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Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

E’ da una quindicina di giorni che non vado in acqua e sono in astinenza, ho dovuto abortire un’uscita notturna la settimana scorsa per l’impossibilità di accedere alle spiagge abituali da dove m’immergo e non riesco a trattenere la voglia di mare. Oggi finalmente, grazie al ritorno dell’ora solare e della riduzione dei turisti in giro per Sorrento, riesco a ritagliarmi un’ora di relax nel mio mare. Ho trascorso la mattinata a sistemare documenti nello studio ed effettuare un cambio parziale d’acqua all’acquario tropicale, la pioggia è intermittente ma il mare è calmo a causa dello scirocco. Dopo aver atteso il termine della partita di calcio Roma-Napoli, scendo da casa con l’attrezzatura pronta: Nikon D850 in custodia Nauticam, minidome Saga Dive e Sigma 15 mm abbinato ai flash Ikelite DS161. E’ già buio alle 17:30 ed ha smesso da poco di piovere. Arrivo al borgo dei pescatori e fortunatamente trovo il parcheggio per l’auto nei pressi della scaletta che mi porta alla spiaggia. Alle 18:30 sono in acqua, ho portato anche le pinne nuove arancioni vinte al concorso Abissi di Venezia, sono molto dure e spero di non avere i crampi, abituato alle jetfin morbisissime che uso di solito. 

La visibilità è pessima a causa della pioggia, in profondità migliora un poco, ma è sempre molto torbida. C’è ancora tantissimo materiale di rifiuto antropico sul fondo all’esterno della scogliera, bisognerà provvedere ad una nuova giornata di pulizia dei fondali. Nei pressi del grande tubo collettore per l’energia elettrica per Capri vedo una piccola cernia dorata sollevare una nuvola di fango, spaventata dalla mia presenza. Copertoni, cassette di plastica, nasse abbandonate, buste di plastica e bottiglie ricoprono il fondo, tra di esse fugge via una murena, sorpresa mentre è in caccia di prede sul fango. Incontro qualche piccolo polpo, alcune seppie e finalmente un soggetto interessante … una torpedine ocellata. Inizio a scattare ma dopo poco, per farla spostare in una posizione con il fondale più pulito, la mia maldestra manovra fa sì che mi perda rapidamente il soggetto nella nuvola di fango che ho sollevato. Proseguo e non trovo altro se non una grande triglia che si lascia avvicinare e fotografare anche a mezz’acqua. Durante il ritorno verso terra incontro un altro piccolo polpo che sta per consumare la cena a base di molluschi bivalvi, mentre le luci del ristorante Delfino illuminano l’acqua nei primi metri con una luce magica. Colgo così l’occasione per effettuare qualche scatto in doppia esposizione, giusto per portare a casa qualcosa di interessante.

Alle 20:30 sono a casa, risciacquo l’attrezzatura fuori al balcone e poi vado a fare la doccia, sono soddisfatto e pronto giusto in tempo per mettermi davanti al televisore per guardare alle 21 il derby della mole!

p.s. con le pinne tutto ok

Scoglio Bianco con Domy e Umberto

Ci ritroviamo tutti al diving, carichiamo le attrezzature in auto e ce ne andiamo ancora una volta allo Scoglio Bianco. La speranza è sempre quella di “beccare” la murena orientale. Aspettiamo le tenebre ammirando il tramonto in spiaggia, vestendoci lentamente. 

Quando finalmente il buio è calato sulla spiaggia, scendiamo in acqua ed iniziamo la nostra ricerca. Anche stasera la creatura aliena non si fa vedere da me e Domy. Umberto invece riesce a vederla per qualche attimo prima di infilarsi dentro la profonda fenditura nella quale l’abbiamo vista la prima volta. Proseguiamo la nostra immersione dirigendoci verso la discesa sabbiosa. Quasi subito vedo sfilare un grosso trigone a circa tre metri da me, riesco a fotografarlo ma non ad avvicinarlo perchè si dilegua rapidamente nel buio.  Durante l’immersione troviamo una bella torpedine ocellata, tanti pesci pappagallo addormentati ed un Umbraculum mediterraneum sulla sabbia., poco prima di terminare l’immersione. Risaliamo in superficie in cerca delle aguglie ma oggi non ce ne sono.

