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#15 Marina Grande di Sorrento con Thomas ed Antonio – Immersione Notturna

La giornata lavorativa inizia nel traffico mattutino lungo la strada statale sorrentina. Guardando fuori dal finestrino si ammira un mare splendido così come il cielo. Inizialmente fa anche freddo, ma ben presto si raggiungono i 20°C, prettamente primaverili.


Appena rientro a casa provo ad inviare un messaggio al mio amico  Mimmo Roscigno per capire se riesce a farmi compagnia … mi risponde di aver lasciato l’attrezzatura al SUBAIA Diving Center da Edoardo e quindi è impossibilitato a raggiungermi.  E’ scritto allora che debba andare da solo.

Mentre sono in auto, pronto per scendere a Marina Grande di Sorrento, mi arriva un messaggio di Thomas: “Sto andando a Puolo con papà, ti aggiungi a noi per una notturna?” Li avviso che sono già pronto e che è il caso che mi raggiungano loro a Marina Grande, così approfitteremo per prendere qualcosina anche per il loro acquario marino mediterraneo.

Ci vediamo direttamente al borgo marinaro alle 19:15, non è necessario passare a prenderli perché scendono con lo scooter con la muta da apnea già indossata e al ritorno, mi bagnerebbero i sedili dell’automobile!

Arrivo prima di loro e non trovo parcheggio davanti al Ristorante Delfino. Vado allora a destra, ma anche lì la situazione è complicata, ci sono ormai tutti i ristoranti aperti! Passo così davanti ai locali dei miei amici pescatori, saluto Michele o’ Puledrone e Rosaria di PortaMarina. Parcheggio sulla banchina ed arriva anche Antonio con Thomas. Ci vestiamo e alle 20 entro in acqua, mentre loro lo sono da una decina di minuti. La temperatura è ovviamente calata, raggiunge ora i 12°C.

L’acqua è abbastanza pulita ma c’è una marea bassissima, oltre 50 cm di dislivello, risalire sulla scaletta di pietra sarà un’impresa, senza il loro aiuto.

Scendo lungo il pendio fangoso, effettuo il solito percorso ben collaudato … subito incontro una bavosa cornuta in una bottiglia di vetro, poi proseguendo verso i 30 metri, un bel pesce San Pietro che ha il ventre gonfio, segno di un recente pasto. Inizio a scattare e disturbato, si inizia a sollevare dal fondo. Mentre sono intento a scattare le mie foto, in lontananza ne vedo un altro esemplare a mezz’acqua. Lascio il primo Zeus faber, più grande e nervoso e vado sul secondo, ma questo individuo è a me noto! Ha la pinna caudale danneggiata ed è lo stesso esemplare incontrato con Rosario Scariati ed altre volte con Fabio Russo. Dopo una decina di minuti scatto un selfie con lui e lo lascio andare … vado in cerca di altri soggetti, la serata sembra promettere bene.

Arrivo nei pressi della scogliera e la costeggio in profondità, trovo un polpo con quasi tutti i tentacoli danneggiati dai morsi dei predatori e  poco più in avanti una bellissima Alicia mirabilis, abbastanza grande, alla quale dedico un secondo selfie, che mancava alla collezione. Proseguo ancora ed inizio il ritorno verso terra. Un tordo pavone con alcuni parassiti viene svegliato dalle mie lampade ed una piccola Alicia mirabilis si mostra sotto il potente fascio luminoso della mia torcia. Vedo le luci dei miei amici in lontananza, stasera sono solo ed in compagnia!

Negli ultimi metri prima di rientrare, una piccola polpessa Callistoctopus macropus ed alcuni esemplari di macroplancton, un verme Alciopidae sp. (identificato grazie al mio amico Fabio Russo) ed una catena di salpe Salpa democratica.  All’interno della scogliera poi, una piccola seppia forse attirata dalla grande quantità di pesci di scarto gettati in mare dai pescatori, con i paguri ed i murici intenti a “consumarli”.

Quando riemergo dopo una sessantina di minuti i miei amici sono già a terra. Thomas mi aiuta prima prendendo la fotocamera, poi prende la bombola ed infine mi “recupera” tirandomi su per le spalle, senza il suo prezioso aiuto non sarei mai risalito sulla banchina! 

Mentre mi svesto loro vanno via, sono tutti bagnati ed hanno preso dei pesciolini per acquario e corrono a portarli a dimora. Io mi sistemo con calma, saluto i miei amici ristoratori e torno a casa. Subito metto la Nauticam a “bagno” nell’acqua dolce e vado a cena, poi provvedo al lavaggio completo dell’attrezzatura. Alle 23 sono pronto a guardare qualche foto appena scaricata sull’iMac.

Anche stasera mi sono divertito, ma l’imminente cambio dell’ora legale e la riapertura dei locali qui al borgo marinaro sono segnali inequivocabili che questo sito d’immersione comincia a non esser più praticabile d’ora in avanti.

 

#13 Cala di Puolo con Fabio Russo – Immersione Notturna

Dopo due settimane di lontananza dal mare, causati da una violenta gastroenterite che mi ha messo KO per una settimana e mi ha fatto impiegare un’altra settimana per riprendermi, finalmente stasera torno in acqua con il mio amico Fabio Russo.

La fotocamera Nauticam NA-D850 è assemblata da tempo con il Micro Nikkor 60 mm e l’oblò piano. Le batterie dei flash ONE UW160X sono cariche e non resta che inserirle nell’apposito alloggiamento stagno. Esco per la mia giornata lavorativa a Castellammare di Stabia ed il meteo è particolarmente favorevole, il mare è calmo e la temperatura dell’aria è di circa 17°C. Rientrando verso Sorrento per raggiungere l’ospedale e continuare il lavoro, mi fermo a mangiare un trancio di pizza dai miei amici dell’Oasi di Vico Equense.

Quando rientro a casa al termine della giornata, mi dedico a  sostituire la batteria del sistema Vacuum dello scafandro che lampeggia con un rosso-blu intermittente. Alle 18:30 sono pronto e vado a prendere Fabio, carichiamo la sua attrezzatura in auto ed andiamo a Cala di Puolo come programmato.

