo, il cielo si è rannuvolato e due clienti desistono dall’effettuare la  seconda immersione perché infreddoliti. Questa volta scendo da solo e anticipando il gruppo, Fabio ed Andrea hanno da accompagnare i clienti lungo la parete rocciosa di Punta Lauro ed impiegano un pò di tempo a prepararsi.

Nei primi metri della colonna d’acqua la visibilità è pessima, quasi lattescente, in questa zona però ci sono tantissime piccole meduse Pelagia noctiluca, dall’insolito colore arancio, segno di uno stadio giovanile.

Effettuo un rapido giro sulla punta dove trovo una piccola aragosta, non resto a lungo in profondità perché è mia intenzione andare a vedere se mi riesce di fotografare le meduse. Ce ne sono tantissime e molte di esse hanno catturato alcuni tunicati pelagici,  dedico così gran parte del tempo  e delle foto a loro.

Dopo 45 minuti risalgo in superficie, consapevole che le persone che sono a bordo hanno freddo e desiderano tornare a terra quanto prima. Sorprendentemente, c’è di nuovo il sole, aspettiamo anche la riemersione di Andrea e rientriamo subito a terra dove ci si mette in fila per “tuffarsi” sotto la doccia calda. 

Metto in ordine le mie cose e saluto tutti, torno dalla mia family per festeggiare con loro. Alle 13:30  sono già a casa, prima del solito. Mia moglie che mi conosce alla perfezione ha interpretato i miei desideri, cucinando il mio piatto preferito. Sono abbastanza “cotto” e mi stendo sul sul divano, mi addormento all’istante. Quando mi sveglio trovo una valanga di telefonate e messaggi, inizio così a rispondere a tutti per ringraziarli! 

#22 Cala di Puolo con Punta Campanella Diving

Stamattina fatico ad alzarmi; la sveglia suona due volte prima di spegnerla definitivamente alzandomi. I due giorni trascorsi in ferie “in casa” a causa della pioggia, mi hanno però consentito di ultimare la gestione delle foto e la scrittura dei racconti delle ultime quattro immersioni effettuate. Oggi è tempo di tornare a fotografare … chiudo lo scafandro Nauticam NA-D850 sempre equipaggiato con minidome Saga Dive e obiettivo Sigma 15 mm ed inserisco le batterie nei flash ONEUW 160X. Ho messo anche in borsa una coppia di lampade, se riesco vorrei provare a girare qualche video. Mi preparo e sono pronto ad andare a Massa Lubrense.

Il cielo è ancora coperto, c’è ancora un pò di scirocco che ha soffiato intensamente in questi giorni e che ha portato una pioggia gialla che mi ha sporcato l’automobile appena lavata nei giorni precedenti. Non ho idea di dove andremo ad immergerci, ma la configurazione fotosub adottata mi consente di fare di tutto.

Lungo la strada c’è una pioggia “nebulizzata” che si posa sulla visiera del casco, la strada è bagnata e devo prestare attenzione. Quando arrivo a Marina della Lobra non piove più, al Punta Campanella Diving Center ci sono Lisa e Vittoria, Andrea e Gianluigi. Sistemo l’attrezzatura fotografica e ci prepariamo ad uscire. C’è onda lunga e siamo costretti ad andare a Cala di Puolo perché lì è più ridossato. E’ prevista una doppia immersione, oggi c’è solo una turista americana.

Arriviamo all’altezza di Punta Lauro e mi tuffo con Andrea sull’estremità della punta. Il mare è pieno di piccole meduse e bisogna fare attenzione a non “pungersi” con le vespe di mare. Non mi fermo a fotografarle, ma scendo subito in profondità altrimenti avrei rischiato il vomito. Lisa resta in barca, mentre Vittoria e Stefano scendono lungo la parete con la cliente. Gianluigi è rimasto al diving a fare manutenzione agli erogatori. 

La parete è ricca di anfratti e piccole grotte, c’è anche un brandello di rete che avvolge uno scoglio che è ormai diventato la dimora di una famigliola di Anthias anthias. Mentre scatto le foto, Andrea prosegue e me lo perdo …

Più su, nelle zone non esposte alla luce, le margherite di mare sono belle rigogliose. Nelle buche più piccole e profonde, ci sono tre piccole aragoste … speriamo che non cadano preda delle nasse metalliche che ho visto nei giorni scorsi! Mi muovo verso l’interno della baia, mantenendo la parete alla mia destra. Incrocio Vittoria e Stefano con l’americana e raggiungo lo scoglio sporgente dove ci sono altre margherite di mare. Qui incontro di nuovo Andrea. 

