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Banco di Santa Croce con Filippo, Edo, Mimmo, Pietro e Gabriella

Quando suona la sveglia alle 6:30 sono sul punto di spegnerla e restare a dormire. Sono andato a letto alle 2 di notte dopo aver atteso la mezzanotte per festeggiare il compleanno di mia figlia Lidia. Mi faccio forza pensando a ciò che mi aspetta a breve … un tuffo al Banco di Santa Croce … non posso rinunciare!

Inizio la vestizione ma non faccio colazione per non svegliare mia figlia e la sua amica Annamaria che dormono sul divano-letto in salone. Chiudo lo scafandro della Nauticam NA-D850 sulla quale ho montato il Nikon 16/35 mm ed il superdome, sistemo la restante attrezzatura e scendo di casa alle 7:15 per andare in pescheria ad acquistare il pesce per il pranzo domenicale. Ritorno subito a casa  dove recupero il borsone fotografico e scappo verso Massa Lubrense con lo scooter. Alle 8 arrivo a Marina della Lobra dove ci sono già tutti i miei amici. Indugio un attimo ma poi, stimolato da Pietro che mi prende in giro perché sono ancora svestito, lo surclasso in velocità facendomi trovare pronto prima di tutti in gommone, non prima però di aver scattato il rituale selfie ricordo della giornata.  Con mia grande sorpresa, mi informano che ieri notte, a causa dell’intensa attività elettrica nell’aria, l’immersione notturna è stata cancellata. Mi dispiace per i miei amici ma confesso di averli un poco invidiati, non potendo essere con loro in acqua. Partiamo alle 8:30 con il gommone carico al completo.

Arriviamo al Banco di Santa Croce e c’è già ormeggiato il gommone del mio amico Ciro Dell’Anno, titolare di Eurosub a Portici.  Ci immergiamo in un’acqua molto torbida in superficie, fortunatamente migliora in profondità. Questa volta ho dovuto attendere un attimo prima di tuffarmi ed i miei amici Edoardo, Gabriella, Mimmo e Filippo sono già diretti allo Scoglio della Gerardia. Essendo in tanti fotosub  in un posto abbastanza ristretto, decido di non seguirli e restare sulla secca pricipale. Vado alla Savalia savaglia e scatto qualche foto, di lontano si vede un’aquila di mare sorvolare gli scogli. Poco più avanti, sul pianoro roccioso coperto di paramuricee, c’è una canna da pesca caduta in mare che viene recuperata da altri sub scesi oggi.
C’è tanto pesce a prima mattina, molte cernie brune, alcune anche tra i rami delle gorgonie rosse. Mentre sono intento a scattare una foto ad un esemplare immobile tra i rami, sopraggiungono dal basso le bolle dei subacquei che escono dalla spaccatura dello scoglio facendola spostare, mi accorgo che qualche metro più in là ce ne sono altre due che non avevo visto.
Proseguo il mio giro e nel frattempo sono arrivati qui anche Mimmo, Gabriella, Pietro e Filippo, risaliti a quote più contenute dopo la puntata ad oltre 45 metri di profondità. Sul pianoro a circa 25 metri le cernie si fanno avvicinare tranquillamente, sono tante, alcune veramente impavide e curiose, si specchiano nell’oblò di Filippo ed io ne immortalo la scena. Ad un tratto mi sento toccare la gamba destra, guardo in basso e vedo che una cernia mi ha toccato forse per richiamarmi, gelosa dell’attenzione prestata alla sua amica! Così mi si para davanti ed io inizio a scattarle una raffica di foto. E’ bellissima ed è emozionante sentire che l’interesse è corrisposto. Il tempo sembra essersi fermato, o avrei voluto che lo facesse.
Quando guardo il computer subacqueo, mi accorgo che la permanenza a fondo è stata lunga, mi indica che c’è da effettuare 10 minuti di decompressione. Anche i miei amici devono effettuarla, ma mentre io risalgo lungo la gomena, Pietro, Mimmo e Filippo approfittano per scattare alcune foto alle bellissime donzelle pavonine Thalassoma pavo che si avvicinano ai subacquei senza alcun timore. Prima di lasciarli però non dimentico di scattare un autoscatto subacqueo come ricordo. Quando risalgo i gommoni sono aumentati, ne sono arrivati altri tre del Bikini Diving.

