Marco Gargiulo

#69 Banco Santa Croce con Fabio

La prima immersione di “riscaldamento” della giornata è appena terminata. Dopo una breve sosta al diving per uno snack e un po’ d’acqua, ci muoviamo di nuovo verso la banchina per salire a bordo del Marangone, mentre Lisa pazientemente è intenta a caricare le bombole appena utilizzate. Questa volta c’è una nuova cliente con noi, pronta a vivere l’esperienza del Banco di Santa Croce.

Il mare è calmo e il sole splende alto. Roberta ci conduce fino alla boa dove ormeggiamo. In lontananza si vedono i tonni guizzare in superficie mentre danno la caccia alle alici, e poco sopra i gabbiani volteggiano sfruttando l’occasione per pescare con facilità. È uno di quei momenti in cui il mare sembra vivo, pulsante, in perfetto equilibrio.

L’acqua, però, è piuttosto torbida. Decido di scegliere un punto d’ingresso alternativo: mi posiziono all’altezza della boa di segnalazione e scendo lungo il cavo. L’acqua è scura e faccio un po’ fatica a orientarmi, ma dopo qualche metro riconosco la sagoma familiare dello Scoglio di Fuori. Lo raggiungo e inizio a fotografare: tra le gorgonie si aprono spugne dai colori vivaci, che risaltano nel blu profondo.

Passo poi sulla Secca di Terra, dove incontro Fabio, arrivato nel frattempo seguendo il percorso classico con i suoi clienti. Restiamo insieme per qualche minuto, poi mi sposto verso la Secca Principale. Il computer subacqueo mi segnala già qualche minuto di decompressione da effettuare, ma ho ancora tempo per godermi lo spettacolo.

Mi muovo tra le gorgonie gialle, le margherite di mare, le cernie curiose che si lasciano avvicinare, i saraghi e le occhiate che brillano nella luce. Oggi incontro anche qualche scorfano, mimetizzato tra le rocce: un piccolo premio per l’occhio attento. Sul cappello della secca ci ritroviamo tutti per la sosta di sicurezza, mentre le occhiate più intraprendenti si avvicinano alle nostre maschere, sperando forse in qualche briciola di cibo.

Quando risaliamo a bordo, un altro gommone carico di sub è appena arrivato sul posto. Ci salutiamo con un cenno e rientriamo verso Sorrento. Una volta in porto, scendiamo a terra per tornare al diving: io faccio strada, mentre Fabio e Roberta restano in banchina a sistemare le bombole, aiuto i clienti a scaricare le attrezzature e sistemare gav ed erogatori.

Finalmente arriva anche il momento di una doccia calda: nonostante la muta, un po’ di freddo si è fatto sentire. Mi rivesto e saluto i miei amici. Poco prima delle 14 sono già a casa, dove la mia famiglia è a tavola. Mi siedo con loro per il pranzo e poi mi concedo un po’ di riposo. Il pomeriggio e la serata saranno dedicati agli impegni familiari e agli amici. Peccato solo non poter vedere la partita in TV: oggi, infatti, è il 128º compleanno della mia amata squadra di calcio, e mi sarebbe piaciuto festeggiarla a modo mio.

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