Marco Gargiulo

#60 Cala di Puolo con Mimmo

Ormai è chiaro: quando sono insieme al prof. Roscigno, gemello di mio fratello Arturo – perché nati nello stesso giorno e nello stesso anno – la sveglia suona sempre molto presto. Ossessionato dall’idea di trovare traffico, il mio amico Mimmo (che si muove sempre con un certo anticipo) parte all’alba per venire a trovarmi. Inevitabilmente, arrivando prestissimo, mi costringe a farmi trovare pronto. Così lo aspetto, e insieme andiamo al Punta Campanella Diving di Sorrento.

Da quando si sono trasferiti qui, Mimmo non era ancora riuscito a fare un’immersione con loro: l’occasione di oggi è quindi particolarmente importante. Il cielo è sereno, ma io ho un po’ di raffreddore, probabilmente colpa del fatto che ieri sera sono andato in scooter senza un abbigliamento adeguato per l’autunno, prendendo fresco. Intanto continuo a tenere montato l’oblò minidome Zen di Umberto Crisalli, per capire se offre davvero un miglioramento rispetto a quello della Saga che uso di solito.

Alle 7 il prof. passa a prendermi: scendiamo a Marina Grande, scarichiamo la cesta e le borse davanti al diving e aspettiamo che arrivi qualcuno ad aprire. Solo dopo provvederemo a parcheggiare l’auto. Verso le 7:30 arriva Fabio Russo che ci apre; poco dopo giunge anche il resto del gruppo: Fabien, Luca, Federica, Filippo, Elisa. Ci sono già anche alcuni clienti, arrivati in largo anticipo rispetto all’appuntamento delle 8:00. Poi arriva Gianluigi con Roberta, mentre noi iniziamo a preparare le fotocamere. Mimmo deve ancora risolvere un piccolo problema con un flash, ma per la prima immersione riusciamo a sistemarlo.

In banchina, il gommone è pieno di persone e ci dirigiamo verso Cala di Puolo per la prima immersione, con Lisa che resta a bordo a sorvegliare i sub.

Io e Mimmo scendiamo lungo la parete, senza spingerci troppo in profondità in vista della seconda immersione: ci fermiamo infatti all’altezza delle chiazze di posidonia. Oggi però non trovo né pesci ago né altro di particolare interesse, se non un uovo di gattopardo con l’embrione visibile al suo interno. Non riesco però a fotografarlo come vorrei: avrei avuto bisogno di qualcuno che mi illuminasse il soggetto da dietro. Proseguo la mia “passeggiata” subacquea, incrociando altri subacquei provenienti dalla spiaggia.

Dopo circa un’ora risaliamo in superficie e torniamo alla barca. Stavolta rientriamo in porto, perché non ci sono bombole a sufficienza per la seconda immersione: Lisa quindi naviga verso Marina Grande di Sorrento, dove ci attende già il carrello con le bombole cariche.

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