Archivi tag: Superdome

Banco di Santa Croce con Filippo, Edo, Mimmo, Pietro e Gabriella

Quando suona la sveglia alle 6:30 sono sul punto di spegnerla e restare a dormire. Sono andato a letto alle 2 di notte dopo aver atteso la mezzanotte per festeggiare il compleanno di mia figlia Lidia. Mi faccio forza pensando a ciò che mi aspetta a breve … un tuffo al Banco di Santa Croce … non posso rinunciare!

Inizio la vestizione ma non faccio colazione per non svegliare mia figlia e la sua amica Annamaria che dormono sul divano-letto in salone. Chiudo lo scafandro della Nauticam NA-D850 sulla quale ho montato il Nikon 16/35 mm ed il superdome, sistemo la restante attrezzatura e scendo di casa alle 7:15 per andare in pescheria ad acquistare il pesce per il pranzo domenicale. Ritorno subito a casa  dove recupero il borsone fotografico e scappo verso Massa Lubrense con lo scooter. Alle 8 arrivo a Marina della Lobra dove ci sono già tutti i miei amici. Indugio un attimo ma poi, stimolato da Pietro che mi prende in giro perché sono ancora svestito, lo surclasso in velocità facendomi trovare pronto prima di tutti in gommone, non prima però di aver scattato il rituale selfie ricordo della giornata.  Con mia grande sorpresa, mi informano che ieri notte, a causa dell’intensa attività elettrica nell’aria, l’immersione notturna è stata cancellata. Mi dispiace per i miei amici ma confesso di averli un poco invidiati, non potendo essere con loro in acqua. Partiamo alle 8:30 con il gommone carico al completo.

Arriviamo al Banco di Santa Croce e c’è già ormeggiato il gommone del mio amico Ciro Dell’Anno, titolare di Eurosub a Portici.  Ci immergiamo in un’acqua molto torbida in superficie, fortunatamente migliora in profondità. Questa volta ho dovuto attendere un attimo prima di tuffarmi ed i miei amici Edoardo, Gabriella, Mimmo e Filippo sono già diretti allo Scoglio della Gerardia. Essendo in tanti fotosub  in un posto abbastanza ristretto, decido di non seguirli e restare sulla secca pricipale. Vado alla Savalia savaglia e scatto qualche foto, di lontano si vede un’aquila di mare sorvolare gli scogli. Poco più avanti, sul pianoro roccioso coperto di paramuricee, c’è una canna da pesca caduta in mare che viene recuperata da altri sub scesi oggi.
C’è tanto pesce a prima mattina, molte cernie brune, alcune anche tra i rami delle gorgonie rosse. Mentre sono intento a scattare una foto ad un esemplare immobile tra i rami, sopraggiungono dal basso le bolle dei subacquei che escono dalla spaccatura dello scoglio facendola spostare, mi accorgo che qualche metro più in là ce ne sono altre due che non avevo visto.
Proseguo il mio giro e nel frattempo sono arrivati qui anche Mimmo, Gabriella, Pietro e Filippo, risaliti a quote più contenute dopo la puntata ad oltre 45 metri di profondità. Sul pianoro a circa 25 metri le cernie si fanno avvicinare tranquillamente, sono tante, alcune veramente impavide e curiose, si specchiano nell’oblò di Filippo ed io ne immortalo la scena. Ad un tratto mi sento toccare la gamba destra, guardo in basso e vedo che una cernia mi ha toccato forse per richiamarmi, gelosa dell’attenzione prestata alla sua amica! Così mi si para davanti ed io inizio a scattarle una raffica di foto. E’ bellissima ed è emozionante sentire che l’interesse è corrisposto. Il tempo sembra essersi fermato, o avrei voluto che lo facesse.
Quando guardo il computer subacqueo, mi accorgo che la permanenza a fondo è stata lunga, mi indica che c’è da effettuare 10 minuti di decompressione. Anche i miei amici devono effettuarla, ma mentre io risalgo lungo la gomena, Pietro, Mimmo e Filippo approfittano per scattare alcune foto alle bellissime donzelle pavonine Thalassoma pavo che si avvicinano ai subacquei senza alcun timore. Prima di lasciarli però non dimentico di scattare un autoscatto subacqueo come ricordo. Quando risalgo i gommoni sono aumentati, ne sono arrivati altri tre del Bikini Diving.

