Archivi categoria: Minidome SAGA

#31 Vervece con Mimmo, Manuel e Veronica

La sveglia stamattina suona molto presto, ho alcune cose da sbrigare prima di recarmi al mare. Alle 7:30 scendo per andare in pescheria poi ritorno a casa a chiudere lo scafandro e metterlo sottovuoto.  Passo anche per il garage per posare la muta stagna e prendere quella umida, è giunta l’ora di “assaporare” l’acqua salata sulla pelle.

Alle 8:30 sono al Punta Campanella Diving di Massa Lubrense e c’è già Mimmo con la sua amica Sara, ma anche tanti clienti che necessitano dell’attrezzatura per immergersi. Arrivano ben presto anche Manuel e sua madre Veronica, con la quale ci eravamo sentiti in settimana per immergerci insieme. I preparativi sono accurati per vestire di tutto punto i subacquei stranieri e siamo pronti alle 9:30. 

Oggi oltre al cambio della muta c’è anche il cambio dell’obiettivo; nel  minidome Saga Dive ho montato il Tokina 10-17 mm sulla mia Nauticam NA-D850 poiché il Sigma 15 mm che uso abitualmente si è “svitato” e non è al momento utilizzabile.

Il mare è veramente calmo, c’è un bel sole e la temperatura dell’aria è piacevolissima. Durante la navigazione verso lo Scoglio del Vervece l’acqua dalla superficie sembra limpida. Ovviamente non posso perdermi l’occasione di scattare un selfie ricordo, anche se mi viene in aiuto Veronica con il suo iPhone. 

Raggiungiamo la boa sommersa e Stefano si tuffa per “agganciarla”. Ormeggiamo e ci prepariamo. Gianluigi, Vittoria e Stefano portano in acqua i turisti, io e  Mimmo ce ne andiamo da soli verso le gorgonie rosse.

La visibilità non è proprio come immaginavamo dalla superficie, ma comunque ci consente di avere una bella visione d’insieme del fondale. Tra i grandi ventagli di Paramuricea clavata ci sono alcune grandi spugne di colore grigio, peccato che quasi tutte le gorgonie hanno i polipi chiusi. Sui rossi rami ci sono delle uova gelatinose deposte dai calamari. Raggiungo le gorgonie gialle e poi sotto un grande masso incontro nuovamente la musdea Phycis phicis che resta immobile sul fondo fin quando non viene disturbata dal lampo dei miei flash.

Mentre scatto qualche foto al pesce che entra ed esce dalla sua tana, arrivano sul posto anche il gruppo di subacquei con Manuel e Veronica. Qui c’è anche uno scorfano rosso, ma avendo accumulato già alcuni minuti di decompressione durante la permanenza sulla foresta di gorgonie rosse, non posso dedicarmi a lui per molto tempo. Raggiungo a circa 14 metri di profondità le margherite di mare ed in lontananza, sopra di me, vedo i barracuda ma ho già 9 minuti di sosta da effettuare e non posso seguirli. Di aria nella bombola ne avrei a sufficienza ma non ho intenzione di farmi attendere dal gruppo e quindi desisto.

Mi fermo un attimo alla Madonnina per uno scatto al volo con il gruppo di subacquei ed un selfie con Veronica e Manuel ma poi sono indotto dal computer subacqueo alla risalita per non accumulare altra decompressione.

Fortunatamente anche a pochi metri d’acqua c’è da godere delle bellezze del sito d’immersione. Ci sono alcune rigogliose chiazze di Parazoanthus axinellae nelle zone ombrose della roccia. Tra i gialli “fiorellini” c’è anche un granchio facchino Dromia personata che si sposta in cerca di una zona più tranquilla. In superficie poi, proprio sotto la barca, uno ctenoforo iridescente.

Ritorniamo a terra e mentre l’equipaggio del Punta Campanella Diving si prepara per una nuova imminente uscita in mare, io mi dedico al lavaggio dell’attrezzatura, alla doccia calda ed infine ai saluti ai miei amici Veronica e Manuel, mentre Mimmo e Sara tornano in mare per fare una passeggiata in apnea.

Risalgo sullo scooter e mi dirigo verso Sorrento. Il programma odierno è quello di pranzare a casa e poi andare in spiaggia con mia moglie. Quando arrivo nel mio studio, apro lo scafandro e rimuovo la scheda di memoria dalla Nikon D850, poi mi dedico a cucinare gli spaghetti alle vongole. Mariolina non ha tanta voglia di scendere a piedi al porto, interdetto ai veicoli a causa della Rolex Cup di vela che si svolge in questi giorni a Sorrento, quindi approfitto per distendermi sul divano e sonnecchiare mentre in tv c’è la partita. 