 

Termina così la mia vacanza fotografica subacquea nelle acque della Calabria ionica. Lidia è in spiaggia con il resto delle famiglie, una volta pronti e rivestiti, ce ne andiamo tutti insieme al pub a mangiare un panino. La birra non manca, così come le allegre risate e gli sfottò, ingrediente immancabile in una permanenza al Ficarella Diving Club! L’indomani siamo in auto pronti per tornare a casa, abbiamo da festeggiare il 18° compleanno di mio nipote Enrico, senza questo appuntamento obbligato, la nostra vacanza si sarebbe prolungata ancora di qualche giorno. No problem, tanto torniamo appena possibile durante l’inverno!

 

Pellaro con Domy, Umberto e Tonino

Dopo lo shooting pomeridiano  con Lidia,  prima in piscina e poi al mare, ritorno in camera per ultimare i preparativi per la serata. Cambio oblò rimontando il minidome Saga sul Sigma 15 mm e mi preparo all’appuntamento con Domy che passerà a prendermi alle 18:45.  Domy arriva come sempre puntualissimo ed io sono sul posto per essere portato al diving. Qui ci raggiungono anche Umberto e Tonino, alle  19:30  ci mettiamo in viaggio. Sulla strada c’è traffico ed impieghiamo più tempo per arrivare a destinazione.  Raggiungiamo il porticciolo ed aspettiamo il tramonto ammirando la costa siciliana.  

L’ultima immersione effettuata ad aprile in questo posto è stata indimenticabile, con tantissimi pesci civetta ed il macro-plancton che occupava ogni spazio libero della colonna d’acqua. Oggi le condizioni sono ovviamente diverse, con una iniziale penuria di soggetti che mi lascia interdetto. Seguo Domy che mi mostra una grande nassa di paglia ed un motore fuoribordo probabilmente gettato in mare perchè non più funzionante.  Prima una murena fuori tana, poi una piccola seppia ed alcuni pesci lucertola … la serata non sembra decollare … appena siamo sulla via del ritorno, Umberto mi mostra un pesce civetta sui ciottoli. Posso finalmente dare sfogo alla mia voglia di fotografare, seguendo il pinnuto nei suoi movimenti prima sul fondo e poi a mezz’acqua dove è decollato. E’ magnifico ammirare questo pesce danzare nell’acqua con le enormi pinne pettorali. Dopo poco Umberto richiama la mia attenzione, lascio il soggetto non sapendo cosa mi attende … un altro civetta è in posa davanti al suo minidome. Arrivo anche io e continuo a scattare fin quando non lo perdiamo nel buio della notte. Domy nel frattempo è intento a fotografare alcune lumachine. Quando siamo ormai in procinto di risalire, sul fondo tra le migliaia diesemplari di vermocane, si nota l’inconfondibile sagoma di una lumaca testuggine Pleurobranchus testudinarius dal colore arancio acceso. Scatto solo qualche immagine perchè l’immersione è ormai terminata, risaliamo sulla banchina e ci svestiamo prontamente. 

Ce ne andiamo tutti e quattro a mangiare al Ristorante da Naif dove alle ore 23 si inizia a bere birra a volontà e si mangia la pizza con la cipolla di Tropea.

