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Vervece con Punta Campanella Diving Center

Domenica mattina, tempo semi-perturbato, ma nulla di compromettente per l’uscita in mare. Alle 8 scendo di casa ma metto il piumino per andare sullo scooter. Ho preso di nuovo la muta stagna in neoprene, ma questa volta senza il sottomuta ed ho montato sulla Nauticam NA-D850 il Sigma 15 mm ed il minidome Saga Dive. Ho controllato i flash OneUW ieri sera con i cavi in fibra ottica e scattavano a raffica senza perdere un colpo. 
Arrivo al Punta Campanella Diving dove ci sono Gianluigi che sarà il barcaiolo mentre Lisa, Andrea e Vittoria accompagnano i clienti sott’acqua. Prima di salire in barca controllo il funzionamento dei flash, tutto in ordine.

Il mare è calmo e l’acqua all’uscita del porto sembra limpidissima. Ormeggiamo alla boa sommersa dello Scoglio del Vervece ed io mi tuffo immediatamente prima del gruppo. L’acqua è limpida ma non limpidissima come sperato, avrei voluto effettuare alcune foto panoramiche dello scoglio. Subito incontro una coppia di murene sotto una pietra, scatto due foto poi scappano via fulmineamente. A poca distanza c’è un’altra murena ed in lontananza si vedono alcune cernie. Inizio a dirigermi verso le gorgonie rosse ed incontro un grosso scorfano che subito si mette in moto per rifugiarsi in una spaccatura della roccia dove c’è un altro scorfano più piccolo. Mi fermo lungo il tragitto a fotografare qualche bella gorgonia gialla e bianca in controluce e raggiungo la foresta di Paramuricea clavata che è “battuta” da una intensa corrente che mi impedisce di avanzare. Sono costretto a tornare indietro e vedo sfilare il gruppo di subacquei mentre mi dirigo verso la statua della Madonnina. Inizio ad avere problemi nuovamente con i cavi in fibra ottica, giro la fotocamera e guardo i flash per capire se scattano, continuano ad alternare momenti di funzionamento e non, e la cosa mi rende sufficientemente nervoso. Probabilmente i cavi si sono lesionati e bastano piccoli spostamenti dei bracci a rendere instabile la connessione luminosa con i flash. Posiziono di nuovo uno dei due flash in slave e riesco a scattare ancora qualche immagine, ma confesso di farlo senza la dovuta attenzione. Decido così di tornare al gommone, approfittando del cielo nuvoloso che traspare sotto la superficie per effettuare qualche scatto. Risalgo per primo ed attendo il rientro di tutti i sub. Arrivato a terra mi infilo direttamente sotto la doccia con la muta per lavarla accuratamente, così come faccio con la fotocamera ed il resto dell’attrezzatura.  Smonto tutto e saluto gli amici che si preparano ad una successiva uscita, me ne torno a casa alle 11:30, con il meteo che comincia a peggiorare. 

Mi fermo al garage per lasciare l’attrezzatura lavata ad asciugare, senza doverla portare a casa e rientro alla base dove la mia famiglia ha approfittato per dormire un pò in più. 
Mi metto subito all’opera per capire cosa è accaduto e, guardando con attenzione i cavi in fibra, mi accorgo che i connettori sono ormai interrotti, così li rimuovo per provare a recuperali sostituendone la parte finale. Scarico le foto al computer ma presto arriva l’ora di pranzare e di guardare le gare di MOTOGP e F1 in televisione, mi dedico così ad un pomeriggio di grande relax, con l’intensa  pioggia chenel frattempo inizia a cadere su Sorrento. 