 

#29 Punta del Capo con Andrea

Trascorriamo un adeguato tempo d’intervallo in superficie sempre a Cala di Puolo e poi andiamo a Punta del Capo. Il cielo resta plumbeo ed inizia anche a piovere.

In discesa incontro tante piccole salpe ed anche la rete abbandonata che è tutta ricoperta di Antedon mediterranea e briozoi Hyppodiplosia foliacea.

Unico sussulto dell’immersione, un tordo fischietto Labrus mixtus sui 35 metri di profondità, un incontro raro, peccato non avere l’obiettivo adatto montato sulla mia custodia Nauticam.

Lungo la parete ci sono sempre tantissime lenze ed esche artificiali dei pescatori di superficie che si impigliano sulla roccia e che hanno strappato quasi tutte le gorgonie gialle che popolavano questo sito che frequento da oltre quarant’anni. Andrea mi aiuta nell’operazione di recupero di qualche pesciolino artificiale.

In risalita incontro un bel paguro Dardanus calidus, nuovamente il banco di Sarpa salpa e un piccolo polpo Octopus vulgaris nella sua tana all’interno della “laguna” nella quale riemergiamo sotto la pioggia.

Rientriamo velocemente a terra e lavo accuratamente la mia attrezzatura al diving. Poi dopo aver indossato il gubbino a vento, alle 13 me ne torno sullo scooter sotto la pioggia battente, bagnandomi fino alle mutande (come quando c’è un allagamento della muta stagna). Mi infilo direttamente vestito sotto la doccia calda ma poi alle 14:30 scendo di nuovo per andare a prendere mia figlia Lidia che esce da scuola. 

Dopo pranzo mi distendo sul divano e solo nel tardo pomeriggio mi metto al computer per scaricare le foto. Mi accorgo che il Sigma 15 mm si è rotto, si deve essere svitato qualcosa all’interno. Avevo notato da alcuni giorni un rumore che faceva quando lo prendevo, ma non avevo ravvisato nulla di anomalo. Unico “sintomo” era la inspiegabile vignettatura che compariva nelle foto e che erroneamente imputavo all’oblò.

L’unica gioia odierna però mi arriva dalla Juventus Women che vince il suo  5° campionato consecutivo! Fantastiche!

 

#28 Punta Lauro con Andrea

In serata sono andato a dormire con la pioggia. Stamattina l’asfalto è ancora bagnato ed il cielo è plumbeo, ma non piove. Mi dirigo con lo scooter a Marina della Lobra e quando arrivo al Punta Campanella Diving ci prendiamo un bel caffè prima d’iniziare la preparazione delle attrezzature. C’è onda lunga e di conseguenza decidiamo di andare a Cala di Puolo e poi a Punta del Capo.

Gianluigi resta a terra a fare manutenzione agli erogatori, ma ci “segue” da vicino con il suo drone. Lisa, Andrea e Stefano entrano in acqua con Antonio ed una cliente inglese. 

Usciamo lentamente dal porto e ci prepariamo per immergerci di lì a pochi minuti. Ci tuffiamo infatti all’esterno di Punta Lauro senza ormeggiare. Vittoria ci segue con Marangone lungo il percorso e ci riprende all’interno della baia dove ci sono ancora tantissime meduse. Stefano è costretto ad abortire l’immersione a causa di una infiammazione ai seni frontali.

Durante la passeggiata subacquea vedo una piccola aragosta in tana, un paio di stelle Chetaster longipes e la rete abbandonata. Entro anche nella piccola grotta che si apre sulla parete, poi arrivo allo scoglio con le margherite di mare dove incontro incredibilmente i miei amici Antonella Savarese e Nicola Merlino. E’ il giorno del suo compleanno e gli faccio gli auguri direttamente sott’acqua, ovviamente scatto anche un selfie ricordo! Sono stato abbastanza “fondo” nella prima parte dell’immersione per cui ho accumulato qualche minuto di decompressione, risalgo appena la termino in previsione del tuffo successivo da effettuare a Punta del Capo.

 

#27 Cala di Puolo con Andrea

Trascorriamo una cinquantina di minuti in barca in attesa di tornare sott’acqua, cambiamo le bombole qui in rada a Cala di Puolo e appena pronti scendiamo di nuovo. Con me c’è anche Andrea con la sua GoPro mentre Lisa è con il turista straniero.

