Solo in tarda serata arriva finalmente l’ok via WhatsApp di Gianluigi, preannunciato dopo una telefonata piuttosto insistente di Mimmo, mentre io ero al telefono con l’amico Rosario.
Concordiamo rapidamente l’appuntamento: il Prof. passerà a prendermi sotto casa alle 7:15.
La fotocamera è già pronta, quindi questa volta non c’è granché da preparare. Posso limitarmi a fare colazione e vestirmi con calma.
Naturalmente il Prof. arriva in anticipo.
Alle 7 è già sotto casa, ma fortunatamente sono pronto. Scendo con il borsone fotosub contenente la Nikon D850 e partiamo verso Marina Grande. Il parcheggio, però, è ancora chiuso e quindi ne approfittiamo per fermarci a prendere un caffè.
Alle 7:30 siamo al Punta Campanella Diving Sorrento, dove troviamo Gianluigi, Andrea, Peppe e Anna.
Qui posso finalmente festeggiare anche un piccolo evento: è ricomparso il mio GAV Mares, quello che avevo disperatamente cercato in garage prima di riprendere le immersioni e che speravo di aver lasciato proprio al diving.
Fortunatamente era davvero lì!
Scarichiamo le attrezzature e cominciamo a preparare le fotocamere in attesa che apra il parcheggio. Soltanto alle 8 possiamo andare a sistemare l’auto e iniziare definitivamente i preparativi.
Oggi soffia un forte vento di grecale che ha alzato anche un po’ di onda.
La prima immersione è prevista a Cala di Puolo. Successivamente torneremo in porto per caricare le bombole piene e imbarcare altri tre clienti, prima di ripartire verso il Banco di Santa Croce.
Sembra tutto pronto.
Sembra.
Mentre siamo ancora in banchina provo a scattare una fotografia e mi accorgo che la Nikon non mette a fuoco.
Maledizione!
Non ho alternative: devo aprire lo scafandro.
Corro al diving a recuperare la pompa per il vuoto e faccio tutta l’operazione direttamente in banchina, praticamente un attimo prima di imbarcare.
Fortunatamente questa volta il problema è molto più semplice del previsto: si è spostata la levetta dell’obiettivo sulla messa a fuoco manuale.
La rimetto nella posizione corretta, provo nuovamente la fotocamera e l’autofocus torna immediatamente a funzionare.
Risolto!
Possiamo finalmente partire.
Gianluigi ci conduce verso Puolo tra una quantità considerevole di spruzzi. Oggi rinuncio persino al mio ormai abituale selfie a bordo: con questo mare è praticamente impossibile.
Appena arriviamo sul punto mi tuffo subito e aspetto Mimmo sotto la scaletta.
Dopo poco arriva anche lui.
L’acqua fortunatamente non è troppo torbida e iniziamo a procedere lungo la parete verticale alla nostra sinistra.
Mimmo parte subito alla grande e individua una coppia di Umbraculum all’ingresso di una spaccatura.
Aspetto il mio turno per fotografarli e nel frattempo comincio a cercare qualche altro soggetto lungo la parete.
In una tana noto i filari di uova di un polpo ancora appesi alla roccia, ma sono chiaramente già schiusi.
La femmina non c’è più.
Mamma polpo ha portato a termine il suo compito, accudendo la covata fino alla schiusa delle uova, come avviene alla fine del suo ciclo riproduttivo.
Torno quindi da Mimmo, che mi lascia spazio per fotografare i due molluschi, e successivamente continuiamo lungo la parete.
Poco dopo, sotto di me, noto i segni evidenti di un altro “nido” di Octopus vulgaris.
Questa volta la situazione è completamente diversa.
Mamma polpo è ancora lì, a guardia della sua covata.
Rimane naturalmente ben protetta all’interno della tana e non ci concede la possibilità di fotografare le uova. Non insistiamo e continuiamo la nostra immersione.
Raggiungiamo la grotta, entro per un breve giro e poi proseguiamo ancora per un po’, prima di decidere che è arrivato il momento di invertire la direzione.
Durante il ritorno incrociamo Andrea e Peppe con i clienti.
Effettuiamo la nostra sosta di sicurezza e poi riemergiamo.
Nel frattempo, però, le onde sono aumentate.
Per qualcuno risalire dalla scaletta diventa un po’ più complicato, ma Gianluigi e Andrea intervengono prontamente recuperando bombole e GAV dai clienti, permettendo a tutti di risalire rapidamente e in sicurezza.
Faccio lo stesso anch’io: prima passo lo scafandro e poi mi libero dell’attrezzatura per riuscire a salire più facilmente a bordo.
Prima di ripartire rimaniamo sul posto soltanto il tempo necessario per recuperare anche una cintura di zavorra persa da una cliente.
Poi prua verso Sorrento.
Il ritorno è nuovamente accompagnato da tantissimi spruzzi, al punto che devo richiudere completamente la muta per evitare di bagnarmi e raffreddarmi durante la navigazione.
Alle 11 siamo nuovamente a terra.
Faccio un rapido passaggio al diving per riportare immediatamente la pompa del vuoto, prima che riesca a dimenticarla a bordo, e poi torno in banchina.
Non c’è molto tempo da perdere.
Adesso ci aspetta il secondo tuffo della giornata.