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#53 Secca di Vetara con Mimmo e Rosario

Mi sveglio per mettere a punto la fotocamera e mentre eseguo l’operazione, ancora assonnato, mi sfugge dalle mani la mia Nikon D850 con l’obiettivo Sigma 15 mm montato!  La fotocamera effettua una capriola e “magicamente” riesco a riprenderla al volo! Mi si è raggelato il sangue! Mi riprendo e completo l’operazione in sicurezza. Appena pronto, scendo e vado in pescheria e alle 8:15 sono già sullo scooter. Ho montato le due batterie nuove nei flash ed ho lasciato la medesima configurazione di ieri mattina.

Oggi la temperatura è leggermente superiore, 16°C, si sta meglio anche se il cielo è nuvoloso. Arrivato al Punta Campanella Diving ci sono già Rosario e Mimmo che montano le loro fotocamere.  Anche Fabio e Gianluigi (con il Superdome appena lucidato da Rosario Scariati) effettuano la stessa operazione. Gianluigi completa le operazioni aspirando l’ariano la bocca dall’interno dello scafandro per mettere in funzione il sistema Vacuum. 

Sulla palafitta che ospita il diving, ci sono anche alcuni amici subacquei della vecchia guardia: Gennaro Caiazzo, Lorenzo Corcione e Vincenzo Coppola che approfittano per fare gli auguri di buon compleanno al mio papà.

Arrivano anche Antonio (che porta i cornetti caldi) e Nino. Siamo pronti alla partenza intorno alle 10 ma un’improvvisa telefonata costringe Antonio a scendere dal gommone per tornare immediatamente a casa.

Il mare è proprio calmo, la lunga navigazione è piacevole, anche se la temperatura è “fresca”. Arriviamo sul posto dopo una quarantina di minuti, la Secca di Vetara, in Zona A dell’A.M.P. Punta Campanella, sito poco frequentato dai subacquei. Quando siamo pronti per immergerci, inizia ad uscire un pallido sole. L’acqua dalla superficie sembra limpida e lo è veramente. Non essendoci mai stato prima, sono emozionato per la “scoperta” di un nuovo punto d’immersione.

Ci immergiamo ed andiamo in direzione degli isolotti de Li Galli. Dall’alto si vede una lunga spaccatura che sorvoliamo dirigendoci all’estremità della secca dove deve esserci uno strapiombo. Lo raggiungiamo e sulla parete verticale sciafila, le spugne gialle ed il coralligeno profondo dominano il substrato. Ci sono anche tante gorgonie gialle e rosse, anche se ancora parzialmente ricoperte da alghe.

Scendendo più a fondo si vedono degli scogli isolati sulla sabbia tutti ricoperti di Paramuricea clavata. Il posto è molto bello ma siamo ad oltre 50 metri di profondità. Il sito è notevole e merita sicuramente un’immersione programmata con una bombola aggiuntiva caricata con EAN 50%.

Durante la risalita, si vede un grosso pezzo di rete da pesca abbandonata, ma più in superficie ci sono anche tanti fili di nylon usati nella pesca a traina.

Mostro questi ultimi a Fabio che prontamente si occupa del loro recupero; mentre siamo impegnati ad effettuare la decompressione e a scattare i selfie ricordo,  Il prof. Roscigno intanto fotografa un vermocane prima di risalire in superficie.

Nonostante il sole, quelli equipaggiati con la muta umida hanno un discreto freddo, il primo di essi è Mimmo che ha bisogno di riscaldarsi con il rum che ha portato Rosario nella sua fiaschetta metallica. E’ così organizzato e meticoloso il mio amico, che tira fuori dalla sua borsetta anche un set di specifici bicchierini in acciaio per consumarlo. Sono le 11:30 e ritorniamo verso il porto; durante la navigazione il rum scorre a fiumi, deliziando il palato di tutti gli ospiti del natante. Fragorose poi sono le risate che l’impotente Rosario genera nel gruppo quando cade per due volte sulla sua fotocamera per distribuire il liquore a tutti.

