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#25 Cala di Puolo con Punta Campanella Diving

Trascorriamo una quarantina di minuti d’intervallo in gommone mentre sostituiamo le bombole e ci prepariamo al successivo tuffo, il cielo si è rannuvolato e due clienti desistono dall’effettuare la  seconda immersione perché infreddoliti. Questa volta scendo da solo e anticipando il gruppo, Fabio ed Andrea hanno da accompagnare i clienti lungo la parete rocciosa di Punta Lauro ed impiegano un pò di tempo a prepararsi.

Nei primi metri della colonna d’acqua la visibilità è pessima, quasi lattescente, in questa zona però ci sono tantissime piccole meduse Pelagia noctiluca, dall’insolito colore arancio, segno di uno stadio giovanile.

Effettuo un rapido giro sulla punta dove trovo una piccola aragosta, non resto a lungo in profondità perché è mia intenzione andare a vedere se mi riesce di fotografare le meduse. Ce ne sono tantissime e molte di esse hanno catturato alcuni tunicati pelagici,  dedico così gran parte del tempo  e delle foto a loro.

Dopo 45 minuti risalgo in superficie, consapevole che le persone che sono a bordo hanno freddo e desiderano tornare a terra quanto prima. Sorprendentemente, c’è di nuovo il sole, aspettiamo anche la riemersione di Andrea e rientriamo subito a terra dove ci si mette in fila per “tuffarsi” sotto la doccia calda. 

Metto in ordine le mie cose e saluto tutti, torno dalla mia family per festeggiare con loro. Alle 13:30  sono già a casa, prima del solito. Mia moglie che mi conosce alla perfezione ha interpretato i miei desideri, cucinando il mio piatto preferito. Sono abbastanza “cotto” e mi stendo sul sul divano, mi addormento all’istante. Quando mi sveglio trovo una valanga di telefonate e messaggi, inizio così a rispondere a tutti per ringraziarli! 

#24 Punta del Capo con Fabio

La sveglia di stamattina è fatta dai tanti messaggi di auguri per l’onomastico che iniziano ad arrivare prestissimo. C’è un bel sole e vado a chiudere lo scafandro Nauticam. Passo a prendere la muta lasciata in garage e vado a Massa Lubrense dove mi attendono i miei amici. Al mio arrivo già ci sono i pasticcini, non mi resta che andare al bar a prendere il caffè per tutti!

Ci sono un bel numero di clienti oggi per una doppia immersione. Il programma prevede Scoglio Penna e poi Punta Campanella.
Usciamo dal porto verso le 9:40 ma lungo il cammino che ci porta verso Punta Campanella, siamo costretti a tornare indietro a causa dell’onda lunga che c’è e che renderebbe complicato immergerci su quel versante. Invertiamo la rotta e andiamo a Punta del Capo di Sorrento.

Arrivati sul punto d’immersione, io scendo con Fabio lungo la parete. Anche lui ha la fotocamera con il grandangolare e lo vedo spingersi fin quasi a 50 metri, mentre io resto una decina di metri più sopra di lui. Non trovo granché di “notevole” da fotografare oggi al di là delle belle gorgonie gialle Eunicella cavolinii; solo una miriade di lenze ed esche artificiali impigliate sul fondo. C’è anche un sandalo con un crinoide Antedon mediterranea.

Trascorriamo solo 45 minuti in un’acqua per non accumulare troppo azoto in vista della successiva immersione. Risalgo così all’interno della “laguna” per poi ritornare sul gommone. Aspettiamo il rientro degli snorkelisti che sono con Lisa e i sub che sono con Andrea e ci spostiamo a Cala di Puolo per tornare in acqua di lì a poco.

 

#23 Scoglio del Vervece con Fabio

Anche stamattina ho difficoltà a carburare, ma quando mi affaccio alla finestra c’è un gran bel sole. Molto bene. Nonostante il ritardo sul programma, dedico 5 minuti a rasare la barba cresciuta un poco troppo e poi mi affretto a sistemare flash e scafandro per l’immersione. Quando scendo di casa, c’è già un cambio repentino delle condizioni meteo, il cielo ora è più nuvoloso e soffia un vento da Sud che si sta intensificando.

Arrivo al Punta Campanella Diving Center e ce ne andiamo a prendere un bel caffè al bar. Iniziamo a prepararci e quando siamo ormai pronti ad uscire, è montato un forte vento da terra che increspa il mare. E’ arrivato anche Mimmo Roscigno e ovviamente ci viene a fare compagnia in barca. 

Navighiamo verso il Vervece con il vento che soffia da poppa, ma quando arriviamo sul punto per ormeggiare alla boa sommersa, non appena mettiamo la prua al vento, le onde salgono sulla barca bagnando tutti noi, ovviamente compresi quelli che NON dovevano andare in acqua! Andrea si tuffa per legare la cima ma siamo costretti a fare più di un tentativo prima di riuscire nell’impresa. Lisa e Vittoria restano in barca con Mimmo, completamente bagnati. 

