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Giuria 7° Trofeo L.N.I. Pozzuoli

E’ domenica ed il meteo è pessimo, piove a dirotto da ieri sera, ma la sveglia oggi suona lo stesso alle 6:30. Devo prendere il mio amico Fabio Russo alle 7:30 per andare a Napoli … ci sono dei lavori di giuria da effettuare.

Sono puntualissimo ed anche lui rispetta al minuto il nostro appuntamento. La strada verso Napoli è libera ed arriviamo presto, anche dopo aver fatto una brevissima sosta a casa di Gianpiero Liguori per prendere i calendari da tavola stampati dal Poseidon Team.

Mentre siamo su Via Marina, telefono a Dario Di Napoli che è sulla strada per raggiungere la sede della Lega Navale Italiana, sezione di Napoli. Noi arriviamo prima di lui alle 8:30 in punto e gli mandiamo il messaggio: “dobbiamo aspettare ancora?” 

Passano due minuti ed anche Dario è sul posto, entriamo all’interno e andiamo a fare un giro sui pontili galleggianti a guardare il mare agitato che oggi ha impedito lo svolgimento del 12° Trofeo Poseidon Team di Safari Fotosub. Entriamo nella sede LNI e prendiamo posto dietro la scrivania con il monitor per iniziare a guardare tutte le foto dei concorrenti, ci ha raggiunto anche Eduardo Izzo che sarà il terzo giurato della competizione.

Aspettiamo l’arrivo anche di Filippo Massari e del gruppo di partecipanti e ben presto ci mettiamo a lavorare sulle immagini del 7° Trofeo LNI sez. Pozzuoli, ospitato qui nella sede LNI sez. Napoli, gara che è stata effettuata ieri mattina.

Ci prendiamo tutta la calma possibile, provando a mantenere il livello dei nostri voti il più omogeneo possibile tra le varie immagini, premiando ovviamente le più meritevoli.

Al termine dei lavori, siamo soddisfatti dell’operato e finalmente consegniamo il nostro lavoro al giudice di gara che provvederà ad abbinare i codici ai concorrenti ed elaborare le relative classifiche.

Ci riuniamo nella magnifica aula multimediale della Lega Navale Italiana di Napoli ed iniziamo la premiazione, con Filippo Massari che illustra le variazioni regolamentari della stagione 2022 ed io che invece faccio un breve resoconto dei lavori di giuria. 

Viene finalmente svelata la classifica e vengono chiamati a ritirare il premio i vincitori della gara. 

Al termine ci spostiamo nella sala attigua per pranzare con le prelibate pietanze preparate direttamente in loco dal personale di servizio e poi passiamo al bar per prendere il caffè, prima di salutare tutti e tornare verso casa.

Anche il rientro in auto è agevole, alle 15 sono a casa sul divano per rilassarmi un poco, in vista della cruciale gara di F1 in Arabia Saudita che non posso perdere, decisiva per l’assegnazione del titolo 2021. 

A Great Sunday!

#55 Marina Grande con Fabio e Thomas – Immersione Notturna

Dopo molti giorni di temporali e pioggia torrenziale, questa mattina finalmente è spuntato il sole. Forse sarà proprio l’estate di San Martino o forse no, ma quella odierna è stata proprio una giornata estiva. Ho anche sbagliato l’abbigliamento quando sono uscito di casa questa mattina, il giaccone nuovo che ho indossato era fin troppo caldo ed ho sofferto tutto il dì.

In verità ho sofferto molto di più nel guardare il mare calmo come l’olio, mentre costeggiavo la strada statale sorrentina a bordo della mia automobile. Non ho però perso di vista l’obiettivo giornaliero … ed ho cominciato ad inviare messaggi ai miei amici subacquei … ci sarà qualcuno disponibile ad accompagnarmi stasera per un bel tuffo notturno?

Incredibilmente arrivano due conferme, c’è solo da concordare il nostro incontro, o meglio, come fare per recuperarli entrambi! Chiudo le incombenze lavorative e finalmente posso dedicarmi ad assemblare la fotocamera. Vista la tanta pioggia dei giorni passati, la scelta più opportuna sarebbe quella di usare il Micro Nikkor 60 mm con l’acqua probabilmente torbida, ma un malfunzionamento che ho notato nelle ultime immersioni mi suggerisce di desistere e di mandarlo a revisione. Meglio utilizzare allora il minidome Saga Dive con il Sigma 15 mm ed i due potenti flash ONEUW 160X.

