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Cala di Puolo in Apnea con il Poseidon Team

In previsione dell’imminente passaggio in Zona Rossa della Regione Campania a causa dell’aumento esponenziale dei contagi da Covid-19 e la relativa chiusura delle attività ricreative, oggi ho approfittato per andare in acqua con i miei amici del Poseidon Team A.S.D. 
L’appuntamento è per le 10:30 sotto casa del Presidente Antonio Mario, pensavo di essere in ritardo e invece sono il primo ad arrivare, i miei amici Gianpiero Liguori e Giancarlo Crimaldi sono in ritardo ed arrivano alle 11. Antonio e suo figlio Thomas caricano le attrezzature sull’auto di Giancarlo e andiamo a Puolo.

Quando arriviamo sul posto, approfitto dello scooter per trasportare i mono-bombola da 18 litri dei miei associati nei pressi della scogliera, agevolandoli almeno nel tragitto di andata, visto che non aspetterò la loro uscita dall’acqua, andando via prima. 
Ci vestiamo dopo aver scattato una foto ricordo insieme, sono il primo ad andare in acqua e devo confessare che sto imparando ad indossare la muta da apnea e la trovo molto comoda in acqua. 

L’acqua non è limpida ma il mare è piatto. Ho montato il Superdome ed il Sigma 15 mm per effettuare anche delle prove di riprese video, che mi serviranno per una installazione di una mostra d’arte a cui collaborerò la prossima estate.

Trascorro oltre un’ora in mare, senza vedere nulla di interessante, in questo posto il fondale è profondo e non ho una sufficiente apnea per immergermi qui. Mi dedico così a qualche scatto a mezz’acqua, ma anche ai miei amici mentre fotografano e a qualche selfie.  

Lascio i miei amici ancora in acqua quando ritorno a terra, mi svesto e avviso casa, faccio in tempo ad arrivare al momento della fine delle lezioni scolastiche on-line di mia figlia Lidia alle 14, con mia moglie che ha preparato il pranzo per quell’ora. 

Dopo pranzo provvedo a lavare la fotocamera e l’attrezzatura subacquea. Più tardi mi metto al pc per scaricare le immagini, mentre scrivo queste mie righe di riepilogo giornaliero, arriva la notizia del diciannovenne Jannic Sinner che, all’ATP250 di Sofia, è il più giovane italiano a vincere un torneo di tennis. 

Nel tardo pomeriggio scendo con mia moglie a passeggio per Sorrento, passo a salutare i miei genitori in previsione di almeno quindici giorni di lontananza forzata. Trascorro un’oretta con loro, poi rientro a casa per le 21. Dopo aver ordinato la pizza a domicilio, mi siedo davanti al computer per sistemare qualche foto … sono le 22:30 quando mi arriva un messaggio del mio amico Lauro Castellano “lightining hunter” …

Marco, ci sono bagliori dietro Ischia, preparati e sali sul terrazzo!

Prendo la “nuova” fotocamera Nikon D5200, da pochi giorni acquistata d’occasione, la monto sul cavalletto Manfrotto ed innesto il Nikon 16/35 mm, indosso un giubbino con cappuccio e salgo sul terrazzo. Trascorro quasi due ore in attesa dei fulmini che arrivano da molto lontano. Sono piccolissimi ed io ho difficoltà a gestire la fotocamera al buio, non conoscendone a memoria la disposizione dei pulsanti. Inizio a scattare ma non riesco mai a beccarne uno. Sono coperti dalle nuvole ed il bagliore è molto flebile. Pazientemente insisto, supportato dai messaggi vocali del mio amico, finalmente arrivano più a tiro, sono arrivati su Napoli e sembrano anche abbastanza localizzati. Inizio a scattare e finalmente becco il mio primo fulmine, poi inizio a prenderne più di uno, anche sullo stesso fotogramma. Sono felice ma proprio sul più bello, la batteria della fotocamera mi abbandona definitivamente. Non fa niente, mi sono divertito, non resta che andare a guardare le immagini al computer e … comprare una batteria di riserva! 