Arrivati al diving mi spoglio prontamente. Saluto tutti e riporto a casa la muta stagna per farla asciugare per bene anche all’interno. Rosario deve rientrare a casa come me mentre Mimmo, che cambia obiettivo alla sua fotocamera, resta al diving per effettuare un imminente secondo tuffo a Puolo.

Che dire … ancora una bella giornata di mare con gli amici! A casa mi metto subito al computer. Mentre Lorenza cucina, io scarico le foto ed attendo che sia pronto il pranzo. Nel pomeriggio poi vado a salutare mio padre Enrico insieme alle mie ragazze per festeggiare con una torta gelato il suo 85° compleanno.

 

Giuria per Campionato Italiano Fotosub FIPSAS 2021

Anche quest’anno ho avuto l’onore ed il privilegio di giudicare il lavoro fotografico di tanti amici fotosub, in occasione del Campionato Italiano di Fotografia Subacquea FIPSAS 2021. 

Mi preme ringraziare per la stima innanzitutto la federazione nella persona di Mario Genovesi; l’inesauribile Vitaliano Rocca “Tanino”, ma soprattutto i miei “compagni” d’avventura Giuseppe Pignataro (presidente di giuria), Filippo Borghi, Stefano Gradi e Mimmo Roscigno che hanno sopportato (anche se in remoto) le mie “mancanze”  e gli Screen-Selfie ricordo.

PUNTO (loro sanno il perché) 

Qui sul sito FIPSAS trovate il resoconto della manifestazione e le classifiche finali:

https://www.fipsas.it/news/5283-campionati-di-fotosub-a-portoferraio-li-assegnati-i-titoli-italiani-2021?fbclid=IwAR3otnnpJun-ZPdWtfpjoQk-Owj32eooTD2F0AGIhXJbbh2NhlQKrSdNeXE#.YVsPrLuizHB.facebook

#49 Punta Campanella con Mimmo, Franco e Gianpiero

Indosso la felpa rossa del Poseidon Team dopo aver chiuso lo scafandro Nauticam NA-D850 e scendo di casa. Sono le 8 e la temperatura mattutina è 21°C, sullo scooter è necessario proteggersi bene. 

Arrivo al Punta Campanella Diving dove l’attività è fervente. C’è tanta gente ed ho dovuto pregare Gianluigi di trovarmi un posto in barca oggi. Alcuni snorkelisti seguono le indicazioni di Fabio, mentre Andrea, Lisa e Vittoria sistemano le bombole sui gommoni. Mimmo è intento ad assemblare la sua fotocamera con i flash Isotta prestati da Franco Banfi, venuto da qualche giorno in vacanza a Massa Lubrense con Sabrina, mentre lui userà quelli Supe del professor Roscigno. C’è anche Gianpiero Liguori, venuto per fare qualche tuffo di allenamento in previsione della fase finale del Campionato Italiano di Safari Fotosub.

Usciamo su Marangone con direzione Punta Campanella. Il mare sul posto è abbastanza calmo, ormeggiamo e ci tuffiamo. Scendo subito e scatto qualche foto ricordo con Gianpy, ma anche a Mimmo e Franco con le loro attrezzature, prima di separarci. Non ho potuto scattare un selfie “terrestre” avendo montato il Nikonos RS 13 mm che può essere usato solo in acqua.

Mi dirigo subito sulla parete verticale dove ci sono le gorgonie gialle. Inizio a scattare con i flash OneUw appena rientrati da un upgrade tecnologico di software ed hardware. Avendo la possibilità di provare anche l’HSS (Hygh Speed Sync) mi fermo a scattare qualche immagine per capirne il corretto funzionamento, le potenzialità effettive e le opportunità da poter cogliere. 

Trascorro 60 minuti di grande relax subacqueo, raggiungendo i vari punti “notevoli” del posto. Recupero anche un “piombo” perso in una precedente immersione dai clienti del diving e me ne risalgo a bordo molto soddisfatto, dopo alcune settimane di intervallo di superficie.