La strada è molto stretta e tortuosa ed è necessario che il mio amico mi aiuti nelle manovre lungo la discesa verso la spiaggia. Parcheggiamo l’auto nei pressi del molo e scarichiamo le attrezzature. Decidiamo di non trasportare il materiale al di là della scogliera come spesso facciamo di giorno e andiamo a preparare le nostre bombole nei pressi della scaletta di pietra del molo.

Appoggio la fotocamera sul muretto e mi accorgo che la spia luminosa è di colore rosso! Maledizione! Non mi lascio sopraffare dallo sconforto iniziale che suggerirebbe di lasciare tutto in auto ed inizio ad aprire lo scafandro. Nell’ultima immersione ho “preso” tanta sabbia e “colpevolmente” ho dimenticato di pulire la guarnizione di tenuta. Prendo il bancomat e tolgo l’O-ring dalla sua sede, lo pulisco e con un fazzoletto di carta, libero anche la sua sede da ogni residuo. Riposiziono la guarnizione e richiudo, rimettendo sottovuoto lo scafandro con l’apposita pompetta. La luce torna verde … la guardo continuamente mentre indosso la muta e rimane così fin quando la nostra vestizione non è ultimata. 

Verso le 20 entriamo in acqua. C’è bassa marea ed una mezza luna nel cielo. Prendiamo le mire con la bussola in direzione della scogliera, per effettuare la navigazione di andata e di ritorno in immersione, sul sabbione del porto privo di riferimenti spaziali. Fabio mi segnala che ha dimenticato in carica a casa, le batterie per i fari ed è senza fonte luminosa. Ha solo una “lucina” d’emergenza.

Si mette dietro di me sfruttando la mia fonte luminosa. Dopo qualche minuto, mi ricordo di avere appesa al GAV, una piccola torcia Ikelite a fascio molto stretto, che uso abitualmente per la ricerca dei soggetti in lontananza. L’affido al mio buddy e raggiungiamo la scogliera superandola. Sorvoliamo la prateria di Posidonia oceanica e torniamo sulla sabbia, proseguendo ancora, inizia finalmente il pendio sabbioso.

Subito incontro una polpessa (Callistoctopus macropus) e mentre si muove sul fondo, vedo saltar fuori dalla sabbia una piccola seppia che fugge via, spaventata dai lunghi tentacoli che l’hanno “sorvolata”. Sulla sabbia si vedono tanti gamberi Processa sp., qualche giovane Re di Triglie Apogon imberbis ma anche numerosi cerianti (Cerianthus solitarius) e forse qualche giovane esemplare di Arachnanthus oligopodus.

Mentre Fabio è qualche metro sotto di  me, mi avvicino ad una bella orata (Sparus auratus) addormentata sul fondo. Inizio a scattare poi segnalo la presenza al mio amico. Il pesce non si muove e mi concede alcuni scatti, anche in super-macro con la lente Subsee +5 diottrie che mi ha prestato Fabio. Sopraggiunge anche lui ed il pesce è ancora lì fermo immobile. Fabio non riesce a scattare mantenendo la lampada con la mano. Passiamo così oltre, raggiungendo i 30 metri di profondità dove ci mettiamo in cerca di soggetti, fino ad accumulare alcuni minuti di decompressione.

Qui dove il sedimento è più fine, è frequente la presenza delle grandi stelle corazzate Astropecten auranciacus. Rappresentano sempre un soggetto interessante e consentono di esercitarsi con l’illuminazione per ottenere  effetti creativi.

Si incontrano anche alcune gorgonie arborescenti Leptogorgia sarmentosa e qualche pesce addormentato. In risalita, nei pressi di una grande chiazza di posidonia, tra le foglie trovo un’altra piccola seppia e … un’asta di fucile conficcata nel substrato.

Mentre rientriamo verso terra incontro una piccolissima Sepiola sp.  grande circa 7/8 mm ed è difficilissimo metterla a fuoco, ancor di più con la lente addizionale.

Negli ultimi metri, prima di arrivare alla banchina, sul substrato sabbioso del porto, si vede un piccolo serpente di mare Ophisurus serpens ed un piccolissimo pesce lucertola Synodus saurus,

Proprio nei pressi della scaletta, i giovanissimi esemplari di sarago fasciato Diplodus vulgaris trovano riparo alla base delle verdi e lunghe foglie della pianta marina.

Risaliamo dopo circa 70 minuti e portiamo subito le attrezzature all’auto. Adesso fa molto freddo e tergiversiamo un poco smontando le attrezzature, prima di togliere le mute stagne. Ci spogliamo e subito telefoniamo a casa per rassicurare i nostri familiari. Stasera abbiamo fatto più tardi del solito, sono quasi le 22 quando siamo pronti per ritornare a Sorrento.

Iniziamo la salita della stradina e questa volta l’operazione è molto più complicata … Fabio mi aiuta nelle manovre nei tornanti strettissimi e sono costretto a farlo salire sul cofano dell’auto per far riprendere aderenza alla ruota anteriore sinistra che slitta sull’asfalto nella curva in salita, sollevata a causa del grande peso nel bagagliaio. Riusciamo nell’impresa e così lo accompagno a casa.

Quando arrivo alla mia abitazione, sono soddisfatto e rilassato mentre scarico le attrezzature. Alzo gli occhi e mi accorgo di un manifesto funebre sul portone d’ingresso del palazzo! Un carissimo amico della mia famiglia è venuto inaspettatamente a mancare. La dipartita di Carlo, l’elettrauto di fiducia della nostra barca, rende la mia serata improvvisamente molto triste. Arrivederci Carlo!  

 

 

#12 Marina Grande di Sorrento con Raffaele Scrofani – Immersione Notturna

Il meteo è ottimale quando suona la sveglia; soleggiato e con il mare calmissimo così come è possibile ammirarlo lungo la strada statale sorrentina. Invio un messaggio a Raffaele Scrofani per confermare l’appuntamento che avevamo prefissato ieri. E’ l’occasione per svagarsi un poco e distrarsi dalle pessime notizie di cronaca bellica che giungono  dall’Ucraina, sotto attacco da parte della Russia.

