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#6 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Oggi non è impostata la sveglia. Verso le 10 vado a comprare il pesce per il pranzo e poi vado a riprendere le quattro bombole cariche con lo scooter da Maresca Sport,  ma devo fare due viaggi per portarle in garage. Mi metto poi a sistemare qualche foto dello Zeus faber scattate l’altra sera, ma ben presto si fa ora di preparare il pranzo e di domenica, quando posso, cucino io. Così mi metto a preparare una  calamarata che a detta dei miei familiari, è venuta anche particolarmente bene. Dopo pranzo ritorno al computer a proseguire il lavoro di post-produzione ed inizio contestualmente a sistemare l’attrezzatura fotografica, anche le batterie sono state inserite ben cariche. Confermo ancora una volta tutta la configurazione fotosub e provo ad invitare qualche amico per avere compagnia in acqua ma non trovo nessun Buddy per la serata. 

Il vento ha ruotato di quadrante, adesso viene da Sud e le condizioni sono ideali. Guardo ancora una volta un film su Amazon Prime per attendere le 18. Dalla finestra si vede un roseo tramonto, la   temperatura dell’aria è di 12°C e sono pronto per andare a mare. Scendo verso le 18:30, passo per il garage e poi scendo a Marina Grande di Sorrento. Arrivato al porto regna un’umidità pazzesca, perché non c’è nemmeno un alito di vento. Parcheggio l’auto e mi vado ad affacciare, c’è un pescatore sul muretto; scambio due parole con lui e lo avviso che non lo avrei disturbato. Vado a prepararmi e alle 19:30 sono in acqua.

Scendo dritto verso il fondo e provo a fare stesso giro dell’ultima volta, raggiungo uno scarpone, la testa di bambola e la gorgonia rossa arborescente. 

In profondità anche stasera non c’è granché, fortunatamente risalendo incontro un piccolo Pesce San Pietro sotto una cima. Mi avvicino e scatto, lo seguo nei suoi movimenti e mi porta ad incontrarne un secondo esemplare, piccolo come l’altro. Lascio il primo Zeus faber, ormai spaventato dai flash e poco collaborativo ed inizio a scattare al secondo che seguo fino ad arrivare sotto alla scogliera. Ben presto scompare tra i suoi grandi massi, ma lungo il “percorso” sono riuscito a fare comunque un selfie con lui!

Dopo 45 minuti l’aria delle bombole è quasi finita, passo a controllare l’attinia ma negli ultimi metri prima di rientrare a terra, in un metro d’acqua, vedo una seppia che inseguo a lungo mentre scatto a ripetizione. La seguo fino a raggiungere la superficie con la bombola che esce fuori dall’acqua! 

WHOW che bella serata! Esco fuori e arrivo all’auto, mentre inizio a spogliarmi, arriva il mio amico Raffaele con il suo cane, poco dopo anche Salvatore con il suo amico peloso. Chiacchieriamo un poco mentre termino l’operazione di smontaggio. Avviso casa con una telefonata e alle 21 sono già in auto diretto a casa. Provvedo a lavare l’attrezzatura, cenare e guardare il secondo tempo della bella partita di calcio Atalanta-Inter. Verso le 22:30 sono davanti al computer, pronto a controllare le foto scattate!

 

 

 

#5 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Accompagno mia figlia Lidia a scuola che oggi entra alle 7:50 ed approfitto per andare a guardare il mare. La temperatura è molto bassa, intorno agli 8°C a causa del vento freddo che ancora soffia da Nord, ma che sembra finalmente in scaduta. Le condizioni sembrano favorevoli, bisogna vedere come evolve in serata.
Passo anche in farmacia per prenotare le terze dosi di vaccino anti Covid-19 ai miei familiari e poi torno a casa per seguire la riunione nazionale aziendale su Teams fino all’ora di pranzo. Nel primo pomeriggio seguo anche una nuova riunione regionale ma termina abbastanza presto così ho anche tutto il tempo di organizzare la mia serata …

I siti web meteorologici che ho consultato non mi suggeriscono condizioni ideali a differenza delle precedenti sere nelle quali sono andato a mare e nelle quali non ho avuto le soddisfazioni attese a seguito delle aspettative. Decido così di “sfidare” la sorte ed andare a controllare …

Approfitto anche per guardare un film su Amazon Prime in attesa che faccia buio e mentre lo seguo, preparo lo scafandro Nauticam NA-D850 con il solito Sigma 15 mm, il minidome Saga Dive ed i flash ONEUW 160X. Ho la barba lunga e la devo quindi tagliare per evitare infiltrazioni d’acqua indesiderate, ma non ho nessuna fretta, voglio che faccia “notte notte”. Intanto un bel tramonto illumina di rosa il cielo mentre la luna crescente è già visibile nel cielo. 

Per le le 18 sono pronto, ma aspetto le mie figlie per accompagnarle a danza, passo un attimo al garage con loro per prendere i piombi e la bombola e le lascio alla scuola prima di scendere a Marina Grande di Sorrento.  Quando arrivo al borgo vado a guardare il mare dal muretto e vedo che c’è ancora una leggera onda fuori della scogliera, ma nulla di compromettente. Parcheggio l’auto di fronte alla scaletta e mi preparo. Non c’è nessuno stasera. 

