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Onomastico in Apnea con Antonio e Thomas

Il suono della sveglia odierna non è fastidioso, ma paragonabile ad un dolce richiamo. Mi alzo dal letto e vado in cucina a mangiare qualcosa prima di prepararmi per il mare.
Il programma prevede un tuffo in apnea con Antonio e Thomas alla spiaggia San Francesco di Sorrento. Non avendo nessuna intenzione di trasportare le pesanti attrezzature, mi sono dedicato a provare lo scafandro universale per telefoni cellulari NAUTISMART PRO, che non avevo ancora avuto occasione di usare in mare. In abbinamento, ho portato con me anche la GpPro Hero 7 Black inserita nello scafandro Telesin, ma non ho portato nessuna fonte luminosa aggiuntiva.

Ci vediamo al porto di Sorrento alle 9:30 e siamo tutti già vestiti, con la muta indossata direttamente a casa. I miei amici hanno da preparare una gara selettiva di safari fotosub che si svolgerà la prossima settimana in Calabria, così Antonio ha colto l’occasione per utilizzare il suo monobombola da 18 litri per controllare l’assetto e simulare parte della gara.

Raggiungiamo la spiaggia e, a causa del transennamento realizzato per evitare l’assembramento sulle spiagge libere, siamo costretti a scavalcare la ringhiera, lo fa anche Antonio con la pesante bombola sulle spalle. Scendiamo in acqua apparentemente cristallina, in verità “velata” nei primi 10 cm a causa della ingente presenza di acqua dolce. Mi trattengo inizialmente all’interno delle scogliere, poi effettuo una sortita all’esterno delle barriere frangiflutti dove si è diretto Antonio, ma qui l’acqua è molto torbida e non vale la pena restare qui. Ritorno all’interno dove è rimasto Thomas, alle prese con bavose, ghiozzi, tordi, cefali  e saraghi. 
Restiamo in acqua fino alle 12, come concordato. Durante i 120 minuti in acqua mi alterno nell’utilizzo della gopro e del telefonino Xiaomi Redmi Note 5, inserito nello scafandro universale, ma avrei potuto usare qualsiasi altro smartphone in mio possesso dopo aver installato l’apposita App gratuita Nautismart, scaricata dagli store iOS e Google. Riesco agevolmente a cambiare le regolazioni del telefonino, grazie ai semplici ed intuitivi controlli dello scafandro e mi diverto a scattare foto al paesaggio e a qualche suo abitante. Ovviamente la qualità delle immagini scattate è collegata alla qualità ottica del telefonino utilizzato, migliore il telefono, migliore qualità. 
L’unica difficoltà incontrata è dovuta alla mia sopraggiunta presbiopia (non corretta) che non mi consentiva di verificare in tempo reale la precisione della messa a fuoco. Penso sia arrivato il momento di ordinare una maschera ottica. 

Quando siamo ormai prossimi ad uscire, sopraggiunge un piccolo gruppo di nuotatori, capitanato dal mio amico Ing. Antonino Di Maio che ha approfittato della giornata soleggiata e del mare piatto per effettuare un allenamento, in attesa della riapertura delle piscine.

L’operazione “scalata” va ripetuta anche al ritorno, Antonio si muove con inaspettata agilità sulla ringhiera ed è subito pronto a ritornare allo scooter. Noi lo raggiungiamo dopo aver raccolto tutte le attrezzature e saltiamo sugli scooter con la muta ancora indossata. Ritorno a casa e, prima di andare sotto la doccia, scatto un selfie vicino all’acquario. Inevitabile poi l’operazione di lavaggio delle attrezzature, nell’attesa che sia pronto il pranzo. Arriva così l’ora di festeggiare il mio onomastico con la famiglia e trascorrere il pomeriggio in relax assoluto. Mi metto a guardare la tv e a rispondere ai tantissimi messaggi e telefonate ricevute in mattinata, con le “batterie” belle cariche per affrontare una nuova settimana di lavoro.

 

Apnea al crepuscolo con Antonio e Thomas

La domenica inizia con il rituale passaggio nella pescheria di fiducia, poi in panetteria ed infine a comprare dei dolci. Mi sono svegliato con un discreto mal di schiena ed in previsione della serata subacquea, ho provveduto preventivamente a “doparmi” con il diclofenac per non avere dolore. Rientrato a casa mi dedico alla manutenzione dei due acquari, con pulizia dei vetri, cambio di alcune componenti consumabili ed infine, l’effettuazione dei test chimici per controllare la qualità dell’acqua.

