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DPG – Photographer of the Week – Marco Gargiulo

In questa giornata particolarmente triste per tutti, una piacevolissima “sorpresa” da uno dei più importanti siti web che si occupano di fotografia subacquea.
 
DPG – Photographer of the Week:  Marco Gargiulo
 
Un grande ringraziamento va a Daniel Norwood & divephotoguide.com, ma soprattutto ai miei familiari e partner logistici/tecnici (Punta Campanella Diving Center, Nauticam Italia, Fotosub-Shop, OneUW), senza i quali il mio hobby non potrebbe regalarmi queste soddisfazioni.
 
Queste immagini sono solo screenshot dal sito web divephotoguide.com
 
qui sotto trovate le foto a risoluzione migliore seguendo il link 
 
 

#48 Vervece

La domenica mattina ho sempre un’incombenza domestica … passare in pescheria a fare la spesa … quando è prevista un’immersione non resta che anticiparsi un pochino … alle 7:45 sono dal mio amico Antonio “Formaggino” per la scelta ittica, ma ovviamente ho già provveduto a richiudere lo scafandro Nauticam NA-D850 con all’interno il Nikon 13 mm modificato, abbinato ai potenti flash OneUW 160X.

Cavalco immediatamente il mio scooter e alle 8:30 sono al Punta Campanella Diving come da appuntamento. Anche oggi c’è un gran “movimento”, lo staff è al completo perché è prevista l’uscita con entrambe le imbarcazioni. Fabio inizia la sua lezione “snorkeling”  per un gruppo di clienti stranieri e con Gianluigi alla guida di “Berta” si dirigerà a Punta Campanella, noi subacquei siamo su “Marangone” e siamo diretti al Vervece. Lisa intanto completa la lezione  teorica per il corso Advanced con Felicienne. Quando siamo tutti pronti, alle 9:30 circa, usciamo dal porto, con Vittoria ed Andrea che guideranno il gruppo di sub stranieri ai quali si aggiungono anche Manuel e Veronica. Non avendo l’obiettivo adatto per scattare il mio selfie pre-immersione, approfitto dell’iPhone di Veronica per scattarne qualcuno!

Oggi l’acqua sembra più limpida e non abbiamo difficoltà a trovare la boa sommersa a cui ormeggiare il gommone. C’è una leggera onda in superficie, causata dal traffico nautico domenicale.  Mi immergo subito con Salvatore ed andiamo verso le gorgonie rosse. Vediamo una grande cernia bruna e tanti altri esemplari di piccole dimensioni, si vede anche un dentice e qualche orata. Non ci sono i barracuda, probabilmente dislocati più al largo. Verso il termine dell’immersione raggiungo lo scoglione che indica la strada per il Viale delle Gorgonie gialle, qui ci sono alcune piccole cernie. Termino la mia passeggiata nei pressi della statua della Madonna. Quando risaliamo a bordo c’è ancora tanta onda ed è difficoltoso per i clienti risalire a bordo. Torniamo rapidamente al diving e dopo aver lavato tutto, alle 11:45 sono sullo scooter in direzione di casa.

Ho il tempo di riposarmi un pochino, dopo aver smontato la fotocamera e scaricato le foto sull’iMac prima di andare a  pranzo. Appena terminato me ne vado al mare con la famiglia ai Bagni Salvatore di Sorrento. Qui approfitto per guardare la partenza del GP d’Olanda di F1 con mia figlia Lorenza, ma essendo particolarmente soporifero, in assenza di sorpassi e sussulti, decido di andare a stendermi all’ombra  per dormire un pò, lasciandola ad osservare i piloti girare sul tracciato. Quando mi risveglio, la classifica è immutata e quindi riprendo a seguire la corsa senza praticamente aver perso nulla! Vince Max Verstappen, idolo di casa, che manda in visibilio i suoi tifosi “Orange”. 

Restiamo al mare fino alle 17:30 quando ahimè siamo costretti ad andare via a causa di un incombente temporale. Il cielo ad Est è scurissimo ed il fronte nuvoloso si annuncia con saette e tuoni. Tutti si mobilitano rapidamente per abbandonare la spiaggia, noi facciamo come loro e raggiungiamo ben presto casa. In realtà è stato solo un bluff, sono cadute solo poche gocce di pioggia, il vento deve aver spinto le nuvole al largo nel golfo e non ha portato nessuna conseguenza. No Problem, ci siamo divertiti ugualmente!