L’appuntamento è con Fabio Russo a Sant’Agnello, ma prima devo passare al garage a prendere la mia attrezzatura e le bombole per entrambi. Appena pronti, lungo la strada che porta alla Marina Grande di Sorrento, passo a prendere anche Thomas Mario, giovanissimo Campione Italiano Cat. Esordienti di Safari Fotografico Subacqueo FIPSAS 2021, che invece sarà in acqua per allenarsi in apnea.

La temperatura del mattino ha sfiorato i 26°C ed anche in serata si sta alla grande. Mi preparo e scendo, nel frattempo il cielo si è rannuvolato, appena entro in auto inizia una pioggia leggerissima. Arrivo a casa di Fabio e carichiamo la sua attrezzatura a bordo ed andiamo sotto casa di Thomas mentre continua a piovere. Scendiamo a Marina Grande e parcheggiamo l’auto sul pontile, poi scarichiamo le attrezzature sotto la pioggia. Ci ripariamo sotto il portellone posteriore e ci vestiamo con grande difficoltà all’interno dell’auto. A guardarla dalla superficie, l’acqua sembra limpida.

Thomas che ha già indossato la muta da apnea a casa entra subito in acqua mentre noi ci prepariamo. Siamo quasi pronti ad immergerci quando arriva un’auto dei Carabinieri si ferma davanti a noi ed inizia a fare domande. Cerco di restare tranquillo ma confesso che la cosa mi mette in leggera agitazione … fortunatamente, assicuratisi che non andiamo a pescare, ci salutano e vanno via mentre noi entriamo in acqua.

Fabio si tuffa ed io gli passo le due fotocamere, lo seguo subito dopo aver chiuso l’auto con il telecomando che ho nella tasca del sottomuta. Nel frattempo però, ha smesso di piovere.

L’acqua non è fredda e sembra abbastanza limpida all’intento del porticciolo, al di fuori peggiora leggermente ma la visibilità è accettabile. Subito scendiamo sul sabbione tra tanti rifiuti antropici che ancora sono presenti sul fondo. Incontro alcuni paguri, poi uno scorfano nero sulla base di cemento della boa. Sul retro della fotocamera il display cambia colore … la luce verde cambia colore e si trasforma in un azzurro lampeggiate … è il segnale che la batteria del sistema Vacuum dello scafandro sta per scaricarsi, ma ne è ancora garantito il funzionamento.

Tra i rifiuti recupero un Rapala viola impigliato in un pezzo di rete, lo porterò al mio amico pescatore Antonio che sarà sicuramente contento.   In profondità ci sono ancora molte nasse abbandonate, e brandelli di rete.

Sopra le braccia di una grande stella marina mi accorgo della presenza di un piccolo gambero vinaio, peccato per non aver portato la lente macro per fotografarlo. Alla base della struttura di cemento a cui è presente la stella, c’è una grande batteria che andrà recuperata, cerco così di prendere i riferimenti per ritrovarla. E’ a ridosso della  seconda boa andando verso i Bagni Sant’Anna a circa 28 metri di profondità.

Più avanti c’è anche un grosso pezzo di vetroresina, residuo di una imbarcazione ed ancora più in là una plastica blu che si usa nelle cassette della frutta … la tiro fuori dal sedimento e ne faccio una pallina, dopo averla fotografata. La inserisco nella grande tasca della muta stagna Santi e proseguo il mio giro. Fabio è sempre a qualche metro da me, ma ovviamente ci disturbiamo un pochino a vicenda, sollevando il sedimento dal fondo.

Recupero anche una spina elettrica e una lampada stroboscopica  di segnalazione di attrezzi da pesca che metto nella tasca prima di incontrare un serpente di mare Ophisurus serpens che ben presto si infossa nel sedimento. Incontro anche qualche piccolo polpo ma ben presto mi accorgo di un grandissimo pezzo di rete abbandonata che si solleva dal fondo con i suoi galleggianti. Anche questa necessiterà un recupero  quanto prima. 

Fabio mi segnala con la lampada un dentice addormentato. Ha dei segni sul corpo che inequivocabilmente mostrano che il pesce è riuscito a sfuggire alle maglie di una rete. Mentre scatto, Fabio è alle prese con un grande vermocane. Siamo ormai nella fase di rientro a terra, nei pressi della scogliera e si cominciano a vedere le luci gialle della banchina.