Tornati a terra mi sbrigo come al solito per sistemare l’attrezzatura. Saluto Filippo che rientra a Siena e tutti gli altri amici che invece restano per il tuffo successivo, incontro anche il mio amico Gianpiero Liguori venuto ad allenarsi per i prossimi Campionati Italiani di Safari Fotosub ed arrivo al garage alle 12. Lascio ad asciugare la muta e corro a casa dove mi aspetta la famiglia.

Pranziamo  e proseguiamo i festeggiamenti per il 14° compleanno di Lidia con l’amica Annamaria e poi mi metto a guardare il GP di Toscana “Ferrari 1000” al Mugello. Durante la gara però, nonostante le continue emozioni, mi addormento per la stanchezza ma alle 1630 sono nuovamente operativo. Usciamo per una passeggiata senza una meta precisa, siamo in dubbio tra Nerano e Monte San Costanzo, decidiamo per quest’ultimo e porto con me la fotocamera tirata fuori dallo scafandro. 
Arriviamo dopo una mezz’ora a San Costanzo e quando siamo ormai arrivati in cima, Annamaria esclama: “quelli sono i miei genitori!” riconoscendo due persone camminare in salita lungo la strada avanti a noi. Rita e Massimo infatti, genitori di Annamaria, hanno approfittato della giornata per fare anche loro casualmente un giro nello stesso luogo. Scattiamo una foto ricordo dell’incontro e mentre loro ritornano a casa, noi saliamo in cima alla chiesa per ammirare il panorama.
Incredibilmente è salito anche il mio amico Lauro con  Giovanna per scattare delle foto da un altro versante del monte, quello che sovrasta la Cala di Mitigliano. Mi faccio spiegare la strada per poi provare a raggiungerli al ritorno dalla vetta. Saliamo alla chiesa dove si ammira i panorama di Marina del Cantone e degli isolotti Isca, Vetara e Li Galli, scattiamo alcune foto ma c’è molto vento. Scendiamo e prendiamo l’auto spostandoci verso il punto indicato dal mio amico, nei pressi del traliccio elettrico, ma non avendo ben compreso la location del sentiero, ci dirigiamo su una piazzola che mostra la vista su Capri.
Scattiamo anche qui qualche foto ma presto andiamo via, le ragazze desiderano un gelato e ci fermiamo nella piazzetta di Termini prima di tornare a casa. Quando in serata le ragazze escono di nuovo, proseguendo la lunga giornata insieme, io posso finalmente sedermi davanti al computer e mettermi a guardare foto scattate oggi.

39 Banco di Santa Croce con Veronica, Arturo e Mimmo

“Arturo, sono in ritardo di una decina di minuti”  … e lui mi risponde “pure io”;
“penso di fare comunque in tempo”
 … e lui mi risponde “pure io”.
Arrivo alle 8 precise, come da appuntamento prefissato e lo chiamo perché  di Arturo non vi è traccia. “Sono sotto casa di papà” … e lui mi risponde “pure io, ma all’ingresso del tunnel!”

Ci ricongiungiamo e partiamo alla volta di Massa Lubrense con gli scooter belli carichi di attrezzature. Il cielo è coperto e minaccia pioggia ed io nel dubbio ho messo anche un Kway nella borsa. Raggiungiamo Marina della Lobra e parcheggiamo dopo aver depositato le attrezzature al Punta Campanella Diving Center. 


Ho dovuto declinare a malincuore l’invito improvviso alla pulizia odierna dei fondali del Vervece ma non potevo mancare oggi a questa immersione, concordata da una  settimana con la mia amica Veronica e suo figlio Manuel, per andare ad immergerci al Banco di Santa Croce, insieme a mio fratello ed al prof. Roscigno.
Mentre ci prepariamo arriva anche Virgilio, che inizialmente ipotizzava di dover andare via, vedendo un gran numero di subacquei pronti all’imbarco, ma il posto per lui c’è sempre!