Ritorniamo al Punta Campanella Diving e scarico la mia attrezzatura dal gommone; i miei amici invece sostituiscono le bombole, pronti per tornare in acqua. Saluto tutti e alle 12 sono già pronto per andare a casa. Mi aspetta il passaggio in pescheria e la preparazione del pranzo per le mie ragazze. Riesco a sbrigarmi rapidamente in pescheria ed inizio a cucinare guardando sull’ipad la partita della Juventus alle 12:30 per poi passare sul divano a guardare il GP di Russia di F1. I giri sulla pista al termine della corsa si riducono sempre più, mentre aspetto l’esito finale della corsa, attendo anche la risposta Whatsapp di mio fratello Arturo, per capire se riesce a liberarsi per un tuffo serale in notturna …

#41 Vervece con Mimmo e Pietro

Ultimi giorni di relax prima di riprendere il lavoro. Nel pomeriggio di ieri scrivo a Gianluigi per conoscere la disponibilità di posti in barca. Mi risponde in tarda serata, dicendomi che è tutto pieno, poi alle 23:30, mi arriva un messaggio con scritto: “Vieni!”
Vado a dormire ma non preparo nulla, metterò la sveglia un poco prima per assemblare la fotocamera finalmente con il “mio” Nikonos RS 13 mm, modificato da Seacam grazie a Pietro Cremone. 

Il sonno è disturbato da un fastidiosissimo singhiozzo, sono le 4:45 e fortunatamente riesco a riprendere subito sonno. Prima delle 7 mi alzo, vado a fare la colazione, provvedo a montare e chiudere lo scafandro della fotocamera ma mi tocca anche andare in pescheria per assicurare il pranzo e la cena domenicale alla famiglia. Ritorno alle 7:50, lascio il “pescato” in frigorifero e salto sullo  scooter con direzione Punta Campanella Diving.

Quando arrivo alla Marina della Lobra sono tutti sorpresi, non mi aspettavano … mi dicono infatti che non c’è posto per me al Vervece. Il colpo ricevuto viene incassato male, resto per oltre mezz’ora sconfortato e seduto in attesa di qualche notizia. Mimmo mi stimola a prepararmi lo stesso, ma io non sono nelle condizioni mentali per seguire il suo invito.  
Quando poi arrivano anche Pietro e Stefania, Davide e Monica, Annalisa e Bruno, con tutto il gruppo pronto ad imbarcare, viene svelato lo scherzo che ha organizzato il professor Roscigno per vendicarsi delle corna che gli avevo “montato” sulla testa in un precedente selfie.
Confesso che mi hanno preso per il culo alla grande! Mi vesto velocemente dopo aver preparato fotocamera e come mio solito, salito sul gommone chiedo ad alta voce: “Devo aspettare ancora?”

Arrivati allo Scoglio del Vervece, porto con me i fotografi Annalisa, Davide e Monica, essendo stato inserito nel foglio barca come guida dell’A.M.P. per poter andare in acqua oggi! Mimmo starà da solo così come pure Pietro e Stefania. 

L’acqua in superficie è bianca, sotto migliora un poco. Subito incontriamo un bel banco di barracuda mediterranei, ci fermiamo a fotografarli quando Mimmo ci mostra un enorme Umbraculum umbraculum, la lumaca ad ombrello. Inizia a fotografare e conoscendo bene i tempi, vado via proseguendo il giro con i fotosub.

Scendiamo fino alle gorgonie rosse, lungo il percorso troviamo una musdea, poi una grande cernia in livrea bianca riproduttiva, poi un’altra musdea. C’è tanta mucillagine sulle gorgonie e anche sul fondale. Mi accorgo che il gruppo si è assottigliato, alcuni si sono fermati con Mimmo a scattare l’umbracolo. Completo il giro intorno allo scoglio con Annalisa fino alla Madonnina, poi raggiungo il piccolo arco con le margherite di mare, prima di tornare allo scoglio con gli Apogon imberbis dove c’è ancora Mimmo con il grande mollusco che lascia fotografare a tutti.
Inaspettatamente il flash di destra mi abbandona, lasciandomi solo con quello di sinistra. Peccato, succede sempre sul più bello.
Nel risalire a bordo si apprezza una leggera corrente superficiale che rende più faticosa l’operazione. Torniamo a terra, i miei amici usciranno per il tuffo successivo, io vado via, senza un flash è inutile tornare in acqua ma comunque sarei andato via lo stesso per tornare a casa dalla mia famiglia.

