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#13 Cala di Puolo con Fabio Russo – Immersione Notturna

Dopo due settimane di lontananza dal mare, causati da una violenta gastroenterite che mi ha messo KO per una settimana e mi ha fatto impiegare un’altra settimana per riprendermi, finalmente stasera torno in acqua con il mio amico Fabio Russo.

La fotocamera Nauticam NA-D850 è assemblata da tempo con il Micro Nikkor 60 mm e l’oblò piano. Le batterie dei flash ONE UW160X sono cariche e non resta che inserirle nell’apposito alloggiamento stagno. Esco per la mia giornata lavorativa a Castellammare di Stabia ed il meteo è particolarmente favorevole, il mare è calmo e la temperatura dell’aria è di circa 17°C. Rientrando verso Sorrento per raggiungere l’ospedale e continuare il lavoro, mi fermo a mangiare un trancio di pizza dai miei amici dell’Oasi di Vico Equense.

Quando rientro a casa al termine della giornata, mi dedico a  sostituire la batteria del sistema Vacuum dello scafandro che lampeggia con un rosso-blu intermittente. Alle 18:30 sono pronto e vado a prendere Fabio, carichiamo la sua attrezzatura in auto ed andiamo a Cala di Puolo come programmato.

La strada è molto stretta e tortuosa ed è necessario che il mio amico mi aiuti nelle manovre lungo la discesa verso la spiaggia. Parcheggiamo l’auto nei pressi del molo e scarichiamo le attrezzature. Decidiamo di non trasportare il materiale al di là della scogliera come spesso facciamo di giorno e andiamo a preparare le nostre bombole nei pressi della scaletta di pietra del molo.

Appoggio la fotocamera sul muretto e mi accorgo che la spia luminosa è di colore rosso! Maledizione! Non mi lascio sopraffare dallo sconforto iniziale che suggerirebbe di lasciare tutto in auto ed inizio ad aprire lo scafandro. Nell’ultima immersione ho “preso” tanta sabbia e “colpevolmente” ho dimenticato di pulire la guarnizione di tenuta. Prendo il bancomat e tolgo l’O-ring dalla sua sede, lo pulisco e con un fazzoletto di carta, libero anche la sua sede da ogni residuo. Riposiziono la guarnizione e richiudo, rimettendo sottovuoto lo scafandro con l’apposita pompetta. La luce torna verde … la guardo continuamente mentre indosso la muta e rimane così fin quando la nostra vestizione non è ultimata. 

Verso le 20 entriamo in acqua. C’è bassa marea ed una mezza luna nel cielo. Prendiamo le mire con la bussola in direzione della scogliera, per effettuare la navigazione di andata e di ritorno in immersione, sul sabbione del porto privo di riferimenti spaziali. Fabio mi segnala che ha dimenticato in carica a casa, le batterie per i fari ed è senza fonte luminosa. Ha solo una “lucina” d’emergenza.

Si mette dietro di me sfruttando la mia fonte luminosa. Dopo qualche minuto, mi ricordo di avere appesa al GAV, una piccola torcia Ikelite a fascio molto stretto, che uso abitualmente per la ricerca dei soggetti in lontananza. L’affido al mio buddy e raggiungiamo la scogliera superandola. Sorvoliamo la prateria di Posidonia oceanica e torniamo sulla sabbia, proseguendo ancora, inizia finalmente il pendio sabbioso.

Subito incontro una polpessa (Callistoctopus macropus) e mentre si muove sul fondo, vedo saltar fuori dalla sabbia una piccola seppia che fugge via, spaventata dai lunghi tentacoli che l’hanno “sorvolata”. Sulla sabbia si vedono tanti gamberi Processa sp., qualche giovane Re di Triglie Apogon imberbis ma anche numerosi cerianti (Cerianthus solitarius) e forse qualche giovane esemplare di Arachnanthus oligopodus.

Mentre Fabio è qualche metro sotto di  me, mi avvicino ad una bella orata (Sparus auratus) addormentata sul fondo. Inizio a scattare poi segnalo la presenza al mio amico. Il pesce non si muove e mi concede alcuni scatti, anche in super-macro con la lente Subsee +5 diottrie che mi ha prestato Fabio. Sopraggiunge anche lui ed il pesce è ancora lì fermo immobile. Fabio non riesce a scattare mantenendo la lampada con la mano. Passiamo così oltre, raggiungendo i 30 metri di profondità dove ci mettiamo in cerca di soggetti, fino ad accumulare alcuni minuti di decompressione.

Qui dove il sedimento è più fine, è frequente la presenza delle grandi stelle corazzate Astropecten auranciacus. Rappresentano sempre un soggetto interessante e consentono di esercitarsi con l’illuminazione per ottenere  effetti creativi.

Si incontrano anche alcune gorgonie arborescenti Leptogorgia sarmentosa e qualche pesce addormentato. In risalita, nei pressi di una grande chiazza di posidonia, tra le foglie trovo un’altra piccola seppia e … un’asta di fucile conficcata nel substrato.

Mentre rientriamo verso terra incontro una piccolissima Sepiola sp.  grande circa 7/8 mm ed è difficilissimo metterla a fuoco, ancor di più con la lente addizionale.

Negli ultimi metri, prima di arrivare alla banchina, sul substrato sabbioso del porto, si vede un piccolo serpente di mare Ophisurus serpens ed un piccolissimo pesce lucertola Synodus saurus,

Proprio nei pressi della scaletta, i giovanissimi esemplari di sarago fasciato Diplodus vulgaris trovano riparo alla base delle verdi e lunghe foglie della pianta marina.

Risaliamo dopo circa 70 minuti e portiamo subito le attrezzature all’auto. Adesso fa molto freddo e tergiversiamo un poco smontando le attrezzature, prima di togliere le mute stagne. Ci spogliamo e subito telefoniamo a casa per rassicurare i nostri familiari. Stasera abbiamo fatto più tardi del solito, sono quasi le 22 quando siamo pronti per ritornare a Sorrento.

