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26 Marina Grande con Andrea e Gabriella

Dopo settimane di stop a causa della pandemia, finalmente stasera si torna in immersione! Grazie alla complicità dei miei amici Andrea e Gabriella che mi hanno stimolato ad organizzarmi, finalmente ho provveduto a mettere a punto la fotocamera, approfittando per provare il nuovo “giocattolo” acquistato dal mio amico Pietro Cremone di Fotosub-Shop: la prolunga per montare il Nikon 10.5 mm con il Teleconverter Kenko 1,4X.  

 

Al termine della giornata lavorativa, faccio un salto “obbligatorio” dal barbiere che riapre oggi  … di Lunedì! Alle 19 sono fuori e vado a casa a sistemare le ultime cose. Scendo alle 19:30 e vado a prendere le bombole cariche da Marescasport dove mi attendono i miei amici. Raggiungiamo il borgo marinaro e parcheggiamo le auto sullo scivolo di alaggio, su indicazione del mio amico pescatore Franco che ci mostra il luogo dove sistemarci. Iniziamo una lentissima vestizione chiacchierando con lui, nel frattempo sopraggiunge a sorpresa anche Raffaele con Rita, venuti a fare una passeggiata a Sorrento. Approfittiamo così per farci scattare qualche foto ricordo con e senza mascherine, attendendo il buio.

C’è un intenso vento di scirocco che non ci disturba, il mare nello specchio d’acqua è calmissimo, la visibilità però inganna, una volta messa la maschera sotto il pelo dell’acqua si nota comunque una discreto particolato in sospensione. La sensazione di tornare in immersione è strana, sono anche un poco impacciato rispetto al solito, a causa della lunga inattività. Faccio strada, con i miei amici che mi seguono, Gabriella subito vede passare una bella seppia sotto di lei mentre ci dirigiamo in superficie verso la scogliera. Lei scende subito per provare a fotografarla, io proseguo in superficie con Andrea fino al punto stabilito. Iniziamo la discesa lungo il pendio fangoso, pieno ahimè di rifiuti di ogni genere. Arrivo fino alla barca affondata a circa 35 metri poi proseguo nell’abituale giro, tenendo a vista le luci dei miei compagni. Da lontano vedo un capone ubriaco su fondo, mi avvicino e provo a fotografarlo avvicinandomi al massimo con il nuovo setup utilizzato, ma l’animale non gradisce le mie attenzioni e subito si allontana con un paio di balzi accompagnati dal “grugnito” tipico di questo pesce. Raggiungo una coppia di copertoni abbandonati e vedo un bel dentice, segnalo a Gabriella di aiutarmi nell’accerchiamento, per impedirgli una facile fuga verso il largo, ma è più lesto di noi e ci lascia attoniti a guardare il fango smosso dalla coda.  Si susseguono alcuni incontri, ma in nessuno dei casi riesco a produrre scatti interessanti, sono un poco arruginito … solo una piccola seppia collaborativa mi permette di provare a scattare alla minima distanza di messa a fuoco. Il computer segnala decompressione da effettuare per cui mi dirigo verso la superficie, a ridosso della scogliera, qui troviamo triglie, un enorme vermocane, due pesci serpente e qualche seppia. Unica nota interessante per la serata, un piccolo serranide che si è adagiato tra le chele di un granchio … di plastica!  Mi avvicino e scatto svariate foto, modificando anche il formato da FX a DX, per ottenere un ingrandimento maggiore. Il pesce resta immobile, gira solo gli occhi per guardarmi e per capire il livello di pericolo al quale è sottoposto. Resta lì tranquillo, consentendomi anche di scattare qualche immagine in doppia esposizione … Molto bene!

Quando riemergo all’interno del porticciolo mi accorgo che sullo scivolo c’è una figura familiare … è il mio amico d’infanzia Antonio che è sceso per pescare. Ha subito capito che ero io in acqua, guardando i potentissimi flash scattare, ma poi ha notato anche le luci dei miei amici ed ha avuto il dubbio che non fossi io … essendo abituato a vedermi in solitaria! Mi aiuta a svestirmi e mi prende il telefono che sento squillare nell’auto … è mia figlia Lorenza che telefona preoccupata per l’ora tarda .. sono le 22:20 e siamo appena usciti da mare! La rassicuro ammettendo l’errore di non aver telefonato come al solito, prima di scendere in acqua, distratto dalle chiacchiere fatte nel pre-immersione con i miei amici. Come di consueto quindi, fuggo via salutando Andrea e Gabriella, ringraziandoli per la compagnia e per avermi spinto a muovermi di casa per tornare sott’acqua!