Alle 12:30 squilla il telefono, è il mio amico Prof. Montuori che è venuto sotto casa a portarmi dei carciofi arrostiti per ringraziarmi dell’intervento multimediale effettuato ieri mattina con i suoi studenti dell’Istituto Nautico Nino Bixio.  Saluto Mimmo e vado a completare le operazioni fino ad ora di pranzo.

Appesantito dal pranzo, al termine mi siedo davanti alla tv per guardare le partite di calcio fino alle 17 quando mi alzo per andare a preparare la fotocamera subacquea per il tuffo crepuscolare con i miei amici Antonio e Thomas. Ho montato la fotocamera Nauticam NA-D850 con il Sigma  15 mm ed il minidome Saga-Dive, i due miniflash Backscatter collegati in fibra ottica con un cavo ad Y da me realizzato pochi minuti prima, mentre guardavo il calcio in tv. Terminato l’assemblaggio vado ad indossare la muta dentro il box doccia.  Alle ore 17:45 i miei amici sono sotto casa e mi attendono già pronti. Con lo scooter raggiungiamo il garage e poi arriviamo sul posto pronti per andare in acqua.

Il mal di schiena è migliorato notevolmente, mentre sto per entrare in acqua mi accorgo che la spia verde della fotocamera si è trasformata in blu lampeggiante. E’ il segnale che la batteria sta scaricandosi. Non avendo modo di rimediare e non potendo lasciare la fotocamera al sicuro, scendo comunque in acqua tenendo continuamente d’occhio la spia luminosa. 

Il cielo è coperto e l’acqua in superficie molto sporca. Non ho intenzione di abbandonare il pelo dell’acqua e mi diverto a scattare a tutto ciò che vedo in superficie. Sono maldestro nei movimenti e quasi subito spezzoa uno dei due cavi. Quando passo per un attimo la fotocamera ad Antonio per prendere dei gamberetti con il retino, nel riprenderla mi accorgo che anche il secondo cavo si è staccato. No problem, ho le due lampade e le accendo, usandole per fotografare dopo aver innalzato gli iso della fotocamera.

Giochiamo in acqua per 90 minuti fino alle 20:30 quando risaliamo, c’era una bellissima situazione fotografica, un folto branco di piccoli cefali che nuota in superficie all’ora blu. Peccato non avere i flash funzionanti, le foto scattate sono tutte mosse ed inutilizzabili (le pubblico solo per ricordo).

Risaliamo sugli scooter  e torniamo a casa; questa volta sento molto meno freddo. Arrivato a casa mi tuffo sotto la doccia bollente. Confesso che, a questo punto, non so giudicare se mi piace più l’immersione o lo spogliarmi sotto la doccia! Sono contento. Asciugati i capelli vado a terminare il lavoro post-immersione che mi attende …. il lavaggio dell’attrezzatura fotografica e finalmente posso sedermi per la cena e gustare i saporitissimi carciofi preparati dal mio amico Mimmo. Che spettacolo!

Apnea al crepuscolo con Antonio e Thomas

Il vento di grecale soffia da giorni ma è in scaduta, il mare si è calmato ma l’acque è ancora torbida, il cielo è limpido con un bel sole splendente che nelle ore antimeridiane ha scaldato abbastanza l’aria. Termino la mia giornata lavorativa a Napoli e ritorno a casa dopo aver scambiato alcuni messaggi con Antonio Mario.  Decidiamo così di approfittare delle condizioni favorevoli per svolgere un poco di attività fisica all’aperto e quindi effettuare una sessione di allenamento in apnea, restando ai limiti del territorio comunale per non violare la zona rossa ancora vigente.  
L’appuntamento è per le 18. Ho indossato la muta da apnea sotto la doccia di casa e dopo essere passato per il garage a prendere le pinne e la zavorra, raggiungo i miei amici con lo scooter.
Al fine di mantenere gli ingombri ed i pesi contenuti al massimo, questa sera ho equipaggiato il mio scafandro Nauticam NA-D850 con il Nikon 60 mm ed i nuovi Mini Flash della Backscatter, appena acquistati da Fotosub-Shop del mio amico Pietro Cremone.   

