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#50 Puolo con Arturo – Immersione Notturna

Mentre seguo il GP di Sochi/Russia in tv, con rocambolesca  centesima vittoria di Lewis Hamilton, arriva la telefonata di mio fratello Arturo che mi conferma l’appuntamento per le 19 a casa sua.

Alle 17:30 però, prendo lo scooter per accompagnare a Piano di Sorrento mia figlia Lidia  che esce a passeggio con amiche di scuola. Al termine dell’immersione dovrò andare a riprenderla.

Ritorno a casa e modifico l’abbigliamento, procedo al cambio di obiettivo e richiudo lo scafandro mettendolo sottovuoto. Alle 18:30 sono pronto e passo per il garage a prelevare le due bombole necessarie e l’attrezzatura subacquea. 

Per la serata ho montato il Micro Nikkor 60 mm, sicuramente molto versatile anche nelle serate povere d’incontri. In mattinata ho anche ripreso i faretti che avevo prestato a Gianluigi e li ho ricaricati preventivamente.

Rispettando il crono-programma al secondo, alle 19 sono sotto casa di Arturo, prima che inizi l’isola pedonale. Alle 19.45 siamo pronti per immergerci, attendiamo ancora un poco per far sì che le tenebre siano più intense. Ore 20 siamo in mare con acqua molto torbida a riva, allontanandoci dalla spiaggia ed in profondità la visibilità migliora sensibilmente.

Subito Arturo mi segnala lo sbarramento causato da una rete da pesca. Siamo impossibilitati nell’effettuare il consueto giro e quindi deviamo il percorso e proseguiamo lungo la parete rocciosa.
I soggetti incontrati sono quelli abituali, un grongo delle Baleari Ariosoma balearicum, i pesci lucertola, le triglie e le menole. Effettuando un percorso più lungo sulla parete abbiamo l’occasione di osservare più soggetti. Una coppia di Umbraculum in riproduzione, uno bianco ed uno più arancio, poi più avanti, nei pressi dei ciuffi di Posidonia oceanica, un terzo esemplare più piccolo di colore bianco. Tra le verdi foglie si nascondono tre esemplari di pesce ago, ma anche un bellissimo e colorato Calliostoma conulus.

Mentre rientriamo verso terra, trovo un cimazio Cymatium parthenopaeum, alcuni gamberi Stenopus spinosus, un granchio rosso Lissa chiragra ed infine, negli ultimi metri d’acqua, un vermocane Hermodice carunculata, un’occhiata Oblada melanura ed un sarago fasciato Diplodus vulgaris che viene “intrappolato” tra le nostre lampade.

Dopo 65 minuti usciamo dall’acqua e con le bombole sulle spalle, salgo direttamente le scalette dove mi spoglio prima di andare a prendere l’automobile. Terminata l’operazione di vestizione  raggiungo Arturo che nel frattempo ha fatto lo stesso. Sono le 21:45 quando telefono a mia figlia Lidia. L’avviso che sono pronto per andare a prenderla a Piano di Sorrento insieme ad Arturo. Dopo averla recuperata, la lascio a casa dove scarico anche l’attrezzatura da lavare. Accompagno mio fratello a casa circumnavigando l’isola pedonale e fortunatamente incontro di nuovo il vigile urbano mio accanito follower! Mi trattengo qualche minuto a parlare con lui che mi chiede com’è andata l’immersione e quando sarà pubblicato il resoconto sul sito web!

Arturo prende le sue cose e lo saluto, ringrazio il mio amico e rientro a casa dove non c’è posto per l’auto. Maledizione! Fortunatamente c’è la Citroen di mia moglie in sosta e posso “bloccarla” senza problemi, tanto domattina uscirò presto per andare a lavoro.   

Finalmente posso cenare; Lorenza ha cucinato il pesce spada ed ho una gran fame. Solo al termine mi dedico a smontare e lavare tutto il materiale. Soddisfatto ma stanco, posso andare a fare una doccia prima di distendermi per la notte. 

 

#45 Puolo con Arturo – Immersione Notturna

Il cielo è limpido sul Golfo di Napoli,  grazie al vento teso di Maestrale che soffia da stamattina. Mentre ritorno verso casa in autostrada si vedono distintamente tutte le isole del golfo. Rientro e disbrigo alcune incombenze lavorative al computer, poi finalmente posso rilassarmi un poco. Ho sentito mio fratello su whatsapp ed abbiamo concordato un appuntamento per la serata, avrei preferito domani, ma lui non era disponibile. 
Prendo lo scafandro e ricontrollo il sensore anti-allagamento e rimonto all’interno del suo scafandro la Nikon D850, lasciando montato ancora una volta il 60 mm.