Tornati a terra mi sbrigo come al solito per sistemare l’attrezzatura. Saluto Filippo che rientra a Siena e tutti gli altri amici che invece restano per il tuffo successivo, incontro anche il mio amico Gianpiero Liguori venuto ad allenarsi per i prossimi Campionati Italiani di Safari Fotosub ed arrivo al garage alle 12. Lascio ad asciugare la muta e corro a casa dove mi aspetta la famiglia.

Pranziamo  e proseguiamo i festeggiamenti per il 14° compleanno di Lidia con l’amica Annamaria e poi mi metto a guardare il GP di Toscana “Ferrari 1000” al Mugello. Durante la gara però, nonostante le continue emozioni, mi addormento per la stanchezza ma alle 1630 sono nuovamente operativo. Usciamo per una passeggiata senza una meta precisa, siamo in dubbio tra Nerano e Monte San Costanzo, decidiamo per quest’ultimo e porto con me la fotocamera tirata fuori dallo scafandro. 
Arriviamo dopo una mezz’ora a San Costanzo e quando siamo ormai arrivati in cima, Annamaria esclama: “quelli sono i miei genitori!” riconoscendo due persone camminare in salita lungo la strada avanti a noi. Rita e Massimo infatti, genitori di Annamaria, hanno approfittato della giornata per fare anche loro casualmente un giro nello stesso luogo. Scattiamo una foto ricordo dell’incontro e mentre loro ritornano a casa, noi saliamo in cima alla chiesa per ammirare il panorama.
Incredibilmente è salito anche il mio amico Lauro con  Giovanna per scattare delle foto da un altro versante del monte, quello che sovrasta la Cala di Mitigliano. Mi faccio spiegare la strada per poi provare a raggiungerli al ritorno dalla vetta. Saliamo alla chiesa dove si ammira i panorama di Marina del Cantone e degli isolotti Isca, Vetara e Li Galli, scattiamo alcune foto ma c’è molto vento. Scendiamo e prendiamo l’auto spostandoci verso il punto indicato dal mio amico, nei pressi del traliccio elettrico, ma non avendo ben compreso la location del sentiero, ci dirigiamo su una piazzola che mostra la vista su Capri.
Scattiamo anche qui qualche foto ma presto andiamo via, le ragazze desiderano un gelato e ci fermiamo nella piazzetta di Termini prima di tornare a casa. Quando in serata le ragazze escono di nuovo, proseguendo la lunga giornata insieme, io posso finalmente sedermi davanti al computer e mettermi a guardare foto scattate oggi.

39 Banco di Santa Croce con Veronica, Arturo e Mimmo

“Arturo, sono in ritardo di una decina di minuti”  … e lui mi risponde “pure io”;
“penso di fare comunque in tempo”
 … e lui mi risponde “pure io”.
Arrivo alle 8 precise, come da appuntamento prefissato e lo chiamo perché  di Arturo non vi è traccia. “Sono sotto casa di papà” … e lui mi risponde “pure io, ma all’ingresso del tunnel!”

Ci ricongiungiamo e partiamo alla volta di Massa Lubrense con gli scooter belli carichi di attrezzature. Il cielo è coperto e minaccia pioggia ed io nel dubbio ho messo anche un Kway nella borsa. Raggiungiamo Marina della Lobra e parcheggiamo dopo aver depositato le attrezzature al Punta Campanella Diving Center. 


Ho dovuto declinare a malincuore l’invito improvviso alla pulizia odierna dei fondali del Vervece ma non potevo mancare oggi a questa immersione, concordata da una  settimana con la mia amica Veronica e suo figlio Manuel, per andare ad immergerci al Banco di Santa Croce, insieme a mio fratello ed al prof. Roscigno.
Mentre ci prepariamo arriva anche Virgilio, che inizialmente ipotizzava di dover andare via, vedendo un gran numero di subacquei pronti all’imbarco, ma il posto per lui c’è sempre!


