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#6 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Oggi non è impostata la sveglia. Verso le 10 vado a comprare il pesce per il pranzo e poi vado a riprendere le quattro bombole cariche con lo scooter da Maresca Sport,  ma devo fare due viaggi per portarle in garage. Mi metto poi a sistemare qualche foto dello Zeus faber scattate l’altra sera, ma ben presto si fa ora di preparare il pranzo e di domenica, quando posso, cucino io. Così mi metto a preparare una  calamarata che a detta dei miei familiari, è venuta anche particolarmente bene. Dopo pranzo ritorno al computer a proseguire il lavoro di post-produzione ed inizio contestualmente a sistemare l’attrezzatura fotografica, anche le batterie sono state inserite ben cariche. Confermo ancora una volta tutta la configurazione fotosub e provo ad invitare qualche amico per avere compagnia in acqua ma non trovo nessun Buddy per la serata. 

Il vento ha ruotato di quadrante, adesso viene da Sud e le condizioni sono ideali. Guardo ancora una volta un film su Amazon Prime per attendere le 18. Dalla finestra si vede un roseo tramonto, la   temperatura dell’aria è di 12°C e sono pronto per andare a mare. Scendo verso le 18:30, passo per il garage e poi scendo a Marina Grande di Sorrento. Arrivato al porto regna un’umidità pazzesca, perché non c’è nemmeno un alito di vento. Parcheggio l’auto e mi vado ad affacciare, c’è un pescatore sul muretto; scambio due parole con lui e lo avviso che non lo avrei disturbato. Vado a prepararmi e alle 19:30 sono in acqua.

Scendo dritto verso il fondo e provo a fare stesso giro dell’ultima volta, raggiungo uno scarpone, la testa di bambola e la gorgonia rossa arborescente. 

In profondità anche stasera non c’è granché, fortunatamente risalendo incontro un piccolo Pesce San Pietro sotto una cima. Mi avvicino e scatto, lo seguo nei suoi movimenti e mi porta ad incontrarne un secondo esemplare, piccolo come l’altro. Lascio il primo Zeus faber, ormai spaventato dai flash e poco collaborativo ed inizio a scattare al secondo che seguo fino ad arrivare sotto alla scogliera. Ben presto scompare tra i suoi grandi massi, ma lungo il “percorso” sono riuscito a fare comunque un selfie con lui!

Dopo 45 minuti l’aria delle bombole è quasi finita, passo a controllare l’attinia ma negli ultimi metri prima di rientrare a terra, in un metro d’acqua, vedo una seppia che inseguo a lungo mentre scatto a ripetizione. La seguo fino a raggiungere la superficie con la bombola che esce fuori dall’acqua! 

WHOW che bella serata! Esco fuori e arrivo all’auto, mentre inizio a spogliarmi, arriva il mio amico Raffaele con il suo cane, poco dopo anche Salvatore con il suo amico peloso. Chiacchieriamo un poco mentre termino l’operazione di smontaggio. Avviso casa con una telefonata e alle 21 sono già in auto diretto a casa. Provvedo a lavare l’attrezzatura, cenare e guardare il secondo tempo della bella partita di calcio Atalanta-Inter. Verso le 22:30 sono davanti al computer, pronto a controllare le foto scattate!

 

 

 

#5 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Accompagno mia figlia Lidia a scuola che oggi entra alle 7:50 ed approfitto per andare a guardare il mare. La temperatura è molto bassa, intorno agli 8°C a causa del vento freddo che ancora soffia da Nord, ma che sembra finalmente in scaduta. Le condizioni sembrano favorevoli, bisogna vedere come evolve in serata.
Passo anche in farmacia per prenotare le terze dosi di vaccino anti Covid-19 ai miei familiari e poi torno a casa per seguire la riunione nazionale aziendale su Teams fino all’ora di pranzo. Nel primo pomeriggio seguo anche una nuova riunione regionale ma termina abbastanza presto così ho anche tutto il tempo di organizzare la mia serata …

I siti web meteorologici che ho consultato non mi suggeriscono condizioni ideali a differenza delle precedenti sere nelle quali sono andato a mare e nelle quali non ho avuto le soddisfazioni attese a seguito delle aspettative. Decido così di “sfidare” la sorte ed andare a controllare …

Approfitto anche per guardare un film su Amazon Prime in attesa che faccia buio e mentre lo seguo, preparo lo scafandro Nauticam NA-D850 con il solito Sigma 15 mm, il minidome Saga Dive ed i flash ONEUW 160X. Ho la barba lunga e la devo quindi tagliare per evitare infiltrazioni d’acqua indesiderate, ma non ho nessuna fretta, voglio che faccia “notte notte”. Intanto un bel tramonto illumina di rosa il cielo mentre la luna crescente è già visibile nel cielo. 

Per le le 18 sono pronto, ma aspetto le mie figlie per accompagnarle a danza, passo un attimo al garage con loro per prendere i piombi e la bombola e le lascio alla scuola prima di scendere a Marina Grande di Sorrento.  Quando arrivo al borgo vado a guardare il mare dal muretto e vedo che c’è ancora una leggera onda fuori della scogliera, ma nulla di compromettente. Parcheggio l’auto di fronte alla scaletta e mi preparo. Non c’è nessuno stasera. 

Alle 19 sono con le gambe nell’acqua bassa del porticciolo. Scatto una foto esterna e mi immergo. Fuori la scogliera l’acqua è più sporca rispetto all’interno dove è molto limpida. Scendo subito in profondità e sul fondo trovo la testa di una bambola ed un piccolissimo polpo nel collo di una bottiglia. La torcia di ricerca illumina un pesce serpente ma al limitare del cono di luce si staglia l’inconfondibile sagoma di un pesce San Pietro. 