Mi tuffo con Fabio mentre Gianluigi scenderà da solo, Andrea invece accompagna i clienti odierni. Guardando la superficie si vedono chiaramente le grandi onde, l’acqua è torbida, ma non c’è corrente come immaginavo. Non si avverte nemmeno risacca, il moto ondoso è tutto superficiale.

Andiamo subito verso le gorgonie rosse, sono tutte aperte. Incontro ancora una colonia di Apolemia uvaria e qualche cernia. Mi perdo il mio compagno, intento anche lui a fotografare, proseguo prima verso la rientranza con le gorgonie gialle, poi arrivo ai massi che si trovano in direzione di Capri. Qui c’è una bella musdea Phycis phycis che presto si ritira nella sua tana. Quando raggiungo la parete verticale, opposta a quella dove c’è la scala per salire sullo scoglio, ritrovo Fabio e scattiamo qualche foto alle margherite dei mare ed un selfie. Si vede anche qualche barracuda in lontananza, ma la visibilità non è ottimale per avvistare anche il banco che solitamente staziona in questo punto.  Arrivo allo scoglio con i Parazoanthus axinellae e poi raggiungo la Madonnina del Vervece. Stranamente anche sotto lo scoglio che si trova sul pianoro a 12 metri, non ci sono Apogon imberbis, è sorprendente! 

Mentre mi sposto per raggiungere gli ultimi Hot-Spot fotografici del sito, incontro una lunga colonia di Thalia (Salpa) democratica con le donzelle intente a “pizzicarla”. Ho accumulato 8 minuti di decompressione ed inizio a “scaricarne” qui qualcuno. 

Arrivo ad uno dei punti più interessanti fotograficamente, fortunatamente scampato allo scempio perpetrato dai datterai una decina di anni fa, dove le margherite di mare sono molto rigogliose e mi diverto a scattare qualche immagine anche in pieno controluce, sfruttando le potenzialità dell’High Speed Syncro dei miei strepitosi flash ONEUW 160X in grado di sincronizzare lo scatto della tendina anche a oltre 1/640 di secondo.

La decompressione è ultimata, non resta che andare a controllare nella spaccatura a 3 metri di profondità se dentro c’è la murena. Effettivamente è lì, nascosta nella sua tana. Non essendo particolarmente felice della mia presenza, decide di spostarsi rapidamente in un luogo più tranquillo. Quando riemergo, le onde sono sparite, il vento intenso è calato bruscamente ed è anche ruotato verso Ovest.

Arrivati al diving, tutti corrono sotto la doccia calda. si sono presi una gran “rinfrescata” oggi. Mimmo è tutto bagnato, gli vado in soccorso prestandogli i miei pantaloni della tuta ed i calzettoni. Incredibilmente tutto questo è possibile! Il prof. Roscigno è ormai un figurino! Saluto tutti e verso le 11:30 sono sullo scooter. Il meteo è ancora incerto e per essere sicuro di asciugare per bene l’interno della muta stagna, me la riporto a casa per averla pronta per l’immersione di domani! 

#13 Cala di Puolo con Fabio Russo – Immersione Notturna

Dopo due settimane di lontananza dal mare, causati da una violenta gastroenterite che mi ha messo KO per una settimana e mi ha fatto impiegare un’altra settimana per riprendermi, finalmente stasera torno in acqua con il mio amico Fabio Russo.

La fotocamera Nauticam NA-D850 è assemblata da tempo con il Micro Nikkor 60 mm e l’oblò piano. Le batterie dei flash ONE UW160X sono cariche e non resta che inserirle nell’apposito alloggiamento stagno. Esco per la mia giornata lavorativa a Castellammare di Stabia ed il meteo è particolarmente favorevole, il mare è calmo e la temperatura dell’aria è di circa 17°C. Rientrando verso Sorrento per raggiungere l’ospedale e continuare il lavoro, mi fermo a mangiare un trancio di pizza dai miei amici dell’Oasi di Vico Equense.

Quando rientro a casa al termine della giornata, mi dedico a  sostituire la batteria del sistema Vacuum dello scafandro che lampeggia con un rosso-blu intermittente. Alle 18:30 sono pronto e vado a prendere Fabio, carichiamo la sua attrezzatura in auto ed andiamo a Cala di Puolo come programmato.

La strada è molto stretta e tortuosa ed è necessario che il mio amico mi aiuti nelle manovre lungo la discesa verso la spiaggia. Parcheggiamo l’auto nei pressi del molo e scarichiamo le attrezzature. Decidiamo di non trasportare il materiale al di là della scogliera come spesso facciamo di giorno e andiamo a preparare le nostre bombole nei pressi della scaletta di pietra del molo.