Scoglio Bianco con Domy e Umberto

Preparo la fotocamera insieme a Domy, montando come lui il Micro Nikkor 60 mm per cercare di fotografare di nuovo e meglio la murena orientale. Stasera infatti torniamo al posto di ieri per provare ad ritrovare la rara specie aliena, avvistata nella spaccatura della roccia qui allo Scoglio Bianco. Mentre noi scendiamo verso il mare, i ragazzi provano a raccogliere della legna per fare un falò in spiaggia e si preparano a fare il bagno. 
Appena scendiamo in acqua, nei primi metri, un enorme trigone viaggia veloce in direzione di Domy che se lo ritrova davanti all’oblò macro che ha montato e non riesce a fotografarlo per intero. Io che sono a distanza osservo la scena e a stento riesco a far entrare il grande pesce cartilagineo nel fotogramma della mia Nikon D850, avendo montato anche io una lente per la  macrofotografia.  Arriviamo nel punto del precedente incontro e della murena non vi è traccia … la cerchiamo invano tra i sassi fin quando Domy non la trova fuori tana. Un solo scatto e lei “scatta” via sotto alcune rocce, rendendosi inavvicinabile. Passiamo oltre, con l’intento di ritornare più tardi, ci dedichiamo a cercare sul fondo sabbioso dove dopo poco troviamo una bellissima torpedine ocellata.  Ci alterniamo per fotografarla, seguendone gli spostamenti sul fondo, attenti a non disturbarla troppo, temendo la potente scossa elettrica. Nel tornare a terra ripassiamo nel punto dell’avvistamento ma non c’è traccia della murena. Domy ci riporta nel punto dove ci sono le aguglie in superficie che cacciamo gli anellidi e crostacei che sono nella colonna d’acqua. Riesco a fotografarle meglio di ieri, ma per seguirle nei loro movimenti fulminei, mi ritrovo insieme ad Umberto a centinaia di metri dal punto di uscita, arrivato quasi all’altezza della casa di Domy. Iniziamo a nuotare in superficie rivolgendo lo sguardo verso il cielo dove è ben visibile la via lattea … avrò contato le stelle ad una ad una nell’interminabile nuotata verso la spiaggia, con Umberto che arranca anche lui dietro di me. Raggiungiamo esausti la spiaggia ed affrontiamo i 60 metri di salita sulla sabbia che ci separano dalle automobili con grande affanno. I ragazzi intanto ci vengono incontro, delusi per non essere riusciti a reperire il materiale per il falò ma soddisfatti per il bellissimo bagno effettuato nell’acqua calda e cristallina.
La serata si conclude alla grande in pizzeria, nonostante la grande folla radunata per un quiz-game nel locale, riusciamo a consumare rapidamente una buona pizza & birra, mentre i ragazzi sono rimasti a mangiare un panino in spiaggia.

Scoglio Bianco con Domy, Andrea e Umberto

E’ lunedì mattina e sono alla guida della mia auto dopo venti giorni, non sono però a lavoro come mia moglie che ha già terminato le sue ferie, mentre Lorenza ha ripreso a studiare. Mi aspetta l’ultima settimana di relax e me ne sono andato con mia figlia Lidia a trovare i miei grandi amici calabresi, per “sfogare” la mia fame d’azoto e di fotografia subacquea …. la strada è lunga ma piacevole e viene interrotta da una sosta ad Altomonte, dove effettuo uno scambio di “ostaggio” incontrando l’amico Francesco Pacienza. Io consegno una copia autografata del libro “i Colori delle Sirene” e lui risponde regalandomi una copia del suo ultimo libro “Behind the Lens”. Mi invita insistendo a fermarmi per il pranzo ma noi, affamati, abbiamo già azzannato i panini lungo la strada. Lo salutiamo e proseguiamo il nostro viaggio …. Domy Tripodi mi aspetta per una notturna sotto casa sua!

Arriviamo finalmente al resort Le Saline e dopo aver scaricato i bagagli passiamo a casa dei coniugi Tripodi per salutare, ho portato con me una copia per il mio amico, ma minacciandolo, lo avviso che sarà consegnata solo al “consuntivo” della vacanza, invitandolo quindi a dare il meglio di sé per accontentare le mie richieste fotografiche.
Passa a prendermi sotto l’hotel e, mentre Lidia resta in compagnia di Giuditta, Rebecca e Gaia, noi ce ne andiamo al Ficarella Diving Center di Saline Joniche per preparare l’occorrente per la nightdive.
Lascio lì la muta stagna che avevo portato e prendo solo il monopezzo da 5 mm visto che l’acqua è caldissima …
Ci muoviamo di poche centinaia di metri e raggiungiamo gli Scogli Bianchi, proprio sotto casa del mio amico, pluripremiato fotosub internazionale, per andare in cerca di un soggetto “particolare” avvistato da un suo cliente ieri notte, quando Domy era senza fotocamera. Anche stasera ne è privo, mentre io ho montato anche la GoPro Hero7 black sullo scafandro Nauticam NA-D850. La lente montata è il Sigma 15 mm nel minidome Saga Dive ed i flash sono gli Ikelite DS161.