Iniziamo la salita della stradina e questa volta l’operazione è molto più complicata … Fabio mi aiuta nelle manovre nei tornanti strettissimi e sono costretto a farlo salire sul cofano dell’auto per far riprendere aderenza alla ruota anteriore sinistra che slitta sull’asfalto nella curva in salita, sollevata a causa del grande peso nel bagagliaio. Riusciamo nell’impresa e così lo accompagno a casa.

Quando arrivo alla mia abitazione, sono soddisfatto e rilassato mentre scarico le attrezzature. Alzo gli occhi e mi accorgo di un manifesto funebre sul portone d’ingresso del palazzo! Un carissimo amico della mia famiglia è venuto inaspettatamente a mancare. La dipartita di Carlo, l’elettrauto di fiducia della nostra barca, rende la mia serata improvvisamente molto triste. Arrivederci Carlo!  

 

 

#12 Marina Grande di Sorrento con Raffaele Scrofani – Immersione Notturna

Il meteo è ottimale quando suona la sveglia; soleggiato e con il mare calmissimo così come è possibile ammirarlo lungo la strada statale sorrentina. Invio un messaggio a Raffaele Scrofani per confermare l’appuntamento che avevamo prefissato ieri. E’ l’occasione per svagarsi un poco e distrarsi dalle pessime notizie di cronaca bellica che giungono  dall’Ucraina, sotto attacco da parte della Russia.

La giornata trascorre tra Castellammare di Stabia, Torre Annunziata ed il Policlinico di Napoli. Tra i lunghi corridoi della struttura incontro un caro amico, il dr. Salvatore Genovese, con cui scatto una foto in ricordo dei bei momenti trascorsi in Diabetologia. Il cielo nel frattempo si annuvola un poco e cala anche la temperatura.

Come di consueto effettuo la pausa pranzo dal mio amico Pino Bozza, ma questa volta opto per una gustosa insalata di pollo. Quando vado a riprendere l’auto, trascorro qualche minuto a prendere il giro Pasquale, il gestore del garage, reduce dalla pesante sconfitta del Napoli contro il Barcellona.

La fotocamera è pronta, con obiettivo Micro Nikkor 60 mm montato già da lunedì, quando ho abortito un’immersione perché non mi sentivo in perfetta forma. Al mio rientro non avrò così molto tempo da perdere nella preparazione dell’attrezzatura. Martedì  scorso si è agitato il mare e solo da ieri è migliorato. Essendomi attardato per lavoro a Napoli, avviso Raffaele di prendersela comoda e di posticipare il suo arrivo di una mezz’ora, quindi verso le 18:30.

Puntuale mi viene a prendere sotto casa. Mentre era in viaggio verso Sorrento ho anche preparato lo scafandro Nautismart Pro per il telefonino, in modo da scattare qualche selfie subacqueo. La luna è calante, il cielo è tornato sereno ed il vento è assente. Il mio amico Antonio Ferola è già sul posto a pescare i calamari e mi manda foto e video “live” delle condizioni del mare.

Arriviamo alle 19 a Marina Grande, c’è una barca in banchina davanti alla scaletta di pietra, ma è prossima ad uscire in mare e non ci preoccupa. Parcheggiamo sulla banchina ma ci viene chiesto di spostarci perché è in arrivo una “cianciola” che deve caricare il ghiaccio prima di uscire in mare. Abitualmente l’operazione è effettuata al porto di  Marina di Cassano, ma l’impossibilità di raggiungere il porticciolo a causa dei lavori alla rampa per raggiungerla ha fatto traslocare i pescatori qui giù. Non mi era infatti mai capitato in passato e così siamo più scomodi rispetto al solito, con l’auto molto lontana dalla scaletta. Sul pontile metallico c’è il mio amico Michele che sta pescando le seppie, passa a salutarmi e mi avvisa che sarebbe venuto ad aiutarci al nostro ritorno. Ci vestiamo e verso le 19:45 siamo in acqua. 

Iniziamo la discesa e l’acqua è molto torbida,  la mareggiata ha avuto i suoi effetti. Scendiamo sul pendio e subito mostro al mio amico una piccola seppia tra gli abbondanti rifiuti sul fondo. Mentre scatto una foto ad un crinoide sopra una bottiglia di plastica, non mi accorgo della presenza di un Pesce San Pietro che Raffaele prontamente avvista con la torcia. Inizia a scattare ed io mi giro per capire cosa sta accadendo …

Mi avvicino ma ho difficoltà ad inquadrarlo per intero con il 60 mm. Restiamo sul posto per una ventina di minuti, sollevando ulteriore sedimento oltre a quello già presente nella colonna d’acqua, quando il computer subacqueo inizia a segnalare la decompressione da effettuare, salutiamo il pesce come preannunciato al mio amico nel briefing effettuato.

Proseguiamo risalendo lentamente sul pendio fangoso. Prima un piccolo polpo, poi recupero una maschera subacquea e vediamo un’altra piccola seppia. Mentre siamo a ridosso della scogliera, Raffaele trova un capone ubriaco Trigloporus lastoviza. Scattiamo a turno, il pesce “balza” continuamente aprendo e richiudendo le coloratissime pinne pettorali. Approfitto anche per tirar fuori dalla tasca della muta stagna la Nautismart Pro per girare un breve video.

E’ ora il momento di far ritorno a terra, costeggiamo la scogliera frangiflutti e sui grandi massi incontriamo tante menole, un bel paguro, un granchio facchino. Antonio ci controlla da lontano mentre pesca e mi scatta qualche foto mentre siamo in immersione. Quasi all’interno del porto, nei pressi del pontile metallico un paguro mangia l’esca che Michele ha lanciato per pescare le seppie. Ci sono anche tantissimi piccoli esemplari giovanili di Sarpa salpa e proprio sotto la scaletta di pietra, una polpessa Callistoctopus macropus. Sono trascorsi 65 minuti quando Michele ci viene incontro per aiutarci a posare le fotocamere a terra.