Appoggio la fotocamera sul muretto e mi accorgo che la spia luminosa è di colore rosso! Maledizione! Non mi lascio sopraffare dallo sconforto iniziale che suggerirebbe di lasciare tutto in auto ed inizio ad aprire lo scafandro. Nell’ultima immersione ho “preso” tanta sabbia e “colpevolmente” ho dimenticato di pulire la guarnizione di tenuta. Prendo il bancomat e tolgo l’O-ring dalla sua sede, lo pulisco e con un fazzoletto di carta, libero anche la sua sede da ogni residuo. Riposiziono la guarnizione e richiudo, rimettendo sottovuoto lo scafandro con l’apposita pompetta. La luce torna verde … la guardo continuamente mentre indosso la muta e rimane così fin quando la nostra vestizione non è ultimata. 

Verso le 20 entriamo in acqua. C’è bassa marea ed una mezza luna nel cielo. Prendiamo le mire con la bussola in direzione della scogliera, per effettuare la navigazione di andata e di ritorno in immersione, sul sabbione del porto privo di riferimenti spaziali. Fabio mi segnala che ha dimenticato in carica a casa, le batterie per i fari ed è senza fonte luminosa. Ha solo una “lucina” d’emergenza.

Si mette dietro di me sfruttando la mia fonte luminosa. Dopo qualche minuto, mi ricordo di avere appesa al GAV, una piccola torcia Ikelite a fascio molto stretto, che uso abitualmente per la ricerca dei soggetti in lontananza. L’affido al mio buddy e raggiungiamo la scogliera superandola. Sorvoliamo la prateria di Posidonia oceanica e torniamo sulla sabbia, proseguendo ancora, inizia finalmente il pendio sabbioso.

Subito incontro una polpessa (Callistoctopus macropus) e mentre si muove sul fondo, vedo saltar fuori dalla sabbia una piccola seppia che fugge via, spaventata dai lunghi tentacoli che l’hanno “sorvolata”. Sulla sabbia si vedono tanti gamberi Processa sp., qualche giovane Re di Triglie Apogon imberbis ma anche numerosi cerianti (Cerianthus solitarius) e forse qualche giovane esemplare di Arachnanthus oligopodus.

Mentre Fabio è qualche metro sotto di  me, mi avvicino ad una bella orata (Sparus auratus) addormentata sul fondo. Inizio a scattare poi segnalo la presenza al mio amico. Il pesce non si muove e mi concede alcuni scatti, anche in super-macro con la lente Subsee +5 diottrie che mi ha prestato Fabio. Sopraggiunge anche lui ed il pesce è ancora lì fermo immobile. Fabio non riesce a scattare mantenendo la lampada con la mano. Passiamo così oltre, raggiungendo i 30 metri di profondità dove ci mettiamo in cerca di soggetti, fino ad accumulare alcuni minuti di decompressione.

Qui dove il sedimento è più fine, è frequente la presenza delle grandi stelle corazzate Astropecten auranciacus. Rappresentano sempre un soggetto interessante e consentono di esercitarsi con l’illuminazione per ottenere  effetti creativi.

Si incontrano anche alcune gorgonie arborescenti Leptogorgia sarmentosa e qualche pesce addormentato. In risalita, nei pressi di una grande chiazza di posidonia, tra le foglie trovo un’altra piccola seppia e … un’asta di fucile conficcata nel substrato.

Mentre rientriamo verso terra incontro una piccolissima Sepiola sp.  grande circa 7/8 mm ed è difficilissimo metterla a fuoco, ancor di più con la lente addizionale.

Negli ultimi metri, prima di arrivare alla banchina, sul substrato sabbioso del porto, si vede un piccolo serpente di mare Ophisurus serpens ed un piccolissimo pesce lucertola Synodus saurus,

Proprio nei pressi della scaletta, i giovanissimi esemplari di sarago fasciato Diplodus vulgaris trovano riparo alla base delle verdi e lunghe foglie della pianta marina.

Risaliamo dopo circa 70 minuti e portiamo subito le attrezzature all’auto. Adesso fa molto freddo e tergiversiamo un poco smontando le attrezzature, prima di togliere le mute stagne. Ci spogliamo e subito telefoniamo a casa per rassicurare i nostri familiari. Stasera abbiamo fatto più tardi del solito, sono quasi le 22 quando siamo pronti per ritornare a Sorrento.

Iniziamo la salita della stradina e questa volta l’operazione è molto più complicata … Fabio mi aiuta nelle manovre nei tornanti strettissimi e sono costretto a farlo salire sul cofano dell’auto per far riprendere aderenza alla ruota anteriore sinistra che slitta sull’asfalto nella curva in salita, sollevata a causa del grande peso nel bagagliaio. Riusciamo nell’impresa e così lo accompagno a casa.

