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Spiaggia San Francesco in Apnea

Stamattina sono tornato di nuovo in acqua; stessa procedura, con sveglia addirittura anticipata alle 5:15 per incontrarmi con il mio amico Antonino Maresca  alle 5:45 al porto di Sorrento. La borsa sub era già pronta mentre ho dovuto sistemare la fotocamera in gran fretta, evitando di far troppo trambusto in casa per non svegliare i miei familiari.

Raggiungo il porto e scarico l’attrezzatura dallo scooter, in quell’istante mi sento chiamare dal mio amico che è pronto a scendere in acqua. Scatto una foto ricordo con lui e inizio a vestirmi mentre lui va a fare il suo giro in mare. 
Il cielo è nuvoloso e l’acqua incredibilmente torbida, di un verde scuro e piena di sospensione, l’effetto lockdown sembra già essere completamente svanito dopo tre giorni di ripresa delle attività antropiche. Mi accorgo solo in acqua di aver mal sistemato la fotocamera nello scafandro, deve esserci qualcosa che tocca qualche pulsante ed ha bloccato le funzioni della fotocamera, non consentendomi di variare  nessun parametro della fotocamera, impostata su 1/80 f:11 iso 400. Funziona solo l’autofocus e lo scatto, non posso nemmeno rivedere le foto scattate, se non nell’istante nel quale le ho scattate. Inizio il mio giro dirigendomi all’esterno delle scogliere fino ad arrivare quasi alla Marina Grande, mi fermo infatti sotto Villa Tritone ed inizio il rientro, con i gabbiani che si scagliano urlanti verso di me per allontanarmi dai loro nidi che si trovano  tra le insenature della roccia. Mi fermo presso le rovine della villa romana di Agrippa e ritorno indietro passando all’interno delle scogliere frangiflutti. Qui dove l’acqua è leggermente più limpida, incontro alcuni nuotatori che hanno iniziato gli allenamenti in mare, non potendo nuotare ancora nelle piscine, ancora chiuse causa Covid-19. Proprio quando sono prossimo al rientro a terra vedo galleggiare un guanto in lattice a pelo d’acqua, più in là ce n’è un altro sul fondo; avviso uno dei ragazzi che li recupera prontamente. A pelo d’acqua, c’è anche una mascherina che galleggia nei pressi del bagnasciuga. La raccolgo e inizio a svestirmi, nel frattempo sopraggiunge anche il mio amico Antonino che ha terminato la sua passeggiata. Lo saluto e me ne rientro a casa per iniziare a lavorare in perfetto orario per le 8:30, come da programma. 

 