Alle 18:30  siamo sul posto, c’è ancora tanta luce, mentre inizio a tirare fuori la fotocamera dal borsone mi giro e non vedo più Thomas … interrogo suo padre che mi riferisce che il ragazzo è già in acqua con la sua fotocamera compatta in cerca di soggetti da fotografare!

Noi vecchietti impieghiamo qualche minuto in più, prima di esser pronti, ma di lì a poco siamo anche noi in acqua. La visibilità è scarsa,  l’acqua è torbida quasi biancastra, a causa mare mosso dei giorni precedenti. Iniziamo il nostro giro e man mano calano le tenebre.

Trascorriamo circa 90 minuti in mare, sondando il “terreno” dalla superficie fino al fondo, con una discreta serie di simpatici soggetti immortalati. Tra questi: un uovo gattuccio, tre piccolissimi polpi, alcune bavose, ghiozzi, granchi e paguri, ma anche uno spirografo arancione.  

Quando siamo ormai infreddoliti e sulla via del ritorno, Thomas mi mostra una stella che sta mangiando un ghiozzo morto. Siamo in un metro d’acqua e trovo difficile riuscire a stendermi sul fondo adeguatamente per fotografare la scena, essendo privo di una zavorra dorsale che viene usata abitualmente dagli apneisti.

Terminiamo l’immersione sempre a bassissimo fondale incontrando ancora qualche soggetto, fin quando, mentre sorvoliamo la sabbia  su un fondale di circa 4 metri di profondità,  per dirigerci alla scaletta per risalire, identifico un inconfondibile pesce sepolto completamente.

Si tratta di un Pesce Prete Uranoscopus scaber perfettamente mimetizzato nel sedimento.  Prendo fiato e mi immergo, provo a mettere a fuoco ma l’operazione è molto più complessa rispetto a quando sono in ARA. Scatto ma mi accorgo subito che le foto non sono a fuoco. Avviso i miei amici che si avvicinano a me. Mostro loro il punto ed invito Antonio, senza fotocamera, a far venir fuori dal sedimento il pesce, mentre io e Thomas siamo pronti per scattare il suo balzo verso un nuovo punto d’insabbiamento.  Disturbiamo il buffo pinnuto un paio di volte per cercare di fotografarlo per bene, alla fine, probabilmente affaticato … mi caccia anche la lingua, ma la foto scattata ahimè è fuori fuoco. Un vero peccato, magari la prossima volta lo ritrovo e lo fotografo per bene! Adesso è proprio tempo di risalire, sono le 20:45 e dobbiamo essere a casa entro le 22 per il coprifuoco. 

Completamente bagnati saliamo sugli scooter, mentre Antonio e Thomas passano in ufficio a posare qualche gambero pescato con il retino per metterli nell’acquario, io vado direttamente a casa, abbastanza infreddolito per il vento e la bassa temperatura (10°C). Mi svesto sotto la doccia bollente come facevo insieme a mio padre quando ero un ragazzino ed al termine dell’immersione entravamo con la muta indossata nel bagagliaio della station wagon per spogliarci a casa. E’ stato un piacevolissimo tuffo nel passato di almeno trent’anni!

Che dire … mi sono veramente divertito, ho avuto l’occasione di provare i nuovi flash e verificare che funzionano bene in queste condizioni.
Durante la serata ho però anche “stracciato” un cavetto in fibra ottica tirandolo maldestramente, ma fortunatamente il flash era ormai scarico. Prossimamente sostituirò anche le batterie utilizzate, che uso abitualmente nelle lampade, per acquistare quelle originali che dovrebbero garantire anche una maggiore autonomia di lampi.

Finalmente alle 21:45 sono a tavola per la cena, affamato e soddisfatto, pronto a sedermi al Mac per guardare le foto scattate e pronto a tornare in acqua al più presto!