L’appuntamento è per le 19:30 sotto casa dei nostri genitori; Arturo arriva puntuale, carichiamo tutto nell’auto ed andiamo a Cala di Puolo. Parcheggiamo l’auto ma oggi abbiamo fatto troppo presto, il sole non è ancora tramontato. Ci vestiamo lentamente chiacchierando delle ultime news di calciomercato e della F1, la nostra comune passione oltre alla fotosub. 

Alle 20:30 siamo pronti ad entrare in acqua. C’è una leggerissima risacca ma l’acqua è abbastanza pulita. In superficie la temperatura è 25°C mentre sotto, sui -30 metri è 19°C e molto più limpida.

Ci sono tantissime piccole boghe, menole e zerri sul fondo, anche qualche bella triglia. Sul sabbione incontro una sogliola occhiuta Microchirus ocellatus, poi un piccolo polpo, più avanti un secondo esemplare di sogliola occhiuta ed uno scorfano. Cambiamo direzione andando verso la parte più ciottolosa che porta verso la parete verticale.

Anche stasera vediamo un grande vermocane Hermodice carunculata, ma anche una bella tanuta Spondyliosoma cantharus che mettiamo “in mezzo” alle nostre lampade e resta abbagliata per qualche secondo, prima di fuggire via. Siamo ormai sulla parete rocciosa e tra le foglie di Posidonia oceanica osserviamo due esemplari di Syngnathus acus. Osservando con attenzione in ogni angolo roccioso si scorgono tantissimi organismi, anche un piccolo umbracolo giallo. 

Il computer subacqueo mi segnala 4 minuti di decompressione, mi sollevo così dal fondale di circa -15 metri verso la batimetria dei  6/7 metri per “scaricare” l’azoto; qui ci sono tanti piccoli saraghi, occhiate, latterini ed altri due piccoli polpi che fanno capolino dalle loro tane.

Mentre ritorno verso la spiaggia, seguito da mio fratello che nel frattempo mi ha raggiunto a bassa profondità, incontro una “lumaca” Platydoris argo, tutt’altro lenta come una lumaca! Ben presto mi sfugge nascondendosi tra le pietre.

Negli ultimi minuti d’immersione, con la leggera risacca che si apprezza a così basso fondale, incontro due Parablennius gattorugine o Bavosa Ruggine che sono probabilmente una coppia. Scatto un paio di foto ma presto, la più piccola fugge via spaventata.  

Usciamo dall’acqua alle 22. Mi tolgo le bombole e vado a spogliarmi nei pressi dell’automobile; appena cambiato prendo l’auto e la sposto nei pressi della scaletta di pietra. Aiuto mio fratello a sistemare l’attrezzatura e dopo aver completato lo smontaggio, portiamo tutto all’interno.

Anche stasera ci siamo divertiti, ce ne torniamo felici e soddisfatti. Lo riporto a casa dopo aver effettuato il lungo giro della città per superare l’isola pedonale. Approfittiamo per fermarci lungo il percorso a posare le bombole in garage e portare già a casa mia la fotocamera ed il borsone sub.

Arrivati in Piazza Sant’Antonino stasera non troviamo il vigile urbano, quindi non possiamo chiedere a nessuno la cortesia di passare e ovviamente non lo facciamo. Fortunatamente mio nipote Enrico, allertato telefonicamente da Arturo,  è disponibile ad aiutare suo padre a trasportare il tutto.

Li saluto e rifaccio il giro per andare a casa, non ho problemi a trovare il parcheggio e quindi salgo subito. L’attrezzatura è già fuori del balconcino, aspetta di essere lavata. Eseguo l’operazione ormai abbastanza velocemente e ben presto sono seduto a tavola per la cena.   Mi attende l’ultimo step per concludere la serata … una  bella  doccia calda e poi posso andare a nanna alle 23:30! 