Cambio immediatamente soggetto ed inizio ad avvicinarmi. Sono sui 35 metri di profondità dove c’è la gorgonia arborescente rossa ed inizio a scattare foto da una breve distanza. Il pesce si solleva ed inizia a spostarsi verso il basso. Lo aggiro e lo inseguo a lungo, tentando di portarlo verso la superficie, ci riesco in parte fino a raggiungere la base di una delle boe di ormeggio che sono nello specchio d’acqua antistante il borgo e proprio sfruttando il momentaneo impedimento alla fuga, riesco a “bloccarlo” e a scattare un “mitico” selfie con il mio pesce preferito. Scatto più di una immagine con il pesce che si muove “intrappolato” tra la mia maschera e la fotocamera. Ben presto lo perdo nel fango sollevato. Ho consumato molta aria e devo iniziare la risalita dopo meno di dieci minuti d’immersione. Non sono particolarmente allenato in questo periodo ed i 100 bar di aria che ho nella bombola mi suggeriscono di tornare subito a ridosso della  scogliera.

Ritrovo un pezzo del relitto di una barca che non vedevo da tempo perché abitualmente sono più in profondità quando passo in questa zona e poi trovo una grande rete abbandonata, un carrello del supermercato nei cui pressi c’è un polpo, più in avanti una bella seppia. Sono passati comunque circa 40 minuti quando rientro all’interno delle scogliere e mi metto in cerca di cavallucci marini tra le alghe. Non ce ne sono e da molto tempo non ne vedo, decido così di terminare l’immersione dopo 50 minuti.

Salgo sulla spiaggia e raggiungo l’auto, mi spoglio e controllo l’orario. Sono le 20:25 e alle 20:30 escono le ragazze da danza. Accendo l’auto e provo a chiamarle al telefono, non sono raggiungibili, allora chiamo mia moglie Mariolina per avvisarla che sono uscito dall’acqua e vado a prendere le ragazze dopo averle avvisate con un messaggio whatsapp. Le prendo all’uscita dalla lezione e torniamo a casa insieme, mi aiutano anche a trasportare le attrezzature.
Porto fuori in terrazzo i borsoni per lavarne il contenuto, ma mi accorgo che il lavatoio ha lo scarico otturato e quindi non posso lavare nulla stasera! Lascio tutto lì ma mi dedico allo scafandro riempiendo d’acqua la cesta in plastica nella quale la trasporto.  Provvederò domani a completare l’operazione dopo aver sistemato lo scarico. Verso le 22, dopo cena, apro lo scafandro ed inizio a guardare  le foto scattate, felice per la bella serata trascorsa in mare. 

La scelta di assecondare l’istinto è stata premiata, “sentivo” che avrei incontrato il mio amico Zeus!

 

 

 

#4 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Anche stamattina mi sono dedicato a sistemare qualcosa nell’acquario marino tropicale che ho nel salone di casa, poi sono andato a ricaricare le bombole scariche ed ho effettuato un sopralluogo … c’è vento da Nord e una leggera onda, l’acqua nel porticciolo è torbida ma fuori sembra accettabile. Vediamo come evolve la giornata …

Tornato a casa inizio a smontare l’albero di Natale, ma non è un’operazione che amo e lascio campo libero alle mie donne. Dopo pranzo mi siedo al computer a sistemare qualche vecchia foto ma la mia mente è in “moto” con un pensiero fisso … “ho fatto la terza dose (d’azoto) perché non fare anche la quarta?” Il meteo è accettabile, penso che si possa provare a caricarsi di un pò di azoto sott’acqua! 

Nonostante le ultime immersioni siano state abbastanza deludenti, è sempre bene andare a mare a controllare, anche per compensare i periodi nei quali non potrò andarci. Alle 16:45 mi decido e preparo la fotocamera, è già tutto configurato, devo solo inserire le batterie nei flash e chiudere lo scafandro. Decido anche di approfittare per prendere dal garage gli scatoloni per riporre a posto gli addobbi natalizi, ma poi cambio idea e scendo direttamente “Ready for Diving”.

Passo lo stesso per il garage a prendere la bombola e alle 17:30 sono a Marina Grande di Sorrento. Quando arrivo non c’è il solito posto per l’auto ma c’è Antonio Ferola che sta pescando e sta mostrando la sua tecnica ad un’amica veneziana. Non lo avevo chiamato preventivamente per non “costringerlo” a scendere a pescare e lui ha fatto lo stesso pensando la medesima cosa!

C’è onda fuori la scogliera, ma non ho problemi ad entrare in mare. Mi comincio a preparare ma mi accorgo di aver lasciato il cappuccio ed i guanti a casa ad asciugare! Torno su e poi ritorno indietro, ancora una volta non trovo libero il “posto mio” e sono costretto a trasportare la pesante attrezzatura fino alle scalette. 

Finalmente sono pronto ed entro in acqua alle 18:30. Ho deciso di andare verso destra per non disturbare Antonio e gli altri pescatori che nel frattempo sono arrivati, ma una volta in acqua sono costretto a cambiare percorso a causa di una rete posizionata già all’interno del porto.

L’acqua dentro la scogliera è sporca come immaginavo, mentre fuori migliora leggermente. Vado giù dritto verso il fondo fino a 30 metri, non c’è granché  così risalgo subito a quota più bassa per costeggiare la scogliera fino ad arrivare sotto la terrazza dell’hotel.

Durante il tratto profondo ho visto una gorgonia arborescente Leptogorgia sarmentosa rossa e la ripulisco da un pezzo di rete che poi recupero. Più avanti ancora ritrovo l’Alicia mirabilis sul pezzo di vetroresina. Proseguendo verso la superficie, incrocio un piccolo polpo ed un primo pesce serpente Ophysurus serpens che quando accendo la luce rossa si nasconde comunque.

Proseguendo segnalo un Gronco delle Baleari, una castagnola Chromis chromis in un boccale di birra, il WC con i pesciolini dentro, un cerianto viola con un granchio alla base e  durante il rientro sotto la scogliera, saluto il mio amico “Pippo” che si lascia avvicinare e accarezzare sulla testa dopo aver acceso la luce blu che non lo fa spaventare.