 

 

50 Cala di Puolo in Apnea con il Poseidon Team

In previsione dell’imminente passaggio in Zona Rossa della Regione Campania a causa dell’aumento esponenziale dei contagi da Covid-19 e la relativa chiusura delle attività ricreative, oggi ho approfittato per andare in acqua con i miei amici del Poseidon Team A.S.D. 
L’appuntamento è per le 10:30 sotto casa del Presidente Antonio Mario, pensavo di essere in ritardo e invece sono il primo ad arrivare, i miei amici Gianpiero Liguori e Giancarlo Crimaldi sono in ritardo ed arrivano alle 11. Antonio e suo figlio Thomas caricano le attrezzature sull’auto di Giancarlo e andiamo a Puolo.

Quando arriviamo sul posto, approfitto dello scooter per trasportare i mono-bombola da 18 litri dei miei associati nei pressi della scogliera, agevolandoli almeno nel tragitto di andata, visto che non aspetterò la loro uscita dall’acqua, andando via prima. 
Ci vestiamo dopo aver scattato una foto ricordo insieme, sono il primo ad andare in acqua e devo confessare che sto imparando ad indossare la muta da apnea e la trovo molto comoda in acqua. 

L’acqua non è limpida ma il mare è piatto. Ho montato il Superdome ed il Sigma 15 mm per effettuare anche delle prove di riprese video, che mi serviranno per una installazione di una mostra d’arte a cui collaborerò la prossima estate.

Trascorro oltre un’ora in mare, senza vedere nulla di interessante, in questo posto il fondale è profondo e non ho una sufficiente apnea per immergermi qui. Mi dedico così a qualche scatto a mezz’acqua, ma anche ai miei amici mentre fotografano e a qualche selfie.  

Lascio i miei amici ancora in acqua quando ritorno a terra, mi svesto e avviso casa, faccio in tempo ad arrivare al momento della fine delle lezioni scolastiche on-line di mia figlia Lidia alle 14, con mia moglie che ha preparato il pranzo per quell’ora. 

Dopo pranzo provvedo a lavare la fotocamera e l’attrezzatura subacquea. Più tardi mi metto al pc per scaricare le immagini, mentre scrivo queste mie righe di riepilogo giornaliero, arriva la notizia del diciannovenne Jannic Sinner che, all’ATP250 di Sofia, è il più giovane italiano a vincere un torneo di tennis. 

Nel tardo pomeriggio scendo con mia moglie a passeggio per Sorrento, passo a salutare i miei genitori in previsione di almeno quindici giorni di lontananza forzata. Trascorro un’oretta con loro, poi rientro a casa per le 21. Dopo aver ordinato la pizza a domicilio, mi siedo davanti al computer per sistemare qualche foto … sono le 22:30 quando mi arriva un messaggio del mio amico Lauro Castellano “lightining hunter” …

Marco, ci sono bagliori dietro Ischia, preparati e sali sul terrazzo!

Prendo la “nuova” fotocamera Nikon D5200, da pochi giorni acquistata d’occasione, la monto sul cavalletto Manfrotto ed innesto il Nikon 16/35 mm, indosso un giubbino con cappuccio e salgo sul terrazzo. Trascorro quasi due ore in attesa dei fulmini che arrivano da molto lontano. Sono piccolissimi ed io ho difficoltà a gestire la fotocamera al buio, non conoscendone a memoria la disposizione dei pulsanti. Inizio a scattare ma non riesco mai a beccarne uno. Sono coperti dalle nuvole ed il bagliore è molto flebile. Pazientemente insisto, supportato dai messaggi vocali del mio amico, finalmente arrivano più a tiro, sono arrivati su Napoli e sembrano anche abbastanza localizzati. Inizio a scattare e finalmente becco il mio primo fulmine, poi inizio a prenderne più di uno, anche sullo stesso fotogramma. Sono felice ma proprio sul più bello, la batteria della fotocamera mi abbandona definitivamente. Non fa niente, mi sono divertito, non resta che andare a guardare le immagini al computer e … comprare una batteria di riserva! 

