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#20 Scoglio Penna con i Giannini

Dopo una breve sosta tecnica, ripartiamo con le bombole cariche con direzione Punta Campanella, in navigazione prendiamo ancora tanti spruzzi per arrivare allo Scoglio Penna. 

Vittoria si tuffa e assicura l’ormeggio di Marangone. Io e Mimmo scendiamo subito giù passando attraverso il buco, raggiungiamo le gorgonie rosse ma c’è molta mucillagine che le ricopre. Proseguiamo il nostro abituale giro arrivando sul lato interno dello scoglio. Poi ci allunghiamo sulla punta dove ci sono i barracuda, sono piccoli ma sono veramente tanti. Francesca è con me e si avventura nel blu per avvicinarli e fotografarli. Subito dopo ci dedichiamo anche a scattare qualche foto ad una gorgonia bianca, cercando di farle replicare l’inquadratura che le mostro sul display della fotocamera.

In lontananza lungo la parete degradante vedo una bellissima cernia dorata Ephinephelus costae, un grosso maschio di pesce pappagallo Sparisoma cretense, ma con Mimmo inizio a seguire il banco di barracuda fino a perdere l’orientamento, pensiamo di essere all’interno dello scoglio ed invece siamo finiti dal lato di fuori. Mimmo infatti sale in superficie e non vede la barca, si accorge dell’errore, mentre io da sotto, non comprendendo la situazione, gli faccio segno che non vedo cima di ormeggio e la barca! Vedo così Mimmo cambiare direzione e passare attraverso il buco ma in superficie, lo seguo passando “attraverso” lo scoglio in immersione. Incredibilmente ci siamo confusi e non era mai successo!

Appena tornati a terra vado subito a lavare l’attrezzatura, rimetto in ordine e corro via a casa dai miei familiari per andare in spiaggia. Ovviamente non posso andar via senza aver scattato i selfie ricordo della giornata con i miei amici!

Alle 15 sono a casa ma la mia famiglia non ha intenzione di andare al mare, controllo il telefonino e trovo una serie di chiamate di lavoro perse. Nonostante sia in ferie non posso non richiamare … ma va bene così!

 

 

 

#19 Banco di Santa Croce con i Giannini

La notte trascorre insonne, fa un caldo torrido. Mi alzo tutto sudato e vado a bere più volte. Mi giro e rigiro nel letto fin quando sono le 6:30. Fortunatamente ho preso un giorno di ferie per stare insieme ai miei amici romani dell’Olgiata Diving che sono arrivati ieri pomeriggio ed andranno via domani.
Vado a fare la prima colazione, poi a chiudere fotocamera. Appena pronto scendo e vado in garage a prendere la nuova muta  monopezzo. Sono le 7:45 e il display dello scooter segna una temperatura di 29°C.  Alle 8 sono al Punta Campanella Diving come da appuntamento. Oggi ho montato il Tokina 10-17 regolato a 17mm nel minidome ed i flash OneUW 160X. 

Saluto tutti i miei amici, Franco, Francesca e Beatrice, Claudio Giulianini & Adriano Occhi oltre allo staff del diving, appena siamo pronti partiamo con i due gommoni.  Il caldo è torrido, il mare è calmo ed il cielo è coperto, ma durante la navigazione ci bagniamo per un pò di vento contrario. I due gommoni sono belli pieni, con Fabio alla guida di “Marangone” e Vittoria su “Berta”.  

In acqua scendo con Mimmo, andiamo subito alla Savalia savaglia, poi proseguiamo il nostro giro sulla secca principale.  Tante le cernie, i dentici, gli scorfani. Le pareti sono ricoperte di Parazoanthus axinellae e le gorgonie rosse sono belle aperte. L’acqua in profondità è accettabile, mentre in superficie è veramente terribile. Termino l’immersione con  6 minuti di decompressione e risalgo subito a bordo con la comodissima scaletta. A bordo sento raccontare che Gianluigi ha contato ben 12 aquile di mare sul cappello della secca.

Mentre rientriamo al diving ci fermiamo al largo davanti a Piano di Sorrento dove si vedono dei i tonni in caccia delle alici. Torniamo subito al diving, smontiamo i GAV e cambiamo le bombole, dopo aver lasciato le fotocamere a bordo, ci prepariamo ad uscire di nuovo alle 11:30 per il successivo tuffo allo Scoglio Penna.

#18 Puolo con Edo e Mimmo – Immersione Notturna

La sveglia del lunedì mattina non è mai piacevole, tranne quando al termine della giornata lavorativa hai in programma un’immersione notturna, la prima dell’estate, con i tuoi amici più cari.
Dopo la colazione, mi vesto e nell’attesa che incominci una videoriunione aziendale alle 9, inizio ad assemblare la fotocamera per la serata. 
Smonto il superdome con la prolunga, usata sabato con il Nikon 16-35 mm e monto il minidome ma questa volta con lo zoom Tokina 10-17 mm regolato su 17 mm. L’obiettivo si è rovinato e non posso usare la ghiera zoom, ma funziona benissimo anche senza.