La giornata trascorre tra Castellammare di Stabia, Torre Annunziata ed il Policlinico di Napoli. Tra i lunghi corridoi della struttura incontro un caro amico, il dr. Salvatore Genovese, con cui scatto una foto in ricordo dei bei momenti trascorsi in Diabetologia. Il cielo nel frattempo si annuvola un poco e cala anche la temperatura.

Come di consueto effettuo la pausa pranzo dal mio amico Pino Bozza, ma questa volta opto per una gustosa insalata di pollo. Quando vado a riprendere l’auto, trascorro qualche minuto a prendere il giro Pasquale, il gestore del garage, reduce dalla pesante sconfitta del Napoli contro il Barcellona.

La fotocamera è pronta, con obiettivo Micro Nikkor 60 mm montato già da lunedì, quando ho abortito un’immersione perché non mi sentivo in perfetta forma. Al mio rientro non avrò così molto tempo da perdere nella preparazione dell’attrezzatura. Martedì  scorso si è agitato il mare e solo da ieri è migliorato. Essendomi attardato per lavoro a Napoli, avviso Raffaele di prendersela comoda e di posticipare il suo arrivo di una mezz’ora, quindi verso le 18:30.

Puntuale mi viene a prendere sotto casa. Mentre era in viaggio verso Sorrento ho anche preparato lo scafandro Nautismart Pro per il telefonino, in modo da scattare qualche selfie subacqueo. La luna è calante, il cielo è tornato sereno ed il vento è assente. Il mio amico Antonio Ferola è già sul posto a pescare i calamari e mi manda foto e video “live” delle condizioni del mare.

Arriviamo alle 19 a Marina Grande, c’è una barca in banchina davanti alla scaletta di pietra, ma è prossima ad uscire in mare e non ci preoccupa. Parcheggiamo sulla banchina ma ci viene chiesto di spostarci perché è in arrivo una “cianciola” che deve caricare il ghiaccio prima di uscire in mare. Abitualmente l’operazione è effettuata al porto di  Marina di Cassano, ma l’impossibilità di raggiungere il porticciolo a causa dei lavori alla rampa per raggiungerla ha fatto traslocare i pescatori qui giù. Non mi era infatti mai capitato in passato e così siamo più scomodi rispetto al solito, con l’auto molto lontana dalla scaletta. Sul pontile metallico c’è il mio amico Michele che sta pescando le seppie, passa a salutarmi e mi avvisa che sarebbe venuto ad aiutarci al nostro ritorno. Ci vestiamo e verso le 19:45 siamo in acqua. 

Iniziamo la discesa e l’acqua è molto torbida,  la mareggiata ha avuto i suoi effetti. Scendiamo sul pendio e subito mostro al mio amico una piccola seppia tra gli abbondanti rifiuti sul fondo. Mentre scatto una foto ad un crinoide sopra una bottiglia di plastica, non mi accorgo della presenza di un Pesce San Pietro che Raffaele prontamente avvista con la torcia. Inizia a scattare ed io mi giro per capire cosa sta accadendo …

Mi avvicino ma ho difficoltà ad inquadrarlo per intero con il 60 mm. Restiamo sul posto per una ventina di minuti, sollevando ulteriore sedimento oltre a quello già presente nella colonna d’acqua, quando il computer subacqueo inizia a segnalare la decompressione da effettuare, salutiamo il pesce come preannunciato al mio amico nel briefing effettuato.

Proseguiamo risalendo lentamente sul pendio fangoso. Prima un piccolo polpo, poi recupero una maschera subacquea e vediamo un’altra piccola seppia. Mentre siamo a ridosso della scogliera, Raffaele trova un capone ubriaco Trigloporus lastoviza. Scattiamo a turno, il pesce “balza” continuamente aprendo e richiudendo le coloratissime pinne pettorali. Approfitto anche per tirar fuori dalla tasca della muta stagna la Nautismart Pro per girare un breve video.

E’ ora il momento di far ritorno a terra, costeggiamo la scogliera frangiflutti e sui grandi massi incontriamo tante menole, un bel paguro, un granchio facchino. Antonio ci controlla da lontano mentre pesca e mi scatta qualche foto mentre siamo in immersione. Quasi all’interno del porto, nei pressi del pontile metallico un paguro mangia l’esca che Michele ha lanciato per pescare le seppie. Ci sono anche tantissimi piccoli esemplari giovanili di Sarpa salpa e proprio sotto la scaletta di pietra, una polpessa Callistoctopus macropus. Sono trascorsi 65 minuti quando Michele ci viene incontro per aiutarci a posare le fotocamere a terra.

Ci spogliamo e spostiamo l’auto. Una volta pronti effettuiamo una videochiamata al nostro amico comune Fabio Strazzi che disturbiamo mentre è rilassato sul divano.

 

Sono a casa verso le 22, saluto Raffaele e inizio a provvedere al lavaggio delle attrezzature prima di sedermi a tavola per la cena. Anche stasera ho fatto centro!

#11 Marina Grande di Sorrento con Rosario – Immersione Notturna

Le condizioni meteo-marine sono in netto miglioramento rispetto alla pioggia torrenziale di ieri. Al mattino solo qualche nuvola, poi splende il sole per tutta la giornata. Guardo il mare lungo la strada statale sorrentina e vedo una leggera risacca sotto costa. Spero che l’acqua non sia torbida. E’ prevista la luna piena stasera, vediamo che succede, io vado a controllare …

Sono in leggero ritardo rispetto al solito programma e mentre sono ancora a casa a chiudere lo scafandro della mia Nauticam NA-D850 squilla il telefono, è Rosario Scariati che mi chiama. Mi dice che è a casa dei genitori a Piano di Sorrento dove resterà lì per la notte, ha bisogno di scaricare il grande stress lavorativo di questi giorni e conoscendo le mia abitudini subacquee mi chiede se per caso stessi per andare a mare! Gli rispondo che è stato fortunato e che lo aspetto con piacere, ho anche una bombola carica da prestargli. 

Dopo una quindicina di minuti è sotto casa, mi viene a prendere ed andiamo al garage, anche oggi ho preparato la fotocamera con la consueta configurazione con Sigma 15 mm, minidome Saga Dive e due flash ONE UW160X.