Ho montato il Nikon 16/35 mm sulla mia Nauticam NA-D850 ed i flash ONEUW 160X, per provare a fotografare le belle cernie che abitano il posto. Partiamo verso le 9 dal diving e nel frattempo il cielo si è pulito e fa un gran caldo. Raggiungiamo il punto ed ormeggiamo alla boa, non ci sono altri gommoni ma presto ne arriveranno sicuramente. Aspetto che i primi sub siano in acqua prima di poter raggiungere il mio posto e completare la vestizione. Scendo insieme ad Arturo e Mimmo, restando sulla secca principale senza spingermi a fondo, mentre i due distinti gruppi capitanati da Rosy e Vittoria, effettuano il consueto giro tra i “panettoni” del Banco di Santa Croce.  
L’acqua nei primi metri è terribile, sotto si apre con un miglioramento della visibilità ma con la “neve” che cade continuamente e rende difficoltosa la ripresa panoramica del sito. Trascorro 60 minuti di puro divertimento dividendomi tra le “regine del banco” ed i miei amici subacquei che incontro nei vari punti dello scoglio. Non possono ovviamente mancare i selfie con Virgilio, Arturo e Mimmo, nell’acqua verdognola di oggi. Quando risaliamo Mimmo va quasi a sbattere con la maschera in una bellissima medusa Cassiopea piena di pesciolini simbionti, l’acqua è così lattiginosa che il prof. non tenta nemmeno uno scatto!

A bordo però inizia la festa. Oggi è il compleanno di Manuel ed ha portato da bere e da mangiare per festeggiarlo a dovere! Così, con qualche difficoltà, riesco a scattare le foto ricordo della bella giornata trascorsa insieme.

29 Banco di Santa Croce con Punta Campanella Diving Center

Quando ti arriva la “convocazione” non puoi fare a meno di presentarti all’appuntamento prefissato … ore 8:30 al Diving. E’ infatti Gianluigi che mi avverte in tarda serata, mentre festeggio l’onomastico di mia figlia Lidia, della disponibilità odierna del posto in barca per l’uscita al Banco di Santa Croce.
Mi sveglio per tempo ma già ho tutta l’attrezzatura pronta, prendo lo scooter e parto alla volta di Massa Lubrense. Il meteo è perturbato e appena inizio a percorrere la strada che sovrasta la Marina Grande di Sorrento, inizia a piovere (c’è da specificare che propio ieri ho provveduto a smontare il parabrezza che odio profondamente). Raggiungo Marina della Lobra e la pioggia è ormai terminata, ma si vede chiaramente che c’è mare mosso con onda lunga che frange sotto costa. Saluto tutto lo Staff e inizio a prepararmi. Ho montato il Nikon 16/35 mm sulla mia Nauticam NA-D850 con abbinati i flash ONEUW 160X ed i bracci galleggianti Nauticam. Trascorrono 60 minuti prima di partire con alcuni turisti stranieri che necessitano di una vestizione completa che ci fa lasciare la banchina all’orario programmato. 

