#13 Cala di Puolo con Fabio Russo – Immersione Notturna

Dopo due settimane di lontananza dal mare, causati da una violenta gastroenterite che mi ha messo KO per una settimana e mi ha fatto impiegare un’altra settimana per riprendermi, finalmente stasera torno in acqua con il mio amico Fabio Russo.

La fotocamera Nauticam NA-D850 è assemblata da tempo con il Micro Nikkor 60 mm e l’oblò piano. Le batterie dei flash ONE UW160X sono cariche e non resta che inserirle nell’apposito alloggiamento stagno. Esco per la mia giornata lavorativa a Castellammare di Stabia ed il meteo è particolarmente favorevole, il mare è calmo e la temperatura dell’aria è di circa 17°C. Rientrando verso Sorrento per raggiungere l’ospedale e continuare il lavoro, mi fermo a mangiare un trancio di pizza dai miei amici dell’Oasi di Vico Equense.

Quando rientro a casa al termine della giornata, mi dedico a  sostituire la batteria del sistema Vacuum dello scafandro che lampeggia con un rosso-blu intermittente. Alle 18:30 sono pronto e vado a prendere Fabio, carichiamo la sua attrezzatura in auto ed andiamo a Cala di Puolo come programmato.

La strada è molto stretta e tortuosa ed è necessario che il mio amico mi aiuti nelle manovre lungo la discesa verso la spiaggia. Parcheggiamo l’auto nei pressi del molo e scarichiamo le attrezzature. Decidiamo di non trasportare il materiale al di là della scogliera come spesso facciamo di giorno e andiamo a preparare le nostre bombole nei pressi della scaletta di pietra del molo.

Appoggio la fotocamera sul muretto e mi accorgo che la spia luminosa è di colore rosso! Maledizione! Non mi lascio sopraffare dallo sconforto iniziale che suggerirebbe di lasciare tutto in auto ed inizio ad aprire lo scafandro. Nell’ultima immersione ho “preso” tanta sabbia e “colpevolmente” ho dimenticato di pulire la guarnizione di tenuta. Prendo il bancomat e tolgo l’O-ring dalla sua sede, lo pulisco e con un fazzoletto di carta, libero anche la sua sede da ogni residuo. Riposiziono la guarnizione e richiudo, rimettendo sottovuoto lo scafandro con l’apposita pompetta. La luce torna verde … la guardo continuamente mentre indosso la muta e rimane così fin quando la nostra vestizione non è ultimata. 

Verso le 20 entriamo in acqua. C’è bassa marea ed una mezza luna nel cielo. Prendiamo le mire con la bussola in direzione della scogliera, per effettuare la navigazione di andata e di ritorno in immersione, sul sabbione del porto privo di riferimenti spaziali. Fabio mi segnala che ha dimenticato in carica a casa, le batterie per i fari ed è senza fonte luminosa. Ha solo una “lucina” d’emergenza.

Si mette dietro di me sfruttando la mia fonte luminosa. Dopo qualche minuto, mi ricordo di avere appesa al GAV, una piccola torcia Ikelite a fascio molto stretto, che uso abitualmente per la ricerca dei soggetti in lontananza. L’affido al mio buddy e raggiungiamo la scogliera superandola. Sorvoliamo la prateria di Posidonia oceanica e torniamo sulla sabbia, proseguendo ancora, inizia finalmente il pendio sabbioso.

Subito incontro una polpessa (Callistoctopus macropus) e mentre si muove sul fondo, vedo saltar fuori dalla sabbia una piccola seppia che fugge via, spaventata dai lunghi tentacoli che l’hanno “sorvolata”. Sulla sabbia si vedono tanti gamberi Processa sp., qualche giovane Re di Triglie Apogon imberbis ma anche numerosi cerianti (Cerianthus solitarius) e forse qualche giovane esemplare di Arachnanthus oligopodus.

Mentre Fabio è qualche metro sotto di  me, mi avvicino ad una bella orata (Sparus auratus) addormentata sul fondo. Inizio a scattare poi segnalo la presenza al mio amico. Il pesce non si muove e mi concede alcuni scatti, anche in super-macro con la lente Subsee +5 diottrie che mi ha prestato Fabio. Sopraggiunge anche lui ed il pesce è ancora lì fermo immobile. Fabio non riesce a scattare mantenendo la lampada con la mano. Passiamo così oltre, raggiungendo i 30 metri di profondità dove ci mettiamo in cerca di soggetti, fino ad accumulare alcuni minuti di decompressione.

Qui dove il sedimento è più fine, è frequente la presenza delle grandi stelle corazzate Astropecten auranciacus. Rappresentano sempre un soggetto interessante e consentono di esercitarsi con l’illuminazione per ottenere  effetti creativi.

Si incontrano anche alcune gorgonie arborescenti Leptogorgia sarmentosa e qualche pesce addormentato. In risalita, nei pressi di una grande chiazza di posidonia, tra le foglie trovo un’altra piccola seppia e … un’asta di fucile conficcata nel substrato.

Mentre rientriamo verso terra incontro una piccolissima Sepiola sp.  grande circa 7/8 mm ed è difficilissimo metterla a fuoco, ancor di più con la lente addizionale.

Negli ultimi metri, prima di arrivare alla banchina, sul substrato sabbioso del porto, si vede un piccolo serpente di mare Ophisurus serpens ed un piccolissimo pesce lucertola Synodus saurus,

Proprio nei pressi della scaletta, i giovanissimi esemplari di sarago fasciato Diplodus vulgaris trovano riparo alla base delle verdi e lunghe foglie della pianta marina.

Risaliamo dopo circa 70 minuti e portiamo subito le attrezzature all’auto. Adesso fa molto freddo e tergiversiamo un poco smontando le attrezzature, prima di togliere le mute stagne. Ci spogliamo e subito telefoniamo a casa per rassicurare i nostri familiari. Stasera abbiamo fatto più tardi del solito, sono quasi le 22 quando siamo pronti per ritornare a Sorrento.

Iniziamo la salita della stradina e questa volta l’operazione è molto più complicata … Fabio mi aiuta nelle manovre nei tornanti strettissimi e sono costretto a farlo salire sul cofano dell’auto per far riprendere aderenza alla ruota anteriore sinistra che slitta sull’asfalto nella curva in salita, sollevata a causa del grande peso nel bagagliaio. Riusciamo nell’impresa e così lo accompagno a casa.

Quando arrivo alla mia abitazione, sono soddisfatto e rilassato mentre scarico le attrezzature. Alzo gli occhi e mi accorgo di un manifesto funebre sul portone d’ingresso del palazzo! Un carissimo amico della mia famiglia è venuto inaspettatamente a mancare. La dipartita di Carlo, l’elettrauto di fiducia della nostra barca, rende la mia serata improvvisamente molto triste. Arrivederci Carlo!  

 

 

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