La navigazione verso il Banco di Santa Croce è condita da tanti spruzzi, tanto che decido di chiudere la muta già durante il tragitto per evitare di raffreddarmi troppo. Il vento di scirocco soffia forte e, con il gommone in movimento, la temperatura percepita si abbassa rapidamente.
Arriviamo al Banco dopo la prima immersione effettuata a Cala di Puolo e, questa volta, non troviamo nessuna barca ormeggiata alla boa.
Ci prepariamo e ancora una volta il gruppo è composto da Peppe Pecoraro come guida, dalla cliente inglese e dal nostro trio formato da me, Titta e Daniela.
Scendiamo lungo la cima tra le onde e la seguiamo fino a raggiungere il cappello della secca.
L’acqua sembra più pulita rispetto a ieri e, dopo poco, iniziamo il nostro giro intorno allo scoglio.
Quasi subito, guardando nella colonna d’acqua, ci troviamo davanti a uno spettacolo magnifico: oltre venti aquile di mare sono tutte intorno a noi.
Peccato non riuscire ad avvicinarle e che la visibilità non sia comunque tale da permettere buone fotografie da lontano, ma lo spettacolo è veramente di quelli da ricordare.
Proseguiamo il nostro giro tra enormi nuvole di alici che si muovono in perfetta sincronia. È interessante osservare anche la strategia dei predatori: le cernie si proiettano fuori dalla roccia per cacciarle, sfruttando anche l’azione dei dentici che le insidiano dal lato dell’acqua libera e finiscono per spingerle nuovamente verso la secca.
Il Banco è vivo come poche altre volte.
Effettuiamo diversi giri dello scoglio, abbastanza indipendenti l’uno dall’altro ma sempre mantenendoci in gruppo e a vista.
Incontro anche un grosso scorfano, che nei giorni precedenti non ero riuscito a vedere, e questa volta mi allungo qualche metro più in profondità per fotografare anche alcuni rami di gorgonia rossa.
Il mio feeling sott’acqua è ormai ottimale.
Con il GAV tecnico e la piastra in acciaio ho trovato un assetto decisamente migliore e non utilizzo altra zavorra. Anche il consumo d’aria ne beneficia e, alla fine di questa immersione, sicuramente non particolarmente profonda, risalirò con ancora 90 bar nella bombola.
Naturalmente incontro nuovamente anche Bettina.
Ormai è sicuramente la più collaborativa tra tutte le cernie del Banco e sembra non avere alcun problema con la presenza dei fotografi. Si vede anche una bella cernia rossa, ma quella mantiene decisamente le distanze e non si lascia mai avvicinare.
Con Bettina riesco invece a scattare qualche fotografia a Daniela, che nel frattempo continua la sua personale battaglia con una maschera che si appanna continuamente.
Un vero tormento per lei!
Continuiamo ancora per un po’ a girare intorno alla secca, ma inesorabilmente arriva il momento di tornare verso la cima per la sosta di sicurezza.
Ci raduniamo tutti e, poco prima di risalire, provo ancora una volta a fotografare il piccolo pesce balestra indemoniato che ormai sembra aver preso residenza sulla boa, a circa 3 metri di profondità.
L’operazione oggi è ancora più complicata. Le onde muovono continuamente la cima e la boa e, naturalmente, lui non collabora minimamente.
Dopo qualche tentativo capisco che è inutile insistere.
Il balestra vince ancora una volta.
Trascorsi i minuti della sosta di sicurezza, risaliamo tutti a bordo tra le onde e iniziamo il viaggio verso Sorrento, naturalmente accompagnati ancora una volta da una buona dose di spruzzi.
La giornata è stata comunque molto bella, anche se nel frattempo il cielo sembra coprirsi sempre di più.
Raggiunta Marina Grande, scarico e sistemo le mie attrezzature, faccio una doccia e saluto gli amici del Punta Campanella Diving Sorrento.
Per questa estate possiamo dire di aver concluso.
Domani, infatti, nonostante abbia ancora un ultimo giorno libero dal lavoro, ho deciso di riposare. Ci sono tante cose lasciate in sospeso da sistemare ed è giusto approfittarne prima di ricominciare con la normale routine.
Una volta a casa dovrò anche lavare accuratamente lo scafandro e sistemare tutto il materiale fotografico.
Sono contento e soprattutto carico per affrontare una nuova stagione lavorativa, ma nella mia testa c’è già anche un altro programma.
Un autunno e un inverno finalmente pieni di immersioni.
Diurne durante i weekend e magari qualche notturna nel corso della settimana, anche se dovrò organizzarmi per trovare un compagno d’immersione, viste le nuove regole.
Dopo tanti mesi trascorsi aspettando semplicemente di poter tornare sott’acqua, poter nuovamente fare programmi per le prossime immersioni è già una bellissima sensazione.
Per oggi, però, può bastare.
Non resta che andare a pranzo da mio suocero, concedermi una bella dormita postprandiale e, più tardi, andare a riprendere mia moglie al mare.
L’estate finisce, le immersioni finalmente ricominciano.