Ci spogliamo e spostiamo l’auto. Una volta pronti effettuiamo una videochiamata al nostro amico comune Fabio Strazzi che disturbiamo mentre è rilassato sul divano.

 

Sono a casa verso le 22, saluto Raffaele e inizio a provvedere al lavaggio delle attrezzature prima di sedermi a tavola per la cena. Anche stasera ho fatto centro!

#50 Puolo con Arturo – Immersione Notturna

Mentre seguo il GP di Sochi/Russia in tv, con rocambolesca  centesima vittoria di Lewis Hamilton, arriva la telefonata di mio fratello Arturo che mi conferma l’appuntamento per le 19 a casa sua.

Alle 17:30 però, prendo lo scooter per accompagnare a Piano di Sorrento mia figlia Lidia  che esce a passeggio con amiche di scuola. Al termine dell’immersione dovrò andare a riprenderla.

Ritorno a casa e modifico l’abbigliamento, procedo al cambio di obiettivo e richiudo lo scafandro mettendolo sottovuoto. Alle 18:30 sono pronto e passo per il garage a prelevare le due bombole necessarie e l’attrezzatura subacquea. 

Per la serata ho montato il Micro Nikkor 60 mm, sicuramente molto versatile anche nelle serate povere d’incontri. In mattinata ho anche ripreso i faretti che avevo prestato a Gianluigi e li ho ricaricati preventivamente.

Rispettando il crono-programma al secondo, alle 19 sono sotto casa di Arturo, prima che inizi l’isola pedonale. Alle 19.45 siamo pronti per immergerci, attendiamo ancora un poco per far sì che le tenebre siano più intense. Ore 20 siamo in mare con acqua molto torbida a riva, allontanandoci dalla spiaggia ed in profondità la visibilità migliora sensibilmente.

Subito Arturo mi segnala lo sbarramento causato da una rete da pesca. Siamo impossibilitati nell’effettuare il consueto giro e quindi deviamo il percorso e proseguiamo lungo la parete rocciosa.
I soggetti incontrati sono quelli abituali, un grongo delle Baleari Ariosoma balearicum, i pesci lucertola, le triglie e le menole. Effettuando un percorso più lungo sulla parete abbiamo l’occasione di osservare più soggetti. Una coppia di Umbraculum in riproduzione, uno bianco ed uno più arancio, poi più avanti, nei pressi dei ciuffi di Posidonia oceanica, un terzo esemplare più piccolo di colore bianco. Tra le verdi foglie si nascondono tre esemplari di pesce ago, ma anche un bellissimo e colorato Calliostoma conulus.

Mentre rientriamo verso terra, trovo un cimazio Cymatium parthenopaeum, alcuni gamberi Stenopus spinosus, un granchio rosso Lissa chiragra ed infine, negli ultimi metri d’acqua, un vermocane Hermodice carunculata, un’occhiata Oblada melanura ed un sarago fasciato Diplodus vulgaris che viene “intrappolato” tra le nostre lampade.

Dopo 65 minuti usciamo dall’acqua e con le bombole sulle spalle, salgo direttamente le scalette dove mi spoglio prima di andare a prendere l’automobile. Terminata l’operazione di vestizione  raggiungo Arturo che nel frattempo ha fatto lo stesso. Sono le 21:45 quando telefono a mia figlia Lidia. L’avviso che sono pronto per andare a prenderla a Piano di Sorrento insieme ad Arturo. Dopo averla recuperata, la lascio a casa dove scarico anche l’attrezzatura da lavare. Accompagno mio fratello a casa circumnavigando l’isola pedonale e fortunatamente incontro di nuovo il vigile urbano mio accanito follower! Mi trattengo qualche minuto a parlare con lui che mi chiede com’è andata l’immersione e quando sarà pubblicato il resoconto sul sito web!

Arturo prende le sue cose e lo saluto, ringrazio il mio amico e rientro a casa dove non c’è posto per l’auto. Maledizione! Fortunatamente c’è la Citroen di mia moglie in sosta e posso “bloccarla” senza problemi, tanto domattina uscirò presto per andare a lavoro.   

Finalmente posso cenare; Lorenza ha cucinato il pesce spada ed ho una gran fame. Solo al termine mi dedico a smontare e lavare tutto il materiale. Soddisfatto ma stanco, posso andare a fare una doccia prima di distendermi per la notte. 

 

#45 Puolo con Arturo – Immersione Notturna

Il cielo è limpido sul Golfo di Napoli,  grazie al vento teso di Maestrale che soffia da stamattina. Mentre ritorno verso casa in autostrada si vedono distintamente tutte le isole del golfo. Rientro e disbrigo alcune incombenze lavorative al computer, poi finalmente posso rilassarmi un poco. Ho sentito mio fratello su whatsapp ed abbiamo concordato un appuntamento per la serata, avrei preferito domani, ma lui non era disponibile. 
Prendo lo scafandro e ricontrollo il sensore anti-allagamento e rimonto all’interno del suo scafandro la Nikon D850, lasciando montato ancora una volta il 60 mm.

L’appuntamento è per le 19:30 sotto casa dei nostri genitori; Arturo arriva puntuale, carichiamo tutto nell’auto ed andiamo a Cala di Puolo. Parcheggiamo l’auto ma oggi abbiamo fatto troppo presto, il sole non è ancora tramontato. Ci vestiamo lentamente chiacchierando delle ultime news di calciomercato e della F1, la nostra comune passione oltre alla fotosub. 