Lorelei con Dario, Antonio e Giancarlo

La prima operazione post sveglia è quella di tagliare la barba che ho lasciato crescere per due settimane; subito dopo effettuo una leggera colazione e poi vado di corsa a chiudere la fotocamera Nauticam NA-D850 per arrivare in tempo all’appuntamento con i miei amici del Poseidon Team A.S.D. 
Passo a prendere la muta da apnea in garage (che non posso indossare a casa come ha fatto Antonio Mario) e raggiungo la casa di Dario Di Napoli che ci attende per le 8:30. Parcheggio lo scooter e salgo a salutare i suoi bambini intenti a fare la prima colazione. Mi faccio preparare dal padrone di casa una “saponata” con il bagnoschiuma, avendone preparata io una con il detersivo per i piatti che ho trovato in garage!   
Aspettiamo l’arrivo di Antonio e scendo con lui le scale che ci portano al mare, mentre Dario attende l’arrivo da Napoli di Giancarlo Crimaldi che si unirà a noi.
I miei soci hanno da effettuare qualche allenamento e prove tecniche di safari fotosub con le nuove configurazioni adottate ultimamente, io approfitto per fare un tuffo con loro e per scattare delle foto e girare qualche filmato. Al proposito ho infatti montato il superdome ed il Sigma 15 mm.
Indosso la muta con la supervisione di Antonio, quando sono pronto, prendo la fotocamera ma mi accorgo che c’è una gocciolina all’interno dell’oblò, prima ancora di metterla in acqua. E’ in una zona laterale e non dovrebbe dare problemi ma nel dubbio decido di toglierla. Torno nella “grotta” dove abbiamo lasciato le nostre borse e apro lo scafandro. Pulisco con un fazzolettino l’interno dell’oblò ma l’umidità dell’ambiente appanna completamente il cristallo! Maledizione, provo ad arieggiare lo scafandro portandolo all’esterno, la situazione dopo un poco migliora, ma l’interno non è più perfettamente pulito. Richiudo lo scafandro e lo rimetto sottovuoto, avevo pensato di abortire l’uscita, ma alla fine è possibile portare la fotocamera in acqua.
Nel frattempo sono arrivati anche Dario e Giancarlo, mentre si vestono scatto qualche foto, avventurandomi anche nel bagno dove c’è Giancarlo seminudo, del quale vi risparmio la foto originale scattata, pubblicandone solo una fortemente riquadrata!

Ci tuffiamo alle 9 e ci dirigiamo verso il largo. Il mio intento è quello di scattare una bella foto all’edificio dal mare, ma c’è tanta ombra a quest’ora.  Effettuo subito la fato anche con Dario, ben consapevole che una volta entrati in acqua ci disperderemo inesorabilmente.
Trascorriamo circa tre ore in mare, con acqua a tratti torbida. Io mi divido tra i tre fotografi, invitandoli a collaborare per effettuare foto e video.
Devo confessare che oggi, con mare calmo non ho avuto nessun fastidio causato dal mal di mare e con la muta Mares acquistata dal mio rivenditore di fiducia Eurosub di Ciro dell’Anno, non ho sentito minimamente la sensazione di freddo. Anche la pesata da 7,5 kg sembra ottimale, ma forse andrebbe distribuita meglio posizionandola parzialmente sulla schiena.

Esco dall’acqua in anticipo rispetto ai miei amici ed inizio a spogliarmi, non ho ben capito dov’è la doccia calda (che si trova al piano superiore della struttura) visto che non è nel bagno, così mi svesto e asciugo senza approfittare della grande opportunità che invece sfruttano i miei amici al loro ritorno. 
Inizio la risalita lungo le scale e devo confessare di aver faticato non poco, con le gambe indolenzite dalle pinneggiate ed il peso della zavorra e della fotocamera, per raggiungere il cortile d’ingresso. Mi siedo sui gradini ed aspetto i miei amici. Sono passate le 1230 quando mi telefonano dopo essersi fermati per un aperitivo sulla terrazza che si trova lungo le scale. Li raggiungo e, dopo aver ammirato il magnifico panorama, ci sediamo per sgranocchiare dei tarallini prima di andare a pranzo. Alle 13 saluto i miei amici e vado a casa. 

Dopo pranzo mi stendo sul divano per guardare le prove del GP di Imola di F1 ma immediatamente mi addormento profondamente, sopraffatto dalla stanchezza.
Quando mi sveglio, finalmente mi posso dedicare a sistemare le foto scattate; per i video ci vorrà molto di più, ma confesso di essere molto soddisfatto per la piacevolissima giornata trascorsa con il Poseidon Team!  

San Montano con Poseidon Team A.S.D.