Scendiamo nell’acqua cristallina e Domy fa strada, si infila in un canalone roccioso e si ferma all’improvviso … c’è! Illumina il soggetto e mi segnala la presenza … il pesce è fuori tana e subito si infila in una fenditura, disturbata alla luce. La murena orientale Enchelycore anatina è davanti ai miei occhi.

La sua testa gialla e la sua bocca spalancata sono visibili all’interno della fenditura della roccia, ma troppo all’interno per essere fotografata a dovere. Arriva anche il resto del gruppo e mi faccio da parte, per lasciarli fotografare. Domy ha sicuramente guadagnato la sua copia dopo 3 minuti in acqua!
Proseguiamo l’immersione sulla sabbia in cerca di soggetti. Una mazzancolla, una coppia di nudibranchi Platydoris argo, alcuni pesci pappagallo addormentati e rientrando verso terra un bellissimo pesce civetta. Domy mi porta infine sotto una via di ormeggio, mi segnala di guardare in superficie … tre aguglie sono al riparo della cima, immobili. Salgo in superficie e gonfio il GAV per sostenermi, la torcia esce fuori dall’acqua e non m’illumino il soggetto … La messa a fuoco è difficoltosa, date anche le esili forme dei pinnuti. È comunque divertentissimo inseguirle a pelo d’acqua mentre si spostano cacciando i piccoli organismi attirati dalle nostre luci. Terminiamo l’immersione e risaliamo sulla spiaggia dove sono sopraggiunti i nostri familiari. Ci svestiamo e rivestiamo, preparandoci per la cena. Domy sa essere molto convincente con il ristoratore, rimproverando il cameriere di non aver riservato il tavolo per 12 (mai prenotato). Il ragazzo mortificato prepara il tavolo all’istante, lasciandoci accomodare nella sala esterna piena di clienti dopo un solo minuto. Con la stessa velocità ordiniamo le pizze che prontamente arrivano insieme all’antipastino caldo. La serata termina all’1:30, ho un altro quarto d’ora di lavoro alla fotocamera per rimettere tutto in carica per domattina.

 

Puolo con Arturo – Immersione Notturna

Oggi programma invertito, prima al mare con la famiglia e poi al mare con mio fratello Arturo, in immersione notturna. Tutto è stato preparato in mattinata, fotocamera, muta e bombole, bisogna attendere solo il calare delle tenebre. In meteo oggi è variabile, con caldo torrido ma con nuvole in arrivo. Cade anche qualche goccia di pioggia ma il vento ed il mare sono calmi. Per prepararmi alla serata, nel pomeriggio effettuo un carico di zuccheri, azzannando una ciambella appena sfornata dalla cucina dello stabilimento Bagni Salvatore. Precedentemente ho effettuato anche una prima prova con la GoPro Hero7 Black per familiarizzare con lei prima di ricevere lo scafandro Flex-Arm appena acquistato, attualmente in viaggio con il corriere verso Sorrento. 

