Marco Gargiulo

#6 — Cala di Puolo con Titta e Daniela

Appena sveglio trovo un forte vento di scirocco. Alzo le tende e la situazione non sembra particolarmente invitante, ma mentre faccio colazione e torno sul balcone per bagnare le piante, il vento improvvisamente cala. Meglio così.

Vado a sistemare lo scafandro, sperando soprattutto di non avere nuovamente problemi con la fotocamera. Alle 7:30 sono già pronto e sembra essere tutto a posto. Mi trattengo a casa ancora qualche minuto per dare da mangiare ai pesciolini dell’acquario tropicale e poi scendo con calma verso Marina Grande di Sorrento, anche perché il parcheggio per lo scooter non apre prima delle 8.

Oggi dovrebbero esserci anche i miei amici napoletani Titta e Daniela, ormai prossimi al rientro alla base e al lavoro.

Esattamente come me.

Le vacanze sono finite, ahimè.

Alle otto lascio lo scooter al parcheggio e raggiungo il diving.

Trovo Salvatore Lauro, venuto a ritirare la sua attrezzatura prima di rientrare a Roma, ma soprattutto finalmente ci sono anche Titta e Daniela, con i quali ci scambiamo un affettuoso abbraccio.

Anche per loro domani ricomincia il lavoro, come per la gran parte di noi.

Prepariamo le attrezzature e saliamo a bordo di Marangone. Siamo dieci subacquei, con Gianluigi alla guida del gommone.

Inizialmente era prevista un’immersione a Punta del Capo, ma il vento di scirocco consiglia un cambio di programma e decidiamo quindi di dirigerci verso Cala di Puolo.

Una volta sul punto ci prepariamo e, appena siamo tutti pronti, scendiamo in acqua.

Nel gruppo ci sono Peppe Pecoraro, Titta, Daniela e una cliente inglese. Fortunatamente io faccio coppia proprio con Titta e Daniela e questa volta sott’acqua non ho certo il problema di dovermi adattare a compagni che non conosco.

E soprattutto c’è un’altra buona notizia.

La fotocamera finalmente funziona perfettamente.

L’acqua, purtroppo, continua a essere abbastanza torbida. Questa volta, però, ho deciso di utilizzare anche un sottomuta per stare un po’ più caldo in profondità, visto che sotto i 15 metri la temperatura scende intorno ai 20 °C.

Trascorriamo circa un’ora sott’acqua.

Continuo naturalmente la mia ricerca del cavalluccio marino, che però anche oggi decide di non farsi vedere. Tra le foglie di Posidonia individuo invece un piccolo pesce ago, ma è decisamente poco collaborativo e non ha alcuna intenzione di mettersi in posa.

Terminata l’immersione risaliamo tutti a bordo.

Ci fermiamo per il necessario intervallo di superficie e ne approfittiamo per cambiare le bombole in preparazione della seconda immersione.

È proprio in quel momento, però, che facciamo i conti.

Ne manca una all’appello.

Una delle bombole è rimasta per errore in banchina.

Non resta quindi che rientrare in porto per recuperarla.

Con il vento che soffia da terra durante il tragitto ci bagniamo abbastanza, ma ormai siamo in costume e muta e certamente qualche secchiata d’acqua non rappresenta un grande problema.

Una volta raggiunta Marina Grande approfittiamo della sosta imprevista per rendere utile il rientro: scarichiamo tutte le bombole vuote e alcuni dei clienti ne approfittano anche per andare in bagno a fare la pipì.

Recuperata finalmente la bombola dispersa, siamo nuovamente pronti.

Sono ormai le 11 quando lasciamo ancora una volta Marina Grande.

La mattinata non è certo finita.

Adesso ci aspetta il Banco di Santa Croce.

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