Marco Gargiulo

#32 Punta Campanella e Scoglio Penna con Capri Freediving

La sveglia suona alle 4, l’attrezzatura fotografica è tutta pronta da ieri sera: Nauticam NA-D850 con obiettivo Nikon 8-15 mm e superdome, abbinato ai flash OneUW 160X. Alle 4:30 scendo sotto casa ed aspetto il puntuale arrivo dei miei due nuovi amici, Antonio e Roberto del CAPRI FREEDIVING.  

Mi prelevano con il mio pesante borsone e passiamo a prendere l’attrezzatura al garage. Mentre lo facciamo, Antonio telefona a Daniele De Simone di VESVIUS Composites per capire se vuole aggiungersi a noi. La risposta dopo una trentina di secondi di “muto” è affermativa e lo andiamo a prendere sotto casa anche se nella fretta dimentica di prendere le sue pinne in carbonio! Raggiungiamo in auto Massa Lubrense, prendiamo le mute al negozio e poi scendiamo a Marina della Lobra per salire sul gommone.

Sono le 5 quando carichiamo tutto a bordo e partiamo con direzione Capri. C’è onda ed il cielo è parzialmente nuvoloso. Maldizione! Il primo pensiero era quello di raggiungere l’isola azzurra ma siamo costretti a cambiare itinerario e raggiungiamo la boa sommersa di Punta Campanella. La luce è poca, il sole è ancora basso sull’orizzonte, l’acqua non è limpidissima ma si può provare a fare qualche scatto.

Prendo la bombola e li aspetto sul fondo mentre i tre sub si alternano nella discesa lungo la catena. Dopo un pò mi sposto nei pressi del faraglione e continuo a scattare, cercando di dare qualche indicazione sulle posizioni e sui movimenti. Infine risaliamo in superficie per qualche scatto a pelo d’acqua. Proviamo anche a fare qualche video con la GoPro Hero7 nella custodia T-Housing, ma foto e video insieme non si riescono a fare per bene e quindi desistiamo.

 

Alle 7:30 ci spostiamo allo Scoglio Penna e scattiamo altre foto nei pressi del buco passante. Ho fatto cambiare la maschera ad Antonio per motivi scenici, ma la su maschera bianca continua ad appannarsi e quindi ritorniamo ad usare la sua abituale. Ci sono svariati ricci nel buco e devo prestare attenzione a non pungermi le ginocchia, poco distante, sulla parete c’è anche un vermocane gigante (Hermodice carunculata) e bisogna muoversi con cautela. Antonio entra ed esce dal foro nella roccia più e più volte, poi ci fermiamo quando sono le 9.

 

Iniziamo il rientro con l’onda formata dal vento che si è alzato ma anche dalle tantissime barche charter che sono dirette a Capri, Positano e verso la costiera amalfitana.

Torniamo in porto, scarichiamo le attrezzature e saliamo in piazzetta a Massa Lubrense a fare la colazione al bar. Passiamo poi al negozio per lasciare Antonio e le attrezzature, subito dopo Roberto ci riporta a Sorrento.

A casa provvedo al lavaggio della fotocamera e a fare la doccia, poi mi vado a stendere sul letto per riposare un poco. Stasera ho un impegno con mia figlia, la devo accompagnare con alcune sue amiche ad un concerto a Salerno ed è bene essere riposato. In ogni caso mi sono divertito tanto e ho avuto modo di conoscere nuovi amici subacquei, impregnati dalla mia stessa folle passione per il mare!

 

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