Archivi tag: SANTI

Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Il lunedì è sempre difficile da affrontare, soprattutto quando per andare a lavoro sei “costretto” ad ammirare un paesaggio ed un mare incantevole … il lato positivo però è quello che con un mare così, ci si deve necessariamente organizzare per andare a visitarlo!

Al termine della giornata lavorativa infatti, ho predisposto tutto il necessario per andare in acqua, ho anche ripreso alcuni cavi in fibra ottica che non usavo da tempo, li ho testati e funzionano perfettamente. La configurazione della fotocamera è rimasta immutata dall’ultima volta, con Tokina 10/17 mm, Kenko 1.4X e doppio flash OneUW 160X montati sulla Nauticam NA-D850 e minidome Saga Dive.
Aspetto il buio e scendo a Marina Grande di Sorrento, i ristoranti hanno ancora tutte le luci accese ma di gente in giro ve n’è veramente poca. Lascio l’auto in un posto un poco più distante del solito, mi vesto ed effettuo l’ultima telefonata a casa prima di chiudere la muta e l’automobile. Stasera c’è bassa marea e fatico un poco in più per scendere in acqua, trasportando per un tragitto più a lungo l’attrezzatura sulla spiaggia.
L’acqua non si è ancora raffreddata completamente ed è abbastanza limpida fuori della scogliera. Scendo lungo il pendio sabbioso ed incontro solo tanti rifiuti, recupero degli occhiali ed un guanto da lavoro, ma sono le uniche cose che riesco a mettere nei tasconi della muta e a portare a terra, ma ci sono tantissimi oggetti sul fondo. Ormai sono più degli abitanti sottomarini del luogo … faccio tanta fatica a trovare qualcosa da fotografare, mi muovo sorvolando un deserto fangoso. A 35 metri finalmente incontro prima una piccola attinia Andresia partenopea e poi una piccolissima Sepiola rondeleti, non posso sostare a lungo perché il computer subacqueo già mi segnala alcuni minuti di decompressione,  sono da solo e non è il caso di esagerare. Risalgo lungo il pendio e vedo un piccolo polpo che si muove sulla sabbia nei pressi dei resti di un’altra barchetta in vetroresina affondata da molti anni. I pesci ormai utilizzano i rifiuti come riparo, un piccolo tordo pavone infatti dorme in un brandello di stoffa rossa, mentre tra le bottiglie di vetro c’è una castagnola che dorme all’interno di un boccale di birra!
Sono ormai a pochi metri di fondale e trascorro alcuni minuti per riuscire a fotografre la scena, aspettando che il pesce mi mostri la testa invece della coda. Proseguo ancora un pò in avanti dove sotto l’hotel ci sono tantissime mattonelle e rifiuti di ogni genere, una vera tristezza. Restano 70 Bar nella bombola, così torno indietro lungo la scogliera per rientrare nel porticciolo, qui trovo un altro piccolo polpo, un’attinia Anemonia sulcata ed un piccolo sarago sparaglione Diplodus annularis tra le maglie di un brandello di rete abbandonato in mare dai pescatori, insieme agli scarti della pesca, pesci sottotaglia che non possono essere portati al mercato. Si tratta di  esemplari di ricciole Seriola dumerili di pochi centimetri, pesci che hanno la possibilità di raggiungere oltre 40 kg di peso … un vero disastro. Infine una bavosa Parablennius pilicornis fa capolino da una bottiglia di vetro. 
Me ne risalgo soddisfatto per aver effettuato un nuovo tuffo e per il perfetto funzionamento dei “vecchi” cavi in fibra ottica, ma molto depresso per la situazione in cui versa il mio mare.

Mentre mi svesto, passano alcuni signori curiosi, diretti all’hotel che si trova lì vicino e come di consueto mi chiedono: “cosa avete pescato?” Non mi scompongo, apro la tasca della muta e tiro fuori gli occhiali ed il guanto rispondendo: “solo questi!”
Tolgo la muta e subito avviso la famiglia di aver terminato l’immersione, lavo sommariamente l’attrezzatura subacquea con le due taniche d’acqua dolce che ho portato con me e alle 21:30 è ora di tornare a casa per la cena. Immancabile un selfie finale in ascensore!



Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Mercoledì scorso mi son fatto fregare dal meteo incerto, ho messaggiato incessantemente con il mio amico Rosario durante tutta la mattinata per definire la nostra immersione notturna, ma alla fine, abbiamo desistito. Anche oggi è avvenuto lo stesso, con la pioggia ed il sole che si sono alternati in modo importante durante tutto l’arco del giorno. Alla fine però, anche se in solitaria, decido di andare lo stesso, pur senza il mio caro amico. Bisogna approfittare quando è possibile, senza far svanire altre occasioni propizie, in previsione del coprifuoco alle 22 che si prospetta nei prossimi giorni a causa della recrudescenza del Covid-19.
Si è alzato anche un pò di mare a causa del vento di maestrale, ma nel punto dove ho idea di immergermi, dovrei poter godere di un poco di tranquillità. Ho montato il Tokina 10/17 mm con il moltiplicatore di focale Kenko 1.4X e minidome Saga Dive sulla Nauticam NA-D850, con i flash OneUW 160X con i nuovi diffusori, ancora una volta comandati dai cavi in fibra ottica, dopo aver ricevuto i ricambi per ripararli dal mio amico nonché sponsor tecnico, Pietro Cremone di Fotosub-Shop.
Onde evitare problemi nella vestizione in solitaria, ho tirato fuori anche la mia SANTI, che rappresenta un’eccellenza in tema di mute stagne.
Aspetto che faccia buio prima di muovermi da casa, non ho nessuna fretta, forse solo il cielo nuvoloso può ostacolare la mia sortita in mare portando ancora pioggia.  Arrivo a Marina Grande e parcheggio a fatica, i ristoranti sono ancora aperti, ma riesco a trovare un posto idoneo. Inizio a vestirmi lentamente e alle 20 circa sono in acqua.

La visibilità è pessima all’interno del porticciolo, mentre fuori migliora nettamente. La serata inizia male con la rottura di uno dei cavi in fibra che avevo sistemato poco prima a casa e con il recupero di una maschera subacquea dal fondale. Raggiungo la piccola barca affondata dove a prua si nasconde una murena, scatto con entrambi i flash usandone uno in slave, ma dopo il primo scatto la murena fugge via. Sul fango si erge una bella gorgonia Leptogorgia sarmentosa alla cui base c’è una ciprea Simnia spelta, uno dei pochi soggetti trovati questa sera.
Come sempre ci sono tantissimi rifiuti, ancora troppi, compresi tanti brandelli di rete da pesca che ahimè continuano a pescare. Infatti tra le maglie di nylon è rimasto intrappolato uno sciarrano, del quale rimane solo la lisca. Mi avvicino cercando di non sollevare troppo sedimento, ma ho molta difficoltà a far scattare il flash destro. E’ in questo momento, dopo circa 20 minuti d’immersione, che si stacca anche il cavo in fibra sinistro dalla boccola che lo conteneva, non correttamente riparata, che mi costringe a proseguire l’immersione fotografica usando solo la lampada di ricerca che ho sopra la fotocamera.
Resto in acqua per 60 minuti, sperando di NON trovare nulla di particolarmente interessante! Recupero un paio di occhiali, trovo una piccolissima Alicia mirabilis, forse la cosa più bella della serata e mi metto a fotografare i pesci lucertola Synodus saurus ed una polpessa Callistoctopus macropus. Negli ultimi metri prima di risalire, ancora rifiuti: nasse, pneumatici e bottiglie. 
Alle 21:30 sono già nei pressi dell’auto, alle prese con la svestizione, approfitto per effettuare un lavaggio dell’attrezzatura in situ, utilizzando due taniche d’acqua dolce che ho portato con me. Questo però non mi esime dall’effettuare il lavaggio accurato successivamente, ma mi consente di portare poca sabbia a casa. 

Cominciano ad essere troppe le occasioni svanite e quelle con problemi tecnici, ma nessuna di esse può scalfire la mia voglia di mare; come sempre esco dall’acqua felice e rilassato, pronto ad affrontare una nuova avventura!