(p.s. il sistema vacuum ha funzionato perfettamente) 

#43 Puolo con Arturo – Immersione Notturna

La giornata lavorativa trascorre tranquilla, unico inconveniente, il traffico per rientrare a Sorrento in questo periodo di fine agosto. La mia famiglia è andata al mare e vado a recuperarli in spiaggia alle 18:30. Torno a casa ed inizio a prepararmi per l’immersione notturna che ho programmato con mio fratello Arturo.
Ho montato il Nikkor 60 mm sulla Nauticam NA-D850 ed ho ricaricato i flash OneUw 160X.

Alle 19:45 sono sotto casa dei miei genitori, Arturo arriva con leggero ritardo, dovendo fare il  giro dalla città per bypassare l’isola pedonale. Prendiamo le bombole e poi andiamo a Puolo. Iniziamo la vestizione con grande lentezza e dopo le 21 siamo in acqua. 

La visibilità è discreta e la temperatura alta nei primi metri. Subito scendiamo sul sabbione fino a raggiungere l’albero affondato. Iniziamo il nostro giro sui -30 metri, poi deviamo in direzione della parete rocciosa.

Una piccolissima Alicia mirabilis è adagiata su una grande ancora abbandonata. Ci sono i soliti pesciolini addormentati sul fondo, così come i gronghi delle Baleari. Arturo insegue un piccolo rombo che si solleva dal fondo, io mi lancio al suo inseguimento e riesco a scattare a raffica prima di vederlo sparire nel buio.

La serata prosegue con l’incontro con un umbracolo; mentre scatto qualche foto, Arturo mi lampeggia per indicarmi un vermocane sollevato dal substrato in fase di riproduzione. Scatto una lunga serie di foto mentre l’anellide si muove rilasciando i suoi gameti. Anche le oloturie sono in fase di riproduzione, è passato solo qualche giorno dalla luna piena e deve essere una serata particolarmente “giusta” per questi animali. Più in là ci sono altri due enormi esemplari di Hermodice carunculata, anch’essi impegnati nella sessione “amorosa”, poi ancora un quarto individuo che incontro dopo aver fotografato  un paguro. Mentre torniamo a terra, c’è un bel cimazio e negli ultimi centimetri d’acqua si vedono alcune leccia stella muoversi rapidamente sotto la superficie.

Ci svestiamo e sistemiamo le nostre attrezzature in auto. Sempre con grande calma dopo le 23 ripartiamo soddisfatti verso Sorrento. Accompagno mio fratello sotto casa, costretto di nuovo a fare un giro enorme a causa dell’isola pedonale estiva. Fortunatamente  un giovane vigile urbano mi riconosce: “ah, ma sei Marco Gargiulo il fotografo subacqueo” e mi lascia arrivare (in tutto solo 50 metri di tragitto) fin sotto casa di Arturo per scaricare le pesanti borse con   l’attrezzatura.

Effettuo un nuovo periplo della città per tornare a casa ma quando ci arrivo c’è una gran confusione. Ci sono due auto della Polizia davanti all’Hotel Flora e tanta gente fuori l’ingresso e nel distributore di carburanti IP nel quale abitualmente parcheggio la mia auto. Non c’è il posto per me e non capisco cosa stia succedendo.  Dopo qualche minuto però, un’auto va via e riesco a parcheggiare. Scarico la mia attrezzatura e la trasporto faticosamente dall’altro lato della strada dove c’è il mio portone. Una volta trasferito il prezioso materiale da lavare fuori al terrazzino, mi affaccio per cercare di capire cosa succede. Le auto sono ancora lì sul marciapiede … quando ho quasi completato il lavaggio, una trentina di minuti dopo la mezzanotte, guardo giù e vedo uscire alcuni agenti che accompagnano nell’auto una persona per portarla in caserma. Vabbè la mia curiosità è soddisfatta, posso andare a dormire!

#37 Puolo con Pietro, Lorenzo e Davide

Alle 11.30 torniamo di nuovo in acqua dopo aver sostituito le bombole scariche e questa volta andiamo a Cala di Puolo. Ormeggiamo e subito mi accorgo che la corrente ha portato sotto costa alcune meduse Cassiopea. Ce ne sono più di quattro e qualcuna ha anche i pesciolini simbionti.

Ovviamente non attendo che gli altri siano pronti ed entro subito in acqua per andare a fotografarle.  Non mi trattengo a lungo perché c’è comunque risacca ed il movimento “subacqueo” non è il massimo per il mio mal di mare … scendo così più sotto per non disturbarmi.