Alle 20:30 siamo pronti ad entrare in acqua. C’è una leggerissima risacca ma l’acqua è abbastanza pulita. In superficie la temperatura è 25°C mentre sotto, sui -30 metri è 19°C e molto più limpida.

Ci sono tantissime piccole boghe, menole e zerri sul fondo, anche qualche bella triglia. Sul sabbione incontro una sogliola occhiuta Microchirus ocellatus, poi un piccolo polpo, più avanti un secondo esemplare di sogliola occhiuta ed uno scorfano. Cambiamo direzione andando verso la parte più ciottolosa che porta verso la parete verticale.

Anche stasera vediamo un grande vermocane Hermodice carunculata, ma anche una bella tanuta Spondyliosoma cantharus che mettiamo “in mezzo” alle nostre lampade e resta abbagliata per qualche secondo, prima di fuggire via. Siamo ormai sulla parete rocciosa e tra le foglie di Posidonia oceanica osserviamo due esemplari di Syngnathus acus. Osservando con attenzione in ogni angolo roccioso si scorgono tantissimi organismi, anche un piccolo umbracolo giallo. 

Il computer subacqueo mi segnala 4 minuti di decompressione, mi sollevo così dal fondale di circa -15 metri verso la batimetria dei  6/7 metri per “scaricare” l’azoto; qui ci sono tanti piccoli saraghi, occhiate, latterini ed altri due piccoli polpi che fanno capolino dalle loro tane.

Mentre ritorno verso la spiaggia, seguito da mio fratello che nel frattempo mi ha raggiunto a bassa profondità, incontro una “lumaca” Platydoris argo, tutt’altro lenta come una lumaca! Ben presto mi sfugge nascondendosi tra le pietre.

Negli ultimi minuti d’immersione, con la leggera risacca che si apprezza a così basso fondale, incontro due Parablennius gattorugine o Bavosa Ruggine che sono probabilmente una coppia. Scatto un paio di foto ma presto, la più piccola fugge via spaventata.  

Usciamo dall’acqua alle 22. Mi tolgo le bombole e vado a spogliarmi nei pressi dell’automobile; appena cambiato prendo l’auto e la sposto nei pressi della scaletta di pietra. Aiuto mio fratello a sistemare l’attrezzatura e dopo aver completato lo smontaggio, portiamo tutto all’interno.

Anche stasera ci siamo divertiti, ce ne torniamo felici e soddisfatti. Lo riporto a casa dopo aver effettuato il lungo giro della città per superare l’isola pedonale. Approfittiamo per fermarci lungo il percorso a posare le bombole in garage e portare già a casa mia la fotocamera ed il borsone sub.

Arrivati in Piazza Sant’Antonino stasera non troviamo il vigile urbano, quindi non possiamo chiedere a nessuno la cortesia di passare e ovviamente non lo facciamo. Fortunatamente mio nipote Enrico, allertato telefonicamente da Arturo,  è disponibile ad aiutare suo padre a trasportare il tutto.

Li saluto e rifaccio il giro per andare a casa, non ho problemi a trovare il parcheggio e quindi salgo subito. L’attrezzatura è già fuori del balconcino, aspetta di essere lavata. Eseguo l’operazione ormai abbastanza velocemente e ben presto sono seduto a tavola per la cena.   Mi attende l’ultimo step per concludere la serata … una  bella  doccia calda e poi posso andare a nanna alle 23:30! 

(p.s. il sistema vacuum ha funzionato perfettamente) 

#44 Vervece con Davide e Monica

Un violento temporale mi sveglia alle 5:30. Mi alzo dal letto e vado a chiudere le finestre e metto al sicuro gli asciugamani del mare che erano stesi ad asciugare. Vado a dormire di nuovo ma alle 6 squilla il telefono di casa … riconosco il numero,  è una zia di mia moglie che mi tiene trenta minuti al telefono per un consulto “medico”. Ovviamente non riesco a prender sonno, mi metto a giocare con l’iPad sul divano fino alle 7:45 ma poi mi alzo per preparare la fotocamera lasciando montato il Nikon 60 mm, non essendo sicuro di poter uscire con il diving,  ma non metto lo scafandro sotto pressione, lo farò solo se necessario.

Oggi è in arrivo dalla Puglia il mio amico Mimmo Tritto con i suoi amici baresi ed io vorrei provare ad uscire in barca con loro. Indosso il Kway e salgo sullo scooter, sono le 8 e mi fermo un attimo in farmacia per prendere la terapia farmacologica consigliata dal medico alla zia. La chiamo al telefono mentre sono con il farmacista e lei mi dice che ha già risolto diversamente! Grrr, ma va bene così, perderò meno tempo per arrivare a destinazione.

La strada per Massa Lubrense è bagnata e c’è del terreno e pietrisco sulla sede stradale, devo prestare attenzione. Arrivo al Punta Campanella Diving per capire se c’è la possibilità di uscire in mare e se riesco ad andare con i miei amici. Mimmo Tritto è  in ritardo sulla tabella di marcia, non c’è posto sul loro gommone per me ed inoltre  è previsto un doppio tuffo. Non avendo la possibilità di rimanere a lungo ed essendo le condizioni del mare poco favorevoli ad una mia lunga permanenza in barca, a malincuore decido di uscire subito con direzione Scoglio del Vervece, senza poter incontrare i miei amici baresi. Con me in barca ci sono ancora Davide e Monica, da quindici giorni qui in vacanza e sono contento di tornare in acqua con loro.

Prendo lo scafandro e lo chiudo, ma il sistema vacuum oggi fa i capricci, devo aver bagnato il sensore con qualche goccia d’acqua l’altra sera quando ho aperto lo scafandro dopo l’immersione notturna ed i contatti sembrano ossidati. Inizio a pulirli e dopo svariati tentativi, sembra essere tutto ok, con la luce verde che si accende sul retro dello scafandro, dopo aver creato il vuoto all’interno.