22 Marina Grande – Immersione Notturna

La giornata lavorativa è trascorsa accompagnata da un pensiero fisso, è da ieri sera che non penso ad altro. Finalmente in serata sono riuscito ad assecondare il desiderio di vedere in azione i nuovi “giocattoli”, proprio come un bambino che ha appena ricevuto un regalo.

Nel pomeriggio mando un messaggio al mio amico d’infanzia Antonio, per sapere se sarà sul posto a pescare i calamari dalla scogliera, mi conferma che sarà in situ, ma solo grazie al mio intervento sollecitante. Mi manda anche un video mostrandomi l’acqua limpida ed il mare calmo, non appena arrivo alla Marina Grande e parcheggio l’auto, vado a salutarlo e proprio in quel momento sta per salpare un calamaro che ha abboccato all’artificiale.

Mi vesto rapidamente perché ho intenzione di tornare presto a casa per andare a vedere la partita Milan-Juventus di Coppa Italia. C’è bassa marea ed il mare è calmo, l’acqua però non è limpida come invece sembrava essere.
Ho montato i due nuovi flash ONEUW 160X sui bracci galleggianti Nauticam, il minidome Saga ed il Sigma 15 mm sulla NA-D850. Ho dimenticato però di togliere il mini treppiede che mi darà impaccio durante gli scatti in prossimità del fondo sabbioso.
Ho abbassato gli ISO della fotocamera a 100, per provare i nuovi flash. Di solito usavo sempre iso 320 per avere margine di potenza in caso di necessità. Ai primi scatti mi rendo conto subito dell’enorme potenza in full-power. Dopo poco sono “obbligato” a ridurre l’intensità azionando la comodissima manopola rotante che è posizionata in fondo al flash. La manovra è agevolissima e si mantiene sempre il controllo visivo della potenza erogata. Al momento li ho utilizzati collegandoli con la fibra ottica, nonostante abbia già installato la boccola per utilizzare in futuro anche i cavi elettrici. La luce è calda e l’angolo di campo molto ampio.
Subito incontro una mormora ed un Pecten, ma anche tanti rifiuti antropici dispersi sul fondo sabbioso. All’improvviso trovo una piccola torpedine ocellata che seguo per un poco, prima di perderla nella nuvola di sospensione che si è sollevata quando arriviamo in prossimità del cavo elettrico dell’alta tensione posato sul fondo per fornire energia elettrica all’isola di Capri. Proseguendo trovo una bavosa ocellata e poco altro. Solo guardando le foto al monitor di casa mi accorgo che c’era un pesce San Pietro in lontananza … Su una nassa da pesca, trovo un artificiale per calamari impigliato su di essa. Sono arrivato proprio sotto il punto dove è in azione il mio amico Antonio, sono conscio di disturbarlo e vado via quasi subito. Ritorno lungo la scogliera dove incontro due pesci serpente ed un granchio facchino. C’è anche una mazzancolla che ben presto fugge via e, all’interno del porto, quando sono ormai al termine dell’immersione, una Sepiola rondeleti, un piccolissimo cefalopode che avrebbe meritato un obiettivo diverso per essere fotografato. Approfitto per fare così un selfie con lei, prima di mettere la testa fuori dell’acqua. Al mio ritorno c’è Antonio ad attendermi che mi aiuta nella svestizione. Mi spoglio in fretta e corro a casa dopo aver scattato una foto ricordo con il mio amico. Faccio in tempo a lavare l’attrezzatura e alle 20:45 sono sul divano, pronto per la cena e per iniziare a tifare …

 

19 Devana Kandu

La sveglia supna alle 6, il briefing è fissato con Alessio alle 630, appena siamo tutti pronti ce ne andiamo sul dhoni. Al grido “Jump” saltiamo in acqua e subito prendiamo la direzione con reef alla nostra sinistra. C’è poca corrente ma fortunatamente tanti squali, seppur molto lontani.

 

Ale a fine immersione si spoglia in acqua e iniziamo a fare dei selfie. Tornati a terra mi accorgo che la batteria del computer subacqueo è terminata, la devo sostituire insieme all’obiettivo. Rimonto così il 105 mm per ultimo tuffo della vacanza. Facciamo la colazione e poi iniziamo la lunga navigazione verso l’atollo di Male per andare a Kandhooma Thila. Approfitto allora per fare un riposino durante la traversata con discreto moto ondoso.