Ho montato il Nikon 16/35 mm sulla mia Nauticam NA-D850 ed i flash ONEUW 160X, per provare a fotografare le belle cernie che abitano il posto. Partiamo verso le 9 dal diving e nel frattempo il cielo si è pulito e fa un gran caldo. Raggiungiamo il punto ed ormeggiamo alla boa, non ci sono altri gommoni ma presto ne arriveranno sicuramente. Aspetto che i primi sub siano in acqua prima di poter raggiungere il mio posto e completare la vestizione. Scendo insieme ad Arturo e Mimmo, restando sulla secca principale senza spingermi a fondo, mentre i due distinti gruppi capitanati da Rosy e Vittoria, effettuano il consueto giro tra i “panettoni” del Banco di Santa Croce.  
L’acqua nei primi metri è terribile, sotto si apre con un miglioramento della visibilità ma con la “neve” che cade continuamente e rende difficoltosa la ripresa panoramica del sito. Trascorro 60 minuti di puro divertimento dividendomi tra le “regine del banco” ed i miei amici subacquei che incontro nei vari punti dello scoglio. Non possono ovviamente mancare i selfie con Virgilio, Arturo e Mimmo, nell’acqua verdognola di oggi. Quando risaliamo Mimmo va quasi a sbattere con la maschera in una bellissima medusa Cassiopea piena di pesciolini simbionti, l’acqua è così lattiginosa che il prof. non tenta nemmeno uno scatto!

A bordo però inizia la festa. Oggi è il compleanno di Manuel ed ha portato da bere e da mangiare per festeggiarlo a dovere! Così, con qualche difficoltà, riesco a scattare le foto ricordo della bella giornata trascorsa insieme.

29 Banco di Santa Croce con Punta Campanella Diving Center

Quando ti arriva la “convocazione” non puoi fare a meno di presentarti all’appuntamento prefissato … ore 8:30 al Diving. E’ infatti Gianluigi che mi avverte in tarda serata, mentre festeggio l’onomastico di mia figlia Lidia, della disponibilità odierna del posto in barca per l’uscita al Banco di Santa Croce.
Mi sveglio per tempo ma già ho tutta l’attrezzatura pronta, prendo lo scooter e parto alla volta di Massa Lubrense. Il meteo è perturbato e appena inizio a percorrere la strada che sovrasta la Marina Grande di Sorrento, inizia a piovere (c’è da specificare che propio ieri ho provveduto a smontare il parabrezza che odio profondamente). Raggiungo Marina della Lobra e la pioggia è ormai terminata, ma si vede chiaramente che c’è mare mosso con onda lunga che frange sotto costa. Saluto tutto lo Staff e inizio a prepararmi. Ho montato il Nikon 16/35 mm sulla mia Nauticam NA-D850 con abbinati i flash ONEUW 160X ed i bracci galleggianti Nauticam. Trascorrono 60 minuti prima di partire con alcuni turisti stranieri che necessitano di una vestizione completa che ci fa lasciare la banchina all’orario programmato. 