Trascorro circa 60 minuti in estremo relax, passeggiando lungo la parete rocciosa che spesso regala grandi incontri ed emozioni. Così avviene infatti, quasi al termine dell’immersione, con un bellissimo uovo di gattuccio con l’embrione ben visibile al suo interno. E’ tempo di risalire a bordo dei gommoni affiancati che meritano una bella foto in controluce.

Alle 13:30 siamo di ritorno al diving. Effettuo il lavaggio dell’attrezzatura e la sistemo nel deposito,  saluto la “Truppa” e corro a casa dove mi aspettano per il pranzo e per tornare subito dopo al mare! 

#21 Puolo con Pietro, Mimmo e Rosario – Immersione Notturna

Mi sveglio alla solita ora e fuori piove. Alle 8, quando scendo di casa per l’ultimo giorno di lavoro prima delle ferie estive è uscito il sole.   Mi incontro con il mio amico e collega Riccardo a Torre del Greco ed insieme trascorriamo la giornata lavorativa passando per Santa Maria La Carità, San Giorgio a Cremano ed infine a Castellammare di Stabia. Pranziamo insieme e mentre andiamo al bar a prendere il caffè, ci fermiamo come due “pensionati” a guardare un cantiere sul lungomare … c’è una benna scavatrice che sta sistemando dei massi, ma non si capisce con quale scopo, guardiamo ancora per qualche minuto ma il mistero resta non svelato.

Ci salutiamo, io faccio un ultimo salto nel reparto cardiologia cittadino prima di rientrare verso casa. Una volta rientrato mi schianto sul divano per fare un riposino. Alle  18:45 circa, prendo lo scooter per raggiungere i miei amici a Massa Lubrense.

Nel frattempo il mare si è mare agitato e l’acqua sotto costa è molto torbida.  Sono al diving per le 19 dove ci sono già Rosario,  Mimmo, Fabio, Ivo con Anita ma anche Pietro e Stefania.

Pietro mi ha portato il suo Nikonos 13 mm perché quello che ho acquistato io usato, è stato spedito alla Seacam per effettuare la modifica per poterlo usare sulla mia fotocamera. Dovrò pazientare ancora un poco. Userò il suo domani.

Aspettiamo l’ora propizia per partire e alle 21 saliamo su Marangone con direzione Cala di Puolo, in lontananza ci sono tanti nuvoloni.

Scendiamo fino a -40 metri con 16°C di temperatura, un gran freddo per la muta mono-pezzo da 5 mm con cui sono equipaggiato. Qualche metro più sopra fortunatamente l’acqua si riscalda un pochino, ma resta intorno ai 20°C.

Durante l’immersione fotografo un piccolo polpo, una mascherina abbandonata e poi recuperata, una seppiolina Sepiola rondeleti, due piccoli Trigloporus lastoviza e un’elica di fuoribordo!  
Rosario mi mostra poi una polpessa Callistoctopus macropus ed in seguito incontro un bel tordo pavone, alcune murene, un altro polpo, una piccola corvina che fugge istantaneamente e, al termine dell’immersione, una bellissima  Aplisia dactylomela. Inizio a scattare e ben presto sopraggiungono i miei amici, attirati dall’alta frequenza di scatto dei miei uw-strobes. Arrivano tutti e ben presto lascio loro campo libero per sfogare la potenza dei loro flash elettronici.  

Quando risaliamo inizia a piovere e continua durante il viaggio di ritorno in porto. Mentre sbarchiamo le attrezzature sulla banchina bagnata, dal lato interno del porto per non disturbare i clienti del ristorante che è pieno di gente, smette di piovere. C’è solo il tempo di una rapida doccia, non è il caso di lavare l’attrezzatura perché domani mattina mi tuffo di nuovo. Immergo nella bacinella con l’acqua dolce solo la fotocamera per qualche minuto, ho premura di tornare presto a casa prima che venga a piovere di nuovo per non farmi sorprendere sullo scooter. Quando sono ormai steso nel letto, sento il rumore della pioggia  che cade copiosa, ho fatto giusto in tempo!

#18 Puolo con Edo e Mimmo – Immersione Notturna

La sveglia del lunedì mattina non è mai piacevole, tranne quando al termine della giornata lavorativa hai in programma un’immersione notturna, la prima dell’estate, con i tuoi amici più cari.
Dopo la colazione, mi vesto e nell’attesa che incominci una videoriunione aziendale alle 9, inizio ad assemblare la fotocamera per la serata. 
Smonto il superdome con la prolunga, usata sabato con il Nikon 16-35 mm e monto il minidome ma questa volta con lo zoom Tokina 10-17 mm regolato su 17 mm. L’obiettivo si è rovinato e non posso usare la ghiera zoom, ma funziona benissimo anche senza.