 

 

18 Alimathà Jetty – Immersione Notturna

Ore 18 briefing con Teseo. Ho rimontato il minidome Saga Dive ed il Sigma 15 mm, insieme ai due flash Ikelite. Saliamo in barca e raggiungiamo il pontile di Alimathà, ci sono più di 10 dhoni oltre il nostro, carichi di subacquei, una stima approssimativa di 250 sub in acqua!

Entro in acqua con Marco, Giulia e Walter e siamo soli, senza guida. Saltiamo per ultimi e questo ci crea il problema di essere spostati dalla corrente rispetto al punto prefissato. Raggiungiamo il fondo dove si sono numerosi carangidi in caccia tra le rocce e la sabbia. Squali nutrice non se ne vedono e proseguiamo sospinti dalla corrente. Ci imbattiamo in una coppia di nutrice intenta alla riproduzione, con uno spettatore in attesa di entrare in gioco anche lui. Ahimè sono sopra corrente rispetto al terzetto e per non finirgli contro sono costretto a deviare a sinistra passando davanti a Marco che stava fotografando, mandandomi a quel paese … mi scuso spiegandogli l’accaduto. Proseguiano ancora la la distesa sabbiosa è priva di presenze, solo qualche carangide, decidiamo quindi di risalire e tentare di ritornare al jetty sfruttando il passaggio di una delle barche d’appoggio presenti nel canale.

Così facciamo. Io, Marco e Giulia veniamo recuperati da una barca di russi, mentre Walter sale su un dhoni di filippini. Ci facciamo riportare al punto esatto di partenza e tentiamo un nuovo tuffo. Raggiungiamo il pontile dove c’è un’orda di sub con le lampade accese, troviamo anche Teseo con la sua lampadina fuxia, che ha terminato la visita con il suo gruppo. Noi restiamo ancora e riusciamo a vedere alcuni nutrice, dei pinnanera e pinnabianca e qualche razza. Guardando verso la superficie si vede un enorme agglomerato di nutrice di una quarantina di esemplari, bellissimi, volteggiano nei pressi della superficie, con i bianchi ventri illuminati dalle lampade dei sub che sono sotto di loro. La tentazione di andare a fotografarli è enorme, ma per evitare una “gang-battle” subacquea, me ne risalgo con i miei amici in superficie e dopo poco veniamo identificati dalla Ocean Dive, il nostro dhoni e riportati alla barca che è in rada vicino all’isola.

A cena ci aspetta la pizza, le patatine ed il pollo fritto, siamo felici come bambini, alla fine della festa arriva anche il gelato! Siamo abbastanza “cotti”, ma soddisfatti, non resta che proseguire la serata scaricando le foto scattate, pronti poi per l’ultimo giorno di crociera, che ci riporterà a Malè.

 

15 Myaru Kandu

Ore 730 sveglia, briefing ore 745. Ho tutto pronto da ieri sera sperando nel balena, quindi minidome e sigma 15 mm. Terminata la riunione in salone saliamo sul dhoni. 

Nella vestizione chiudo erroneamente l’erogatore principale nella cinghia in vita e sono costretto a saltare in acqua con il secondo erogatore.
Iniziamo la discesa fino a circa 35 metri e osserviamo il passaggio degli squali, singoli e a gruppetti. L’obiettivo scelto è errato e me ne rammarico ma avevo previsto la situazione, avrei cambiato nei tuffi successivi l’obiettivo. Fatico a state in posizione con lo scafandro ed i due flash che aumentano il mio impatto sulla corrente, facendomi consumare aria più del dovuto.
Quando il computer mi segna 6 minuti di decompressione risalgo accompagnato da Alessio che mi porta ad un “fungo” roccioso a tre metri e, pensando di farmi cosa gradita, mi offre il suo uncino agganciandomi alla roccia e gonfiandomi il gav … il problema che sono arrivato a tre metri di profondità mentre la deco è impostata sul mio shaerwater perdix a 6 metri … ALERT ALERT … il computer mi avvisa che ho saltato la deco e mi chiede conferma. Ok, mi sgancio e ritorno in posizione, alla base del fungo dove completo la sosta di sicurezza fino a risalire con sole 20 bar nella bombola.
Una volta in barca, mentre tutti sono strabiliati dalla bellezza dell’immersione, io sono un poco crucciato per aver “bruciato” una buona occasione, poco male, si torna alla Ocean Sapphire per fare la colazione. Riporto a bordo la Nauticam D850 per sostituire l’obiettivo, pronto al prossimo tuffo!