Anche in profondità si avverte il moto ondoso, le gorgonie ondeggiano continuamente e a guardarle mi viene il mal di mare. Superato il grande masso “fiorito” Andrea è intento a filmare una bella seppia che ondeggia anche lei in corrente, disturbata probabilmente dal moto ondoso. Qui a circa 4 metri di profondità l’onda è molto fastidiosa. Ho 5 minuti di decompressione da effettuare e non posso raggiungerlo subito. Inizio finalmente a scattare e faccio anche foto in controluce, lei è tranquilla, ma incredibilmente me la perdo per guardare le foto sul display! Peccato.

Mentre siamo pronti alla risalita, Andrea mi mostra la  bellissima teca ovarica di un Argonauta argo che ha raccolto. Usciamo tra le onde e le migliaia di meduse Pelagia noctiluca che sono state ammassate sotto costa dalle correnti marine.

Ci spostiamo dentro il porticciolo di Puolo, per consumare uno spuntino in attesa del secondo tuffo.  La turista americana,  infreddolita e leggermente spossata dal moto ondoso, non ne ha più voglia e dopo una passeggiata “turistica” a mostrarle la villa romana di Punta del Capo, ritorniamo al diving. Nel frattempo è uscito un bel sole limpido.

Al diving è arrivato anche Fabio Russo e prima di andar via, faccio un selfie con lo staff. Lungo la strada il meteo è ormai splendido, mi fermo in piazza a Massa Lubrense per fare una foto al volo al belvedere, arrivo a Sorrento dove il mare è calmo,  un’ottima notizia in previsione dell’uscita di domani allo scoglio del Vervece.

#21 Cala di Puolo con Lisa e Vittoria

Dopo l’intervallo di superficie ci spostiamo a Cala di Puolo. Qui il mare è calmo come l’olio e c’è un bel sole caldo. Non c’è nessuno oltre a noi, un vero spettacolo!

Mi tuffo da solo e mi dirigo subito sul sabbione in cerca di soggetti e poi devio verso Punta Lauro. Recupero una maglietta ed una “gabbietta” di spumante che infili nella tasca della muta, incontro alcune nuove nasse metalliche ma anche ancora qualche rifiuto antropico.

Improvvisamente, proprio mentre scatto una foto ad un tubo di gomma adagiato sul fondo, vedo con la coda dell’occhio una pinna dorsale inconfondibile muoversi lungo la parete degradante … è lui! Lo Zeus faber si mantiene a distanza di sicurezza, dapprima molto lontano, poi pian piano, inseguendolo, riesco ad accorciare la distanza e ad avvicinarlo. Inizio a scattare a raffica fin quando da lontano vedo arrivare Lisa, oggi è il suo compleanno e penso che questo Pesce San Pietro sia un bel regalo per lei!  Continuo a scattare anche quando le bolle lo fanno spostare verso il largo. Prima di salutarlo, non resisto a scattare un selfie “diurno” da aggiungere alla mia collezione. Così lo lascio andare verso il fondo, dopo averlo “importunato” abbastanza. 

Sono molto felice e soddisfatto, oggi è stata proprio una giornata fotografica speciale. Torniamo a terra e mentre i ragazzi  festeggiano il compleanno di Lisa, io rientro verso casa e vado a prendere mia figlia Lidia a scuola che esce alle 14:30.

#14 Cala di Puolo con Antonella, Nicola e Salvatore

Venerdì mattina mi sveglio alle 6:40, devo avvompagnare mia figlia Lidia che entra prima delle 8. La lascio davanti alla scuola e me ne vado a lavorare a Napoli dove ho appuntamento con il mio collega Vincenzo Alvigi. Il cielo è nuvoloso e c’è tanta foschia, ma la temperatura è di quasi 20°C. Tornato a casa, in serata preparo tutto l’occorrente per andare in acqua e alle 19 scendo a Marina Grande ma non c’è modo di parcheggiare, è venerdì sera ed i ristoranti sono aperti in previsione del weekend. Il vento da Nord-Est comincia a soffiare sempre di più ed il mare si è agitato. Dopo qualche minuto di dubbio, pur avendo trovato da parcheggiare in un altro punto, più scomodo e distante del solito, alla fine desisto, vedendo che le condizioni meteomarine sono in peggioramento. Riporto tutto a casa e “sgonfio” lo scafandro eliminando il sottovuoto. Avevo sostituito l’obiettivo e montato il Sigma 15 mm con il minidome.