Marina Grande in Apnea

Ho letto e riletto mille volte il documento di chiarimento n.25 del 4 maggio 2020 redatto dal Presidente della Regione Campania Vincenzo de Luca fino a tardissima sera … l’attività sportiva individuale di tipo amatoriale  può essere svolta dalle ore 6 alle 8:30 … la mia interpretazione è stata poi supportata dai messaggi dei miei amici pescasub che sono già andati in acqua di mattina. Nel dubbio ho provveduto ad assemblare la mia Nauticam NA-D850 con il superdome ed il Sigma 15 mm, dopo una controllata alle batterie dei flash ONEUW, decido di portarli comunque anche se non perfettamente carichi. Vado a dormire sul divano per non svegliare mia moglie e alle 5:30 di questa mattina sono saltato di scatto dal divano pronto per iniziare la giornata!
Ingurgito al volo un boccone, mi vesto e monto sullo scooter con direzione Marina Grande di Sorrento. La strada è semideserta e raggiungo il porticciolo dove una barca sta scaricando da bordo le reti sulla banchina. Sistemo lo scooter e mi vesto, sono passate da poco le 6 quando mi tuffo con la muta stagna in neoprene, ma ovviamente in apnea, essendo al momento vietate le immersioni subacquee dal decreto ministeriale. La sensazione di tornare in acqua è bellissima ed allo stesso tempo strana, sono leggermente “positivo” in acqua nonostante i tanti kg di piombi e le pinne che uso non sono adatte a nuotare per lunghi tratti, ma devo fare di necessità virtù. L’acqua è pulita ma non cristallina come mi aspettavo, inizio ad avanzare partendo dalla banchina di pietra e me ne vado in giro tra le boe fino ad arrivare nei pressi del ristorante Delfino.  
Al mio passaggio le castagnole iniziano ad inabissarsi, mentre pochi attimi prima erano quasi a pelo d’acqua. Nei pressi di una delle boe all’improvviso vedo alcuni pesci balestra. Prendo fiato e tento la discesa per raggiungerli a circa 5 metri di profondità, ma non riesco nemmeno a scendere di un metro, per cui desisto subito. Anche la fotocamera con il grande oblò ed i bracci galleggianti è leggermente positiva in acqua, è impensabile immergersi, così mi dedico esclusivamente a scatti in superficie e a mezz’acqua. Di frequente le mie pinne si aggrovigliano con la sagola del pallone segnasub, ma non c’è soluzione diversa quindi mi adeguo. 
Controllo l’orario sui dati di scatto del display della fotocamera, non avendo più un orologio subacqueo funzionante (prossimo acquisto o regalo …. arriva tra poco il mio compleanno) e mi accorgo che è ora di rientrare verso terra. Lungo la scogliera incontro una coppia di seppie mimetizzate sulla roccia, scatto subito ma ho i flash spenti perchè stavo eseguendo degli scatti in luce ambiente … mi allontano un poco per non disturbarle, riaccendo prontamente i flash e torno alla carica ma delle seppie non v’è più traccia. Provo a guardare con attenzione per qualche minuto poi, richiamato dall’orario limite delle 8 che mi ero imposto per tornare a casa in tempo per iniziare a lavorare, mi avvicino alla banchina passando all’interno delle scogliere frangiflutti, nei cui pressi c’è sul fondo una stella pentagono, scartata e ributtata in mare dai pescatori che l’hanno “catturata” con le reti. L’ultimo scatto e via, prima delle 8 inizio il rientro alla base. Risalgo agevolmente la scaletta di pietra, saluto alcuni dei miei amici storici della marina, Raffaele, Michele o’ Puledrone con suo figlio, mi svesto esistemo tutto il materiale sullo scooter, a casa il tempo di una doccia veloce e sono pronto per iniziare la mia giornata!

25 Banco di Santa Croce con Bikini Diving

Da settimane desideravo andare a fare immersione al Banco di Santa Croce. Per vari motivi, soprattutto metereologici non mi è stato  possibile e fino a questa mattina alle 730 la mia uscita era ancora in forse. Fortunatamente il cielo limpido ed il mare calmo nonostante le previsioni, mi ha consentito di incamminarmi verso il porto di Marina di Stabia dove ha sede in Bikini Diving. Mi sono mosso da casa in leggero ritardo rispetto al previsto ma le incombenze familiari (spesa in pescheria per il pranzo) mi imponeva di svolgerle di primo mattino. Alle 830 sono in auto e, mio malgrado, arrivo alle 910 in banchina, con 10 minuti di ritardo rispetto all’idea che avevo in mente per il mio arrivo lì, ma in tempo per l’appuntamento in gommone alle 930 per l’uscita.
Sono velocissimo a preparare la fotocamera e a vestirmi, approfittando di non dover salutare calorosamente, come avrei fatto, Giulia, Pasquale ed i ragazzi del diving, ma solo abbozzando un saluto a distanza di sicurezza Covid-19. Sono così svelto da essere pronto prima di tutti, avviandomi per primo al gommone che è ormeggiato in banchina. 
Appena sono pronti tutti i sub, partiamo alla volta del punto d’immersione, sul gommone ci sono due rebreather ed immagino già l’attesa che dovremo fare in barca per aspettarli per la decompressione.
Mi immergo in un’acqua bianco-verdognola, veramente pessima, come da tempo non vedevo. Sperando nell’abituale miglioramento sul fondo, vengo smentito … è terribile anche a 35 metri dove ci sono le gorgonie rosse. Inizio a scattare ma non riesco a capire perchè sulla sinista c’è poca luce … poi mi rendo conto che il flash è settato per la connessione via cavo e non fibra … perdo alcuni scatti ma non è un problema. Proseguo il mio giro vedendo alcuni scorfani e tante cernie.
Una di esse è immobile sul fondo, poco davanti a me, io sono intento a fotografare le margherite di mare e le mi mostra la coda. Solo quando faccio il giro per fotografarla, mi accorgo che è impegnata in  una seduta odontoiatrica, con un gamberetto Lysmata seticaudata che è all’interno della sua bocca. Confesso di aver perso l’occasione ma le fauci appena appena aperte non mi lasciavano intendere la preziosità del momento. 