Alle 19 sono con le gambe nell’acqua bassa del porticciolo. Scatto una foto esterna e mi immergo. Fuori la scogliera l’acqua è più sporca rispetto all’interno dove è molto limpida. Scendo subito in profondità e sul fondo trovo la testa di una bambola ed un piccolissimo polpo nel collo di una bottiglia. La torcia di ricerca illumina un pesce serpente ma al limitare del cono di luce si staglia l’inconfondibile sagoma di un pesce San Pietro. 

Cambio immediatamente soggetto ed inizio ad avvicinarmi. Sono sui 35 metri di profondità dove c’è la gorgonia arborescente rossa ed inizio a scattare foto da una breve distanza. Il pesce si solleva ed inizia a spostarsi verso il basso. Lo aggiro e lo inseguo a lungo, tentando di portarlo verso la superficie, ci riesco in parte fino a raggiungere la base di una delle boe di ormeggio che sono nello specchio d’acqua antistante il borgo e proprio sfruttando il momentaneo impedimento alla fuga, riesco a “bloccarlo” e a scattare un “mitico” selfie con il mio pesce preferito. Scatto più di una immagine con il pesce che si muove “intrappolato” tra la mia maschera e la fotocamera. Ben presto lo perdo nel fango sollevato. Ho consumato molta aria e devo iniziare la risalita dopo meno di dieci minuti d’immersione. Non sono particolarmente allenato in questo periodo ed i 100 bar di aria che ho nella bombola mi suggeriscono di tornare subito a ridosso della  scogliera.

Ritrovo un pezzo del relitto di una barca che non vedevo da tempo perché abitualmente sono più in profondità quando passo in questa zona e poi trovo una grande rete abbandonata, un carrello del supermercato nei cui pressi c’è un polpo, più in avanti una bella seppia. Sono passati comunque circa 40 minuti quando rientro all’interno delle scogliere e mi metto in cerca di cavallucci marini tra le alghe. Non ce ne sono e da molto tempo non ne vedo, decido così di terminare l’immersione dopo 50 minuti.

Salgo sulla spiaggia e raggiungo l’auto, mi spoglio e controllo l’orario. Sono le 20:25 e alle 20:30 escono le ragazze da danza. Accendo l’auto e provo a chiamarle al telefono, non sono raggiungibili, allora chiamo mia moglie Mariolina per avvisarla che sono uscito dall’acqua e vado a prendere le ragazze dopo averle avvisate con un messaggio whatsapp. Le prendo all’uscita dalla lezione e torniamo a casa insieme, mi aiutano anche a trasportare le attrezzature.
Porto fuori in terrazzo i borsoni per lavarne il contenuto, ma mi accorgo che il lavatoio ha lo scarico otturato e quindi non posso lavare nulla stasera! Lascio tutto lì ma mi dedico allo scafandro riempiendo d’acqua la cesta in plastica nella quale la trasporto.  Provvederò domani a completare l’operazione dopo aver sistemato lo scarico. Verso le 22, dopo cena, apro lo scafandro ed inizio a guardare  le foto scattate, felice per la bella serata trascorsa in mare. 

La scelta di assecondare l’istinto è stata premiata, “sentivo” che avrei incontrato il mio amico Zeus!

 

 

 

#4 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Anche stamattina mi sono dedicato a sistemare qualcosa nell’acquario marino tropicale che ho nel salone di casa, poi sono andato a ricaricare le bombole scariche ed ho effettuato un sopralluogo … c’è vento da Nord e una leggera onda, l’acqua nel porticciolo è torbida ma fuori sembra accettabile. Vediamo come evolve la giornata …

Tornato a casa inizio a smontare l’albero di Natale, ma non è un’operazione che amo e lascio campo libero alle mie donne. Dopo pranzo mi siedo al computer a sistemare qualche vecchia foto ma la mia mente è in “moto” con un pensiero fisso … “ho fatto la terza dose (d’azoto) perché non fare anche la quarta?” Il meteo è accettabile, penso che si possa provare a caricarsi di un pò di azoto sott’acqua! 

Nonostante le ultime immersioni siano state abbastanza deludenti, è sempre bene andare a mare a controllare, anche per compensare i periodi nei quali non potrò andarci. Alle 16:45 mi decido e preparo la fotocamera, è già tutto configurato, devo solo inserire le batterie nei flash e chiudere lo scafandro. Decido anche di approfittare per prendere dal garage gli scatoloni per riporre a posto gli addobbi natalizi, ma poi cambio idea e scendo direttamente “Ready for Diving”.

Passo lo stesso per il garage a prendere la bombola e alle 17:30 sono a Marina Grande di Sorrento. Quando arrivo non c’è il solito posto per l’auto ma c’è Antonio Ferola che sta pescando e sta mostrando la sua tecnica ad un’amica veneziana. Non lo avevo chiamato preventivamente per non “costringerlo” a scendere a pescare e lui ha fatto lo stesso pensando la medesima cosa!