Non mi perdo d’animo ed immediatamente mando un messaggio al mio amico Nicola Merlino per capire il loro programma per l’indomani. Concordo l’uscita con lui per Sabato mattina a Praiano, sento anche Salvatore Lauro che mi verrà a prendere alle 8 sotto casa …

Stamattina appena sveglio guardo fuori dalla finestra e vedo l’asfalto bagnato a causa di una per leggera pioggia. Vado a fare la colazione e poi vado a prepararmi. Richiudo lo scafandro sottovuoto ed aspetto che si faccia ora per scendere. Non mi accorgo di una telefonata di Nicola che mi avvisa di un cambio di programma … si va a Puolo perché a Praiano il mare è mosso.

Arriva Salvatore in perfetto orario, passiamo al garage a prendere la mia attrezzatura e ci avviamo a Cala di Puolo dove arriviamo alle 8:30. Il mare è calmo ma persiste una leggera pioggia. Aspettiamo che arrivino Nicola ed Antonella e alle 9 iniziamo a portare le pesanti attrezzature nei pressi della scogliera. Completiamo la vestizione e alle 9:30 siamo in acqua. E’  molto fredda e abbastanza torbida. La pioggia continua. 

Sorvoliamo il sabbione dove c’è un capone ubriaco poco collaborativo, una sogliola con dietro un rombo che vedo solo al computer, recupero alcune esche artificiali e raggiungo la parete rocciosa. Scatto qualche foto alle gorgonie, alle margherite di mare e alla posidonia. Ben presto torno verso terra dopo aver avvisato i miei compagni;  durante il ritorno vado in cerca di una rana pescatrice, in questo periodo è possibile l’incontro in questo posto. Non sono fortunato. Termino l’immersione scattando qualche foto ai rifiuti sottomarini e ai cefali che sono a pelo d’acqua. Ben presto arriva Nicola, poi Antonella e infine Salvatore.

Lascio pinne e fotocamera sulla spiaggia, risalgo le scalette e a fatica e porto la bombola all’auto. Quando torno indietro a prendere il materiale mancante, Nicola vi riferisce di aver recuperato la mia maschera che era mi caduta in acqua e che avevo perso. Grande NIK!

Ci svestiamo sotto una leggerissima pioggia ed al termine scattiamo il selfie ricordo.  Risaliamo lungo la stradina ed arriviamo nella curva “maledetta” dove incontriamo la solita difficoltà, accentuata dall’asfalto bagnato. La Fiat Punto di Salvatore ha problemi di aderenza, allora scendo dall’auto e mi appoggio su cofano e così riusciamo a superare l’ostacolo fino ad arrivare in cima alla salita. Anche Nicola con la sua Audi station wagon non riesce a superare il punto. Avviso Salvatore e scendiamo a spingere l’auto in modo da superare il punto critico. Tutto bene, ci salutiamo e rientriamo verso Sorrento. Io e Salvatore passiamo da Maresca Sport per lasciare le bombole scariche, poi mi accompagna al garage e a casa. 

Piove ancora ma io lavo lo stesso l’attrezzatura fuori al balcone e la stendo … ad asciugare sotto la pioggia, che importa! Sono le 12 quando mi lancio sotto la doccia. Poi, mentre aspetto che sia pronto il pranzo, inizio a guardare le prove libere del GP di F1. Al termine del pranzo mi stendo sul divano a guardare la partita in tv e poi alle 16 le  qualifiche con Charles Leclerc che conquista la Pole Position!

 

#13 Cala di Puolo con Fabio Russo – Immersione Notturna

Dopo due settimane di lontananza dal mare, causati da una violenta gastroenterite che mi ha messo KO per una settimana e mi ha fatto impiegare un’altra settimana per riprendermi, finalmente stasera torno in acqua con il mio amico Fabio Russo.