Ovviamente approfitto per lavare l’attrezzatura e, prima di andar via, insieme a Mimmo, lasciamo nuovamente un “ULTIMO SALUTO” al nostro caro amico Pietro Cremone,  con la speranza che gli porti fortuna come è accaduto nella precedente occasione!  

Saluto anche  tutti gli altri amici fotografi augurandogli di rivederci presto. Alle 11:30 sono sullo scooter per andare a casa, il programma è quello di andare al mare con la famiglia. L’imprevisto arriva poco dopo il pranzo … Lidia vuole esser accompagnata a casa della sua amica  Annamaria. Al mio ritorno mi prende la pigrizia, Mariolina e Lorenza sono già scese in spiaggia, io dedicherò quest’ultimo pomeriggio di libertà prima di tornare a lavorare, sistemando le foto scattate con il nuovo giocattolo Nikonos 13 mm e guardando un poco di sport in tv sul divano di casa. 

#40 Cala di Puolo con Arturo e Mimmo – Immersione Notturna

Consumo un gelato verso le 17:45 perché ho una leggera fame. Ho dormito un pochino sotto l’ombrellone e ben presto è ora di muovermi di nuovo verso Massa Lubrense.

Alle 18:45 vado in tabaccheria ad acquistare delle batterie di scorta per il sistema vacuum per la fotocamera di Mimmo, un quarto d’ora dopo sono a casa del mio amico Antonio Mario, al quale avevo prestato il Micro Nikkor  60 mm e lo vado a recuperare per montarlo sulla fotocamera e chiudere lo scafandro. Sostituisco anche le batterie dei flash con quelle che mi ha prestato Pietro e poi  mi incontro con mio fratello Arturo per andare al Punta Campanella Diving per le 20. Ho portato con me anche lo Snoot di Fabio Iardino montato sul flash ONEUW 160X.

Quando arriviamo il mare è mosso. Non possiamo andare a  Cala di Mitigliano come ipotizzato e quindi decidiamo di andare a Cala di Puolo. Ci sono Mimmo, Salvatore e sua figlia Felicienne, Annalisa e Davide con la moglie Monica. 

Stasera incredibilmente c’è Gianluigi in acqua … di notte! Lui e Andrea guidano il gruppo di fotografi, io me ne sto con Arturo in disparte. Scendiamo sul sabbione e poi deviamo verso la parete rocciosa.

Ben presto ci perdiamo nel buio quando incontriamo un gruppo di calamari che riesco a fotografare solo per pochi attimi.

Ritroviamo le luci di Andrea e lo seguo per cercare la tana del polpo con le uova. Sulla parete rocciosa non mancano i soggetti, una bellissima  Haliotis tuberculata, un cimazio e uno scorfano rosso non ben identificato. Nella parte finale dell’immersione mi separo da Arturo e risaliamo separatamente.

Risalgo dopo i 60 minuti concordati, ma a grande distanza dal gommone. A causa del moto ondoso intenso è difficile nuotare in superficie per raggiungere il natante. Durante la traversata superficiale, alcuni latterini mi colpiscono sulla maschera andando a sbattere violentemente per sfuggire alle potenti lampade.

Ritorniamo a terra ma scarichiamo le attrezzature dal lato opposto del porto perché il ristorante Paguro è pieno di clienti e non possiamo disturbare con il nostro passaggio. Non lavo la fotocamera qui, perché lo farò a casa, ma dedico i pochi minuti trascorsi al diving sotto la doccia calda, mentre aspetto Arturo che sistema la sua attrezzatura. Alle 23:45 siamo entrambi sugli scooter. Arrivato a casa provvedo al lavaggio accurato e consumo la cena che mi ha lasciato mia moglie. Finisco di sistemare il tutto fino all’una di notte e me ne vado a dormire. Domani si riposa.

#39 Banco di Santa Croce con Mimmo e Pietro – Secca Principale

Trascorriamo un’ora di riposo e di piacevolissimo cazzeggio sotto il sole, ben presto siamo di nuovo pronti per un nuovo tuffo. Questa volta siamo sulla Secca Principale del Banco di Santa Croce e Mimmo si immerge prima degli altri … lo seguo subito dopo, non attendendo il gruppo.