 

23 Marina Grande – Immersione Notturna

Giornata magnifica con un sole primaverile. Trascorro la mattinata in casa, poi vado a fare la spesa con la mia signora e dopo pranzo mi guardo le partite in TV. Al termine inizio a prepararmi, chiudo lo scafandro Nauticam NA-D850 e lo metto sottovuoto, dopo aver montato il Micro Nikkor 60 mm. Da stasera in vanti avrò in acqua i nuovi flash ONEUW 160X per illuminare le immagini del 2020. Ho rimesso in uso anche la muta Santi E-lite che avevo temporaneamente accantonato.

Alle 18, mentre tutti sono davanti al televisore per guardare la partita di calcio del Napoli, io scendo di casa, le tenebre iniziano ad incombere ed è il momento di muoversi … Passo al garage, prendo la muta e scendo alla Marina Grande. Stavolta non ho chiamato il mio amico Antonio per non “obbligarlo” a scendere anche di domenica. Parcheggio e mi vesto, alle 18:30 sono in acqua.

Oggi è più limpida ma anche fredda. Scendo in profondità e quasi subito,  tra i rifiuti antropici presenti sul fondo, vedo un piccolo pesce San Pietro adagiato sul substrato sabbioso a circa 35 metri di profondità. Mi dedico a qualche scatto anche in doppia esposizione, dopo averlo fatto muovere nella colonna d’acqua, lo seguo fin quando mi rendo conto di aver accumulato qualche minuto di decompressione. Ritorno sulla sabbia ed incontro una bella sogliola, poi poco altro. Arrivo nei pressi dell’Hotel che si trova alla fine della scogliera dove si vede molto materiale di risulta edile gettato in mare. Il fondo è pieno di mattonelle, alcune di esse sono visibilmente poco incrostate, quindi di recente intromissione … non è quindi solo colpa dell’incuria dei pescatori, che fanno la loro parte, ma anche dei muratori che lavorano alla ristrutturazione dell’albergo sul mare se il fondale è pieno di immondizia.
Mi dedico a fotografare qualche paguro, un granchio facchino ed una seppia, ma anche un grosso scorfano che ha appena azzannato una salpa. Ho così modo di apprezzare la bellissima luce dei flash che utilizzo abbassandone la potenza di 2 stop. E’ un vero piacere poter giostrare con i nuovi ONEUW 160X per ottenere quell’effetto “contorno luminoso”, quando le condizioni di ripresa lo consentono, tanto apprezzato da mio padre Enrico.
E’ l’ora di tornare a terra, mentre risalgo vedo la lampadina frontale del mio amico Antonio che mi è venuto incontro. Anche lui è sceso stasera al borgo marinaro per pescare e, su mia indicazione, oltre ad una coppia di calamari, cattura una grossa seppia all’interno del porticciolo. Mi aiuta nella svestizione ed effettuiamo il rituale selfie. Me ne torno a casa alle 21 mentre è già in corso la sfida scudetto Lazio-Inter. Mi godo così lo spettacolo mentre sono a cena con i miei familiari, soddisfatto da una bella serata trascorsa in mare!

Pellaro con Domy

Domy passa a prendermi alle 7 mentre Lidia dorme ancora, oggi farà colazione da sola, noi proviamo la missione impossibile, quella di ritrovare lo Shearwater Perdix smarrito ieri sera. Raggiungiamo il punto, facciamo prima un sopralluogo nel basso fondale in apnea, poi indossiamo le bombole, ripercorrendo il tratto fatto ieri sera. La ricerca è vana, ho guardato in ogni buco della scogliera sommersa e tra i ciottoli ma dopo oltre 90 minuti desistiamo. Ci spogliamo e ritorniamo al diving a sciacquare le attrezzature. Vado in hotel per una doccia, dove Lilly nel frattempo ha già preparato la valigia per tornare a casa. Carichiamo di nuovo l’auto e passiamo a salutare i nostri amici. Leggo un velo di tristezza anche nei loro occhi, un peccato aver “macchiato” così una bellissima vacanza. Ci rimettiamo in viaggio, la speranza è quella di ritornare presto qui a Saline Joniche, un luogo subacqueo magnifico ma soprattutto un posto speciale dove ci sono dei veri amici!  

