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#12 Marina Grande di Sorrento con Raffaele Scrofani – Immersione Notturna

Il meteo è ottimale quando suona la sveglia; soleggiato e con il mare calmissimo così come è possibile ammirarlo lungo la strada statale sorrentina. Invio un messaggio a Raffaele Scrofani per confermare l’appuntamento che avevamo prefissato ieri. E’ l’occasione per svagarsi un poco e distrarsi dalle pessime notizie di cronaca bellica che giungono  dall’Ucraina, sotto attacco da parte della Russia.

La giornata trascorre tra Castellammare di Stabia, Torre Annunziata ed il Policlinico di Napoli. Tra i lunghi corridoi della struttura incontro un caro amico, il dr. Salvatore Genovese, con cui scatto una foto in ricordo dei bei momenti trascorsi in Diabetologia. Il cielo nel frattempo si annuvola un poco e cala anche la temperatura.

Come di consueto effettuo la pausa pranzo dal mio amico Pino Bozza, ma questa volta opto per una gustosa insalata di pollo. Quando vado a riprendere l’auto, trascorro qualche minuto a prendere il giro Pasquale, il gestore del garage, reduce dalla pesante sconfitta del Napoli contro il Barcellona.

La fotocamera è pronta, con obiettivo Micro Nikkor 60 mm montato già da lunedì, quando ho abortito un’immersione perché non mi sentivo in perfetta forma. Al mio rientro non avrò così molto tempo da perdere nella preparazione dell’attrezzatura. Martedì  scorso si è agitato il mare e solo da ieri è migliorato. Essendomi attardato per lavoro a Napoli, avviso Raffaele di prendersela comoda e di posticipare il suo arrivo di una mezz’ora, quindi verso le 18:30.

Puntuale mi viene a prendere sotto casa. Mentre era in viaggio verso Sorrento ho anche preparato lo scafandro Nautismart Pro per il telefonino, in modo da scattare qualche selfie subacqueo. La luna è calante, il cielo è tornato sereno ed il vento è assente. Il mio amico Antonio Ferola è già sul posto a pescare i calamari e mi manda foto e video “live” delle condizioni del mare.

Arriviamo alle 19 a Marina Grande, c’è una barca in banchina davanti alla scaletta di pietra, ma è prossima ad uscire in mare e non ci preoccupa. Parcheggiamo sulla banchina ma ci viene chiesto di spostarci perché è in arrivo una “cianciola” che deve caricare il ghiaccio prima di uscire in mare. Abitualmente l’operazione è effettuata al porto di  Marina di Cassano, ma l’impossibilità di raggiungere il porticciolo a causa dei lavori alla rampa per raggiungerla ha fatto traslocare i pescatori qui giù. Non mi era infatti mai capitato in passato e così siamo più scomodi rispetto al solito, con l’auto molto lontana dalla scaletta. Sul pontile metallico c’è il mio amico Michele che sta pescando le seppie, passa a salutarmi e mi avvisa che sarebbe venuto ad aiutarci al nostro ritorno. Ci vestiamo e verso le 19:45 siamo in acqua. 

Iniziamo la discesa e l’acqua è molto torbida,  la mareggiata ha avuto i suoi effetti. Scendiamo sul pendio e subito mostro al mio amico una piccola seppia tra gli abbondanti rifiuti sul fondo. Mentre scatto una foto ad un crinoide sopra una bottiglia di plastica, non mi accorgo della presenza di un Pesce San Pietro che Raffaele prontamente avvista con la torcia. Inizia a scattare ed io mi giro per capire cosa sta accadendo …

Mi avvicino ma ho difficoltà ad inquadrarlo per intero con il 60 mm. Restiamo sul posto per una ventina di minuti, sollevando ulteriore sedimento oltre a quello già presente nella colonna d’acqua, quando il computer subacqueo inizia a segnalare la decompressione da effettuare, salutiamo il pesce come preannunciato al mio amico nel briefing effettuato.