Inserisco il tutto nello scafandro e collego i flash OneUW controllandone il corretto funzionamento. Una volta sistemato, ripongo tutto nel borsone e mi preparo alla riunione e alla giornata lavorativa che mi attende.

Durante la mattinata entro a prendere un caffè in un bar di Castellammare di Stabia ma vengo riconosciuto dal un mio caro amico,  mio coetaneo che insiste nell’offrire lui. Scambiamo amabilmente due chiacchiere come ai bei tempi andati, prima di salutarlo gli chiedo info sul suo stato di salute, avendo superato un periodo difficile.  Mi raggela riferendomi di nuovi ed ancora più gravi problemi, lo abbraccio affettuosamente salutandolo, ma confesso che la mia giornata è emotivamente fortemente segnata …

Il caldo è torrido, lavorare oggi è particolarmente faticoso, lo è ancor di più alla luce delle brutte notizie che ho appreso e che non riescono a  lasciare i miei pensieri.

Rientro a casa e mi stendo un attimo sul divano, ma dopo poco scendo con mia moglie a fare alcune commissioni. Alle 19:45 sono sullo scooter con direzione Marina della Lobra.
Quando arrivo, oltre ai miei amici Edoardo, Ivana, Mimmo ed i ragazzi del Punta Campanella Diving Center ci sono anche tanti altri amici, in particolare Adriano Occhi e Claudio Giulianini, ma anche Luisa e Pierluigi. Stasera al termine dell’immersione avremo da festeggiare San Luigi ma soprattutto il 60° compleanno di Edo.

Attendiamo il calare delle tenebre e ci muoviamo dal porto con “Marangone” per andare a Cala di Puolo, ma solo dopo aver effettuato lo scatto rituale pre immersione. Il mare è calmo e la luna è quasi piena. Raggiungiamo la baia e ancoriamo. Mi tuffo per primo e inizio a scattare qualche foto al gommone con le lucine accese in acqua. Quando Edoardo e Mimmo sono pronti, scendiamo e ci dirigiamo verso il sabbione.

Scendo fino a 40 metri di profondità, Mimmo è alcuni metri più in  basso, ma ha con se una bombola decompressiva, mentre Edo è alla mia stessa profondità ma ad una ventina di metri di distanza. L’acqua è abbastanza limpida, ma in immersione siamo veramente in tanti stasera. In acqua ci sono infatti anche Fabio, Stefano, Lisa e Vittoria che accompagnano i miei amici.  La serata non è memorabile, ma riesco comunque a rilassarmi, nonostante la mia mente sia continuamente impegnata a pensare al mio amico in difficoltà. Termino l’immersione dopo 65 minuti, conditi da 15 minuti di decompressione. Degni di nota ben 4 pesci ago Syngnathus acus, una Alicia mirabilis ed un Umbraculum mediterraneum.

Rientriamo alla base intorno alle 23:30, ci spogliamo e sistemiamo le attrezzature mentre Ivana prepara le vivande per la festa imminente. Quando anche Edoardo è pronto, iniziamo i festeggiamenti con il coro augurale ed il soffio delle candeline. Alle 00:30 è ora di tornare a casa, ma non posso andar via senza aver mandato tutti nella “casetta” per scattare la foto ricordo!

 

#16 In viaggio con il Prof. Roscigno – Mar Piccolo di Taranto col “Pigna”

La sveglia oggi è fissata alle 5:40, devo sbrigarmi per rispettare il programma … vado a fare la colazione, preparo un panino, chiudo la borsa fotografica e mi vesto per uscire di casa. Alle 6:30 sono già in auto, passo a prendere l’attrezzatura subacquea dal garage e poi mi metto in viaggio con direzione Torre Annunziata.

 Alle 7 raggiungo in perfetto orario casa di Mimmo, lui mi attende nel cortile dove ha riposto la sua attrezzatura. Carichiamo anche le sue cose in auto  e subito ci rimettiamo in viaggio per Taranto.

Durante la navigazione ci divertiamo a conversare di fotografia subacquea, ricordando amici, episodi ed aneddoti dell’ultimo anno nel quale ci siamo sentiti e visti poco. Percorriamo la via Basentana tra deviazioni e restrizioni di carreggiata e raggiungiamo Taranto. Durante il cammino sentiamo il “Pigna” Giuseppe Pignataro che ci aggiorna sulla posizione del nostro appuntamento. Alle 10:30 siamo arrivati a destinazione e dopo 10 minuti raggiungiamo il punto preciso nei pressi del ponte dove ci aspetta per fare immersione.