C’è onda fuori la scogliera, ma non ho problemi ad entrare in mare. Mi comincio a preparare ma mi accorgo di aver lasciato il cappuccio ed i guanti a casa ad asciugare! Torno su e poi ritorno indietro, ancora una volta non trovo libero il “posto mio” e sono costretto a trasportare la pesante attrezzatura fino alle scalette. 

Finalmente sono pronto ed entro in acqua alle 18:30. Ho deciso di andare verso destra per non disturbare Antonio e gli altri pescatori che nel frattempo sono arrivati, ma una volta in acqua sono costretto a cambiare percorso a causa di una rete posizionata già all’interno del porto.

L’acqua dentro la scogliera è sporca come immaginavo, mentre fuori migliora leggermente. Vado giù dritto verso il fondo fino a 30 metri, non c’è granché  così risalgo subito a quota più bassa per costeggiare la scogliera fino ad arrivare sotto la terrazza dell’hotel.

Durante il tratto profondo ho visto una gorgonia arborescente Leptogorgia sarmentosa rossa e la ripulisco da un pezzo di rete che poi recupero. Più avanti ancora ritrovo l’Alicia mirabilis sul pezzo di vetroresina. Proseguendo verso la superficie, incrocio un piccolo polpo ed un primo pesce serpente Ophysurus serpens che quando accendo la luce rossa si nasconde comunque.

Proseguendo segnalo un Gronco delle Baleari, una castagnola Chromis chromis in un boccale di birra, il WC con i pesciolini dentro, un cerianto viola con un granchio alla base e  durante il rientro sotto la scogliera, saluto il mio amico “Pippo” che si lascia avvicinare e accarezzare sulla testa dopo aver acceso la luce blu che non lo fa spaventare.

Ho solo 50 bar nelle bombole e sono in punta al molo dopo i canonici 60 minuti d’immersione. Fotografo una stella marina sul cuscino gonfiabile giallo, il tordo verde addormentato sotto l’attinia e mi accingo a tornare a terra.

Mi viene in mente di andare a controllare la rete e ci sono alcune triglie appena impigliate e vitali. Inizio così a fotografare e lo faccio per buoni 20 minuti fin quando l’erogazione dell’aria dalle bombole termina e sono costretto a risalire in superficie con zero bar.

Quando risalgo trovo Antonio e Valentina sulla spiaggia che mi sono venuti incontro. Antonio prende la fotocamera e la mostra alla sua amica, io ritorno ad aprire auto e scaricarmi dell’enorme peso. Mi accorgo che è piovuto ed il pavimento è bagnato. Mi svesto ed il mio amico mi aiuta nell’operazione. Appena terminato scatto una foto ricordo prima di ritornare a casa verso le 21. Solita consueta mezz’ora impegnata nell’operazione di lavaggio delle attrezzature e finalmente posso sedermi a tavola. Verso le 22.30  passo ad asciugare lo scafandro e lo apro per caricare le foto sul computer ed iniziare a guardarne il risultato. 

Stasera mi sono “salvato” in zona Cesarini, gli ultimi minuti sono stati quelli più intensi e significativi, qualche scatto interessante è stato messo in archivio, altrimenti sarebbe stata un’altra serata magra e avara  di soddisfazioni, ma l’accaduto rafforza ancora di più la mia convinzione che bisogna sempre insistere e non “mollare” mai! 

 

#3 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Anche oggi la mattinata trascorre sbrigando qualche commissione: al supermercato, in farmacia, alla ricerca di alcune foto nell’archivio per il libro dei miei genitori, una piccola pulizia ai vetri dell’acquario e … un sopralluogo metereologico!  Vado a guardare il mare perché da casa mi sono accorto che c’è molto vento e bisogna controllarne la direzione. Fortunatamente è un intenso scirocco ed il mare è ottimo come previsto.

Dopo pranzo mi siedo davanti al computer per mettere a punto i racconti delle due prime immersioni del 2022 e mando il consueto messaggino al mio amico Antonio Ferola che inizialmente mi scrive di non pensare di scendere a causa del vento intenso.

Nel tardo pomeriggio inizio ad assemblare lo scafandro e preparare le borse per andare a mare. Alle 17 Antonio mi manda un video “live” dalla Marina Grande nel quale mi dice. “Scendi! E’ bellissimo!” Termino la preparazione e scendo di casa, passo al garage a prendere la bombola e arrivo al porticciolo. Riesco agevolmente a parcheggiare vicino alle scalette e vado a salutare il mio amico pescatore. Mi segnala però che per la sua pesca le condizioni non sono ottimali. 

Alle 18 sono in acqua, sempre con marea bassissima. La visibilità esterna al porto è ottimale e la temperatura sembra anche più fredda … spero in una bella serata!

Le mie aspettative sono clamorosamente infrante, la serata è particolarmente negativa. Il fondo sabbioso che riesco a scrutare agevolmente con la torcia di ricerca è un deserto. La desolazione è interrotta solo dai rifiuti sottomarini che costellano il fondale e da poco altro: una piccola Alicia mirabilis su una nassa, un sarago maggiore, un primo serpente di mare Ophysurus serpens, poi un altro più piccolo ed infine il terzo, il mio amico “Pippo” sotto la scogliera. Lo avevo visto da lontano con la bocca spalancata e la testa fuori di un palmo abbondante dal sedimento. Spente le luci mi sono avvicinato lentamente ma il pesce evidentemente, avvertendo la mia presenza, si ritrae all’interno della sua buca per sfuggire alle mie attenzioni.  