Proseguiamo risalendo lentamente sul pendio fangoso. Prima un piccolo polpo, poi recupero una maschera subacquea e vediamo un’altra piccola seppia. Mentre siamo a ridosso della scogliera, Raffaele trova un capone ubriaco Trigloporus lastoviza. Scattiamo a turno, il pesce “balza” continuamente aprendo e richiudendo le coloratissime pinne pettorali. Approfitto anche per tirar fuori dalla tasca della muta stagna la Nautismart Pro per girare un breve video.

E’ ora il momento di far ritorno a terra, costeggiamo la scogliera frangiflutti e sui grandi massi incontriamo tante menole, un bel paguro, un granchio facchino. Antonio ci controlla da lontano mentre pesca e mi scatta qualche foto mentre siamo in immersione. Quasi all’interno del porto, nei pressi del pontile metallico un paguro mangia l’esca che Michele ha lanciato per pescare le seppie. Ci sono anche tantissimi piccoli esemplari giovanili di Sarpa salpa e proprio sotto la scaletta di pietra, una polpessa Callistoctopus macropus. Sono trascorsi 65 minuti quando Michele ci viene incontro per aiutarci a posare le fotocamere a terra.

Ci spogliamo e spostiamo l’auto. Una volta pronti effettuiamo una videochiamata al nostro amico comune Fabio Strazzi che disturbiamo mentre è rilassato sul divano.

 

Sono a casa verso le 22, saluto Raffaele e inizio a provvedere al lavaggio delle attrezzature prima di sedermi a tavola per la cena. Anche stasera ho fatto centro!

#7 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Un duplice dubbio relativo alle scelte da effettuare mi fa compagnia per tutta la giornata … oggi o domani e poi 10,5 o 15? Il meteo nuvoloso con pioggia non aiuta, ma il mare sembra buono. Mentre sono in pausa a pranzo a Napoli dal mio amico Pino Bozza, deliziandomi con una pasta e patate da Premio Nobel, continuo a focalizzare il problema ma non riesco a dipanare la matassa. La decisione viene presa all’ultimo minuto, come sempre, seguendo l’istinto e sperando in non sbagliare … oggi e 15!

Inizio a prendere la Nikon D850 e smontare il Nikon 10,5 mm che avevo installato, rimetto su il Sigma 15 mm, compagno di tante immersioni e foto memorabili e comincio a preparare anche il resto dell’attrezzatura. Fuori è già buio ed io non ho nessuna fretta. Stasera porto con me anche la Nautismart Pro per provare a fare un selfie con lo Zeus.

Prima delle 18:30 accompagno le mie ragazze alla lezione di danza, poco dopo arrivo a Marina Grande dove ci sono due pescatori sul muretto. Si è alzato un forte e freddissimo vento da Nord che sta agitando progressivamente il mare. Le condizioni sembrano ancora fattibili e così mi vesto e verso le 19 scendo in acqua.  C’è una leggera onda anche nel porto, ma nulla d’importante. Esco fuori dalla scogliera e vado subito a fondo come faccio di solito. Sul fango trovo prima una bella seppia, poi due grandi stelle corazzate e tra i tanti rifiuti ancora presenti sul fondo, un paio di maschere subacquee che recupero. Cercavo la gorgonia rossa e la testa di bambola ma oggi l’acqua è più torbida e forse ho percorso un tragitto leggermente diverso.

Fortunatamente quasi subito vedo da lontano la sagoma inconfondibile di un pesce San Pietro. Sono ad oltre 30 metri ed il pesce, che ha il ventre gonfio segno di un recente pasto, subito inizia a spostarsi dal fondo cambiando anche di colore.  Inizio a seguirlo nella colonna d’acqua fino a perdere ogni riferimento spaziale. Continuo a scattare e provo un selfie, qualche doppia esposizione  e qualche slowshutter speed … mi accorgo di essere finito a quasi 40 metri ed in mezzo al mare! Lascio andare via il pinnuto dopo un tempo d’immersione di 30 minuti ed inizio a risalire verticalmente, non avendo nessun riferimento visivo. Controllo anche la bussola del mio computer subacqueo Perdix ma in ogni caso ho poca aria e non ho idea della distanza che mi separa dalla scogliera. Effettuo anche la sosta di decompressione in acqua libera e alla fine tiro fuori la testa dall’acqua, soverchiato dalle alte onde che si sono formate! Sono a oltre 80 metri dalla scogliera, al di fuori delle boe … impiego quasi 15 minuti per avvicinarmi al punto in cui riesco a vedere il fondo per proseguire il rientro in porto sott’acqua, in modo più agevole.