La Tonnarella con Mimmo e Gennaro

Pensavo di aver visto quasi tutto nella mia vita subacquea, ma quella di oggi è stata una bella ed inaspettata sorpresa … 
Dopo qualche settimana di pausa, finalmente oggi torno in acqua. Ieri sera ho approntato la fotocamera Nauticam NA-D850 con il Sigma 15 mm e minidome Saga Dive, ho controllato la carica dei flash e, seguendo le istruzioni del costruttore per evitare effetto memoria, non ho ricaricato le batterie dei flash OneUW 160X, anche se la carica di uno dei due era più bassa dell’altro.
Questa mattina, dopo la sveglia ho richiuso lo scafandro e mi sono messo sullo scooter con direzione Punta Campanella Diving Center a Massa Lubrese. Arrivo alle 8:30 come programmato e la temperatura dell’aria è inizialmente fredda, al diving però la temperatura sale anche grazie al caffè portatoci dall’amico Salvatore Lauro. C’è il mio amico dott. Gennaro Caiazzo che non vedevo da tempo e dopo poco arriva anche il mitico prof. Roscigno, oggi senza fotocamera e solo con l’attrezzatura da apnea.
Partiamo alle 9 dal porto con Gianluigi al comando del gommone, Lisa ed Andrea accompagnano i clienti stranieri sott’acqua, Mimmo sarà in apnea con l’austriaco Martin Muller, mentre io me ne starò solo soletto. Ci sono onde di oltre 4 metri, causate dal mare che si è alzato durante la notte, unico posto ridossato è la Punta del Capo, in particolare decidiamo di immergerci in prossimità del tratto di costa che va da “La Tonnarella” al Campeggio “Santa Fortunata”. Qui è in rada il mega yacht da 124 metri “Alexander”, con i tre alberi enormi che svettano sul grigio scafo.   
Scendo subito in profondità a 35 metri dove ci sono le spugne gialle. L’acqua è molto torbida e lungo la parete si vedono tantissime nasse abbandonate da anni, impigliate nella rugosità della roccia ed ormai colonizzate da spugne di mille colori. Anche durante la risalita trovo ancora tantissimi rifiuti antropici, fino ad arrivare alla superficie dove c’è una grande pensilina metallica finita in mare. Risalgo e sto per tornare al gommone … Mimmo mi raggiunge e mi chiede se ho terminato l’aria nella bombola, confermo di averne ancora … e lo seguo. 
Inizio a scendere lungo la parete e lui, in grandissima e sorprendente forma, mi conduce sul fondo e mi mostra a 10 metri di profondità un bellissimo cavalluccio marino giallo, trovato da Gennaro che è ancora lì a tenere in evidenza il punto preciso dell’incontro. Inizio a scattare qualche foto a Gennaro, ma il flash destro è ormai completamente scarico. Nel frattempo arriva Mimmo che, con un’apnea formidabile, scende posizionandosi davanti al mio oblò. Resta in immersione ad ogni tuffo per lungo tempo e con grande naturalezza, collaborando e giocando a fare le smorfie mentre attende i miei scatti.
E’ proprio questa la sorpresa grandissima che ho avuto oggi, vedere l’espressione di gioia pura negli occhi del mio amico, restituito ad una nuova vita subacquea.
Una volta a bordo Mimmo mi racconta dell’esperienza mai provata prima, dell’osservazione di un ippocampo senza “doverlo” fotografare! Mi descrive l’incontro nei minimi dettagli, chiaramente emozionato e felice. Lo sono pure io anche adesso che scrivo queste mie righe.
Ritorniamo al diving e sistemiamo le attrezzature, saluto tutti e torno a casa alle 12:30, in tutta tranquillità  per ricongiungermi con la famiglia e pranzare insieme. Nel pomeriggio mi dedico a sistemare le immagini scattate, poi appena le mie donne sono pronte, scendiamo per andare a votare per il Sindaco di Sorrento al ballottaggio, in attesa di vedere gli sviluppi del caso Juventus-Napoli che si dovrebbe giocare in serata.

26 Marina Grande con Andrea e Gabriella

Dopo settimane di stop a causa della pandemia, finalmente stasera si torna in immersione! Grazie alla complicità dei miei amici Andrea e Gabriella che mi hanno stimolato ad organizzarmi, finalmente ho provveduto a mettere a punto la fotocamera, approfittando per provare il nuovo “giocattolo” acquistato dal mio amico Pietro Cremone di Fotosub-Shop: la prolunga per montare il Nikon 10.5 mm con il Teleconverter Kenko 1,4X.  