Subito incontro una gran quantità di valve di mitili ed anche la rete che le conteneva. La recupero e la metto nella tasca della muta, proseguo il mio giro andando verso la parete ma con il flash di sinistra completamente scarico. Modifico la configurazione ed ovviamente ne uso uno solo.

Lungo il percorso mi imbatto in una bella situazione fotografica, ma con la configurazione errata! Uno sciarrano Serranus scriba ha appena mangiato un gambero Stenopus spinosus e le antenne bianche sono ben visibili mentre fuoriescono dalle fauci del serranide. Sarebbe stato utile avere un obiettivo macro. Un’occasione persa!

Proseguendo incontro una piccola aragosta e null’altro di notevole da segnalare. Dopo 45 minuti risalgo a bordo, anche gli altri sono risaliti e così torniamo al Punta Campanella Diving. Sistemo tutta l’attrezzatura dopo averla lavata e me ne torno a casa verso le 13. Quando disfo la borsa con la muta, mi accorgo di aver dimenticato il cappuccio in barca, così avviso i miei amici di tenermelo da parte. Posso finalmente sedermi a tavola con le mie donne, mentre pranzo con loro, guardo in televisione il secondo tempo della partita di calcio della mia squadra del cuore.

#26 Scoglio del Vervece con Gianluigi

Sabato sera sono andato a dormire tardi e la sveglia è più faticosa del solito, anche se stavolta sono subito operativo, avendo un sacco di cose da fare … Preparo lo  scafandro, scendo di casa e vado in pescheria e poi torno a prendere la borsa fotografica e dopo un passaggio in garage mi dirigo a Massa Lubrense. Non ho idea dell’itinerario, quindi ho lasciato la configurazione classica con minidome e Sigma 15 mm.

Andiamo a prendere il caffè al bar e poi usciamo con Marangone per andare allo Scoglio del Vervece, caricando anche le bombole a bordo per la seconda immersione a Cala di Puolo. Il mare è calmo ed il cielo sereno con un bel sole splendente.

Mentre assemblo la fotocamera, nel montare i flash, mi accorgo di avere lasciato il flash di sinistra acceso, dopo averne controllato il corretto funzionamento in TTL ieri pomeriggio. Non ho batterie di ricambio con me, quindi devo solo sperare che non mi abbandoni sul più bello!

Arrivati sul punto d’immersione ci prepariamo. Io scendo con Gianluigi, ma mi attardo immediatamente nei primi metri d’acqua perché incontro un esemplare macroplanctonico non identificato lungo circa tre metri. Sicuramente un sifonoforo, ma non ho idea di cosa si tratti.

L’intenzione era quella di andare insieme alle gorgonie rosse ma prima ancora di partire mi perdo Gianluigi, così effettuo il mio giro “classico” in solitaria. Si vedono alcune cernie, anche qualche grande esemplare, non mancano anche le musdee, in lontananza anche i barracuda, ma l’acqua non è particolarmente limpida. 

Da segnalare, sulla parete che guarda Capri, la presenza di un  anellide Hermodice carunculata tra le margherite di mare. Il vermocane, un vero predone, la cui presenza è in sensibile aumento in zona, è oggetto di uno studio scientifico sulla sua espansione nel Mar Tirreno.

Quando arrivo all’altezza della statua della Madonnina, il flash di sinistra mi ha ormai abbandonato. inizio così a sfruttare la luce ambiente e la lampada per effettuare qualche scatto in luce mista o solo in luce continua. Torno in superficie dopo 45 minuti e ci spostiamo a Cala di Puolo dove effettueremo la seconda immersione dopo aver sostituito le bombole.

 

#25 Cala di Puolo con Punta Campanella Diving

Trascorriamo una quarantina di minuti d’intervallo in gommone mentre sostituiamo le bombole e ci prepariamo al successivo tuffo, il cielo si è rannuvolato e due clienti desistono dall’effettuare la  seconda immersione perché infreddoliti. Questa volta scendo da solo e anticipando il gruppo, Fabio ed Andrea hanno da accompagnare i clienti lungo la parete rocciosa di Punta Lauro ed impiegano un pò di tempo a prepararsi.

Nei primi metri della colonna d’acqua la visibilità è pessima, quasi lattescente, in questa zona però ci sono tantissime piccole meduse Pelagia noctiluca, dall’insolito colore arancio, segno di uno stadio giovanile.