Scendiamo a Marina Grande ed andiamo sulla banchina nei pressi del pontile metallico. Il vento è in aumento e c’è una leggera onda, la marea è intermedia, quindi non troppo bassa come altre volte. L’acqua dalla superficie sembra limpida … 

Ci tuffiamo e la visibilità effettivamente è accettabile, scendo lungo il pendio fangoso fino ad arrivare intorno ai  30 metri di profondità … quasi a colpo sicuro “centro” il pesce San Pietro, tanto agognato dal mio amico Rosario. Inizio a scattare un paio di foto poi lascio campo libero a lui che mi segue come un’ombra. lo lascio scattare in tranquillità e sfogare con il “santo”. 

Mi allontano ed ogni tanto torno a controllare cosa sta facendo, ho timore che si perda nel buio. Scatto anche un selfie ricordo, poi torno di nuovo sul fondo per non perdere riferimento spaziale. 

Dopo quasi 40 minuti faccio segno a  Rosario che è tempo di risalire e di lasciar andare lo Zeus Faber.

Ho alcuni minuti di decompressione da effettuare, risaliamo un poco e sul pendio incontriamo una stella corazzata, poi un polpo rosso o polpessa, vicino ad una nassa da pesca. Alla sua base c’è anche una bavosa in una bottiglia che Rosario fotografa prontamente. Mentre lui scatta io vado avanti verso la scogliera …

con la torcia illumino da lontano una coppia di seppie che “danza in cerchio” alla base della scogliera. Non ho la freddezza di attendere e mi avvicino, sicuramente le disturbo …. il maschio resta allo scoperto mentre la femmina si nasconde tra le alghe.

Inizio a scattare e faccio segnalazioni con la lampada a Rosario che mi raggiunge, gli lascio campo libero ma ogni tanto ritorno per scattare anch’io. Siamo al termine dell’immersione, sono passati circa 60 minuti, sulla rocciata della scogliera c’è un granchio facchino Dromia personata  e dopo averlo fotografato, risaliamo in superficie. 

Rosario è felice e lo sono anch’io! Ho fatto ancora una volta centro e ne sono contento. Verso le 21:30 ci spogliamo e subito dopo  telefoniamo al nostro amico Mimmo Roscigno per aggiornarlo del fortunato incontro e con lui concordiamo un tuffo tutti insieme durante la prossima settimana.

Che dire, altra serata “memorabile” anche se a dire il vero, Rosario mi ha rovinato la serata in solitaria 🙂 😀 😛 !

 

 

 

 

#10 Marina Grande di Sorrento con Rosario e Raffaele – Immersione Notturna

La mareggiata di lunedì ha reso impossibile immergermi con l’amico Rosario Scariati che era qui da me a Sorrento in ferie, purtroppo non riusciamo ad andare in acqua. Ci accordiamo per tentare di venerdì, in attesa di un miglioramento meteorologico. Effettivamente già a partire da mercoledì la situazione è ottimale, ma essendo tornato tardi dal lavoro, mi faccio prendere dalla pigrizia e desisto, anche per aspettare il fine settimana …

Stamattina la sveglia suona un poco prima del solito, devo accompagnare mia figlia Lidia a scuola che entra alle 7:50 e me ne vado a lavoro. La temperatura mattutina è molto rigida, 8°C e c’è qualche nuvoletta in cielo ma sembra promettere bene per la serata. In giornata la temperatura sale sopra i 16°C e si sta benissimo al sole. 

Ho tutto pronto da qualche giorno e se Rosario riesce a liberarsi nel pomeriggio proveremo ad andare insieme, altrimenti “classica” notturna in solitaria. Ho solo da assemblare fotocamera e se dovesse confermare la sua presenza, mentre lui è in viaggio da Napoli, ho il tempo di preparare tutto per tempo.

Mentre sono a lavoro mi chiama anche Raffaele Livornese, sapendo delle mie sortite del venerdì notte mi chiede se stasera è previsto un tuffo … si è liberato dal lavoro anche lui e mi chiede se può aggiungersi. Ovviamente confermo e concordo la sua venuta in acqua. Anche Rosario da poco mi aveva confermato la sua presenza, così non ho necessità di avvisare nessuno sulla chat whatsapp “Last Minute Dive Buddies 2022” che ho creato per avere compagnia in mare. Già immagino qualcuno scontento … per non essere stato allertato.

I miei amici si mettono indipendentemente in viaggio e alle 18 Rosario è già sotto casa mia. Carico la fotocamera nella sua auto, poi andiamo al garage per prendere le bombole e ci avviamo a Marina Grande di Sorrento. Avvisiamo telefonicamente Raffaele di venire direttamente al borgo marinaro, dove arriva verso le 18:15 in perfetto orario. Non c’è posto nella piazzetta antistante il ristorante, dove di solito mi fermo, ma andiamo sulla banchina e posizioniamo le due auto in fila. Iniziamo la vestizione con grande calma, per aspettare che la serata “maturi”. 

Sul pontile metallico c’è l’amico Michele che passa a salutarmi. Alle 19 circa entro per primo in acqua saltando dalla scaletta di pietra. Mi faccio passare le fotocamere e avviso i miei compagni di prestare attenzione alla bassa marea che li farà toccare il fondo con il tuffo. A dispetto di ciò che appariva dalla superficie, l’acqua in profondità è torbida e c’è una leggerissima risacca.

Raffaele appena entra in acqua si accorge di avere un’infiltrazione d’acqua dalla cerniera! Sembra sul punto di desistere ma alla fine decide di scendere lo stesso con noi. Mi dirigo subito verso i trenta metri in direzione della boa. La visibilità è pessima ma ben presto faccio centro! La pinna dorsale del Pesce San Pietro è inconfondibile … mi avvicino, faccio solo due scatti e lascio il pesce a Rosario che emozionato inizia a scattare a ripetizione. Non avendolo ancora il soggetto in archivio, capitalizza il pinnuto con Raffaele che attende il a lungo suo turno. La mia immersione fotografica finisce praticamente in questo momento, iniziando quella da accompagnatore. 