La fotocamera Nauticam NA-D850 è assemblata da tempo con il Micro Nikkor 60 mm e l’oblò piano. Le batterie dei flash ONE UW160X sono cariche e non resta che inserirle nell’apposito alloggiamento stagno. Esco per la mia giornata lavorativa a Castellammare di Stabia ed il meteo è particolarmente favorevole, il mare è calmo e la temperatura dell’aria è di circa 17°C. Rientrando verso Sorrento per raggiungere l’ospedale e continuare il lavoro, mi fermo a mangiare un trancio di pizza dai miei amici dell’Oasi di Vico Equense.

Quando rientro a casa al termine della giornata, mi dedico a  sostituire la batteria del sistema Vacuum dello scafandro che lampeggia con un rosso-blu intermittente. Alle 18:30 sono pronto e vado a prendere Fabio, carichiamo la sua attrezzatura in auto ed andiamo a Cala di Puolo come programmato.

La strada è molto stretta e tortuosa ed è necessario che il mio amico mi aiuti nelle manovre lungo la discesa verso la spiaggia. Parcheggiamo l’auto nei pressi del molo e scarichiamo le attrezzature. Decidiamo di non trasportare il materiale al di là della scogliera come spesso facciamo di giorno e andiamo a preparare le nostre bombole nei pressi della scaletta di pietra del molo.

Appoggio la fotocamera sul muretto e mi accorgo che la spia luminosa è di colore rosso! Maledizione! Non mi lascio sopraffare dallo sconforto iniziale che suggerirebbe di lasciare tutto in auto ed inizio ad aprire lo scafandro. Nell’ultima immersione ho “preso” tanta sabbia e “colpevolmente” ho dimenticato di pulire la guarnizione di tenuta. Prendo il bancomat e tolgo l’O-ring dalla sua sede, lo pulisco e con un fazzoletto di carta, libero anche la sua sede da ogni residuo. Riposiziono la guarnizione e richiudo, rimettendo sottovuoto lo scafandro con l’apposita pompetta. La luce torna verde … la guardo continuamente mentre indosso la muta e rimane così fin quando la nostra vestizione non è ultimata. 

Verso le 20 entriamo in acqua. C’è bassa marea ed una mezza luna nel cielo. Prendiamo le mire con la bussola in direzione della scogliera, per effettuare la navigazione di andata e di ritorno in immersione, sul sabbione del porto privo di riferimenti spaziali. Fabio mi segnala che ha dimenticato in carica a casa, le batterie per i fari ed è senza fonte luminosa. Ha solo una “lucina” d’emergenza.

Si mette dietro di me sfruttando la mia fonte luminosa. Dopo qualche minuto, mi ricordo di avere appesa al GAV, una piccola torcia Ikelite a fascio molto stretto, che uso abitualmente per la ricerca dei soggetti in lontananza. L’affido al mio buddy e raggiungiamo la scogliera superandola. Sorvoliamo la prateria di Posidonia oceanica e torniamo sulla sabbia, proseguendo ancora, inizia finalmente il pendio sabbioso.

Subito incontro una polpessa (Callistoctopus macropus) e mentre si muove sul fondo, vedo saltar fuori dalla sabbia una piccola seppia che fugge via, spaventata dai lunghi tentacoli che l’hanno “sorvolata”. Sulla sabbia si vedono tanti gamberi Processa sp., qualche giovane Re di Triglie Apogon imberbis ma anche numerosi cerianti (Cerianthus solitarius) e forse qualche giovane esemplare di Arachnanthus oligopodus.

Mentre Fabio è qualche metro sotto di  me, mi avvicino ad una bella orata (Sparus auratus) addormentata sul fondo. Inizio a scattare poi segnalo la presenza al mio amico. Il pesce non si muove e mi concede alcuni scatti, anche in super-macro con la lente Subsee +5 diottrie che mi ha prestato Fabio. Sopraggiunge anche lui ed il pesce è ancora lì fermo immobile. Fabio non riesce a scattare mantenendo la lampada con la mano. Passiamo così oltre, raggiungendo i 30 metri di profondità dove ci mettiamo in cerca di soggetti, fino ad accumulare alcuni minuti di decompressione.

Qui dove il sedimento è più fine, è frequente la presenza delle grandi stelle corazzate Astropecten auranciacus. Rappresentano sempre un soggetto interessante e consentono di esercitarsi con l’illuminazione per ottenere  effetti creativi.