Ho solo 50 bar nelle bombole e sono in punta al molo dopo i canonici 60 minuti d’immersione. Fotografo una stella marina sul cuscino gonfiabile giallo, il tordo verde addormentato sotto l’attinia e mi accingo a tornare a terra.

Mi viene in mente di andare a controllare la rete e ci sono alcune triglie appena impigliate e vitali. Inizio così a fotografare e lo faccio per buoni 20 minuti fin quando l’erogazione dell’aria dalle bombole termina e sono costretto a risalire in superficie con zero bar.

Quando risalgo trovo Antonio e Valentina sulla spiaggia che mi sono venuti incontro. Antonio prende la fotocamera e la mostra alla sua amica, io ritorno ad aprire auto e scaricarmi dell’enorme peso. Mi accorgo che è piovuto ed il pavimento è bagnato. Mi svesto ed il mio amico mi aiuta nell’operazione. Appena terminato scatto una foto ricordo prima di ritornare a casa verso le 21. Solita consueta mezz’ora impegnata nell’operazione di lavaggio delle attrezzature e finalmente posso sedermi a tavola. Verso le 22.30  passo ad asciugare lo scafandro e lo apro per caricare le foto sul computer ed iniziare a guardarne il risultato. 

Stasera mi sono “salvato” in zona Cesarini, gli ultimi minuti sono stati quelli più intensi e significativi, qualche scatto interessante è stato messo in archivio, altrimenti sarebbe stata un’altra serata magra e avara  di soddisfazioni, ma l’accaduto rafforza ancora di più la mia convinzione che bisogna sempre insistere e non “mollare” mai! 

 

#3 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Anche oggi la mattinata trascorre sbrigando qualche commissione: al supermercato, in farmacia, alla ricerca di alcune foto nell’archivio per il libro dei miei genitori, una piccola pulizia ai vetri dell’acquario e … un sopralluogo metereologico!  Vado a guardare il mare perché da casa mi sono accorto che c’è molto vento e bisogna controllarne la direzione. Fortunatamente è un intenso scirocco ed il mare è ottimo come previsto.

Dopo pranzo mi siedo davanti al computer per mettere a punto i racconti delle due prime immersioni del 2022 e mando il consueto messaggino al mio amico Antonio Ferola che inizialmente mi scrive di non pensare di scendere a causa del vento intenso.

Nel tardo pomeriggio inizio ad assemblare lo scafandro e preparare le borse per andare a mare. Alle 17 Antonio mi manda un video “live” dalla Marina Grande nel quale mi dice. “Scendi! E’ bellissimo!” Termino la preparazione e scendo di casa, passo al garage a prendere la bombola e arrivo al porticciolo. Riesco agevolmente a parcheggiare vicino alle scalette e vado a salutare il mio amico pescatore. Mi segnala però che per la sua pesca le condizioni non sono ottimali. 

Alle 18 sono in acqua, sempre con marea bassissima. La visibilità esterna al porto è ottimale e la temperatura sembra anche più fredda … spero in una bella serata!

Le mie aspettative sono clamorosamente infrante, la serata è particolarmente negativa. Il fondo sabbioso che riesco a scrutare agevolmente con la torcia di ricerca è un deserto. La desolazione è interrotta solo dai rifiuti sottomarini che costellano il fondale e da poco altro: una piccola Alicia mirabilis su una nassa, un sarago maggiore, un primo serpente di mare Ophysurus serpens, poi un altro più piccolo ed infine il terzo, il mio amico “Pippo” sotto la scogliera. Lo avevo visto da lontano con la bocca spalancata e la testa fuori di un palmo abbondante dal sedimento. Spente le luci mi sono avvicinato lentamente ma il pesce evidentemente, avvertendo la mia presenza, si ritrae all’interno della sua buca per sfuggire alle mie attenzioni.  

Rientro a terra sconsolato dopo circa 60 minuti. Antonio mi viene incontro e prende la mia fotocamera e mi accompagna all’auto. Anche la sua serata è stata negativa, infatti ha già raccolto le sue canne per tornare a casa ed ha atteso il mio rientro prima di andar via. Mi svesto e sistemo l’attrezzatura, unica nota positiva, ho raccolto un artificiale da pesca per lui che ho messo in un barattolo di vetro all’interno della tasca della muta per non bucarla!

Lo saluto dopo aver scattato una foto ricordo, me ne torno a casa a lavare tutto. Il vento è ancora intenso e fuori al balcone mi congelo mentre effettuo l’operazione. Unica nota positiva però, quella di avere pochissime foto da sistemare dopo cena prima di pubblicare questo racconto! 

 

#2 Secca del Giardino con Eurosub

La sveglia suona alle 6:15 e fuori dalla finestra è ancora buio. Anche l’acquario nel salone è ancora spento. Mi siedo a fare la colazione e poi vado a chiudere lo scafandro e prendo la muta stagna asciutta dal balcone. Il sottomuta ahimè è ancora bagnato ai polsi.

Alle 7:15 sono già in auto ed arrivo a destinazione in anticipo di mezz’ora invece delle 8:30 come concordato. In banchina al Porto del Granatello di Portici ci sono  Ciro Dell’Anno, Marco Panico e Michele Gatti già pronti, aspettiamo l’arrivo di un’altra persona. Scarico le attrezzature e poso la mia vettura al parcheggio, saluto i miei amici ed inizio a vestirmi. Arriva anche la persona che attendevamo e quindi siamo pronti a partire con direzione Napoli, zona San Giovanni a Teduccio dove andremo alla Secca del Giardino.

Ringrazio Ciro per aver esaudito la mia richiesta di una bombola Nitrox 32% che è regolarmente a bordo dello spazioso gommone entrobordo. Ho ovviamente lasciato la stessa configurazione di ieri notte con Minidome Saga Dive e Sigma 15 mm, ho però cambiato la coppia di batterie dei flash.  