Lorelei con Dario, Antonio e Giancarlo

La prima operazione post sveglia è quella di tagliare la barba che ho lasciato crescere per due settimane; subito dopo effettuo una leggera colazione e poi vado di corsa a chiudere la fotocamera Nauticam NA-D850 per arrivare in tempo all’appuntamento con i miei amici del Poseidon Team A.S.D. 
Passo a prendere la muta da apnea in garage (che non posso indossare a casa come ha fatto Antonio Mario) e raggiungo la casa di Dario Di Napoli che ci attende per le 8:30. Parcheggio lo scooter e salgo a salutare i suoi bambini intenti a fare la prima colazione. Mi faccio preparare dal padrone di casa una “saponata” con il bagnoschiuma, avendone preparata io una con il detersivo per i piatti che ho trovato in garage!   
Aspettiamo l’arrivo di Antonio e scendo con lui le scale che ci portano al mare, mentre Dario attende l’arrivo da Napoli di Giancarlo Crimaldi che si unirà a noi.
I miei soci hanno da effettuare qualche allenamento e prove tecniche di safari fotosub con le nuove configurazioni adottate ultimamente, io approfitto per fare un tuffo con loro e per scattare delle foto e girare qualche filmato. Al proposito ho infatti montato il superdome ed il Sigma 15 mm.
Indosso la muta con la supervisione di Antonio, quando sono pronto, prendo la fotocamera ma mi accorgo che c’è una gocciolina all’interno dell’oblò, prima ancora di metterla in acqua. E’ in una zona laterale e non dovrebbe dare problemi ma nel dubbio decido di toglierla. Torno nella “grotta” dove abbiamo lasciato le nostre borse e apro lo scafandro. Pulisco con un fazzolettino l’interno dell’oblò ma l’umidità dell’ambiente appanna completamente il cristallo! Maledizione, provo ad arieggiare lo scafandro portandolo all’esterno, la situazione dopo un poco migliora, ma l’interno non è più perfettamente pulito. Richiudo lo scafandro e lo rimetto sottovuoto, avevo pensato di abortire l’uscita, ma alla fine è possibile portare la fotocamera in acqua.
Nel frattempo sono arrivati anche Dario e Giancarlo, mentre si vestono scatto qualche foto, avventurandomi anche nel bagno dove c’è Giancarlo seminudo, del quale vi risparmio la foto originale scattata, pubblicandone solo una fortemente riquadrata!

Ci tuffiamo alle 9 e ci dirigiamo verso il largo. Il mio intento è quello di scattare una bella foto all’edificio dal mare, ma c’è tanta ombra a quest’ora.  Effettuo subito la fato anche con Dario, ben consapevole che una volta entrati in acqua ci disperderemo inesorabilmente.
Trascorriamo circa tre ore in mare, con acqua a tratti torbida. Io mi divido tra i tre fotografi, invitandoli a collaborare per effettuare foto e video.
Devo confessare che oggi, con mare calmo non ho avuto nessun fastidio causato dal mal di mare e con la muta Mares acquistata dal mio rivenditore di fiducia Eurosub di Ciro dell’Anno, non ho sentito minimamente la sensazione di freddo. Anche la pesata da 7,5 kg sembra ottimale, ma forse andrebbe distribuita meglio posizionandola parzialmente sulla schiena.

Esco dall’acqua in anticipo rispetto ai miei amici ed inizio a spogliarmi, non ho ben capito dov’è la doccia calda (che si trova al piano superiore della struttura) visto che non è nel bagno, così mi svesto e asciugo senza approfittare della grande opportunità che invece sfruttano i miei amici al loro ritorno. 
Inizio la risalita lungo le scale e devo confessare di aver faticato non poco, con le gambe indolenzite dalle pinneggiate ed il peso della zavorra e della fotocamera, per raggiungere il cortile d’ingresso. Mi siedo sui gradini ed aspetto i miei amici. Sono passate le 1230 quando mi telefonano dopo essersi fermati per un aperitivo sulla terrazza che si trova lungo le scale. Li raggiungo e, dopo aver ammirato il magnifico panorama, ci sediamo per sgranocchiare dei tarallini prima di andare a pranzo. Alle 13 saluto i miei amici e vado a casa. 

Dopo pranzo mi stendo sul divano per guardare le prove del GP di Imola di F1 ma immediatamente mi addormento profondamente, sopraffatto dalla stanchezza.
Quando mi sveglio, finalmente mi posso dedicare a sistemare le foto scattate; per i video ci vorrà molto di più, ma confesso di essere molto soddisfatto per la piacevolissima giornata trascorsa con il Poseidon Team!  