Dopo due mesi di pausa forzata, anche a causa di un recente, ulteriore, intervento di ricostruzione ossea odontoiatrica, torno in acqua con i miei amici del Poseidon Team A.S.D. a Massa Lubrense, in località San Montano.
Sveglia ore 6, alle 7 sono pronto e scendo sotto casa, dove mentre attendo il mio amico Lauro Castellano che passa a prendermi con l’auto, arriva Dario Di Napoli con lo scooter. Gli suggerisco di andare  sotto casa di Antonio Mario, il nostro Presidente, per ottimizzare i tempi ed avviarsi sul posto.

Appena arriva Lauro salto a bordo, passiamo a prendere l’attrezzatura in garage e raggiungiamo i nostri amici. Mentre Lauro parcheggia l’auto esplode un pneumatico che deve essere sostituito prima di parcheggiarla. Una volta pronti scendiamo le scalette ed iniziamo a vestirci. Con noi c’è anche Thomas, il figlio di Antonio e ci raggiunge con il gommone da Napoli anche il nostro socio Giancarlo Crimaldi con la moglie Simona.


Siamo riuniti per una gara sociale denominata “Biathlon”, che consiste in due giornate di gara, la prima dedicata al Safari Fotografico Subacqueo, la seconda giornata, la prossima settimana, in una gara di Pesca in Apnea, in una località che definiremo in settimana. 
In verità, non ho attrezzato la mia fotocamera per “competere” con i miei amici, non ho nessuna intenzione di riprendere a gareggiare, loro invece devono allenarsi per i Campionati Italiani per Società di Safari Fotosub che si svolgeranno a settembre. Ho infatti montato sulla Nauticam NA-D850 il Nikon 16-35 mm e superdome, nessun flash e a supporto, la GoPro Hero 7 nello scafandro T-Housing.  
E’ stata anche l’occasione di sfoggiare la nuova muta da Apnea acquistata presso il mio rivenditore di fiducia Eurosub, facendomi supervisionare nella vestizione.
Appena pronti ci tuffiamo, sono le 8:30, il cielo è coperto, c’è un pò di onda e la cosa non è positiva per il mio mal di mare … mi trattengo così quasi sempre all’interno delle scogliere per sentire di meno il moto ondoso.  Approfitto per scattare qualche foto e video ai miei amici in azione, ma soprattutto ad effettuare qualche scatto a mezz’acqua, nonostante il moto ondoso.
Trascorro circa due ore in acqua e quando ormai il mal di mare incalza, me ne torno a terra dove c’è Thomas. Ho commesso un grave errore, ho lasciato nell’auto la borsa con asciugamani e vestiti, non mi resta che svestirmi ed attendere l’arrivo di Lauro con le chiavi. Finalmente rientrano alla base tutti e così ce ne torniamo a casa circa a mezzogiorno. Il tempo di lavare tutto e stendere il bucato ed è ora di pranzo. Il pomeriggio prosegue con un sonnellino ristoratore e poi davanti alla Tv per guardare il primo GP di F1 della stagione 2020.
Mentre scrivo queste righe i miei amici stanno già inviando le loro foto, io non le ho ancora guardate, ma di certo non ne ho di immagini “canoniche” da sottoporre alla giuria, ma poco importa. Mi metto così al lavoro per inviarle comunque in serata ….