Proseguo il giro fino ad accumulare 12 minuti di decompressione, mio malgrado sono costretto a guadagnare la gomena ed iniziare la sosta di sicurezza. Dopo poco arrivano anche i componenti del secondo gommone del diving, uscito insieme a noi dal porto e vengo inondato di bollicine fin quando scatta la “Deco Clear” sul mio computer subacqueo.
Risalgo a bordo per primo e sistemo la mia attrezzatura al sicuro, c’è un piacevolissimo sole ed in barca si sta benissimo per i successivi 40 minuti di attesa dei due sub impegnati nella lunga desaturazione.
La temperatura cambia repentinamente quando ci mettiamo in moto per tornare alla base, il vento è freddo e la temperatura diventa improvvisamente gelida, anche a causa delle nuvole che nel frattempo sono arrivate a sovrastare la città di Castellammare di Stabia. 
Sono velocissimo anche nella svestizione e alle 13 sono in auto. Impiego oltre un’ora per raggiungere casa a causa dell’intenso traffico di auto e persone che si trova sul lungomare, incuranti delle raccomandazioni utili ad evitare il contagio: passeggiano in gruppi numerosi in riva al mare. Al mio arrivo a casa poi sono costretto ad evitare l’ascensore, caricandomi tutto il materiale per le scale … a causa della fobia da coronavirus, visto che è appena rientrato da Milano, il figlio della mia vicina di casa … la prudenza non è mai troppa!

2° Stage Apnea Academy – Umberto Pelizzari

Questa mattina ho trascorso tutta la mattinata per seguire e fotografare lo stage di apnea tenuto da Umberto Pelizzari presso la Piscina Ulysse di Sorrento. L’evento, organizzato dal mio caro amico Gianmarco Giordano, istruttore Apnea Academy, ha visto partecipare un grande numero di apneisti, tra i quali i miei amici Gianluigi, Massimiliano, Giancarlo, Fabio e Raffaele.
Avendo avuto un problema ad un orecchio durante il mio ultimo viaggio alle Maldive, ho evitato di mettere la testa sott’acqua, ed ovviamente non ho potuto scattare come avrei voluto, anche se era comunque difficile essere in acqua vicino agli atleti senza disturbarli nelle loro sessioni d’apnea statica. Ecco il resoconto fotografico della giornata.

13 Maamigili Beyru

Alle 1030 ci riuniamo in salone per un breve briefing e le regole d’ingaggio in caso di incontro dello squalo balena.  L’equipaggio ci avvisa che è stato avvistato uno squalo e ci sono le altre barche … Ci prepariamo per effettuare prima lo snorkeling ed eventualmente l’immersione, qualora fosse possibile. Saliamo tutti sul dhoni e dopo un poco di navigazione arriviamo sul punto dove ci sono decine di barche, mentre Teseo ci invita a prepararci per lo snorkeling, BigAli urla più volte: DIVING DIVING! Teseo chiede spiegazioni, non ne riceve … DIVING DIVING!

 

Cominciamo a vestirci completamente ed io rimonto i due flash sullo scafandro che avevo smontato in vista dello snorkeling, al segnale ci tuffiamo … a circa trenta metri da noi ci sono centinaia di snorkelisti che nuotano verso di noi …
Saltati in acqua al segnale di via, iniziamo a nuotare verso i subacquei in apnea …. dal blu si comincia a vedere la silouette dello squalo balena, che viaggia placidamente nella nostra direzione. Lo vedo sfilare davanti a me, mi abbasso per fotografrlo in controluce, mentre è attorniato da un folto numero di sub. Mi sopravanza completamente, arrivo all’altezza della coda, scatto poche immagini perché sono emozionato. Nella mia mente c’è l’idea di passare dall’altro lato per fotografarlo a favore di luce dall’alto …
Purtroppo la mia scelta non è vincente, anche perché il pinnuto decide di inabissarsi per “seminare” la folla di curiosi.

L’incontro è stato bellissimo e sono felice, l’immersione prosegue con Marco, Giulia e Walter sul reef abbastanza povero che c’è qui, ma si trova comunque qualche spunto fotografico, come una bella tartaruga e un’anemone viola con i suoi pagliacci.

Terminiamo l’immersione e rientriamo alla base per il pranzo. Oggi è festa grande, perché almeno noi sub della barca abbiamo visto il whaleshark. Pranziamo mentre traversiamo verso atollo di Felidhoo (Vaavu), ci aspettano tre ore di navigazione prima di un nuovo tuffo pomeridiano … si va a riposare un poco!