Quando arrivo alla mia abitazione, sono soddisfatto e rilassato mentre scarico le attrezzature. Alzo gli occhi e mi accorgo di un manifesto funebre sul portone d’ingresso del palazzo! Un carissimo amico della mia famiglia è venuto inaspettatamente a mancare. La dipartita di Carlo, l’elettrauto di fiducia della nostra barca, rende la mia serata improvvisamente molto triste. Arrivederci Carlo!  

 

 

Serata “Conosciamo il nostro mare” organizzata da Eurosub

E’ stato un grande piacere poter partecipare alla quinta “puntata” dell’evento “Conosciamo il nostro mare” organizzata dall’amico Ciro Dell’Anno, titolare del negozio di attrezzature subacquee Eurosub a Portici.
Al termine della giornata lavorativa sono andato a Portici accompagnato dal mio amico Fabio Russo per presenziare all’evento serale. Arriviamo al negozio in tempo e salutiamo gli amici intervenuti. Caricate le foto sul computer di Ciro, vengo “microfonato” per far ascoltare al meglio l’audio prima di iniziare. Anche la trasmissione in rete delle immagini migliora con il progredire delle puntate e questo è il vantaggio di non essere tra i pionieri!

Attendiamo qualche minuto dopo le 20 ed iniziamo … 90 minuti ininterrotti a raccontare del mio percorso subacqueo e fotografico, incredibilmente mi hanno seguito nella mia “cavalcata” anche se ho sforato di una mezz’ora sui tempi previsti. Avrei potuto continuare ancora un poco, stavo arrivando a mostrare le foto scattate ai “miei” pesci San Pietro quando la batteria del pc muore sul più bello!

ecco qui i 90 minuti di registrazione!

Al termine della serata, ringrazio i presenti e tutti quelli collegati tramite la diretta Facebook, scrivo una dedica al mio amico Ciro dietro alle stampe che gli ho regalato  e me torno subito a casa con Fabio … ho da seguire una partita di calcio in televisione.

Arrivo a casa alle 22:30 circa, sono riuscito a resistere alla tentazione di ascoltare la radio durante il tragitto di ritorno per continuare a conversare con il mio amico ma la mia mente spesso “balzava” a pensare al risultato … riesco a seguire gli ultimi 15 minuti del match di Coppa Italia Juventus – Sassuolo e quando ormai sono prossimo a seguire i tempi supplementari, al minuto 88 arriva il graditissimo goal del bomber DV7! Yeah! Proprio una bella serata!

Giuria 7° Trofeo L.N.I. Pozzuoli

E’ domenica ed il meteo è pessimo, piove a dirotto da ieri sera, ma la sveglia oggi suona lo stesso alle 6:30. Devo prendere il mio amico Fabio Russo alle 7:30 per andare a Napoli … ci sono dei lavori di giuria da effettuare.

Sono puntualissimo ed anche lui rispetta al minuto il nostro appuntamento. La strada verso Napoli è libera ed arriviamo presto, anche dopo aver fatto una brevissima sosta a casa di Gianpiero Liguori per prendere i calendari da tavola stampati dal Poseidon Team.

Mentre siamo su Via Marina, telefono a Dario Di Napoli che è sulla strada per raggiungere la sede della Lega Navale Italiana, sezione di Napoli. Noi arriviamo prima di lui alle 8:30 in punto e gli mandiamo il messaggio: “dobbiamo aspettare ancora?” 

Passano due minuti ed anche Dario è sul posto, entriamo all’interno e andiamo a fare un giro sui pontili galleggianti a guardare il mare agitato che oggi ha impedito lo svolgimento del 12° Trofeo Poseidon Team di Safari Fotosub. Entriamo nella sede LNI e prendiamo posto dietro la scrivania con il monitor per iniziare a guardare tutte le foto dei concorrenti, ci ha raggiunto anche Eduardo Izzo che sarà il terzo giurato della competizione.

Aspettiamo l’arrivo anche di Filippo Massari e del gruppo di partecipanti e ben presto ci mettiamo a lavorare sulle immagini del 7° Trofeo LNI sez. Pozzuoli, ospitato qui nella sede LNI sez. Napoli, gara che è stata effettuata ieri mattina.

Ci prendiamo tutta la calma possibile, provando a mantenere il livello dei nostri voti il più omogeneo possibile tra le varie immagini, premiando ovviamente le più meritevoli.

Al termine dei lavori, siamo soddisfatti dell’operato e finalmente consegniamo il nostro lavoro al giudice di gara che provvederà ad abbinare i codici ai concorrenti ed elaborare le relative classifiche.

Ci riuniamo nella magnifica aula multimediale della Lega Navale Italiana di Napoli ed iniziamo la premiazione, con Filippo Massari che illustra le variazioni regolamentari della stagione 2022 ed io che invece faccio un breve resoconto dei lavori di giuria. 

Viene finalmente svelata la classifica e vengono chiamati a ritirare il premio i vincitori della gara. 