La navigazione verso il Banco di Santa Croce procede spedita con Gianluigi che domina le grandi onde che giungono da poppa. Arriviamo sul punto d’immersione e non ci sono ancora altre barche di sub. Ormeggiamo e mentre gli altri sono in procinto di tuffarsi, io sono già in mare, in un’acqua terribile nei primi metri, come non la vedevo da anni. Sono costretto a seguire la cima di ormeggio prima di individuare la secca sotto di me. Nell’acqua verde riesco a scorgere alcune aquile di mare, ma sono lontane e la luminosità scarsissima. Devo infatti modificare gli iso della fotocamera per recuperare un poco di luce ambiente. Non ho portato i faretti di ricerca che non ho ricaricato a seguito dell’immersione notturna e trovo difficoltà anche nell’inquadrare con questo ambiente “spettrale”. Mi fermo subito alla Savalia savaglia e poi provo ad entrare nella grotta, ma subito desisto, perché con la scarsissima luce ambiente esterna alla grotta non sarei riuscito a fare grandi foto. Decido così di effettuare un giro rapido in cerca dei qualche scorfano, che oggi non vedo, ma anche di provare ad avvicinare qualche bella cernia. Nel frattempo sono arrivati sulla secca altre barche di subacquei e si iniziano a vedere bolle ovunque. Fortunatamente le cernie sono abbondanti e non particolarmente spaventate dall’orda subacquea, riesco in qualche caso a fotografare qualche esemplare momentaneamente a riposo tra le gorgonie. Quelle più grandi invece sono un poco più diffidenti, forse anche loro disturbate dall’acqua torbida! Sono il primo a risalire non appena ho terminato la mia sosta di decompressione, mi spoglio e mi stendo sul tubolare a prendere un pò di sole che è fuoriuscito dalle nuvole ma anche per assecondare il mal di mare che  si inizia a far sentire a causa dell’onda lunga. Aspettiamo il rientro di tutti i sub e immediatamente iniziamo il ritorno verso la base. All’altezza di Punta Scutolo Gianluigi improvvisamente ferma la marcia … davanti a noi ci sono i gabbiani che si tuffano in acqua ed i tonni che invece vengon fuori per catturare le alici. E’ uno spettacolo bellissimo, con alcuni esemplari di grandi dimensioni. Dopo poco però il tutto finisce e noi proseguiamo per il diving. Arrivati a terra lavo solo la fotocamera, evitando di portare materiale gocciolante sullo scooter nuovo … alle 12:30 sono pronto per andare a casa, la strada si è asciugata ed il rientro è quindi agevole. La sorpresa è venire a conoscenza che il guasto idrico che ci ha attanagliato da ieri sera non è stato ancora risolto al 100% e scoprire che c’è solo un “filo” d’acqua che scorre dai rubinetti che mi farà impiegare un’ora per riempire la vasca di risciacquo! 

Dopo pranzo invece del meritato riposino, sono costretto ad andare a Napoli in officina per controllare la serratura del bagagliaio dell’auto che ha deciso ancora una volta di bloccarsi. Mossa a pietà, la piccola Lidia mi accompagna amorevolmente.
Arrivati in officina c’è poco da fare, l’interruttore è guasto ma il pezzo di ricambio non arriverà in questo periodo di ferie … fortunatamente, con una combinazione di tasti si riesce ad aprire il bagagliaio, così, dopo aver salutato andiamo via quasi subito. Approfittiamo della vicinanza dei luoghi per fare un salto da MondoNatura, il mio rivenditore di fiducia, per prendere del mangime vivo per il mio acquario marino  in previsione del periodo estivo e poi torniamo verso casa. 
Siamo stati velocissimi anche qui e possiamo approfittare così per fare un salto in un negozio del centro commerciale Maximall per acquistare uno zaino nuovo per Lidia. Siamo fulminei anche qui, trovando quasi subito il prodotto desiderato, non resta che tornare a casa … anzi no! Arrivati a Sorrento ce ne andiamo direttamente in garage, i mesi di lockdown hanno fatto accumulare tanto materiale al suo interno, inoltre ci sono le mute invernali da sistemare rimaste a deposito nei borsoni. E’ anche il momento per buttare qualcosa di inutilizzabile e di tirar fuori i trolley per andare per qualche giorno in vacanza. Alle 21 circa siamo finalmente a casa, stanchi, soddisfatti ed affamati, mia moglie ci attende per la cena e solo dopo di essa mi posso dedicare alla conclusione della giornata … guardando le foto scattate (fortunatamente l’acqua adesso scorre con una pressione maggiore anche se non ancora normalmente) …

