Marco Gargiulo

#16 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

La giornata lavorativa inizia sotto la pioggia ma progressivamente il meteo migliora e a tratti viene fuori anche il sole tra le nuvole. Mentre sono a Napoli resto sorpreso nel vedere una bella casa prefabbricata trasportata sopra un camion. La temperatura raggiunge anche i 18°C ma nel tornare verso casa per partecipare ad alcune riunioni aziendali previste nel pomeriggio, in lontananza vedo nubi addensarsi sempre più, con evidente pioggia in mezzo al mare. Il vento teso da Sud comunque mantiene il mare calmo sottocosta. Vediamo come evolve nel pomeriggio e soprattutto cosa si prospetta in serata, quando sarà il momento di organizzarsi per un’immersione notturna, se possibile. 

 

A casa si susseguono situazioni da risolvere e resto “incastrato” fino ad oltre le 19, quando finalmente riesco ad iniziare a prepararmi. Passo al garage e poi scendo a Marina Grande di Sorrento. Si vede che siamo a marzo, i ristoranti sono di nuovo aperti e non si trova posto per parcheggiare nei pressi del Punta Campanella Diving Sorrento. Vado oltre e anche nel mio posto abituale ho difficoltà nel parcheggiare l’auto. I lavori di ristrutturazione al ristorante Delfino sono terminati e davanti all’ingresso sono state posizionate tre grandi fioriere che impediscono la sosta. Il ristorante è comunque chiuso così parcheggio lo stesso di lungo e inizio a prepararmi.

Passa il mio amico pescatore Antonio, gli racconto che mi è capitato di vedere una aragosta cibarsi del gattuccio morto che era stato ributtato in mare e lui mi spiega che c’è una tecnica di pesca di questi crostacei che consiste nel  lasciare per giorni le reti nelle zone rocciose per attirare le aragoste sulle prede impigliate e lasciate come esca … una cosa terribile!

Scatto una foto al mare calmo e completo la mia vestizione. Anche stasera c’è una marea bassissima. Nei giorni scorsi c’è stata tanta pioggia ed infatti l’acqua è molto torbida. 

Inizio la discesa sul pendio fangoso e trovo un pallone Super Santos, poi più a fondo una grossa sogliola, oltre i 35 metri di profondità. La seguo per un poco mentre si sposta sul fondo e alla fine riesco a scattare anche un selfie con lei.

Fotografo “al volo” qualcosa che mi sembra una lisca di aguglia mentre inseguo la sogliola, faccio solo uno scatto ma poi a casa, davanti al computer, mi accorgo che si tratta di un ottocorallo che non ho mai visto. Mando la foto al mio amico Fabio Russo che dopo poco svela l’arcano … probabilmente si tratta di una Funiculina quadrangularis, un ottocorallo coloniale filiforme che vive a grandi profondità, sicuramente uno scarto della pesca professionale. 

La profondità è elevata ed il tempo passa veloce. Risalgo rapidamente a batimetrie più consone ed incontro un pesce serpente. Sono ancora tanti i rifiuti che sono dispersi sul fondo, recupero un pennello e trovo anche un altro pallone verde, lì vicino c’è una bambola semi seppellita dal sedimento. La prendo per recuperarla ed approfitto per scattare delle foto posizionandola in verticale e per scattare anche qualche foto in doppia esposizione, poi la metto nella tasca della muta.

Torno a ridosso della scogliera per scaricarmi dell’azoto accumulato a fondo. Raggiungo il WC ed anche lì mi fermo a scattare delle immagini. In fase di rientro trovo ritrovo un mio vecchio amico, è sempre lui, Pippo, il pesce serpente che vedo da anni. Inizio però ad avere difficoltà a riconoscerlo, la sua escrescenza carnosa che ha sul muso sembra essersi in gran parte riassorbita, forse scomparirà completamente, ma penso di riuscire a riconoscerlo ancora, conoscendo bene … dove abita!

Rientro nel porto e risalgo, sono passate le 21 da un quarto d’ora, mi spoglio e sistemo tutto. Mando un messaggio ai miei familiari e poi risalgo a casa a lavare tutto accuratamente. Ovviamente scatto una foto ricordo con la bambolina che si aggiunge alla mia collezione!

 

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