 

#47 Puolo

Adesso la giornata è bellissima ed anche il mare qui a Puolo è calmo. Dopo aver sostituito le bombole vuote con quelle cariche, siamo pronti a tornare in acqua poco dopo mezzogiorno. 

Scendo subito lungo la parete rocciosa seguito da Salvatore. Arriviamo fino alla punta del promontorio, anche qui l’acqua è limpida ed è piacevole apprezzare dall’alto il degradare del fondo, quel fondale che tante volte abbiamo sorvolato durante le immersioni notturne. Entro anche nella prima parte del grottino ma senza spingermi all’interno, non avendo i fari con me, prestati a Gianluigi per le sue video-riprese. Noto con grande piacere che ci sono molte piccole cernie, spero solo che le lascino crescere indisturbate per arrivare anch’esse a riprodursi. Lungo la parete trovo anche delle ossa di un volatile, probabilmente un gabbiano morto; erano in una buca e le ho tirate fuori per fotografarle. Probabilmente un polpo ne avrà consumato i resti portandoselo nella sua tana.  

Mentre ritorno al gommone, incontro Lisa con Felicienne che è intenta ad effettuare l’esercizio di condivisione dell’aria in assetto.  Raggiungo l’ancora e mi fermo a guardare le triglie ed i saraghi cercare qualcosa da  mangiare tra la sabbia smossa dalla stessa. Alla fine dell’immersione, quando sono già a bordo e svestito, mi segnalano la presenza di alcune meduse Cassiopea con i pesciolini simbionti. E’ troppo tardi, stiamo per salpare l’ancora ed andare via.

Al diving effettuo il rituale lavaggio delle attrezzature, saluto tutti e prendo appuntamento per l’indomani. Alle 14:30 sono a casa, provvedo a scaricare e ricaricare i flash, mangio qualcosina lasciatomi da mia moglie che nel frattempo è andata al mare con le ragazze e mi metto sul divano a guardare le qualifiche del GP d’Olanda di F1. Trascorro il resto del pomeriggio sempre incollato alla TV guardando la quinta serie de La Casa di Carta, in attesa del rientro delle mie amate donne. 

 

 

#46 Mitigliano

Oggi le condizioni meteo-marine sono proprio brutte, il cielo è nuvoloso e ieri sera c’è stata una tempesta di vento, con annesso allerta meteo per lo scirocco fortissimo.

Indosso il Kway, prendo lo scooter e vado a Marina della Lobra dove arrivo intorno alle 8. I ragazzi sono alle prese con le pulizie domestiche  e stanno asciugando e disinfettando i tavolini del diving.  Ben presto sopraggiungono Gianluigi e Rosy che hanno effettuato un pick-up da Sorrento ad alcuni clienti americani. 
Mentre Fabio inizia la sua lezione di snorkeling, Lisa provvede a spiegare la lezione odierna a Felicienne per il corso Advanced, mentre suo padre Salvatore è per la prima volta in acqua con la sua fotocamera.

E’ prevista una doppia immersione a Punta Campanella e Scoglio Penna, ma quando arriviamo sul posto,  doppiato il promontorio di Punta Campanella, ci sono onde alte e non è possibile proseguire. Ripieghiamo verso Mitigliano dove le condizioni del mare sono decisamente più favorevoli.
Mi tuffo da solo sulla punta, inizialmente mi dirigo sugli scogli più a Est e dopo un lungo giro, raggiungo lo “scalone” che protegge i tubi della condotta idrica di Capri.

L’acqua è limpida e la passeggiata è particolarmente piacevole. Non m’incontro con Salvatore, mentre raggiungo Lisa ed i suoi compagni, poco prima che “spari” il pedagno verso la superficie.  Gianluigi nel frattempo è andato a girare alcune scene video in grotta e viene recuperato nei pressi dello Scoglio della Castagna. Insieme a lui c’è anche Fabio con gli snorkelisti così come Andrea con i clienti che hanno effettuato il “Discovery”. Risaliamo a bordo ed iniziamo la navigazione verso la Cala di Puolo dove effettueremo la seconda immersione.

Mentre navighiamo velocemente verso la meta, Fabio di lontano avvista qualcosa muoversi sulla superficie dell’acqua … lo spettacolo è magnifico … una quindicina di delfini nuota tra le onde create da una veloce imbarcazione che sfreccia in direzione opposta alla nostra; immediatamente rallentiamo ed iniziamo a seguirli, mentre siamo all’altezza dello Scoglio del Vervece. Li osserviamo per qualche minuto saltare tra le onde, ma anche mostrarsi in evoluzioni e capriole al nostro cospetto, prima di proseguire la loro traversata verso il Golfo di Salerno.