Siamo sotto il pontile metallico quando segnalo immediatamente a Fabio la presenza di un piccolo polpo di rena Macrotripothus dephilippii che stavamo cercando per fini di documentazione scientifica. Iniziamo a fotografare ma dopo poco comincia a scappare  via. A noi non dispiace perché è così possibile fotografarlo in tutta la sua eleganza mentre nuota a mezz’acqua. 

Terminiamo di lì a poco l’immersione perché l’aria nelle bombole è esaurita. Thomas, che ci ha atteso prima di uscire dall’acqua, ci aiuta a salire il gradone che ci separa dalla terraferma. Esce prima Fabio al quale passo la mia bombola ed i piombi, prima di effettuare il balzo per salire sulla base tufacea. Fortunatamente non piove e possiamo svestirci tranquillamente, ma solo dopo aver scattato un selfie ricordo.

Immancabile la telefonata a casa e la ricomposizione delle borse subacquee. Accompagno dapprima Thomas e poi arrivo a Sant’Agnello per lasciare Fabio. Torno indietro e parcheggio l’auto inizialmente sul marciapiedi sotto casa per scaricare il pesante materiale utilizzato. Mentre eseguo l’operazione, un’auto si ferma dietro la mia, mi sento chiamare … sono Cinzia ed Antonio, i genitori di Thomas che sono di rientro da una giornata di lavoro a Napoli …  li saluto, rassicurandoli di aver “consegnato” il loro gioiello a casa!

Mi attende ora l’immancabile operazione di lavaggio e asciugatura. Scatto anche una foto al materiale recuperato sott’acqua, anche se è poca roba, la cosa mi rende sempre felice e soddisfatto. Vado così a cenare, la pasta e ceci ripassata in padella, la mia preferita e dopo a fare la doccia. Solo passate le 23 e posso aprire lo scafandro per scaricare foto scattate ed iniziare a scrivere il racconto dell’immersione al computer.

 

#53 Secca di Vetara con Mimmo e Rosario

Mi sveglio per mettere a punto la fotocamera e mentre eseguo l’operazione, ancora assonnato, mi sfugge dalle mani la mia Nikon D850 con l’obiettivo Sigma 15 mm montato!  La fotocamera effettua una capriola e “magicamente” riesco a riprenderla al volo! Mi si è raggelato il sangue! Mi riprendo e completo l’operazione in sicurezza. Appena pronto, scendo e vado in pescheria e alle 8:15 sono già sullo scooter. Ho montato le due batterie nuove nei flash ed ho lasciato la medesima configurazione di ieri mattina.

Oggi la temperatura è leggermente superiore, 16°C, si sta meglio anche se il cielo è nuvoloso. Arrivato al Punta Campanella Diving ci sono già Rosario e Mimmo che montano le loro fotocamere.  Anche Fabio e Gianluigi (con il Superdome appena lucidato da Rosario Scariati) effettuano la stessa operazione. Gianluigi completa le operazioni aspirando l’ariano la bocca dall’interno dello scafandro per mettere in funzione il sistema Vacuum. 

Sulla palafitta che ospita il diving, ci sono anche alcuni amici subacquei della vecchia guardia: Gennaro Caiazzo, Lorenzo Corcione e Vincenzo Coppola che approfittano per fare gli auguri di buon compleanno al mio papà.

Arrivano anche Antonio (che porta i cornetti caldi) e Nino. Siamo pronti alla partenza intorno alle 10 ma un’improvvisa telefonata costringe Antonio a scendere dal gommone per tornare immediatamente a casa.

Il mare è proprio calmo, la lunga navigazione è piacevole, anche se la temperatura è “fresca”. Arriviamo sul posto dopo una quarantina di minuti, la Secca di Vetara, in Zona A dell’A.M.P. Punta Campanella, sito poco frequentato dai subacquei. Quando siamo pronti per immergerci, inizia ad uscire un pallido sole. L’acqua dalla superficie sembra limpida e lo è veramente. Non essendoci mai stato prima, sono emozionato per la “scoperta” di un nuovo punto d’immersione.

Ci immergiamo ed andiamo in direzione degli isolotti de Li Galli. Dall’alto si vede una lunga spaccatura che sorvoliamo dirigendoci all’estremità della secca dove deve esserci uno strapiombo. Lo raggiungiamo e sulla parete verticale sciafila, le spugne gialle ed il coralligeno profondo dominano il substrato. Ci sono anche tante gorgonie gialle e rosse, anche se ancora parzialmente ricoperte da alghe.