Arrivo nel porticciolo verso le 20 e termino l’immersione nell’acqua lattiginosa, sono abbastanza stanco per la lunga nuotata ma sono contento per aver “guadagnato” ancora una volta una giornata di divertimento nel mio mare.

Raggiunta l’automobile poso al suo interno l’attrezzatura, subito dopo mando un messaggio a casa e alle mie ragazze, per avvisarle che riesco ad arrivare in tempo per riprenderle. Arriva anche il mio amico Salvatore che mi fa compagnia mentre mi svesto. Adesso fa molto freddo, il vento è gelido. Chiudo il bagagliaio e alle 20:30 sono fuori alla scuola a prendere le mie ragazze, così torniamo tutti insieme. 

L’operazione di lavaggio dell’attrezzatura stasera è proibitiva, il freddo è polare qui fuori al balcone, prendo un giaccone e continuo a sciacquare accuratamente il tutto sotto l’acqua calda. Sicuramente mi verrà un raffreddore! Poco male, l’importante è aver fatto ancora “bolle” in questo 2022!

#31 Cala di Mitigliano con Mimmo – Immersione Pomeridiana

Siamo in pieno agosto e le giornate al Punta Campanella Diving sono dense di appuntamenti … c’è così tanta gente che non c’è un posticino a bordo dei due gommoni per me nei due tuffi del mattino.  Approfitto così per assolvere ad alcune incombenze acquariofile (test dei valori dell’acqua) a cui avevo derogato in quest’ultimo periodo di ferie, ma anche per prendere un caffè con i miei amici del Poseidon Team A.S.D. Antonio Mario e Dario Di Napoli, ai quali ho mostrato le grandi doti di praticità dello scafandro universale per smartphone NAUTISMART PRO che li ha subito conquistati.

La giornata è caldissima, l’anticiclone Lucifero accende l’aria creando una cappa di umidità che avvolge Sorrento e tutta l’Italia, l’unico metodo efficace per sfuggirle è quello di andare … a inumidirsi in mare!
Non ho cambiato configurazione alla mia Nauticam NA-D850, lasciando su il Sigma 15 mm ed i flash OneUW 160X. Non vedo l’ora di pranzare e saltare sullo scooter con direzione Massa Lubrense.

Oggi al diving troverò il mio amico Pietro Cremone, titolare di Fotosub-Shop e mio partner tecnico Nauticam Italia, venuto a trascorrere in costiera qualche giorno di ferie. Spero mi abbia portato l’obiettivo Nikonos RS13 mm che è stato modificato per montarlo sul mio scafandro.

Salto sullo scooter alle 14:30, ci sono 40°C, mentre mi sposto sembra avere un asciugacapelli acceso addosso. Arrivo a Marina della Lobra e trovo il prof. Roscigno che sta pranzando, mentre Stefania e Pietro stanno per sedersi a tavola dopo l’immersione. Resto a chiacchierare con i ragazzi del diving tentando di restare al fresco, sotto il tendone, ma la temperatura è veramente poco confortevole. 
Alle 16 siamo pronti per salire su Marangone, ma Pietro non tornerà in acqua oggi ed il mio obiettivo è in viaggio per Massa Lubrense. Appena partiamo provvedo a scattare il primo selfie del pomeriggio.