Peppe ed il suo amico sono hanno già indossato le mute quando parcheggiamo, noi facciamo lo stesso dopo aver scaricato attrezzature e fotocamere sulla banchina di pietra. Dopo i convenevoli di rito (selfie ricordo), ci immergiamo nello specchio d’acqua dove il nostro amico Giuseppe ci accompagnerà a scoprirne le segrete bellezze. L’acqua è torbida ed il cielo si fa nuvoloso sempre più, oscurando anche il sole che invece è molto gradito a noi fotosub quando realizziamo foto grandangolari. 

Nei 150 minuti che trascorriamo nell’acqua bassa del posto, quasi subito perdiamo il contatto visivo con Mimmo, con il quale ci ritroveremo nell’ultima mezz’ora. Giuseppe mi mostra una miriade di soggetti interessanti, lasciandomi campo libero per fotografare con il minidome ed il 15 mm Sigma.  Anche oggi ho utilizzato i flash OneUw 160X con il cavo elettrico ad Y realizzato da Luca Carraro, per comandare i due lampeggiatori elettronici in TTL. Confermo il mio crescente feeling con questi flash, apprezzandone la praticità della regolazione della potenza con gesti intuitivi e rapidi, tali da erogare la luce giusta in ogni situazione per ciascuno dei due flash, un vero sballo!

Alla fine porto a casa scatti a 5 cavallucci marini, una  Yungia aurantiaca, tanti ghiozzi, una Melibe fimbriata, ma anche due automobili, tanti rifiuti, un buon numero di spirografi (ma nettamente meno abbondanti della precedente occasione), un  granchio Carcinus maenas, un granchio testa di morto Ilia nucleus ed … un coniglio!

Alle 14:30 tiro la testa fuori dall’acqua ed è iniziato un temporale, piove e si vedono fulmini in lontananza. Giuseppe ed il suo amico sono già al riparo sotto una tettoia metallica, hanno già rimosso le mute e ci attendono per facilitare la nostra uscita dall’acqua. Mimmo è qualche decina di metri avanti a me e lo raggiungo mentre esce fuori dall’acqua con ancora le bombole indossate. E’ una gran sorpresa vedere i progressi che ha fatto il mio amico Prof. che ha ormai una forma fisica invidiabile e la cosa  mi rende molto felice.

Esco anch’io dall’acqua con Peppino che prende la mia fotocamera per evitarmi cadute accidentali pericolosissime, guadagno la prossimità dell’auto, aziono il telecomando e mi infilo nel bagagliaio per spogliarmi al riparo dalla pioggia. Appena mi sono cambiato salto sul sedile di guida e trasferisco l’automobile in prossimità della tettoia dove mangiamo le mozzarelle e la pizza che ha portato Giuseppe.

Alle 15:30 dopo qualche foto ricordo della giornata, salutiamo i nostri amici, ripartiamo verso casa, con la pioggia torrenziale ed il sole che si alternano più volte durante il percorso. Ci fermiamo alle 17 per una breve sosta, per mangiare un gelato e sorseggiare un caffè, ma subito ci rimettiamo in cammino. Alle 18:30 siamo di nuovo a Torre Annunziata dove lascio Mimmo; il cielo ci accoglie con un doppio arcobaleno. Saluto il mio fraterno amico ringraziandolo per la bella giornata trascorsa insieme e mi rimetto in viaggio per Sorrento.

Impiego un’ora per tornare a casa a causa del traffico. Appena arrivato provvedo al risciacquo della fotocamera e della muta stagna, poi vado a fare doccia e a prepararmi per andare a mangiare una pizza con la mia famiglia.

 

 

 