Scendendo più a fondo si vedono degli scogli isolati sulla sabbia tutti ricoperti di Paramuricea clavata. Il posto è molto bello ma siamo ad oltre 50 metri di profondità. Il sito è notevole e merita sicuramente un’immersione programmata con una bombola aggiuntiva caricata con EAN 50%.

Durante la risalita, si vede un grosso pezzo di rete da pesca abbandonata, ma più in superficie ci sono anche tanti fili di nylon usati nella pesca a traina.

Mostro questi ultimi a Fabio che prontamente si occupa del loro recupero; mentre siamo impegnati ad effettuare la decompressione e a scattare i selfie ricordo,  Il prof. Roscigno intanto fotografa un vermocane prima di risalire in superficie.

Nonostante il sole, quelli equipaggiati con la muta umida hanno un discreto freddo, il primo di essi è Mimmo che ha bisogno di riscaldarsi con il rum che ha portato Rosario nella sua fiaschetta metallica. E’ così organizzato e meticoloso il mio amico, che tira fuori dalla sua borsetta anche un set di specifici bicchierini in acciaio per consumarlo. Sono le 11:30 e ritorniamo verso il porto; durante la navigazione il rum scorre a fiumi, deliziando il palato di tutti gli ospiti del natante. Fragorose poi sono le risate che l’impotente Rosario genera nel gruppo quando cade per due volte sulla sua fotocamera per distribuire il liquore a tutti.

Arrivati al diving mi spoglio prontamente. Saluto tutti e riporto a casa la muta stagna per farla asciugare per bene anche all’interno. Rosario deve rientrare a casa come me mentre Mimmo, che cambia obiettivo alla sua fotocamera, resta al diving per effettuare un imminente secondo tuffo a Puolo.

Che dire … ancora una bella giornata di mare con gli amici! A casa mi metto subito al computer. Mentre Lorenza cucina, io scarico le foto ed attendo che sia pronto il pranzo. Nel pomeriggio poi vado a salutare mio padre Enrico insieme alle mie ragazze per festeggiare con una torta gelato il suo 85° compleanno.

 

#52 Scoglio del Vervece con Fabio, Antonella e Nicola

La temperatura dell’aria alle 8 di mattina è freddissima, il display dello scooter segna 10°C ma c’è un bel sole. Passo per il garage e prendo la muta stagna in neoprene e mi dirigo a Massa Lubrense . Lungo il tragitto verso Marina della Lobra si apprezza ancora il  vento freddo che soffia da giorni, ma finalmente l’intensità è scemata. Arrivo al diving ed Andrea mi viene incontro e si prende cura della mia attrezzatura. Vado a parcheggiare ma quando ritorno al Punta Campanella Diving Center non c’è nessuno! Inizio a guardarmi intorno, in ogni angolo del diving ma dello staff non c’è traccia. Ipotizzo così uno scherzo ed indugio per capire da dove verranno fuori! Mi sovviene un dubbio … mica saranno andati al bar senza di me? M’incammino e sento le loro voci arrivare dal bancone … “Weeeeee, ma non mi avete aspettato? Mascalzoni!” … 
Sono di buon umore perché torno in mare dopo settimane, così approfitto per prendere un altro caffè e offrire la colazione ai miei amici.  Mentre ci prepariamo, arrivano anche Antonella e Nicola dell’associazione Jacques Cousteau.

Alle 9:30 partiamo su Marangone con direzione Scoglio del Vervece. Anche Gianluigi e Fabio sono equipaggiati con la fotocamera,  mentre Andrea accompagna  in acqua i due clienti americani.

Arrivati sul posto si vede subito che l’acqua è torbida. Mi vesto e mi tuffo con Fabio, appena entrato in acqua chiedo a Lisa di passarmi qualche piombo ma non le do il tempo di darlo che mi immergo per seguire Fabio. C’è corrente superficiale e scendo con difficoltà nei primi metri. Raggiungo Fabio sul fondo e raggiungiamo le gorgonie rosse, mentre Gianluigi si dirige nel blu in cerca di incontri interessanti. E’ fortunato perché  incontra un folto banco di ricciole e due aquile di mare.

Durante la prima parte dell’immersione incontro un grosso scorfano, poi un trio “cernia-musdea-murena” tutti fuori tana, ma non riesco a scattare in tempo. Inizio ad avvertire che il mio assetto sta cambiando rapidamente, so di essere troppo “positivo” a causa dell’errata pesata, mi mancano almeno 3,5 kg della piastra di acciaio che abitualmente monto sulla bombola quando uso la stagna!

