Marco Gargiulo

#10 — Banco di Santa Croce con Mimmo

Il rientro in porto è condito da tantissimi spruzzi a causa del forte vento, che nel frattempo ha alzato anche delle discrete onde.

Quando passo per il diving per posare la pompa del vuoto, che ho dovuto utilizzare all’inizio della giornata per risolvere il problema tecnico all’autofocus, trovo all’esterno del locale i tre clienti che dovremmo imbarcare per la seconda uscita.

Mi chiedono subito informazioni sulle condizioni del mare e li rassicuro: il mare è sicuramente mosso, ma le condizioni sono assolutamente accettabili per uscire.

Li vedo comunque piuttosto dubbiosi.

Infatti, quando torno in banchina pronto per la successiva immersione al Banco di Santa Croce e saliamo a bordo, non li vedo tra i partecipanti. Alla fine hanno deciso di desistere, cosa che mi sorprende un po’, soprattutto perché le condizioni sembrano già in miglioramento.

Devo invece ringraziare Andrea che, a bordo del Marangone, ha provveduto nel frattempo a sostituire anche la bombola che avevo utilizzato durante la prima immersione.

Siamo quindi pronti a ripartire, questa volta con un gommone leggermente più scarico di subacquei.

Ai comandi c’è Peppe, mentre Gianluigi entrerà in acqua con i clienti insieme ad Andrea.

Io naturalmente sono con Mimmo e decidiamo di rimanere sulla secca principale, senza effettuare il classico giro degli altri scogli.

Dopo una ventina di minuti di navigazione raggiungiamo il Banco.

Non c’è nessuno.

In realtà oggi ci sono pochissime barche in giro. Con il mezzo marinaio assicuriamo il gommone alla gomena d’ormeggio e cominciamo a prepararci.

Mimmo mi anticipa e io lo raggiungo subito dopo.

Mentre gli altri stanno ancora completando la vestizione, noi siamo già sul cappello della secca.

Nei primi metri l’acqua è ancora piuttosto torbida, ma scendendo la visibilità migliora nettamente.

Ed è subito uno spettacolo.

Alici e menole si muovono in sincronia, cambiando continuamente direzione per sfuggire agli attacchi dei predatori. Dentici e cernie approfittano di ogni occasione e, sul cappello della secca, le cernie sono tutte disposte in agguato, pronte a scattare verso le prede argentate.

Restiamo per circa cinquanta minuti a girare intorno alla secca principale.

Nei primi metri le margherite di mare appaiono purtroppo quasi completamente compromesse, mentre più in profondità sembrano aver resistito meglio alle elevate temperature di questa estate.

Per un breve tratto raggiungiamo anche le gorgonie rosse, ma decidiamo di mantenerci prevalentemente intorno ai 20 metri di profondità, dove troviamo la maggiore rigogliosità di vita bentonica.

Cerchiamo continuamente di avvicinarci alle cernie per fotografarle, ma non è semplice.

Mi dedico anche a un grosso scorfano, sempre spettacolare da osservare e fotografare da vicino.

Il tempo sott’acqua, come sempre, passa velocissimo.

Quando anche il resto del gruppo ritorna verso la secca principale e comincia a dirigersi alla cima d’ormeggio per iniziare la risalita, io e Mimmo ci guardiamo e ci accordiamo: è arrivato anche per noi il momento di rientrare.

Raggiungiamo la cima e, durante la sosta di sicurezza, non può naturalmente mancare un selfie con il Prof.

Poi risaliamo a bordo del Marangone.

Nel frattempo è cambiato tutto.

Il vento è calato completamente e anche le onde sono diminuite. Le condizioni adesso sono davvero ottimali e la navigazione verso Sorrento diventa decisamente più piacevole.

Con un leggero vento alle spalle raggiungiamo la base.

Una volta al diving scarichiamo tutta l’attrezzatura e provvediamo al lavaggio nelle capienti vasche, per poi sistemare tutto nella mia cesta.

Una doccia veloce, ricompongo la borsa fotografica e siamo pronti per rientrare.

Carichiamo tutto in auto e Mimmo mi lascia sotto casa prima di proseguire verso Torre Annunziata.

Io salgo e, come sempre, comincia la seconda parte dell’immersione: lavare accuratamente tutto e mettere l’attrezzatura ad asciugare.

Solo dopo posso finalmente capire quali siano i programmi della famiglia.

Scopro che sono tutti a pranzo da mia cognata a Vico Equense e quindi resto tranquillamente a casa. Non dovrò neppure scendere più tardi a recuperare mia moglie al mare.

Posso così sistemarmi sul divano e guardare il Gran Premio di Formula 1 a Madrid.

Bene così.

Un po’ di relax ci vuole proprio, prima di cominciare una nuova settimana di lavoro.

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