San Montano con Poseidon Team A.S.D.

Dopo due mesi di pausa forzata, anche a causa di un recente, ulteriore, intervento di ricostruzione ossea odontoiatrica, torno in acqua con i miei amici del Poseidon Team A.S.D. a Massa Lubrense, in località San Montano.
Sveglia ore 6, alle 7 sono pronto e scendo sotto casa, dove mentre attendo il mio amico Lauro Castellano che passa a prendermi con l’auto, arriva Dario Di Napoli con lo scooter. Gli suggerisco di andare  sotto casa di Antonio Mario, il nostro Presidente, per ottimizzare i tempi ed avviarsi sul posto.

Appena arriva Lauro salto a bordo, passiamo a prendere l’attrezzatura in garage e raggiungiamo i nostri amici. Mentre Lauro parcheggia l’auto esplode un pneumatico che deve essere sostituito prima di parcheggiarla. Una volta pronti scendiamo le scalette ed iniziamo a vestirci. Con noi c’è anche Thomas, il figlio di Antonio e ci raggiunge con il gommone da Napoli anche il nostro socio Giancarlo Crimaldi con la moglie Simona.


Siamo riuniti per una gara sociale denominata “Biathlon”, che consiste in due giornate di gara, la prima dedicata al Safari Fotografico Subacqueo, la seconda giornata, la prossima settimana, in una gara di Pesca in Apnea, in una località che definiremo in settimana. 
In verità, non ho attrezzato la mia fotocamera per “competere” con i miei amici, non ho nessuna intenzione di riprendere a gareggiare, loro invece devono allenarsi per i Campionati Italiani per Società di Safari Fotosub che si svolgeranno a settembre. Ho infatti montato sulla Nauticam NA-D850 il Nikon 16-35 mm e superdome, nessun flash e a supporto, la GoPro Hero 7 nello scafandro T-Housing.  
E’ stata anche l’occasione di sfoggiare la nuova muta da Apnea acquistata presso il mio rivenditore di fiducia Eurosub, facendomi supervisionare nella vestizione.
Appena pronti ci tuffiamo, sono le 8:30, il cielo è coperto, c’è un pò di onda e la cosa non è positiva per il mio mal di mare … mi trattengo così quasi sempre all’interno delle scogliere per sentire di meno il moto ondoso.  Approfitto per scattare qualche foto e video ai miei amici in azione, ma soprattutto ad effettuare qualche scatto a mezz’acqua, nonostante il moto ondoso.
Trascorro circa due ore in acqua e quando ormai il mal di mare incalza, me ne torno a terra dove c’è Thomas. Ho commesso un grave errore, ho lasciato nell’auto la borsa con asciugamani e vestiti, non mi resta che svestirmi ed attendere l’arrivo di Lauro con le chiavi. Finalmente rientrano alla base tutti e così ce ne torniamo a casa circa a mezzogiorno. Il tempo di lavare tutto e stendere il bucato ed è ora di pranzo. Il pomeriggio prosegue con un sonnellino ristoratore e poi davanti alla Tv per guardare il primo GP di F1 della stagione 2020.
Mentre scrivo queste righe i miei amici stanno già inviando le loro foto, io non le ho ancora guardate, ma di certo non ne ho di immagini “canoniche” da sottoporre alla giuria, ma poco importa. Mi metto così al lavoro per inviarle comunque in serata ….