Mi allontano da loro tenendoli d’occhio da lontano in cerca di qualche altro soggetto. Ogni tanto mi riavvicino per controllare la situazione che può complicarsi improvvisamente, essendosi allontanati dal riferimento del fondo. Trovo un bel gronco sotto la base di cemento della boa ma non riesco a fotografarlo, perché si ritrae al “coperto” appena vede la mia potente lampada. Trascorrono circa 30 minuti ed arriva il momento di fare ritorno verso terra, abbandonando lo Zeus faber nel buio della notte. Raggiungo Rosario  ormai senza riferimento spaziale, spengo la luce e faccio fare lo stesso a lui, provo a scorgere la luce di Raffaele o quelle della banchina, ma non si vede nulla. Allora uso la bussola e riesco ad individuare la giusta direzione. Segnalo a Rosario di andare via e raggiungiamo la base della scogliera, dove Raffaele è alle prese con una polpessa. C’è una murena sotto una cassetta di plastica mentre Rosario raccoglie dal fondale una Barbie “decapitata”. Non vediamo più la lampada di Raffaele ed immagino che deve essere tornato a terra. Raccolgo alcune pile stilo gettate in mare dal pontile e risaliamo con Raffaele che è già in tuta da ginnastica.

Ci viene in aiuto Michele che recupera le fotocamere e le bombole. Per ringraziarlo gli regalo un artificiale da pesca praticamente nuovo che avevo appena recuperato. Mentre noi ci spogliamo, Raffaele approfitta per avviarsi a casa, deve arrivare a Formia ed è il caso di mettersi in viaggio. Noi proseguiamo con calma la svestizione e verso le 21 torniamo al garage. Mi riporta sotto casa e ci salutiamo dopo un selfie ricordo. I suoi occhi brillano come non mai. Sono felice perché sono riuscito al primo colpo a trovare lo Zeus faber tanto agognato e farglielo fotografare. Mi spiace al contempo per Raffaele che non ha avuto una serata ugualmente esaltante, ma non mancherà occasione di recuperare.

Che dire … una bella serata! Sono andato al “mio” Luna Park ed ho fatto CENTRO ed ho vinto come premio la bambolina!

Comprendendo bene la difficoltà che esiste nel condividere i soggetti, in acqua è sempre meglio essere al massimo in due, ma l’ideale è quando si è da soli, il motivo per il quale vado quasi sempre in compagnia di me stesso. Alle 22 sono finalmente davanti al computer, dopo  aver lavato le attrezzature e cenato qualcosa. Vado a dormire soddisfatto!

 

 

 

 

#9 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Mi sveglio con il cielo nuvoloso ed un vento che ora ha ruotato di quadrante e viene da Sud. Esco regolarmente per la mia giornata lavorativa  con direzione Napoli ma mi fermo a Pompei per seguire in auto una riunione di aggiornamento aziendale su Teams dalle 9 alle 11. Terminata la riunione arrivo al Policlinico e parcheggio al garage del mio amico Pasquale Criscuolo, sono suo cliente da una quindicina di anni e gli avevo sempre promesso che lo avrei omaggiato di una mia stampa subacquea. Finalmente quel momento è arrivato ed immortalo l’evento con un bel selfie, mantenendo le opportune distanze.

Mentre sono tra i viali del policlinico mi accorgo di aver sbagliato completamente l’abbigliamento, la temperatura è di 16°C ed il maglione a collo alto non è proprio adeguato. Al termine del mio girovagare tra i reparti raggiungo il ristorante del mio amico Pino Bozza dove ancora una volta ho potuto godere della bontà della sua “mondiale” pasta alla genovese.

Mentre ritorno verso casa vedo che il meteo è in miglioramento e mi fermo un attimo lungo la strada per immortalare il momento. Verso le 17 sono a casa e inizio a preparare la fotocamera. Anche stasera sarò da solo in acqua, nonostante la “convocazione” preventiva dei miei amici, nessuno dei quali era disponibile. Mentre sono intento alle operazioni di montaggio dello scafandro, mi citofona mio nipote Enrico che è venuto a lavare l’auto al distributore IP davanti casa mia e mi fa compagnia mentre attende che l’auto sia pronta.

Scendiamo tutti insieme verso le 18:15 ed accompagno le mie figlie a danza. Le lascio e torno al garage, prendo l’attrezzatura subacquea e vado al borgo marinaro. Parcheggio fortunatamente l’auto nell’unico  “buco”  disponibile, sto un poco “stretto” ma sono vicinissimo alla scaletta che porta alla spiaggia.  Mi affaccio per guardare il mare e c’è un ragazzo che sta pescando sul muretto, non è il mio amico Antonio che è già stato qui ieri sera. Saluto e mi vado a preparare, eviterò di andare a disturbarlo. Il mare è calmo ed in scaduta, c’è un ultimo quarto di luna e la temperatura è gradevole, 14°C.

Mentre mi vesto passa Salvatore con il suo cane e mi racconta che in questo periodo le menole formano la ”palla” riproduttiva. Presterò più attenzione in acqua … 

Entro in acqua con una bassissima marea. Scendo subito in profondità ed incontro una bella polpessa. Scatto solo qualche foto e passo avanti, spero d’incontrare qualcosa di più stimolante …

Effettivamente l’incontro inconsueto lo faccio … vedo un pesce mai visto prima sul fondo e mi avvicino, scatto subito e parte come un missile! Sembrava un Nasello (Merluccius merluccius) ma non pensavo che si potesse incontare a così basse profondità, sui 30 metri. L’identificazione mi viene confermata in serata dall’amico ittiologo Francesco Tiralongo.

Proseguo verso il basso ed ecco che incontro una coppia di pesci San Pietro. Sempre difficile decidere il da farsi; seguo prima il più vicino a me, mentre si allontana lo lascio andare e mi dirigo sul secondo. Sono due piccoli esemplari e sembrano gli stessi che ho incontrato nelle precedenti immersioni.  

Il mio pensiero va subito al mio amico Rosario Scariati che non è ancora riuscito a fotografarlo e ben presto dovremo provare a farglielo inserire nell’archivio. Mentre scatto non perdo d’occhio il fondo questa volta per evitare di perdermi nel buio anche stasera.  