Passo a prendere mio fratello alle 20:30 per andare a Puolo, ci vestiamo con tutta calma ma le condizioni del mare sono peggiorate, una intensa onda frange sulla spiaggia dovuta al mare che nel frattempo si è alzato. Alle 21:30 entriamo in acqua, la visibilità nei primi metri è pessima, migliora un poco in profondità e nei primi metri si apprezza l’intensa risacca causata dal moto ondoso. La serata comunque sembra subito interessante, il movimento dell’acqua si riflette anche in una discreta attivazione dei pinnuti nella baia. I gronchi, pagelli e menole sono abbondanti sul sabbione, anche un piccolo sarago viene sorpreso a dormire sul fondo. Il mio compito oggi è di fare da “guida” ad Arturo, scovando i soggetti per lui che da lungo tempo non riusciva ad andare in mare per fotografare. Mentre lui è alle prese con un grosso paguro io trovo un piccolo pesce San Pietro a circa 35 metri. Inizio a scattare ma quasi subito provo a segnalare “lampeggiando” la presenza dello Zeus faber a mio fratello che prontamente sopraggiunge. E’ bellissimo ed avrei potuto scattare una bella serie d’immagini, ma il piacere di “offrirlo” a lui è più grande, quindi mi faccio da parte appena è vicino a me. Avanzo mentre lui scatta e trovo una bavosa cornuta all’interno di un riccio morto, anche questa volta la segnalo e lui arriva, qualche metro più avanti ce n’è un’altra sempre dentro un riccio morto. Osservo una Flabellina affinis sopra una oloturia e poi raggiungiamo la parete rocciosa dove ci sono gamberi meccanici e vinai. Tra le foglie di Posidonia oceanica come preannunciato nel briefing, troviamo due pesci ago mimetizzati tra le foglie. Il computer subacqueo mi segnala una lunga decompressione, ho tardato parecchio a fondo per mostrare il San Pietro ad Arturo e gli segnalo la necessità di guadagnare una batimetrica più tranquilla. Lungo il percorso di ritorno trovo una piccola cicala e qualche Apogon imberbis con le uova in bocca, mentre Arturo mi mostra l’enorme vermocane che abita la parete di Punta Lauro. Ovviamente a 6/7 metri d’acqua si sente tantissimo l’onda di risacca ed i pinnuti sono sballottati come noi avanti e indietro. Negli ultimi metri prima di salire sorprendo anche una piccola cernia fuori tana mentre Arturo mi mostra sul display della sua Nikon D7000 l’immagine di una piccola corvina che dopo qualche scatto è fuggita via, non dandogli il tempo di avvisarmi. 

Esco dall’acqua per primo, poso la bombola e la fotocamera e vado ad aiutare mio fratello per uscire dall’acqua, operazione che è alquanto complessa. Ci svestiamo soddisfatti, Arturo è raggiante e mi confessa di essersi molto divertito, sono strafelice, spero solo che sia riuscito a scattare qualche bella foto!

P.S. mi sono dimenticato per l’euforia di scattare la foto-ricordo con lui, ma replicheremo il prima possibile!

 

Laghetto con Pasquale Vassallo – Immersione Notturna

Dopo un trentennio di appuntamenti mancati finalmente sono riuscito ad immergermi con uno dei grandi maestri della fotosub italiana; il suo è uno stile unico, apprezzato in tutto il pianeta … Pasquale Vassallo.
A dire il vero probabilmente abbiamo qualche problema di comunicazione, visto che ci eravamo sentiti per prendere appuntamento per l’immersione al laghetto ma non era chiaro che saremmo andati in acqua di notte! Quando infatti la sera prima mi ha detto che dovevamo essere in acqua per le 8:30 per sfruttare la marea propizia e che ci saremmo sentiti alle 7 per darmi conferma …. io ho messo la sveglia alle 6:30 e alle 7 ero pronto a partire … Pasquale non risponde ai miei messaggi ed io rischiavo di far tardi avendo due ore circa di viaggio in auto per raggiungerlo. Quando finalmente mi risponde al telefono viene svelato l’arcano … lui è un “fotosub” internazionale ed utilizza l’orario anglosassone … AM e PM … aveva dimenticato di specificare 8:30 PM! Chiarito il dubbio, dopo colazione mi vado a rimettere a letto aspettando con ansia le 18 quando mi metto in auto. Il nostro appuntamento è a Baia alle 19:45 ed io, nonostante il traffico intenso riesco ad arrivare alle 19:44, con un minuto d’anticipo sul programma. Pasquale arriva una decina di minuti dopo e mi porta con se al laghetto. Parcheggiamo ed attendiamo il calare delle tenebre e la stanca di marea.

