Marco Gargiulo

#14 — Banco di Santa Croce, un’immersione fuori programma

Il 17 ottobre è sempre una giornata di festa a casa Gargiulo, ma quello di oggi ha qualcosa di davvero speciale.

È il compleanno di mio padre Enrico, nato nel 1936, che questa sera spegnerà le sue 90 candeline insieme a tutta la famiglia e a qualche amico.

Proprio in previsione di questo appuntamento serale, ho preferito non accompagnare il mio amico Mimmo per la solita uscita mattutina di snorkeling. Dopo il malessere della settimana scorsa, non volevo rischiare di trascorrere un’altra giornata con nausea e mal di testa, soprattutto oggi.

Ho però una piccola commissione da sbrigare: devo passare al Punta Campanella Diving Sorrento per recuperare il GAV con piastra in acciaio che utilizzo durante l’inverno con la muta stagna.

Conoscendo gli orari dei ragazzi del diving, decido quindi di scendere a Marina Grande al momento dell’apertura.

La sveglia suona alle sette. Faccio colazione e mi rado la barba, anche in previsione dei festeggiamenti di questa sera.

Alle 7:20 squilla il telefono. È Mimmo, che mi avvisa che alla fine, per un imprevisto, non è andato neppure lui al mare.

Terminati i preparativi, scendo quindi al diving per recuperare il mio GAV.

Una volta arrivato, però, scopro che è prevista un’uscita in gommone e c’è anche un posto libero per me.

Non avevo assolutamente programmato di immergermi oggi, ma l’occasione è troppo invitante per lasciarmela sfuggire. Decido quindi, su due piedi, di partecipare all’immersione.

A questo punto devo soltanto sbrigarmi!

Torno immediatamente a casa per recuperare il costume, l’accappatoio, il berretto e soprattutto per preparare l’attrezzatura fotografica, che non avevo minimamente pensato di utilizzare questa mattina.

La settimana scorsa, infatti, ho messo in vendita entrambi i miei corredi fotosub e ho già cominciato a smontare e sistemare tutto il materiale.

Fortunatamente lo scafandro della Nikon D850 è ancora assemblato, anche se manca l’oblò. Decido quindi di montare rapidamente il Nikkor 60 mm Micro con l’oblò piano, recupero i flash e completo la preparazione.

Sistemo tutto nel borsone e riparto subito per Marina Grande.

Un’immersione nata davvero per caso, senza alcun programma, ma con la voglia di approfittare di un’occasione arrivata all’improvviso.

Quando arrivo nuovamente al diving, i preparativi sono già in corso. C’è però un cliente in ritardo, così posso sistemare tutto con calma.

La mia attrezzatura è stata spostata sul soppalco e devo recuperarla, ma non è un problema.

Alle nove passate da qualche minuto siamo finalmente in barca.

Gianluigi si immergerà con il rebreather, Lisa e Peppe accompagneranno i clienti sott’acqua, mentre Walter resterà a bordo in compagnia della sua bella cagnolina.

Raggiungiamo il Banco di Santa Croce, dove si trova già il gommone proveniente da Castellammare di Stabia. Il mare è calmo, ma il cielo è parzialmente coperto dalle nuvole.

Ormeggiamo alla boa e iniziamo a vestirci.

L’acqua, già dalla superficie, sembra molto torbida. Una sensazione che trova immediata conferma non appena immergo la maschera.

Appena mi tuffo, però, arriva anche un piccolo imprevisto: l’erogatore va in erogazione continua e non ne vuole sapere di fermarsi.

Prima di riuscire a risolvere il problema, perdo circa 50 bar dalla bombola.

Poco male. Non è necessario sostituirla, perché con i 150 bar rimasti posso tranquillamente effettuare il giro che ho in mente, soprattutto considerando l’attrezzatura macro che ho montato oggi.

Decido infatti di rimanere sulla secca principale, senza spingermi oltre i 20 metri di profondità.

Mi dedico soprattutto alle margherite di mare e alle Paramuricee, cercando qualche inquadratura interessante, per poi passare anche a qualche pesciolino. L’idea è di riservare la seconda immersione alle cernie.

Trascorro così oltre 50 minuti sulla secca, fotografando e divertendomi abbastanza.

Certo, avrei dovuto portare anche lo snoot, che mi avrebbe permesso di realizzare immagini più artistiche, isolando i soggetti con una luce più selettiva. Qualche esperimento un po’ stravagante, comunque, riesco a farlo lo stesso!

Quando sono ormai vicino alla cima d’ormeggio, pronto a risalire, Peppe mi segnala la presenza di un grosso scorfano.

Naturalmente non posso lasciarmi sfuggire l’occasione e torno qualche metro più in basso per fotografarlo.

A questo punto non resta che risalire a bordo e spogliarmi immediatamente per il consueto WC time!

Sono circa le 10:30 quando sostituisco la bombola, bevo un po’ d’acqua e sgranocchio uno snack.

Il mare è calmissimo, ma il sole continua a nascondersi dietro le nuvole e la temperatura è ormai decisamente autunnale.

Trascorriamo così circa un’ora in superficie, prima di cominciare nuovamente i preparativi per la seconda immersione della giornata, sempre qui, al Banco di Santa Croce.

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