Il cielo è coperto e minaccia continuamente pioggia e c’è una leggera onda. Arriviamo sul posto con Michele che da fondo all’ancora. Scende prima Marco a fare bilanciamento del bianco alla sua videocamera, io invece aspetto che sia pronto Ciro ed il suo allievo, ma vedendo allungarsi i tempi, preferisco attenderli sul fondo, vicino all’ancora. Ci ricongiungiamo ben presto ed iniziamo il nostro giro.

L’.acqua è abbastanza pulita per le caratteristiche del posto, regna il  buio perché siamo senza il sole. L’immersione è un vero spettacolo, un giardino rigoglioso di gorgonie gialle, bianche e di quelle arborescenti Leptogorgia sarmentosa

Effettuiamo un lungo giro che senza la sapiente guida di Ciro sarebbe impossibile non perdersi, restiamo sulla batimetria dei 20 metri di fondo e vi restiamo per oltre 50 minuti senza avere la necessità di effettuare decompressione. Averso la fine dell’immersione Ciro mi mostra l’enorme ancora ed una piccola aragosta in una stretta fenditura. Mi avvicino il più possibile per fotografarla ma le bombole toccano la volta e non riesco a fare di meglio. Quasi prima di risalire, Marco mi mostra una cicala tra le gorgonie. Lungo tutto il percorso, sfrutto l’occasione di utilizzare le lampade dei miei amici per “usarle” per illuminare le gorgonie in controcampo.

Foto Marco Panico

Terminata l’immersione torniamo a terra e la navigazione verso il porto è “gelata”, fortunatamente Ciro ha pensato a tutto e per riscaldarci ci offre il thè, il caffè e le brioche. Saliti sulla banchina, sistemiamo le attrezzature; mentre Ciro e Michele corrono ad ormeggiare il gommone all’interno del porto prima della pioggia,  vado a prendere l’auto e dopo scattiamo delle foto ricordo con calendari che mi vengono regalati. 

Foto Marco Panico

Carico l’attrezzatura nell’auto, saluto i miei amici e alle 11 sono in viaggio verso Sorrento. Lungo la strada statale mi fermo un attimo per fare una foto, il cielo è migliorato, ho lasciato le nuvole alle mie spalle! Arrivo alle 12, subito parcheggio e porto tutto a casa ed inizio a lavare accuratamente il tutto.

Oggi mi sono divertito alla grande! Il posto è mooooolto bello bisogna ritornare a breve! Alle 13 ho finalmente terminato il lavaggio e mi lancio sotto la doccia, in attesa del pranzo … ho una gran fame!

 

#1 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

La mattinata trascorre tranquilla a casa a sistemare qualche foto al computer che andrà inserita nel libro sulla storia subacquea dei miei genitori che ben presto sarà pubblicato. Scendo ad acquistare alcune cose in farmacia e poi passo al centro di eco-raccolta dei rifiuti di Sorrento per buttare del materiale plastico che si era accumulato in garage.

Approfitto per fare un sopralluogo per controllare le condizioni meteo-marine. Il cielo è nuvoloso ma il mare è calmo e sembra pulito. Prendo il corrugato del GAV che mi ha dato problemi nell’ultima immersione e lo porto a casa per provare a ripararlo. Lo smonto e metto il pulsante nell’aceto, poi lo rimonto ma devo controllare se tutto ok prima di andare a mare.

Dopo pranzo trascorro ancora un pò di tempo a “lavorare” qualche foto scattata nelle ultime immersioni, poi inizio a preparare la fotocamera per la serata. Non cambio configurazione, lascio sempre il minidome Saga Dive ed il Sigma 15 mm.

Mando un messaggio al mio amico Antonio Ferola che si lascia convincere a scendere a pescare e si avvia alla Marina Grande di Sorrento prima del sottoscritto. Mi manda alcuni video su whatsapp per mostrarmi le condizioni attuali del mare: un leggerissima onda causata dal vento che si è alzato e che a lui da molto fastidio durante il lancio dell’artificiale.

Alle 17:30 sono alla marina e mentre mi sto vestendo mi sento chiamare per nome! E’ il mio amico e collega Pasquale Soria di Napoli, venuto a fare una passeggiata a Sorrento con la famiglia. Scattiamo un selfie insieme, gli fornisco qualche dritta per cenare qui al borgo dei pescatori e continuo la mia vestizione.

Alle 18 entro in acqua con una bassissima marea che mi costringe a camminare a lungo prima di poter galleggiare e quindi alleviare il gran peso che porto addosso. All’interno del porticciolo l’acqua è abbastanza limpida, fuori peggiora leggermente, ma è più che accettabile.

Effettuo giro “classico”, una puntata verso i 35 metri e poi direzione verso l’hotel dove poi inizio il rientro a terra. Incontro una bella Alicia mirabilis su un pezzo di barca in vetroresina e poi una mazzancolla che individuo dall’occhio rubino che si illumina con la lampada da ricerca mentre è sepolta nel fango. Mi avvicino e il crostaceo inizia a spostarsi con il suo classico movimento all’indietro “a gambero”, ben presto lo perdo ma riesco a scattare qualche foto in più rispetto alla precedente volta.

Arrivato sotto l’hotel dove c’è anche il mio amico Antonio a pescare, incontro un grosso pesce lucertola. Sono presenti molti rifiuti che inizialmente avevo deciso di non fotografare più, poi cambio idea e scatto qualche foto. Una murena è a caccia di prede ed una grande triglia si lascia avvicinare docilmente. Lungo il percorso di ritorno, a ridosso della scogliera incontro anche alcune stelle corazzate ed il mio “amico” pesce serpente soprannominato “Pippo”, perché è un individuo, ben riconoscibile dalla protuberanza carnosa che ha sul muso, che ormai incontro da anni sempre nello stesso posto. 