Sono in profondità ed il computer subacqueo mi suggerisce di lasciarli andare … proseguo in risalita e quasi a ridosso della scogliera trovo una piccola orata addormentata. Un paio di scatti e fugge via. Sono in fase terminale dell’immersione ma ho modo di scattare anche un selfie con una triglia gigante, le cui dimensioni sono apprezzabili se si guarda il riferimento del piccolo paguro Eupagurus prideauxi che è sotto il suo ventre e misura circa 4 cm.

Arrivo vicino al carrello del supermercato e da lontano vedo un  pesce serpente con la testa fuori dal sedimento. Cambio immediatamente il colore della luce del mio faretto, accendendo quella blu per non disturbare il serpentiforme pinnuto. E’ sempre lui, il mio amico Pippo, nonostante la luce blu si ritrae nella sua buca, disturbato probabilmente dai flash. Vedo una sola menola nei pressi della scogliera ma non riesco a fotografarla perché scappa via immediatamente.  

Torno a terra, sono le 20:15 e se mi sbrigo rapidamente, faccio in tempo per andare a riprendere le ragazze. Appena uscito dall’acqua apro l’auto e telefono a mia moglie Mariolina, poi lascio un messaggio alle ragazze per dir loro di aspettarmi. Smonto tutto in fretta e mi metto in auto, chiamo Lorenza che risponde al telefono, le dico di aspettarmi 10 minuti. Torniamo tutti insieme a casa e mi aiutano a portare tutto su. Lavo tutta l’attrezzatura dopo aver messo a “bagno” la fotocamera e cenato con la mia famiglia. Il vento adesso è più intenso e sento più freddo qui fuori al balcone che in acqua con la muta.

Sono contento ma dispiaciuto per  non aver potuto condividere queste meraviglie con i miei amici fotosub, ma replicheremo presto!

 

 

 

 

 

 

#8 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Giornata lavorativa trascorsa quasi interamente al Policlinico di Napoli, il cielo è coperto ma provo a sentire gli amici subacquei per capire se qualcuno riesce a farmi compagnia in serata ma nessuno è disponibile.

Verso le 14:30 mentre mangio qualcosa a Torre del Greco, effettuo una videochiamata whatsapp ai miei amici della Lega  Navale di Napoli che sono a pranzo lì, mi dispiace di non poter essere con loro, ma domani vorrei andare a fare un’uscita fotografica in apnea con loro e volevo capire le condizioni meteorologiche in situ. Mi confermano che ci sarà vento di grecale forte ma che si riesce ad uscire. Valuterò allora il da farsi … notturna stasera o apnea domani?

Quando torno a casa mi dedico a sistemare una clamp di un braccetto galleggiante che si è bloccata, poi preparo un pacco per la riparazione di due obiettivi guasti da spedire al laboratorio e mi metto in attesa dell’orario della lezione di danza delle mie figlie. 

Poco prima delle 18:30 accompagno le ragazze a danza, torno al garage e prendo l’attrezzatura subacquea e la bombola e alle 19 sono giù al porto. Impiego una mezz’ora nei preparativi prima di entrare in acqua. C’è una leggera onda all’esterno della scogliera ed inizia ad alzarsi il vento di grecale. “Drizzo le antenne” memore dell’ultima immersione ed effettuo il solito giro con puntata profonda verso i 30 metri. Non c’è granché in giro, recupero un paio di occhialini e vedo un piccolo alcionario.

Tra i pochi sussulti dell’immersione un polpo e la castagnola Chromis chromis nel boccale di birra che sta sotto il muretto dei pescatori. Ritorno costeggiando la scogliera a basso fondale e fotografo un paio di labridi Symphodus tinca addormentati, Riesco a scattare una sola foto ad un piccolo cinto di Venere Cestus veneris che mi perdo immediatamente.

Guardo il computer subacqueo, sono le 20:30 e sono ancora in punta alla scogliera. Non riuscirò così a fare in tempo per andare a riprendere le mie ragazze ma loro sanno che se non invio un messaggio di conferma devono rientrare da sole a casa. Supero la punta ed entro nel porticciolo.

Con la torcia riesco a vedere una  piccola spigola ma non riesco ad avvicinarmi prima di vederla allontanarsi nel buio. Sono sotto i pescherecci ormeggiati quando mi vedo sfilare davanti agli occhi una polpessa Octopus macropus che nuota spostandosi a reazione. Sono già in fase di rientro e sono in acqua bassa pronto al ritorno a terra. La seguo nei suoi spostamenti e scatto una lunga serie di immagini fino a finire con la bombola fuori dall’acqua. Mi sollevo ed esco per posare la bombola nell’auto, lasciando invece la fotocamera sul posto, ritorno ma senza maschera ed inizio a cercare il rosso cefalopode con la lampada montata sullo scafandro Nauticam NA-D850 nell’acqua bassa ma in questo modo non riesco a vedere nulla, anche perché i miei piedi sollevano un gran polverone. Desisto e torno indietro per svestirmi.

Ho fatto tardi stasera rispetto al solito, sono le 21:15 e la temperatura è di 12°C ed è in sensibile abbassamento. Avviso subito casa per non farli preoccupare e mentre mi cambio arriva il mio amico Raffaele con il suo cane. Lo saluto, passo per il garage e arrivo a casa alle 21:45.

Inizio a lasciare la fotocamera “a bagno” prima di lavare l’intera attrezzatura fuori al balcone, vado a cenare ma nel frattempo il vento è aumentato sensibilmente ed è in corso una bufera nel golfo. Vedo fulmini in lontananza e si ode il rombo dei tuoni. Quando ritorno fuori al balcone il vento mi congela le mani durante le operazioni di risciacquo. Non ho ancora ultimato l’operazione che inizia a piovere. Confesso di sentire più freddo qui fuori che sott’acqua. Solo verso le  23 posso sedermi davanti al monitor del computer per guardare le foto fino a tarda notte. Sono abbastanza stanco, domani mattina resterò a dormire … 

Il resoconto della serata è abbastanza deludente, stasera niente di esaltante, ma va bene così. Ho fatto immersione e questo è quello che conta! La gioia odierna mi arriva dalla notizia dell’arrivo alla Juventus del giovane centravanti Dusan Vlahovic.