Approfitto per consegnare la prima copia in mio possesso del libro “I Colori delle Sirene” autografandola per il mio amico e pian piano ci vestiamo. Quando il momento è quello giusto scendiamo in acqua, siamo in 80 cm d’acqua con il monobombola da 15 litri ed ancora una leggera onda che si avverte nel canale. L’acqua non è limpida ma subito Pasquale mi mostra un nudibranco che sta deponendo le sue uova. Fatico non poco ad abituarmi alla scomoda posizione e all’onda residua, man mano, prendo dimestichezza con la configurazione della mia Nauticam NA-D850 + MicroNikkor 105 mm e lente Nauticam SMC, i bracci montati sono troppo lunghi, bastava mettere due piccoli pezzi fissi ai lati dell’oblò, per essere più compatto e meno ingombrante, anche il posizionamento delle lampade va rivisto, bisogna usare una luce più dal basso visto che spesso la lampada finisce fuori dall’acqua, trovandoci di sovente a fotografare sotto la sua superficie. La marea intanto inizia a cambiare e si avverte l’inversione della corrente, acqua pulita entra dal mare e via via ne diventa sempre più apprezzabile il movimento, tale da rendere difficoltoso il restare fermi per fotografare le bavose, i gamberi e i ghiozzi che sono onnipresenti in questo punto. Finalmente riesco a fotografare la bavosa pavone, alcune di esse hanno anche le uova adese alla parete del piccolo buco in cui si trovano, ma è difficilissimo riuscire a fotografarle. Bisogna avere anche una buona vista, molti soggetti sono piccolissimi, come le caprelle e le ovature di nudibranchi e bavose. 

E’ comunque divertentissimo e le due ore che siamo in acqua trascorrono in un attimo. Alle 23 usciamo e ci svestiamo, ci tratteniamo a chiacchierare per un’oretta al bar, peccato solo di non aver potuto consumare una “doverosa” birretta in compagnia del mio amico, avendo da guidare per almeno un’ora e mezza.

Ci salutiamo così dopo la mezzanotte, Pasquale mi guida fino alla tangenziale per evitare di farmi “perdere” nelle stradine del posto. Arrivo a casa alle 2:00, stanco ma soddisfatto, risciacquo solo la fotocamera, a tutto il resto penserò domattina!

Posto Segreto in solitaria “con Fabio” – Immersione Notturna

Ci sono giornate nelle quali, nonostante ci sia la disponibilità di tempo, non hai voglia d’immergerti. Ieri infatti non ho avuto la forza di prepararmi ed andare in acqua con i miei amici dell’Associazione Cousteau, reduce da una giornata di particolare impegno emotivo. La cosa mi preoccupa poco, da stamattina infatti sono di nuovo carico per una nuova giornata di lavoro ed una bella serata al mare in solitaria! Lascio casa dopo aver messo in carica tutte le batterie e vado a lavoro bello motivato. Quando durante la giornata do uno sguardo alle immagini pubblicate dai miei amici mi accorgo che il caro Fabio Russo è tornato per qualche giorno in penisola sorrentina ed è stato in acqua ieri sera con loro. Mi scrive un messaggio e ci accordiamo per andare insieme a mare stasera. Così la mia immersione serale diventa “in solitaria con Fabio” anche perché riuscire a stargli dietro sott’acqua equivale a restare solo in ogni caso!

Passo a prenderlo a casa alle 20:30 e con molta calma ci dirigiamo nel luogo d’immersione.

Alle 21:30 siamo in acqua, la visibilità è buona già nei primi metri. Percorriamo un tratto in superficie e poi scendiamo in parete. Fabio individua qualcosa su una gorgonia bianca e mi segnala la cosa allontanandosi per lasciarmi campo libero d’azione … intravedo dei piccolissimi gamberetti che perdo continuamente d’occhio, solo dopo, a terra Fabio mi mostra il gamberetto bianco di ignota attribuzione tassonomica che voleva farmi fotografare!

Lo raggiungo di nuovo mentre fotografa un grosso polpo fuori tana, mi segnala e va via … arrivo, scatto allontanandomi per farlo entrare nel fotogramma del Micro Nikkor 60 mm montato sulla Nauticam NA-D850. Ne scatto alcuni particolari e … non mi accorgo che nel buco sottostante c’è anche la femmina pronta per l’accoppiamento!