Usciamo dal porto con “Berta” alle 9, c’è un’onda lunga che frange sulla costa. Navighiamo lentamente verso lo scoglio e già inizio ad avere qualche fastidio … arrivati allo scoglio l’acqua è bianca, Stefano si tuffa per ormeggiare alla boa ma non la trova. Nel frattempo, mi vesto e appena possibile scendo in acqua.  Dopo i primi 10 metri con visibilità pessima, migliora sensibilmente. L’acqua è anche più fredda, circa 18°C.

Vedo in lontananza alcune cernie brune, un dentice e tanti saraghi pizzuti. Mi fermo a fotografare gli Anthias anthias a -35 metri, poi incontro una grande musdea. Scatto la prima foto mentre mi avvicino lentamente e … improvvisamente si accende la luce-spia rossa. Mi allarmo ed inizio la risalita ma mentre inizio a nuotare verso la superficie la luce torna verde! Ho già accumulato qualche minuto di decompressione e quindi non posso risalire subito. La spia torna rossa poi di nuovo verde, poi  rossa, verde, rossa fissa! Ho ancora 2 minuti da smaltire e non posso risalire subito. Dopo 24 minuti d’immersione sono fuori dell’acqua e passo la fotocamera a Rosy sufficientemente “agitato”.

Anche il mare è agitato e per evitare di vomitare, torno giù senza fotocamera per non soffrire il mare mosso. Trovo Gianluigi, Stefano con i miei amici fotosub e proseguo il giro con loro. Le alghe si muovono ondeggiando sotto i miei occhi, mi viene il mal di mare, … risalgo dopo 20 minuti con ancora 100 bar, ma in preda alla nausea. Salgo subito a bordo e mi lancio sulla prua stendendomi, praticamente moribondo. Arrivano anche gli altri sub e possiamo così tornare velocemente in porto. Con il gommone in movimento  già sto meglio. Quando tocchiamo terra non mi sembra vero. Scarico a fatica l’attrezzatura e la lavo, poi provo a “rimettermi” in sesto facendo una doccia calda, solo dopo recupero la mia bombola dal gommone e ricompongo il tutto nel borsone. Non sono il solo a soffrire, anche Monica, forse stanca dai tanti tuffi effettuati in queste due settimane, ha un leggero malore con vomito ma presto è tutto ok. Saluto i miei amici e me ne torno a casa, sono spossato ed ho un gran mal di testa, ma non posso saltare il selfie finale prima di andar via. Peccato non aver incontrato i miei amici baresi che sono in mare.

Alle 12 sono a casa, apro lo scafandro della fotocamera che è ancora in pressione, non c’è nessuna goccia ed è tutto ok all’interno. Forse stato solo un malfunzionamento del sistema vacuum, dovrò provvedere a controllare i connettori ed anche le batterie, forse  scariche. Posso così andare a riposare tranquillo, preso dal mal di mare e dal sonno perso in mattinata. 

Alle 13 mia moglie mi sveglia per il pranzo, poi dopo le 14 ce ne andiamo in spiaggia, vado a riposare ancora un pò tra un bagno ed il lettino,  fino alle 18 quando ce ne saliamo. Ho ancora un gran mal di testa e non esco stasera, ho ordinato una pizza a domicilio e mi metto a guardare la partita della mia squadra del cuore in TV …  che incredibilmente viene sconfitta in casa con una prestazione oscena. Che dire, una giornata proprio da cancellare!

#43 Puolo con Arturo – Immersione Notturna

La giornata lavorativa trascorre tranquilla, unico inconveniente, il traffico per rientrare a Sorrento in questo periodo di fine agosto. La mia famiglia è andata al mare e vado a recuperarli in spiaggia alle 18:30. Torno a casa ed inizio a prepararmi per l’immersione notturna che ho programmato con mio fratello Arturo.
Ho montato il Nikkor 60 mm sulla Nauticam NA-D850 ed ho ricaricato i flash OneUw 160X.

Alle 19:45 sono sotto casa dei miei genitori, Arturo arriva con leggero ritardo, dovendo fare il  giro dalla città per bypassare l’isola pedonale. Prendiamo le bombole e poi andiamo a Puolo. Iniziamo la vestizione con grande lentezza e dopo le 21 siamo in acqua. 

La visibilità è discreta e la temperatura alta nei primi metri. Subito scendiamo sul sabbione fino a raggiungere l’albero affondato. Iniziamo il nostro giro sui -30 metri, poi deviamo in direzione della parete rocciosa.

Una piccolissima Alicia mirabilis è adagiata su una grande ancora abbandonata. Ci sono i soliti pesciolini addormentati sul fondo, così come i gronghi delle Baleari. Arturo insegue un piccolo rombo che si solleva dal fondo, io mi lancio al suo inseguimento e riesco a scattare a raffica prima di vederlo sparire nel buio.

La serata prosegue con l’incontro con un umbracolo; mentre scatto qualche foto, Arturo mi lampeggia per indicarmi un vermocane sollevato dal substrato in fase di riproduzione. Scatto una lunga serie di foto mentre l’anellide si muove rilasciando i suoi gameti. Anche le oloturie sono in fase di riproduzione, è passato solo qualche giorno dalla luna piena e deve essere una serata particolarmente “giusta” per questi animali. Più in là ci sono altri due enormi esemplari di Hermodice carunculata, anch’essi impegnati nella sessione “amorosa”, poi ancora un quarto individuo che incontro dopo aver fotografato  un paguro. Mentre torniamo a terra, c’è un bel cimazio e negli ultimi centimetri d’acqua si vedono alcune leccia stella muoversi rapidamente sotto la superficie.