Al termine ci spostiamo nella sala attigua per pranzare con le prelibate pietanze preparate direttamente in loco dal personale di servizio e poi passiamo al bar per prendere il caffè, prima di salutare tutti e tornare verso casa.

Anche il rientro in auto è agevole, alle 15 sono a casa sul divano per rilassarmi un poco, in vista della cruciale gara di F1 in Arabia Saudita che non posso perdere, decisiva per l’assegnazione del titolo 2021. 

A Great Sunday!

#55 Marina Grande con Fabio e Thomas – Immersione Notturna

Dopo molti giorni di temporali e pioggia torrenziale, questa mattina finalmente è spuntato il sole. Forse sarà proprio l’estate di San Martino o forse no, ma quella odierna è stata proprio una giornata estiva. Ho anche sbagliato l’abbigliamento quando sono uscito di casa questa mattina, il giaccone nuovo che ho indossato era fin troppo caldo ed ho sofferto tutto il dì.

In verità ho sofferto molto di più nel guardare il mare calmo come l’olio, mentre costeggiavo la strada statale sorrentina a bordo della mia automobile. Non ho però perso di vista l’obiettivo giornaliero … ed ho cominciato ad inviare messaggi ai miei amici subacquei … ci sarà qualcuno disponibile ad accompagnarmi stasera per un bel tuffo notturno?

Incredibilmente arrivano due conferme, c’è solo da concordare il nostro incontro, o meglio, come fare per recuperarli entrambi! Chiudo le incombenze lavorative e finalmente posso dedicarmi ad assemblare la fotocamera. Vista la tanta pioggia dei giorni passati, la scelta più opportuna sarebbe quella di usare il Micro Nikkor 60 mm con l’acqua probabilmente torbida, ma un malfunzionamento che ho notato nelle ultime immersioni mi suggerisce di desistere e di mandarlo a revisione. Meglio utilizzare allora il minidome Saga Dive con il Sigma 15 mm ed i due potenti flash ONEUW 160X.

L’appuntamento è con Fabio Russo a Sant’Agnello, ma prima devo passare al garage a prendere la mia attrezzatura e le bombole per entrambi. Appena pronti, lungo la strada che porta alla Marina Grande di Sorrento, passo a prendere anche Thomas Mario, giovanissimo Campione Italiano Cat. Esordienti di Safari Fotografico Subacqueo FIPSAS 2021, che invece sarà in acqua per allenarsi in apnea.

La temperatura del mattino ha sfiorato i 26°C ed anche in serata si sta alla grande. Mi preparo e scendo, nel frattempo il cielo si è rannuvolato, appena entro in auto inizia una pioggia leggerissima. Arrivo a casa di Fabio e carichiamo la sua attrezzatura a bordo ed andiamo sotto casa di Thomas mentre continua a piovere. Scendiamo a Marina Grande e parcheggiamo l’auto sul pontile, poi scarichiamo le attrezzature sotto la pioggia. Ci ripariamo sotto il portellone posteriore e ci vestiamo con grande difficoltà all’interno dell’auto. A guardarla dalla superficie, l’acqua sembra limpida.

Thomas che ha già indossato la muta da apnea a casa entra subito in acqua mentre noi ci prepariamo. Siamo quasi pronti ad immergerci quando arriva un’auto dei Carabinieri si ferma davanti a noi ed inizia a fare domande. Cerco di restare tranquillo ma confesso che la cosa mi mette in leggera agitazione … fortunatamente, assicuratisi che non andiamo a pescare, ci salutano e vanno via mentre noi entriamo in acqua.

Fabio si tuffa ed io gli passo le due fotocamere, lo seguo subito dopo aver chiuso l’auto con il telecomando che ho nella tasca del sottomuta. Nel frattempo però, ha smesso di piovere.

L’acqua non è fredda e sembra abbastanza limpida all’intento del porticciolo, al di fuori peggiora leggermente ma la visibilità è accettabile. Subito scendiamo sul sabbione tra tanti rifiuti antropici che ancora sono presenti sul fondo. Incontro alcuni paguri, poi uno scorfano nero sulla base di cemento della boa. Sul retro della fotocamera il display cambia colore … la luce verde cambia colore e si trasforma in un azzurro lampeggiate … è il segnale che la batteria del sistema Vacuum dello scafandro sta per scaricarsi, ma ne è ancora garantito il funzionamento.

Tra i rifiuti recupero un Rapala viola impigliato in un pezzo di rete, lo porterò al mio amico pescatore Antonio che sarà sicuramente contento.   In profondità ci sono ancora molte nasse abbandonate, e brandelli di rete.

Sopra le braccia di una grande stella marina mi accorgo della presenza di un piccolo gambero vinaio, peccato per non aver portato la lente macro per fotografarlo. Alla base della struttura di cemento a cui è presente la stella, c’è una grande batteria che andrà recuperata, cerco così di prendere i riferimenti per ritrovarla. E’ a ridosso della  seconda boa andando verso i Bagni Sant’Anna a circa 28 metri di profondità.