La Tonnarella con Mimmo e Gennaro

Pensavo di aver visto quasi tutto nella mia vita subacquea, ma quella di oggi è stata una bella ed inaspettata sorpresa … 
Dopo qualche settimana di pausa, finalmente oggi torno in acqua. Ieri sera ho approntato la fotocamera Nauticam NA-D850 con il Sigma 15 mm e minidome Saga Dive, ho controllato la carica dei flash e, seguendo le istruzioni del costruttore per evitare effetto memoria, non ho ricaricato le batterie dei flash OneUW 160X, anche se la carica di uno dei due era più bassa dell’altro.
Questa mattina, dopo la sveglia ho richiuso lo scafandro e mi sono messo sullo scooter con direzione Punta Campanella Diving Center a Massa Lubrese. Arrivo alle 8:30 come programmato e la temperatura dell’aria è inizialmente fredda, al diving però la temperatura sale anche grazie al caffè portatoci dall’amico Salvatore Lauro. C’è il mio amico dott. Gennaro Caiazzo che non vedevo da tempo e dopo poco arriva anche il mitico prof. Roscigno, oggi senza fotocamera e solo con l’attrezzatura da apnea.
Partiamo alle 9 dal porto con Gianluigi al comando del gommone, Lisa ed Andrea accompagnano i clienti stranieri sott’acqua, Mimmo sarà in apnea con l’austriaco Martin Muller, mentre io me ne starò solo soletto. Ci sono onde di oltre 4 metri, causate dal mare che si è alzato durante la notte, unico posto ridossato è la Punta del Capo, in particolare decidiamo di immergerci in prossimità del tratto di costa che va da “La Tonnarella” al Campeggio “Santa Fortunata”. Qui è in rada il mega yacht da 124 metri “Alexander”, con i tre alberi enormi che svettano sul grigio scafo.   
Scendo subito in profondità a 35 metri dove ci sono le spugne gialle. L’acqua è molto torbida e lungo la parete si vedono tantissime nasse abbandonate da anni, impigliate nella rugosità della roccia ed ormai colonizzate da spugne di mille colori. Anche durante la risalita trovo ancora tantissimi rifiuti antropici, fino ad arrivare alla superficie dove c’è una grande pensilina metallica finita in mare. Risalgo e sto per tornare al gommone … Mimmo mi raggiunge e mi chiede se ho terminato l’aria nella bombola, confermo di averne ancora … e lo seguo. 
Inizio a scendere lungo la parete e lui, in grandissima e sorprendente forma, mi conduce sul fondo e mi mostra a 10 metri di profondità un bellissimo cavalluccio marino giallo, trovato da Gennaro che è ancora lì a tenere in evidenza il punto preciso dell’incontro. Inizio a scattare qualche foto a Gennaro, ma il flash destro è ormai completamente scarico. Nel frattempo arriva Mimmo che, con un’apnea formidabile, scende posizionandosi davanti al mio oblò. Resta in immersione ad ogni tuffo per lungo tempo e con grande naturalezza, collaborando e giocando a fare le smorfie mentre attende i miei scatti.
E’ proprio questa la sorpresa grandissima che ho avuto oggi, vedere l’espressione di gioia pura negli occhi del mio amico, restituito ad una nuova vita subacquea.
Una volta a bordo Mimmo mi racconta dell’esperienza mai provata prima, dell’osservazione di un ippocampo senza “doverlo” fotografare! Mi descrive l’incontro nei minimi dettagli, chiaramente emozionato e felice. Lo sono pure io anche adesso che scrivo queste mie righe.
Ritorniamo al diving e sistemiamo le attrezzature, saluto tutti e torno a casa alle 12:30, in tutta tranquillità  per ricongiungermi con la famiglia e pranzare insieme. Nel pomeriggio mi dedico a sistemare le immagini scattate, poi appena le mie donne sono pronte, scendiamo per andare a votare per il Sindaco di Sorrento al ballottaggio, in attesa di vedere gli sviluppi del caso Juventus-Napoli che si dovrebbe giocare in serata.

44 Banco di Santa Croce con Filippo, Edo, Mimmo, Pietro e Gabriella

Quando suona la sveglia alle 6:30 sono sul punto di spegnerla e restare a dormire. Sono andato a letto alle 2 di notte dopo aver atteso la mezzanotte per festeggiare il compleanno di mia figlia Lidia. Mi faccio forza pensando a ciò che mi aspetta a breve … un tuffo al Banco di Santa Croce … non posso rinunciare!

Inizio la vestizione ma non faccio colazione per non svegliare mia figlia e la sua amica Annamaria che dormono sul divano-letto in salone. Chiudo lo scafandro della Nauticam NA-D850 sulla quale ho montato il Nikon 16/35 mm ed il superdome, sistemo la restante attrezzatura e scendo di casa alle 7:15 per andare in pescheria ad acquistare il pesce per il pranzo domenicale. Ritorno subito a casa  dove recupero il borsone fotografico e scappo verso Massa Lubrense con lo scooter. Alle 8 arrivo a Marina della Lobra dove ci sono già tutti i miei amici. Indugio un attimo ma poi, stimolato da Pietro che mi prende in giro perché sono ancora svestito, lo surclasso in velocità facendomi trovare pronto prima di tutti in gommone, non prima però di aver scattato il rituale selfie ricordo della giornata.  Con mia grande sorpresa, mi informano che ieri notte, a causa dell’intensa attività elettrica nell’aria, l’immersione notturna è stata cancellata. Mi dispiace per i miei amici ma confesso di averli un poco invidiati, non potendo essere con loro in acqua. Partiamo alle 8:30 con il gommone carico al completo.