12 Tudufushi Thila

Sveglia ore 6, ho rimontato il minidome. Pepe è steso a dormire a poppa, mi dicono di averlo trovato qualche ora prima addormentato sul tavolo … alle 630 c’è il briefing e poi subito in barca. In 30 minuti di navigazione ed arriviamo a Tudufushi Thila, in prossimità di una pass.

Scendiamo e lungo la parete ci sono molti alcionari rosa, ma le condizioni di luce sono peggiori. Sono con Alessio, Giulia, Giorgia, Marco e Walter ma ben presto ci separiamo. Guardando nel blu ci sono squali, barracuda e tonni, ma io sono concentrato sulla parete. Qualche bello scorcio ma mancano gli altri elementi compositivi … modella e sole … proseguo fino a svoltare il corner ritrovandomi su di un plateau roccioso, povero di vita e con una corrente fortissima che spinge.
A tal punto, dopo 40 minuti d’immersione, non vedendo i miei amici, decido di non driftare lungo il reef per non allontanarmi troppo, forse loro lo faranno ma sono in gruppo, è più sicuro risalire subito dopo la sosta di sicurezza e farsi recuperare dai barcaioli.
Così faccio, ovviamente dopo aver fotografato un grosso trigone ed aver visto tre pesci rinoceronte che risalivano agevolmente una corrente per me insormontabile.

Una volta in superficie risalgo a bordo del dhoni ed aspetto i miei amici, mi stendo sul ponte superiore godendo di un po’ di sole che finalmente è fuoriuscito dalle nuvole. Quando tutti sono a bordo raggiungiamo la Ocean Sapphire per fare la prima colazione. Mentre navighiamo verso la parte estrema dell’atollo di Ari Sud ho sostituito l’oblò per montare il Superdome … non si sa mai … siamo in cerca del  … Whale Shark (Rhincodon typus). 

 

7 Fish Head

Alle 11 suona di nuovo la campanella, ma non c’è briefing, si va direttamente in barca. Questa volta viene con me Giulia con la sua maschera fuxia a farmi da modella. Facciamo un breve briefing in barca mostrandole le immagini scattate in mattinata e la posizione che avrei voluto che assumesse nel fotogramma. 

Al grido 3-2-1 Jump! Siamo tutti in acqua. Subito io e Giulia ci separiamo dal nostro gruppo, ora guidato da Roman, dirigendoci allo sperone con i #pescigggialli, tormentone della vacanza. Mi posiziono ed attendo che lei prenda posizione, adesso c’è più corrente e fa fatica a stare nel posto giusto. Sono soddisfatto e la mia modella impara in fretta, passiamo oltre in cerca della grottina con i glass-fish. La raggiungiamo ed anche lì scattiamo un pò di foto, Giulia si aggiusta i capelli per ottenere un effetto più naturale, asseconda le mie indicazioni sulla posizione ed il risultato è soddisfacente, per essere la prima volta che viene fotografata dal sottoscritto. Andiamo oltre e troviamo un bellissimo polpo fuori tana che però rapidamente sparisce nel suo angusto buchetto nella roccia. Ci raggiunge anche Marco e terminiamo insieme l’immersione tra i Platax che si avvicinano ma in singoli individui. Sono ormai tutti a bordo e ci vengono a recuperare con il dhoni per tornare alla Ocean Sapphire che è ormeggiata vicino ad un’isoletta con le palme. E’ l’ora del pranzo, siamo affamati ed il cibo è ottimo. Al termine Big-Ali ci porta anche una bella coppa di gelato, particolarmente gradito dall’allegra comitiva. Ho sbarcato la fotocamera portandola in stanza per cambiare oblò, sostituendo il minidome con il superdome per effettuare anche qualche scatto a mezz’acqua se possibile. Si torna in acqua nel pomeriggio per un’immersione su un piccolo relitto di un peschereccio ed è già ora di andare a prepararsi ….