Proseguo il mio giro ma ormai l’incombenza è l’assetto. Non sono più in grado di fotografare, sulla parete trovo un grande vermocane, poi finalmente incontro di nuovo Fabio che mi passa 2 kg dalla sua cintura. Termino i 7 minuti di decompressione e subito dopo risalgo in superficie,  mentre un barracuda “piantatosi” immobile davanti ai miei occhi, mi guarda consapevole di non poter essere disturbato dal sottoscritto, impegnato a controllare l’assetto negli ultimi cruciali metri della risalita. 

Tornati sul gommone, ce ne andiamo subito al diving; i miei amici usciranno in mare per un secondo tuffo, io invece lavo tutto e riporto a casa la muta umida che deve essere riposta in garage, mentre lascio quella stagna qui, con la speranza di poter tornare in acqua domattina con i miei amici Mimmo e Rosario.

Sistemo la mia attrezzatura con grande calma, alle 12 però sono sullo scooter per tornare a casa. Smonto la fotocamera e mi metto a guardare foto in attesa dell’uscita da scuola di mia figlia Lidia alle  13:30. Dopo pranzo ho una serie di servizi in sospeso da completare, in particolare alle 15:30 vado con mio fratello Arturo e mio nipote Enrico a disarmare barca al porto che ormai necessita del rimessaggio invernale.

 

 

 

 

 

#49 Punta Campanella con Mimmo, Franco e Gianpiero

Indosso la felpa rossa del Poseidon Team dopo aver chiuso lo scafandro Nauticam NA-D850 e scendo di casa. Sono le 8 e la temperatura mattutina è 21°C, sullo scooter è necessario proteggersi bene. 

Arrivo al Punta Campanella Diving dove l’attività è fervente. C’è tanta gente ed ho dovuto pregare Gianluigi di trovarmi un posto in barca oggi. Alcuni snorkelisti seguono le indicazioni di Fabio, mentre Andrea, Lisa e Vittoria sistemano le bombole sui gommoni. Mimmo è intento ad assemblare la sua fotocamera con i flash Isotta prestati da Franco Banfi, venuto da qualche giorno in vacanza a Massa Lubrense con Sabrina, mentre lui userà quelli Supe del professor Roscigno. C’è anche Gianpiero Liguori, venuto per fare qualche tuffo di allenamento in previsione della fase finale del Campionato Italiano di Safari Fotosub.

Usciamo su Marangone con direzione Punta Campanella. Il mare sul posto è abbastanza calmo, ormeggiamo e ci tuffiamo. Scendo subito e scatto qualche foto ricordo con Gianpy, ma anche a Mimmo e Franco con le loro attrezzature, prima di separarci. Non ho potuto scattare un selfie “terrestre” avendo montato il Nikonos RS 13 mm che può essere usato solo in acqua.

Mi dirigo subito sulla parete verticale dove ci sono le gorgonie gialle. Inizio a scattare con i flash OneUw appena rientrati da un upgrade tecnologico di software ed hardware. Avendo la possibilità di provare anche l’HSS (Hygh Speed Sync) mi fermo a scattare qualche immagine per capirne il corretto funzionamento, le potenzialità effettive e le opportunità da poter cogliere. 

Trascorro 60 minuti di grande relax subacqueo, raggiungendo i vari punti “notevoli” del posto. Recupero anche un “piombo” perso in una precedente immersione dai clienti del diving e me ne risalgo a bordo molto soddisfatto, dopo alcune settimane di intervallo di superficie.

Ritorniamo al Punta Campanella Diving e scarico la mia attrezzatura dal gommone; i miei amici invece sostituiscono le bombole, pronti per tornare in acqua. Saluto tutti e alle 12 sono già pronto per andare a casa. Mi aspetta il passaggio in pescheria e la preparazione del pranzo per le mie ragazze. Riesco a sbrigarmi rapidamente in pescheria ed inizio a cucinare guardando sull’ipad la partita della Juventus alle 12:30 per poi passare sul divano a guardare il GP di Russia di F1. I giri sulla pista al termine della corsa si riducono sempre più, mentre aspetto l’esito finale della corsa, attendo anche la risposta Whatsapp di mio fratello Arturo, per capire se riesce a liberarsi per un tuffo serale in notturna …

#48 Vervece

La domenica mattina ho sempre un’incombenza domestica … passare in pescheria a fare la spesa … quando è prevista un’immersione non resta che anticiparsi un pochino … alle 7:45 sono dal mio amico Antonio “Formaggino” per la scelta ittica, ma ovviamente ho già provveduto a richiudere lo scafandro Nauticam NA-D850 con all’interno il Nikon 13 mm modificato, abbinato ai potenti flash OneUW 160X.