Oasi in Città di Sant’Agnello

Le mie condizioni psico-fisiche non sono ottimali, la schiena continua a tormentarmi, ma anche lo stress lavorativo resta a livelli molto alti. Nonostante l’invito di qualche amico, non mi sono sentito in forma per andare in acqua, ma grazie a mio cugino Claudio, ho potuto soddisfare la voglia di immergermi … senza grande aggravio di peso …
Subito dopo pranzo sono così uscito con i miei familiari per andare a Sant’Agnello presso l’Oasi in Città. Qui mi attendeva Claudio che da quattro anni porta avanti con il WWF, questo bellissimo angolo verde costruito al di sopra di una autorimessa interrata. Il punto d’attrazione del parco è il laghetto con le ninfee ed i carassi.
Oggi ancora una volta mi sono immerso con la fotocamera per fotografare le ninfee rosa e gialle che sono fiorite tra le foglie galleggianti della pianta. L’acqua si sporca istantaneamente al mio ingresso nel laghetto, con il sedimento che si solleva dal fondo al mio incedere verso i vasi fioriti. Tutto intorno a me si distribuiscono i pesci rossi, le carpe, le alborelle e le gambusie che approfittano dell’inaspettata disponibilità di cibo messa a disposizione nella colonna d’acqua. L’orario ahimè non è più ottimale, sopraggiunge l’ombra di un palazzo sul laghetto, e le ninfeee iniziano a richiudersi. Devo fare presto, ma anche muovermi in acqua con cautela, per non rendere inguardabili le foto scattate.
Mi dedico ad alcuni scatti a pelo d’acqua, con la speranza che qualche pesce si faccia ritrarre all’interno dell’inquadratura. Trascorro circa 60’ nell’acqua gelida, spostandomi tra le varie postazioni. Quando sono ormai pronto ad uscire, Claudio va a prendere due tartarughe acquatiche dalla pozza che ne accoglie una dozzina, portate dalla gente all’oasi perchè divenute troppo grandi per allevarle in un acquario di casa. Così mi sono divertito ad inseguirle nel laghetto, tra le foglie e la melma sollevata. Le ho perse di vista più volte, ma alla fine le abbiamo recuperate e riportate alla loro abituale dimora.
Alle 16:30 siamo di nuovo tutti a casa, dopo il doveroso risciacquo della superficie esterna della fotocamera, procedo al risciacquo della superficie esterna del sottoscritto, con il getto bollente della doccia!       

 

Spiaggia San Francesco in Apnea

Stamattina sono tornato di nuovo in acqua; stessa procedura, con sveglia addirittura anticipata alle 5:15 per incontrarmi con il mio amico Antonino Maresca  alle 5:45 al porto di Sorrento. La borsa sub era già pronta mentre ho dovuto sistemare la fotocamera in gran fretta, evitando di far troppo trambusto in casa per non svegliare i miei familiari.

Raggiungo il porto e scarico l’attrezzatura dallo scooter, in quell’istante mi sento chiamare dal mio amico che è pronto a scendere in acqua. Scatto una foto ricordo con lui e inizio a vestirmi mentre lui va a fare il suo giro in mare. 
Il cielo è nuvoloso e l’acqua incredibilmente torbida, di un verde scuro e piena di sospensione, l’effetto lockdown sembra già essere completamente svanito dopo tre giorni di ripresa delle attività antropiche. Mi accorgo solo in acqua di aver mal sistemato la fotocamera nello scafandro, deve esserci qualcosa che tocca qualche pulsante ed ha bloccato le funzioni della fotocamera, non consentendomi di variare  nessun parametro della fotocamera, impostata su 1/80 f:11 iso 400. Funziona solo l’autofocus e lo scatto, non posso nemmeno rivedere le foto scattate, se non nell’istante nel quale le ho scattate. Inizio il mio giro dirigendomi all’esterno delle scogliere fino ad arrivare quasi alla Marina Grande, mi fermo infatti sotto Villa Tritone ed inizio il rientro, con i gabbiani che si scagliano urlanti verso di me per allontanarmi dai loro nidi che si trovano  tra le insenature della roccia. Mi fermo presso le rovine della villa romana di Agrippa e ritorno indietro passando all’interno delle scogliere frangiflutti. Qui dove l’acqua è leggermente più limpida, incontro alcuni nuotatori che hanno iniziato gli allenamenti in mare, non potendo nuotare ancora nelle piscine, ancora chiuse causa Covid-19. Proprio quando sono prossimo al rientro a terra vedo galleggiare un guanto in lattice a pelo d’acqua, più in là ce n’è un altro sul fondo; avviso uno dei ragazzi che li recupera prontamente. A pelo d’acqua, c’è anche una mascherina che galleggia nei pressi del bagnasciuga. La raccolgo e inizio a svestirmi, nel frattempo sopraggiunge anche il mio amico Antonino che ha terminato la sua passeggiata. Lo saluto e me ne rientro a casa per iniziare a lavorare in perfetto orario per le 8:30, come da programma. 