A poca distanza c’è una piccola aragosta, nelle spaccature vedo alcune Galatea strigosa e tanti gamberi Stenopus, scorfani e scorfanetti, cipree e cimazi. Anche un altro polpo è all’ingresso della sua tana e sta uscendo, scatto ma vedo da lontano il segnale luminoso di Fabio. Corro subito da lui e mi mostra un bellissimo cavalluccio marino maschio con un “pancione” pieno della sua progenie. È in una posizione scomoda, molto dentro la spaccatura della roccia, sposto i bracci Flex-Arm per riuscire ad avvicinarmi il più possibile ma l’ingombro delle lampade non mi consente di avvicinarmi di molto. Mentre scatto esegue dei movimenti con il capo, immagino che possa iniziare il rilascio dei piccoli, ma non accade nulla! Proseguo e sulla via del ritorno, mentre controllo continuamente la posizione del mio amico che sparisce dietro le pareti rocciose, incontro un grosso paguro ed infine, negli ultimi metri d’acqua prima di risalire, alcune piccole triglie, una coppia di granchi in accoppiamento ed un bellissimo Pleurobranchus testudinarius (lumaca tartaruga) che passeggia sul fondo ciottoloso. Non sto ovviamente a ribadire che il caro Fabio si è già spogliato e quando risalgo, mi aiuta a prendere la fotocamera ed i piombi mentre esco dall’acqua. Ce ne torniamo così a casa verso mezzanotte, soddisfatti per la bella serata trascorsa insieme, Fabio ha una grande abilità nel cercare i soggetti, ma dovrò istruirlo a dovere per farmi da “badante”, costringendolo ad aspettarmi prima di passare oltre! Grande Fabio, grazie per le foto e non mandarmi l’avvocato!

Puolo – Underwater Photo Days Punta Campanella – Immersione Notturna

Questa sera sono particolarmente felice per un’evento eccezionale … mia moglie Mariolina mi accompagna all’immersione notturna per poi festeggiare insieme il nostro 23°  anniversario di matrimonio. Quando siamo a casa le chiedo se vuole indossare una tuta comoda per venire in gommone, oppure indossare un vestito per aspettarmi al “Paguro”, opta per la seconda opzione anche perchè c’è ancora vento ed onda a Puolo e non se la sente di venire a prendere freddo in barca. Arriviamo con lo scooter alle 20:30 a Marina della Lobra, ho preso da casa la muta stagna ed anche il Tokina 10-17 mm per prestarlo a Pietro che lo userà nel minidome con il Kenko 1,4x; per le 21 siamo pronti a partire, con Ivana che resterà in barca e Gianluigi incredibilmente in acqua in notturna con la sua fotocamera  Nauticam NA-D810.

Quando lasciamo il diving il mare è ancora abbastanza mosso, fortunatamente la baia è comunque praticabile. Ancoriamo e scendiamo in acqua. Mentre Mimmo, Edoardo, Pietro Andrea, Gabriella  e Gianluigi se ne vanno al centro di Puolo, io decido di costeggiare la parete destra, dove c’è anche l’albero caduto in mare, per cercare un itinerario diverso dal solito. Sulla parete si vede qualche bel sarago e poco altro. guardo in tutti ii buchi in cerca di un gattuccio che avevo visto qualche anno fa ma non c’è nulla. Taglio quasi subito verso la parete opposta sorvolando il sabbione dove ci sono i miei amici e raggiungo la parete sinistra dve trovo un bellissimo Pagro. Pochi attimi dopo inizio a rimpiangere l’ottica grandangolare … un gronco di un metro e mezzo si trova fuori tana, in cerca di prede, mi avvicino e provo a farlo entrare nell’inquadratura del Micro Nikkor 60 mm montato sulla mia Nauticam NA-D850 con i flash Inon Z240, cupole Glodive e bracci Flex-Arm. L’impresa è ardua, decido così di fare un primo piano prima di vedrlo sparire in un buchetto della roccia che non immaginavo potesse contenerlo interamente. Tra le alghe c’è anche un pesce ago perfettamente mimetizzato e una coppia di gamberi meccanici. Andrea mi segnala poi la presenza di una lepre di mare che sta nuotando a mezz’acqua, anche in questo caso è difficile farla entrare nel fotogramma e dopo poco lascio campo libero a Gabriella che nel frattempo è sopraggiunta per fotografarla con il minidome. Andrea poi trova una polpessa ed inizia a filmarla con la sua Gopro, non riesco ad inquadrare altro se non il cefalopode e la sua mano.  Termino l’immersione fermandomi a pochi metri d’acqua provando a richiamare con le potenti lampade alcuni piccoli organismi natanti, provando ad effettuare un test per la Blackwater che prima o poi organizzeremo qui a Massa Lubrense. Rientriamo al diving infreddoliti, l’acqua in profondità è veramente fredda, Mimmo infatti quasi trema dal freddo durante la navigazione. Alle 23:30 siamo a terra con mia moglie che ci attende anche lei infreddolita. Mentre sistemiamo tutte le attrezzature e il “Paguro” ci prepara la cena, non ci sediamo a tavola prima di mezzanotte. Restiamo amabilmente a cenare fino all’1:30, quando iniziamo il rientro verso casa in scooter. Una fantastica giornata, festeggiata alla grande!

