«Ehi Siri, spegni la sveglia!»
«Ehi Siri, spegni la sveglia!»
«Ehi Siri, spegni la sveglia!»
«Ehi Siri, spegni la sveglia!»
Niente. Non risponde!
Sono le 5:45. Alla fine tolgo direttamente la spina, ma quando il dispositivo si riavvia la sveglia ricomincia a suonare. E io ricomincio:
«Ehi Siri, spegni la sveglia!»
Poi, finalmente, mi ricordo di un piccolo particolare.
Lei si chiama ALEXA!
Direi che la giornata è cominciata nel migliore dei modi.
Mi preparo e, senza neppure fare colazione, passo dal garage a recuperare l’attrezzatura. Poi raggiungo il porto di Meta di Sorrento alle 6:30, qualche minuto dopo Mimmo, che questa volta è riuscito ad anticiparmi di poco.
Cominciamo la vestizione, ma basta dare un’occhiata al mare per capire immediatamente che oggi, fotograficamente parlando, sarà dura.
L’acqua è terribile. Marrone che vira al verde.
Decidiamo quindi che non vale neppure la pena bagnare le fotocamere. Ma ormai siamo qui, ci siamo alzati all’alba e abbiamo portato tutta l’attrezzatura.
Tanto vale entrare.
Questa mattina sullo scooter ho utilizzato addirittura la felpa. La temperatura si è finalmente abbassata, almeno nelle prime ore della giornata: 22 °C, quasi freddo rispetto alle temperature alle quali ci siamo abituati durante questa estate.
Proprio per questo ho portato con me anche la mia Pathos da apnea da 3 mm, in liscio-spaccato, che non avevo ancora mai utilizzato.
Tolgo un chilo di zavorra dalla cintura e alle 7 io e Mimmo siamo in acqua. Restiamo oltre due ore a zonzo in quell’acqua torbida, color caffellatte, cercando disperatamente qualcosa di interessante da osservare.
Impresa piuttosto ardua.
Vediamo molti sciarrani, qualche tordo pavone, piccoli cefali e qualche sarago, ma poco altro. Del resto, con questa visibilità, anche individuare qualcosa a pochi metri di distanza diventa complicato.
A un certo punto, però, succede una cosa decisamente meno divertente. Perdo di vista Mimmo. So che si sta muovendo in acqua molto bassa, ma con la sua maschera mimetica e la muta riesce praticamente a scomparire nell’ambiente. Passano i minuti e continuo a cercarlo senza riuscire a individuarlo.
Confesso che comincio seriamente a preoccuparmi.
Per alcuni minuti non riesco a vederlo e, anche se siamo in pochissima acqua, quando perdi di vista il tuo compagno il pensiero inevitabilmente comincia a correre.
Finalmente lo vedo comparire da dietro un grosso masso.
E da quel momento non lo perdo più di vista neppure per un secondo.
Quando torniamo a terra sentiamo in lontananza la banda musicale, mentre dal pontile vengono sparati i botti per i festeggiamenti della Madonna del Lauro, patrona di Meta.
Ci spogliamo con calma e facciamo la doccia direttamente sul posto grazie, naturalmente, all’immancabile attrezzatura del Prof. Alle 10 siamo pronti per salutarci e rientrare alle rispettive basi.
La mattinata non ci ha regalato praticamente nulla dal punto di vista fotografico e le nostre fotocamere sono rimaste completamente all’asciutto.
Ma naturalmente stiamo già facendo programmi.
Domani si riprova… sperando di essere un po’ più fortunati.
Una volta a casa provvedo al lavaggio accurato della nuova muta. Almeno la fotocamera, non essendo neppure entrata in acqua, questa volta non necessita di alcun intervento.
Finalmente posso pensare anche alla colazione e soprattutto a un buon caffè.
Più tardi rientrerà mia moglie e ci sarà ancora il tempo per andare un po’ al mare, ma nel pomeriggio ci aspetta anche un impegno decisamente meno piacevole.
È venuto a mancare il papà di un caro amico e non possiamo certamente far mancare il nostro affetto e la nostra vicinanza.
La vita, del resto, è fatta anche di giornate così.
E domani mattina, mare permettendo, io e il Prof. saremo nuovamente lì a provarci.