 

Pellaro con Domy – Immersione Notturna

Tutti pronti, saliamo sulla Toyota di Domy e ce ne torniamo a Pellaro per l’immersione notturna. Prepariamo le attrezzature sul muretto e qui commetto un grave errore di distrazione. Appoggio il computer subacqueo Shearwater su uno dei faretti e mi vesto senza indossarlo, chiacchierando amenamente con Domy, Giuditta e le ragazze.

Quando scendo in acqua con la fotocamera tra le mani inciampo in un sasso in acqua, procedo in ginocchio non riuscendomi ad alzare e finalmente indosso le pinne, tenendo lo scafandro nella mano destra. Inizio a scendere e dopo aver sorvolato una scogliera sommersa raggiungo Domy che mi sopravanza. Mi accorgo di non avere il computer, lo segnalo al mio compagno, ipotizzando di averlo   dimenticato in auto e proseguiamo … anche questa serata è ricca di soggetti, mazzancolle, una enorme seppia, alcune “gallinelle” tra gli spirografi e gli immancabili gamberetti. Ogni tanto diamo uno sguardo nella colonna d’acqua dove il plancton è ancora abbondante, con iridescenze e forme magnifiche. Con grande piacere rivedo alcuni celenterati che da anni non incontravo, le Halcampoides purpurea che catturano i piccoli crostacei con i tentacoli stesi in corrente. In risalita troviamo un granchio facchino Dromia personata che passeggia ondeggiando sul fondo con le sue enormi chele ed ancora una mazzancolla.

Ritorniamo a terra e qui mi rendo conto di non aver lasciato il computer subacqueo nell’auto, inizia un grande sconforto, spero di averlo dimenticato in camera ma quando vado a riguardare la foto scattata con il telefonino alla fotocamera sul muretto, mi accorgo con certezza di averlo smarrito in acqua. Ritorniamo indietro e andiamo alla pizzeria Naif da Angelo per cenare, non mi lascio abbattere dall’importante perdita, confidando di poterla ritrovare domani mattina. Così il programma della prossima giornata viene stravolto, rimandiamo la partenza prevista per le 8 a dopo l’immersione di ricerca & recupero, sperando che sia fruttuosa!

 

Pellaro Peschereccio con Domy, David e Cristina

Il ritmo delle giornate comincia ad essere scandito regolarmente, prima colazione in terrazza poi a sistemare la fotocamera … ho intenzione di cambiare configurazione, montare il superdome al posto del minidome Zen sul Sigma 15 mm. Apro la valvola del vacuum system ed inizia a lampeggiare di rosso, sostituisco l’oblò ma non spengo e riaccendo il sistema, la luce resta lampeggante rossa … sto ancora dormendo ovviamente e dopo un paio di tentativi di estrazione dell’aria dallo scafandro con la luce lampeggiante rossa, mi rendo conto dell’errore … spengo e riaccendo l’inderruttore e la spia diventa azzurra. Inizio a pompare e passa dal giallo al verde come ovviamente doveva avvenire. Tutto ok, posso scendere in auto ed andare al diving. Carichiamo le bombole e le attrezzature in auto e ci muoviamo verso Pellaro, questa volta andremo a visitare un piccolo relitto di un peschereccio affondato. Oggi siamo di nuovo in tanti, ci sono anche Filippo Mallamaci e Giovanni Pitone.

Ci prepariamo sulla spiaggia di ciottoli e scendiamo in acqua. Arriviamo subito su un primo relitto, una piccola barca coperta completamente  da spirografi, inizio a scattare, dopo poco però Domy mi porta al peschereccio, che è qualche decina di metri più in là. Ovviamente quando arrivo sono già tutti sul posto, con David e Cristina intenti a scattare una voto con una “cornice” di spirografi bellissima. L’acqua non è limpida mentre il posto è magnifico. In risalita troviamo delle uova di calamaro ed una bella bavosa ocellata che ha la sua dimora in un mattone forato. Si lascia avvicinare ma con il superdome montato sulla Nauticam NA-D850 diventa complicato avvicinarsi tanto come accade con il minidome. 