 

Al termine della giornata lavorativa, faccio un salto “obbligatorio” dal barbiere che riapre oggi  … di Lunedì! Alle 19 sono fuori e vado a casa a sistemare le ultime cose. Scendo alle 19:30 e vado a prendere le bombole cariche da Marescasport dove mi attendono i miei amici. Raggiungiamo il borgo marinaro e parcheggiamo le auto sullo scivolo di alaggio, su indicazione del mio amico pescatore Franco che ci mostra il luogo dove sistemarci. Iniziamo una lentissima vestizione chiacchierando con lui, nel frattempo sopraggiunge a sorpresa anche Raffaele con Rita, venuti a fare una passeggiata a Sorrento. Approfittiamo così per farci scattare qualche foto ricordo con e senza mascherine, attendendo il buio.

C’è un intenso vento di scirocco che non ci disturba, il mare nello specchio d’acqua è calmissimo, la visibilità però inganna, una volta messa la maschera sotto il pelo dell’acqua si nota comunque una discreto particolato in sospensione. La sensazione di tornare in immersione è strana, sono anche un poco impacciato rispetto al solito, a causa della lunga inattività. Faccio strada, con i miei amici che mi seguono, Gabriella subito vede passare una bella seppia sotto di lei mentre ci dirigiamo in superficie verso la scogliera. Lei scende subito per provare a fotografarla, io proseguo in superficie con Andrea fino al punto stabilito. Iniziamo la discesa lungo il pendio fangoso, pieno ahimè di rifiuti di ogni genere. Arrivo fino alla barca affondata a circa 35 metri poi proseguo nell’abituale giro, tenendo a vista le luci dei miei compagni. Da lontano vedo un capone ubriaco su fondo, mi avvicino e provo a fotografarlo avvicinandomi al massimo con il nuovo setup utilizzato, ma l’animale non gradisce le mie attenzioni e subito si allontana con un paio di balzi accompagnati dal “grugnito” tipico di questo pesce. Raggiungo una coppia di copertoni abbandonati e vedo un bel dentice, segnalo a Gabriella di aiutarmi nell’accerchiamento, per impedirgli una facile fuga verso il largo, ma è più lesto di noi e ci lascia attoniti a guardare il fango smosso dalla coda.  Si susseguono alcuni incontri, ma in nessuno dei casi riesco a produrre scatti interessanti, sono un poco arruginito … solo una piccola seppia collaborativa mi permette di provare a scattare alla minima distanza di messa a fuoco. Il computer segnala decompressione da effettuare per cui mi dirigo verso la superficie, a ridosso della scogliera, qui troviamo triglie, un enorme vermocane, due pesci serpente e qualche seppia. Unica nota interessante per la serata, un piccolo serranide che si è adagiato tra le chele di un granchio … di plastica!  Mi avvicino e scatto svariate foto, modificando anche il formato da FX a DX, per ottenere un ingrandimento maggiore. Il pesce resta immobile, gira solo gli occhi per guardarmi e per capire il livello di pericolo al quale è sottoposto. Resta lì tranquillo, consentendomi anche di scattare qualche immagine in doppia esposizione … Molto bene!

Quando riemergo all’interno del porticciolo mi accorgo che sullo scivolo c’è una figura familiare … è il mio amico d’infanzia Antonio che è sceso per pescare. Ha subito capito che ero io in acqua, guardando i potentissimi flash scattare, ma poi ha notato anche le luci dei miei amici ed ha avuto il dubbio che non fossi io … essendo abituato a vedermi in solitaria! Mi aiuta a svestirmi e mi prende il telefono che sento squillare nell’auto … è mia figlia Lorenza che telefona preoccupata per l’ora tarda .. sono le 22:20 e siamo appena usciti da mare! La rassicuro ammettendo l’errore di non aver telefonato come al solito, prima di scendere in acqua, distratto dalle chiacchiere fatte nel pre-immersione con i miei amici. Come di consueto quindi, fuggo via salutando Andrea e Gabriella, ringraziandoli per la compagnia e per avermi spinto a muovermi di casa per tornare sott’acqua!

Punta Lauro con Virgilio

Tutte le volte che non preparo con anticipo l’attrezzatura mi espongo a grande rischio … fortuna ha voluto che ci fosse in barca il mio amico Gianluigi, altrimenti avrei buttato alle ortiche l’immersione fotografica odierna.