Scendo sulla Savalia savaglia e poi passo nel tunnel ma l’acqua è sporca, ci sono già passati altri subacquei. Esco dalla fenditura e vado ad ammirare le gorgonie rosse ma, proseguendo lungo la parete, mi accorgo che non c’è più la grande spugna Axinella cannabina. Non riesco a spiegarmi l’accaduto, ipotizzo che qualcuno l’abbia strappata!

Effettuo un giro antiorario dello scoglio fino ad arrivare dall’altro lato della grotta passante. Qui ci sono tante Paramuricee e tra le Eunicelle e le margherite di mare, si adagiano le cernie, con i dentici che volteggiano nell’azzurro in cerca di cibo.
E’ sempre un magnifico spettacolo l’immersione al Banco, ma forse oggi, a quest’ora, è meno rigoglioso del solito.

I 60 minuti d’immersione sono conditi da ulteriori 11′ di decompressione. Per farli trascorrere, inizio a guardare qualche foto sul display, ma poi, annoiandomi, mi distendo a pancia in sù per dormire un pochino e far trascorrere più rapidamente i lunghi minuti. 

Rientriamo al diving intorno alle 14, scarichiamo le attrezzature ed effettuo il consueto rapido lavaggio della fotocamera Nauticam NA-D850. Non importa la solita accuratezza … stasera la “bambina” torna in acqua di nuovo!

Per ovviare alle batterie ormai scariche dei flash, mi faccio lasciare una coppia di accumulatori di scorta da Pietro che mi consegna anche il mitico Nikonos RS13 mm appena modificato dalla Seacam.

Alle 14:30 sono già sullo scooter, arrivo a casa per un pranzo velocissimo, ben presto me ne vado in spiaggia con mia moglie Mariolina ai Bagni Salvatore, in attesa dell’immersione della sera, alla quale sarà presente anche mio fratello Arturo.

#38 Banco di Santa Croce con Mimmo e Pietro – Secca di Terra

La giornata inizia con un pit-stop essenziale per fare il carburante, subito dopo sono sullo scooter con direzione Massa Lubrense. Ho aspettato l’intera serata nell’attesa di un cenno da Gianluigi … che è arrivato in tarda serata: “Vieni!

Alle 8:15 sono al Punta Campanella Diving ed il Prof. Roscigno appena mi vede mi domanda: “e tu che ci fai qui?”  Ovviamente non sapeva dell’ok serale del Boss, visto che oggi al diving è Sold-Out! Mi viene un terribile dubbio per un possibile disguido tra il capo e lo staff e vado a controllare immediatamente il foglio barca! C’è il mio nome, è tutto ok!

Consegno le batterie per il trigger al mio amico Davide Lomagno, comprate in serata dal tabaccaio ed inizio a preparare la mia fotocamera. Oggi è prevista una doppia immersione al Banco di Santa Croce: su Marangone salgono i sub che effettueranno un doppio tuffo, mentre su Berta, il gruppo che rientrerà alla base dopo la prima immersione … e io (felicemente) sono su Marangone!

Si parte alle 9:30 ed usciamo dal porto con il gommone pieno di subacquei e bombole. Ci sono anche Salvatore Lauro e Gennaro Caiazzo oggi, oltre a Stefania & Pietro, Monica & Davide, con Vittoria e Stefano a fare da accompagnatori, mentre Gianluigi e Fabio sono su Berta.

Alle 10:30 sono in acqua, aspetto Pietro e Stefania vicino alla cima di ormeggio e seguiamo il resto del gruppo che è già sotto. Il primo tuffo lo effettuiamo alla Secca di Terra. Lo spettacolo è incredibile, ci sono tantissime cernie brune, molti dentici,  le gorgonie gialle sono rigogliosissime ed anche le  margherite di mare oggi sono esplosive!  Trascorriamo 45 minuti come ai “tropici”, ma ben presto è tempo di risalire.