Rientriamo al diving per il pranzo, consumiamo un  bel panino con la mortadella e l’immancabile birra. Più tardi ci spostiamo al bar per prendere il caffè ed il gelato, qui Domy intraprende un mitico ed interminabile “teatrino” con il barista, siamo costretti a rimettere i gelati nel freezer per evitare di farli sciogliere. Il divertimento continua al diving dove salutiamo David e Cristina che rientrano a casa, noi ce ne torniamo in hotel ma prima di riposare un poco, scendiamo di nuovo in piscina a fare qualche foto a Lidia. Tra poco si torna in acqua …

 

Pellaro porticciolo con Domy, David, Cristina e Umberto – Immersione Notturna

Il pomeriggio riprende con una passeggiata sulla spiaggia e qualche foto in piscina con Lidia, il telefono squilla in continuazione con i familiari ed amici che chiamano per farmi gli auguri.

Ritorniamo al diving dopo aver preparato le attrezzaute in camera e ci trasferiamo di nuovo a Pellaro per la notturna. Aspettiamo che faccia buio chiacchierando sulla banchina in attesa di immergerci.

Quando entriamo in acqua c’è ancora tanto plancton, subito vediamo una coppia di cavallucci marini, ma essendo sistemati in una posizione poco fotografabile insieme, vado via subito. Immediatamente viene fuori dal buio un grande pesce civetta a cui dedico pochi scatti pur di non perdere il gruppo dei miei amici che sono più avanti di me. Anche stasera ci sono milioni di gamberetti e diventa complicato fotografare, persino un capone ubriaco scompare dietro la frenetica massa rosa di crostacei.  Domy infatti ha raggiunto una Pinna nobilis morta che ospita una bavosa ocellata con le uova, le luci attraggono i gamberetti e la bavosa approfitta per una cena extra. Attendo un poco poi “segnalo” la mia presenza a Domy afferrandolo per una gamba! Con grande fairplay mi lascia fotografare ma ormai la bavosa ha fatto già il pieno di krill.

Proseguiamo e incontro alcune mazzancolle, mentre guardando nella colonna d’acqua si vedono ancora decine di Salpa maxima attorniate da altre piccole presenze planctoniche. Un vero spettacolo! Quando siamo sulla via del ritorno mi imbatto in una scolaresca di pesci civetta, cinque o sei piccoli esemplari dai colori più bruni che stazionano sul fondo. Mi avvicino ed inizio a scattare, cominciano a sollevarsi davanti al mio obiettivo Sigma 15 mm quasi come una squadra di aereoplani delle Frecce Tricolori, seguirli tutti è difficile e si solleva anche subito un gran polverone, ma lo spettacolo è magnifico.  Sotto la scogliera infine, una coppia di granchi in amore si lascia avvicinare per qualche attimo prima di allontanarsi in un luogo più appartato dove completare l’accoppiamento. Gli ultimi metri che mi dividono dalla spiaggia sono pieni di meduse Pelagia noctiluca che catturano l’abbondante plancton per cibarsene. 

Quando risaliamo sulla terraferma è tutto un susseguirsi di esclamazioni di gioia e felicità, tale atmosfera si trasferisce anche a tavola dove, presso la Pizzeria Naif di Angelo, non mancano le birre, ma soprattutto si mangia una ottima pizza.

 

San Gregorio con Domy, David, Cristina Filippo ed Umberto

Inizia una nuova giornata di mare con una bella colazione in terrazza, oggi è anche il mio onomastico e quindi una giornata ancora più bella, da trascorrere sott’acqua con i miei amici. Dopo aver caricato le attrezzature in auto e prese le bombole al diving, ci dirigiamo in zona San Gregorio, dove si spera d’incontrare alcuni soggetti particolari, dalle lunghe antenne … 

Sono in auto ospite di  Umberto, con Lidia e le ragazze, mentre gli altri sono nel pick-up di Domy, qui ci raggiunge anche Filippo. Anche oggi c’è corrente e gli spirografi ondeggiano nell’acqua ancora un poco torbita a causa del mare mosso.  Raggiungiamo il punto in cui erano state avvistate alcune aragoste ma dei crostacei non vi è traccia.

Ce ne ritorniamo a terra dopo una piacevole passeggiata, trasferendoci in una nota gelateria dove pranziamo con granite, brioche e gelato! 