Raggiungiamo la Cala di Mitigliano e mi tuffo insieme a Mimmo davanti alla grotta, mentre il gruppo andrà a ridosso dello scoglio “La Castagna” (il cui nome ho appreso adesso). Entro per primo nella caverna, inizio a scattare foto all’ingresso, poi entro più dentro, mentre Mimmo fotografa alcuni gamberi io arrivo al punto dello stretto passaggio e … faccio anche un autoscatto qui! Proseguo ed entro nella parte più buia e distante dall’ingresso, qui c’è una piccolissima botola nera (Oligopus ater) che si allontana disturbata dalle potenti lampade. Nel frattempo sopraggiunge anche Mimmo e lascio il pesciolino alle sue attenzioni. Io inizio il ritorno per provare a scattare ancora delle immagini dell’ingresso. Arriva anche il prof e anche con lui scatto una foto e mi lascio immortalare mentre eseguo il mio selfie.

Dopo una quarantina di minuti siamo fuori della grotta e costeggiando la parete, effettuiamo una lunga passeggiata per raggiungere il gommone. Qui, oltre alle tante salpe che brucano il fondale e poi nuotano a mezz’acqua, incontro una bella murena fuori tana, ma non riesco a fare in tempo a scattare. Allo scadere dei 60′ canonici sono fuori dell’acqua e incredibilmente, sono il primo del gruppo ad uscire. Fabio mi attende a poppa per prendere la mia fotocamera. Salgo a bordo ed attendo l’arrivo di Mimmo (anche lui puntualissimo) mentre Gianluigi, Andrea e Vittoria sono ancora con i clienti stranieri in acqua. 

Ripartiamo verso il porto e arrivati a terra effettuo il lavaggio delle attrezzature. Dopo l’ultimo selfie con il “confratello” Mimmo, verso le 19 rientro a casa soddisfatto della bella giornata trascorsa in mare. 

#23 Banco di Santa Croce con Mariele & Luca (ma senza Mimmo)

Oggi anticipo la sveglia alle 6:45. In programma c’è un tuffo al Banco di Santa Croce e bisogna sbrigarsi. C’è sole e non vi è evidenza  dell’allerta meteo annunciato in TV.

Alle 7:30 sono al diving, lo Staff è al completo. Andiamo a prendere il caffè al bar mentre arrivano anche Rosy e Gianluigi. Mi aspettavo di trovare i miei amici ma non c’è né Mimmo né Pietro. 
Aspettiamo che tutti siano pronti e partiamo alle 8:40. Arriviamo al banco dopo una navigazione “bagnata” con vento e onde che ci arrivano addosso e con tre gommoni già ormeggiati alla boa.

Mi tuffo per primo ma c’è una corrente superficiale pazzesca e fatico ad arrivare alla boa. Aspetto lì i miei amici in superficie, con me scendono Gianluigi che accompagna Mariele Crispino e Luca Capasso sulla Secca Principale. Entrano subito il tunnel roccioso coperto dalle gorgonie rosse e lo attraversano,  mentre io sono intento ad entrare dall’altro lato. Sfortunatamente fanno prima di me e non riesco a scattare come avrei voluto.

Usciamo dal lato dal quale sono entrato e raggiungiamo la Savalia savaglia, poi proseguiamo il giro verso le margherite di mare e le  gorgonie rosse e poi fino a quelle gialle. L’acqua è limpida e si vede tantissimo pesce, con dentici, cernie e salpe; la corrente qui a fondo è molto più scarsa. Dopo 10 minuti di decompressione, risaliamo a bordo. 

Quando metto la testa fuori dall’acqua vedo i miei amici Ciro dell’Anno e Marco Panico sul gommone di Eurosub che hanno aspettato la nostra risalita per salutarmi.

Ritorniamo al diving e nel frattempo il vento ha cambiato quadrante, anche durante la navigazione inversa non mancano gli spruzzi in faccia. Approfitto della comodità di “Marangone” e mi siedo sul divanetto posteriore con Salvatore e arriviamo a terra asciutti.

Saluto tutti i miei amici ed approfitto per lasciare l’ultima copia del volume I del libro “I Colori delle Sirene” ad Ivo & Anita, ma anche a Luca & Mariele. Un abbraccio anche a Pietro & Stefania che tornano a casa.