La navigazione verso il Banco di Santa Croce procede spedita con Gianluigi che domina le grandi onde che giungono da poppa. Arriviamo sul punto d’immersione e non ci sono ancora altre barche di sub. Ormeggiamo e mentre gli altri sono in procinto di tuffarsi, io sono già in mare, in un’acqua terribile nei primi metri, come non la vedevo da anni. Sono costretto a seguire la cima di ormeggio prima di individuare la secca sotto di me. Nell’acqua verde riesco a scorgere alcune aquile di mare, ma sono lontane e la luminosità scarsissima. Devo infatti modificare gli iso della fotocamera per recuperare un poco di luce ambiente. Non ho portato i faretti di ricerca che non ho ricaricato a seguito dell’immersione notturna e trovo difficoltà anche nell’inquadrare con questo ambiente “spettrale”. Mi fermo subito alla Savalia savaglia e poi provo ad entrare nella grotta, ma subito desisto, perché con la scarsissima luce ambiente esterna alla grotta non sarei riuscito a fare grandi foto. Decido così di effettuare un giro rapido in cerca dei qualche scorfano, che oggi non vedo, ma anche di provare ad avvicinare qualche bella cernia. Nel frattempo sono arrivati sulla secca altre barche di subacquei e si iniziano a vedere bolle ovunque. Fortunatamente le cernie sono abbondanti e non particolarmente spaventate dall’orda subacquea, riesco in qualche caso a fotografare qualche esemplare momentaneamente a riposo tra le gorgonie. Quelle più grandi invece sono un poco più diffidenti, forse anche loro disturbate dall’acqua torbida! Sono il primo a risalire non appena ho terminato la mia sosta di decompressione, mi spoglio e mi stendo sul tubolare a prendere un pò di sole che è fuoriuscito dalle nuvole ma anche per assecondare il mal di mare che  si inizia a far sentire a causa dell’onda lunga. Aspettiamo il rientro di tutti i sub e immediatamente iniziamo il ritorno verso la base. All’altezza di Punta Scutolo Gianluigi improvvisamente ferma la marcia … davanti a noi ci sono i gabbiani che si tuffano in acqua ed i tonni che invece vengon fuori per catturare le alici. E’ uno spettacolo bellissimo, con alcuni esemplari di grandi dimensioni. Dopo poco però il tutto finisce e noi proseguiamo per il diving. Arrivati a terra lavo solo la fotocamera, evitando di portare materiale gocciolante sullo scooter nuovo … alle 12:30 sono pronto per andare a casa, la strada si è asciugata ed il rientro è quindi agevole. La sorpresa è venire a conoscenza che il guasto idrico che ci ha attanagliato da ieri sera non è stato ancora risolto al 100% e scoprire che c’è solo un “filo” d’acqua che scorre dai rubinetti che mi farà impiegare un’ora per riempire la vasca di risciacquo! 

Dopo pranzo invece del meritato riposino, sono costretto ad andare a Napoli in officina per controllare la serratura del bagagliaio dell’auto che ha deciso ancora una volta di bloccarsi. Mossa a pietà, la piccola Lidia mi accompagna amorevolmente.
Arrivati in officina c’è poco da fare, l’interruttore è guasto ma il pezzo di ricambio non arriverà in questo periodo di ferie … fortunatamente, con una combinazione di tasti si riesce ad aprire il bagagliaio, così, dopo aver salutato andiamo via quasi subito. Approfittiamo della vicinanza dei luoghi per fare un salto da MondoNatura, il mio rivenditore di fiducia, per prendere del mangime vivo per il mio acquario marino  in previsione del periodo estivo e poi torniamo verso casa. 
Siamo stati velocissimi anche qui e possiamo approfittare così per fare un salto in un negozio del centro commerciale Maximall per acquistare uno zaino nuovo per Lidia. Siamo fulminei anche qui, trovando quasi subito il prodotto desiderato, non resta che tornare a casa … anzi no! Arrivati a Sorrento ce ne andiamo direttamente in garage, i mesi di lockdown hanno fatto accumulare tanto materiale al suo interno, inoltre ci sono le mute invernali da sistemare rimaste a deposito nei borsoni. E’ anche il momento per buttare qualcosa di inutilizzabile e di tirar fuori i trolley per andare per qualche giorno in vacanza. Alle 21 circa siamo finalmente a casa, stanchi, soddisfatti ed affamati, mia moglie ci attende per la cena e solo dopo di essa mi posso dedicare alla conclusione della giornata … guardando le foto scattate (fortunatamente l’acqua adesso scorre con una pressione maggiore anche se non ancora normalmente) …