25 Banco di Santa Croce con Bikini Diving

Da settimane desideravo andare a fare immersione al Banco di Santa Croce. Per vari motivi, soprattutto metereologici non mi è stato  possibile e fino a questa mattina alle 730 la mia uscita era ancora in forse. Fortunatamente il cielo limpido ed il mare calmo nonostante le previsioni, mi ha consentito di incamminarmi verso il porto di Marina di Stabia dove ha sede in Bikini Diving. Mi sono mosso da casa in leggero ritardo rispetto al previsto ma le incombenze familiari (spesa in pescheria per il pranzo) mi imponeva di svolgerle di primo mattino. Alle 830 sono in auto e, mio malgrado, arrivo alle 910 in banchina, con 10 minuti di ritardo rispetto all’idea che avevo in mente per il mio arrivo lì, ma in tempo per l’appuntamento in gommone alle 930 per l’uscita.
Sono velocissimo a preparare la fotocamera e a vestirmi, approfittando di non dover salutare calorosamente, come avrei fatto, Giulia, Pasquale ed i ragazzi del diving, ma solo abbozzando un saluto a distanza di sicurezza Covid-19. Sono così svelto da essere pronto prima di tutti, avviandomi per primo al gommone che è ormeggiato in banchina. 
Appena sono pronti tutti i sub, partiamo alla volta del punto d’immersione, sul gommone ci sono due rebreather ed immagino già l’attesa che dovremo fare in barca per aspettarli per la decompressione.
Mi immergo in un’acqua bianco-verdognola, veramente pessima, come da tempo non vedevo. Sperando nell’abituale miglioramento sul fondo, vengo smentito … è terribile anche a 35 metri dove ci sono le gorgonie rosse. Inizio a scattare ma non riesco a capire perchè sulla sinista c’è poca luce … poi mi rendo conto che il flash è settato per la connessione via cavo e non fibra … perdo alcuni scatti ma non è un problema. Proseguo il mio giro vedendo alcuni scorfani e tante cernie.
Una di esse è immobile sul fondo, poco davanti a me, io sono intento a fotografare le margherite di mare e le mi mostra la coda. Solo quando faccio il giro per fotografarla, mi accorgo che è impegnata in  una seduta odontoiatrica, con un gamberetto Lysmata seticaudata che è all’interno della sua bocca. Confesso di aver perso l’occasione ma le fauci appena appena aperte non mi lasciavano intendere la preziosità del momento. 


Proseguo il giro fino ad accumulare 12 minuti di decompressione, mio malgrado sono costretto a guadagnare la gomena ed iniziare la sosta di sicurezza. Dopo poco arrivano anche i componenti del secondo gommone del diving, uscito insieme a noi dal porto e vengo inondato di bollicine fin quando scatta la “Deco Clear” sul mio computer subacqueo.
Risalgo a bordo per primo e sistemo la mia attrezzatura al sicuro, c’è un piacevolissimo sole ed in barca si sta benissimo per i successivi 40 minuti di attesa dei due sub impegnati nella lunga desaturazione.
La temperatura cambia repentinamente quando ci mettiamo in moto per tornare alla base, il vento è freddo e la temperatura diventa improvvisamente gelida, anche a causa delle nuvole che nel frattempo sono arrivate a sovrastare la città di Castellammare di Stabia. 
Sono velocissimo anche nella svestizione e alle 13 sono in auto. Impiego oltre un’ora per raggiungere casa a causa dell’intenso traffico di auto e persone che si trova sul lungomare, incuranti delle raccomandazioni utili ad evitare il contagio: passeggiano in gruppi numerosi in riva al mare. Al mio arrivo a casa poi sono costretto ad evitare l’ascensore, caricandomi tutto il materiale per le scale … a causa della fobia da coronavirus, visto che è appena rientrato da Milano, il figlio della mia vicina di casa … la prudenza non è mai troppa!