Arriviamo al Banco di Santa Croce e c’è già ormeggiato il gommone del mio amico Ciro Dell’Anno, titolare di Eurosub a Portici.  Ci immergiamo in un’acqua molto torbida in superficie, fortunatamente migliora in profondità. Questa volta ho dovuto attendere un attimo prima di tuffarmi ed i miei amici Edoardo, Gabriella, Mimmo e Filippo sono già diretti allo Scoglio della Gerardia. Essendo in tanti fotosub  in un posto abbastanza ristretto, decido di non seguirli e restare sulla secca pricipale. Vado alla Savalia savaglia e scatto qualche foto, di lontano si vede un’aquila di mare sorvolare gli scogli. Poco più avanti, sul pianoro roccioso coperto di paramuricee, c’è una canna da pesca caduta in mare che viene recuperata da altri sub scesi oggi.
C’è tanto pesce a prima mattina, molte cernie brune, alcune anche tra i rami delle gorgonie rosse. Mentre sono intento a scattare una foto ad un esemplare immobile tra i rami, sopraggiungono dal basso le bolle dei subacquei che escono dalla spaccatura dello scoglio facendola spostare, mi accorgo che qualche metro più in là ce ne sono altre due che non avevo visto.
Proseguo il mio giro e nel frattempo sono arrivati qui anche Mimmo, Gabriella, Pietro e Filippo, risaliti a quote più contenute dopo la puntata ad oltre 45 metri di profondità. Sul pianoro a circa 25 metri le cernie si fanno avvicinare tranquillamente, sono tante, alcune veramente impavide e curiose, si specchiano nell’oblò di Filippo ed io ne immortalo la scena. Ad un tratto mi sento toccare la gamba destra, guardo in basso e vedo che una cernia mi ha toccato forse per richiamarmi, gelosa dell’attenzione prestata alla sua amica! Così mi si para davanti ed io inizio a scattarle una raffica di foto. E’ bellissima ed è emozionante sentire che l’interesse è corrisposto. Il tempo sembra essersi fermato, o avrei voluto che lo facesse.
Quando guardo il computer subacqueo, mi accorgo che la permanenza a fondo è stata lunga, mi indica che c’è da effettuare 10 minuti di decompressione. Anche i miei amici devono effettuarla, ma mentre io risalgo lungo la gomena, Pietro, Mimmo e Filippo approfittano per scattare alcune foto alle bellissime donzelle pavonine Thalassoma pavo che si avvicinano ai subacquei senza alcun timore. Prima di lasciarli però non dimentico di scattare un autoscatto subacqueo come ricordo. Quando risalgo i gommoni sono aumentati, ne sono arrivati altri tre del Bikini Diving.

Tornati a terra mi sbrigo come al solito per sistemare l’attrezzatura. Saluto Filippo che rientra a Siena e tutti gli altri amici che invece restano per il tuffo successivo, incontro anche il mio amico Gianpiero Liguori venuto ad allenarsi per i prossimi Campionati Italiani di Safari Fotosub ed arrivo al garage alle 12. Lascio ad asciugare la muta e corro a casa dove mi aspetta la famiglia.

Pranziamo  e proseguiamo i festeggiamenti per il 14° compleanno di Lidia con l’amica Annamaria e poi mi metto a guardare il GP di Toscana “Ferrari 1000” al Mugello. Durante la gara però, nonostante le continue emozioni, mi addormento per la stanchezza ma alle 1630 sono nuovamente operativo. Usciamo per una passeggiata senza una meta precisa, siamo in dubbio tra Nerano e Monte San Costanzo, decidiamo per quest’ultimo e porto con me la fotocamera tirata fuori dallo scafandro. 
Arriviamo dopo una mezz’ora a San Costanzo e quando siamo ormai arrivati in cima, Annamaria esclama: “quelli sono i miei genitori!” riconoscendo due persone camminare in salita lungo la strada avanti a noi. Rita e Massimo infatti, genitori di Annamaria, hanno approfittato della giornata per fare anche loro casualmente un giro nello stesso luogo. Scattiamo una foto ricordo dell’incontro e mentre loro ritornano a casa, noi saliamo in cima alla chiesa per ammirare il panorama.
Incredibilmente è salito anche il mio amico Lauro con  Giovanna per scattare delle foto da un altro versante del monte, quello che sovrasta la Cala di Mitigliano. Mi faccio spiegare la strada per poi provare a raggiungerli al ritorno dalla vetta. Saliamo alla chiesa dove si ammira i panorama di Marina del Cantone e degli isolotti Isca, Vetara e Li Galli, scattiamo alcune foto ma c’è molto vento. Scendiamo e prendiamo l’auto spostandoci verso il punto indicato dal mio amico, nei pressi del traliccio elettrico, ma non avendo ben compreso la location del sentiero, ci dirigiamo su una piazzola che mostra la vista su Capri.
Scattiamo anche qui qualche foto ma presto andiamo via, le ragazze desiderano un gelato e ci fermiamo nella piazzetta di Termini prima di tornare a casa. Quando in serata le ragazze escono di nuovo, proseguendo la lunga giornata insieme, io posso finalmente sedermi davanti al computer e mettermi a guardare foto scattate oggi.