Più avanti c’è anche un grosso pezzo di vetroresina, residuo di una imbarcazione ed ancora più in là una plastica blu che si usa nelle cassette della frutta … la tiro fuori dal sedimento e ne faccio una pallina, dopo averla fotografata. La inserisco nella grande tasca della muta stagna Santi e proseguo il mio giro. Fabio è sempre a qualche metro da me, ma ovviamente ci disturbiamo un pochino a vicenda, sollevando il sedimento dal fondo.

Recupero anche una spina elettrica e una lampada stroboscopica  di segnalazione di attrezzi da pesca che metto nella tasca prima di incontrare un serpente di mare Ophisurus serpens che ben presto si infossa nel sedimento. Incontro anche qualche piccolo polpo ma ben presto mi accorgo di un grandissimo pezzo di rete abbandonata che si solleva dal fondo con i suoi galleggianti. Anche questa necessiterà un recupero  quanto prima. 

Fabio mi segnala con la lampada un dentice addormentato. Ha dei segni sul corpo che inequivocabilmente mostrano che il pesce è riuscito a sfuggire alle maglie di una rete. Mentre scatto, Fabio è alle prese con un grande vermocane. Siamo ormai nella fase di rientro a terra, nei pressi della scogliera e si cominciano a vedere le luci gialle della banchina.

Siamo sotto il pontile metallico quando segnalo immediatamente a Fabio la presenza di un piccolo polpo di rena Macrotripothus dephilippii che stavamo cercando per fini di documentazione scientifica. Iniziamo a fotografare ma dopo poco comincia a scappare  via. A noi non dispiace perché è così possibile fotografarlo in tutta la sua eleganza mentre nuota a mezz’acqua. 

Terminiamo di lì a poco l’immersione perché l’aria nelle bombole è esaurita. Thomas, che ci ha atteso prima di uscire dall’acqua, ci aiuta a salire il gradone che ci separa dalla terraferma. Esce prima Fabio al quale passo la mia bombola ed i piombi, prima di effettuare il balzo per salire sulla base tufacea. Fortunatamente non piove e possiamo svestirci tranquillamente, ma solo dopo aver scattato un selfie ricordo.

Immancabile la telefonata a casa e la ricomposizione delle borse subacquee. Accompagno dapprima Thomas e poi arrivo a Sant’Agnello per lasciare Fabio. Torno indietro e parcheggio l’auto inizialmente sul marciapiedi sotto casa per scaricare il pesante materiale utilizzato. Mentre eseguo l’operazione, un’auto si ferma dietro la mia, mi sento chiamare … sono Cinzia ed Antonio, i genitori di Thomas che sono di rientro da una giornata di lavoro a Napoli …  li saluto, rassicurandoli di aver “consegnato” il loro gioiello a casa!

Mi attende ora l’immancabile operazione di lavaggio e asciugatura. Scatto anche una foto al materiale recuperato sott’acqua, anche se è poca roba, la cosa mi rende sempre felice e soddisfatto. Vado così a cenare, la pasta e ceci ripassata in padella, la mia preferita e dopo a fare la doccia. Solo passate le 23 e posso aprire lo scafandro per scaricare foto scattate ed iniziare a scrivere il racconto dell’immersione al computer.

 

#53 Secca di Vetara con Mimmo e Rosario

Mi sveglio per mettere a punto la fotocamera e mentre eseguo l’operazione, ancora assonnato, mi sfugge dalle mani la mia Nikon D850 con l’obiettivo Sigma 15 mm montato!  La fotocamera effettua una capriola e “magicamente” riesco a riprenderla al volo! Mi si è raggelato il sangue! Mi riprendo e completo l’operazione in sicurezza. Appena pronto, scendo e vado in pescheria e alle 8:15 sono già sullo scooter. Ho montato le due batterie nuove nei flash ed ho lasciato la medesima configurazione di ieri mattina.

Oggi la temperatura è leggermente superiore, 16°C, si sta meglio anche se il cielo è nuvoloso. Arrivato al Punta Campanella Diving ci sono già Rosario e Mimmo che montano le loro fotocamere.  Anche Fabio e Gianluigi (con il Superdome appena lucidato da Rosario Scariati) effettuano la stessa operazione. Gianluigi completa le operazioni aspirando l’ariano la bocca dall’interno dello scafandro per mettere in funzione il sistema Vacuum. 

Sulla palafitta che ospita il diving, ci sono anche alcuni amici subacquei della vecchia guardia: Gennaro Caiazzo, Lorenzo Corcione e Vincenzo Coppola che approfittano per fare gli auguri di buon compleanno al mio papà.

Arrivano anche Antonio (che porta i cornetti caldi) e Nino. Siamo pronti alla partenza intorno alle 10 ma un’improvvisa telefonata costringe Antonio a scendere dal gommone per tornare immediatamente a casa.