Oasi in Città di Sant’Agnello

Le mie condizioni psico-fisiche non sono ottimali, la schiena continua a tormentarmi, ma anche lo stress lavorativo resta a livelli molto alti. Nonostante l’invito di qualche amico, non mi sono sentito in forma per andare in acqua, ma grazie a mio cugino Claudio, ho potuto soddisfare la voglia di immergermi … senza grande aggravio di peso …
Subito dopo pranzo sono così uscito con i miei familiari per andare a Sant’Agnello presso l’Oasi in Città. Qui mi attendeva Claudio che da quattro anni porta avanti con il WWF, questo bellissimo angolo verde costruito al di sopra di una autorimessa interrata. Il punto d’attrazione del parco è il laghetto con le ninfee ed i carassi.
Oggi ancora una volta mi sono immerso con la fotocamera per fotografare le ninfee rosa e gialle che sono fiorite tra le foglie galleggianti della pianta. L’acqua si sporca istantaneamente al mio ingresso nel laghetto, con il sedimento che si solleva dal fondo al mio incedere verso i vasi fioriti. Tutto intorno a me si distribuiscono i pesci rossi, le carpe, le alborelle e le gambusie che approfittano dell’inaspettata disponibilità di cibo messa a disposizione nella colonna d’acqua. L’orario ahimè non è più ottimale, sopraggiunge l’ombra di un palazzo sul laghetto, e le ninfeee iniziano a richiudersi. Devo fare presto, ma anche muovermi in acqua con cautela, per non rendere inguardabili le foto scattate.
Mi dedico ad alcuni scatti a pelo d’acqua, con la speranza che qualche pesce si faccia ritrarre all’interno dell’inquadratura. Trascorro circa 60’ nell’acqua gelida, spostandomi tra le varie postazioni. Quando sono ormai pronto ad uscire, Claudio va a prendere due tartarughe acquatiche dalla pozza che ne accoglie una dozzina, portate dalla gente all’oasi perchè divenute troppo grandi per allevarle in un acquario di casa. Così mi sono divertito ad inseguirle nel laghetto, tra le foglie e la melma sollevata. Le ho perse di vista più volte, ma alla fine le abbiamo recuperate e riportate alla loro abituale dimora.
Alle 16:30 siamo di nuovo tutti a casa, dopo il doveroso risciacquo della superficie esterna della fotocamera, procedo al risciacquo della superficie esterna del sottoscritto, con il getto bollente della doccia!       

 

Spiaggia San Francesco in Apnea

Stamattina sono tornato di nuovo in acqua; stessa procedura, con sveglia addirittura anticipata alle 5:15 per incontrarmi con il mio amico Antonino Maresca  alle 5:45 al porto di Sorrento. La borsa sub era già pronta mentre ho dovuto sistemare la fotocamera in gran fretta, evitando di far troppo trambusto in casa per non svegliare i miei familiari.

Raggiungo il porto e scarico l’attrezzatura dallo scooter, in quell’istante mi sento chiamare dal mio amico che è pronto a scendere in acqua. Scatto una foto ricordo con lui e inizio a vestirmi mentre lui va a fare il suo giro in mare. 
Il cielo è nuvoloso e l’acqua incredibilmente torbida, di un verde scuro e piena di sospensione, l’effetto lockdown sembra già essere completamente svanito dopo tre giorni di ripresa delle attività antropiche. Mi accorgo solo in acqua di aver mal sistemato la fotocamera nello scafandro, deve esserci qualcosa che tocca qualche pulsante ed ha bloccato le funzioni della fotocamera, non consentendomi di variare  nessun parametro della fotocamera, impostata su 1/80 f:11 iso 400. Funziona solo l’autofocus e lo scatto, non posso nemmeno rivedere le foto scattate, se non nell’istante nel quale le ho scattate. Inizio il mio giro dirigendomi all’esterno delle scogliere fino ad arrivare quasi alla Marina Grande, mi fermo infatti sotto Villa Tritone ed inizio il rientro, con i gabbiani che si scagliano urlanti verso di me per allontanarmi dai loro nidi che si trovano  tra le insenature della roccia. Mi fermo presso le rovine della villa romana di Agrippa e ritorno indietro passando all’interno delle scogliere frangiflutti. Qui dove l’acqua è leggermente più limpida, incontro alcuni nuotatori che hanno iniziato gli allenamenti in mare, non potendo nuotare ancora nelle piscine, ancora chiuse causa Covid-19. Proprio quando sono prossimo al rientro a terra vedo galleggiare un guanto in lattice a pelo d’acqua, più in là ce n’è un altro sul fondo; avviso uno dei ragazzi che li recupera prontamente. A pelo d’acqua, c’è anche una mascherina che galleggia nei pressi del bagnasciuga. La raccolgo e inizio a svestirmi, nel frattempo sopraggiunge anche il mio amico Antonino che ha terminato la sua passeggiata. Lo saluto e me ne rientro a casa per iniziare a lavorare in perfetto orario per le 8:30, come da programma. 