Banco di Santa Croce e Punta Campanella con Olgiata Diving

La sveglia suona prestissimo,  vado subito a fare colazione, stacco le batterie messe sotto carica per la notte e preparo la fotocamera montando il Superdome. Alle 7:30 sono già sullo scooter per raggiungere i miei amici romani al Punta Campanella Diving. Oggi andiamo al Banco di Santa Croce e bisogna muoversi in anticipo per arrivare sul posto prima di altre barche, così alle 8 siamo già tutti presenti per iniziare le operazioni di vestizione. Max, Franco e Francesca arrivano con le fotocamere pronti per una nuova sessione fotografica. Alle 8:30 siamo già in viaggio verso Vico Equense, la navigazione procede veloce con il mare calmo, ma con un cielo nuvoloso che attenua la luminosità. Ormeggiamo e ci tuffiamo in acqua, la visibilità non è ottimale, un amico mi raccontava di una eccellente visibilità ieri, ma questo posto è così, prendere o lasciare! Scendo insieme ai mie tre amici sulla Savalia savaglia poi li porto un poco in giro ad ammirare le bellezze del posto. Cernie, castagnole, donzelle, saraghi ed occhiate sono dappertutto, ci sono anche le alici che sono sotto attacco dei tonnetti. Vediamo anche un’aquila di mare ma all’improvviso si accende la spia rossa sulla fotocamera. Segnalo il problema ai miei amici, li affido a Lisa ed Andrea e me ne risalgo subito sopra. Poso la fotocamera a bordo nonostante la luce sia tornata di nuovo verde e scendo di nuovo ad assistere fotograficamente agli scatti di Max e Francesca, guidandoli passo passo anche nelle inquadrature. I progressi sembrano essere evidenti ed i ragazzi sono contenti. Quando ormai è ora di risalire ci raduniamo sotto la barca per la decompressione, Edoardo mi segnala disperato di aver visto un tonno enorme puntare per tre volte  verso di lui azzannando acciughe, ma di non esser riuscito a scattare la foto da National Geographic a causa delle impostazioni dell’autofocus. Una volta a bordo anche Andrea mi conferma di aver visto un bestione di oltre due metri frecciare al suo fianco in frenesia alimentare. Maledizione, mi sono perso una scena fantastica. Non importa, sono felice di aver contribuito all’addestramento dei due allievi fotosub. Al nostro gommone nel frattempo si è affiancato quello del Bikini Diving sul quale ci sono un gran numero di amici, tra i quali Francesco Rastrelli e la donna degli squali Eleonora De Sabata. Salutiamo tutti e ritorniamo al diving. Mentre gli altri cambiano le bombole per il secondo tuffo, io mi dedico a controllare la mia fotocamera, apro lo scafandro e sembra tutto in ordine, non comprendo cosa possa essere successo ma nel dubbio la lascio a terra per la prossima immersione. Vittoria gentilmente ha provveduto a sostituire la bombola e così siamo pronti di nuovo a partire, ma il cielo si è annuvolato ancora di più ed anche il mare è più mosso. Andiamo a Punta Campanella e ci tuffiamo sul pianoro sui 20 metri, qui iniziamo a scattare qualche foto ai saraghi fasciati che sono all’ombra di un enorme masso, poi li conduco al grottino con una grande colonia di Apogon imberbis, infine raggiungiamo il faraglione dove ci dedichiamo a fotografare le margherite di mare. Terminiamo così l’immersione e raggiungiamo la base, appena a terra inizia pure a piovere. Sistemo le attrezzature ma appena smette la pioggia saluto i miei amici, salto il pranzo e torno subito a casa con lo scooter. L’appuntamento con i miei amici fotosub è per la cena organizzata da Rosy, dove sarò in con loro in compagnia della mia famiglia. 

Banco di Santa Croce con Punta Campanella Diving

E’ sempre stupendo poter immergersi al Banco di Santa Croce ed anche oggi è stata una giornata esaltante! Arrivo in scooter di buon mattino al Punta Campanella Diving Center, le operazioni d’imbarco sono già iniziate, prepariamo le attrezzature e partiamo con mare calmo con direzione Vico Equense. Raggiungiamo la boa di ormeggio della secca principale del Banco di Santa Croce e ci tuffiamo, Gianluigi ed Andrea accompagnano i clienti, Lisa resta in barca mentre Virgilio scende insieme a me. Dopo un primo passaggio alla Savalia savaglia mi sposto sulla secca di terra, dove di lontano si vedono i dentici, le cernie e le castagnole. E’ un tripudio di colori, degno dei reef esotici, solo la visibilità dell’acqua non è quella dei tropici ma accettabile in profondità. Mi avvicino alle pareti tapezzate dalle margherite di mare avvolte dalle castagnole rosa. Le spugne coloratissime competono tra loro e con gli altri organismi sessili per conquistare ogni cmdel substrato roccioso, un miscuglio di colori abbagliante. A malincuore devo lasciare la postazione e ritornare alla secca principale dove incontro i miei amici intenti ad effettuare il periplo dello scoglio. Le cernie sono molto confidenti e si lasciano avvicinare per qualche scatto prima di mettersi a distanza di sicurezza, guardando nel blù si vedono gruppi di Dentex dentex cacciare insieme le boghe e le castagnole. Diventa difficile iniziare la risalita ed effettuare la decompressione, mi rassegno e mi posiziono lungo la gomena per assolvere alle necessità di desaturazione. Quando ho ormai terminato la sosta vedo sopraggiungere un gruppo subacqueo dei Vigili del Fuoco con delle mute coloratissime … lascio la posizione e torno giù per qualche metro per scattare qualche foto con loro. Effettuo una nuova sosta di sicurezza e risalgo a bordo dove mi attende il gruppo. Si torna a casa dopo una bellissima immersione con i miei mitici amici del Punta Campanella Diving Center, durante il rientro è immancabile il selfie in movimento!