#7 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Un duplice dubbio relativo alle scelte da effettuare mi fa compagnia per tutta la giornata … oggi o domani e poi 10,5 o 15? Il meteo nuvoloso con pioggia non aiuta, ma il mare sembra buono. Mentre sono in pausa a pranzo a Napoli dal mio amico Pino Bozza, deliziandomi con una pasta e patate da Premio Nobel, continuo a focalizzare il problema ma non riesco a dipanare la matassa. La decisione viene presa all’ultimo minuto, come sempre, seguendo l’istinto e sperando in non sbagliare … oggi e 15!

Inizio a prendere la Nikon D850 e smontare il Nikon 10,5 mm che avevo installato, rimetto su il Sigma 15 mm, compagno di tante immersioni e foto memorabili e comincio a preparare anche il resto dell’attrezzatura. Fuori è già buio ed io non ho nessuna fretta. Stasera porto con me anche la Nautismart Pro per provare a fare un selfie con lo Zeus.

Prima delle 18:30 accompagno le mie ragazze alla lezione di danza, poco dopo arrivo a Marina Grande dove ci sono due pescatori sul muretto. Si è alzato un forte e freddissimo vento da Nord che sta agitando progressivamente il mare. Le condizioni sembrano ancora fattibili e così mi vesto e verso le 19 scendo in acqua.  C’è una leggera onda anche nel porto, ma nulla d’importante. Esco fuori dalla scogliera e vado subito a fondo come faccio di solito. Sul fango trovo prima una bella seppia, poi due grandi stelle corazzate e tra i tanti rifiuti ancora presenti sul fondo, un paio di maschere subacquee che recupero. Cercavo la gorgonia rossa e la testa di bambola ma oggi l’acqua è più torbida e forse ho percorso un tragitto leggermente diverso.

Fortunatamente quasi subito vedo da lontano la sagoma inconfondibile di un pesce San Pietro. Sono ad oltre 30 metri ed il pesce, che ha il ventre gonfio segno di un recente pasto, subito inizia a spostarsi dal fondo cambiando anche di colore.  Inizio a seguirlo nella colonna d’acqua fino a perdere ogni riferimento spaziale. Continuo a scattare e provo un selfie, qualche doppia esposizione  e qualche slowshutter speed … mi accorgo di essere finito a quasi 40 metri ed in mezzo al mare! Lascio andare via il pinnuto dopo un tempo d’immersione di 30 minuti ed inizio a risalire verticalmente, non avendo nessun riferimento visivo. Controllo anche la bussola del mio computer subacqueo Perdix ma in ogni caso ho poca aria e non ho idea della distanza che mi separa dalla scogliera. Effettuo anche la sosta di decompressione in acqua libera e alla fine tiro fuori la testa dall’acqua, soverchiato dalle alte onde che si sono formate! Sono a oltre 80 metri dalla scogliera, al di fuori delle boe … impiego quasi 15 minuti per avvicinarmi al punto in cui riesco a vedere il fondo per proseguire il rientro in porto sott’acqua, in modo più agevole.

Arrivo nel porticciolo verso le 20 e termino l’immersione nell’acqua lattiginosa, sono abbastanza stanco per la lunga nuotata ma sono contento per aver “guadagnato” ancora una volta una giornata di divertimento nel mio mare.

Raggiunta l’automobile poso al suo interno l’attrezzatura, subito dopo mando un messaggio a casa e alle mie ragazze, per avvisarle che riesco ad arrivare in tempo per riprenderle. Arriva anche il mio amico Salvatore che mi fa compagnia mentre mi svesto. Adesso fa molto freddo, il vento è gelido. Chiudo il bagagliaio e alle 20:30 sono fuori alla scuola a prendere le mie ragazze, così torniamo tutti insieme. 

L’operazione di lavaggio dell’attrezzatura stasera è proibitiva, il freddo è polare qui fuori al balcone, prendo un giaccone e continuo a sciacquare accuratamente il tutto sotto l’acqua calda. Sicuramente mi verrà un raffreddore! Poco male, l’importante è aver fatto ancora “bolle” in questo 2022!

#6 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Oggi non è impostata la sveglia. Verso le 10 vado a comprare il pesce per il pranzo e poi vado a riprendere le quattro bombole cariche con lo scooter da Maresca Sport,  ma devo fare due viaggi per portarle in garage. Mi metto poi a sistemare qualche foto dello Zeus faber scattate l’altra sera, ma ben presto si fa ora di preparare il pranzo e di domenica, quando posso, cucino io. Così mi metto a preparare una  calamarata che a detta dei miei familiari, è venuta anche particolarmente bene. Dopo pranzo ritorno al computer a proseguire il lavoro di post-produzione ed inizio contestualmente a sistemare l’attrezzatura fotografica, anche le batterie sono state inserite ben cariche. Confermo ancora una volta tutta la configurazione fotosub e provo ad invitare qualche amico per avere compagnia in acqua ma non trovo nessun Buddy per la serata. 

Il vento ha ruotato di quadrante, adesso viene da Sud e le condizioni sono ideali. Guardo ancora una volta un film su Amazon Prime per attendere le 18. Dalla finestra si vede un roseo tramonto, la   temperatura dell’aria è di 12°C e sono pronto per andare a mare. Scendo verso le 18:30, passo per il garage e poi scendo a Marina Grande di Sorrento. Arrivato al porto regna un’umidità pazzesca, perché non c’è nemmeno un alito di vento. Parcheggio l’auto e mi vado ad affacciare, c’è un pescatore sul muretto; scambio due parole con lui e lo avviso che non lo avrei disturbato. Vado a prepararmi e alle 19:30 sono in acqua.

Scendo dritto verso il fondo e provo a fare stesso giro dell’ultima volta, raggiungo uno scarpone, la testa di bambola e la gorgonia rossa arborescente. 

In profondità anche stasera non c’è granché, fortunatamente risalendo incontro un piccolo Pesce San Pietro sotto una cima. Mi avvicino e scatto, lo seguo nei suoi movimenti e mi porta ad incontrarne un secondo esemplare, piccolo come l’altro. Lascio il primo Zeus faber, ormai spaventato dai flash e poco collaborativo ed inizio a scattare al secondo che seguo fino ad arrivare sotto alla scogliera. Ben presto scompare tra i suoi grandi massi, ma lungo il “percorso” sono riuscito a fare comunque un selfie con lui!