Prima di andare al diving infatti sono andato di primo mattino in pescheria per assicurare il pranzo domenicale alla family, ho chiuso la fotocamera, lasciata nella stessa configurazione di ieri, non avendo avuto il tempo di cambiare oblò ed obiettivo in previsione di oggi. Malauguratamente mi accorgo solo mentre sono in acqua, in attesa che qualcuno mi passi la fotocamera, che c’è il tappo sull’obiettivo! La fortuna ha voluto che me ne accorgessi prima di bagnare lo scafandro e, grazie a Gianluigi anch’egli possessore di una Nauticam, è stato in grado di aprire lo scafandro, togliere il tappo e rimettere sottovuoto la fotocamera avendo a bordo anche l’apposita pompetta! Riesco così a fare comunque il mio tuffo con la mia Nikon D850 e 105 mm. L’acqua è molto sporca in superficie e c’è una intensa onda che agita il mare. Abbiamo ormeggiato a Cala di Puolo dove siamo ridossati, anche se in superficie l’acqua non è invitante a causa di una schiuma giallastra poco gradevole alla vista dei turisti. La visibilità è scarsissima, migliora leggermente in profondità, nell’acqua fluttuano meduse e … rifiuti. Seguo Virgilio che è più avanti di me e raggiungo la punta rocciosa della baia. Oggi non ci sono grandi presenze, una piccola cernia bruna ed alcune cernie dorate in livrea giovanile, mi concentro sulla roccia in cerca di soggetti, ma anche qui non trovo nulla che mi attragga particolarmente. Entro in una piccola grotta e qui invece vedo dei piccolissimi Re di Triglie ma è difficile metterli a fuoco perchè rapidamente si solleva sedimento dal fondo fangoso. Esco quasi subito e mentre vado in cerca di una grande famiglia di Apogon imberbis che vive sotto due grossi massi, un cliente venuto con noi in apnea mi chiama per essere fotografato … è un’impresa riuscire a “catturarlo” con il 105 mm! Raggiungo la tana degli Apogon e qui mi trattengo a lungo, fino allo scadere dei 60′ canonici. Risalgo in superficie ed il gommone è lontano … sono tutti a bordo e guardano in mare … penso stiano cercando me. Quando arrivo a bordo dopo aver segnalato la mia posizione, mi confessano che avevano quasi dimenticato la mia presenza in acqua! Torniamo alla base dove provvedo a lavare tutto, saluto i miei amici dopo una bella doccia calda, loro tornano in mare per la seconda immersione al Vervece, io me ne vado a casa per il “canonico” pranzo domenicale a base di pesce!

 

Scoglio Penna con Edo e Gabriella

Sullo scooter si avverte chiaramente che l’aria del mattino si è rinfrescata. Oggi ho portato con me anche una coppia di bombole da ricaricare al diving, essendo al momento guasto il compressore della stazione di ricarica abituale a Sorrento; al momento infatti mi è impossibile uscire in autonomia.

Al diving c’è Edoardo e dopo un pò arriva Gabriella, ma ci sono anche Ivana, Chiara, Salvatore e tanti altri amici. I preparativi vanno un poco a rilento, finalmente usciamo con il gommone senza una precisa destinazione, essendo il mare agitato dietro Punta Campanella. Proviamo a guardare le condizioni meteomarine una volta arrivati sul posto, ormeggiamo allo Scoglio Penna dove c’è onda ma ci si può immergere. Anticipo tutto il gruppo per evitare di disturbarmi, scendendo subito sotto la boa di ormeggio. Qui recupero un telo mare rosa e lo consegno ad Andrea. L’acqua è limpida e si vedono i sub in superficie. Quando arrivano tutti passo attraverso il buco nella roccia e vado verso le gorgonie rosse, ma prima mi fermo a fotografare la famiglia di Apogon imberbis che vive nei pressi di una piattaforma rocciosa. La temperatura dell’acqua è confortevole e sento un gran senso di benessere, raggiungo Edo mentre di Gabriella non vi è traccia. Proseguo il mio giro fino a ritornare sugli scogli che sono sul pianoro roccioso dove ci sono le eunicelle. Una piccola cernia bruna si nasconde sotto una masso, mentre la seconda, più grande si allontana tenendosi a distanza. Vado a controllare lo spirografo ma lo trovo chiuso, forse a causa dell’acqua calda, poi torno nei pressi del buco dal quale sopraggiungono tutti i miei amici. Qui scatto anche io una foto con l’asciugamani al collo prima di risalire per ultimo a bordo al fine di non soffrire il mal di mare.  Una volta rientrati a terra scarico l’attrezzatura dal gommone e, dopo aver ripreso le bombole cariche, mentre tutti gli altri si preparano per tornare in acqua al Vervece,  me ne vado a casa perchè ho del lavoro arretrato da concludere.