Ci svestiamo e sistemiamo le nostre attrezzature in auto. Sempre con grande calma dopo le 23 ripartiamo soddisfatti verso Sorrento. Accompagno mio fratello sotto casa, costretto di nuovo a fare un giro enorme a causa dell’isola pedonale estiva. Fortunatamente  un giovane vigile urbano mi riconosce: “ah, ma sei Marco Gargiulo il fotografo subacqueo” e mi lascia arrivare (in tutto solo 50 metri di tragitto) fin sotto casa di Arturo per scaricare le pesanti borse con   l’attrezzatura.

Effettuo un nuovo periplo della città per tornare a casa ma quando ci arrivo c’è una gran confusione. Ci sono due auto della Polizia davanti all’Hotel Flora e tanta gente fuori l’ingresso e nel distributore di carburanti IP nel quale abitualmente parcheggio la mia auto. Non c’è il posto per me e non capisco cosa stia succedendo.  Dopo qualche minuto però, un’auto va via e riesco a parcheggiare. Scarico la mia attrezzatura e la trasporto faticosamente dall’altro lato della strada dove c’è il mio portone. Una volta trasferito il prezioso materiale da lavare fuori al terrazzino, mi affaccio per cercare di capire cosa succede. Le auto sono ancora lì sul marciapiede … quando ho quasi completato il lavaggio, una trentina di minuti dopo la mezzanotte, guardo giù e vedo uscire alcuni agenti che accompagnano nell’auto una persona per portarla in caserma. Vabbè la mia curiosità è soddisfatta, posso andare a dormire!

#40 Cala di Puolo con Arturo e Mimmo – Immersione Notturna

Consumo un gelato verso le 17:45 perché ho una leggera fame. Ho dormito un pochino sotto l’ombrellone e ben presto è ora di muovermi di nuovo verso Massa Lubrense.

Alle 18:45 vado in tabaccheria ad acquistare delle batterie di scorta per il sistema vacuum per la fotocamera di Mimmo, un quarto d’ora dopo sono a casa del mio amico Antonio Mario, al quale avevo prestato il Micro Nikkor  60 mm e lo vado a recuperare per montarlo sulla fotocamera e chiudere lo scafandro. Sostituisco anche le batterie dei flash con quelle che mi ha prestato Pietro e poi  mi incontro con mio fratello Arturo per andare al Punta Campanella Diving per le 20. Ho portato con me anche lo Snoot di Fabio Iardino montato sul flash ONEUW 160X.

Quando arriviamo il mare è mosso. Non possiamo andare a  Cala di Mitigliano come ipotizzato e quindi decidiamo di andare a Cala di Puolo. Ci sono Mimmo, Salvatore e sua figlia Felicienne, Annalisa e Davide con la moglie Monica. 

Stasera incredibilmente c’è Gianluigi in acqua … di notte! Lui e Andrea guidano il gruppo di fotografi, io me ne sto con Arturo in disparte. Scendiamo sul sabbione e poi deviamo verso la parete rocciosa.

Ben presto ci perdiamo nel buio quando incontriamo un gruppo di calamari che riesco a fotografare solo per pochi attimi.

Ritroviamo le luci di Andrea e lo seguo per cercare la tana del polpo con le uova. Sulla parete rocciosa non mancano i soggetti, una bellissima  Haliotis tuberculata, un cimazio e uno scorfano rosso non ben identificato. Nella parte finale dell’immersione mi separo da Arturo e risaliamo separatamente.

Risalgo dopo i 60 minuti concordati, ma a grande distanza dal gommone. A causa del moto ondoso intenso è difficile nuotare in superficie per raggiungere il natante. Durante la traversata superficiale, alcuni latterini mi colpiscono sulla maschera andando a sbattere violentemente per sfuggire alle potenti lampade.

Ritorniamo a terra ma scarichiamo le attrezzature dal lato opposto del porto perché il ristorante Paguro è pieno di clienti e non possiamo disturbare con il nostro passaggio. Non lavo la fotocamera qui, perché lo farò a casa, ma dedico i pochi minuti trascorsi al diving sotto la doccia calda, mentre aspetto Arturo che sistema la sua attrezzatura. Alle 23:45 siamo entrambi sugli scooter. Arrivato a casa provvedo al lavaggio accurato e consumo la cena che mi ha lasciato mia moglie. Finisco di sistemare il tutto fino all’una di notte e me ne vado a dormire. Domani si riposa.

Liberazione Cavallucci Marini a San Montano

Inizia oggi ufficialmente la stagione estiva del Punta Campanella Diving Center e sono eccitato di salire per la prima volta sul nuovo battello “Marangone” che è stato appena varato. L’appuntamento è alle 11 al diving, perché l’immersione delle 8 è SOLD OUT, non c’è posto per me in barca al primo turno, ma solo nella seconda uscita.

Arrivo con lo scooter dopo essere passato a prendere la muta umida ed il resto dell’attrezzatura da trasferire per l’estate 2021 al diving. Oggi ho montato ancora il Nikon 60 mm per provare di nuovo la lente MWL1 che finora non ho avuto modo di utilizzare nelle migliori condizioni.
Qui incontro Rosy e Gianluigi che saluto rapidamente ma anche i miei amici Pierluigi e Luisa con i quali uscirò oggi in barca. Scarico l’attrezzatura e vado a posare lo scooter.

Mentre ritorno al diving, passo a salutare il mio amico dott. Gennaro Caiazzo che è seduto al bar con alcuni amici. Mi presenta un suo amico Mario che è appena venuto da Napoli per liberare ben dieci cavallucci marini ed un piccolo gattuccio che in prima mattina ha salvato da morte certa, acquistandoli dai pescatori del lungomare napoletano per poi riportarli in mare.
Avendo la dimora estiva a San Montano di Massa Lubrense, ha ben pensato di liberarli proprio davanti casa, dove all’interno delle scogliere troveranno l’habitat ideale per riprodursi, tra alghe verdi e brune, scarso idrodinamismo e tanta  Posidonia oceanica.
Comprendo subito l’eccezionalità dell’evento e cambio improvvisamente il mio programma … vado al diving, saluto i miei amici “appendendoli”, preparo la fotocamera ed indosso la muta e mi dirigo con Mario a casa sua, l’immersione la effettuerò domattina, oggi ho una grande occasione da sfruttare!