Inserisco il tutto nello scafandro e collego i flash OneUW controllandone il corretto funzionamento. Una volta sistemato, ripongo tutto nel borsone e mi preparo alla riunione e alla giornata lavorativa che mi attende.

Durante la mattinata entro a prendere un caffè in un bar di Castellammare di Stabia ma vengo riconosciuto dal un mio caro amico,  mio coetaneo che insiste nell’offrire lui. Scambiamo amabilmente due chiacchiere come ai bei tempi andati, prima di salutarlo gli chiedo info sul suo stato di salute, avendo superato un periodo difficile.  Mi raggela riferendomi di nuovi ed ancora più gravi problemi, lo abbraccio affettuosamente salutandolo, ma confesso che la mia giornata è emotivamente fortemente segnata …

Il caldo è torrido, lavorare oggi è particolarmente faticoso, lo è ancor di più alla luce delle brutte notizie che ho appreso e che non riescono a  lasciare i miei pensieri.

Rientro a casa e mi stendo un attimo sul divano, ma dopo poco scendo con mia moglie a fare alcune commissioni. Alle 19:45 sono sullo scooter con direzione Marina della Lobra.
Quando arrivo, oltre ai miei amici Edoardo, Ivana, Mimmo ed i ragazzi del Punta Campanella Diving Center ci sono anche tanti altri amici, in particolare Adriano Occhi e Claudio Giulianini, ma anche Luisa e Pierluigi. Stasera al termine dell’immersione avremo da festeggiare San Luigi ma soprattutto il 60° compleanno di Edo.

Attendiamo il calare delle tenebre e ci muoviamo dal porto con “Marangone” per andare a Cala di Puolo, ma solo dopo aver effettuato lo scatto rituale pre immersione. Il mare è calmo e la luna è quasi piena. Raggiungiamo la baia e ancoriamo. Mi tuffo per primo e inizio a scattare qualche foto al gommone con le lucine accese in acqua. Quando Edoardo e Mimmo sono pronti, scendiamo e ci dirigiamo verso il sabbione.

Scendo fino a 40 metri di profondità, Mimmo è alcuni metri più in  basso, ma ha con se una bombola decompressiva, mentre Edo è alla mia stessa profondità ma ad una ventina di metri di distanza. L’acqua è abbastanza limpida, ma in immersione siamo veramente in tanti stasera. In acqua ci sono infatti anche Fabio, Stefano, Lisa e Vittoria che accompagnano i miei amici.  La serata non è memorabile, ma riesco comunque a rilassarmi, nonostante la mia mente sia continuamente impegnata a pensare al mio amico in difficoltà. Termino l’immersione dopo 65 minuti, conditi da 15 minuti di decompressione. Degni di nota ben 4 pesci ago Syngnathus acus, una Alicia mirabilis ed un Umbraculum mediterraneum.

Rientriamo alla base intorno alle 23:30, ci spogliamo e sistemiamo le attrezzature mentre Ivana prepara le vivande per la festa imminente. Quando anche Edoardo è pronto, iniziamo i festeggiamenti con il coro augurale ed il soffio delle candeline. Alle 00:30 è ora di tornare a casa, ma non posso andar via senza aver mandato tutti nella “casetta” per scattare la foto ricordo!

 

Puolo con Associazione J. Cousteau

Il sibilo intenso del vento mi desta pochi minuti prima del suono della  sveglia programmata alle 6:30. Mi alzo e vado a controllarne la direzione … fortunatamente proviene da Sud e quindi sotto costa il mare è buono. Il cielo è coperto e minaccia pioggia. Mi siedo a fare colazione e poi vado a chiudere lo scafandro Nauticam NA-D850 sul quale ho montato ancora una volta il Nikon 60 mm. La mia intenzione è quella di provare in condizioni diverse la nuova lente Nauticam MWL-1, ma anche per prendere dimestichezza con i flash OneUW usati in TTL con i cavi elettrici e non più quelli in fibra ottica.  