41 Puolo con Arturo, Edo, Alberto e Mimmo – Immersione Notturna

Trascorro la mattinata in continui viaggi con lo scooter verso il centro di eco-raccolta comunale, ben 6 scatoloni di carta che nel tempo si sono accumulati in garage per mancanza di tempo. Nel frattempo ricevo la telefonata del mitico prof. Roscigno che mi avvisa della rottura dei suoi cavi in fibra ottica. Lo rassicuro e gli garantisco di provvedere la buona riuscita della sua immersione fotografica notturna.
Arriva il momento di andare a fare la spesa al supermercato, al rientro preparo i panini e me ne vado al mare con la famiglia per rilassarmi un poco.
Come di consueto, vado a fare un giro con la maschera e provvedo a recuperare alcune bottiglie di plastica e bicchieri dal fondo marino. Poco prima di andare via poi, faccio goal recuperando un pallone SuperSantos bucato che galleggiava sulla superficie.

Risalgo alle 18 con Lidia, mentre Mariolina e Lorenza restano ancora per un pò al mare. Ho da chiudere la fotocamera e metterla sottovuoto, dopo aver montato il Tokina 10/17 mm ed il moltiplicatore di focale  Kenko 1,4x. Stasera proverò ad usare anche la GoPro Hero 7 nello scafandro T-Housing, abbinato ad una coppia di lampade messe in parallelo ai flash OneUw 160X.
Mentre sono quasi in procinto di lasciare casa, ricevo due telefonate da Gaetano Milone e Antonino Maresca che mi invitano a ricordare di portare i cavi in fibra per Mimmo. Alle 19:15 sono sullo scooter ed arrivo alle 19:31 alla Marina della Lobra, con un minuto di ritardo sul programma. Abbraccio affettuosamente Mimmo consegnandogli i cavetti, non prima di avergli fatto un “cazziatone” per aver messo in dubbio il mio operato!
Mentre al diving lo staff si rilassa insieme ai clienti al termine della giornata di mare, Gianluigi riempie le borracce con la birra. Arriva anche Arturo, mentre Edoardo ed Alberto Buonanno sono a cena con Ivana e Stefania.
Stasera è sabato ed al Ristorante Paguro c’è una grande affluenza, due lunghe tavolate sono state predisposte per accogliere i clienti e noi saremo costretti a sbarcare al nostro rientro dall’altro lato del porto, per non disturbarli. 

Usciamo dal porto e raggiungiamo Cala di Puolo, quando ci immergiamo l’acqua è torbida in superficie, sotto migliora leggermente ed è molto fredda. Anche la temperatura esterna è in sensibile calo rispetto alla settimana scorsa.
La serata è molto deludente, ottanta minuti anonimi, forse influenzati dalla luminosissima luna piena, solo alla fine tra le foglie di Posidonia oceanica trovo un pesce ago Syngnathus acus, poi una piccola seppia e quasi al termine dell’immersione una lepre di mare Aplysia depilans, forse la cosa più interessante della serata. A bordo Mimmo mi dice di aver mostrato ad Alberto un enorme paguro che aveva per casa la conchiglia di un tritone. Edoardo ed Arturo invece, mi raccontano l’incontro di una piccolissima Alicia mirabilis.

Quando torniamo al diving fa molto freddo. Scarichiamo le attrezzature in banchina e trasportiamo faticosamente tutto al Punta Campanella  Diving dove la tavola del Ristorante Paguro è ancora piena di persone. Vado a fare la doccia e subito dopo smonto tutto. Alle 23:45 sono pronto per tornare a casa insieme ad Arturo, ma lascio l’attrezzatura subacquea al diving, visto che domani dovrò ritornare qui per la festa della Madonnina del Vervece.  Sto per andare via quando mi ricordo di aver dimenticato una cosa fondamentale … di dover scattare il selfie di fine immersione. Così organizzo il tutto includendo la luna nello scatto, ma il prof., da gran maestro, mi suggerisce un’inquadratura diversa, molto più innovativa, fatta all’interno della finestra del diving che fa da cornice, con un effetto finale tridimensionale. Buonanotte!

39 Banco di Santa Croce con Veronica, Arturo e Mimmo

“Arturo, sono in ritardo di una decina di minuti”  … e lui mi risponde “pure io”;
“penso di fare comunque in tempo”
 … e lui mi risponde “pure io”.
Arrivo alle 8 precise, come da appuntamento prefissato e lo chiamo perché  di Arturo non vi è traccia. “Sono sotto casa di papà” … e lui mi risponde “pure io, ma all’ingresso del tunnel!”