Alle 11:30 circa ci spogliamo e facciamo una sosta con annesso “bagnetto” nell’acqua calda estiva, consumiamo anche uno snack salato ed approfittiamo per fare la pipì. Aspettiamo amabilmente un’ora per poi prepararci di nuovo per il secondo tuffo, dopo esserci spostati sulla Secca Principale.

#34 Scoglio Proteso con Mimmo, Edo, Lorenzo e Veronica

Subito dopo aver scattato il selfie acrobatico con lo scafandro della mia Nikon D850 ai due gommoni affiancati, mi tuffo in acqua per recuperare e donare a Veronica un fiore d’aglio selvatico che le offro in dono! Con Daniela invece, svolgo la “lesson #1” per un selfie perfetto con il telefonino. 

Sono le 12 quando siamo di nuovo tutti pronti per il secondo tuffo, la pausa è stata ristoratrice e ci ha consentito di “svuotare” e “riempire” i nostri corpi.

Ci riportiamo a Punta Campanella e, mentre Pietro e Stefania se ne vanno al grottino con gli Apogon imberbis, noialtri ce ne andiamo allo Scoglio Proteso.

Arriviamo dalla parte posteriore dello scoglio e ci giriamo intorno perché siamo in tanti, evitando inizialmente di penetrare sotto la volta coperta di spugne gialle.  Quando il gruppo si è un poco sgranato, mi avvicino e scatto qualche foto anche a Lorenzo in azione.

Risalgo e vado anch’io al grottino con Veronica per scattare qualche foto ricordo, poi mi sgancio dal gruppo ed arrivo al faraglione dove termino l’immersione.  Al ritorno verso la boa di ormeggio scatto qualche foto ai sub in decompressione con acqua limpida.

Torniamo a terra intorno alle 14 e subito dopo sono già sullo scooter in direzione di casa, dopo aver lavato tutto al diving. Pranzo con la mia famiglia e poi verso le 15 me ne vado al mare con mia moglie  dove mi rilasso al riparo dell’ombrellone.

Sento squillare il telefono,  sono appena uscito dall’acqua, mi asciugo e controllo … è mio fratello Arturo che richiamo. Mi propone una notturna stasera con nostra barca …           (Inconsapevolmente,  appena tornato dall’immersione avevo aperto lo scafandro della fotocamera e messo in carica i flash …  spero che siano ok per la serata; non ho però ricaricato le lampade, ma dovrei averne di batterie disponibili)      … indugio un attimo prima di rispondere facendo un check mentale sulla situazione e confermo la mia presenza!

A metà pomeriggio, per prepararmi “adeguatamente” allo sforzo serale, consumo una ciambella appena sfornata dalla cucina dei Bagni Salvatore. Resto al mare con mia moglie fino alle 19 quando è ora di risalire per completare la giornata con il terzo tuffo!

#33 Scoglio Penna con Edo, Mimmo, Lorenzo e Pietro

Abituale sveglia alle 7. Dopo aver preparato la fotocamera e chiuso lo scafandro, prendo una bottiglia di liquirizia dalla scorta calabrese e scendo di casa tralasciando il taglio della barba.

Arrivo al Punta Campanella Diving alle 8 dove sono già quasi tutti in  “posizione” per un selfie. C’è Mimmo, ma anche Rosy, Edoardo, Pietro & Stefania, Daniela, Veronica e Lorenzo Terraneo.

Prepariamo il gommone per un doppio tuffo. Prima però, ho da farmi perdonare dal mio Boss Pietro, per un sgarbo subacqueo nell’ultima immersione notturna. Gli offro in cambio una preziosissima bottiglia di liquirizia, sottomettendomi senza condizioni alla sua concessione del perdono, poi accordato.

Saltiamo su Marangone alle 9:30 e partiamo, uscendo dal porticciolo scatto un selfie prima di raggiungere lo Scoglio Penna. C’è un’onda fastidiosissima che mi crea un discreto disagio. Mimmo scende da solo, mentre io aspetto Edo, Lorenzo & Co. per effettuare il passaggio attraverso il buco. Effettuiamo il giro classico con parete a destra. Ci sono tantissimi latterini e alici ed è presente una leggera corrente contraria al raggiungimento del lato sud dello scoglio dove abitualmente sono dislocati i barracuda. Sulla parte esterna dello scoglio, in prossimità del foro passante, c’è un folto gruppo di saraghi fasciati che sono praticamente stanziali.