Sono praticamente nel porto quando incontro una bella seppia che ben presto si rifugia tra i massi della scogliera frangiflutti. In questo punto è presente anche una grande Anemonia sulcata, vado a controllare di nuovo al di sotto dei tentacoli dell’anemone per verificare se il precedente incontro con il tordo era occasionale o meno … sollevo i tentacoli con la bacchetta metallica ed il pesce c’è anche stasera! Si tratta di un Tordo Verde Symphodus roissali e riesco a fotografarlo meglio, mentre si sposta disturbato dalla mia lampada. Molto interessante, il mare non finisce mai per stupirmi. Appena tornato a casa segnalerò l’accaduto ai miei amici ricercatori … la cosa è biologicamente molto intrigante.

Antonio è intento a pescare e non si accorge che sono prossimo ad uscire dall’acqua e non arriva in tempo per aiutarmi. Faccio ovviamente da solo, ma viene con me sulla spiaggia a scattarmi qualche foto quando torno indietro per riprendere la fotocamera e le pinne che avevo lasciato sulla barchetta. Gli avevo recuperato due esche ma me le sono perse non potendole mettere nella tasca della muta per evitare di bucarla. Torno indietro ma niente, non riesco a ritrovarle. Raggiungo l’auto e prendo la tanica con acqua dolce e mi sciacquo sommariamente, solo per eliminare la sabbia dai piedi,  visto che domani mattina presto andrò di nuovo a mare con Ciro Dell’Anno di Eurosub.

Scattiamo un ultimo selfie ricordo insieme poi torno a casa, lascio il borsone  con pinne, gav ed erogatore in auto e porto a casa solo la fotocamera che lavo ed apro. Stendo la muta ad asciugare a piedi in sù così come il sottomuta, sperando che siano in condizioni ottimali per l’indomani.

Amo le notturne invernali, sono belle proprio perché alle 20:15 sei già a tavola per la cena e alle 21 già pronto a scaricare e guardare le foto. Stasera non mi trattengo a lungo, domani mattina la sveglia suona molto presto per andare dal mio amico Ciro a Portici. Vado a dormire felice di aver “bagnato” il 2022!

#59 Banco di Santa Croce con Raffaele Scrofani

Anche l’ultimo giorno dell’anno 2021 la sveglia suona “piacevolmente” alle 6:40.  Nel cielo è ancora visibile l’ultimo quarto di luna e mentre mi preparo per la prima colazione, sento il suono d’allarme dal sensore di riempimento del bicchiere dello schiumatoio del mio acquario marino tropicale. Provvedo a svuotare il nauseabondo contenuto e mi siedo a mangiare lo yogurt 0,1% con i cereali come ogni  mattina. 

Mi vesto, vado a chiudere lo scafandro Nauticam per sistemarlo all’interno del borsone Fotosub-Shop e poi scendo a riporre il tutto nell’auto. Passo per il garage a riprendere la muta ed il sottomuta che però trovo ancora bagnato. Ho commesso un grave errore a lasciarlo in garage ad asciugare.  

Alle 8 mi metto in viaggio verso Castellammare di Stabia,  45 minuti dopo sono al Bikini Diving, all’interno del porto turistico di Marina di Stabia, ma segnalo di aver attraversato la strada che costeggia il fiume Sarno talmente dissestata da far invidia ad una tappa della Parigi-Dakar.

La prima persona che incontro nel parcheggio è Francesco Cortese che mi “dona” una foglia invitandomi a fotografarla come ha fatto lui il giorno precedente. Al diving sono presenti anche i miei amici Salvatore Lauro, Raffaele Scrofani e Raffaele Pisani ed è un gran piacere chiudere l’anno con loro. La giornata è magnifica, soleggiata e con circa 17°C anche se quando sono salito in auto il termometro segnava 8°C.

Completiamo la vestizione e alle 10 siamo in acqua. Io sono sul gommone n.1 con Raffaele Scrofani e Salvatore Lauro  mentre Raffaele Pisani è sull’altro battello. Ovviamente non può mancare un selfie ricordo.

Ormeggiamo alla boa della Secca Principale; mi tuffo ed inizio a scattare qualche foto alla foglia di “Francesco” mentre aspetto che i fotografi siano pronti. Quando scendiamo nell’acqua abbastanza torbida, andiamo in direzione della Secca di Terra. Lo spettacolo è sempre garantito dalla rigogliosa vita bentonica, ma il Banco di Santa Croce in inverno è molto diverso dalla versione estiva. Si vede qualche cernia bruna ed anche una coppia di bellissimi scorfani anche se  non si osservano i dentici ed gli altri predatori pelagici che solitamente incontriamo nell’acqua calda estiva.

Un problema al pulsante di gonfiaggio del GAV che continua a pompare aria nel sacco, mi crea un grande disagio in immersione e mi costringe a svuotarlo continuamente e quindi a sprecare una gran quantità del Nitrox 32% che ho nella bombola. Controllo il manometro e sono già a 100 bar dopo una ventina di minuti d’immersione. Nell’andare ad avvisare i miei compagni del problema che ho riscontrato, inizio anche a fare fatica, quasi ad avere il fiato corto … segnalo ai miei amici che è il caso di rientrare alla Secca Principale ma la visibilità e la scarsa lucidità del momento mi fa sbagliare direzione tanto da raggiungere il “panettone” errato … torno indietro e cerco di riprendere il controllo … inizialmente ipotizzo di terminare l’immersione sulla catena della boa della Secca di Terra, ma dopo aver ripreso la completa gestione della situazione, seguo la corretta direzione e porto i miei amici sul “cappello” della Secca Principale.