 

Marina Grande in Apnea

Ho letto e riletto mille volte il documento di chiarimento n.25 del 4 maggio 2020 redatto dal Presidente della Regione Campania Vincenzo de Luca fino a tardissima sera … l’attività sportiva individuale di tipo amatoriale  può essere svolta dalle ore 6 alle 8:30 … la mia interpretazione è stata poi supportata dai messaggi dei miei amici pescasub che sono già andati in acqua di mattina. Nel dubbio ho provveduto ad assemblare la mia Nauticam NA-D850 con il superdome ed il Sigma 15 mm, dopo una controllata alle batterie dei flash ONEUW, decido di portarli comunque anche se non perfettamente carichi. Vado a dormire sul divano per non svegliare mia moglie e alle 5:30 di questa mattina sono saltato di scatto dal divano pronto per iniziare la giornata!
Ingurgito al volo un boccone, mi vesto e monto sullo scooter con direzione Marina Grande di Sorrento. La strada è semideserta e raggiungo il porticciolo dove una barca sta scaricando da bordo le reti sulla banchina. Sistemo lo scooter e mi vesto, sono passate da poco le 6 quando mi tuffo con la muta stagna in neoprene, ma ovviamente in apnea, essendo al momento vietate le immersioni subacquee dal decreto ministeriale. La sensazione di tornare in acqua è bellissima ed allo stesso tempo strana, sono leggermente “positivo” in acqua nonostante i tanti kg di piombi e le pinne che uso non sono adatte a nuotare per lunghi tratti, ma devo fare di necessità virtù. L’acqua è pulita ma non cristallina come mi aspettavo, inizio ad avanzare partendo dalla banchina di pietra e me ne vado in giro tra le boe fino ad arrivare nei pressi del ristorante Delfino.  
Al mio passaggio le castagnole iniziano ad inabissarsi, mentre pochi attimi prima erano quasi a pelo d’acqua. Nei pressi di una delle boe all’improvviso vedo alcuni pesci balestra. Prendo fiato e tento la discesa per raggiungerli a circa 5 metri di profondità, ma non riesco nemmeno a scendere di un metro, per cui desisto subito. Anche la fotocamera con il grande oblò ed i bracci galleggianti è leggermente positiva in acqua, è impensabile immergersi, così mi dedico esclusivamente a scatti in superficie e a mezz’acqua. Di frequente le mie pinne si aggrovigliano con la sagola del pallone segnasub, ma non c’è soluzione diversa quindi mi adeguo. 
Controllo l’orario sui dati di scatto del display della fotocamera, non avendo più un orologio subacqueo funzionante (prossimo acquisto o regalo …. arriva tra poco il mio compleanno) e mi accorgo che è ora di rientrare verso terra. Lungo la scogliera incontro una coppia di seppie mimetizzate sulla roccia, scatto subito ma ho i flash spenti perchè stavo eseguendo degli scatti in luce ambiente … mi allontano un poco per non disturbarle, riaccendo prontamente i flash e torno alla carica ma delle seppie non v’è più traccia. Provo a guardare con attenzione per qualche minuto poi, richiamato dall’orario limite delle 8 che mi ero imposto per tornare a casa in tempo per iniziare a lavorare, mi avvicino alla banchina passando all’interno delle scogliere frangiflutti, nei cui pressi c’è sul fondo una stella pentagono, scartata e ributtata in mare dai pescatori che l’hanno “catturata” con le reti. L’ultimo scatto e via, prima delle 8 inizio il rientro alla base. Risalgo agevolmente la scaletta di pietra, saluto alcuni dei miei amici storici della marina, Raffaele, Michele o’ Puledrone con suo figlio, mi svesto esistemo tutto il materiale sullo scooter, a casa il tempo di una doccia veloce e sono pronto per iniziare la mia giornata!