Oasi in Città di Sant’Agnello

Le mie condizioni psico-fisiche non sono ottimali, la schiena continua a tormentarmi, ma anche lo stress lavorativo resta a livelli molto alti. Nonostante l’invito di qualche amico, non mi sono sentito in forma per andare in acqua, ma grazie a mio cugino Claudio, ho potuto soddisfare la voglia di immergermi … senza grande aggravio di peso …
Subito dopo pranzo sono così uscito con i miei familiari per andare a Sant’Agnello presso l’Oasi in Città. Qui mi attendeva Claudio che da quattro anni porta avanti con il WWF, questo bellissimo angolo verde costruito al di sopra di una autorimessa interrata. Il punto d’attrazione del parco è il laghetto con le ninfee ed i carassi.
Oggi ancora una volta mi sono immerso con la fotocamera per fotografare le ninfee rosa e gialle che sono fiorite tra le foglie galleggianti della pianta. L’acqua si sporca istantaneamente al mio ingresso nel laghetto, con il sedimento che si solleva dal fondo al mio incedere verso i vasi fioriti. Tutto intorno a me si distribuiscono i pesci rossi, le carpe, le alborelle e le gambusie che approfittano dell’inaspettata disponibilità di cibo messa a disposizione nella colonna d’acqua. L’orario ahimè non è più ottimale, sopraggiunge l’ombra di un palazzo sul laghetto, e le ninfeee iniziano a richiudersi. Devo fare presto, ma anche muovermi in acqua con cautela, per non rendere inguardabili le foto scattate.
Mi dedico ad alcuni scatti a pelo d’acqua, con la speranza che qualche pesce si faccia ritrarre all’interno dell’inquadratura. Trascorro circa 60’ nell’acqua gelida, spostandomi tra le varie postazioni. Quando sono ormai pronto ad uscire, Claudio va a prendere due tartarughe acquatiche dalla pozza che ne accoglie una dozzina, portate dalla gente all’oasi perchè divenute troppo grandi per allevarle in un acquario di casa. Così mi sono divertito ad inseguirle nel laghetto, tra le foglie e la melma sollevata. Le ho perse di vista più volte, ma alla fine le abbiamo recuperate e riportate alla loro abituale dimora.
Alle 16:30 siamo di nuovo tutti a casa, dopo il doveroso risciacquo della superficie esterna della fotocamera, procedo al risciacquo della superficie esterna del sottoscritto, con il getto bollente della doccia!       

 

Spiaggia San Francesco in Apnea

Stamattina sono tornato di nuovo in acqua; stessa procedura, con sveglia addirittura anticipata alle 5:15 per incontrarmi con il mio amico Antonino Maresca  alle 5:45 al porto di Sorrento. La borsa sub era già pronta mentre ho dovuto sistemare la fotocamera in gran fretta, evitando di far troppo trambusto in casa per non svegliare i miei familiari.

Raggiungo il porto e scarico l’attrezzatura dallo scooter, in quell’istante mi sento chiamare dal mio amico che è pronto a scendere in acqua. Scatto una foto ricordo con lui e inizio a vestirmi mentre lui va a fare il suo giro in mare. 
Il cielo è nuvoloso e l’acqua incredibilmente torbida, di un verde scuro e piena di sospensione, l’effetto lockdown sembra già essere completamente svanito dopo tre giorni di ripresa delle attività antropiche. Mi accorgo solo in acqua di aver mal sistemato la fotocamera nello scafandro, deve esserci qualcosa che tocca qualche pulsante ed ha bloccato le funzioni della fotocamera, non consentendomi di variare  nessun parametro della fotocamera, impostata su 1/80 f:11 iso 400. Funziona solo l’autofocus e lo scatto, non posso nemmeno rivedere le foto scattate, se non nell’istante nel quale le ho scattate. Inizio il mio giro dirigendomi all’esterno delle scogliere fino ad arrivare quasi alla Marina Grande, mi fermo infatti sotto Villa Tritone ed inizio il rientro, con i gabbiani che si scagliano urlanti verso di me per allontanarmi dai loro nidi che si trovano  tra le insenature della roccia. Mi fermo presso le rovine della villa romana di Agrippa e ritorno indietro passando all’interno delle scogliere frangiflutti. Qui dove l’acqua è leggermente più limpida, incontro alcuni nuotatori che hanno iniziato gli allenamenti in mare, non potendo nuotare ancora nelle piscine, ancora chiuse causa Covid-19. Proprio quando sono prossimo al rientro a terra vedo galleggiare un guanto in lattice a pelo d’acqua, più in là ce n’è un altro sul fondo; avviso uno dei ragazzi che li recupera prontamente. A pelo d’acqua, c’è anche una mascherina che galleggia nei pressi del bagnasciuga. La raccolgo e inizio a svestirmi, nel frattempo sopraggiunge anche il mio amico Antonino che ha terminato la sua passeggiata. Lo saluto e me ne rientro a casa per iniziare a lavorare in perfetto orario per le 8:30, come da programma. 

