Durante la notte ha finalmente smesso di piovere, ma quando mi sveglio l’asfalto è ancora bagnato e le temperature si sono abbassate parecchio.
L’appuntamento con il Prof. è alle 7:30 a Meta e, viste le condizioni del tempo, già ieri sera ho deciso di tirare fuori la muta da apnea da 5 mm, aggiungendo anche un paio di piombi alla cintura di zavorra.
Questa mattina voglio provare anche una cosa nuova: indossare la muta direttamente a casa, sotto la doccia, e partire già pronto per entrare in acqua. Porto comunque con me il ricambio e l’accappatoio, anche se non escludo di tornare a casa ancora con la muta addosso, come fanno alcuni miei amici apneisti.
Per evitare i fastidi delle ultime uscite, stavolta faccio una colazione davvero leggera: soltanto uno yogurt, giusto per mettere qualcosa nello stomaco. Tra l’altro, sono già diversi giorni che non bevo caffè.
Mentre sono sotto la doccia, alle prese con la vestizione, sento squillare il telefono.
Non ho nemmeno bisogno di guardare per sapere chi è!
Finisco di indossare la muta e vado a rispondere. Naturalmente è Mimmo, che mi avvisa di essere già arrivato a Meta. Sono appena le 7:15!
Recupero la torcia subacquea, completo gli ultimi preparativi e scendo a prendere lo scooter, facendo prima una breve sosta al garage per la zavorra.
Alle 7:30 sono al semaforo di Meta e cinque minuti dopo raggiungo l’auto del Prof., che nel frattempo si sta ancora vestendo.
Io, invece, sono già pronto per entrare in acqua e non resisto alla tentazione di prenderlo in giro:
«Prof., ma devo aspettare ancora?»
Per una volta tanto, sono io quello pronto in anticipo!
Soltanto alle 8 entriamo finalmente in acqua.
La visibilità è pessima, proprio come immaginavamo, e c’è anche una discreta onda che si infrange sulla scogliera.
Per un momento siamo addirittura tentati di rinunciare, ma ormai ci siamo svegliati presto, preparati e vestiti. Tornarcene a casa senza aver fatto almeno una passeggiata di un’oretta ci sembra davvero un peccato.
Alla fine, però, restiamo in acqua per oltre due ore, alternando tratti in cui la visibilità è praticamente nulla ad altri dove le condizioni migliorano leggermente.
Fortunatamente, nonostante il moto ondoso, questa volta non avverto alcun malessere. La stessa cosa, purtroppo, non si può dire di Mimmo, che stranamente oggi comincia ad accusare un po’ di nausea.
Rientriamo quindi a terra e ci cambiamo con calma.
Avviso a casa del nostro rientro e approfittiamo del momento per fare un paio di telefonate e organizzare la giornata di domani.
Avevamo ipotizzato anche un’immersione con le bombole, ma il mare mosso e l’acqua così torbida ci fanno cambiare programma.
Sentiamo quindi prima Ciro De Simone e poi Rosario Scariati, cercando di organizzare un’uscita fotografica terrestre, decisamente più adatta alle condizioni del momento.
Saluto il Prof. e torno a casa, dove finalmente posso concedermi una seconda colazione, questa volta decisamente più sostanziosa: una bella fetta di panettone artigianale appena sfornato e un caffè!
Poi mi dedico al lavaggio accurato dell’attrezzatura e sistemo tutto ad asciugare.
Soltanto a questo punto posso finalmente concedermi una bella doccia calda, prima di prepararmi per il pranzo.
Anche oggi, nonostante il mare poco invitante, siamo riusciti a trascorrere un paio d’ore in acqua. E soprattutto, almeno per quanto mi riguarda, senza i fastidi delle settimane precedenti!