Dopo pranzo, mentre mi godo la Pole Position di Charles Leclerc nel  GP di Singapore, ricevo una piacevole telefonata da un numero non presente nella mia rubrica  … 

 

Banco di Santa Croce e Punta Campanella con Olgiata Diving

La sveglia suona prestissimo,  vado subito a fare colazione, stacco le batterie messe sotto carica per la notte e preparo la fotocamera montando il Superdome. Alle 7:30 sono già sullo scooter per raggiungere i miei amici romani al Punta Campanella Diving. Oggi andiamo al Banco di Santa Croce e bisogna muoversi in anticipo per arrivare sul posto prima di altre barche, così alle 8 siamo già tutti presenti per iniziare le operazioni di vestizione. Max, Franco e Francesca arrivano con le fotocamere pronti per una nuova sessione fotografica. Alle 8:30 siamo già in viaggio verso Vico Equense, la navigazione procede veloce con il mare calmo, ma con un cielo nuvoloso che attenua la luminosità. Ormeggiamo e ci tuffiamo in acqua, la visibilità non è ottimale, un amico mi raccontava di una eccellente visibilità ieri, ma questo posto è così, prendere o lasciare! Scendo insieme ai mie tre amici sulla Savalia savaglia poi li porto un poco in giro ad ammirare le bellezze del posto. Cernie, castagnole, donzelle, saraghi ed occhiate sono dappertutto, ci sono anche le alici che sono sotto attacco dei tonnetti. Vediamo anche un’aquila di mare ma all’improvviso si accende la spia rossa sulla fotocamera. Segnalo il problema ai miei amici, li affido a Lisa ed Andrea e me ne risalgo subito sopra. Poso la fotocamera a bordo nonostante la luce sia tornata di nuovo verde e scendo di nuovo ad assistere fotograficamente agli scatti di Max e Francesca, guidandoli passo passo anche nelle inquadrature. I progressi sembrano essere evidenti ed i ragazzi sono contenti. Quando ormai è ora di risalire ci raduniamo sotto la barca per la decompressione, Edoardo mi segnala disperato di aver visto un tonno enorme puntare per tre volte  verso di lui azzannando acciughe, ma di non esser riuscito a scattare la foto da National Geographic a causa delle impostazioni dell’autofocus. Una volta a bordo anche Andrea mi conferma di aver visto un bestione di oltre due metri frecciare al suo fianco in frenesia alimentare. Maledizione, mi sono perso una scena fantastica. Non importa, sono felice di aver contribuito all’addestramento dei due allievi fotosub. Al nostro gommone nel frattempo si è affiancato quello del Bikini Diving sul quale ci sono un gran numero di amici, tra i quali Francesco Rastrelli e la donna degli squali Eleonora De Sabata. Salutiamo tutti e ritorniamo al diving. Mentre gli altri cambiano le bombole per il secondo tuffo, io mi dedico a controllare la mia fotocamera, apro lo scafandro e sembra tutto in ordine, non comprendo cosa possa essere successo ma nel dubbio la lascio a terra per la prossima immersione. Vittoria gentilmente ha provveduto a sostituire la bombola e così siamo pronti di nuovo a partire, ma il cielo si è annuvolato ancora di più ed anche il mare è più mosso. Andiamo a Punta Campanella e ci tuffiamo sul pianoro sui 20 metri, qui iniziamo a scattare qualche foto ai saraghi fasciati che sono all’ombra di un enorme masso, poi li conduco al grottino con una grande colonia di Apogon imberbis, infine raggiungiamo il faraglione dove ci dedichiamo a fotografare le margherite di mare. Terminiamo così l’immersione e raggiungiamo la base, appena a terra inizia pure a piovere. Sistemo le attrezzature ma appena smette la pioggia saluto i miei amici, salto il pranzo e torno subito a casa con lo scooter. L’appuntamento con i miei amici fotosub è per la cena organizzata da Rosy, dove sarò in con loro in compagnia della mia famiglia. 