Aspettiamo un’ora nell’attesa di Gennaro che ritorni dalla sua immersione  con i compagni, ma tardando un pochino, decidiamo di iniziare l’operazione di liberazione senza di loro.  Nel frattempo si è radunata una gran folla di curiosi intorno alla bacinella che li conteneva. I figli di Mario si sono vestiti di tutto punto, pinne, maschera e muta, così come i loro amici. Entriamo in acqua e ci dirigiamo verso la scogliera dove liberiamo inizialmente il piccolo gattuccio. Subito dopo Mario torna a terra e sposta gli ippocampi nel bidone per trasportarli al largo dove troveranno la loro nuova casa. 

La configurazione fotografica montata non è quella ideale per questa situazione ma non avendo un grandangolare montato sulla Nauticam NA-D850 devo fare di necessità virtù. Mario inizia a far fuoriuscire dal contenitore i pesciolini ad uno ad uno, mostrandoli ai bambini che sono intorno a noi. Pian piano vengono liberati tutti, ma confesso di avere enormi difficoltà ad immergermi senza piombi e conseguentemente a scattare al meglio. 

Quando abbiamo ormai concluso la liberazione, vediamo arrivare la barca con a bordo Gennaro. Ritorniamo sul punto e gli mostro uno dei cavallucci che è rimasto visibile, attaccato al un ciuffo d’alga, ne vede anche un secondo qualche metro più in là, gli altri sono ormai completamente mimetizzati con la vegetazione e sono introvabili. Soddisfatto saluto Mario e la sua bella famiglia e approfitto di un passaggio con la barca per tornare al porto, evitando una lunga passeggiata con la pesante fotocamera tra le mani. 

Al diving mi spoglio e lavo l’attrezzatura, la ripongo nel deposito ma non posso salutare nessuno dei miei amici perché non sono ancora rientrati dalla loro immersione. Salto sullo scooter e torno a casa, sono quasi le 15 ed ho una gran fame. Recupero qualcosa dal frigo e dopo mi vado a stendere un poco sul divano per riposarmi un poco, prima di mettermi al computer a visionare le immagini scattate, ma mi preme elogiare il grande spirito naturalistico del mio nuovo amico Mario e di avermi consentito di documentare una così bella iniziativa! 

Viva il mare ed i suoi abitanti!

 

 

 

Puolo con Associazione J. Cousteau

Il sibilo intenso del vento mi desta pochi minuti prima del suono della  sveglia programmata alle 6:30. Mi alzo e vado a controllarne la direzione … fortunatamente proviene da Sud e quindi sotto costa il mare è buono. Il cielo è coperto e minaccia pioggia. Mi siedo a fare colazione e poi vado a chiudere lo scafandro Nauticam NA-D850 sul quale ho montato ancora una volta il Nikon 60 mm. La mia intenzione è quella di provare in condizioni diverse la nuova lente Nauticam MWL-1, ma anche per prendere dimestichezza con i flash OneUW usati in TTL con i cavi elettrici e non più quelli in fibra ottica.  

L’appuntamento con i miei amici dell’Associazione Jacques Cousteau è per le 8 a Marina di Puolo, così mi muovo per tempo, ma questa volta prendo l’auto di mia moglie, una Citroen C3, molto più adatta rispetto alla mia Skoda Kodiaq alle piccole stradine da percorrere per raggiungere la spiaggia. Mi ritrovo sul piazzale con i miei amici Nicola ed Antonella, scattiamo una foto ricordo mentre aspettiamo anche l’arrivo di Linda. E’ passato ormai un anno dal nostro ultimo tuffo insieme! Maledetto Covid-19.

Scendiamo alla Marina e parcheggiamo le auto, iniziamo la vestizione dopo aver trasportato l’attrezzatura in prossimità della scogliera. Mentre assemblo la fotocamera, mi accorgo che l’anello basculante “singolo” che ho preso non è adatto a portare la lente MWL-1, ma dovevo necessariamente prendere quello “doppio” che mi aveva mandato Pietro Cremone insieme alla lente. E vabbè, non fa niente, la proverò la prossima volta.

Inizia a piovigginare ma il mare è calmo. L’acqua è abbastanza torbida e la scarsa luminosità del cielo non aiuta. Costeggiamo la parete rocciosa e poi passiamo sul sabbione dove incontriamo alcuni pesci pettine. Attraversiamo la spianata sabbiosa fino a raggiungere la parete di Punta Lauro e la percorriamo per un breve tratto, dove ci sono le piante di Posidonia oceanica e qualche Eunicella gialla e bianca. Sono in cerca di pesci ago e cavallucci marini tra le verdi foglie, ma oggi non sono fortunato. Scovo però un bellissimo gasteropode Calliostoma conulus, ma anche un Umbraculum mediterraneum ed un grosso scorfano rosso.  Ho provveduto anche a liberare una gorgonia da un groviglio di lenza in nylon che ho poi recuperato e messo nella tasca della muta stagna. 

Trascorsi circa 60 minuti, rientriamo verso terra, ha smesso di piovere e riusciamo a spogliarci senza bagnarci. Una volta pronti, approfittiamo per scattare qualche foto ricordo con le T-Shirts dell’iniziativa “Citizen Scientist” organizzata dall’A.M.P. Punta Campanella. 