Effettuo un rapido giro sulla punta dove trovo una piccola aragosta, non resto a lungo in profondità perché è mia intenzione andare a vedere se mi riesce di fotografare le meduse. Ce ne sono tantissime e molte di esse hanno catturato alcuni tunicati pelagici,  dedico così gran parte del tempo  e delle foto a loro.

Dopo 45 minuti risalgo in superficie, consapevole che le persone che sono a bordo hanno freddo e desiderano tornare a terra quanto prima. Sorprendentemente, c’è di nuovo il sole, aspettiamo anche la riemersione di Andrea e rientriamo subito a terra dove ci si mette in fila per “tuffarsi” sotto la doccia calda. 

Metto in ordine le mie cose e saluto tutti, torno dalla mia family per festeggiare con loro. Alle 13:30  sono già a casa, prima del solito. Mia moglie che mi conosce alla perfezione ha interpretato i miei desideri, cucinando il mio piatto preferito. Sono abbastanza “cotto” e mi stendo sul sul divano, mi addormento all’istante. Quando mi sveglio trovo una valanga di telefonate e messaggi, inizio così a rispondere a tutti per ringraziarli! 

#24 Punta del Capo con Fabio

La sveglia di stamattina è fatta dai tanti messaggi di auguri per l’onomastico che iniziano ad arrivare prestissimo. C’è un bel sole e vado a chiudere lo scafandro Nauticam. Passo a prendere la muta lasciata in garage e vado a Massa Lubrense dove mi attendono i miei amici. Al mio arrivo già ci sono i pasticcini, non mi resta che andare al bar a prendere il caffè per tutti!

Ci sono un bel numero di clienti oggi per una doppia immersione. Il programma prevede Scoglio Penna e poi Punta Campanella.
Usciamo dal porto verso le 9:40 ma lungo il cammino che ci porta verso Punta Campanella, siamo costretti a tornare indietro a causa dell’onda lunga che c’è e che renderebbe complicato immergerci su quel versante. Invertiamo la rotta e andiamo a Punta del Capo di Sorrento.

Arrivati sul punto d’immersione, io scendo con Fabio lungo la parete. Anche lui ha la fotocamera con il grandangolare e lo vedo spingersi fin quasi a 50 metri, mentre io resto una decina di metri più sopra di lui. Non trovo granché di “notevole” da fotografare oggi al di là delle belle gorgonie gialle Eunicella cavolinii; solo una miriade di lenze ed esche artificiali impigliate sul fondo. C’è anche un sandalo con un crinoide Antedon mediterranea.

Trascorriamo solo 45 minuti in un’acqua per non accumulare troppo azoto in vista della successiva immersione. Risalgo così all’interno della “laguna” per poi ritornare sul gommone. Aspettiamo il rientro degli snorkelisti che sono con Lisa e i sub che sono con Andrea e ci spostiamo a Cala di Puolo per tornare in acqua di lì a poco.

 

#23 Scoglio del Vervece con Fabio

Anche stamattina ho difficoltà a carburare, ma quando mi affaccio alla finestra c’è un gran bel sole. Molto bene. Nonostante il ritardo sul programma, dedico 5 minuti a rasare la barba cresciuta un poco troppo e poi mi affretto a sistemare flash e scafandro per l’immersione. Quando scendo di casa, c’è già un cambio repentino delle condizioni meteo, il cielo ora è più nuvoloso e soffia un vento da Sud che si sta intensificando.

Arrivo al Punta Campanella Diving Center e ce ne andiamo a prendere un bel caffè al bar. Iniziamo a prepararci e quando siamo ormai pronti ad uscire, è montato un forte vento da terra che increspa il mare. E’ arrivato anche Mimmo Roscigno e ovviamente ci viene a fare compagnia in barca. 

Navighiamo verso il Vervece con il vento che soffia da poppa, ma quando arriviamo sul punto per ormeggiare alla boa sommersa, non appena mettiamo la prua al vento, le onde salgono sulla barca bagnando tutti noi, ovviamente compresi quelli che NON dovevano andare in acqua! Andrea si tuffa per legare la cima ma siamo costretti a fare più di un tentativo prima di riuscire nell’impresa. Lisa e Vittoria restano in barca con Mimmo, completamente bagnati. 

Mi tuffo con Fabio mentre Gianluigi scenderà da solo, Andrea invece accompagna i clienti odierni. Guardando la superficie si vedono chiaramente le grandi onde, l’acqua è torbida, ma non c’è corrente come immaginavo. Non si avverte nemmeno risacca, il moto ondoso è tutto superficiale.