Grottino dei gamberi con Edo e Gabriella

Ieri sera avevo in programma un tuffo notturno, poi abortito a causa del vento forte che ha agitato il mare; mi sono così piazzato davanti alla Tv a guardare fino a tarda sera la partita di UEFA Supercup tra Liverpool e Chelsea. Al termine  dei calci di rigore mi sono messo in azione, con il buio, per pescare e spostare dopo oltre due mesi di cure, un pomacantide dalla vasca di quarantena alla vasca del salone e me ne sono andato a letto. Non ho assemblato la fotocamera prima di stamane, quando dopo la colazione, ho provveduto a rimontare il Sigma 15 mm e Minidome Saga sulla Nauticam NA-D850. Anche oggi ho usato i flash Ikelite DS161 con i nuovi bracci Flex-Arm e per la prima volta ho portato con me la GoPro Hero7 in immersione.
Raggiungo il Punta Campanella Diving dopo esser passato in garage a prendere due copie del volume “I Colori delle Sirene” da consegnare ed autografare ai miei amici Edoardo Ruspantini e Pietro Cremone. Al diving c’è gran fermento, oggi ci sono molte presenze, è arrivata anche Gabriella Luongo che riceverà la sua copia alla prossima occasione, non essendo stato avvisato della sua presenza. Prepariamo le attrezzature e partiamo alle 9:30 verso Punta Campanella, senza Pietro che ha rinunciato a causa di uno stato influenzale, c’è molta onda e la navigazione è condita di spruzzi. Ormeggiamo alla boa e ci raggiunge anche un tender di un mega-yacht con tre clienti a bordo che devono immergersi con noi. Mi dirigo insieme a Edoardo e Gabriella alla grotta dei gamberi che si trova a 45 metri, accendo la GoPro prima di entrare nella caverna ed inizio a scattare. Edo è più avanti di me, mentre Gabriella resta nella parte anteriore, date le dimensioni ridotte della cavità. Ci sono tanti gamberi Plesionika narval e qualche aragostina. Alcune musdee banchettano con i gamberi facendo un sol boccone dei gustosi crostacei. Restiamo pochissimo perchè si solleva subito un gran polverone, risaliamo lungo la parete e mentre Edoardo e Gabriella vanno a seguire i barracuda in acqua libera, me ne torno sulla parete dove c’è la grotta con i re di triglie Apogon imberbis, ma vi è già entrata Lisa con i tre clienti, si è alzato un polverone che mi fa andare via subito. Proseguo ed incrocio Virgilio e gli mostro un bel pesce balestra mediterraneo Balistes carolinensis che però non collabora, mantenendosi a debita distanza da entrambi. Termino così l’immersione effettuando qualche prova ulteriore con l’action-cam in modo da comprenderne pregi e difetti, prima di risalire sul gommone. La permanenza in barca in attesa della risalita di tutti i sub è la cosa per me più spiacevole quando le condizioni del mare sono come quelle odierne, onde che arrivano da ogni dove e sballottano la barca in continuazione. Fortunatamente ci muoviamo presto, senza che la nausea mi colga, iniziamo così una nuova navigazione bagnata verso il porto di Marina della Lobra. Arrivati a terra, dopo il risciacquo doveroso delle attrezzature, mi metto  in moto verso casa, ma solo dopo aver consegnato le due copie del libro ad Edoardo e Pietro. Loro proseguono la giornata in immersione al Vervece, io me ne vado al mare con la famiglia a Sorrento al mio stabilimento di fiducia per trascorrere con loro il ferragosto! 

 

 

 

 

 

 

Grotta e Tunnel dell’Isca con Virgilio

La sensazione di dimenticare qualcosa non mi lascia tranquillo fin quando arrivo al Punta Campanella Diving. Porto con me una maschera di scorta perchè non ricordo se l’ho lasciata lì, solo allora, con la cesta dell’attrezzatura completa di tutto, mi rassereno ed inizio ad assemblare il tutto. C’è anche una sorta di leggera emozione a ritornare nel mare di casa dopo la vacanza a Corfù. Ho portato con me alcuni nuovi accessori, arrivati a domicilio mentre ero fuori Italia: due bracci lunghi in carbonio e le nuove clamp Flex-Arm ma anche lo scafandro (vuoto) per la GoPro Hero 7 della T-Housing, sempre distribuita da Flex-Arm. Ho optato per una configurazione versatile della Nauticam NA-D850, montando il Sigma 15 mm ed il minidome Saga, abbinata ai falsh Ikelite DS161 non conoscendo a priori il luogo dell’immersione.