 

6 Fish Head

La sveglia oggi suona alle 6. Inizio subito il montaggio della fotocamera, sostituisco la batteria del vacuum system e monto il minidome con il Sigma 15 mm.  Siamo in navigazione dalle 5 di mattina e alle ore 7 effettuiamo il briefing dopo la piccola colazione delle ore 630. Alle 730 siamo in acqua, in un sito d’immersione che ricordo bene, data la sua bellezza …

Scendiamo lungo la parete verticale del reef ma c’è poca corrente e di conseguenza non ci sono squali in giro. Subito vedo una tartaruga embricata che mangia i coralli molli che tapezzano il fondo roccioso. Sotto una rientranza rocciosa c’è un’abbondante famiglia di glassfish che ondeggiano davanti al mio obiettivo. Con il passare dei minuti, fortunatamente si comincia a vedere qualche squalo grigio di passaggio. 

Proseguo da solo il giro con Marco e Walter, incontriamo un altra tartaruga, poi una grossa murena, un cernione in una grotta, fino ad arrivare allo scoglio proteso con i pesci gialli. Questo punto è bellissimo, con i lutianidi gialli che si muovono sincronamente tra le gorgonie e sotto la lama rocciosa sporgente. Quando risaliamo ci sono i Platax che ci accompagnano fino alla superficie, anche se non sono raggruppati in gruppi, come accadeva lo scorso anno.

E’ arrivato in questo sito anche il mio amico Fabio Russo con la barca di Macana Maldives, chissà se riusciamo ad incontrarci.

Alle ore 9 siamo in barca per la colazione, ho lasciato tutto invariato sul dhoni. Alle  945 è prevista la gita sull’isoletta di sabbia ma io resto a bordo a riposare, la giornata è lunga e bisogna essere pronti per i prossimi tuffi.  Alle 11 infatti  si torna in acqua nello stesso punto, in più però avrò Giulia come modella! 

5 Maaya Thila – Immersione Notturna

Nuovo cambio d’obiettivo, rimonto il Sigma 15 mm + minidome ed alle ore 2030 siamo in barca per la quarta volta.
Raggiungiamo il punto e ci tuffiamo tutti insieme … l’immersione è indimenticabile, con squali pinna bianca in caccia tra le gorgonie, con trigoni, carangidi e murene che sono prese da una frenesia alimentare incredibile, si infilano in ogni spaccatura della roccia, incuranti delle nostre presenze, anzi, ne sfruttano la luce per guardare meglio tra le rocce per catturare le loro prede.
C’è perfino una tartaruga che sembra incastrata sotto una roccia, invece è lì ondeggiante, per liberarsi dalle incrostazioni del carapace, grattandosi delicatamente. E’ una scena incredibile, un vero sballo … l’immersione termina troppo presto!
Cena e subito a dormire, dopo aver rimesso tutte le batterie in carica per domani!

3 Bathala Thila

Raggiungiamo finalmente l’isoletta di Bathala, con un resort di palafitte appena costruito. Ancoriamo vicino a Maya Finolu, la lingua di sabbia bianchissima dove sono diretti gli snorkelisti.  Noi ci immergeremo proprio vicino al resort dove c’è un reef allungato dove è stato avvistato un frog fish nelle settimane precedenti.

Ho lasciato tutto immutato, quindi superdome e Sigma 15 mm. Scendiamo e subito passa uno grosso squalo pinnabianca ma è troppo lontano per  fotografarlo. Proseguiamo e ci fermiamo a lungo con le guide che tergiversano su un crinale … finalmente “Big-Ali” ci segnala un punto preciso … il Frog Fish è lì, tra le spugne. E’ bellissimo, rosso e si muove lentissimo. Siamo in tanti a fotografare e facciamo a turno. Io e Marco Lausdei ci tratteniamo ancora un poco con il gruppo che prosegue verso la fine del reef. 

Li raggiungiamo alla fine della thila dove c’è un grosso masso, sotto il quale ci sono dei pomacantidi e alcune cernie. Sopra invece troviamo un Leaf Fish di colore bianco ma è piccolo ed in posizione non congeniale per fotografarlo. Decido così di spostarmi e me ne scendo insieme a Walter sotto la parete, dove in una grottina c’è un baby squalo pinnabianca.

Infine terminiamo l’immersione su una enorme distesa rosso fuoco di anemoni a bolle con pagliacci. E’ un peccato non riuscire a renderne in foto il colore rosso brillante! La risalita è effettuata proprio sotto le casette sulle palafitte del resort, si rientra in barca per il pranzo, ci aspetta la pasta con il pesto portato da Alberta!

Dopo pranzo riscendo in cabina e cambio obiettivo, in previsione del successivo tuffo, monto infatti il 105 mm per l’immersione pomeridiana …