25 Banco di Santa Croce con Bikini Diving

Da settimane desideravo andare a fare immersione al Banco di Santa Croce. Per vari motivi, soprattutto metereologici non mi è stato  possibile e fino a questa mattina alle 730 la mia uscita era ancora in forse. Fortunatamente il cielo limpido ed il mare calmo nonostante le previsioni, mi ha consentito di incamminarmi verso il porto di Marina di Stabia dove ha sede in Bikini Diving. Mi sono mosso da casa in leggero ritardo rispetto al previsto ma le incombenze familiari (spesa in pescheria per il pranzo) mi imponeva di svolgerle di primo mattino. Alle 830 sono in auto e, mio malgrado, arrivo alle 910 in banchina, con 10 minuti di ritardo rispetto all’idea che avevo in mente per il mio arrivo lì, ma in tempo per l’appuntamento in gommone alle 930 per l’uscita.
Sono velocissimo a preparare la fotocamera e a vestirmi, approfittando di non dover salutare calorosamente, come avrei fatto, Giulia, Pasquale ed i ragazzi del diving, ma solo abbozzando un saluto a distanza di sicurezza Covid-19. Sono così svelto da essere pronto prima di tutti, avviandomi per primo al gommone che è ormeggiato in banchina. 
Appena sono pronti tutti i sub, partiamo alla volta del punto d’immersione, sul gommone ci sono due rebreather ed immagino già l’attesa che dovremo fare in barca per aspettarli per la decompressione.
Mi immergo in un’acqua bianco-verdognola, veramente pessima, come da tempo non vedevo. Sperando nell’abituale miglioramento sul fondo, vengo smentito … è terribile anche a 35 metri dove ci sono le gorgonie rosse. Inizio a scattare ma non riesco a capire perchè sulla sinista c’è poca luce … poi mi rendo conto che il flash è settato per la connessione via cavo e non fibra … perdo alcuni scatti ma non è un problema. Proseguo il mio giro vedendo alcuni scorfani e tante cernie.
Una di esse è immobile sul fondo, poco davanti a me, io sono intento a fotografare le margherite di mare e le mi mostra la coda. Solo quando faccio il giro per fotografarla, mi accorgo che è impegnata in  una seduta odontoiatrica, con un gamberetto Lysmata seticaudata che è all’interno della sua bocca. Confesso di aver perso l’occasione ma le fauci appena appena aperte non mi lasciavano intendere la preziosità del momento. 


Proseguo il giro fino ad accumulare 12 minuti di decompressione, mio malgrado sono costretto a guadagnare la gomena ed iniziare la sosta di sicurezza. Dopo poco arrivano anche i componenti del secondo gommone del diving, uscito insieme a noi dal porto e vengo inondato di bollicine fin quando scatta la “Deco Clear” sul mio computer subacqueo.
Risalgo a bordo per primo e sistemo la mia attrezzatura al sicuro, c’è un piacevolissimo sole ed in barca si sta benissimo per i successivi 40 minuti di attesa dei due sub impegnati nella lunga desaturazione.
La temperatura cambia repentinamente quando ci mettiamo in moto per tornare alla base, il vento è freddo e la temperatura diventa improvvisamente gelida, anche a causa delle nuvole che nel frattempo sono arrivate a sovrastare la città di Castellammare di Stabia. 
Sono velocissimo anche nella svestizione e alle 13 sono in auto. Impiego oltre un’ora per raggiungere casa a causa dell’intenso traffico di auto e persone che si trova sul lungomare, incuranti delle raccomandazioni utili ad evitare il contagio: passeggiano in gruppi numerosi in riva al mare. Al mio arrivo a casa poi sono costretto ad evitare l’ascensore, caricandomi tutto il materiale per le scale … a causa della fobia da coronavirus, visto che è appena rientrato da Milano, il figlio della mia vicina di casa … la prudenza non è mai troppa!

2° Stage Apnea Academy – Umberto Pelizzari

Questa mattina ho trascorso tutta la mattinata per seguire e fotografare lo stage di apnea tenuto da Umberto Pelizzari presso la Piscina Ulysse di Sorrento. L’evento, organizzato dal mio caro amico Gianmarco Giordano, istruttore Apnea Academy, ha visto partecipare un grande numero di apneisti, tra i quali i miei amici Gianluigi, Massimiliano, Giancarlo, Fabio e Raffaele.
Avendo avuto un problema ad un orecchio durante il mio ultimo viaggio alle Maldive, ho evitato di mettere la testa sott’acqua, ed ovviamente non ho potuto scattare come avrei voluto, anche se era comunque difficile essere in acqua vicino agli atleti senza disturbarli nelle loro sessioni d’apnea statica. Ecco il resoconto fotografico della giornata.