Si incontrano anche alcune gorgonie arborescenti Leptogorgia sarmentosa e qualche pesce addormentato. In risalita, nei pressi di una grande chiazza di posidonia, tra le foglie trovo un’altra piccola seppia e … un’asta di fucile conficcata nel substrato.

Mentre rientriamo verso terra incontro una piccolissima Sepiola sp.  grande circa 7/8 mm ed è difficilissimo metterla a fuoco, ancor di più con la lente addizionale.

Negli ultimi metri, prima di arrivare alla banchina, sul substrato sabbioso del porto, si vede un piccolo serpente di mare Ophisurus serpens ed un piccolissimo pesce lucertola Synodus saurus,

Proprio nei pressi della scaletta, i giovanissimi esemplari di sarago fasciato Diplodus vulgaris trovano riparo alla base delle verdi e lunghe foglie della pianta marina.

Risaliamo dopo circa 70 minuti e portiamo subito le attrezzature all’auto. Adesso fa molto freddo e tergiversiamo un poco smontando le attrezzature, prima di togliere le mute stagne. Ci spogliamo e subito telefoniamo a casa per rassicurare i nostri familiari. Stasera abbiamo fatto più tardi del solito, sono quasi le 22 quando siamo pronti per ritornare a Sorrento.

Iniziamo la salita della stradina e questa volta l’operazione è molto più complicata … Fabio mi aiuta nelle manovre nei tornanti strettissimi e sono costretto a farlo salire sul cofano dell’auto per far riprendere aderenza alla ruota anteriore sinistra che slitta sull’asfalto nella curva in salita, sollevata a causa del grande peso nel bagagliaio. Riusciamo nell’impresa e così lo accompagno a casa.

Quando arrivo alla mia abitazione, sono soddisfatto e rilassato mentre scarico le attrezzature. Alzo gli occhi e mi accorgo di un manifesto funebre sul portone d’ingresso del palazzo! Un carissimo amico della mia famiglia è venuto inaspettatamente a mancare. La dipartita di Carlo, l’elettrauto di fiducia della nostra barca, rende la mia serata improvvisamente molto triste. Arrivederci Carlo!  

 

 

#50 Puolo con Arturo – Immersione Notturna

Mentre seguo il GP di Sochi/Russia in tv, con rocambolesca  centesima vittoria di Lewis Hamilton, arriva la telefonata di mio fratello Arturo che mi conferma l’appuntamento per le 19 a casa sua.

Alle 17:30 però, prendo lo scooter per accompagnare a Piano di Sorrento mia figlia Lidia  che esce a passeggio con amiche di scuola. Al termine dell’immersione dovrò andare a riprenderla.

Ritorno a casa e modifico l’abbigliamento, procedo al cambio di obiettivo e richiudo lo scafandro mettendolo sottovuoto. Alle 18:30 sono pronto e passo per il garage a prelevare le due bombole necessarie e l’attrezzatura subacquea. 

Per la serata ho montato il Micro Nikkor 60 mm, sicuramente molto versatile anche nelle serate povere d’incontri. In mattinata ho anche ripreso i faretti che avevo prestato a Gianluigi e li ho ricaricati preventivamente.

Rispettando il crono-programma al secondo, alle 19 sono sotto casa di Arturo, prima che inizi l’isola pedonale. Alle 19.45 siamo pronti per immergerci, attendiamo ancora un poco per far sì che le tenebre siano più intense. Ore 20 siamo in mare con acqua molto torbida a riva, allontanandoci dalla spiaggia ed in profondità la visibilità migliora sensibilmente.

Subito Arturo mi segnala lo sbarramento causato da una rete da pesca. Siamo impossibilitati nell’effettuare il consueto giro e quindi deviamo il percorso e proseguiamo lungo la parete rocciosa.
I soggetti incontrati sono quelli abituali, un grongo delle Baleari Ariosoma balearicum, i pesci lucertola, le triglie e le menole. Effettuando un percorso più lungo sulla parete abbiamo l’occasione di osservare più soggetti. Una coppia di Umbraculum in riproduzione, uno bianco ed uno più arancio, poi più avanti, nei pressi dei ciuffi di Posidonia oceanica, un terzo esemplare più piccolo di colore bianco. Tra le verdi foglie si nascondono tre esemplari di pesce ago, ma anche un bellissimo e colorato Calliostoma conulus.