 

Marina Grande in Apnea

Ho letto e riletto mille volte il documento di chiarimento n.25 del 4 maggio 2020 redatto dal Presidente della Regione Campania Vincenzo de Luca fino a tardissima sera … l’attività sportiva individuale di tipo amatoriale  può essere svolta dalle ore 6 alle 8:30 … la mia interpretazione è stata poi supportata dai messaggi dei miei amici pescasub che sono già andati in acqua di mattina. Nel dubbio ho provveduto ad assemblare la mia Nauticam NA-D850 con il superdome ed il Sigma 15 mm, dopo una controllata alle batterie dei flash ONEUW, decido di portarli comunque anche se non perfettamente carichi. Vado a dormire sul divano per non svegliare mia moglie e alle 5:30 di questa mattina sono saltato di scatto dal divano pronto per iniziare la giornata!
Ingurgito al volo un boccone, mi vesto e monto sullo scooter con direzione Marina Grande di Sorrento. La strada è semideserta e raggiungo il porticciolo dove una barca sta scaricando da bordo le reti sulla banchina. Sistemo lo scooter e mi vesto, sono passate da poco le 6 quando mi tuffo con la muta stagna in neoprene, ma ovviamente in apnea, essendo al momento vietate le immersioni subacquee dal decreto ministeriale. La sensazione di tornare in acqua è bellissima ed allo stesso tempo strana, sono leggermente “positivo” in acqua nonostante i tanti kg di piombi e le pinne che uso non sono adatte a nuotare per lunghi tratti, ma devo fare di necessità virtù. L’acqua è pulita ma non cristallina come mi aspettavo, inizio ad avanzare partendo dalla banchina di pietra e me ne vado in giro tra le boe fino ad arrivare nei pressi del ristorante Delfino.  
Al mio passaggio le castagnole iniziano ad inabissarsi, mentre pochi attimi prima erano quasi a pelo d’acqua. Nei pressi di una delle boe all’improvviso vedo alcuni pesci balestra. Prendo fiato e tento la discesa per raggiungerli a circa 5 metri di profondità, ma non riesco nemmeno a scendere di un metro, per cui desisto subito. Anche la fotocamera con il grande oblò ed i bracci galleggianti è leggermente positiva in acqua, è impensabile immergersi, così mi dedico esclusivamente a scatti in superficie e a mezz’acqua. Di frequente le mie pinne si aggrovigliano con la sagola del pallone segnasub, ma non c’è soluzione diversa quindi mi adeguo. 
Controllo l’orario sui dati di scatto del display della fotocamera, non avendo più un orologio subacqueo funzionante (prossimo acquisto o regalo …. arriva tra poco il mio compleanno) e mi accorgo che è ora di rientrare verso terra. Lungo la scogliera incontro una coppia di seppie mimetizzate sulla roccia, scatto subito ma ho i flash spenti perchè stavo eseguendo degli scatti in luce ambiente … mi allontano un poco per non disturbarle, riaccendo prontamente i flash e torno alla carica ma delle seppie non v’è più traccia. Provo a guardare con attenzione per qualche minuto poi, richiamato dall’orario limite delle 8 che mi ero imposto per tornare a casa in tempo per iniziare a lavorare, mi avvicino alla banchina passando all’interno delle scogliere frangiflutti, nei cui pressi c’è sul fondo una stella pentagono, scartata e ributtata in mare dai pescatori che l’hanno “catturata” con le reti. L’ultimo scatto e via, prima delle 8 inizio il rientro alla base. Risalgo agevolmente la scaletta di pietra, saluto alcuni dei miei amici storici della marina, Raffaele, Michele o’ Puledrone con suo figlio, mi svesto esistemo tutto il materiale sullo scooter, a casa il tempo di una doccia veloce e sono pronto per iniziare la mia giornata!

2° Stage Apnea Academy – Umberto Pelizzari

Questa mattina ho trascorso tutta la mattinata per seguire e fotografare lo stage di apnea tenuto da Umberto Pelizzari presso la Piscina Ulysse di Sorrento. L’evento, organizzato dal mio caro amico Gianmarco Giordano, istruttore Apnea Academy, ha visto partecipare un grande numero di apneisti, tra i quali i miei amici Gianluigi, Massimiliano, Giancarlo, Fabio e Raffaele.
Avendo avuto un problema ad un orecchio durante il mio ultimo viaggio alle Maldive, ho evitato di mettere la testa sott’acqua, ed ovviamente non ho potuto scattare come avrei voluto, anche se era comunque difficile essere in acqua vicino agli atleti senza disturbarli nelle loro sessioni d’apnea statica. Ecco il resoconto fotografico della giornata.