Rientro a terra sconsolato dopo circa 60 minuti. Antonio mi viene incontro e prende la mia fotocamera e mi accompagna all’auto. Anche la sua serata è stata negativa, infatti ha già raccolto le sue canne per tornare a casa ed ha atteso il mio rientro prima di andar via. Mi svesto e sistemo l’attrezzatura, unica nota positiva, ho raccolto un artificiale da pesca per lui che ho messo in un barattolo di vetro all’interno della tasca della muta per non bucarla!

Lo saluto dopo aver scattato una foto ricordo, me ne torno a casa a lavare tutto. Il vento è ancora intenso e fuori al balcone mi congelo mentre effettuo l’operazione. Unica nota positiva però, quella di avere pochissime foto da sistemare dopo cena prima di pubblicare questo racconto! 

 

#1 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

La mattinata trascorre tranquilla a casa a sistemare qualche foto al computer che andrà inserita nel libro sulla storia subacquea dei miei genitori che ben presto sarà pubblicato. Scendo ad acquistare alcune cose in farmacia e poi passo al centro di eco-raccolta dei rifiuti di Sorrento per buttare del materiale plastico che si era accumulato in garage.

Approfitto per fare un sopralluogo per controllare le condizioni meteo-marine. Il cielo è nuvoloso ma il mare è calmo e sembra pulito. Prendo il corrugato del GAV che mi ha dato problemi nell’ultima immersione e lo porto a casa per provare a ripararlo. Lo smonto e metto il pulsante nell’aceto, poi lo rimonto ma devo controllare se tutto ok prima di andare a mare.

Dopo pranzo trascorro ancora un pò di tempo a “lavorare” qualche foto scattata nelle ultime immersioni, poi inizio a preparare la fotocamera per la serata. Non cambio configurazione, lascio sempre il minidome Saga Dive ed il Sigma 15 mm.

Mando un messaggio al mio amico Antonio Ferola che si lascia convincere a scendere a pescare e si avvia alla Marina Grande di Sorrento prima del sottoscritto. Mi manda alcuni video su whatsapp per mostrarmi le condizioni attuali del mare: un leggerissima onda causata dal vento che si è alzato e che a lui da molto fastidio durante il lancio dell’artificiale.

Alle 17:30 sono alla marina e mentre mi sto vestendo mi sento chiamare per nome! E’ il mio amico e collega Pasquale Soria di Napoli, venuto a fare una passeggiata a Sorrento con la famiglia. Scattiamo un selfie insieme, gli fornisco qualche dritta per cenare qui al borgo dei pescatori e continuo la mia vestizione.

Alle 18 entro in acqua con una bassissima marea che mi costringe a camminare a lungo prima di poter galleggiare e quindi alleviare il gran peso che porto addosso. All’interno del porticciolo l’acqua è abbastanza limpida, fuori peggiora leggermente, ma è più che accettabile.

Effettuo giro “classico”, una puntata verso i 35 metri e poi direzione verso l’hotel dove poi inizio il rientro a terra. Incontro una bella Alicia mirabilis su un pezzo di barca in vetroresina e poi una mazzancolla che individuo dall’occhio rubino che si illumina con la lampada da ricerca mentre è sepolta nel fango. Mi avvicino e il crostaceo inizia a spostarsi con il suo classico movimento all’indietro “a gambero”, ben presto lo perdo ma riesco a scattare qualche foto in più rispetto alla precedente volta.

Arrivato sotto l’hotel dove c’è anche il mio amico Antonio a pescare, incontro un grosso pesce lucertola. Sono presenti molti rifiuti che inizialmente avevo deciso di non fotografare più, poi cambio idea e scatto qualche foto. Una murena è a caccia di prede ed una grande triglia si lascia avvicinare docilmente. Lungo il percorso di ritorno, a ridosso della scogliera incontro anche alcune stelle corazzate ed il mio “amico” pesce serpente soprannominato “Pippo”, perché è un individuo, ben riconoscibile dalla protuberanza carnosa che ha sul muso, che ormai incontro da anni sempre nello stesso posto. 

Sono praticamente nel porto quando incontro una bella seppia che ben presto si rifugia tra i massi della scogliera frangiflutti. In questo punto è presente anche una grande Anemonia sulcata, vado a controllare di nuovo al di sotto dei tentacoli dell’anemone per verificare se il precedente incontro con il tordo era occasionale o meno … sollevo i tentacoli con la bacchetta metallica ed il pesce c’è anche stasera! Si tratta di un Tordo Verde Symphodus roissali e riesco a fotografarlo meglio, mentre si sposta disturbato dalla mia lampada. Molto interessante, il mare non finisce mai per stupirmi. Appena tornato a casa segnalerò l’accaduto ai miei amici ricercatori … la cosa è biologicamente molto intrigante.