Mentre rientriamo verso terra, trovo un cimazio Cymatium parthenopaeum, alcuni gamberi Stenopus spinosus, un granchio rosso Lissa chiragra ed infine, negli ultimi metri d’acqua, un vermocane Hermodice carunculata, un’occhiata Oblada melanura ed un sarago fasciato Diplodus vulgaris che viene “intrappolato” tra le nostre lampade.

Dopo 65 minuti usciamo dall’acqua e con le bombole sulle spalle, salgo direttamente le scalette dove mi spoglio prima di andare a prendere l’automobile. Terminata l’operazione di vestizione  raggiungo Arturo che nel frattempo ha fatto lo stesso. Sono le 21:45 quando telefono a mia figlia Lidia. L’avviso che sono pronto per andare a prenderla a Piano di Sorrento insieme ad Arturo. Dopo averla recuperata, la lascio a casa dove scarico anche l’attrezzatura da lavare. Accompagno mio fratello a casa circumnavigando l’isola pedonale e fortunatamente incontro di nuovo il vigile urbano mio accanito follower! Mi trattengo qualche minuto a parlare con lui che mi chiede com’è andata l’immersione e quando sarà pubblicato il resoconto sul sito web!

Arturo prende le sue cose e lo saluto, ringrazio il mio amico e rientro a casa dove non c’è posto per l’auto. Maledizione! Fortunatamente c’è la Citroen di mia moglie in sosta e posso “bloccarla” senza problemi, tanto domattina uscirò presto per andare a lavoro.   

Finalmente posso cenare; Lorenza ha cucinato il pesce spada ed ho una gran fame. Solo al termine mi dedico a smontare e lavare tutto il materiale. Soddisfatto ma stanco, posso andare a fare una doccia prima di distendermi per la notte. 

 

#47 Puolo

Adesso la giornata è bellissima ed anche il mare qui a Puolo è calmo. Dopo aver sostituito le bombole vuote con quelle cariche, siamo pronti a tornare in acqua poco dopo mezzogiorno. 

Scendo subito lungo la parete rocciosa seguito da Salvatore. Arriviamo fino alla punta del promontorio, anche qui l’acqua è limpida ed è piacevole apprezzare dall’alto il degradare del fondo, quel fondale che tante volte abbiamo sorvolato durante le immersioni notturne. Entro anche nella prima parte del grottino ma senza spingermi all’interno, non avendo i fari con me, prestati a Gianluigi per le sue video-riprese. Noto con grande piacere che ci sono molte piccole cernie, spero solo che le lascino crescere indisturbate per arrivare anch’esse a riprodursi. Lungo la parete trovo anche delle ossa di un volatile, probabilmente un gabbiano morto; erano in una buca e le ho tirate fuori per fotografarle. Probabilmente un polpo ne avrà consumato i resti portandoselo nella sua tana.  

Mentre ritorno al gommone, incontro Lisa con Felicienne che è intenta ad effettuare l’esercizio di condivisione dell’aria in assetto.  Raggiungo l’ancora e mi fermo a guardare le triglie ed i saraghi cercare qualcosa da  mangiare tra la sabbia smossa dalla stessa. Alla fine dell’immersione, quando sono già a bordo e svestito, mi segnalano la presenza di alcune meduse Cassiopea con i pesciolini simbionti. E’ troppo tardi, stiamo per salpare l’ancora ed andare via.

Al diving effettuo il rituale lavaggio delle attrezzature, saluto tutti e prendo appuntamento per l’indomani. Alle 14:30 sono a casa, provvedo a scaricare e ricaricare i flash, mangio qualcosina lasciatomi da mia moglie che nel frattempo è andata al mare con le ragazze e mi metto sul divano a guardare le qualifiche del GP d’Olanda di F1. Trascorro il resto del pomeriggio sempre incollato alla TV guardando la quinta serie de La Casa di Carta, in attesa del rientro delle mie amate donne. 