Li lascio lì a divertirsi con le fotocamere a scattare immagini alla rigogliosa vita marina del posto, mentre io me ne vado sconsolato alla cima per terminare l’immersione dopo scarsi 45 minuti. La visibilità in superficie è migliorata e si vedono i gommoni ormeggiati. La scelta dell’uso di una miscela arricchita è stata azzeccata, infatti non ho minuti di decompressione da effettuare, ma solo una routinaria sosta di sicurezza, così posso risalire in superficie dopo poco, mentre i gabbiani si lasciano “massaggiare” dalle bollicine che raggiungono la superficie.

Aspetto il rientro a bordo dei miei amici “rinchiuso” nei miei pensieri … non era ciò che avevo sognato per concludere l’anno ma questo imprevisto è utile per allenare la mente a restare lucida e pronta ad effettuare le corrette scelte in situazioni anomale e di potenziale pericolo.

Tornati in porto, Francesco provvede a lavare tutte le attrezzature del gruppo direttamente in gommone,  noi facciamo lo stesso con le mute stagne e le fotocamere. Sistemo l’attrezzatura nelle borse e carico l’auto dopo aver telefonato a casa.

Saluto tutti e, avvisatomi di un possibile contatto con soggetto positivo, seguendo il consiglio dei miei familiari, in previsione della cena per la serata di Capodanno a casa di mio fratello,  decido di andare ad effettuare un tampone rapido direttamente in zona per essere più tranquillo, così come hanno fatto loro in mattinata.

Alle 14 la fila in farmacia non è lunga e mi sbrigo abbastanza presto, ritiro il mio referto negativo e torno verso casa abbastanza affamato.  Mangio qualcosina appena arrivato e, anche oggi, non ho dovuto penare per trovare posto all’auto. Sono le 15:30 quando mi stendo sul divano per riposare per un’oretta, poi vado a fare la doccia e alle 17 mi siedo al computer a guardare le foto scattate. Mentre le osservo e le sistemo, mi rilasso ascoltando alla radio l’ultima puntata del 2021 del programma sportivo calcistico #2inbianconero.

Si chiude un anno molto sofferto, la situazione sanitaria continua ad essere difficile e la strada non sembra ancora essere libera, ma guardando verso dietro sono tutto sommato soddisfatto del numero d’immersioni effettuate, con una media di poco superiore ad un tuffo a settimana. Senza aver avuto la possibilità di “accumulare” azoto in qualche viaggio subacqueo posso accontentarmi così, anche perché ho messo in archivio qualche bella foto e la cosa non guasta mai!

Auguro così, a tutti i miei amici e lettori di questi racconti, i migliori Auguri di Buon Anno 2022, sperando che sia ricco di salute, d’immersioni e di belle foto!   

#58 Città Sommersa di Baia con Edoardo

La sveglia suona alle 6:40 come quando devo lavorare, ma oggi sono in ferie ed ho da fare di meglio ….  Alle 7:45 sono già in auto dopo esser passato per il garage. Il cielo a Sorrento è coperto, ma guardando dall’altro lato del Golfo di Napoli, sembra essere migliore. Invio un messaggio al “Ruspa” per avvisarlo di essere già partito e lui mi conferma la ricezione.

La strada è libera ed impiego pochissimo per arrivare sulla Tangenziale di Napoli, ma effettuo una sosta “istantanea” nell’area di servizio Esso nei pressi di Capodichino, per controllare cosa è successo nel bagagliaio: ho sentito uno leggero scoppio durante la marcia e volevo capire se proveniva dalle borse presenti all’interno. Tutto ok, proseguo senza nemmeno spegnere l’auto.

Alle 9 sono a Baia e c’è un bellissimo sole. A causa della chiusura del tunnel sotterraneo per lavori, perdo qualche minuto a trovare la strada giusta per il diving; devo deviare dalla strada conosciuta e così sbaglio percorso. Sono costretto a ritornare indietro e fare il giro della città per imboccare la via corretta che mi porta davanti al Sub Baia Diving Center dove mi aspetta Edoardo con Vittoria, Ornella ed Alex.  

Scarico le attrezzature dall’automobile e la parcheggio poco distante.   Mentre prendiamo un bel caffè ai tavolini del bar, arrivano un paio di telefonate di lavoro che evado rapidamente, prima di dedicarmi “tutto orecchie” al mio amico Edoardo che mi illustra il programma della giornata.  

Ornella intanto provvede ad illustrare la storia della città sommersa di Baia ai clienti americani  mentre Alex  e Vittoria sono impegnati a preparare le bombole in gommone per l’uscita che effettuiamo alle 10:30. Ci vestiamo e andiamo in banchina per imbarcare, ma solo dopo aver salutato il mio amico Fabio Petricelli, titolare del negozio Sub Evolution Baia. Mentre carichiamo le attrezzature provo ad effettuare un primo selfie ricordo, mal riuscito.

Ci muoviamo dal porto e dopo un minuto siamo già sul primo punto d’immersione, la “Villa Protiro” nel Parco Archeologico di Baia Sommersa.

Noi due ci tuffiamo mentre il gommone prosegue per la “Secca Fumosa”. Edoardo inizia a scoprire il primo mosaico a pelte, con le tessere bianche e nere, sollevando un gran polverone; poi passiamo a quelli successivi, il mosaico dei lottatori e quello con pesci e delfino.  

Ritorniamo sul primo mosaico con l’acqua che si è ripulita dal sedimento sollevato ed iniziamo a fotografare. E’ uno spettacolo  meraviglioso. Dopo aver completato gli scatti, provvediamo a ricoprire il sito per preservarlo dai marosi e dalle alghe che ben presto li ricoprirebbero.  

Passiamo così ai successivi ed eseguiamo la stessa operazione, prima di spostarci  verso il seguente punto d’immersione.

