Marco Gargiulo

Snorkeling a Meta con Mimmo

«Ehi Siri, spegni la sveglia!»

«Ehi Siri, spegni la sveglia!»

«Ehi Siri, spegni la sveglia!»

«Ehi Siri, spegni la sveglia!»

Niente. Non risponde!

Sono le 5:45. Alla fine tolgo direttamente la spina, ma quando il dispositivo si riavvia la sveglia ricomincia a suonare. E io ricomincio:

«Ehi Siri, spegni la sveglia!»

Poi, finalmente, mi ricordo di un piccolo particolare.

Lei si chiama ALEXA!

Direi che la giornata è cominciata nel migliore dei modi.

Mi preparo e, senza neppure fare colazione, passo dal garage a recuperare l’attrezzatura. Poi raggiungo il porto di Meta di Sorrento alle 6:30, qualche minuto dopo Mimmo, che questa volta è riuscito ad anticiparmi di poco.

Cominciamo la vestizione, ma basta dare un’occhiata al mare per capire immediatamente che oggi, fotograficamente parlando, sarà dura.

L’acqua è terribile. Marrone che vira al verde.

Decidiamo quindi che non vale neppure la pena bagnare le fotocamere. Ma ormai siamo qui, ci siamo alzati all’alba e abbiamo portato tutta l’attrezzatura.

Tanto vale entrare.

Questa mattina sullo scooter ho utilizzato addirittura la felpa. La temperatura si è finalmente abbassata, almeno nelle prime ore della giornata: 22 °C, quasi freddo rispetto alle temperature alle quali ci siamo abituati durante questa estate.

Proprio per questo ho portato con me anche la mia Pathos da apnea da 3 mm, in liscio-spaccato, che non avevo ancora mai utilizzato.

Tolgo un chilo di zavorra dalla cintura e alle 7 io e Mimmo siamo in acqua. Restiamo oltre due ore a zonzo in quell’acqua torbida, color caffellatte, cercando disperatamente qualcosa di interessante da osservare.

Impresa piuttosto ardua.

Vediamo molti sciarrani, qualche tordo pavone, piccoli cefali e qualche sarago, ma poco altro. Del resto, con questa visibilità, anche individuare qualcosa a pochi metri di distanza diventa complicato.

A un certo punto, però, succede una cosa decisamente meno divertente. Perdo di vista Mimmo. So che si sta muovendo in acqua molto bassa, ma con la sua maschera mimetica e la muta riesce praticamente a scomparire nell’ambiente. Passano i minuti e continuo a cercarlo senza riuscire a individuarlo.

Confesso che comincio seriamente a preoccuparmi.

Per alcuni minuti non riesco a vederlo e, anche se siamo in pochissima acqua, quando perdi di vista il tuo compagno il pensiero inevitabilmente comincia a correre.

Finalmente lo vedo comparire da dietro un grosso masso.

E da quel momento non lo perdo più di vista neppure per un secondo.

Quando torniamo a terra sentiamo in lontananza la banda musicale, mentre dal pontile vengono sparati i botti per i festeggiamenti della Madonna del Lauro, patrona di Meta.

Ci spogliamo con calma e facciamo la doccia direttamente sul posto grazie, naturalmente, all’immancabile attrezzatura del Prof. Alle 10 siamo pronti per salutarci e rientrare alle rispettive basi.

La mattinata non ci ha regalato praticamente nulla dal punto di vista fotografico e le nostre fotocamere sono rimaste completamente all’asciutto.

Ma naturalmente stiamo già facendo programmi.

Domani si riprova… sperando di essere un po’ più fortunati.

Una volta a casa provvedo al lavaggio accurato della nuova muta. Almeno la fotocamera, non essendo neppure entrata in acqua, questa volta non necessita di alcun intervento.

Finalmente posso pensare anche alla colazione e soprattutto a un buon caffè.

Più tardi rientrerà mia moglie e ci sarà ancora il tempo per andare un po’ al mare, ma nel pomeriggio ci aspetta anche un impegno decisamente meno piacevole.

È venuto a mancare il papà di un caro amico e non possiamo certamente far mancare il nostro affetto e la nostra vicinanza.

La vita, del resto, è fatta anche di giornate così.

E domani mattina, mare permettendo, io e il Prof. saremo nuovamente lì a provarci.

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