Cavalco immediatamente il mio scooter e alle 8:30 sono al Punta Campanella Diving come da appuntamento. Anche oggi c’è un gran “movimento”, lo staff è al completo perché è prevista l’uscita con entrambe le imbarcazioni. Fabio inizia la sua lezione “snorkeling”  per un gruppo di clienti stranieri e con Gianluigi alla guida di “Berta” si dirigerà a Punta Campanella, noi subacquei siamo su “Marangone” e siamo diretti al Vervece. Lisa intanto completa la lezione  teorica per il corso Advanced con Felicienne. Quando siamo tutti pronti, alle 9:30 circa, usciamo dal porto, con Vittoria ed Andrea che guideranno il gruppo di sub stranieri ai quali si aggiungono anche Manuel e Veronica. Non avendo l’obiettivo adatto per scattare il mio selfie pre-immersione, approfitto dell’iPhone di Veronica per scattarne qualcuno!

Oggi l’acqua sembra più limpida e non abbiamo difficoltà a trovare la boa sommersa a cui ormeggiare il gommone. C’è una leggera onda in superficie, causata dal traffico nautico domenicale.  Mi immergo subito con Salvatore ed andiamo verso le gorgonie rosse. Vediamo una grande cernia bruna e tanti altri esemplari di piccole dimensioni, si vede anche un dentice e qualche orata. Non ci sono i barracuda, probabilmente dislocati più al largo. Verso il termine dell’immersione raggiungo lo scoglione che indica la strada per il Viale delle Gorgonie gialle, qui ci sono alcune piccole cernie. Termino la mia passeggiata nei pressi della statua della Madonna. Quando risaliamo a bordo c’è ancora tanta onda ed è difficoltoso per i clienti risalire a bordo. Torniamo rapidamente al diving e dopo aver lavato tutto, alle 11:45 sono sullo scooter in direzione di casa.

Ho il tempo di riposarmi un pochino, dopo aver smontato la fotocamera e scaricato le foto sull’iMac prima di andare a  pranzo. Appena terminato me ne vado al mare con la famiglia ai Bagni Salvatore di Sorrento. Qui approfitto per guardare la partenza del GP d’Olanda di F1 con mia figlia Lorenza, ma essendo particolarmente soporifero, in assenza di sorpassi e sussulti, decido di andare a stendermi all’ombra  per dormire un pò, lasciandola ad osservare i piloti girare sul tracciato. Quando mi risveglio, la classifica è immutata e quindi riprendo a seguire la corsa senza praticamente aver perso nulla! Vince Max Verstappen, idolo di casa, che manda in visibilio i suoi tifosi “Orange”. 

Restiamo al mare fino alle 17:30 quando ahimè siamo costretti ad andare via a causa di un incombente temporale. Il cielo ad Est è scurissimo ed il fronte nuvoloso si annuncia con saette e tuoni. Tutti si mobilitano rapidamente per abbandonare la spiaggia, noi facciamo come loro e raggiungiamo ben presto casa. In realtà è stato solo un bluff, sono cadute solo poche gocce di pioggia, il vento deve aver spinto le nuvole al largo nel golfo e non ha portato nessuna conseguenza. No Problem, ci siamo divertiti ugualmente!

 

#47 Puolo

Adesso la giornata è bellissima ed anche il mare qui a Puolo è calmo. Dopo aver sostituito le bombole vuote con quelle cariche, siamo pronti a tornare in acqua poco dopo mezzogiorno. 

Scendo subito lungo la parete rocciosa seguito da Salvatore. Arriviamo fino alla punta del promontorio, anche qui l’acqua è limpida ed è piacevole apprezzare dall’alto il degradare del fondo, quel fondale che tante volte abbiamo sorvolato durante le immersioni notturne. Entro anche nella prima parte del grottino ma senza spingermi all’interno, non avendo i fari con me, prestati a Gianluigi per le sue video-riprese. Noto con grande piacere che ci sono molte piccole cernie, spero solo che le lascino crescere indisturbate per arrivare anch’esse a riprodursi. Lungo la parete trovo anche delle ossa di un volatile, probabilmente un gabbiano morto; erano in una buca e le ho tirate fuori per fotografarle. Probabilmente un polpo ne avrà consumato i resti portandoselo nella sua tana.  