Corro via perché il cielo è nero e minaccia un imminente temporale con tuoni e fulmini. Riesco quasi ad arrivare a destinazione ma all’altezza del Capo di Sorrento inizia una pioggia torrenziale. Arrivo a casa completamente bagnato, apro la porta e mi infilo  direttamente sotto la doccia calda. Nel frattempo è pronto il pranzo. E’ immancabile il successivo sonnellino ristoratore. Mi sveglio alle  16 per guardare il GP d’Inghilterra di F1, con Charles Leclerc che finisce secondo dietro il campionissimo Lewis Hamilton. Un bel caffè e sono pronto per andare a scaricare sull’HardDisk le foto scattate  ed iniziare a scrivere il resoconto della giornata odierna e quello delle  immersioni arretrate.

#22 Vervece con Mimmo

La sveglia stamattina è faticosa dopo la notturna di ieri sera. Sono le  7 e c’è un bel sole. Mi metto subito all’opera e monto il Nikonos RS13 mm che mi ha portato Pietro, in attesa dell’arrivo del mio obiettivo. Fortunatamente mi accorgo dell’assenza dell’o-ring di tenuta … 
Porto con me in immersione anche lo scafandro Nautismart Pro nel quale ho messo il mio iPhone.  

Scendo di casa alle 8, la sella dello scooter è bagnata, così come la strada. Impiego 20 minuti per arrivare al diving procedendo con maggiore prudenza. Compare un bellissimo arcobaleno, la giornata si presenta splendida. Arrivato al diving trovo Rosy, Ivo, mentre Pietro e gli altri dormono ancora.. Arriva anche Salvatore Lauro con sua figlia Felicienne, ma ci sono anche Nino e Antonio che restano “rapiti” dalla bellezza e semplicità della Nautismart Pro.

Nella vestizione delle mute, tutti indistintamente attingono alla “saponata multiflavour” di Mimmo che resta abbastanza contrariato, geloso della sua indecifrabile ricetta per realizzarla.  

Alle 9:15 siamo tutti sul gommone e raggiungiamo lo Scoglio del Vervece. C’è una forte fastidiosa corrente Nord-Sud in superficie che rende difficoltosa la discesa. Mi tuffo con Mimmo ed andiamo a scattare qualche foto “pubblicitaria”  alla Nautismart nei pressi della statua della Madonna poi proseguiamo verso il Viale delle Gorgonie gialle. Qui troviamo una enorme spugna, alcune cernie, un grande scorfano, tanti barracuda e le bellissime margherite di mare.

Mi separo da lui ed effettuo un nuovo rapido giro dello scoglio insieme a Gianluigi trovando una bella murena tra le margherite di mare, poi ritorno di nuovo alla Madonnina dove Mimmo è ancora intento a fotografare un piccolo paguro.

Termino l’immersione scattando un selfie con la Nautismart ma consumando tutta l’aria delle bombole e, con la forte corrente, sono costretto a chiedere ai miei amici di essere recuperato “in drift”. Con me resta Andrea che, professionalmente perfetto, attende in acqua il mio rientro in gommone. Arrivati al diving effettuo il rituale lavaggio delle attrezzature, saluto Pietro, Mariele, Ivo e gli altri, io vado via mentre loro si preparano per andare in acqua. 

Ovviamente, prima di scappare, faccio una foto con il mio Poncho azzurro! Una volta arrivato a casa smonto tutto e rimetto in carica le batterie, domattina è previsto un tuffo al Banco di Santa Croce e deve essere tutto in ordine! Nel pomeriggio vado al mare con mia figlia Lidia, mentre Lorenza finalmente è stata convocata per il vaccino.

Al mare poi incontro il mio amico d’infanzia Roberto Paternò. Mentre mi rilasso sul lettino, mi guardo la prima gara Sprint della F1, Il meteo nel frattempo cambia di nuovo più volte, è molto perturbato, poi esce il sole ed ancora tante nuvole. C’è anche un allerta meteo che incombe, ma alla fine non accade nulla; la serata resta piacevole ed ideale per andare a mangiare una bella pizza con la famiglia.

