Nonostante sia perfettamente in orario, con addirittura venti minuti di anticipo rispetto all’appuntamento delle sette del mattino, il Prof. è già sotto casa mia.
Rispondo al telefono e lo avviso che ho bisogno di altri cinque minuti prima di scendere. Non me lo aspettavo così presto!
Passiamo prima dal garage a recuperare la mia attrezzatura e poi ci muoviamo verso il bar per fare rifornimento di caffè e prendere anche qualche brioche da mangiare quando risaliremo.
Siamo ancora un po’ indecisi sul da farsi, ma decidiamo di andare a vedere se Cala di Puolo è praticabile.
Fortunatamente troviamo l’accesso libero e, nonostante siano appena le 7:30, anche il parcheggiatore è già presente.
Scendiamo quindi verso la spiaggia, scarichiamo le nostre attrezzature e iniziamo a prepararci. All’ultimo momento torno indietro per sistemare l’auto nel parcheggio.
A guardarla dalla superficie l’acqua sembra anche abbastanza pulita. Una sensazione che verrà categoricamente smentita appena metteremo la testa sott’acqua.
Durante la preparazione, però, mi accorgo anche di un altro piccolo problema: la mia bombola è carica soltanto parzialmente. Il manometro segna appena 120 bar.
Praticamente parto già con mezza bombola.
Avviso Mimmo e decidiamo che durante l’immersione mi manterrò un po’ più alto rispetto a lui, cercando naturalmente di non perderlo mai di vista.
Entriamo in acqua e iniziamo la discesa lungo la parete.
La visibilità è terribile.
Mimmo si mantiene un po’ più in profondità, mentre io rimango prevalentemente nel basso fondale, tra i 7 e i 10 metri. Riesco comunque a individuare le sue bolle in lontananza e quindi riusciamo a mantenere il contatto senza particolari problemi.
Oggi, però, c’è anche una novità importante dal punto di vista fotografico. Per la prima volta utilizzo sott’acqua il mirino a 45° Nauticam, montato sullo scafandro della Sony A7C, che ho equipaggiato con il Sony FE 100 mm macro.
È una configurazione nuova alla quale devo naturalmente abituarmi, ma le prime sensazioni sono decisamente positive. Con il mirino a 45° mi trovo molto bene, soprattutto quando devo inquadrare i piccoli soggetti vicino al fondo o sulla parete, senza essere costretto ad assumere posizioni scomode.
Nonostante l’acqua terribile, qualcosa da fotografare alla fine riusciamo a trovarlo.
Mi dedico agli sciarrani, ai saraghi fasciati, ai saraghi maggiori e ai pizzuti, oltre alle immancabili donzelle. Incontro anche una murena e qualche piccolo scorfano.
Il soggetto più bello della mattinata, però, è sicuramente una splendida bavosa africana in livrea gialla, che naturalmente diventa uno dei principali soggetti del mio 100 mm.
Insomma, la visibilità non ci aiuta affatto, ma almeno questa prima vera prova del Nauticam 45° con Sony A7C e 100 mm macro è decisamente promossa.
Con la quantità d’aria che ho a disposizione non è comunque la giornata per inventarsi grandi esplorazioni.
Restiamo in acqua sessanta minuti, esattamente come avevamo concordato, poi torniamo verso riva e riemergiamo tra le onde.
Nel frattempo la spiaggia si è decisamente animata.
Sono arrivati parecchi bagnanti ma, soprattutto, troviamo un folto gruppo di subacquei: sono gli amici del Diving Pianeta Mare, che salutiamo mentre iniziamo le nostre operazioni di svestizione.
Mi libero dell’attrezzatura e, appena possibile, vado a recuperare l’auto per portarla vicino alle scalette, così da poter caricare tutto più comodamente.
A questo punto entra naturalmente in funzione anche l’immancabile doccia da campeggio del Prof.
Una prima sciacquata alle attrezzature e una bella doccia anche per noi, giusto per liberarci dal sale prima di rimetterci in macchina.
Salutiamo gli amici subacquei e siamo praticamente pronti per partire.
Ma c’è una priorità.
Le brioche.
Abbiamo entrambi una gran fame e lo spuntino lo facciamo immediatamente, prima ancora di rimetterci seriamente in viaggio.
Il Prof. mi accompagna prima al garage per lasciare parte dell’attrezzatura e poi a casa. Lui rientra alla base, mentre per me comincia il solito rito del dopo immersione: lavaggio accurato di tutta l’attrezzatura e apertura dello scafandro.
A questo punto posso finalmente riposarmi un po’.
Dopo pranzo scenderò con mia figlia al mare.
Un ultimo bagno e un po’ di relax per concludere la domenica nel modo migliore.