L’appuntamento con i miei amici dell’Associazione Jacques Cousteau è per le 8 a Marina di Puolo, così mi muovo per tempo, ma questa volta prendo l’auto di mia moglie, una Citroen C3, molto più adatta rispetto alla mia Skoda Kodiaq alle piccole stradine da percorrere per raggiungere la spiaggia. Mi ritrovo sul piazzale con i miei amici Nicola ed Antonella, scattiamo una foto ricordo mentre aspettiamo anche l’arrivo di Linda. E’ passato ormai un anno dal nostro ultimo tuffo insieme! Maledetto Covid-19.

Scendiamo alla Marina e parcheggiamo le auto, iniziamo la vestizione dopo aver trasportato l’attrezzatura in prossimità della scogliera. Mentre assemblo la fotocamera, mi accorgo che l’anello basculante “singolo” che ho preso non è adatto a portare la lente MWL-1, ma dovevo necessariamente prendere quello “doppio” che mi aveva mandato Pietro Cremone insieme alla lente. E vabbè, non fa niente, la proverò la prossima volta.

Inizia a piovigginare ma il mare è calmo. L’acqua è abbastanza torbida e la scarsa luminosità del cielo non aiuta. Costeggiamo la parete rocciosa e poi passiamo sul sabbione dove incontriamo alcuni pesci pettine. Attraversiamo la spianata sabbiosa fino a raggiungere la parete di Punta Lauro e la percorriamo per un breve tratto, dove ci sono le piante di Posidonia oceanica e qualche Eunicella gialla e bianca. Sono in cerca di pesci ago e cavallucci marini tra le verdi foglie, ma oggi non sono fortunato. Scovo però un bellissimo gasteropode Calliostoma conulus, ma anche un Umbraculum mediterraneum ed un grosso scorfano rosso.  Ho provveduto anche a liberare una gorgonia da un groviglio di lenza in nylon che ho poi recuperato e messo nella tasca della muta stagna. 

Trascorsi circa 60 minuti, rientriamo verso terra, ha smesso di piovere e riusciamo a spogliarci senza bagnarci. Una volta pronti, approfittiamo per scattare qualche foto ricordo con le T-Shirts dell’iniziativa “Citizen Scientist” organizzata dall’A.M.P. Punta Campanella. 

Sono le 10:30 quando chiudo l’auto per tornare a casa, mi metto in moto e prima di iniziare la salita, incontro i miei amici del Punta Campanella Diving Center, Lisa, Vittoria e Gianluigi. Mi trattengo un pochino a chiacchierare con loro, chiedendo info sull’apertura del diving e sul nuovo battello che è prossimo ad entrare in acqua. Li saluto e torno a Sorrento. Mi aspetta il lavaggio dell’attrezzatura, è momento sempre noioso, ma fondamentale per la corretta conservazione di materiale così prezioso e delicato. Mentre scrivo e guardo le foto al computer, inizia di nuovo a piovere, mi tocca portar dentro tutta l’attrezzatura messa ad asciugare per poi finalmente sedermi a tavola con la mia famiglia. 

50 Cala di Puolo in Apnea con il Poseidon Team

In previsione dell’imminente passaggio in Zona Rossa della Regione Campania a causa dell’aumento esponenziale dei contagi da Covid-19 e la relativa chiusura delle attività ricreative, oggi ho approfittato per andare in acqua con i miei amici del Poseidon Team A.S.D. 
L’appuntamento è per le 10:30 sotto casa del Presidente Antonio Mario, pensavo di essere in ritardo e invece sono il primo ad arrivare, i miei amici Gianpiero Liguori e Giancarlo Crimaldi sono in ritardo ed arrivano alle 11. Antonio e suo figlio Thomas caricano le attrezzature sull’auto di Giancarlo e andiamo a Puolo.

Quando arriviamo sul posto, approfitto dello scooter per trasportare i mono-bombola da 18 litri dei miei associati nei pressi della scogliera, agevolandoli almeno nel tragitto di andata, visto che non aspetterò la loro uscita dall’acqua, andando via prima. 
Ci vestiamo dopo aver scattato una foto ricordo insieme, sono il primo ad andare in acqua e devo confessare che sto imparando ad indossare la muta da apnea e la trovo molto comoda in acqua. 

L’acqua non è limpida ma il mare è piatto. Ho montato il Superdome ed il Sigma 15 mm per effettuare anche delle prove di riprese video, che mi serviranno per una installazione di una mostra d’arte a cui collaborerò la prossima estate.