 

11 Moofushi Corner

Alle 14.30 si torna in acqua. Dopo un lungo tratto di nuoto per arrivare alla stazione di pulizia, c’è meno gente e ci sono 4 mante, riusciamo a restare più a lungo e riesco a scattare anche qualche immagine usando il ritaglio DX, perché le mante sono comunque lontane.

Rientriamo in barca, e vado a fare la doccia e barba, dopo lo spuntino, nonché a smontare la fotocamera per ricaricare le batterie e scaricare le foto sull’hard disk esterno. 

Al mio ritorno in coperta, c’è un temporale in atto che mette a rischio il prosieguo della serata. Alle 18.30 il meteo è migliorato leggermente ma è ancora nuvoloso e ci sono grandi probabilità che torni a piovere forte. Ci riuniamo al suono della campanella e si decide di rischiare comunque, anche se non sarà possibile per l’equipaggio, preparare il tavolo e le sedie scavando nella sabbia. Utilizzeremo dei teli mare per sedersi ma andiamo lo stesso, appena scendono le tenebre. La serata è spartana ma divertente, si mangia e si beve alla grande, al rientro salto sulla prima barca e con i ragazzi maldiviani che faticano a riprendere il mare a causa delle onde formate dal vento forte e caldo.

 

Vado in cabina e mi cambio essendo tutto bagnato, prendo la fotocamera ed inizio a cancellare dalla memory card tutte le foto tranne quelle buone (che invece ho protetto e mantenudo sulla card) dopo averle ovviamente scaricate sull’HD esterno. Mi dilungo nell’operazione e sono sul punto di capitolare, stanco a sufficienza dopo la giornata odierna ma si sente la musica e le risate arrivare dal deck superiore … La festa continua fino alla mezzanotte al bar con “Pepe” che offre margarita e shottini di cubalibre a gogo per tutta la brigata.   

 

10 Moofushi Corner

Alle 10.30 c’è un nuovo briefing per il Manta Point. Qui effettueremo due tuffi, adesso e nel primissimo pomeriggio alle ore 14.30. Si tratta di un sito famoso di pulizia per le mante …  e ci sono tantissime barche.

Dopo un breve tragitto in corrente, dove vediamo due trigoni sulla sabbia, raggiungiamo il manta point. Ci sono tantissimi sub cinesi vestiti in modo assurdo, ma ci sono anche due mante alla stazione di pulizia, attorniate dai #pescigggialli. Questa volta in acqua sono con Roman, insieme a Marco, Giulia e Walter. Mentre aspettiamo oltre 25 minuti a 20 metri, arrivano altre due mante che girano sulla stazione. Sono così concentrato a scattare, anche se le mante sono molto lontane che non mi accorgo che i miei amici sono andati via. Come concordato, mi guardo intorno, sono trascorsi 40 minuti dall’inizio del tuffo e trascorso un ulteriore minuto senza vedere il mio gruppo, abbandono la scena lanciando la boa di segnalazione in superficie. Dopo poco però vedo arrivare di nuovo i miei compagni alla cleaning station ma ormai è troppo tardi, li osservo mentre eseguo la sosta di sicurezza, Roman mi viene incontro e termina con me il tuffo. Chiamiamo i marinai del dhoni per farci venire a prendere.

 

Torniamo in barca per il pranzo, anche oggi il gelato. Riposino poi alle 1430 in acqua di nuovo, abbiamo anticipato perché stasera c’è la serata barbecue sulla spiaggia.

9 Himandhoo Thila

La sveglia suona alle 630, rapido spuntino e siamo in barca. Ho  lasciato montato il superdome sulla Nauticam NA-D850, alle ore 7 siamo già in acqua.

Veniamo trasportati dalla forte corrente per un lungo tratto finchè Alessio ci fa deviare sotto una balza rocciosa dove inizia un canyon pieno di soft corals. Il reef è bellissimo e colorato, si vedono in lontananza le aquile di mare e qualche squalo pinna bianca. Raggiungiamo alcuni pinnacoli rocciosi coperti di alcionari rosa. L’aria nelle bombole è poca e non possiamo rimanere a lungo, ma riesco a scattare alcune foto ad Olga che con i suoi fari viene fuori tra le gorgonie sotto un arco roccioso.