 

Puolo con Dario – Immersione Notturna

Caldo torrido, in auto non si può stare, 39,5°C alle ore 14:30 e 29,5°C alle ore 20:15! Unica soluzione è rinfrescarsi in mare. Così raggiungo Puolo per fare immersione con i miei amici dell’Associazione J. Cousteau a cui si aggiunge l’australiano Gaetano Dario Gargiulo che arriva in auto con Francesco De Rosa. 

Aspettiamo il tramonto ed anche che cominci il buio, ma una volta in acqua ancora si vede il chiarore del tramonto. Scendo subito sul sabbione e mi imbatto nella “solita” rete da posta a pochi metri di profondità. La sorvolo segnalandola ai miei amici che invece seguono la parete. Stasera sulla sabbia non c’è nulla, solo qualche rifiuto antropico … taglio verso la roccie e nemmeno tra le pietre “gira” qualcosa d’interessante. Risalgo verso la parete dove ci sono i miei amici e si inizia a vedere qualcosina, una murena, qualche paguro, fin quando arrivo al punto dove avevo visto i pesci ago. Li ritrovo tra le verdi  foglie, due maschi sono insieme nella stessa pianta, mentre una femmina è poco distante tra le alghe brune del fondale. Noto che c’è stato già il passaggio dei miei compagni perchè i longilinei pinnuti sono abbastanza poco collaborativi, forse anche disturbati dalle mie potenti lampade. Riesco a fotografarli insieme con il Micro Nikkor 60 mm montato sulla Nauticam NA-D850, a cui ho abbinato anche la lente Nauticam SMC, montata sul flip per poterla mettere in uso appena necessario. Anche oggi ho configurato il tutto con i flash Inon Z240 con cupole GloDive e bracci galleggianti Flex-Arm. Resta poco altro da fotografare stasera, un grosso paguro con le attinie, alcune uova di calamaro in una spaccatura della roccia ed un piccolissimo gambero vinaio Gnatophyllum elegans, così me ne vado in cerca delle piccole conchiglie tra le foglie di posidonia … e fatico a trovare una Smaragia viridis, mentre l’altra sera ne ho viste tre. Termino l’immersione dopo oltre 90′ tra i ciottoli dove ci sono alcuni pesci lucertola Synodus saurus e un gronco delle baleari Areosoma balearicus che si sotterra davanti ai miei occhi. I miei amici sono già all’asciutto ed asciutti, con le attrezzature già pronte per tornare in auto. Approfitto così del loro aiuto per farmi aprire la muta stagna senza dover ricorrere al cordino per l’evasione dalla muta alla Houdinì, prima di salutarli augurandogli una buona cena. Me ne torno a casa dopo aver sistemato il tutto per poi procedere alle operazioni di lavaggio che si protraggono fino a dopo la mezzanotte. Vado a dormire “cotto” ma sempre soddisfatto, la mia dose d’azoto me la sono procurata anche stasera!