 

Marina Grande in Apnea

Ho letto e riletto mille volte il documento di chiarimento n.25 del 4 maggio 2020 redatto dal Presidente della Regione Campania Vincenzo de Luca fino a tardissima sera … l’attività sportiva individuale di tipo amatoriale  può essere svolta dalle ore 6 alle 8:30 … la mia interpretazione è stata poi supportata dai messaggi dei miei amici pescasub che sono già andati in acqua di mattina. Nel dubbio ho provveduto ad assemblare la mia Nauticam NA-D850 con il superdome ed il Sigma 15 mm, dopo una controllata alle batterie dei flash ONEUW, decido di portarli comunque anche se non perfettamente carichi. Vado a dormire sul divano per non svegliare mia moglie e alle 5:30 di questa mattina sono saltato di scatto dal divano pronto per iniziare la giornata!
Ingurgito al volo un boccone, mi vesto e monto sullo scooter con direzione Marina Grande di Sorrento. La strada è semideserta e raggiungo il porticciolo dove una barca sta scaricando da bordo le reti sulla banchina. Sistemo lo scooter e mi vesto, sono passate da poco le 6 quando mi tuffo con la muta stagna in neoprene, ma ovviamente in apnea, essendo al momento vietate le immersioni subacquee dal decreto ministeriale. La sensazione di tornare in acqua è bellissima ed allo stesso tempo strana, sono leggermente “positivo” in acqua nonostante i tanti kg di piombi e le pinne che uso non sono adatte a nuotare per lunghi tratti, ma devo fare di necessità virtù. L’acqua è pulita ma non cristallina come mi aspettavo, inizio ad avanzare partendo dalla banchina di pietra e me ne vado in giro tra le boe fino ad arrivare nei pressi del ristorante Delfino.  
Al mio passaggio le castagnole iniziano ad inabissarsi, mentre pochi attimi prima erano quasi a pelo d’acqua. Nei pressi di una delle boe all’improvviso vedo alcuni pesci balestra. Prendo fiato e tento la discesa per raggiungerli a circa 5 metri di profondità, ma non riesco nemmeno a scendere di un metro, per cui desisto subito. Anche la fotocamera con il grande oblò ed i bracci galleggianti è leggermente positiva in acqua, è impensabile immergersi, così mi dedico esclusivamente a scatti in superficie e a mezz’acqua. Di frequente le mie pinne si aggrovigliano con la sagola del pallone segnasub, ma non c’è soluzione diversa quindi mi adeguo. 
Controllo l’orario sui dati di scatto del display della fotocamera, non avendo più un orologio subacqueo funzionante (prossimo acquisto o regalo …. arriva tra poco il mio compleanno) e mi accorgo che è ora di rientrare verso terra. Lungo la scogliera incontro una coppia di seppie mimetizzate sulla roccia, scatto subito ma ho i flash spenti perchè stavo eseguendo degli scatti in luce ambiente … mi allontano un poco per non disturbarle, riaccendo prontamente i flash e torno alla carica ma delle seppie non v’è più traccia. Provo a guardare con attenzione per qualche minuto poi, richiamato dall’orario limite delle 8 che mi ero imposto per tornare a casa in tempo per iniziare a lavorare, mi avvicino alla banchina passando all’interno delle scogliere frangiflutti, nei cui pressi c’è sul fondo una stella pentagono, scartata e ributtata in mare dai pescatori che l’hanno “catturata” con le reti. L’ultimo scatto e via, prima delle 8 inizio il rientro alla base. Risalgo agevolmente la scaletta di pietra, saluto alcuni dei miei amici storici della marina, Raffaele, Michele o’ Puledrone con suo figlio, mi svesto esistemo tutto il materiale sullo scooter, a casa il tempo di una doccia veloce e sono pronto per iniziare la mia giornata!

2° Stage Apnea Academy – Umberto Pelizzari

Questa mattina ho trascorso tutta la mattinata per seguire e fotografare lo stage di apnea tenuto da Umberto Pelizzari presso la Piscina Ulysse di Sorrento. L’evento, organizzato dal mio caro amico Gianmarco Giordano, istruttore Apnea Academy, ha visto partecipare un grande numero di apneisti, tra i quali i miei amici Gianluigi, Massimiliano, Giancarlo, Fabio e Raffaele.
Avendo avuto un problema ad un orecchio durante il mio ultimo viaggio alle Maldive, ho evitato di mettere la testa sott’acqua, ed ovviamente non ho potuto scattare come avrei voluto, anche se era comunque difficile essere in acqua vicino agli atleti senza disturbarli nelle loro sessioni d’apnea statica. Ecco il resoconto fotografico della giornata.