Trascorro oltre un’ora in mare, senza vedere nulla di interessante, in questo posto il fondale è profondo e non ho una sufficiente apnea per immergermi qui. Mi dedico così a qualche scatto a mezz’acqua, ma anche ai miei amici mentre fotografano e a qualche selfie.  

Lascio i miei amici ancora in acqua quando ritorno a terra, mi svesto e avviso casa, faccio in tempo ad arrivare al momento della fine delle lezioni scolastiche on-line di mia figlia Lidia alle 14, con mia moglie che ha preparato il pranzo per quell’ora. 

Dopo pranzo provvedo a lavare la fotocamera e l’attrezzatura subacquea. Più tardi mi metto al pc per scaricare le immagini, mentre scrivo queste mie righe di riepilogo giornaliero, arriva la notizia del diciannovenne Jannic Sinner che, all’ATP250 di Sofia, è il più giovane italiano a vincere un torneo di tennis. 

Nel tardo pomeriggio scendo con mia moglie a passeggio per Sorrento, passo a salutare i miei genitori in previsione di almeno quindici giorni di lontananza forzata. Trascorro un’oretta con loro, poi rientro a casa per le 21. Dopo aver ordinato la pizza a domicilio, mi siedo davanti al computer per sistemare qualche foto … sono le 22:30 quando mi arriva un messaggio del mio amico Lauro Castellano “lightining hunter” …

Marco, ci sono bagliori dietro Ischia, preparati e sali sul terrazzo!

Prendo la “nuova” fotocamera Nikon D5200, da pochi giorni acquistata d’occasione, la monto sul cavalletto Manfrotto ed innesto il Nikon 16/35 mm, indosso un giubbino con cappuccio e salgo sul terrazzo. Trascorro quasi due ore in attesa dei fulmini che arrivano da molto lontano. Sono piccolissimi ed io ho difficoltà a gestire la fotocamera al buio, non conoscendone a memoria la disposizione dei pulsanti. Inizio a scattare ma non riesco mai a beccarne uno. Sono coperti dalle nuvole ed il bagliore è molto flebile. Pazientemente insisto, supportato dai messaggi vocali del mio amico, finalmente arrivano più a tiro, sono arrivati su Napoli e sembrano anche abbastanza localizzati. Inizio a scattare e finalmente becco il mio primo fulmine, poi inizio a prenderne più di uno, anche sullo stesso fotogramma. Sono felice ma proprio sul più bello, la batteria della fotocamera mi abbandona definitivamente. Non fa niente, mi sono divertito, non resta che andare a guardare le immagini al computer e … comprare una batteria di riserva! 

ScubaShooters Magazine – November 2020

Sono veramente contento di pubblicare, grazie all’amico Fabio Strazzi che me lo ha espressamente richiesto, un articolo di “viaggio” per il magazine internazionale on line SCUBASHOOTERS che illustra le bellezze del mio territorio, in particolare la Cala di Puolo, un angolo di mare che amo particolarmente e che ha saputo regalarmi tante emozioni in questi anni.

Ecco il link all’edizione originale on line: da pag. 40

http://www.scubashooters.net/magazine/magazine-nov2020/index.html

45 Cala di Puolo con Rosario – Immersione Notturna

Dopo una lunga sequenza di appuntamenti presi e poi saltati, finalmente torno in acqua con il mio amico “manid’oro” Rosario. E’ riuscito finalmente a liberarsi dal negozio e quindi scendere a Sorrento per fare immersione con il sottocritto. Passa infatti a prendermi con l’auto alle 18:30 circa, andiamo al garage a prendere il resto dell’attrezzatura e ci dirigiamo verso Cala di Puolo. Lungo la strada ammiriamo un bellissimo tramonto che sembra un ottimo preludio ad una grande serata in mare … 

