Ormai io e il mio compare siamo entrati nel mood “ricerca posti nuovi”: la sveglia suona nel cuore della notte, abbiamo già tutto pronto e ci mettiamo in moto. Ieri abbiamo esplorato un luogo fuori regione, mentre oggi ci siamo dedicati a qualcosa di più vicino, spesso trascurato. Ci accorgiamo però che il maltempo di ieri ha generato onda, quindi andiamo alla ricerca di un punto dove poter entrare in acqua senza problemi. Dopo qualche esitazione finalmente ci posizioniamo e iniziamo la vestizione. Intorno a noi non c’è anima viva.
L’acqua è torbida fin dai primi metri. Ci avventuriamo sul fondale fangoso a ridosso dei frangiflutti e scendiamo sempre più in profondità. La visibilità è veramente pessima, ma il fatto di non aver desistito, nonostante le condizioni meteo e marine proibitive, alla fine ci premia.
Troviamo un astice rintanato sotto alcuni scogli a circa 30 metri di profondità e iniziamo subito a fotografarlo, anche se le condizioni non sono delle migliori. L’animale, infastidito dai nostri flash, si sposta tra le rocce cercando riparo e lo seguiamo per un po’.
Capiamo però che per riuscire a riprenderlo davvero bene bisogna portarlo a quote più gestibili e con una luminosità maggiore: così, con l’aiuto della bacchetta di metallo, lo accompagniamo verso i 20 metri. Ci riusciamo e lo fotografiamo finché, inevitabilmente, arriva il momento di lasciarlo andare. Dopo quasi due ore in acqua è giusto così, ed è anche tempo di risalire, per non rischiare di finire nelle zone a traffico limitato.
Quando riemergo e salgo sulla spiaggia affollata di bagnanti, mentre raggiungo l’auto sento la voce di una bambina che chiede alla mamma: «È questo qui da dove è uscito?»
È sempre un piacere concludere la giornata al bar con il mio amico Mimmo, oggi ancora più affamato del solito — come il sottoscritto. L’estate volge ormai al termine: le giornate si accorciano e il maltempo diventa sempre più frequente. Ma non importa: a noi bastano un paio d’ore, anche nel cuore della notte, per divertirci alla grande!