 

 

#45 Puolo con Arturo – Immersione Notturna

Il cielo è limpido sul Golfo di Napoli,  grazie al vento teso di Maestrale che soffia da stamattina. Mentre ritorno verso casa in autostrada si vedono distintamente tutte le isole del golfo. Rientro e disbrigo alcune incombenze lavorative al computer, poi finalmente posso rilassarmi un poco. Ho sentito mio fratello su whatsapp ed abbiamo concordato un appuntamento per la serata, avrei preferito domani, ma lui non era disponibile. 
Prendo lo scafandro e ricontrollo il sensore anti-allagamento e rimonto all’interno del suo scafandro la Nikon D850, lasciando montato ancora una volta il 60 mm.

L’appuntamento è per le 19:30 sotto casa dei nostri genitori; Arturo arriva puntuale, carichiamo tutto nell’auto ed andiamo a Cala di Puolo. Parcheggiamo l’auto ma oggi abbiamo fatto troppo presto, il sole non è ancora tramontato. Ci vestiamo lentamente chiacchierando delle ultime news di calciomercato e della F1, la nostra comune passione oltre alla fotosub. 

Alle 20:30 siamo pronti ad entrare in acqua. C’è una leggerissima risacca ma l’acqua è abbastanza pulita. In superficie la temperatura è 25°C mentre sotto, sui -30 metri è 19°C e molto più limpida.

Ci sono tantissime piccole boghe, menole e zerri sul fondo, anche qualche bella triglia. Sul sabbione incontro una sogliola occhiuta Microchirus ocellatus, poi un piccolo polpo, più avanti un secondo esemplare di sogliola occhiuta ed uno scorfano. Cambiamo direzione andando verso la parte più ciottolosa che porta verso la parete verticale.

Anche stasera vediamo un grande vermocane Hermodice carunculata, ma anche una bella tanuta Spondyliosoma cantharus che mettiamo “in mezzo” alle nostre lampade e resta abbagliata per qualche secondo, prima di fuggire via. Siamo ormai sulla parete rocciosa e tra le foglie di Posidonia oceanica osserviamo due esemplari di Syngnathus acus. Osservando con attenzione in ogni angolo roccioso si scorgono tantissimi organismi, anche un piccolo umbracolo giallo. 

Il computer subacqueo mi segnala 4 minuti di decompressione, mi sollevo così dal fondale di circa -15 metri verso la batimetria dei  6/7 metri per “scaricare” l’azoto; qui ci sono tanti piccoli saraghi, occhiate, latterini ed altri due piccoli polpi che fanno capolino dalle loro tane.

Mentre ritorno verso la spiaggia, seguito da mio fratello che nel frattempo mi ha raggiunto a bassa profondità, incontro una “lumaca” Platydoris argo, tutt’altro lenta come una lumaca! Ben presto mi sfugge nascondendosi tra le pietre.

Negli ultimi minuti d’immersione, con la leggera risacca che si apprezza a così basso fondale, incontro due Parablennius gattorugine o Bavosa Ruggine che sono probabilmente una coppia. Scatto un paio di foto ma presto, la più piccola fugge via spaventata.  

Usciamo dall’acqua alle 22. Mi tolgo le bombole e vado a spogliarmi nei pressi dell’automobile; appena cambiato prendo l’auto e la sposto nei pressi della scaletta di pietra. Aiuto mio fratello a sistemare l’attrezzatura e dopo aver completato lo smontaggio, portiamo tutto all’interno.

Anche stasera ci siamo divertiti, ce ne torniamo felici e soddisfatti. Lo riporto a casa dopo aver effettuato il lungo giro della città per superare l’isola pedonale. Approfittiamo per fermarci lungo il percorso a posare le bombole in garage e portare già a casa mia la fotocamera ed il borsone sub.

Arrivati in Piazza Sant’Antonino stasera non troviamo il vigile urbano, quindi non possiamo chiedere a nessuno la cortesia di passare e ovviamente non lo facciamo. Fortunatamente mio nipote Enrico, allertato telefonicamente da Arturo,  è disponibile ad aiutare suo padre a trasportare il tutto.

Li saluto e rifaccio il giro per andare a casa, non ho problemi a trovare il parcheggio e quindi salgo subito. L’attrezzatura è già fuori del balconcino, aspetta di essere lavata. Eseguo l’operazione ormai abbastanza velocemente e ben presto sono seduto a tavola per la cena.   Mi attende l’ultimo step per concludere la serata … una  bella  doccia calda e poi posso andare a nanna alle 23:30! 

(p.s. il sistema vacuum ha funzionato perfettamente)