La scelta dell’itinerario cambia più volte, si decide così di andare subito allo Scoglio dell’Isca e poi per la seconda immersione, a Puolo. Io sbarcherò al termine del primo tuffo per tornare a casa, effettuando solo la prima immersione. Partiamo e raggiungiamo il punto, durante la navigazione il cielo si rannuvola, ma più tardi tornerà a splendere il sole. Mentre siamo in barca, Virgilio mi chiede di seguirlo, mi porta infatti ad una piccola grotta a 35 metri che non conoscevo, mi racconta che un tempo c’erano migliaia di gamberetti Plesionika narval, adesso la cavità è apparentemente disabitata, con un fondale fangoso che può sollevarsi facilmente senza le doverose precauzioni. Virgilio non entra e mi lascia visitare indisturbato la grotta, all’ingresso ci sono delle Pinna nobilis morte ancora infisse nel sedimento.  

Quando esco non lo vedo ed inizio il ritorno verso il tunnel sommerso dove è diretto tutto il gruppo di olandesi ed americani. L’acqua è abbastanza limpida ma c’è una “nuvola” che si innalza dalla roccia, guardo da vicino e mi accorgo che le spugne sono in riproduzione e stanno emettendo i gameti. Visito la cavità con grande calma, lasciando andare via anche tutto il gruppo per provare a scattare una foto panoramica. I saraghi sono all’interno del tunnel e non fuori come al solito, sono abbastanza confidenti oggi, ma mi dedico poco a loro, provando a fotografare la grotta in toto. Appena rientra il gruppo sotto la volta del tunnel approfitto per scattare qualche foto anche con loro, fin quando giunge il momento di risalire. Torniamo al diving velocemente, alle 11:30 siamo già a terra, sono contento per aver assaporato di nuovo l’azoto e perchè così posso dedicarmi alle molteplici cose che ho da sistemare a casa, tra le quali … guardare e sistemare le foto della Grecia e quelle scattate oggi!

Banco di Santa Croce con Punta Campanella Diving

E’ sempre stupendo poter immergersi al Banco di Santa Croce ed anche oggi è stata una giornata esaltante! Arrivo in scooter di buon mattino al Punta Campanella Diving Center, le operazioni d’imbarco sono già iniziate, prepariamo le attrezzature e partiamo con mare calmo con direzione Vico Equense. Raggiungiamo la boa di ormeggio della secca principale del Banco di Santa Croce e ci tuffiamo, Gianluigi ed Andrea accompagnano i clienti, Lisa resta in barca mentre Virgilio scende insieme a me. Dopo un primo passaggio alla Savalia savaglia mi sposto sulla secca di terra, dove di lontano si vedono i dentici, le cernie e le castagnole. E’ un tripudio di colori, degno dei reef esotici, solo la visibilità dell’acqua non è quella dei tropici ma accettabile in profondità. Mi avvicino alle pareti tapezzate dalle margherite di mare avvolte dalle castagnole rosa. Le spugne coloratissime competono tra loro e con gli altri organismi sessili per conquistare ogni cmdel substrato roccioso, un miscuglio di colori abbagliante. A malincuore devo lasciare la postazione e ritornare alla secca principale dove incontro i miei amici intenti ad effettuare il periplo dello scoglio. Le cernie sono molto confidenti e si lasciano avvicinare per qualche scatto prima di mettersi a distanza di sicurezza, guardando nel blù si vedono gruppi di Dentex dentex cacciare insieme le boghe e le castagnole. Diventa difficile iniziare la risalita ed effettuare la decompressione, mi rassegno e mi posiziono lungo la gomena per assolvere alle necessità di desaturazione. Quando ho ormai terminato la sosta vedo sopraggiungere un gruppo subacqueo dei Vigili del Fuoco con delle mute coloratissime … lascio la posizione e torno giù per qualche metro per scattare qualche foto con loro. Effettuo una nuova sosta di sicurezza e risalgo a bordo dove mi attende il gruppo. Si torna a casa dopo una bellissima immersione con i miei mitici amici del Punta Campanella Diving Center, durante il rientro è immancabile il selfie in movimento!