Antonio è intento a pescare e non si accorge che sono prossimo ad uscire dall’acqua e non arriva in tempo per aiutarmi. Faccio ovviamente da solo, ma viene con me sulla spiaggia a scattarmi qualche foto quando torno indietro per riprendere la fotocamera e le pinne che avevo lasciato sulla barchetta. Gli avevo recuperato due esche ma me le sono perse non potendole mettere nella tasca della muta per evitare di bucarla. Torno indietro ma niente, non riesco a ritrovarle. Raggiungo l’auto e prendo la tanica con acqua dolce e mi sciacquo sommariamente, solo per eliminare la sabbia dai piedi,  visto che domani mattina presto andrò di nuovo a mare con Ciro Dell’Anno di Eurosub.

Scattiamo un ultimo selfie ricordo insieme poi torno a casa, lascio il borsone  con pinne, gav ed erogatore in auto e porto a casa solo la fotocamera che lavo ed apro. Stendo la muta ad asciugare a piedi in sù così come il sottomuta, sperando che siano in condizioni ottimali per l’indomani.

Amo le notturne invernali, sono belle proprio perché alle 20:15 sei già a tavola per la cena e alle 21 già pronto a scaricare e guardare le foto. Stasera non mi trattengo a lungo, domani mattina la sveglia suona molto presto per andare dal mio amico Ciro a Portici. Vado a dormire felice di aver “bagnato” il 2022!

#56 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

La sveglia di venerdì suona alle 6:40 per accompagnare mia figlia Lidia a scuola, visto che anche oggi piove! Me ne torno a casa e trascorro la mattinata a guardare in tv la serie Gomorra. Sono in ferie come ieri ed il meteo mi costringe a restare chiuso in casa.  Più tardi la situazione migliora ed esce anche un pallido sole intorno alle 9:30. Continuo a guardare la tv seguendo le prove libere 1 dell’ultimo GP di F1 della stagione, ma ben presto il cielo si rannuvola di nuovo. Quando è quasi ora di pranzo, scendo con lo scooter per andare a guardare il mare e riprendere Lidia a scuola. C’è la neve sul Vesuvio, fa freddo ma le condizioni del mare sono buone, anche se l’acqua è molto torbida, dentro il porticciolo l’acqua è bianca. Vediamo come evolve la situazione nel pomeriggio …

Dopo pranzo guardo ancora in tv le prove libere 2 e nel frattempo inizio a preparare l’attrezzatura fotografica in previsione dell’immersione serale. Alle 16 porto mia figlia dal dentista e mentre siamo lì, inizia a piovere! Ci bagniamo mentre ritorniamo a casa sullo scooter sotto la pioggia che cadrà ininterrottamente fino a domenica mattina.  L’amara considerazione è quella di aver “speso” due giorni di ferie invano.

Oggi è lunedì mattina e si torna al lavoro con un gran gelo ma anche con un beffardo sole splendente ed un cielo limpido, si vede tutto il Golfo di Napoli. Stamattina ho anche ho tagliato la barba lunga di una settimana e me ne vado prima a Castellammare di Stabia, poi a Torre del Greco al Policlinico Federico II di Napoli. Me ne vado a pranzo da “Antonio La Trippa” dal mio amico Pino Bozza ed apprendo dal televisore del ristorante che il sorteggio della UEFA Champion’s League deve essere rifatto ex-novo a causa di un errore tecnico! Una vera  frittata, o meglio “THE SCEMPIOOOO”!

Il sorteggio viene così ripetuto alle 15, con una nuova serie di accoppiamenti. Quando raggiungo casa nel pomeriggio ho già tutto pronto. Effettuo prima una videochiamata Zoom precedentemente programmata e mi preparo, visto che fortunatamente Lorenza può accompagnare la sorella Lidia dall’ortodonzista all’uscita dalla lezione di danza, così posso andare a mare mentre il cielo si colora di rosso.

Carico l’auto e dopo aver preso attrezzatura in garage, accompagno Lidia a danza. Scendo a Marina Grande di Sorrento e non trovo il solito posto per l’auto vicino alle scalette, quindi mi sposto sullo scivolo di alaggio davanti alla strada di accesso alla Marina. Il mare è calmo ma comunque vado a vedere le condizioni all’esterno della scogliera dove ci sono due pescatori con le canne. Decido così di non andare verso sinistra come faccio abitualmente, ma di dirigermi verso la scogliera centrale per non disturbarli. Alle 18 circa sono in acqua; la temperatura esterna è di 9°C mentre quella dell’acqua oscilla tra i 16 e i 17°C, condizioni non proprio ottimali per incontri interessanti …

La visibilità dell’acqua è incredibilmente accettabile, controllo preventivamente la direzione con bussola, per evitare di perdermi al ritorno senza riferimenti ed inizio la mia discesa sul pendio fangoso al centro del passaggio tra le scogliere … un vero deserto! Le uniche presenze sono i tanti rifiuti che coprono il fondale oltre i 25 metri di profondità. 

L’unico sussulto mi viene regalato da una grande triglia molto collaborativa: la sollevo con il guanto ed inizia a nuotare docilmente e mi consente di scattarle una serie di foto senza scappare via.