Andiamo subito verso le gorgonie rosse, sono tutte aperte. Incontro ancora una colonia di Apolemia uvaria e qualche cernia. Mi perdo il mio compagno, intento anche lui a fotografare, proseguo prima verso la rientranza con le gorgonie gialle, poi arrivo ai massi che si trovano in direzione di Capri. Qui c’è una bella musdea Phycis phycis che presto si ritira nella sua tana. Quando raggiungo la parete verticale, opposta a quella dove c’è la scala per salire sullo scoglio, ritrovo Fabio e scattiamo qualche foto alle margherite dei mare ed un selfie. Si vede anche qualche barracuda in lontananza, ma la visibilità non è ottimale per avvistare anche il banco che solitamente staziona in questo punto.  Arrivo allo scoglio con i Parazoanthus axinellae e poi raggiungo la Madonnina del Vervece. Stranamente anche sotto lo scoglio che si trova sul pianoro a 12 metri, non ci sono Apogon imberbis, è sorprendente! 

Mentre mi sposto per raggiungere gli ultimi Hot-Spot fotografici del sito, incontro una lunga colonia di Thalia (Salpa) democratica con le donzelle intente a “pizzicarla”. Ho accumulato 8 minuti di decompressione ed inizio a “scaricarne” qui qualcuno. 

Arrivo ad uno dei punti più interessanti fotograficamente, fortunatamente scampato allo scempio perpetrato dai datterai una decina di anni fa, dove le margherite di mare sono molto rigogliose e mi diverto a scattare qualche immagine anche in pieno controluce, sfruttando le potenzialità dell’High Speed Syncro dei miei strepitosi flash ONEUW 160X in grado di sincronizzare lo scatto della tendina anche a oltre 1/640 di secondo.

La decompressione è ultimata, non resta che andare a controllare nella spaccatura a 3 metri di profondità se dentro c’è la murena. Effettivamente è lì, nascosta nella sua tana. Non essendo particolarmente felice della mia presenza, decide di spostarsi rapidamente in un luogo più tranquillo. Quando riemergo, le onde sono sparite, il vento intenso è calato bruscamente ed è anche ruotato verso Ovest.

Arrivati al diving, tutti corrono sotto la doccia calda. si sono presi una gran “rinfrescata” oggi. Mimmo è tutto bagnato, gli vado in soccorso prestandogli i miei pantaloni della tuta ed i calzettoni. Incredibilmente tutto questo è possibile! Il prof. Roscigno è ormai un figurino! Saluto tutti e verso le 11:30 sono sullo scooter. Il meteo è ancora incerto e per essere sicuro di asciugare per bene l’interno della muta stagna, me la riporto a casa per averla pronta per l’immersione di domani! 

#22 Cala di Puolo con Punta Campanella Diving

Stamattina fatico ad alzarmi; la sveglia suona due volte prima di spegnerla definitivamente alzandomi. I due giorni trascorsi in ferie “in casa” a causa della pioggia, mi hanno però consentito di ultimare la gestione delle foto e la scrittura dei racconti delle ultime quattro immersioni effettuate. Oggi è tempo di tornare a fotografare … chiudo lo scafandro Nauticam NA-D850 sempre equipaggiato con minidome Saga Dive e obiettivo Sigma 15 mm ed inserisco le batterie nei flash ONEUW 160X. Ho messo anche in borsa una coppia di lampade, se riesco vorrei provare a girare qualche video. Mi preparo e sono pronto ad andare a Massa Lubrense.

Il cielo è ancora coperto, c’è ancora un pò di scirocco che ha soffiato intensamente in questi giorni e che ha portato una pioggia gialla che mi ha sporcato l’automobile appena lavata nei giorni precedenti. Non ho idea di dove andremo ad immergerci, ma la configurazione fotosub adottata mi consente di fare di tutto.

Lungo la strada c’è una pioggia “nebulizzata” che si posa sulla visiera del casco, la strada è bagnata e devo prestare attenzione. Quando arrivo a Marina della Lobra non piove più, al Punta Campanella Diving Center ci sono Lisa e Vittoria, Andrea e Gianluigi. Sistemo l’attrezzatura fotografica e ci prepariamo ad uscire. C’è onda lunga e siamo costretti ad andare a Cala di Puolo perché lì è più ridossato. E’ prevista una doppia immersione, oggi c’è solo una turista americana.