Dopo 45 minuti l’aria delle bombole è quasi finita, passo a controllare l’attinia ma negli ultimi metri prima di rientrare a terra, in un metro d’acqua, vedo una seppia che inseguo a lungo mentre scatto a ripetizione. La seguo fino a raggiungere la superficie con la bombola che esce fuori dall’acqua! 

WHOW che bella serata! Esco fuori e arrivo all’auto, mentre inizio a spogliarmi, arriva il mio amico Raffaele con il suo cane, poco dopo anche Salvatore con il suo amico peloso. Chiacchieriamo un poco mentre termino l’operazione di smontaggio. Avviso casa con una telefonata e alle 21 sono già in auto diretto a casa. Provvedo a lavare l’attrezzatura, cenare e guardare il secondo tempo della bella partita di calcio Atalanta-Inter. Verso le 22:30 sono davanti al computer, pronto a controllare le foto scattate!

 

 

 

#5 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Accompagno mia figlia Lidia a scuola che oggi entra alle 7:50 ed approfitto per andare a guardare il mare. La temperatura è molto bassa, intorno agli 8°C a causa del vento freddo che ancora soffia da Nord, ma che sembra finalmente in scaduta. Le condizioni sembrano favorevoli, bisogna vedere come evolve in serata.
Passo anche in farmacia per prenotare le terze dosi di vaccino anti Covid-19 ai miei familiari e poi torno a casa per seguire la riunione nazionale aziendale su Teams fino all’ora di pranzo. Nel primo pomeriggio seguo anche una nuova riunione regionale ma termina abbastanza presto così ho anche tutto il tempo di organizzare la mia serata …

I siti web meteorologici che ho consultato non mi suggeriscono condizioni ideali a differenza delle precedenti sere nelle quali sono andato a mare e nelle quali non ho avuto le soddisfazioni attese a seguito delle aspettative. Decido così di “sfidare” la sorte ed andare a controllare …

Approfitto anche per guardare un film su Amazon Prime in attesa che faccia buio e mentre lo seguo, preparo lo scafandro Nauticam NA-D850 con il solito Sigma 15 mm, il minidome Saga Dive ed i flash ONEUW 160X. Ho la barba lunga e la devo quindi tagliare per evitare infiltrazioni d’acqua indesiderate, ma non ho nessuna fretta, voglio che faccia “notte notte”. Intanto un bel tramonto illumina di rosa il cielo mentre la luna crescente è già visibile nel cielo. 

Per le le 18 sono pronto, ma aspetto le mie figlie per accompagnarle a danza, passo un attimo al garage con loro per prendere i piombi e la bombola e le lascio alla scuola prima di scendere a Marina Grande di Sorrento.  Quando arrivo al borgo vado a guardare il mare dal muretto e vedo che c’è ancora una leggera onda fuori della scogliera, ma nulla di compromettente. Parcheggio l’auto di fronte alla scaletta e mi preparo. Non c’è nessuno stasera. 

Alle 19 sono con le gambe nell’acqua bassa del porticciolo. Scatto una foto esterna e mi immergo. Fuori la scogliera l’acqua è più sporca rispetto all’interno dove è molto limpida. Scendo subito in profondità e sul fondo trovo la testa di una bambola ed un piccolissimo polpo nel collo di una bottiglia. La torcia di ricerca illumina un pesce serpente ma al limitare del cono di luce si staglia l’inconfondibile sagoma di un pesce San Pietro. 

Cambio immediatamente soggetto ed inizio ad avvicinarmi. Sono sui 35 metri di profondità dove c’è la gorgonia arborescente rossa ed inizio a scattare foto da una breve distanza. Il pesce si solleva ed inizia a spostarsi verso il basso. Lo aggiro e lo inseguo a lungo, tentando di portarlo verso la superficie, ci riesco in parte fino a raggiungere la base di una delle boe di ormeggio che sono nello specchio d’acqua antistante il borgo e proprio sfruttando il momentaneo impedimento alla fuga, riesco a “bloccarlo” e a scattare un “mitico” selfie con il mio pesce preferito. Scatto più di una immagine con il pesce che si muove “intrappolato” tra la mia maschera e la fotocamera. Ben presto lo perdo nel fango sollevato. Ho consumato molta aria e devo iniziare la risalita dopo meno di dieci minuti d’immersione. Non sono particolarmente allenato in questo periodo ed i 100 bar di aria che ho nella bombola mi suggeriscono di tornare subito a ridosso della  scogliera.

Ritrovo un pezzo del relitto di una barca che non vedevo da tempo perché abitualmente sono più in profondità quando passo in questa zona e poi trovo una grande rete abbandonata, un carrello del supermercato nei cui pressi c’è un polpo, più in avanti una bella seppia. Sono passati comunque circa 40 minuti quando rientro all’interno delle scogliere e mi metto in cerca di cavallucci marini tra le alghe. Non ce ne sono e da molto tempo non ne vedo, decido così di terminare l’immersione dopo 50 minuti.

Salgo sulla spiaggia e raggiungo l’auto, mi spoglio e controllo l’orario. Sono le 20:25 e alle 20:30 escono le ragazze da danza. Accendo l’auto e provo a chiamarle al telefono, non sono raggiungibili, allora chiamo mia moglie Mariolina per avvisarla che sono uscito dall’acqua e vado a prendere le ragazze dopo averle avvisate con un messaggio whatsapp. Le prendo all’uscita dalla lezione e torniamo a casa insieme, mi aiutano anche a trasportare le attrezzature.
Porto fuori in terrazzo i borsoni per lavarne il contenuto, ma mi accorgo che il lavatoio ha lo scarico otturato e quindi non posso lavare nulla stasera! Lascio tutto lì ma mi dedico allo scafandro riempiendo d’acqua la cesta in plastica nella quale la trasporto.  Provvederò domani a completare l’operazione dopo aver sistemato lo scarico. Verso le 22, dopo cena, apro lo scafandro ed inizio a guardare  le foto scattate, felice per la bella serata trascorsa in mare. 

La scelta di assecondare l’istinto è stata premiata, “sentivo” che avrei incontrato il mio amico Zeus!