Trascorriamo 60 minuti in immersione, risaliamo e facciamo sosta con “Marangone” nella Baia di Jeranto per effettuare il cambio delle bombole, trascorrere una mezz’ora di relax  e … consumare uno snack. Ci raggiunge anche “Berta” e così approfitto per una performance eccezionale … un selfie acrobatico con i due gommoni. Tra poco ritorniamo in acqua per immergerci allo Scoglio Proteso.

#32 Cala di Mitigliano con Arturo, Pietro e Mimmo – Immersione Notturna

Trascorro la prima parte della mattina in giro per la città e forse, dopo tanti anni di ricerche, ho scovato le Sirene a Sorrento … rientro a casa dopo averle incontrate all’asciutto.  
Dopo pranzo vado al mare a concedermi un poco di relax con mia figlia Lidia. 

Sono davanti alla mia scrivania alle 1830, preparo velocemente l’attrezzatura fotografica, pulisco il sensore digitale della fotocamera e cambio la batteria del vacuum-system dello scafandro. Alle 19 scendo e vado sotto casa dei miei genitori, saluto mamma e papà mentre arriva Arturo. Arriviamo intorno alle 20 al Punta Campanella Diving, c’è un bel gruppo di amici stasera.

Inizio subito a prendere in giro Pietro, spalleggiato dal prof Roscigno mentre tutto lo staff del diving è intento ad organizzare il tutto per l’uscita notturna.
Aspettiamo il calar delle tenebre e alle 21 saliamo in barca, siamo tanti su Marangone ma si sta comodissimi. Raggiungiamo la Cala di Mitigliano e ormeggiamo nei pressi dello Scoglio della Castagna. 

Mi immergo con Arturo, avevamo concordato un giro sul sabbione, poi sulla posidonia ed infine sui massi rocciosi. A 18 metri di profondità, nei primi minuti d’immersione, vedo fluttuare nella colonna d’acqua, nei pressi del fondo una magnifica idromedusa Olindias  phosforica, mai vista prima in vita mia. E’ bellissima ed inizio a scattare, sono strafelice perché ne avevo parlato con Mimmo a Saline Ioniche dopo aver visto Oceania armata.

Arturo è lontano e lo raggiungo, gli indico la direzione da seguire per passare sulla prateria di Posidonia oceanica. Torniamo indietro verso riva e tra le verdi foglie non riesco ad individuare né cavallucci marini, né pesci ago. Inizia la zona dove c’è roccia e sabbia, continuo a restare al limite tra i due ambienti in cerca di soggetti. Ecco un nuovo spettacolare incontro … una coppia di Alicia mirabilis, attinia “Bella di Notte” che iniziano a ritrarre i lunghi tentacoli disturbati dalle potenti lampade. Proseguiamo ed incontro una piccolissima Sepiola rondeleti, è così piccola che decido di scattare usando una tripla esposizione  per riempire il fotogramma. Più avanti trovo un’altra Alicia, la terza della serata, infine una bella triglia di scoglio, uno  scorfano rosso, qualche polpo e dopo 70 minuti, risaliamo sotto la parete rocciosa con Astroides calycularis.

Siamo gli ultimi a salire in gommone, Mimmo mi racconta di aver visto anche lui la coppia di Alicia mirabilis e di aver fotografato un cavalluccio marino, scovato da Andrea, sotto la parete rocciosa.
Ritorniamo al diving ma scarichiamo le attrezzature dal lato opposto del porto, per non disturbare gli avventori del ristorante “Paguro”. Eseguo il lavaggio delle attrezzature e faccio una rapida doccia, vorrei scattare una foto con il poncho insieme a Mimmo e Pietro, ma quest’ultimo si è già rivestito ed è seduto a tavola per la cena. Saluto tutti e salgo sullo scooter alle 2345, ma solo dopo essermi ricordato di scattare un ultimo selfie con Arturo, sia con la mano destra che con quella sinistra! A casa mi attende la cena lasciata da mia moglie Mariolina e poi finalmente posso andare nanna, soddisfatto e felice.