Siamo tutti eccitati dall’incontro e, durante le operazioni di cambio delle bombole, a bordo non si parla d’altro. Nel frattempo è anche migliorato il meteo ed è comparso un bel sole caldo tra le nuvole. 

#45 Puolo con Arturo – Immersione Notturna

Il cielo è limpido sul Golfo di Napoli,  grazie al vento teso di Maestrale che soffia da stamattina. Mentre ritorno verso casa in autostrada si vedono distintamente tutte le isole del golfo. Rientro e disbrigo alcune incombenze lavorative al computer, poi finalmente posso rilassarmi un poco. Ho sentito mio fratello su whatsapp ed abbiamo concordato un appuntamento per la serata, avrei preferito domani, ma lui non era disponibile. 
Prendo lo scafandro e ricontrollo il sensore anti-allagamento e rimonto all’interno del suo scafandro la Nikon D850, lasciando montato ancora una volta il 60 mm.

L’appuntamento è per le 19:30 sotto casa dei nostri genitori; Arturo arriva puntuale, carichiamo tutto nell’auto ed andiamo a Cala di Puolo. Parcheggiamo l’auto ma oggi abbiamo fatto troppo presto, il sole non è ancora tramontato. Ci vestiamo lentamente chiacchierando delle ultime news di calciomercato e della F1, la nostra comune passione oltre alla fotosub. 

Alle 20:30 siamo pronti ad entrare in acqua. C’è una leggerissima risacca ma l’acqua è abbastanza pulita. In superficie la temperatura è 25°C mentre sotto, sui -30 metri è 19°C e molto più limpida.

Ci sono tantissime piccole boghe, menole e zerri sul fondo, anche qualche bella triglia. Sul sabbione incontro una sogliola occhiuta Microchirus ocellatus, poi un piccolo polpo, più avanti un secondo esemplare di sogliola occhiuta ed uno scorfano. Cambiamo direzione andando verso la parte più ciottolosa che porta verso la parete verticale.

Anche stasera vediamo un grande vermocane Hermodice carunculata, ma anche una bella tanuta Spondyliosoma cantharus che mettiamo “in mezzo” alle nostre lampade e resta abbagliata per qualche secondo, prima di fuggire via. Siamo ormai sulla parete rocciosa e tra le foglie di Posidonia oceanica osserviamo due esemplari di Syngnathus acus. Osservando con attenzione in ogni angolo roccioso si scorgono tantissimi organismi, anche un piccolo umbracolo giallo. 

Il computer subacqueo mi segnala 4 minuti di decompressione, mi sollevo così dal fondale di circa -15 metri verso la batimetria dei  6/7 metri per “scaricare” l’azoto; qui ci sono tanti piccoli saraghi, occhiate, latterini ed altri due piccoli polpi che fanno capolino dalle loro tane.

Mentre ritorno verso la spiaggia, seguito da mio fratello che nel frattempo mi ha raggiunto a bassa profondità, incontro una “lumaca” Platydoris argo, tutt’altro lenta come una lumaca! Ben presto mi sfugge nascondendosi tra le pietre.

Negli ultimi minuti d’immersione, con la leggera risacca che si apprezza a così basso fondale, incontro due Parablennius gattorugine o Bavosa Ruggine che sono probabilmente una coppia. Scatto un paio di foto ma presto, la più piccola fugge via spaventata.  

Usciamo dall’acqua alle 22. Mi tolgo le bombole e vado a spogliarmi nei pressi dell’automobile; appena cambiato prendo l’auto e la sposto nei pressi della scaletta di pietra. Aiuto mio fratello a sistemare l’attrezzatura e dopo aver completato lo smontaggio, portiamo tutto all’interno.

Anche stasera ci siamo divertiti, ce ne torniamo felici e soddisfatti. Lo riporto a casa dopo aver effettuato il lungo giro della città per superare l’isola pedonale. Approfittiamo per fermarci lungo il percorso a posare le bombole in garage e portare già a casa mia la fotocamera ed il borsone sub.

Arrivati in Piazza Sant’Antonino stasera non troviamo il vigile urbano, quindi non possiamo chiedere a nessuno la cortesia di passare e ovviamente non lo facciamo. Fortunatamente mio nipote Enrico, allertato telefonicamente da Arturo,  è disponibile ad aiutare suo padre a trasportare il tutto.