Soddisfatti e sazi, torniamo in hotel a riposare, in previsione dell’uscita serale.

Pellaro con Domy, David e Umberto – Immersione Notturna

Il pomeriggio si anima nei pressi della piscina, David e Cristina vogliono fare uno shooting fotografico per un loro partner tecnico, io mi dedico con piacere, richiedendo in cambio uno scatto anche per il mio sponsor tecnico Nauticam! 

Di lì a poco siamo di nuovo in partenza per un’immersione notturna, questa volta saremo solo in quattro in mare, destinazione Pellaro. Prepariamo le attrezzature e scendiamo in acqua. C’è una forte corrente che piega gli spirografi e c’è tanto plancton ancora, insieme a milioni di gamberetti che si ammassano davanti alle lampade e che rendono difficile fotografare qualsiasi cosa. Subito incontriamo una coppia di caponi ubriachi, più tardi un pesce civetta, delle mazzancolle e alcune seppie. La serata è ricca di divertimento e si conclude a casa di Domy, sorseggiando una bottiglia di Rum d’eccellenza, come l’amicizia che ci unisce!

Solo a tarda sera, prima di andare a nanna, tolgo la memory card dalla fotocamera e scarico le foto sull’Hard Disk, subito dopo metto le batterie in carica e si va a dormire, domani si replica!

Pellaro con Domy, David, Cristina ed Umberto

Suona la sveglia alle 7, chiamo Lidia ci vestiamo ed andiamo a fare colazione in terrazza dove ci attendono David & Cristina,  c’è ancora molto vento e bisogna far abbassare le tende al cameriere per far sì che non voli tutto via dal tavolo.

Rientriamo in camera e prendiamo le attrezzature, non ho smontato nulla nè scaricato le foto di ieri sera, ho lasciato la stessa configurazione con Sigma 15 mm, minidome Zen e flash Ikelite DS161 sulla Nauticam NA-D850. Mentre siamo in auto ricevo alcune telefonate di lavoro, anche se sono in ferie non posso trascurare i miei “clienti”, fortunatamente sono tutte cose differibili, delle quali mi occuperò nel pomeriggio, adesso ho da fare!

Raggiungiamo il punto d’immersione e ci vestiamo, attraversiamo il piccolo tratto tra le foglie e raggiungiamo la spiaggia dove ci immergiamo. Scendiamo sul sabbione per fotografare una coppia di bavosa ocellata che hanno deposto le uova in una Pinna nobilis morta mentre David, con l’obiettivo macro, andrà in cerca di un piccolo esemplare della rara cernia di Aifa che alberga all’interno di un’altra nacchera morta. Appena scesi in acqua Domy mi mostra una piccolissima medusa Pandea conica, una creatura piccolissima che fotografo a stento con il minidome, mi raccontano che i giorni passati ve n’erano a centinaia, questa è l’unica che ho visto qui e per la prima volta in vita mia. Troviamo subito la prima nacchera ma dentro c’è solo il maschio a difesa delle uova. Cristina resta con me ed approfitto di lei per qualche scatto, mentre Domy e David vanno a cercare la cerniotta. Il pesce entra ed esce dalla conchiglia, migliaia di “perline” si scorgono all’interno delle valve, con i piccolissimi occhi dei nascituri ben visibili. Ci spostiamo e raggiungiamo la seconda nacchera dove David è intento a scattare foto alla piccola cernia. Non posso resistere comunque a scattare con il minidome qualche immagine, ma spero di poter ritornare anch’io con la lente macro.

Rientriamo alla base e dopo aver steso l’attrezzatura al diving e sistemato un flash di David che aveva un banale ma importante problema con una vite, ci fermiamo a mangiare a casa di Domy che, per l’occasione speciale, tira fuori … il capocollo di famiglia! Un grande onore mi è stato concesso, il prezioso salume viene consumato solo con i veri amici! 

Viene anche “sacrificata” una colomba al cioccolato che sembrava inizialmente non interessare a nessuno … invece si è “volatilizzata” dopo poco! Ritorniamo in camera e prima di un riposino, mi dedico alle faccende lavorative che avevo lasciato in sospeso, più tardi si torna in acqua  per l’immersione notturna.