Punta Campanella con Associazione Jacques Cousteau

Ho faticato ad alzarmi dal letto, ero quasi sul punto di desistere, spegnendo la sveglia; mi sono fatto coraggio pensando che sarebbe passata una settimana di lavoro prima di poter tornare in acqua! Così mi sono messo in azione, preparando anche la fotocamera con una lente diversa che non ho ancora utilizzato sulla mia Nauticam NA-D850 con il minidome. Controllo anche lo stato di carica dei flash Ikelite DS161 che mostrano due led rossi accesi, chiudo il tutto nel borsone e vado a Massa Lubrense. Durante il viaggio sullo scooter vedo il mare agitato dal vento forte di Grecale che ha anche pulito il cielo dalle nuvole rendendo visibili le isole del Golfo di Napoli. Con grande sorpresa al Punta Campanella Diving incontro gli amici dell’Associazione Jacques Cousteau (non avendo letto il messaggio email  di avviso ai soci) capitanati da Nicola ed Antonella, ma ci sono anche Danilo, Francesco, Linda e l’australiano Dario.

Per sfuggire al forte vento l’opzione è quella di voltare la Punta Campanella. Saliamo tutti a bordo del gommone comandato da Vittoria e raggiungiamo la boa di ormeggio al di sotto del faro. Gianluigi ed Andrea accompagnano il gruppo alle gorgonie rosse, mentre io me ne vado in cerca della Savalia savaglia che si trova sulla punta, in mezzo al mare. Anticipo il gruppo ed effettuo la capovolta, Vittoria mi passa la fotocamera e scendo subito sotto il faraglione per poi raggiungere gli scogli da cui partire in cerca del “corallo nero”. Mi fermo a scattare una foto alle prime gorgonie che incontro e mi accorgo che la cupola dell’obiettivo Nikon 10,5 mm è completamente appannata! Nelle fasi di preparazione ho lasciato forse per troppo tempo la fotocamera al sole dopo averla assemblata, distratto dalla presenza dei miei amici. Fotografare è impossibile, ma vado comunque in cerca dello scoglio isolato, sorvolo l’area ma non vedo nulla che ricordi il ramo che sto cercando, dovrò ritornare con Gianluigi che conosce bene il posto! Torno indietro placidamente, l’immersione fotografica è ormai compromessa, passeggio sul fondo roccioso dove si vede qualche piccola cernia, alcuni dentici e tanti saraghi fasciati. Controllo ogni tanto l’appannamento dell’oblò che piano piano inizia a pulirsi.  Raggiungo il grottino con la famiglia di Apogon imberbis dove finalmente posso scattare qualche foto, mentre ritorno verso il faraglione, trovo Nicola e Dario che sono in cerca della piccola caverna. Li porto sul posto, scatto qualche foto con loro e me ne vado di nuovo, alla ricerca del banco di barracuda che solitamente staziona sulla punta. Trovo subito alcuni piccoli esemplari abbastanza confidenti, più distante c’è l’intero gruppo, formato comunque da individui di piccole dimensioni. A pochi metri d’acqua mentre effettuo la sosta di sicurezza si sente la risacca ed è fastidioso rimanere ulteriormente in acqua. Me ne risalgo così a bordo, il gruppo è già al completo, torniamo alla base con le onde a prua ma gli spruzzi d’acqua sono pochi poichè l’intensità del vento è calata, girando anche di quadrante, adesso soffia il Maestrale tipico dell’orario. Non mi trattengo sul posto e come al solito scappo subito a casa per andare al mare con mia moglie presso lo stabilimento “Bagni Salvatore” di Sorrento dove sono stati sostituiti i vecchi ombrelloni verdi con quelli nuovi gialli, qui trascorro il pomeriggio in estremo relax.

 

Oggi non è andata come sperato ma non importa, porto a casa ancora una volta l’insegnamento di restare concentrato al 110% nella fase di preparazione, fortunatamente non ho fatto danni e questo è fondamentale, ma è grazie a queste giornate che si ricaricano le batterie per il prossimo tuffo!