Li saluto e rifaccio il giro per andare a casa, non ho problemi a trovare il parcheggio e quindi salgo subito. L’attrezzatura è già fuori del balconcino, aspetta di essere lavata. Eseguo l’operazione ormai abbastanza velocemente e ben presto sono seduto a tavola per la cena.   Mi attende l’ultimo step per concludere la serata … una  bella  doccia calda e poi posso andare a nanna alle 23:30! 

(p.s. il sistema vacuum ha funzionato perfettamente) 

#44 Vervece con Davide e Monica

Un violento temporale mi sveglia alle 5:30. Mi alzo dal letto e vado a chiudere le finestre e metto al sicuro gli asciugamani del mare che erano stesi ad asciugare. Vado a dormire di nuovo ma alle 6 squilla il telefono di casa … riconosco il numero,  è una zia di mia moglie che mi tiene trenta minuti al telefono per un consulto “medico”. Ovviamente non riesco a prender sonno, mi metto a giocare con l’iPad sul divano fino alle 7:45 ma poi mi alzo per preparare la fotocamera lasciando montato il Nikon 60 mm, non essendo sicuro di poter uscire con il diving,  ma non metto lo scafandro sotto pressione, lo farò solo se necessario.

Oggi è in arrivo dalla Puglia il mio amico Mimmo Tritto con i suoi amici baresi ed io vorrei provare ad uscire in barca con loro. Indosso il Kway e salgo sullo scooter, sono le 8 e mi fermo un attimo in farmacia per prendere la terapia farmacologica consigliata dal medico alla zia. La chiamo al telefono mentre sono con il farmacista e lei mi dice che ha già risolto diversamente! Grrr, ma va bene così, perderò meno tempo per arrivare a destinazione.

La strada per Massa Lubrense è bagnata e c’è del terreno e pietrisco sulla sede stradale, devo prestare attenzione. Arrivo al Punta Campanella Diving per capire se c’è la possibilità di uscire in mare e se riesco ad andare con i miei amici. Mimmo Tritto è  in ritardo sulla tabella di marcia, non c’è posto sul loro gommone per me ed inoltre  è previsto un doppio tuffo. Non avendo la possibilità di rimanere a lungo ed essendo le condizioni del mare poco favorevoli ad una mia lunga permanenza in barca, a malincuore decido di uscire subito con direzione Scoglio del Vervece, senza poter incontrare i miei amici baresi. Con me in barca ci sono ancora Davide e Monica, da quindici giorni qui in vacanza e sono contento di tornare in acqua con loro.

Prendo lo scafandro e lo chiudo, ma il sistema vacuum oggi fa i capricci, devo aver bagnato il sensore con qualche goccia d’acqua l’altra sera quando ho aperto lo scafandro dopo l’immersione notturna ed i contatti sembrano ossidati. Inizio a pulirli e dopo svariati tentativi, sembra essere tutto ok, con la luce verde che si accende sul retro dello scafandro, dopo aver creato il vuoto all’interno.

Usciamo dal porto con “Berta” alle 9, c’è un’onda lunga che frange sulla costa. Navighiamo lentamente verso lo scoglio e già inizio ad avere qualche fastidio … arrivati allo scoglio l’acqua è bianca, Stefano si tuffa per ormeggiare alla boa ma non la trova. Nel frattempo, mi vesto e appena possibile scendo in acqua.  Dopo i primi 10 metri con visibilità pessima, migliora sensibilmente. L’acqua è anche più fredda, circa 18°C.

Vedo in lontananza alcune cernie brune, un dentice e tanti saraghi pizzuti. Mi fermo a fotografare gli Anthias anthias a -35 metri, poi incontro una grande musdea. Scatto la prima foto mentre mi avvicino lentamente e … improvvisamente si accende la luce-spia rossa. Mi allarmo ed inizio la risalita ma mentre inizio a nuotare verso la superficie la luce torna verde! Ho già accumulato qualche minuto di decompressione e quindi non posso risalire subito. La spia torna rossa poi di nuovo verde, poi  rossa, verde, rossa fissa! Ho ancora 2 minuti da smaltire e non posso risalire subito. Dopo 24 minuti d’immersione sono fuori dell’acqua e passo la fotocamera a Rosy sufficientemente “agitato”.