Al di sotto della scogliera incontro una polpessa ed una fila di nasse nuove attualmente in pesca … del nulla! Recupero una maschera subacquea, una coppia di guanti, un birillo ed un vassoio di plastica marrone. Torno a terra agevolmente, anche senza usare la bussola, seguendo le onde della sabbia negli ultimi metri.

Esco alle 19:30 e mi tolgo le bombole direttamente in auto, poi prendo la tanica da 5 litri con l’acqua dolce e mi sciacquo superficialmente sul posto. Tolgo il cappuccio e solo allora sento il gran gelo della serata fredda sulla testa. Mi asciugo in fretta e mi svesto rapidamente, sistemo tutto nel bagagliaio e alle 20 sono già a casa. 

Pubblico prima una storia su Instagram e poi vado subito a lavare accuratamente le attrezzature per poi stendere il tutto. Lascio lo scafandro ad asciugare sul mobiletto del terrazzino ed accendo le luci pilota dei flash per scaricarli correttamente e me ne vado a mangiare alle 20:30. Sono velocissimo e alle 20:50 sono pronto per accompagnare Lidia dal dentista per la seduta di ortodonzia, evitando il viaggio con lo scooter con il freddo di questa serata. Ci sbrighiamo abbastanza presto, la notizia dell’imminente termine del trattamento ci rende felici e al mio ritorno verso le 21:45, riporto dentro casa lo scafandro Nauticam che è gelato. Anche la fotocamera al suo interno lo è. Immagino allora cosa accade quando si utilizzano queste attrezzature nei mari artici! 

Finalmente mi siedo davanti all’iMac, scarico le foto ed inizio a guardarle sommariamente. Spengo il computer quasi subito, le foto non sono esaltanti ed il racconto lo completerò domani, se mi riesce! 

 

#56 Marina Grande – Immersione Notturna

Il cielo oggi è grigio, nuvoloso con una leggera pioggia. In mattinata vado all’assemblea aziendale a Nola e ritorno a casa intorno alle 15. Sbrigo comunque alcune incombenze lavorative ed inizio a preparare l’attrezzatura fotografica per l’immersione notturna. Il tramonto è già arrivato, la pioggia è terminata ed io ho fretta di andare in acqua … il mare è calmo ma ben presto il meteo peggiorerà, bisogna approfittare!

Alle 17 scendo di casa, chiudo frettolosamente i flash e lo scafandro, rimontando nuovamente l’obiettivo Sigma 15 mm nel minidome Saga Dive. Un’ora dopo sono già in acqua al porto di Marina Grande di Sorrento, dopo aver parlato durante la vestizione con l’amico Salvatore.

Il mare è calmo, l’acqua non è fredda e la visibilità è buona, ma ci sono pochissime presenze sul sabbione. Il flash di sinistra improvvisamente inizia a scattare da solo e poi si spegne, l’avvenimento non è un bel presagio, spero sia solo entrata qualche goccia d’acqua nel connettore elettrico e nulla di più preoccupante. A questo punto non resta che usare un solo flash posizionato sopra la fotocamera.

Inizia una serie d’incontri: una stella corazzata, un serpente di mare di grandi dimensioni, una polpessa, un piccolo polpo in una bicchiere di plastica che ai più potrebbero sembrare dei grandi incontri, ma sono abituato troppo bene e resto insoddisfatto e concentrato ad osservare il pendio fangoso, scrutando nel buio.

Ahimè continua solamente la desolazione di un fondale pieno di rifiuti: residui di una barca in vetro-resina, nasse e tanto altro. Quando arrivo sotto l’hotel, ritrovo ancora una volta il tordo pavone che dorme nello straccio rosso. Qui sotto ci sono anche tante bottiglie e bicchieri di vetro, persino un boccale di birra sul quale c’è un paguro, oltre ad alcuni “pezzi” sanitari.

Mentre ritorno verso la superficie, guidato dalla luce che proviene dall’alto, in corrispondenza del muretto dove di solito pesca il mio amico Antonio, incontro una grande seppia che ha catturato un pesce, forse sfruttando proprio questa luce artificiale. Mi avvicino ed inizio a scattare, il mollusco si sposta e ben presto lascia la sua cena ed inizia ad allontanarsi, lanciando l’inchiostro per sfuggire alle mie attenzioni. Continuo a scattare finché non la perdo nel buio della notte. Dopo 65 minuti riemergo all’interno del porticciolo tra le luci accese del borgo.

Apro l’auto con il telecomando e sistemo la pesante attrezzatura al suo interno, prendo la tanica con l’acqua dolce e me la verso addosso  per lavare la muta stagna per non portare sabbia a casa. Telefono ai miei familiari e pubblico una “storia” su Instagram prima di tornare a casa alle 20 e provvedere alle consuete operazioni di lavaggio. Subito  dopo asciugo la fotocamera ed il flash sinistro ed apro il vano batteria. Come immaginato, c’è dell’acqua che asciugo immediatamente. Non ho controllato preventivamente l’eventuale pulizia della guarnizione di chiusura e probabilmente questa è la causa dell’allagamento. Spero che non ci siano problemi alla batteria, visto che è nuova ed usata solo due volte. Nonostante l’orario, telefono immediatamente al produttore per sapere come procedere a riguardo, seguendo attentamente le sue indicazioni. Alle 20:30 sono a cena e poi finalmente mi siedo al computer a guardare le foto scattate e a scrivere il resoconto della serata.