Mentre ritorno al gommone, incontro Lisa con Felicienne che è intenta ad effettuare l’esercizio di condivisione dell’aria in assetto.  Raggiungo l’ancora e mi fermo a guardare le triglie ed i saraghi cercare qualcosa da  mangiare tra la sabbia smossa dalla stessa. Alla fine dell’immersione, quando sono già a bordo e svestito, mi segnalano la presenza di alcune meduse Cassiopea con i pesciolini simbionti. E’ troppo tardi, stiamo per salpare l’ancora ed andare via.

Al diving effettuo il rituale lavaggio delle attrezzature, saluto tutti e prendo appuntamento per l’indomani. Alle 14:30 sono a casa, provvedo a scaricare e ricaricare i flash, mangio qualcosina lasciatomi da mia moglie che nel frattempo è andata al mare con le ragazze e mi metto sul divano a guardare le qualifiche del GP d’Olanda di F1. Trascorro il resto del pomeriggio sempre incollato alla TV guardando la quinta serie de La Casa di Carta, in attesa del rientro delle mie amate donne. 

 

 

#46 Mitigliano

Oggi le condizioni meteo-marine sono proprio brutte, il cielo è nuvoloso e ieri sera c’è stata una tempesta di vento, con annesso allerta meteo per lo scirocco fortissimo.

Indosso il Kway, prendo lo scooter e vado a Marina della Lobra dove arrivo intorno alle 8. I ragazzi sono alle prese con le pulizie domestiche  e stanno asciugando e disinfettando i tavolini del diving.  Ben presto sopraggiungono Gianluigi e Rosy che hanno effettuato un pick-up da Sorrento ad alcuni clienti americani. 
Mentre Fabio inizia la sua lezione di snorkeling, Lisa provvede a spiegare la lezione odierna a Felicienne per il corso Advanced, mentre suo padre Salvatore è per la prima volta in acqua con la sua fotocamera.

E’ prevista una doppia immersione a Punta Campanella e Scoglio Penna, ma quando arriviamo sul posto,  doppiato il promontorio di Punta Campanella, ci sono onde alte e non è possibile proseguire. Ripieghiamo verso Mitigliano dove le condizioni del mare sono decisamente più favorevoli.
Mi tuffo da solo sulla punta, inizialmente mi dirigo sugli scogli più a Est e dopo un lungo giro, raggiungo lo “scalone” che protegge i tubi della condotta idrica di Capri.

L’acqua è limpida e la passeggiata è particolarmente piacevole. Non m’incontro con Salvatore, mentre raggiungo Lisa ed i suoi compagni, poco prima che “spari” il pedagno verso la superficie.  Gianluigi nel frattempo è andato a girare alcune scene video in grotta e viene recuperato nei pressi dello Scoglio della Castagna. Insieme a lui c’è anche Fabio con gli snorkelisti così come Andrea con i clienti che hanno effettuato il “Discovery”. Risaliamo a bordo ed iniziamo la navigazione verso la Cala di Puolo dove effettueremo la seconda immersione.

Mentre navighiamo velocemente verso la meta, Fabio di lontano avvista qualcosa muoversi sulla superficie dell’acqua … lo spettacolo è magnifico … una quindicina di delfini nuota tra le onde create da una veloce imbarcazione che sfreccia in direzione opposta alla nostra; immediatamente rallentiamo ed iniziamo a seguirli, mentre siamo all’altezza dello Scoglio del Vervece. Li osserviamo per qualche minuto saltare tra le onde, ma anche mostrarsi in evoluzioni e capriole al nostro cospetto, prima di proseguire la loro traversata verso il Golfo di Salerno.

Siamo tutti eccitati dall’incontro e, durante le operazioni di cambio delle bombole, a bordo non si parla d’altro. Nel frattempo è anche migliorato il meteo ed è comparso un bel sole caldo tra le nuvole. 

#38 Banco di Santa Croce con Mimmo e Pietro – Secca di Terra

La giornata inizia con un pit-stop essenziale per fare il carburante, subito dopo sono sullo scooter con direzione Massa Lubrense. Ho aspettato l’intera serata nell’attesa di un cenno da Gianluigi … che è arrivato in tarda serata: “Vieni!