Anche il mare è agitato e per evitare di vomitare, torno giù senza fotocamera per non soffrire il mare mosso. Trovo Gianluigi, Stefano con i miei amici fotosub e proseguo il giro con loro. Le alghe si muovono ondeggiando sotto i miei occhi, mi viene il mal di mare, … risalgo dopo 20 minuti con ancora 100 bar, ma in preda alla nausea. Salgo subito a bordo e mi lancio sulla prua stendendomi, praticamente moribondo. Arrivano anche gli altri sub e possiamo così tornare velocemente in porto. Con il gommone in movimento  già sto meglio. Quando tocchiamo terra non mi sembra vero. Scarico a fatica l’attrezzatura e la lavo, poi provo a “rimettermi” in sesto facendo una doccia calda, solo dopo recupero la mia bombola dal gommone e ricompongo il tutto nel borsone. Non sono il solo a soffrire, anche Monica, forse stanca dai tanti tuffi effettuati in queste due settimane, ha un leggero malore con vomito ma presto è tutto ok. Saluto i miei amici e me ne torno a casa, sono spossato ed ho un gran mal di testa, ma non posso saltare il selfie finale prima di andar via. Peccato non aver incontrato i miei amici baresi che sono in mare.

Alle 12 sono a casa, apro lo scafandro della fotocamera che è ancora in pressione, non c’è nessuna goccia ed è tutto ok all’interno. Forse stato solo un malfunzionamento del sistema vacuum, dovrò provvedere a controllare i connettori ed anche le batterie, forse  scariche. Posso così andare a riposare tranquillo, preso dal mal di mare e dal sonno perso in mattinata. 

Alle 13 mia moglie mi sveglia per il pranzo, poi dopo le 14 ce ne andiamo in spiaggia, vado a riposare ancora un pò tra un bagno ed il lettino,  fino alle 18 quando ce ne saliamo. Ho ancora un gran mal di testa e non esco stasera, ho ordinato una pizza a domicilio e mi metto a guardare la partita della mia squadra del cuore in TV …  che incredibilmente viene sconfitta in casa con una prestazione oscena. Che dire, una giornata proprio da cancellare!

#43 Puolo con Arturo – Immersione Notturna

La giornata lavorativa trascorre tranquilla, unico inconveniente, il traffico per rientrare a Sorrento in questo periodo di fine agosto. La mia famiglia è andata al mare e vado a recuperarli in spiaggia alle 18:30. Torno a casa ed inizio a prepararmi per l’immersione notturna che ho programmato con mio fratello Arturo.
Ho montato il Nikkor 60 mm sulla Nauticam NA-D850 ed ho ricaricato i flash OneUw 160X.

Alle 19:45 sono sotto casa dei miei genitori, Arturo arriva con leggero ritardo, dovendo fare il  giro dalla città per bypassare l’isola pedonale. Prendiamo le bombole e poi andiamo a Puolo. Iniziamo la vestizione con grande lentezza e dopo le 21 siamo in acqua. 

La visibilità è discreta e la temperatura alta nei primi metri. Subito scendiamo sul sabbione fino a raggiungere l’albero affondato. Iniziamo il nostro giro sui -30 metri, poi deviamo in direzione della parete rocciosa.

Una piccolissima Alicia mirabilis è adagiata su una grande ancora abbandonata. Ci sono i soliti pesciolini addormentati sul fondo, così come i gronghi delle Baleari. Arturo insegue un piccolo rombo che si solleva dal fondo, io mi lancio al suo inseguimento e riesco a scattare a raffica prima di vederlo sparire nel buio.

La serata prosegue con l’incontro con un umbracolo; mentre scatto qualche foto, Arturo mi lampeggia per indicarmi un vermocane sollevato dal substrato in fase di riproduzione. Scatto una lunga serie di foto mentre l’anellide si muove rilasciando i suoi gameti. Anche le oloturie sono in fase di riproduzione, è passato solo qualche giorno dalla luna piena e deve essere una serata particolarmente “giusta” per questi animali. Più in là ci sono altri due enormi esemplari di Hermodice carunculata, anch’essi impegnati nella sessione “amorosa”, poi ancora un quarto individuo che incontro dopo aver fotografato  un paguro. Mentre torniamo a terra, c’è un bel cimazio e negli ultimi centimetri d’acqua si vedono alcune leccia stella muoversi rapidamente sotto la superficie.

Ci svestiamo e sistemiamo le nostre attrezzature in auto. Sempre con grande calma dopo le 23 ripartiamo soddisfatti verso Sorrento. Accompagno mio fratello sotto casa, costretto di nuovo a fare un giro enorme a causa dell’isola pedonale estiva. Fortunatamente  un giovane vigile urbano mi riconosce: “ah, ma sei Marco Gargiulo il fotografo subacqueo” e mi lascia arrivare (in tutto solo 50 metri di tragitto) fin sotto casa di Arturo per scaricare le pesanti borse con   l’attrezzatura.