Banco di Santa Croce con Erik & Co

S P E T T A C O L O  è l’unica parola adatta a raccontare l’immersione odierna al Banco di Santa Croce! 
L’appuntamento è al Punta Campanella Diving Center alle 9, quando arrivo con lo scooter sono già tutti pronti, il gruppo è numeroso come ieri ma questa volta riusciamo a stare tutti insieme in gommone. Dopo una navigazione di circa 30 minuti, raggiungiamo la boa di ormeggio a cui sono ancorati già tre gommoni ….. i sub sono in risalita, quindi non c’è problema di confondersi. Scendiamo tutti insieme nell’acqua verde bottiglia dei primi metri, Erik mi segue passo passo o meglio pinna pinna; ho promesso di mostrargli ogni angolo della Secca Principale e penso di essere riuscito nell’intento.
Subito lo porto alla foresta di Savaglia savaglia, avvolta da un muro di pesci: alici, boghe e castagnole rosa, con i tonnetti ed i dentici che sfrecciano per catturarli. Ci spostiamo verso la grotta, entriamo dal punto più profondo e attraversiamo la spaccatura fino a passare dal lato opposto. Usciamo girando a sinistra passando sotto la tettoia poi risaliamo lungo le pareti coperte di gorgonie rosse su cui i gattucci hanno deposto le loro uova. Scorfani e cernie sono ovunque, attirate anche loro dall’abbondanza di cibo. Torno indietro e lo porto alla spugna Axinella e poi ai massi con le margherite di mare, infine sul pianoro a fotografare saraghi, cernie, dentici e tonnetti che girano intorno ai sub in completa frenesia alimentare. Un vero spettacolo della natura, una sorta di “sardine run” mediterraneo, mancavano solo le ricciole e … i gabbiani in superficie! All’uscita dall’acqua una graditissima sorpresa … il mio amico Michele del Diving Center Amici degli Abissi, che non vedevo da lungo tempo.
Risaliamo a bordo con gli occhi pieni di meraviglia, un tripudio di colori e forme eccezionale. A bordo ci segnalano anche l’avvistamento delle aquile di mare nel passaggio verso la secca di terra, ma non era possibile portarlo anche lì per fargli scattare delle buone foto.
Ritorniamo a Massa Lubrense dopo una nuova tratta di navigazione e ancora una volta, saluto tutti e vado via di corsa … a casa mi aspettano le mie donne per andare al mare! 

Banco di Santa Croce con Andrea e Vittoria

Mi alzo di scatto dal letto, la sveglia non ha suonato o forse ho sbagliato io a regolarla … ieri sera ho fatto le ore piccole a cena insieme ai tanti cugini di mia moglie e sono le ore 6:35 …. è tardissimo! Si, sono in ritardo, avrei dovuto alzarmi alle 6 per fare colazione, chiudere lo scafandro Isotta D850 e sistemare le batterie dei flash Ikelite DS161 …. riesco a fare tutto tranne la colazione, la qual cosa mi preoccupa perché quando ciò accade, la giornata si prospetta quasi sempre negativa. 