Arriviamo all’altezza di Punta Lauro e mi tuffo con Andrea sull’estremità della punta. Il mare è pieno di piccole meduse e bisogna fare attenzione a non “pungersi” con le vespe di mare. Non mi fermo a fotografarle, ma scendo subito in profondità altrimenti avrei rischiato il vomito. Lisa resta in barca, mentre Vittoria e Stefano scendono lungo la parete con la cliente. Gianluigi è rimasto al diving a fare manutenzione agli erogatori. 

La parete è ricca di anfratti e piccole grotte, c’è anche un brandello di rete che avvolge uno scoglio che è ormai diventato la dimora di una famigliola di Anthias anthias. Mentre scatto le foto, Andrea prosegue e me lo perdo …

Più su, nelle zone non esposte alla luce, le margherite di mare sono belle rigogliose. Nelle buche più piccole e profonde, ci sono tre piccole aragoste … speriamo che non cadano preda delle nasse metalliche che ho visto nei giorni scorsi! Mi muovo verso l’interno della baia, mantenendo la parete alla mia destra. Incrocio Vittoria e Stefano con l’americana e raggiungo lo scoglio sporgente dove ci sono altre margherite di mare. Qui incontro di nuovo Andrea. 

Anche in profondità si avverte il moto ondoso, le gorgonie ondeggiano continuamente e a guardarle mi viene il mal di mare. Superato il grande masso “fiorito” Andrea è intento a filmare una bella seppia che ondeggia anche lei in corrente, disturbata probabilmente dal moto ondoso. Qui a circa 4 metri di profondità l’onda è molto fastidiosa. Ho 5 minuti di decompressione da effettuare e non posso raggiungerlo subito. Inizio finalmente a scattare e faccio anche foto in controluce, lei è tranquilla, ma incredibilmente me la perdo per guardare le foto sul display! Peccato.

Mentre siamo pronti alla risalita, Andrea mi mostra la  bellissima teca ovarica di un Argonauta argo che ha raccolto. Usciamo tra le onde e le migliaia di meduse Pelagia noctiluca che sono state ammassate sotto costa dalle correnti marine.

Ci spostiamo dentro il porticciolo di Puolo, per consumare uno spuntino in attesa del secondo tuffo.  La turista americana,  infreddolita e leggermente spossata dal moto ondoso, non ne ha più voglia e dopo una passeggiata “turistica” a mostrarle la villa romana di Punta del Capo, ritorniamo al diving. Nel frattempo è uscito un bel sole limpido.

Al diving è arrivato anche Fabio Russo e prima di andar via, faccio un selfie con lo staff. Lungo la strada il meteo è ormai splendido, mi fermo in piazza a Massa Lubrense per fare una foto al volo al belvedere, arrivo a Sorrento dove il mare è calmo,  un’ottima notizia in previsione dell’uscita di domani allo scoglio del Vervece.

#21 Cala di Puolo con Lisa e Vittoria

Dopo l’intervallo di superficie ci spostiamo a Cala di Puolo. Qui il mare è calmo come l’olio e c’è un bel sole caldo. Non c’è nessuno oltre a noi, un vero spettacolo!

Mi tuffo da solo e mi dirigo subito sul sabbione in cerca di soggetti e poi devio verso Punta Lauro. Recupero una maglietta ed una “gabbietta” di spumante che infili nella tasca della muta, incontro alcune nuove nasse metalliche ma anche ancora qualche rifiuto antropico.

Improvvisamente, proprio mentre scatto una foto ad un tubo di gomma adagiato sul fondo, vedo con la coda dell’occhio una pinna dorsale inconfondibile muoversi lungo la parete degradante … è lui! Lo Zeus faber si mantiene a distanza di sicurezza, dapprima molto lontano, poi pian piano, inseguendolo, riesco ad accorciare la distanza e ad avvicinarlo. Inizio a scattare a raffica fin quando da lontano vedo arrivare Lisa, oggi è il suo compleanno e penso che questo Pesce San Pietro sia un bel regalo per lei!  Continuo a scattare anche quando le bolle lo fanno spostare verso il largo. Prima di salutarlo, non resisto a scattare un selfie “diurno” da aggiungere alla mia collezione. Così lo lascio andare verso il fondo, dopo averlo “importunato” abbastanza. 

Sono molto felice e soddisfatto, oggi è stata proprio una giornata fotografica speciale. Torniamo a terra e mentre i ragazzi  festeggiano il compleanno di Lisa, io rientro verso casa e vado a prendere mia figlia Lidia a scuola che esce alle 14:30.