Effettuo un nuovo periplo della città per tornare a casa ma quando ci arrivo c’è una gran confusione. Ci sono due auto della Polizia davanti all’Hotel Flora e tanta gente fuori l’ingresso e nel distributore di carburanti IP nel quale abitualmente parcheggio la mia auto. Non c’è il posto per me e non capisco cosa stia succedendo.  Dopo qualche minuto però, un’auto va via e riesco a parcheggiare. Scarico la mia attrezzatura e la trasporto faticosamente dall’altro lato della strada dove c’è il mio portone. Una volta trasferito il prezioso materiale da lavare fuori al terrazzino, mi affaccio per cercare di capire cosa succede. Le auto sono ancora lì sul marciapiede … quando ho quasi completato il lavaggio, una trentina di minuti dopo la mezzanotte, guardo giù e vedo uscire alcuni agenti che accompagnano nell’auto una persona per portarla in caserma. Vabbè la mia curiosità è soddisfatta, posso andare a dormire!

#41 Vervece con Mimmo e Pietro

Ultimi giorni di relax prima di riprendere il lavoro. Nel pomeriggio di ieri scrivo a Gianluigi per conoscere la disponibilità di posti in barca. Mi risponde in tarda serata, dicendomi che è tutto pieno, poi alle 23:30, mi arriva un messaggio con scritto: “Vieni!”
Vado a dormire ma non preparo nulla, metterò la sveglia un poco prima per assemblare la fotocamera finalmente con il “mio” Nikonos RS 13 mm, modificato da Seacam grazie a Pietro Cremone. 

Il sonno è disturbato da un fastidiosissimo singhiozzo, sono le 4:45 e fortunatamente riesco a riprendere subito sonno. Prima delle 7 mi alzo, vado a fare la colazione, provvedo a montare e chiudere lo scafandro della fotocamera ma mi tocca anche andare in pescheria per assicurare il pranzo e la cena domenicale alla famiglia. Ritorno alle 7:50, lascio il “pescato” in frigorifero e salto sullo  scooter con direzione Punta Campanella Diving.

Quando arrivo alla Marina della Lobra sono tutti sorpresi, non mi aspettavano … mi dicono infatti che non c’è posto per me al Vervece. Il colpo ricevuto viene incassato male, resto per oltre mezz’ora sconfortato e seduto in attesa di qualche notizia. Mimmo mi stimola a prepararmi lo stesso, ma io non sono nelle condizioni mentali per seguire il suo invito.  
Quando poi arrivano anche Pietro e Stefania, Davide e Monica, Annalisa e Bruno, con tutto il gruppo pronto ad imbarcare, viene svelato lo scherzo che ha organizzato il professor Roscigno per vendicarsi delle corna che gli avevo “montato” sulla testa in un precedente selfie.
Confesso che mi hanno preso per il culo alla grande! Mi vesto velocemente dopo aver preparato fotocamera e come mio solito, salito sul gommone chiedo ad alta voce: “Devo aspettare ancora?”

Arrivati allo Scoglio del Vervece, porto con me i fotografi Annalisa, Davide e Monica, essendo stato inserito nel foglio barca come guida dell’A.M.P. per poter andare in acqua oggi! Mimmo starà da solo così come pure Pietro e Stefania. 

L’acqua in superficie è bianca, sotto migliora un poco. Subito incontriamo un bel banco di barracuda mediterranei, ci fermiamo a fotografarli quando Mimmo ci mostra un enorme Umbraculum umbraculum, la lumaca ad ombrello. Inizia a fotografare e conoscendo bene i tempi, vado via proseguendo il giro con i fotosub.

Scendiamo fino alle gorgonie rosse, lungo il percorso troviamo una musdea, poi una grande cernia in livrea bianca riproduttiva, poi un’altra musdea. C’è tanta mucillagine sulle gorgonie e anche sul fondale. Mi accorgo che il gruppo si è assottigliato, alcuni si sono fermati con Mimmo a scattare l’umbracolo. Completo il giro intorno allo scoglio con Annalisa fino alla Madonnina, poi raggiungo il piccolo arco con le margherite di mare, prima di tornare allo scoglio con gli Apogon imberbis dove c’è ancora Mimmo con il grande mollusco che lascia fotografare a tutti.
Inaspettatamente il flash di destra mi abbandona, lasciandomi solo con quello di sinistra. Peccato, succede sempre sul più bello.
Nel risalire a bordo si apprezza una leggera corrente superficiale che rende più faticosa l’operazione. Torniamo a terra, i miei amici usciranno per il tuffo successivo, io vado via, senza un flash è inutile tornare in acqua ma comunque sarei andato via lo stesso per tornare a casa dalla mia famiglia.