Parcheggiamo l’auto ed iniziamo una lenta preparazione, per aspettare che le tenebre calino del tutto. La temperatura esterna dell’aria si è rinfrescata di molto e stasera ho deciso di tirare fuori la muta stagna in neoprene che di solito utilizzo nelle “mezze stagioni” ma ho preso anche il sottomuta termico che abitualmente  non utilizzo, optando per una più confortevole tuta in pile acquistata da Decathlon.
Quando scendiamo in acqua mi accorgo subito di essere “positivo” ed avere difficoltà ad immergermi con l’attuale cintura di piombi, insufficiente per la configurazione utilizzata. Avrei dovuto prendere la giberna con la zavorra che abitualmente uso quando metto il sottomuta. Errore grave che ha compromesso tutta l’immersione.
L’acqua a riva è molto torbida, ma migliora allontanandoci dalla spiaggia. Sul pendio sabbioso subito Rosario trova un bel paguro con le attinie, io invece una seppia. Non indugiamo sul basso fondale e scendiamo a circa 35 metri dove sembra esserci una maggiore presenza ittica. Mi accorgo però di avere problemi con il cavo sinistro della fibra ottica e quindi sposto il mio flash OneUw 160X in modalità slave per farlo funzionare in simbiosi con l’altro. 
Subito incontro un pesce serpente, poi un secondo esemplare ma in entrambi i casi non riesco a “beccarlo” quando è fuori dal sedimento. Troviamo alcune gorgonie sulla sabbia e su una di esse c’è una Simnia spelta, una piccola ciprea che vive solo su di esse, la cui presenza noto solo quando guardo la foto al computer.
Mi sposto per non disturbare il mio compagno e sul pendio vedo una bella orata addormentata sulla sabbia. Questa volta, a differenza di quanto capitato con il dentice, riesco ad avvicinarmi e a scattare quattro cinque foto senza spaventarlo, tanto da lasciare campo d’azione anche a Rosario che arriva dopo poco. Avrà solo il tempo di uno scatto, prima che il pesce fugga via dalle nostre luci. 
Qualche pinneggiata più avanti troviamo una coppia di gallinelle, scatto una foto alla prima e la lascio a Rosario, mentre mi sposto sulla seconda che è all’ombra di una gorgonia. Il mio assetto è pessimo, sono costretto a svuotare spesso la muta ed il gav, consumando tanta aria nei movimenti e sollevando un gran polverone in prossimità del pinnuto. Non riesco a scattare come voluto e dopo un attimo desisto, impegnato mentalmente ad impostare la risalita con decompressione che si prospetta alquanto complicata. 
Con grande dispiacere mi accorgo che c’è tanta immondizia sott’acqua, Rosario infatti fotografa uno scarpone, ma c’è tanto altro materiale, compreso le scatole di “vermi coreani” dei pescatori ed una enorme scaletta caduta sul fondo insieme ad altro materiale metallico in seguito alla recente mareggiata.
Tra i pesci addormentati trovo sul fondo vedo un tordo pavone ed un pesce pappagallo che lascio fotografare a Rosario, impossibilitato a tenere l’assetto a 6 metri di profondità mentre effettuo i 10 minuti di sosta di sicurezza. Sono costretto a prendere un bel sasso e mettermelo sottobraccio per non finire “sparato” in superficie! Prima di rientrare una piccola cernia bruna si nasconde tra i massi della spiaggia. 

eccomi con il sasso. Foto Rosario Scariati

Risaliamo sull’arenile e trasportiamo le attrezzature in prossimità dell’auto, dove ci spogliamo. Rosario mi racconta di aver visto uno squadrone di calamari in parata militare ma di aver avuto anche lui problemi con i cavi di fibra ottica, perdendo l’occasione di uno scatto importante. La serata non è “evoluta” nel modo sperato, ma ci ha dato la possibilità di fare un tuffo insieme dopo lungo tempo. Ce ne torniamo verso casa convinti, dopo molti anni, di mettere in conto di acquistare nuovamente i cavi elettrici, sicuramente più scomodi ma maggiormente affidabili.
Mentre Rosario mi riporta al garage e poi a casa, consulto il telefono e trovo una chiamata persa di Davide Barzazzi da Venezia … lo richiamo appena raggiungiamo un punto con una sufficiente copertura telefonica. Con grande soddisfazione, apprendo di aver piazzato sul secondo gradino del podio una foto nella categoria Reflex Mediterraneo Macro di una bavosa crestata con le uova. Sono contento per la buona notizia, almeno la serata si conclude con un pizzico di positività!
Prima di salutarci, effettuiamo una telefonata in vivavoce al nostro comune amico calabrese Domy Tripodi, il “Re” dello Stretto,  che aveva provato a chiamarmi per avere notizie sul concorso fotografico mentre eravamo in immersione. 
Che dire … un’altra immersione è alle spalle, vediamo come sarà la prossima!