Marco Gargiulo

#48 Scoglio Proteso con Fabio, Titta e Daniela

Le sere d’agosto sono sempre ricche di eventi, e inevitabilmente si finisce per fare tardi. È successo anche ieri a Sant’Agnello, dove ho seguito il concerto-talk show dedicato a Pino Daniele. Nonostante fossi molto stanco, complice la levataccia mattutina per uscire in mare con Mimmo Roscigno, la serata è stata molto interessante. Faccio i miei complimenti all’amministrazione comunale e ai miei amici sindaco e vicesindaco per l’ottima organizzazione.

Questa mattina, finalmente, sono tornato al Punta Campanella Diving Sorrento. Sono riuscito a farmi riservare un posto a bordo del gommone per uscire in compagnia dei miei amici napoletani Titta e Daniela, e ne sono particolarmente felice. Prima, però, ho dovuto sistemare lo scafandro usato ieri con l’obiettivo macro, rimontando la mia consueta configurazione con il minidome e assicurandomi che le batterie dei flash fossero cariche per una giornata d’immersione.

Alle 8 sono arrivato a Marina Grande di Sorrento in perfetto orario. Ho trovato già presenti tutti i miei amici dello staff e, poco dopo, sono arrivati anche Daniela e Titta. Ci siamo preparati e siamo usciti con il Marangone. In barca ci ha accompagnato Alessandra, mentre in acqua saremmo stati seguiti da Fabio Russo. Il meteo era favorevole e il mare calmo. Anche Berta è uscita con Gianluigi alla stessa ora per un po’ di snorkeling. Noi eravamo diretti a Punta Campanella, dove siamo arrivati dopo poco meno di mezz’ora di navigazione.

Arrivati sul posto, decidiamo di dirigerci verso lo Scoglio Proteso, mentre Luca accompagna i suoi clienti lungo la parete verticale per il classico giro. L’acqua è abbastanza limpida, ma appena salto in mare e sto per indossare la maschera… si rompe il cinghiolo! Maledizione. Ho con me una maschera nuova di riserva, ma – come temevo – si appanna all’istante.

Nel frattempo Fabio ha un problema con la sua bombola e si toglie l’attrezzatura per sistemare il fascione; poi, con un gesto provvidenziale, mi cede la sua maschera di scorta e mi salva la giornata. Finalmente riesco a vedere bene davanti a me!

Iniziamo la discesa e incrocio le dita sperando che le mie indicazioni ai tre modelli vengano rispettate. Arrivo per primo sul punto e comincio a scattare qualche foto, poi mi sposto oltre e mi metto in attesa. I tre sub si dimostrano piuttosto collaborativi, eseguendo circa il 75% del programma stabilito in barca: un risultato più che soddisfacente, considerando che di solito la ritenzione delle indicazioni non supera il 10%! Ho con me anche la Insta360 e ne approfitto per registrare qualche video.

Restiamo poco in profondità, poi risaliamo verso la parete e raggiungiamo il piccolo tunnel. Come concordato, i tre amici sfilano uno alla volta nello stretto passaggio a forma di camino. Proseguiamo verso la grotta dei Re di Triglie, dove ancora una volta seguono le istruzioni alla perfezione.

A questo punto mi separo da loro e vado a cercare Luca, che trovo con i suoi clienti dietro al faraglione. Mentre torno verso la boa… resto sbalordito! Un essere leggiadro si immerge lungo la catena di ormeggio: non è l’agognata foca monaca, né una “mermaid”, ma un’abile apneista dalle linee sinuose. È la mia cara amica Alessandra, scesa in apnea a oltre 15 metri per rinfrescarsi un po’, visto il caldo torrido in barca.

Risalgo in superficie e torno a bordo prima degli altri. Poco dopo rientrano anche tutti i miei amici. Al termine, dopo il cambio delle bombole, ci spostiamo verso Cala di Mitigliano per la prossima immersione.

 

 

 

 

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