Il mare è proprio calmo, la lunga navigazione è piacevole, anche se la temperatura è “fresca”. Arriviamo sul posto dopo una quarantina di minuti, la Secca di Vetara, in Zona A dell’A.M.P. Punta Campanella, sito poco frequentato dai subacquei. Quando siamo pronti per immergerci, inizia ad uscire un pallido sole. L’acqua dalla superficie sembra limpida e lo è veramente. Non essendoci mai stato prima, sono emozionato per la “scoperta” di un nuovo punto d’immersione.

Ci immergiamo ed andiamo in direzione degli isolotti de Li Galli. Dall’alto si vede una lunga spaccatura che sorvoliamo dirigendoci all’estremità della secca dove deve esserci uno strapiombo. Lo raggiungiamo e sulla parete verticale sciafila, le spugne gialle ed il coralligeno profondo dominano il substrato. Ci sono anche tante gorgonie gialle e rosse, anche se ancora parzialmente ricoperte da alghe.

Scendendo più a fondo si vedono degli scogli isolati sulla sabbia tutti ricoperti di Paramuricea clavata. Il posto è molto bello ma siamo ad oltre 50 metri di profondità. Il sito è notevole e merita sicuramente un’immersione programmata con una bombola aggiuntiva caricata con EAN 50%.

Durante la risalita, si vede un grosso pezzo di rete da pesca abbandonata, ma più in superficie ci sono anche tanti fili di nylon usati nella pesca a traina.

Mostro questi ultimi a Fabio che prontamente si occupa del loro recupero; mentre siamo impegnati ad effettuare la decompressione e a scattare i selfie ricordo,  Il prof. Roscigno intanto fotografa un vermocane prima di risalire in superficie.

Nonostante il sole, quelli equipaggiati con la muta umida hanno un discreto freddo, il primo di essi è Mimmo che ha bisogno di riscaldarsi con il rum che ha portato Rosario nella sua fiaschetta metallica. E’ così organizzato e meticoloso il mio amico, che tira fuori dalla sua borsetta anche un set di specifici bicchierini in acciaio per consumarlo. Sono le 11:30 e ritorniamo verso il porto; durante la navigazione il rum scorre a fiumi, deliziando il palato di tutti gli ospiti del natante. Fragorose poi sono le risate che l’impotente Rosario genera nel gruppo quando cade per due volte sulla sua fotocamera per distribuire il liquore a tutti.

Arrivati al diving mi spoglio prontamente. Saluto tutti e riporto a casa la muta stagna per farla asciugare per bene anche all’interno. Rosario deve rientrare a casa come me mentre Mimmo, che cambia obiettivo alla sua fotocamera, resta al diving per effettuare un imminente secondo tuffo a Puolo.

Che dire … ancora una bella giornata di mare con gli amici! A casa mi metto subito al computer. Mentre Lorenza cucina, io scarico le foto ed attendo che sia pronto il pranzo. Nel pomeriggio poi vado a salutare mio padre Enrico insieme alle mie ragazze per festeggiare con una torta gelato il suo 85° compleanno.

 

#52 Scoglio del Vervece con Fabio, Antonella e Nicola

La temperatura dell’aria alle 8 di mattina è freddissima, il display dello scooter segna 10°C ma c’è un bel sole. Passo per il garage e prendo la muta stagna in neoprene e mi dirigo a Massa Lubrense . Lungo il tragitto verso Marina della Lobra si apprezza ancora il  vento freddo che soffia da giorni, ma finalmente l’intensità è scemata. Arrivo al diving ed Andrea mi viene incontro e si prende cura della mia attrezzatura. Vado a parcheggiare ma quando ritorno al Punta Campanella Diving Center non c’è nessuno! Inizio a guardarmi intorno, in ogni angolo del diving ma dello staff non c’è traccia. Ipotizzo così uno scherzo ed indugio per capire da dove verranno fuori! Mi sovviene un dubbio … mica saranno andati al bar senza di me? M’incammino e sento le loro voci arrivare dal bancone … “Weeeeee, ma non mi avete aspettato? Mascalzoni!” … 
Sono di buon umore perché torno in mare dopo settimane, così approfitto per prendere un altro caffè e offrire la colazione ai miei amici.  Mentre ci prepariamo, arrivano anche Antonella e Nicola dell’associazione Jacques Cousteau.

Alle 9:30 partiamo su Marangone con direzione Scoglio del Vervece. Anche Gianluigi e Fabio sono equipaggiati con la fotocamera,  mentre Andrea accompagna  in acqua i due clienti americani.

Arrivati sul posto si vede subito che l’acqua è torbida. Mi vesto e mi tuffo con Fabio, appena entrato in acqua chiedo a Lisa di passarmi qualche piombo ma non le do il tempo di darlo che mi immergo per seguire Fabio. C’è corrente superficiale e scendo con difficoltà nei primi metri. Raggiungo Fabio sul fondo e raggiungiamo le gorgonie rosse, mentre Gianluigi si dirige nel blu in cerca di incontri interessanti. E’ fortunato perché  incontra un folto banco di ricciole e due aquile di mare.