Ovviamente approfitto per lavare l’attrezzatura e, prima di andar via, insieme a Mimmo, lasciamo nuovamente un “ULTIMO SALUTO” al nostro caro amico Pietro Cremone,  con la speranza che gli porti fortuna come è accaduto nella precedente occasione!  

Saluto anche  tutti gli altri amici fotografi augurandogli di rivederci presto. Alle 11:30 sono sullo scooter per andare a casa, il programma è quello di andare al mare con la famiglia. L’imprevisto arriva poco dopo il pranzo … Lidia vuole esser accompagnata a casa della sua amica  Annamaria. Al mio ritorno mi prende la pigrizia, Mariolina e Lorenza sono già scese in spiaggia, io dedicherò quest’ultimo pomeriggio di libertà prima di tornare a lavorare, sistemando le foto scattate con il nuovo giocattolo Nikonos 13 mm e guardando un poco di sport in tv sul divano di casa. 

#32 Cala di Mitigliano con Arturo, Pietro e Mimmo – Immersione Notturna

Trascorro la prima parte della mattina in giro per la città e forse, dopo tanti anni di ricerche, ho scovato le Sirene a Sorrento … rientro a casa dopo averle incontrate all’asciutto.  
Dopo pranzo vado al mare a concedermi un poco di relax con mia figlia Lidia. 

Sono davanti alla mia scrivania alle 1830, preparo velocemente l’attrezzatura fotografica, pulisco il sensore digitale della fotocamera e cambio la batteria del vacuum-system dello scafandro. Alle 19 scendo e vado sotto casa dei miei genitori, saluto mamma e papà mentre arriva Arturo. Arriviamo intorno alle 20 al Punta Campanella Diving, c’è un bel gruppo di amici stasera.

Inizio subito a prendere in giro Pietro, spalleggiato dal prof Roscigno mentre tutto lo staff del diving è intento ad organizzare il tutto per l’uscita notturna.
Aspettiamo il calar delle tenebre e alle 21 saliamo in barca, siamo tanti su Marangone ma si sta comodissimi. Raggiungiamo la Cala di Mitigliano e ormeggiamo nei pressi dello Scoglio della Castagna. 

Mi immergo con Arturo, avevamo concordato un giro sul sabbione, poi sulla posidonia ed infine sui massi rocciosi. A 18 metri di profondità, nei primi minuti d’immersione, vedo fluttuare nella colonna d’acqua, nei pressi del fondo una magnifica idromedusa Olindias  phosforica, mai vista prima in vita mia. E’ bellissima ed inizio a scattare, sono strafelice perché ne avevo parlato con Mimmo a Saline Ioniche dopo aver visto Oceania armata.

Arturo è lontano e lo raggiungo, gli indico la direzione da seguire per passare sulla prateria di Posidonia oceanica. Torniamo indietro verso riva e tra le verdi foglie non riesco ad individuare né cavallucci marini, né pesci ago. Inizia la zona dove c’è roccia e sabbia, continuo a restare al limite tra i due ambienti in cerca di soggetti. Ecco un nuovo spettacolare incontro … una coppia di Alicia mirabilis, attinia “Bella di Notte” che iniziano a ritrarre i lunghi tentacoli disturbati dalle potenti lampade. Proseguiamo ed incontro una piccolissima Sepiola rondeleti, è così piccola che decido di scattare usando una tripla esposizione  per riempire il fotogramma. Più avanti trovo un’altra Alicia, la terza della serata, infine una bella triglia di scoglio, uno  scorfano rosso, qualche polpo e dopo 70 minuti, risaliamo sotto la parete rocciosa con Astroides calycularis.

Siamo gli ultimi a salire in gommone, Mimmo mi racconta di aver visto anche lui la coppia di Alicia mirabilis e di aver fotografato un cavalluccio marino, scovato da Andrea, sotto la parete rocciosa.
Ritorniamo al diving ma scarichiamo le attrezzature dal lato opposto del porto, per non disturbare gli avventori del ristorante “Paguro”. Eseguo il lavaggio delle attrezzature e faccio una rapida doccia, vorrei scattare una foto con il poncho insieme a Mimmo e Pietro, ma quest’ultimo si è già rivestito ed è seduto a tavola per la cena. Saluto tutti e salgo sullo scooter alle 2345, ma solo dopo essermi ricordato di scattare un ultimo selfie con Arturo, sia con la mano destra che con quella sinistra! A casa mi attende la cena lasciata da mia moglie Mariolina e poi finalmente posso andare nanna, soddisfatto e felice.