Alle 8:15 sono al Punta Campanella Diving ed il Prof. Roscigno appena mi vede mi domanda: “e tu che ci fai qui?”  Ovviamente non sapeva dell’ok serale del Boss, visto che oggi al diving è Sold-Out! Mi viene un terribile dubbio per un possibile disguido tra il capo e lo staff e vado a controllare immediatamente il foglio barca! C’è il mio nome, è tutto ok!

Consegno le batterie per il trigger al mio amico Davide Lomagno, comprate in serata dal tabaccaio ed inizio a preparare la mia fotocamera. Oggi è prevista una doppia immersione al Banco di Santa Croce: su Marangone salgono i sub che effettueranno un doppio tuffo, mentre su Berta, il gruppo che rientrerà alla base dopo la prima immersione … e io (felicemente) sono su Marangone!

Si parte alle 9:30 ed usciamo dal porto con il gommone pieno di subacquei e bombole. Ci sono anche Salvatore Lauro e Gennaro Caiazzo oggi, oltre a Stefania & Pietro, Monica & Davide, con Vittoria e Stefano a fare da accompagnatori, mentre Gianluigi e Fabio sono su Berta.

Alle 10:30 sono in acqua, aspetto Pietro e Stefania vicino alla cima di ormeggio e seguiamo il resto del gruppo che è già sotto. Il primo tuffo lo effettuiamo alla Secca di Terra. Lo spettacolo è incredibile, ci sono tantissime cernie brune, molti dentici,  le gorgonie gialle sono rigogliosissime ed anche le  margherite di mare oggi sono esplosive!  Trascorriamo 45 minuti come ai “tropici”, ma ben presto è tempo di risalire.

Alle 11:30 circa ci spogliamo e facciamo una sosta con annesso “bagnetto” nell’acqua calda estiva, consumiamo anche uno snack salato ed approfittiamo per fare la pipì. Aspettiamo amabilmente un’ora per poi prepararci di nuovo per il secondo tuffo, dopo esserci spostati sulla Secca Principale.

#34 Scoglio Proteso con Mimmo, Edo, Lorenzo e Veronica

Subito dopo aver scattato il selfie acrobatico con lo scafandro della mia Nikon D850 ai due gommoni affiancati, mi tuffo in acqua per recuperare e donare a Veronica un fiore d’aglio selvatico che le offro in dono! Con Daniela invece, svolgo la “lesson #1” per un selfie perfetto con il telefonino. 

Sono le 12 quando siamo di nuovo tutti pronti per il secondo tuffo, la pausa è stata ristoratrice e ci ha consentito di “svuotare” e “riempire” i nostri corpi.

Ci riportiamo a Punta Campanella e, mentre Pietro e Stefania se ne vanno al grottino con gli Apogon imberbis, noialtri ce ne andiamo allo Scoglio Proteso.

Arriviamo dalla parte posteriore dello scoglio e ci giriamo intorno perché siamo in tanti, evitando inizialmente di penetrare sotto la volta coperta di spugne gialle.  Quando il gruppo si è un poco sgranato, mi avvicino e scatto qualche foto anche a Lorenzo in azione.

Risalgo e vado anch’io al grottino con Veronica per scattare qualche foto ricordo, poi mi sgancio dal gruppo ed arrivo al faraglione dove termino l’immersione.  Al ritorno verso la boa di ormeggio scatto qualche foto ai sub in decompressione con acqua limpida.

Torniamo a terra intorno alle 14 e subito dopo sono già sullo scooter in direzione di casa, dopo aver lavato tutto al diving. Pranzo con la mia famiglia e poi verso le 15 me ne vado al mare con mia moglie  dove mi rilasso al riparo dell’ombrellone.

Sento squillare il telefono,  sono appena uscito dall’acqua, mi asciugo e controllo … è mio fratello Arturo che richiamo. Mi propone una notturna stasera con nostra barca …           (Inconsapevolmente,  appena tornato dall’immersione avevo aperto lo scafandro della fotocamera e messo in carica i flash …  spero che siano ok per la serata; non ho però ricaricato le lampade, ma dovrei averne di batterie disponibili)      … indugio un attimo prima di rispondere facendo un check mentale sulla situazione e confermo la mia presenza!

A metà pomeriggio, per prepararmi “adeguatamente” allo sforzo serale, consumo una ciambella appena sfornata dalla cucina dei Bagni Salvatore. Resto al mare con mia moglie fino alle 19 quando è ora di risalire per completare la giornata con il terzo tuffo!