Durante la prima parte dell’immersione incontro un grosso scorfano, poi un trio “cernia-musdea-murena” tutti fuori tana, ma non riesco a scattare in tempo. Inizio ad avvertire che il mio assetto sta cambiando rapidamente, so di essere troppo “positivo” a causa dell’errata pesata, mi mancano almeno 3,5 kg della piastra di acciaio che abitualmente monto sulla bombola quando uso la stagna!

Proseguo il mio giro ma ormai l’incombenza è l’assetto. Non sono più in grado di fotografare, sulla parete trovo un grande vermocane, poi finalmente incontro di nuovo Fabio che mi passa 2 kg dalla sua cintura. Termino i 7 minuti di decompressione e subito dopo risalgo in superficie,  mentre un barracuda “piantatosi” immobile davanti ai miei occhi, mi guarda consapevole di non poter essere disturbato dal sottoscritto, impegnato a controllare l’assetto negli ultimi cruciali metri della risalita. 

Tornati sul gommone, ce ne andiamo subito al diving; i miei amici usciranno in mare per un secondo tuffo, io invece lavo tutto e riporto a casa la muta umida che deve essere riposta in garage, mentre lascio quella stagna qui, con la speranza di poter tornare in acqua domattina con i miei amici Mimmo e Rosario.

Sistemo la mia attrezzatura con grande calma, alle 12 però sono sullo scooter per tornare a casa. Smonto la fotocamera e mi metto a guardare foto in attesa dell’uscita da scuola di mia figlia Lidia alle  13:30. Dopo pranzo ho una serie di servizi in sospeso da completare, in particolare alle 15:30 vado con mio fratello Arturo e mio nipote Enrico a disarmare barca al porto che ormai necessita del rimessaggio invernale.

 

 

 

 

 

#49 Punta Campanella con Mimmo, Franco e Gianpiero

Indosso la felpa rossa del Poseidon Team dopo aver chiuso lo scafandro Nauticam NA-D850 e scendo di casa. Sono le 8 e la temperatura mattutina è 21°C, sullo scooter è necessario proteggersi bene. 

Arrivo al Punta Campanella Diving dove l’attività è fervente. C’è tanta gente ed ho dovuto pregare Gianluigi di trovarmi un posto in barca oggi. Alcuni snorkelisti seguono le indicazioni di Fabio, mentre Andrea, Lisa e Vittoria sistemano le bombole sui gommoni. Mimmo è intento ad assemblare la sua fotocamera con i flash Isotta prestati da Franco Banfi, venuto da qualche giorno in vacanza a Massa Lubrense con Sabrina, mentre lui userà quelli Supe del professor Roscigno. C’è anche Gianpiero Liguori, venuto per fare qualche tuffo di allenamento in previsione della fase finale del Campionato Italiano di Safari Fotosub.

Usciamo su Marangone con direzione Punta Campanella. Il mare sul posto è abbastanza calmo, ormeggiamo e ci tuffiamo. Scendo subito e scatto qualche foto ricordo con Gianpy, ma anche a Mimmo e Franco con le loro attrezzature, prima di separarci. Non ho potuto scattare un selfie “terrestre” avendo montato il Nikonos RS 13 mm che può essere usato solo in acqua.

Mi dirigo subito sulla parete verticale dove ci sono le gorgonie gialle. Inizio a scattare con i flash OneUw appena rientrati da un upgrade tecnologico di software ed hardware. Avendo la possibilità di provare anche l’HSS (Hygh Speed Sync) mi fermo a scattare qualche immagine per capirne il corretto funzionamento, le potenzialità effettive e le opportunità da poter cogliere. 

Trascorro 60 minuti di grande relax subacqueo, raggiungendo i vari punti “notevoli” del posto. Recupero anche un “piombo” perso in una precedente immersione dai clienti del diving e me ne risalgo a bordo molto soddisfatto, dopo alcune settimane di intervallo di superficie.

Ritorniamo al Punta Campanella Diving e scarico la mia attrezzatura dal gommone; i miei amici invece sostituiscono le bombole, pronti per tornare in acqua. Saluto tutti e alle 12 sono già pronto per andare a casa. Mi aspetta il passaggio in pescheria e la preparazione del pranzo per le mie ragazze. Riesco a sbrigarmi rapidamente in pescheria ed inizio a cucinare guardando sull’ipad la partita della Juventus alle 12:30 per poi passare sul divano a guardare il GP di Russia di F1. I giri sulla pista al termine della corsa si riducono sempre più, mentre aspetto l’esito finale della corsa, attendo anche la risposta Whatsapp di mio fratello Arturo, per capire se riesce a liberarsi per un tuffo serale in notturna …