Salgo sullo scooter indossando il k-way e corro al diving dove arrivo alle 7:10, con leggero ritardo rispetto al programma. Lo staff è impegnato a preparare il tutto per l’immersione odierna al Banco di Santa Croce, provo a passare per il bar per portare un po’ dì caffè ma è ancora chiuso …. monto l’attrezzatura e mi vesto. Saltando sul gommone mi trovo difronte a due papà molto fortunati …. che vanno in acqua entrambi con le loro figlie, una bellissima scena familiare. Raggiungiamo il punto d’ormeggio alle 8:30 e ci tuffiamo in acqua. La visibilità è pessima nei primi metri ma come sempre accade, sotto migliora sensibilmente. Decido di rimanere sulla secca principale andando subito alla foresta di Savaglia savaglia, poi mi sposto mantenendo la parete alla mia destra in cerca di soggetti tra le gorgonie rosse. Una bellissima Felimare picta, una coppia di grandi scorfani, alcune uova di gattopardo con l’embrione visibile all’interno sono i primi sussulti di una immersione spettacolare, che prosegue con le tante cernie che mi girano intorno. Resto tranquillo ed immobile, aspettando che le deliziose creature si avvicinino alla cupola del grande oblò montato sul Sigma 15 mm. Riesco ad avvicinarle più del solito ed è stata quindi corretta la scelta di montare il grandangolare. Vedo arrivare il gruppo che nel frattempo è andato a visitare la secca di terra, dove mi segnalano la presenza di cinque aquile di mare, di dentici e cernie a gogò. È tempo di ritornare alla gomena di ormeggio, il computer subacqueo mi segnala 11 minuti di decompressione …. ed è il momento di smettere di fotografare. Mentre sono in sosta di sicurezza, mi raggiungono Vittoria ed Andrea per il selfie d’ordinanza, solo adesso l’immersione può dirsi conclusa …. 

Quando andiamo via dal Banco non è ancora sopraggiunto nessun natante carico di subacquei, siamo stati veramente svelti, così rientriamo velocemente al porto di Marina della Lobra, sono le 10 …. il bar è aperto …. è ora di iniziare bene la giornata e fare la prima colazione!

Banco di Santa Croce con Andrea

Mi accorgo che le ferie estive stanno per finire quando, di primo mattino, sono costretto ad indossare il k-way per raggiungere il Punta Campanella Diving Center. La voglia d’immergermi è tanta, dopo esser stato qualche giorno in spiaggia nel cilento, ospite dei miei cognati. Avevo in programma una notturna ieri sera, ma quando Gianluigi ha risposto al mio messaggio, “convocandomi” per le 7:15 al diving, ho cambiato programma, preferendo il tuffo mattutino al Banco di Santa Croce.

Il gommone è stracolmo anche oggi, per far fronte al gran numero di sub, l’amico Andrea ci ospita a bordo della sua barca e ci porta alla meta odierna. Navighiamo velocemente sul mare calmo del mattino e raggiungiamo il gommone che era partito cinque minuti prima di noi.

Ormeggiamo e ci vestiamo, scendo come al solito per primo, in un’acqua torbidissima nei primi metri. fortunatamente più sotto la visibilità migliora leggermente. Raggiungo gli scogli di terra e vado in cerca delle cernie e dei dentici per effettuare ancora scatti in “coppia” ma oggi non ho lo stesso feeling con loro. Mi raggiungono anche gli altri sub, guidati da Lisa, Andrea e Gianluigi che sono sul gommone, anche oggi è impossibile effettuare selfie con il 105 mm montato sulla Isotta Nikon D850.

Ho portato anche la lente SMC +15 diottrie per fare qualche prova ma la velocità  dell’autofocus ed il mio feeling non ancora ottimizzato a questa grande velocità di messa a fuoco, rende lo scatto molto impegnativo con la lente montata. Risalgo dopo 60 minuti comunque soddisfatto, in superficie sono già presenti svariati gommoni carichi di subacquei che si apprestano ad immergersi. Salutiamo e ritorniamo in porto, consumando i cornetti durante la navigazione. Sono quasi le 11 quando risalgo sullo scooter per tornare a casa, come di consueto, poso la fotocamera a casa ed esco di nuovo per andare al mare con la famiglia, per continuare a godere di qualche ora di sole.