Ci ricongiungiamo e partiamo alla volta di Massa Lubrense con gli scooter belli carichi di attrezzature. Il cielo è coperto e minaccia pioggia ed io nel dubbio ho messo anche un Kway nella borsa. Raggiungiamo Marina della Lobra e parcheggiamo dopo aver depositato le attrezzature al Punta Campanella Diving Center. 


Ho dovuto declinare a malincuore l’invito improvviso alla pulizia odierna dei fondali del Vervece ma non potevo mancare oggi a questa immersione, concordata da una  settimana con la mia amica Veronica e suo figlio Manuel, per andare ad immergerci al Banco di Santa Croce, insieme a mio fratello ed al prof. Roscigno.
Mentre ci prepariamo arriva anche Virgilio, che inizialmente ipotizzava di dover andare via, vedendo un gran numero di subacquei pronti all’imbarco, ma il posto per lui c’è sempre!


Ho montato il Nikon 16/35 mm sulla mia Nauticam NA-D850 ed i flash ONEUW 160X, per provare a fotografare le belle cernie che abitano il posto. Partiamo verso le 9 dal diving e nel frattempo il cielo si è pulito e fa un gran caldo. Raggiungiamo il punto ed ormeggiamo alla boa, non ci sono altri gommoni ma presto ne arriveranno sicuramente. Aspetto che i primi sub siano in acqua prima di poter raggiungere il mio posto e completare la vestizione. Scendo insieme ad Arturo e Mimmo, restando sulla secca principale senza spingermi a fondo, mentre i due distinti gruppi capitanati da Rosy e Vittoria, effettuano il consueto giro tra i “panettoni” del Banco di Santa Croce.  
L’acqua nei primi metri è terribile, sotto si apre con un miglioramento della visibilità ma con la “neve” che cade continuamente e rende difficoltosa la ripresa panoramica del sito. Trascorro 60 minuti di puro divertimento dividendomi tra le “regine del banco” ed i miei amici subacquei che incontro nei vari punti dello scoglio. Non possono ovviamente mancare i selfie con Virgilio, Arturo e Mimmo, nell’acqua verdognola di oggi. Quando risaliamo Mimmo va quasi a sbattere con la maschera in una bellissima medusa Cassiopea piena di pesciolini simbionti, l’acqua è così lattiginosa che il prof. non tenta nemmeno uno scatto!

A bordo però inizia la festa. Oggi è il compleanno di Manuel ed ha portato da bere e da mangiare per festeggiarlo a dovere! Così, con qualche difficoltà, riesco a scattare le foto ricordo della bella giornata trascorsa insieme.

38 Puolo con Arturo, Mimmo, Edo e Pietro – Immersione Notturna

Mi sveglio ed il primo pensiero è quello di effettuare i test chimici per verificare la qualità dell’acqua dell’acquario marino tropicale che ho lasciato  nelle mani di mio suocero durante la settimana di vacanza a Saline Joniche. Tutto in ordine, bene così. Pulisco i filtri e rabocco il materiale di consumo in previsione di qualche altro giorno di lontananza da casa.

Inizio a preparare i bagagli per andare a trovare i miei nipoti a San Marco di Castellabate, ma impiego pochissimo perché staremo pochi giorni e non porterò con me l’attrezzatura fotografica e quella subacquea. Appena terminato mi metto vicino al computer per guardare qualche foto scattata in Calabria e scrivere qualche riga per il mio blog.
Il pomeriggio trascorre davanti alla tv, prima la gara di MotoGP con  un pauroso incidente e poi quella già “scritta” di F1 dove trionfa ancora una volta la Mercedes. Mi rimetto al computer fino alle 19 quando scendo di casa per andare al Punta Campanella Diving. 
Mi attendono lì Edoardo, Pietro e Mimmo, aspetto mio fratello Arturo, che ci raggiunge più tardi, per scattare il rituale selfie.



