Marco Gargiulo

#9 — Cala di Puolo con il Prof.

Solo in tarda serata arriva finalmente l’ok via WhatsApp di Gianluigi, preannunciato dopo una telefonata piuttosto insistente di Mimmo, mentre io ero al telefono con l’amico Rosario.

Concordiamo rapidamente l’appuntamento: il Prof. passerà a prendermi sotto casa alle 7:15.

La fotocamera è già pronta, quindi questa volta non c’è granché da preparare. Posso limitarmi a fare colazione e vestirmi con calma.

Naturalmente il Prof. arriva in anticipo.

Alle 7 è già sotto casa, ma fortunatamente sono pronto. Scendo con il borsone fotosub contenente la Nikon D850 e partiamo verso Marina Grande. Il parcheggio, però, è ancora chiuso e quindi ne approfittiamo per fermarci a prendere un caffè.

Alle 7:30 siamo al Punta Campanella Diving Sorrento, dove troviamo Gianluigi, Andrea, Peppe e Anna.

Qui posso finalmente festeggiare anche un piccolo evento: è ricomparso il mio GAV Mares, quello che avevo disperatamente cercato in garage prima di riprendere le immersioni e che speravo di aver lasciato proprio al diving.

Fortunatamente era davvero lì!

Scarichiamo le attrezzature e cominciamo a preparare le fotocamere in attesa che apra il parcheggio. Soltanto alle 8 possiamo andare a sistemare l’auto e iniziare definitivamente i preparativi.

Oggi soffia un forte vento di grecale che ha alzato anche un po’ di onda.

La prima immersione è prevista a Cala di Puolo. Successivamente torneremo in porto per caricare le bombole piene e imbarcare altri tre clienti, prima di ripartire verso il Banco di Santa Croce.

Sembra tutto pronto.

Sembra.

Mentre siamo ancora in banchina provo a scattare una fotografia e mi accorgo che la Nikon non mette a fuoco.

Maledizione!

Non ho alternative: devo aprire lo scafandro.

Corro al diving a recuperare la pompa per il vuoto e faccio tutta l’operazione direttamente in banchina, praticamente un attimo prima di imbarcare.

Fortunatamente questa volta il problema è molto più semplice del previsto: si è spostata la levetta dell’obiettivo sulla messa a fuoco manuale.

La rimetto nella posizione corretta, provo nuovamente la fotocamera e l’autofocus torna immediatamente a funzionare.

Risolto!

Possiamo finalmente partire.

Gianluigi ci conduce verso Puolo tra una quantità considerevole di spruzzi. Oggi rinuncio persino al mio ormai abituale selfie a bordo: con questo mare è praticamente impossibile.

Appena arriviamo sul punto mi tuffo subito e aspetto Mimmo sotto la scaletta.

Dopo poco arriva anche lui.

L’acqua fortunatamente non è troppo torbida e iniziamo a procedere lungo la parete verticale alla nostra sinistra.

Mimmo parte subito alla grande e individua una coppia di Umbraculum all’ingresso di una spaccatura.

Aspetto il mio turno per fotografarli e nel frattempo comincio a cercare qualche altro soggetto lungo la parete.

In una tana noto i filari di uova di un polpo ancora appesi alla roccia, ma sono chiaramente già schiusi.

La femmina non c’è più.

Mamma polpo ha portato a termine il suo compito, accudendo la covata fino alla schiusa delle uova, come avviene alla fine del suo ciclo riproduttivo.

Torno quindi da Mimmo, che mi lascia spazio per fotografare i due molluschi, e successivamente continuiamo lungo la parete.

Poco dopo, sotto di me, noto i segni evidenti di un altro “nido” di Octopus vulgaris.

Questa volta la situazione è completamente diversa.

Mamma polpo è ancora lì, a guardia della sua covata.

Rimane naturalmente ben protetta all’interno della tana e non ci concede la possibilità di fotografare le uova. Non insistiamo e continuiamo la nostra immersione.

Raggiungiamo la grotta, entro per un breve giro e poi proseguiamo ancora per un po’, prima di decidere che è arrivato il momento di invertire la direzione.

Durante il ritorno incrociamo Andrea e Peppe con i clienti.

Effettuiamo la nostra sosta di sicurezza e poi riemergiamo.

Nel frattempo, però, le onde sono aumentate.

Per qualcuno risalire dalla scaletta diventa un po’ più complicato, ma Gianluigi e Andrea intervengono prontamente recuperando bombole e GAV dai clienti, permettendo a tutti di risalire rapidamente e in sicurezza.

Faccio lo stesso anch’io: prima passo lo scafandro e poi mi libero dell’attrezzatura per riuscire a salire più facilmente a bordo.

Prima di ripartire rimaniamo sul posto soltanto il tempo necessario per recuperare anche una cintura di zavorra persa da una cliente.

Poi prua verso Sorrento.

Il ritorno è nuovamente accompagnato da tantissimi spruzzi, al punto che devo richiudere completamente la muta per evitare di bagnarmi e raffreddarmi durante la navigazione.

Alle 11 siamo nuovamente a terra.

Faccio un rapido passaggio al diving per riportare immediatamente la pompa del vuoto, prima che riesca a dimenticarla a bordo, e poi torno in banchina.

Non c’è molto tempo da perdere.

Adesso ci aspetta il secondo tuffo della giornata.

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