Dopo oltre 60 minuti iniziamo un breve tratto di navigazione verso terra e raggiungiamo le “Terme del Lacus” dove ci sono i bellissimi mosaici policromi “ottagonale ” ed “esagonale”. Eseguiamo la stessa operazione di scopertura, fotografia e successiva  ricopertura, ma in questo sito i mosaici, scoperti recentemente e resi da poco fruibili alle visite guidate al pubblico, sono molto più rovinati e ricoperti da vegetazione. Sono attualmente interessati ad un programma di restauro in mare, lungo e difficoltoso da parte della Sovrintendenza  e del Parco Archeologico di Baia Sommersa.

Qui l’acqua è molto più torbida e c’è anche una leggera risacca, essendo molto prossimi alla costa. Inizio a fotografare i primi mosaici dopo aver atteso che l’acqua si chiarificasse un poco, ma quando ho da fotografare l’ultimo pavimento multicolore, sopraggiunge Alex che è venuto per aiutarci a ricoprirli!
Lo anticipo giusto in tempo, scattando rapidamente le mie foto. Tra le fessure di un muro perimetrale della villa sommersa è nascosto un bel polpo che dopo qualche attimo fugge via. Lo inseguo tra le rovine fino ad arrivare nei pressi della boa di ormeggio dove c’è Vittoria che ci attende.

Sono trascorsi oltre 120 minuti e sono passati in un attimo! Sono raggiante ed emozionato, le condizioni di visibilità erano quasi ideali, ma sono felice anche perché Edoardo mi ha mostrato quei mosaici che non avevo ancora visto.  Ovviamente, ho scattato anche qualche selfie con loro!

Rientriamo al diving e laviamo mute, erogatori e fotocamere nelle capienti tinozze, prima di spogliarci. Mi è venuta una discreta fame … così ci spostiamo al bar. L’ora è tarda e la barista Monica ha già messo in ordine il bancone in previsione dell’imminente chiusura … anche la pizza è terminata e non c’è granché da mangiare …
Monica si muove a compassione e mette in atto un piano B che prevede una fetta di torta alla nutella e uno Spritz con qualche salatino che consumiamo mentre Edo effettua una videochiamata al prof. Roscigno per salutarlo.

Saluto i miei amici ma, prima di andar via, per ringraziare il mio “Cicerone”, gli consegno una delle preziosissime ed introvabili borse Ikea “richiudibili”.

Mi metto in auto verso Sorrento e lungo il tragitto il cielo ricomincia ad annuvolarsi. Arrivo al garage verso le 16, qui metto ad asciugare le attrezzature già lavate, senza doverle portare a casa. Fortunatamente riesco anche a parcheggiare abbastanza agevolmente l’auto nel distributore sotto casa; in questi giorni festivi è sempre complicato trovar posto!
Alle 16:30 apro il frigorifero ed inizio a svuotarlo a caso, poi infilo una cialda nella “Frog” e mi preparo un bel caffè, sono così pronto per sedermi al computer per scaricare le immagini e guardarmele sul monitor da 27″. 

 

 

#57 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

La sveglia odierna è dolce, è il mio ultimo giorno di lavoro prima delle ferie natalizie e mi sono ritagliato una giornata tranquilla di lavoro in penisola sorrentina … approfittando anche della riunione aziendale su Teams per godermi il bel sole che c’è e consumare nuovamente la colazione ai tavolini del Bar De Maio di Sant’Agnello. La giornata  prosegue tranquilla e l’attesa della sera è ancora maggiore, accompagnata dal desiderio di andare in mare. Nel pomeriggio il cielo si rannuvola, ma in serata non peggiora. Le condizioni sembrano ideali … 

Alle 17:30 sono a Marina Grande di Sorrento, dopo aver accompagnato Lidia a danza e recuperato le bombole dal garage. Parcheggio l’automobile di fronte al ristorante Delfino perché ci sono molte auto parcheggiate dove abitualmente mi fermo, ma trovo posto lo stesso in prossimità delle scalette. Mentre mi vesto le auto vanno via e resto praticamente da solo giù alla marina. Non mi è più possibile spostare l’auto perché sono già tutto vestito e nemmeno rispondere alla telefonata del mio amico Francesco Rastrelli. Porto la fotocamera sulla barchetta ormeggiata vicino alla riva e torno indietro a chiudere la vettura e prendere le bombole, faccio molta fatica a causa dell’acqua bassissima che mi costringe a fare un lungo tratto con la pesante attrezzatura addosso. C’è una barca affondata nel porto che fotograferò al ritorno. Sono le 18 quando inizio a nuotare in superficie per raggiungere la punta della scogliera, il mare è calmissimo.

La configurazione utilizzata è quella abituale in questi ultimi tempi, con Sigma 15 mm con Minidome Saga Dive sulla Nauticam NA-D850 ed i flash ONEUW 160X. Effettuo il giro subacqueo “classico” ma più profondo.

Subito incontro una mazzancolla Paeneus kerathurus ma la perdo immediatamente dopo il primo scatto. Proseguo mio giro e costeggio la base di cemento di tre boe e lungo il percorso trovo uno spirografo, una gorgonia Leptogorgia sarmentosa di colore rosso, ma anche tanta immondizia: due copertoni, un parabordo, reti e nasse abbandonate, pezzi di vetroresina, stracci, bottiglie e barattoli.

Uso la torcia con il fascio stretto per scandagliare il fondale in lontananza e mi accorgo finalmente di un bel capone ubriaco Trigloporus lastoviza che riposa sul fango. Inizio a scattare ed il pesce inizia a muoversi di scatto un paio di volte emettendo il caratteristico grugnito, fin quando non scappa via come un missile.

Proseguo il mio giro a più basso fondale e qui incontro una seppia che si trova in una cassetta di frutta di plastica. Inizia a seppellirsi ma ben presto fugge via fino ad arrivare in prossimità di una murena … drizzo le antenne e mi preparo a scattare l’eventuale predazione … che non c’è! La murena infatti, inizia sinuosamente a fare marcia indietro prima di sparire nel buio. Sono ormai sulla via del rientro a terra ed incontro un bel paguro Dardanus arrossor.