 

 

 

Lorelei in apnea con Dario, Antonio e Thomas

Ieri sera mi squilla il telefono mentre sono sul divano … “Scendi che sto sotto casa tua!” Mi metto le scarpe ed indosso la mascherina e mi precipito per le scale per raggiungere il mio amico al Pub. E’ Dario che è passato per salutarmi e per prendere accordi per l’appuntamento di questa mattina. Concordiamo un orario comodo, ore 9 e lo prego di prepararmi la bottiglia di acqua calda saponata per indossare la muta.   

Suona la sveglia e vado a fare la colazione, devo accompagnare mia figlia Lidia a scuola alle 7:45 con lo scooter. Quando rientro effettuo il rituale passaggio in pescheria e poi ritorno a casa. Completo le operazioni di chiusura delle attrezzature e, leggendo il messaggio sulla chat del Poseidon Team A.S.D., apprendo che l’appuntamento è anticipato alle 8:30. Scendo e passo in garage a prendere piombi, attrezzatura e boa segna-sub e raggiungo il cancello di casa di Dario. 

Mi apre ed entro nel cortile, dopo qualche minuto scende già vestito con la muta. Aspettiamo l’imminente arrivo di Antonio e suo figlio Thomas ed iniziamo la discesa delle scale che ci portano a livello del mare. Abbiamo però la necessità di avvisare i rocciatori, che sono a lavoro per rimuovere del materiale pericoloso, di interrompere per qualche minuto le loro operazioni e consentirci di passare sotto il costone in sicurezza. Ci sistemiamo ed iniziamo a vestirci. Dario mi ha preparato la saponata e l’operazione d’indossare la muta avviene con inimmaginabile semplicità! Sto iniziando anche a familiarizzare con la muta da apnea tanto è vero che l’ho anche fatta modificare dal mio amico Edosub, per aggiungere un “accessorio” indispensabile per le lunghe permanenze in acqua.

Oggi uso per la prima volta la nuova cintura di piombi “marsigliese” abbinata allo schenalino ed ho portato con me di nuovo la GoPro Hero 7 Black e la custodia universale per smartphone NAUTISMART PRO, con dentro il mio telefonino Xiaomi. 

Ci tuffiamo e l’acqua è torbida e con un poco di risacca.   Mi dedico a scattare qualche foto a mezz’acqua ma anche ai miei amici che si stanno allenando per la prossima gara selettiva di safari Fotosub che organizzeremo tra quindici giorni alla Baia delle Sirene di Massa Lubrense. Trascorriamo oltre 3 ore in acqua ma effettuo pochissimi tuffi perché oggi il moto ondoso mi disturba non poco. Si vedono alcuni piccolissimi polpi, una seppia ed uno spirografo, ma anche tanti rifiuti, tra di essi un enorme copertone di un trattore ed una scaletta metallica.

(foto GoPro)

(foto Xiaomi)

Alle 12 come concordato siamo fuori dall’acqua. Le onde sono aumentate ed è abbastanza complicato risalire sugli scogli con le due fotocamere tra le mani. Questa volta non risaliamo con le mute le togliamo e ci asciughiamo. Una mezz’ora dopo siamo pronti per la faticosa salita, è necessario però avvisare di nuovo i rocciatori per consentire il nostro passaggio.

La salita è sempre memorabile, ma dopo qualche sosta, arriviamo in cima. Salutiamo Elena ed i bambini che stanno giocando in cortile e rientriamo alle nostre abitazioni. Subito mi metto a lavare le attrezzature e poi a fare doccia. Alle 13:45 scendo di nuovo per andare a riprendere Lidia a scuola e finalmente sedermi a tavola per il pranzo.

Sono abbastanza “cotto” quando mi siedo sul divano per guardare le qualifiche del GP di F1 con mia figlia Lorenza; inesorabilmente alterno veglia e sonno, ma non mi perdo la Q3 e la Pole Position  n.100 di Lewis Hamilton!