 

 

#54 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Il mare è calmo da alcuni giorni, martedì infatti, mentre ero a Napoli per una riunione di lavoro, ho potuto apprezzare anche l’acqua limpida sotto il Castel dell’Ovo,  bisogna approfittare! Nelle prime ore del mattino interpello tramite messaggio mio fratello per conoscere la sua disponibilità per la serata … non ha nulla pronto e desiste. Decido così di andare da solo.

Intorno alle 12, mentre sono a lavoro a Torre Annunziata,  mi sento chiamare … è Mimmo Roscigno nella sua auto che ha appena terminato il suo orario a scuola. Approfitto per prendere un passaggio per andare a riprendere l’auto parcheggiata abbastanza lontano. Non immaginavo di trovarlo qui in zona, poiché era prevista una “scorribanda” subacquea a Saline Ioniche con il suo compare Rosario Scariati. Il meteo in Calabria/Sicilia è tuttora pessimo e li ha invitati a restare a casa. Mi lascia nei pressi dell’automobile e  proseguo la mia giornata lavorativa tornando a Sorrento per andare in ospedale. Al termine della giornata lavorativa, verso le 18 inizio a preparare la fotocamera subacquea, montando questa volta il Tokina 10-17 mm abbinato con minidome, ma senza usare la necessaria prolunga.  

Accompagno mia figlia Lidia a Danza alle 1830 e passo per il garage a prendere la muta stagna SANTI che era a deposito. Non trovo però le abituali pinne grigie, mi ricordo di averle lasciate al Punta Campanella Diving l’ultima volta che sono andato a mare. Prendo un altro paio di pinne, leggermente più lunghe che dovrebbero entrarmi con gli stivali della muta (in acqua mi accorgerò che sono troppo morbide se usate con la stagna).

Alle 19 sono a Marina Grande. C’è ancora tanta gente in giro, i ristoranti sono aperti e ci sono tavolini ovunque. Fortunatamente  riesco a parcheggiare davanti ristorante Delfino. Mi affaccio al muretto per guardare il mare, poi inizio la vestizione dopo aver sistemo la fotocamera, già assemblata da casa. 

La marea è bassa e l’acqua limpida anche all’interno del porto. Scendo subito in profondità come faccio abitualmente e subito incontro una stella corazzata. Mi dirigo in direzione della barca affondata che non c’è più, rimossa nell’ultima pulizia dei fondali. Inizio a fare qualche scatto ma mi accorgo dopo un poco che le regolazioni della fotocamera sono tutte sballate, impostate con Iso automatici e temperatura colore 10000°K. Dopo aver scattato delle foto alla Stazione Zoologica di Napoli mi sono dimenticato di riportarle a quelle abituali.  

Nei pressi di un enorme cubo di cemento, messo in mare durante le operazioni di posa del cavo elettrico ad alta tensione che fornirà energia all’Isola di Capri, trovo una strana ed improbabile coppia: un  polpo ed una cernia dorata (Epinephelus costae) incredibilmente vicini. Inizio a scattare e l’idillio viene spezzato. Mentre il polpo resta immobile sulla nassa abbandonata su cui era appollaiato, la cernia inizia a spostarsi lasciandomi solo il tempo di un paio di click. Proseguo il mio giro e su un residuo della barca affondata, c’è una piccola Alicia mirabilis

Qui in profondità, intorno ai 30 metri, c’è ancora tanto materiale antropico. Sono ancora molte le nasse abbandonate e vicino ad una boa c’è anche un brandello di rete da pesca. Incontro un’altra cernia dorata, leggermente più grande, un piccolo polpo, una triglia con occhio opacizzato, un pesce serpente Ophisurus serpens e sotto il muretto, trovo bella seppia forse attirata dalla luce che proviene dall’esterno.

Il mollusco prova a nascondersi sotto il sedimento, ma quando mi avvicino per scattare, balza di nuovo fuori per seppellirsi qualche metro più in là. La (in)seguo più volte nel suo “balletto” fin quando riesco ad allontanarla dal fondo per scattare qualche foto mentre si sposta nel nero della notte.

Durante la fase di rientro verso terra, trovo un secondo serpente di mare, nei pressi della scogliera frangiflutti. Ritorno all’interno del porticciolo dopo una settantina di minuti.

Esco dall’acqua aprendo con il telecomando che ho nella tasca il portellone posteriore dell’auto per riporre subito tutto. Prima di svestirmi però, effettuo un lavaggio sommario della muta con una tanica da 5 litri d’acqua dolce che ho portato, per assicurarmi di non portare sabbia a casa, poi mi spoglio con comodo dopo aver avvisato casa. Sono le 21 e per la prima volta pubblico una “storia” Live su Instagram. Mentre sistemo tutto in auto, fornisco anche delle informazioni per la cena ad una coppia di turisti, consigliando i ristoranti dei miei amici pescatori.