#31 Cala di Mitigliano con Mimmo – Immersione Pomeridiana

Siamo in pieno agosto e le giornate al Punta Campanella Diving sono dense di appuntamenti … c’è così tanta gente che non c’è un posticino a bordo dei due gommoni per me nei due tuffi del mattino.  Approfitto così per assolvere ad alcune incombenze acquariofile (test dei valori dell’acqua) a cui avevo derogato in quest’ultimo periodo di ferie, ma anche per prendere un caffè con i miei amici del Poseidon Team A.S.D. Antonio Mario e Dario Di Napoli, ai quali ho mostrato le grandi doti di praticità dello scafandro universale per smartphone NAUTISMART PRO che li ha subito conquistati.

La giornata è caldissima, l’anticiclone Lucifero accende l’aria creando una cappa di umidità che avvolge Sorrento e tutta l’Italia, l’unico metodo efficace per sfuggirle è quello di andare … a inumidirsi in mare!
Non ho cambiato configurazione alla mia Nauticam NA-D850, lasciando su il Sigma 15 mm ed i flash OneUW 160X. Non vedo l’ora di pranzare e saltare sullo scooter con direzione Massa Lubrense.

Oggi al diving troverò il mio amico Pietro Cremone, titolare di Fotosub-Shop e mio partner tecnico Nauticam Italia, venuto a trascorrere in costiera qualche giorno di ferie. Spero mi abbia portato l’obiettivo Nikonos RS13 mm che è stato modificato per montarlo sul mio scafandro.

Salto sullo scooter alle 14:30, ci sono 40°C, mentre mi sposto sembra avere un asciugacapelli acceso addosso. Arrivo a Marina della Lobra e trovo il prof. Roscigno che sta pranzando, mentre Stefania e Pietro stanno per sedersi a tavola dopo l’immersione. Resto a chiacchierare con i ragazzi del diving tentando di restare al fresco, sotto il tendone, ma la temperatura è veramente poco confortevole. 
Alle 16 siamo pronti per salire su Marangone, ma Pietro non tornerà in acqua oggi ed il mio obiettivo è in viaggio per Massa Lubrense. Appena partiamo provvedo a scattare il primo selfie del pomeriggio.

Raggiungiamo la Cala di Mitigliano e mi tuffo insieme a Mimmo davanti alla grotta, mentre il gruppo andrà a ridosso dello scoglio “La Castagna” (il cui nome ho appreso adesso). Entro per primo nella caverna, inizio a scattare foto all’ingresso, poi entro più dentro, mentre Mimmo fotografa alcuni gamberi io arrivo al punto dello stretto passaggio e … faccio anche un autoscatto qui! Proseguo ed entro nella parte più buia e distante dall’ingresso, qui c’è una piccolissima botola nera (Oligopus ater) che si allontana disturbata dalle potenti lampade. Nel frattempo sopraggiunge anche Mimmo e lascio il pesciolino alle sue attenzioni. Io inizio il ritorno per provare a scattare ancora delle immagini dell’ingresso. Arriva anche il prof e anche con lui scatto una foto e mi lascio immortalare mentre eseguo il mio selfie.

Dopo una quarantina di minuti siamo fuori della grotta e costeggiando la parete, effettuiamo una lunga passeggiata per raggiungere il gommone. Qui, oltre alle tante salpe che brucano il fondale e poi nuotano a mezz’acqua, incontro una bella murena fuori tana, ma non riesco a fare in tempo a scattare. Allo scadere dei 60′ canonici sono fuori dell’acqua e incredibilmente, sono il primo del gruppo ad uscire. Fabio mi attende a poppa per prendere la mia fotocamera. Salgo a bordo ed attendo l’arrivo di Mimmo (anche lui puntualissimo) mentre Gianluigi, Andrea e Vittoria sono ancora con i clienti stranieri in acqua. 

Ripartiamo verso il porto e arrivati a terra effettuo il lavaggio delle attrezzature. Dopo l’ultimo selfie con il “confratello” Mimmo, verso le 19 rientro a casa soddisfatto della bella giornata trascorsa in mare.