 

Onomastico in Apnea con Antonio e Thomas

Il suono della sveglia odierna non è fastidioso, ma paragonabile ad un dolce richiamo. Mi alzo dal letto e vado in cucina a mangiare qualcosa prima di prepararmi per il mare.
Il programma prevede un tuffo in apnea con Antonio e Thomas alla spiaggia San Francesco di Sorrento. Non avendo nessuna intenzione di trasportare le pesanti attrezzature, mi sono dedicato a provare lo scafandro universale per telefoni cellulari NAUTISMART PRO, che non avevo ancora avuto occasione di usare in mare. In abbinamento, ho portato con me anche la GpPro Hero 7 Black inserita nello scafandro Telesin, ma non ho portato nessuna fonte luminosa aggiuntiva.

Ci vediamo al porto di Sorrento alle 9:30 e siamo tutti già vestiti, con la muta indossata direttamente a casa. I miei amici hanno da preparare una gara selettiva di safari fotosub che si svolgerà la prossima settimana in Calabria, così Antonio ha colto l’occasione per utilizzare il suo monobombola da 18 litri per controllare l’assetto e simulare parte della gara.

Raggiungiamo la spiaggia e, a causa del transennamento realizzato per evitare l’assembramento sulle spiagge libere, siamo costretti a scavalcare la ringhiera, lo fa anche Antonio con la pesante bombola sulle spalle. Scendiamo in acqua apparentemente cristallina, in verità “velata” nei primi 10 cm a causa della ingente presenza di acqua dolce. Mi trattengo inizialmente all’interno delle scogliere, poi effettuo una sortita all’esterno delle barriere frangiflutti dove si è diretto Antonio, ma qui l’acqua è molto torbida e non vale la pena restare qui. Ritorno all’interno dove è rimasto Thomas, alle prese con bavose, ghiozzi, tordi, cefali  e saraghi. 
Restiamo in acqua fino alle 12, come concordato. Durante i 120 minuti in acqua mi alterno nell’utilizzo della gopro e del telefonino Xiaomi Redmi Note 5, inserito nello scafandro universale, ma avrei potuto usare qualsiasi altro smartphone in mio possesso dopo aver installato l’apposita App gratuita Nautismart, scaricata dagli store iOS e Google. Riesco agevolmente a cambiare le regolazioni del telefonino, grazie ai semplici ed intuitivi controlli dello scafandro e mi diverto a scattare foto al paesaggio e a qualche suo abitante. Ovviamente la qualità delle immagini scattate è collegata alla qualità ottica del telefonino utilizzato, migliore il telefono, migliore qualità. 
L’unica difficoltà incontrata è dovuta alla mia sopraggiunta presbiopia (non corretta) che non mi consentiva di verificare in tempo reale la precisione della messa a fuoco. Penso sia arrivato il momento di ordinare una maschera ottica. 

Quando siamo ormai prossimi ad uscire, sopraggiunge un piccolo gruppo di nuotatori, capitanato dal mio amico Ing. Antonino Di Maio che ha approfittato della giornata soleggiata e del mare piatto per effettuare un allenamento, in attesa della riapertura delle piscine.

L’operazione “scalata” va ripetuta anche al ritorno, Antonio si muove con inaspettata agilità sulla ringhiera ed è subito pronto a ritornare allo scooter. Noi lo raggiungiamo dopo aver raccolto tutte le attrezzature e saltiamo sugli scooter con la muta ancora indossata. Ritorno a casa e, prima di andare sotto la doccia, scatto un selfie vicino all’acquario. Inevitabile poi l’operazione di lavaggio delle attrezzature, nell’attesa che sia pronto il pranzo. Arriva così l’ora di festeggiare il mio onomastico con la famiglia e trascorrere il pomeriggio in relax assoluto. Mi metto a guardare la tv e a rispondere ai tantissimi messaggi e telefonate ricevute in mattinata, con le “batterie” belle cariche per affrontare una nuova settimana di lavoro.