Rientro a casa dopo esser passato per il garage per posare le bombole. Trovo la mia famiglia già a tavola così ceno immediatamente, solo dopo provvedo al lavaggio della fotocamera e della muta che, così appesa, sembra quella di un individuo alto oltre 2 metri! Finalmente riesco ad andare  a fare la  doccia. Verso le 23 asciugo lo scafandro e lo apro, accendo l’iMac 27″ e scarico le foto scattate. Dedico così una mezz’ora di relax post immersione, guardando il lavoro fatto prima di andare a dormire.

 

#51 Pulizia dei fondali a Marina Grande di Sorrento

Anche quest’anno sono stato presente in questa giornata di pulizia dei fondali del borgo di Marina Grande di Sorrento, ma a differenza delle ultime volte, ho potuto essere parte attiva nelle operazioni e dare il mio contributo, non solo dietro l’oculare della fotocamera come avviene abitualmente.

Ho portato con me la GoPro Hero 7 solo per girare qualche scena subacquea e qualche foto ricordo con i miei amici dell’Associazione Jacques Cousteau. Per effettuare le operazioni, solo all’interno delle scogliere, ho utilizzato un monobombola da 10 litri, la qual cosa mi ha reso più agevole la frequente risalita e discesa successiva che era necessaria per portare i rifiuti raccolti sulla barca d’appoggio che era sopra di noi.

Un peccato però, il ritardo accumulato a causa delle forze dell’ordine  intervenute che hanno fatto iniziare le operazioni alle 10:15 per farle terminare alle 11. Torno a casa a fare la doccia e lavare l’attrezzatura, devo sbrigarmi perché devo andare anche a riprendere mia figlia Lidia a scuola!

 

#21 Puolo con Pietro, Mimmo e Rosario – Immersione Notturna

Mi sveglio alla solita ora e fuori piove. Alle 8, quando scendo di casa per l’ultimo giorno di lavoro prima delle ferie estive è uscito il sole.   Mi incontro con il mio amico e collega Riccardo a Torre del Greco ed insieme trascorriamo la giornata lavorativa passando per Santa Maria La Carità, San Giorgio a Cremano ed infine a Castellammare di Stabia. Pranziamo insieme e mentre andiamo al bar a prendere il caffè, ci fermiamo come due “pensionati” a guardare un cantiere sul lungomare … c’è una benna scavatrice che sta sistemando dei massi, ma non si capisce con quale scopo, guardiamo ancora per qualche minuto ma il mistero resta non svelato.

Ci salutiamo, io faccio un ultimo salto nel reparto cardiologia cittadino prima di rientrare verso casa. Una volta rientrato mi schianto sul divano per fare un riposino. Alle  18:45 circa, prendo lo scooter per raggiungere i miei amici a Massa Lubrense.

Nel frattempo il mare si è mare agitato e l’acqua sotto costa è molto torbida.  Sono al diving per le 19 dove ci sono già Rosario,  Mimmo, Fabio, Ivo con Anita ma anche Pietro e Stefania.

Pietro mi ha portato il suo Nikonos 13 mm perché quello che ho acquistato io usato, è stato spedito alla Seacam per effettuare la modifica per poterlo usare sulla mia fotocamera. Dovrò pazientare ancora un poco. Userò il suo domani.

Aspettiamo l’ora propizia per partire e alle 21 saliamo su Marangone con direzione Cala di Puolo, in lontananza ci sono tanti nuvoloni.

Scendiamo fino a -40 metri con 16°C di temperatura, un gran freddo per la muta mono-pezzo da 5 mm con cui sono equipaggiato. Qualche metro più sopra fortunatamente l’acqua si riscalda un pochino, ma resta intorno ai 20°C.

Durante l’immersione fotografo un piccolo polpo, una mascherina abbandonata e poi recuperata, una seppiolina Sepiola rondeleti, due piccoli Trigloporus lastoviza e un’elica di fuoribordo!  
Rosario mi mostra poi una polpessa Callistoctopus macropus ed in seguito incontro un bel tordo pavone, alcune murene, un altro polpo, una piccola corvina che fugge istantaneamente e, al termine dell’immersione, una bellissima  Aplisia dactylomela. Inizio a scattare e ben presto sopraggiungono i miei amici, attirati dall’alta frequenza di scatto dei miei uw-strobes. Arrivano tutti e ben presto lascio loro campo libero per sfogare la potenza dei loro flash elettronici.  

Quando risaliamo inizia a piovere e continua durante il viaggio di ritorno in porto. Mentre sbarchiamo le attrezzature sulla banchina bagnata, dal lato interno del porto per non disturbare i clienti del ristorante che è pieno di gente, smette di piovere. C’è solo il tempo di una rapida doccia, non è il caso di lavare l’attrezzatura perché domani mattina mi tuffo di nuovo. Immergo nella bacinella con l’acqua dolce solo la fotocamera per qualche minuto, ho premura di tornare presto a casa prima che venga a piovere di nuovo per non farmi sorprendere sullo scooter. Quando sono ormai steso nel letto, sento il rumore della pioggia  che cade copiosa, ho fatto giusto in tempo!