In prossimità della scogliera trovo poi dei palloncini rossi, li recupero ma continuo a chiedermi perché mai non viene vietato il lancio in aria di questi oggetti pericolosissimi per le tartarughe marine ed i cetacei.  

Nel rientrare a terra recupero anche una bottiglia di latte,  un guanto in lattice,  un cappellino azzurro, un galleggiante da pesca ed un pupazzo di plastica che metto nel tascone della muta SANTI.

Sotto una grande attinia Anemonia sulcata intravedo un pesciolino che dorme … prendo il bastoncino metallico e sposto i tentacoli per capire di cosa si tratta … è un piccolo tordo che dorme sotto l’anemone. Un comportamento interessante che non avevo mai osservato e che provvederò a segnalare ai miei amici biologi ricercatori.

Esco dall’acqua e a fatica risalgo il lieve pendio sabbioso fino ad arrivare all’auto. La apro con il telecomando, lascio la bombola e la zavorra sul muretto e poi torno a prendere la fotocamera che ho lasciato vicino alla barca affondata. Sono senza la maschera ma  faccio comunque qualche scatto all’imbarcazione semiaffondata. 

Alle 19:30 sono in auto, avviso i miei familiari a casa e pubblico una “storia” su Instagram per fare anche gli Auguri di Buon Natale, poi inizio a sistemare l’attrezzatura nel bagagliaio. Torno a casa e lavo tutto, termino alle 20:45 quando vado a cenare. L’attrezzatura è ancora bagnata e bisogna asciugare bene prima di aprire lo scafandro per scaricare le foto. Accendo il computer e le copio sull’Hard Disk ed inizio a dare un rapido sguardo, poi comincio a scrivere questo mio racconto, mentre “ascolto” le partite di calcio in tv.

#56 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

La sveglia di venerdì suona alle 6:40 per accompagnare mia figlia Lidia a scuola, visto che anche oggi piove! Me ne torno a casa e trascorro la mattinata a guardare in tv la serie Gomorra. Sono in ferie come ieri ed il meteo mi costringe a restare chiuso in casa.  Più tardi la situazione migliora ed esce anche un pallido sole intorno alle 9:30. Continuo a guardare la tv seguendo le prove libere 1 dell’ultimo GP di F1 della stagione, ma ben presto il cielo si rannuvola di nuovo. Quando è quasi ora di pranzo, scendo con lo scooter per andare a guardare il mare e riprendere Lidia a scuola. C’è la neve sul Vesuvio, fa freddo ma le condizioni del mare sono buone, anche se l’acqua è molto torbida, dentro il porticciolo l’acqua è bianca. Vediamo come evolve la situazione nel pomeriggio …

Dopo pranzo guardo ancora in tv le prove libere 2 e nel frattempo inizio a preparare l’attrezzatura fotografica in previsione dell’immersione serale. Alle 16 porto mia figlia dal dentista e mentre siamo lì, inizia a piovere! Ci bagniamo mentre ritorniamo a casa sullo scooter sotto la pioggia che cadrà ininterrottamente fino a domenica mattina.  L’amara considerazione è quella di aver “speso” due giorni di ferie invano.

Oggi è lunedì mattina e si torna al lavoro con un gran gelo ma anche con un beffardo sole splendente ed un cielo limpido, si vede tutto il Golfo di Napoli. Stamattina ho anche ho tagliato la barba lunga di una settimana e me ne vado prima a Castellammare di Stabia, poi a Torre del Greco al Policlinico Federico II di Napoli. Me ne vado a pranzo da “Antonio La Trippa” dal mio amico Pino Bozza ed apprendo dal televisore del ristorante che il sorteggio della UEFA Champion’s League deve essere rifatto ex-novo a causa di un errore tecnico! Una vera  frittata, o meglio “THE SCEMPIOOOO”!

Il sorteggio viene così ripetuto alle 15, con una nuova serie di accoppiamenti. Quando raggiungo casa nel pomeriggio ho già tutto pronto. Effettuo prima una videochiamata Zoom precedentemente programmata e mi preparo, visto che fortunatamente Lorenza può accompagnare la sorella Lidia dall’ortodonzista all’uscita dalla lezione di danza, così posso andare a mare mentre il cielo si colora di rosso.

Carico l’auto e dopo aver preso attrezzatura in garage, accompagno Lidia a danza. Scendo a Marina Grande di Sorrento e non trovo il solito posto per l’auto vicino alle scalette, quindi mi sposto sullo scivolo di alaggio davanti alla strada di accesso alla Marina. Il mare è calmo ma comunque vado a vedere le condizioni all’esterno della scogliera dove ci sono due pescatori con le canne. Decido così di non andare verso sinistra come faccio abitualmente, ma di dirigermi verso la scogliera centrale per non disturbarli. Alle 18 circa sono in acqua; la temperatura esterna è di 9°C mentre quella dell’acqua oscilla tra i 16 e i 17°C, condizioni non proprio ottimali per incontri interessanti …

La visibilità dell’acqua è incredibilmente accettabile, controllo preventivamente la direzione con bussola, per evitare di perdermi al ritorno senza riferimenti ed inizio la mia discesa sul pendio fangoso al centro del passaggio tra le scogliere … un vero deserto! Le uniche presenze sono i tanti rifiuti che coprono il fondale oltre i 25 metri di profondità. 

L’unico sussulto mi viene regalato da una grande triglia molto collaborativa: la sollevo con il guanto ed inizia a nuotare docilmente e mi consente di scattarle una serie di foto senza scappare via.

Al di sotto della scogliera incontro una polpessa ed una fila di nasse nuove attualmente in pesca … del nulla! Recupero una maschera subacquea, una coppia di guanti, un birillo ed un vassoio di plastica marrone. Torno a terra agevolmente, anche senza usare la bussola, seguendo le onde della sabbia negli ultimi metri.