Sono le 10:30 quando chiudo l’auto per tornare a casa, mi metto in moto e prima di iniziare la salita, incontro i miei amici del Punta Campanella Diving Center, Lisa, Vittoria e Gianluigi. Mi trattengo un pochino a chiacchierare con loro, chiedendo info sull’apertura del diving e sul nuovo battello che è prossimo ad entrare in acqua. Li saluto e torno a Sorrento. Mi aspetta il lavaggio dell’attrezzatura, è momento sempre noioso, ma fondamentale per la corretta conservazione di materiale così prezioso e delicato. Mentre scrivo e guardo le foto al computer, inizia di nuovo a piovere, mi tocca portar dentro tutta l’attrezzatura messa ad asciugare per poi finalmente sedermi a tavola con la mia famiglia. 

#10 Marina Grande con Thomas – Immersione Crepuscolare

E’ lunedì ed oggi scatta la zona arancione in Campania, dopo oltre 43 giorni di astinenza da azoto (il mio computer subacqueo me lo ricorda inesorabilmente) ho una voglia matta di andare in mare. Non ho provveduto a ricaricare i flash preventivamente perché il meteo durante tutta la giornata è stato perturbato, ma le condizioni buone del mare rendono il richiamo inarrestabile.

Trascorro la mia giornata lavorativa incontrando il mio amico fraterno Riccardo, che non vedevo da altrettanto tempo, fermato dalla sua azienda durante la zona rossa e costretto a lavorare da casa. La giornata trascorre veloce, tra pioggia e schiarite. Torno a casa ed accendo la Tv per seguire le news sportive dopo l’improvviso annuncio della creazione delle Super Lega che sta causando un terremoto nel calcio europeo. Mentre ascolto gli aggiornamenti, invio un messaggino al mio amico Antonio Mario: “che pensi di fare? io ho una voglia matta di immergermi. Vieni con me?”
Mi risponde che è disponibile ad accompagnarmi ma che non verrà in acqua, ma farà da supervisore al figlio Thomas che si deve allenare in vista della sua prima gara di qualificazione ai Campionati Italiani FIPSAS di Safari Fotografico Subacqueo. Ci accordiamo per le 19 a Marina Grande di Sorrento. Io prendo l’auto e parcheggio al solito posto, nei pressi del ristorante “Il Delfino”, vado a guardare il mare e scatto qualche foto ricordo. Inizio a prepararmi mentre i miei amici mi raggiungono con lo scooter.

Entro in acqua che è ancora giorno. Su una barca di pescatori c’è il mio amico “O’ Russ” che nel salutarmi, mi prende in giro chiedendomi se avessi visto la balena grigia avvistata ieri sottocosta  (scortata da “Puledrone” al largo per non farla finire anch’essa nel porto).
Come concordato, in acqua viene solo Thomas, mentre Antonio resta a terra a sorvegliare. Entriamo in mare alle 19:15 ed abbiamo concordato con Antonio l’orario di uscita per le 21, ci verrà così a prendere alla scaletta del molo, dall’altro lato del borgo, in modo da evitare di portare a casa la sabbia dell’arenile.

L’acqua è torbidissima, quasi bianca, oggi ho montato i flash ONEUW per la prima volta con i cavi elettrici e controllati in TTL. Ho anche installato la doppia lente macro+wide sul 60 mm per provarne l’assetto e la resa.

Inizio a scattare qualche foto di prova con la lente Nauticam MWL-1 alla scogliera, come richiestomi da Pietro Persico, mio amico pescatore  che vorrebbe conoscere la conformazione del fondale sul quale lancia le sue esche al fine di evitare di farle impigliare sul fondo. A quest’ora ci sono tantissime piccole salpe che nuotano in sincronia, ma le foto scattate sono assolutamente impresentabili date le pessime condizioni di visibilità.
Confesso che l’immersione entra a far parte di una lunga serie di quelle da dimenticare. L’oscurità appena accennata, la visibilità e la necessità di ritornare presto a terra per non sforare i coprifuoco delle ore 22 rendono la serata abbastanza frustrante. 
Ciò che non manca mai però è una gran quantità di rifiuti sottomarini. Pochissimi soggetti da fotografare e solo negli ultimi minuti d’immersione, quando sono arrivato nei pressi della banchina. Di contro, ho approfittato per recuperare e smaltire due  maschere subacquee ed un braccialetto di plastica.
A completare  la serata negativa, anche il KO della batteria del flash “Master” di destra, ormai scarico totalmente, ho così usato solo quello di sinistra in manuale per scattare le uniche immagini ai granchi e alle bavose nell’ultimo metro d’acqua che mi separava dalla superficie.  Rientro con 15 minuti di anticipo sul programma, stasera basta così.

 

Anche in una serata come questa, poco esaltante, ho in realtà centrato tutti e tre gli obiettivi prefissati: tornare ad immergermi, provare la lente ed i cavi elettrici e … prendere due belle pietre per l’acquario di Antonio. 

Risaliamo agevolmente dalla scaletta con l’aiuto di Antonio, mentre io smonto l’attrezzatura, lui accompagna il figlio a casa a fare la doccia calda, per poi aspettarmi sotto l’ufficio della moglie Cinzia a sistemare rocce appena raccolte. Sistemiamo velocemente il tutto in vasca e alle 21:15 risalgo in auto, sistemo le bombole in garage, parcheggio sotto casa e riporto tutto su. Malauguratamente ho il gettatoio che si è ostruito (dove abitualmente lavo le attrezzature), sono costretto così a lavare tutto sotto la doccia, con “grande gioia” di mia moglie. Riporto tutto l’attrezzatura, fotocamera compresa,  fuori al balcone, la sistemo ad asciugare e provvedo ad eliminare qualsiasi goccia caduta nel corridoio in seguito all’operazione svolta.

 

Solo alle 22:30 posso sedermi a tavola, sono affamato ed anche un pò stanco, ma comunque felice per aver assunto la mia “dose” di Azoto!