Stasera abbiamo deciso di effettuare una “vera” notturna e quindi di partire molto più tardi del solito, quando la notte è già calata. Così, mentre il gruppo cena, io sistemo l’attrezzatura, avendo mangiato uno yogurt nel tardo pomeriggio. 
Usciamo dal porto alle 21 con direzione Cala di Puolo. Avevamo ipotizzato un cambio di luogo, ma poi siamo tornati sulla decisione iniziale.  Siamo in acqua alle 21:30, l’acqua è torbida, Ivana resta in barca ad attenderci. Scendo con Arturo sulla parete destra della baia. Subito Arturo trova una mormora che dopo il primo scatto si nasconde fulmineamente sotto la sabbia. Aspettiamo che si pulisca l’acqua e si vede il pesce semi-insabbiato. Inizia prima lui a fotografarlo, poi passo a farlo io. Quando andiamo via il pesce è ancora lì immobile.
Sul sabbione trovo anche dei resti di un carapace di tartaruga che fotografo ma non raccolgo. Troviamo anche un grande vermocane Hermodice caruncolata a passeggio sulla roccia. Non appena Arturo ha terminato di scattare gli faccio segno di andare verso l’altra parete della baia, dove ci sono i “flash” dei nostri amici … ritorniamo così sulla parete opposta,  sorvolando il sabbione. Qui mi metto subito in cerca dei pesci ago tra le foglie di Posidonia oceanica, ne trovo prima uno che mostro ad Arturo. Quando sopraggiunge Edo, faccio segno a mio fratello di seguirmi, ne ho trovato un secondo esemplare a qualche metro di distanza. Li lascio fotografare e vado oltre. Torno verso terra e qui mi separo da mio fratello, ci sono alcuni tordi addormentati, uno di questi viene “bersagliato” dal fuoco incrociato dei flash miei e di Mimmo, che mi omaggia di un suo scatto mentre sono in azione con la mia Nauticam NA-D850. 
Dopo circa 80 minuti siamo tutti a bordo, quando risale Pietro, ci mostra uno scatto bellissimo di un calamaro che ha catturato un latterino. Lo scatto è superlativo, di quelli che valgono un’intera vacanza! Il prof. Roscigno, apprezzandone la gran qualità, non manca di segnalare una sana invidia, condivisa dal sottoscritto.

La serata è stata per alcuni di noi particolarmente produttiva, al rientro in porto però ci attende una sorpresa … c’è una grossa barca al nostro posto che non ci consente di sbarcare. Dopo una lunga manovra per spostarla, riusciamo a guadagnare il nostro ormeggio e scaricare le attrezzature. Finalmente possiamo andare a fare una bella doccia calda e ritorno a Sorrento con mio fratello Arturo a mezzanotte. A casa sistemo tutta l’attrezzatura, mangio qualcosa e vado a dormire all’una di notte. Domani la sveglia suona presto, si parte di nuovo.





37 Puolo con Edo, Pietro e Mimmo – Immersione Notturna

Alle 17 mi arriva un messaggio da Pietro che mi avvisa di una immersione notturna prevista per le 19:30. Ad una tale convocazione non posso rinunciare, così mi organizzo per esser pronto per tempo. Fortunatamente in mattinata avevo messo a ricaricare tutte le batterie dopo la settimana di vacanza trascorsa a Saline Joniche dal mio amico Domy.

Al diving ci sono Edoardo ed Ivana, Pietro e Stefania che si accompagnerà in barca, ma soprattutto il mio amico Mimmo che trovo in gran forma a distanza di una settimana. Sono felice.  

Ho montato sulla Nauticam NA-D850 ancora il Tokina 10-17 mm abbinato al Kenko 1,4X nel minidome Saga Dive ed i flash ONEUW 160X. Non sono riuscito a montare la ghiera dello zoom, ma approfitto per essere aiutato da Pietro Cremone di Fotosub-Shop che mi sistema tutto facendo una “magia”.  

Ci muoviamo verso le 20:30 con il gommone, raggiungiamo la Cala di Puolo ed aspettiamo che calino le tenebre.  Ci tuffiamo alle 21 ma l’acqua è molto torbida. Trascorro 60 minuti in acqua da solo, guardando a distanza le luci dei miei amici. Vedo infatti Mimmo a circa 40 metri di profondità inseguire un capone ubriaco che però si tiene a debita distanza. Sorveglio la situazione dieci metri più in su e mi rendo conto che non è il caso di scendere per provare a fotografarlo. Più tardi incontro un gronco fuori tana, due sogliole pelose, oltre agli immancabili gronchetti e pesci lucertola.  
Questa volta mi sono mantenuto molto più a lungo sulla sabbia ma poi ho terminato l’immersione sulla parete rocciosa per effettuare delle prove con la nuova configurazione, riuscendo a scattare anche delle  “macro ambientate” usando la fotocamera in modalità DX.
Risalgo a circa 100 metri di distanza dal gommone e torno in superficie all’imbarcazione dove ci sono i miei amici. Anche stasera c’è stato poco “movimento”, così decidiamo di provare a cambiar posto alla prossima occasione. Alle 23 sono già sullo scooter dopo una doccia calda e aver sistemato le attrezzature. Quando arrivo a casa per  mettere ad asciugare la muta, mi accorgo di averla lasciata al diving dopo averla messa a sgocciolare: Prendo il telefono ed avviso i miei amici, tornerò forse domani a riprenderla.