Marco Gargiulo

#8 – Hookah Experience con Mimmo

La sveglia nel weekend con il Prof. è sempre impostata molto presto. Già ieri ci siamo visti per andare a fare alcune commissioni a Napoli e ci siamo mossi con grande anticipo per evitare il traffico. Questa mattina abbiamo replicato.

L’appuntamento era alle sei a Meta, al solito posto. Peccato che, quando mi sono alzato, non abbia letto l’ultimo messaggio di Mimmo nel quale mi proponeva di posticipare di una mezz’ora, visto che ormai a settembre a quell’ora è ancora buio.

Io, naturalmente, rispetto il programma originale e alle sei sono già vicino alla scaletta di pietra. Non mi resta che aspettare. Il Prof. arriva, puntualissimo rispetto al nuovo appuntamento, alle 6:30!

Devo confessare che durante il tragitto in scooter sono rimasto piacevolmente sorpreso dai 23 °C indicati sul display. Dopo il caldo delle ultime settimane, finalmente una temperatura decisamente più accettabile.

Questa volta abbiamo pochissimo da preparare. Basta indossare la muta da 0,5 mm, pinne e maschera e mettere in funzione l’ultimo ritrovato della tecnologia cinese.

Ovviamente il Prof. è sempre attentissimo a qualsiasi novità che possa aprire nuovi spiragli e nuove idee e io, da parte mia, sono particolarmente felice di continuare a fare da sperimentatore associato.

Oggi, infatti, abbiamo deciso di provare quello che potremmo definire un moderno narghilè subacqueo: un sistema di respirazione subacquea portatile di superficie, alimentato a batteria, noto come “hookah” o ventilatore per immersioni. In pratica, un piccolo compressore galleggiante rimane in superficie e fornisce continuamente aria attraverso delle fruste collegate agli erogatori.

Il nostro è dotato di due erogatori per due subacquei, una caratteristica particolarmente importante anche per rispettare le nuove disposizioni che prevedono l’immersione in coppia.

Confesso che, non fidandomi ancora al cento per cento dell’ultimo ritrovato del Prof., ho lasciato molto volentieri a Mimmo l’onore della prima prova!

Dopo averlo visto respirare tranquillamente per qualche secondo, decido che può sopravvivere anche il suo sperimentatore associato e comincio a utilizzarlo anch’io. La prima impressione è decisamente positiva.

Il sistema ci consente di effettuare un’immersione di oltre 60 minuti, muovendoci tra circa 3 e 8 metri di profondità. Il fondale in questa zona non ci permette comunque di andare molto oltre, ma per il tipo di prova che vogliamo effettuare va benissimo così.

Riusciamo a rimanere tranquillamente sott’acqua e soprattutto a capire quale potrebbe essere l’utilità di questo sistema: piccole immersioni leggere e poco profonde, nelle quali portarsi dietro bombole e tutta l’attrezzatura tradizionale può risultare più faticoso o complicato. Naturalmente servirà comunque una zavorra adeguata, soprattutto lavorando in così poca acqua.

Per questa prima prova abbiamo deciso di non portare le nostre normali attrezzature fotografiche. Non sapevamo ancora come ci saremmo trovati sott’acqua e sarebbe stato inutile complicare ulteriormente le cose. Qualcosa per documentare l’esperimento, però, naturalmente dovevamo averla.

Mimmo porta con sé la sua Insta360 X5 nello scafandro Nauticam, mentre io utilizzo lo scafandro Nautismart con il mio iPhone 16, giusto per realizzare qualche fotografia e qualche breve video ricordo della nostra prima prova.

Per le fotocamere vere ci sarà tempo. Adesso che sappiamo che il sistema funziona e soprattutto che possiamo utilizzarlo con una certa comodità, sicuramente non mancheranno altre occasioni per tornare qui con le nostre attrezzature fotografiche.

Dopo oltre un’ora sott’acqua terminiamo la prova decisamente soddisfatti. Sciacquiamo tutto con la doccetta e, intorno alle 8:30, io e il Prof. ci salutiamo e ripartiamo verso casa.

Alle nove sono già rientrato. Prima penso naturalmente ai miei pesciolini dell’acquario, poi faccio finalmente colazione e decido di concedermi un po’ di riposo.

Anche questa volta il Prof. ha trovato un nuovo giocattolo da provare. E, come spesso accade, io non mi sono certo tirato indietro.

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